venerdì 24 giugno 2016

SABAUDIA IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO L'ISTANZA CAUTELARE PROPOSTA DALLA SI.GI CONTRO IL COMUNE DI SABAUDIA E LA SIS PER LA C.D. PROPROGA DELLA CONCESSIONE DEL PARCHEGGIO NELLE MORE DELLA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato ieri 23 giugno 2016 si è pronunciato sul ricorso numero di registro generale 3606 del 2016, proposto da: Sigi Servizi Srl, contro Comune di Sabaudia e SIS - Segnaletica Industriale Stradale Srl per la riforma della sentenza del T.A.R. Lazio, Latina, Sez. I, n. 00201/2016, resa tra le parti, concernente l’affidamento della concessione di servizio della gestione di aree per il parcheggio a pagamento – MCP.
Il Consiglio ha rilevato che, nel caso di specie, l’Amministrazione si è limitata a prorogare l’affidamento alla SIS, senza dare in alcun modo esecuzione alla sentenza del TAR appellata.
Ritenuto, comunque, non prospettabile il danno grave ed irreparabile per l’appellante, anche nella prospettiva di un giudizio di bilanciamento con il contrapposto interesse pubblico, il Collegio ha emesso una ordinanza con cui ha respinto l'istanza cautelare della SI.GI.
Ora si dovrà attendere la decisione definitiva nel merito.

IN VIGORE LE MISURE FINANZIARIE URGENTI PER GLI ENTI TERRITORIALI

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno il D.L. 11 del 21 giugno con cui il governo ha emanato "Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio".
Un provvedimento molto importante per gli enti locali e più volte sollecitato dal Presidente dell'ANCI Fassino.
Il decreto è molto articolato e non tratta solamente di enti locali.
L'art. 1 reca disposizioni relative al fondo di solidarietà comunale
L'art. 2 attiene alla applicazione graduale di riduzioni del fondo di solidarietà comunale
L'art. 3 destina un contributo straordinario al comune de L'Aquila
L'art. 4 tratta del fondo per contenziosi connessi a sentenze esecutive relative a calamità o cedimenti
L'art. 5 concerne disposizioni relative alle vittime dell'alluvione verificatosi il 5 maggio 1998 a Sarno
L'art. 6 reca disposizioni relative alla restituzione dei finanziamenti contratti a seguito del sisma del maggio 2012 per il pagamento di tributi, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria
L'art. 7 elimina la sanzione economica per le città metropolitane e le province che non hanno rispettato il
Patto di stabilità interno per l’anno 2015
L'art. 8 contiene il riparto del contributo alla finanza pubblica di province città metropolitane
L'art. 9 elimina per l'anno 2016 il prospetto verifica pareggio di bilancio
L'art. 10 attua l'intesa stato Regioni dell'11 febbraio 2016
L'art. 11 riguarda la regione Siciliana
L'art. 12 riguarda la regione della Valle d'Aosta
L'art. 13 contiene la proroga dei termini contenuti nel D.lgs n. 68/201
L'art. 14 riguarda le misure per gli enti territoriali in crisi finanziaria
L'art. 15 prevede disposizioni per il Piano di riequilibrio finanziario
L'art. 16  concerne le spese per il personale
L'art. 17 riguarda il personale insegnante ed educativo
L'art. 18 si occupa del servizio riscossione enti locali
L'art. 19 contiene la copertura finanziaria del fondo contenziosi e Valle d'Aosta
L'art. 20 riguarda la tempestività dei pagamenti in campo sanitario
L'art. 21 Contiene misure di governo della spesa farmaceutica e di efficientamento dell’azione dell’Agenzia italiana del farmaco
L'art. 22 riguarda la dotazione finanziaria per la realizzazione degli interventi attuativi della sentenza di condanna della Corte di giustizia dell’Unione europea del 2 dicembre 2014 relativa alla procedura di infrazione comunitaria n. 2003/2007. Disposizioni per gli interventi dei commissari straordinari ai sensi della direttiva 91/271/CEE in materia di trattamento delle acque reflue urbane
L'art. 23 tratta di misure di sostegno a favore dei produttori di latte e di prodotti lattiero caseari
L'art. 24 infine tratta di misure urgenti per il patrimonio e le attività culturali
Il testo della G.U. lo trovate qui:

LA ZATTERA DI PIETRA SCOMPARE ALL'ORIZZONTE

Dal bellissimo romanzo di Saramago colgo l'immagine della zattera di pietra che, come un'isola si stacca dal continente per andare verso l'ignoto in una vita propria.
Così la zattera di pietra della Gran Bretagna ha lasciato gli ormeggi e già, anche se molto lentamente comincia ad allontanarsi dal Continente. Cosa faranno quei giovani? Che futuro avranno? Meritavano questa punizione? Bastano le dimissioni di un uomo per pagare questo disastro? Nell'antica Grecia non tutti ritenevano che affidare al popolo certe decisioni fosse saggio.
L'errore comunque è stato commesso nel 1992, quando alla Gran Bretagna fu consentito di avere uno status particolare, di non aderire all'euro, di poter fare quello che volevano con le banche...ecc. 

IL RAPPORTO DELLA SVIMEZ SULLO SVILUPPO DELLE IMPRESE NEL MERIDIONE

L'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel mezzogiorno (SVIMEZ) ha presentato un suo nuovo rapporto.
Con un punteggio superiore a 4 su 5 è la Lombardia la regione preferita dagli imprenditori italiani per insediare nuove imprese, seguita da Emilia Romagna (3,92), Veneto (3,86), Piemonte (3,58). Abruzzo (2,59) e Puglia (2,47) in testa alle regioni del Sud, Calabria in coda (1,73). Tra le province, Milano in testa, e Pescara più attrattiva di Aosta. Anche se, rispetto ai colleghi olandesi e tedeschi, gli industriali italiani continuano a percepire il Mezzogiorno come area più arretrata di quanto non sia in realtà e lamentano soprattutto la carenza di servizi di trasporto e la presenza della criminalità quali fattori che inibiscono dall’insediare imprese. Sono solo alcuni dei dati emersi dallo studio “L’attrattività percepita di regioni e province del Mezzogiorno per gli investimenti produttivi” di Dario Musolino, pubblicato sull’ultimo numero della Rivista Economica del Mezzogiorno, trimestrale della SVIMEZ diretto da Riccardo Padovani ed edito da Il Mulino. 
A livello di percezione, Sud più arretrato di quanto non sia in realtà - Interessante inoltre l’analisi che mette a confronto il divario percepito dagli imprenditori a livello soggettivo con quello reale certificato ad esempio dal livello del Pil procapite nelle varie regioni. Lo studio mette infatti a confronto le regioni più sviluppate e quelle meno sviluppate dell’Italia (Lombardia e Calabria) con quelle dell’Olanda (Utrecht e Winschoten) e della Germania (Frankfurt e Flensburg). Dal paragone emerge che in Germania e Olanda il gap di attrattività tra le regioni è percepito in modo inferiore rispetto alla realtà (in Germania il divario di percezione è 1,71 contro il 2,1 del divario reale; in Olanda è rispettivamente 1,44 contro 1,8). Situazione capovolta in Italia, dove se il divario reale è pari a 2, quello di percezione sale a 2,34. I motivi? Sotto accusa servizi di trasporto carenti e criminalità - Ma quali sono i fattori che inibiscono l’attrattività delle regioni meridionali? Che cosa allontana gli imprenditori dall’insediare imprese nel Sud? Secondo 1 su 4 degli imprenditori intervistati il problema maggiore viene dalla carenza di infrastrutture di trasporto e logistica, quindi dalla scarsa accessibilità del territorio meridionale (26,4%), seguito dalla povertà del tessuto produttivo (presenza di clienti, fornitori, altre imprese: 21,3%). Pesa fortemente anche la presenza della criminalità organizzata (13%). Da rilevare che l’inefficienza della PA, un problema notevole, viene segnalato come tale al Sud soltanto dal 3,5% degli imprenditori. 
Il rapporto lo trovate qui:

IL COMUNE DI ROMA E IL MANCATO PASSAGGIO DELLE CONSEGNE


Leggendo i giornali ho appreso che tra l'ex commissario straordinario del Comune di Roma e il neo Sindaco, non vi sarebbe stato il passaggio delle consegne, né dell'evento vi è cenno sul sito web del Comune. 
Sono rimasto stupito non tanto per l'aspetto della apparente scortesia istituzionale ma soprattutto per quello gestionale.
Sempre dalla stampa si apprende che il Commissario non sarebbe stato tenuto.
E' pur vero che la legge per i passaggio delle consegne prevede solo la fattispecie da un Sindaco all'altro, ma è anche vero che il Commissario straordinario assume tutte le funzioni del Sindaco, oltre che della Giunta e del consiglio comunale.
Il passaggio delle consegne ha una notevole importanza in quanto a parte alcuni aspetti meramente formali, come la consegna della fascia tricolore, rappresenta l’effettivo trasferimento della gestione dell’ente, per cui si tratta di un evento che deve essere preparato adeguatamente, pretendendo che si provveda a tutti gli adempimenti richiesti per legge.
Alla cerimonia devono essere presenti oltre a chi lascia la carica e a chi assume l’ufficio di Sindaco, anche il Segretario comunale ed i Revisori dei conti.
Il Sindaco uscente deve consegnare una relazione redatta ai sensi dell’art. 4 del D.lgs. 6 settembre 2011, n. 149 secondo lo schema approvato con DM 26 aprile 2013, che dovrà essere sottoscritta per presa visione dal Sindaco entrante.
Alla relazione è opportuno che vengano allegati:
- Inventario dei beni mobili e immobili
- Organigramma con il numero dei dirigenti e quello delle posizioni organizzative, nonché Pianta organica ed elenco del personale dipendente con le relative qualifiche 
- Servizi esternalizzati
- Eventuali criticità
- Numero dei parametri obiettivi per l’accertamento della condizione di ente strutturalmente deficitario.
È necessario che contestualmente venga effettuata la verifica straordinaria di cassa prevista dall’art. 224 del TUEL per accertare la gestione del servizio di tesoreria e di quello degli altri agenti contabili, secondo le norme stabilite dal regolamento di contabilità, che prevedono la redazione di apposito verbale da sottoscriversi da parte dei presenti e dal responsabile del servizio finanziario.
Ho qui riassunto solo alcuni dei punti cui accenno nel capitolo 6 del mio "Il Sindaco di tutti: come gestire i Comune per un risultato durevole"
In molti comuni d'Italia i Commissari straordinari che hanno lasciato l'incarico hanno pubblicato tempestivamente la relazione finale ed hanno partecipato attivamente al passaggio delle consegne.

giovedì 23 giugno 2016

LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. 59/2016 SULLE PROCEDURE ESECUTIVE E PER LA TUTELA DEGLI INVESTITORI DELLE BANCHE IN LIQUIDAZIONE

Alla Camera dei deputati oggi in Aula prosegue la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione (Approvato dal Senato).
Si tratta della conversione del  noto decreto-legge n. 59 del 2016 che:
- al Capo I contiene misure di sostegno alle imprese e di accelerazione del recupero crediti (anche mediante modifiche alle procedure civilistiche di esecuzione forzata e alla legge fallimentare);
- al Capo II disciplina gli interventi in favore degli investitori in banche in liquidazione;
- al Capo III reca disposizioni finanziarie relative, tra l'altro, alle imposte differite attive ed al personale del comparto del credito.
Il Capo IV del provvedimento contiene alcune disposizioni finanziarie.
Il provvedimento è stato esaminato in prima lettura dal Senato, che l’ha approvato con modifiche il 9 giugno 2016.
L’A.C. 3892 non ha subito modificazioni durante l’esame in Commissione alla Camera dei Deputati.

Nel testo sono previste notevoli novità per quanto riguarda una nuova garanzia reale mobiliare, di natura non possessoria, denominata “pegno mobiliare non possessorio”. Si tratta di una garanzia del credito in cui il debitore - diversamente che nel pegno (possessorio) – non si spossessa del bene mobile che ne è oggetto; la mancata disponibilità del bene da parte del creditore garantito è compensata da adeguate forme di pubblicità che, nello specifico, consistono nell'iscrizione della garanzia in un apposito registro informatizzato. 
Dopo quanto avvenuto ieri dovremo seguire le votazioni per capire se qualcosa è cambiato nelle alleanze in Parlamento, anche perché il tema trattato è molto delicato e di attualità.
Il testo della legge lo trovate qui:
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&tipoDoc=testo_pdl&idlegislatura=17&codice=17PDL0042500

IL GOVERNO TORNA AD INVESTIRE SULLE ENERGIE RINNOVABILI TRAMITE ENEL ED ENI

Finalmente il Governo ritorna sui propri passi e investe nuovamente sulle energie rinnovabili.
Parte un un piano di agevolazioni per le rinnovabili non fotovoltaiche da oltre 9 mld di euro, spalmati su 20 anni (25 anni per il solare termodinamico). 
Il nuovo decreto, firmato dal ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda prevede  a regime, 480 mln di euro all’anno di incentivazioni a favore di nuovi impianti da selezionare nel 2016. 
La decisione è stata resa nota dal presidente del consiglio unitamente all' l’ad di ENI, Claudio Descalzi, e il suo omologo di Enel, Francesco Starace. 
I due gruppi saranno in prima linea in quella che l’esecutivo definisce «la rivoluzione green» del paese. «Eni investirà da Manfredonia a Gela, da Venezia alla Sardegna in rinnovabili. E ha garantito che non si disimpegna dalla chimica verde», ha chiosato il presidente del consiglio. «Enel ha pronti oltre 2 mld di euro sui contatori digitali e 2,2 mld per le rinnovabili. Ad affiancare i due colossi energetici c’è anche Terna, rappresentata dall’ad, Matteo Del Fante.

SABAUDIA PIU' CONTROLLI SULLA GESTIONE DEL PUA DA PARTE DEL PARCO, DEL COMUNE E DELLA GUARDIA COSTIERA

LATINA EDITORIALE OGGI  ci riferisce di un intervento fatto in maniera coordinata  da guardia costiera, Comune di Sabaudia, Polizia locale  e Parco Nazionale per verificare il rispetto del Piano Utilizzo Arenili .
Per la prima volta una scelta di fare queste verifiche all'inizio della stagione e in maniera sinergica tra tutte le amministrazioni competenti. 
Non come si è fatto fino ad oggi con interventi separati e magari fatti a fine stagione.
Solo così si possono ottenere i risultati attesi.
Forse la prossima volta si potrebbero invitare anche l'ispettorato del lavoro e la ASL....
Mi auguro infatti che la cosa non si fermi qui.
Si vede comunque che la musica è cambiata.
L'intervento è stato mirato a verificare il rispetto delle norme nell'interesse dei turisti. 
Spero che poi si passi anche a verificare i famosi varchi chiusi nell'area tra Ponte Giovanni XXIII e Torre Paola e i sottopassaggi di alcune ville site dal lato del lago e che portano al mare passando sotto la strada lungomare.

PUBBLICATO SULLA G.U. N. 145 DEL 23 GIUGNO IL DPR CON LO SCIOGLIMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SABAUDIA

Con proprio Decreto in data 6 giugno il Presidente della Repubblica, sulla proposta del Ministro dell’interno, ha formalmente sciolto il Consiglio comunale ed ha nominato il dr. Antonio Luigi Quarto Commissario per la gestione provvisoria dell'ente. 

AFFIDAMENTI DIRETTI E' CAMBIATA LA NORMATIVA MA CHI LA RISPETTA?

L’art. 36 del D.lgs 50/2016 prevede che per gli affidamenti di servizi o forniture di importo inferiore a 40.000 euro, si possa procedere mediante affidamento diretto, adeguatamente motivato e nel rispetto dei principi dell’art.4 dello stesso Codice dei contratti e dell’ulteriore principio di rotazione in modo da assicurare l'effettiva possibilità di partecipazione delle piccole e medie imprese.Pertanto, la procedura attuale è molto differente rispetto a quella della precedente normativa (D.lgs 163/2006). 
L’art. 36, comma 7, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (di seguito “Codice”) affida all’ANAC la definizione, con proprie linee guida, delle modalità di dettaglio per supportare le stazioni appaltanti nelle attività relative ai contratti di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea e migliorare la qualità delle procedure, delle indagini di mercato nonché la formazione e gestione degli elenchi degli operatori economici. 
Occorre tener presente che la maggioranza dei Comuni italiani a causa delle proprie dimensioni procede con affidamenti diretti in oltre il 90% dei casi. 
A mio avviso ogni Comune, dovrebbe approvare un nuovo regolamento dei contratti per recepire le norme del nuovo Codice inserendo norme applicativa adeguate alle proprie esigenze e tenendo conto dell'importo medio degli affidamenti dell'anno precedente, per cui, se la media è inferiore ai 40.000 euro, non è certamente possibile che tutti o quasi gli affidamenti siano fatti in modo diretto. 
A questo proposito ci soccorre l’ANAC, con le sua Linee Guida secondo la quale le stazioni appaltanti hanno la facoltà di ricorrere, nell'esercizio della propria discrezionalità, alle procedure ordinarie, anziché a quelle semplificate, qualora le esigenze del mercato suggeriscano di assicurare il massimo confronto concorrenziale. Pertanto, in applicazione dei principi enunciati dall'art. 30, comma 1 e soprattutto nelle ipotesi in cui il mercato risulti particolarmente ampio, le stazioni appaltanti, nella determina o delibera a contrarre, non dovrebbero limitarsi ad individuare la procedura applicabile con riferimento agli importi di cui all'articolo 36, ma dovrebbero, ad esempio, dare conto delle ragioni che le hanno indotte ad optare per un sistema di affidamento non aperto alla partecipazione di tutte le imprese potenzialmente interessate. L’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture secondo le procedure semplificate di cui al citato art. 36, postulano, quindi, il rispetto dei principi di economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, nonché del principio di rotazione e devono assicurare l’effettiva possibilità di partecipazione delle piccole e medie imprese. Nell'espletamento delle suddette procedure, le stazioni appaltanti garantiscono, in aderenza:
a) al principio di economicità, l’uso ottimale delle risorse da impiegare nello svolgimento della selezione ovvero nell'esecuzione del contratto;
b) al principio di efficacia, la congruità dei propri atti rispetto al conseguimento dello scopo cui sono preordinati;
c) al principio di tempestività, l’esigenza di non dilatare la durata del procedimento di selezione del contraente in assenza di obiettive ragioni;
d) al principio di correttezza, una condotta leale ed improntata a buona fede, sia nella fase di affidamento sia in quella di esecuzione;
e) al principio di libera concorrenza, l’effettiva contendibilità degli affidamenti da parte dei soggetti potenzialmente interessati;
f) al principio di non discriminazione e di parità di trattamento, una valutazione equa ed imparziale dei concorrenti e l’eliminazione di ostacoli o restrizioni nella predisposizione delle offerte e nella loro valutazione;
g) al principio di trasparenza e pubblicità, la conoscibilità delle procedure di gara, nonché l’uso di strumenti che consentano un accesso rapido ed agevole alle informazioni relative alle procedure;
h) al principio di proporzionalità, l’adeguatezza ed idoneità dell’azione rispetto alle finalità e all’importo dell’affidamento;
i) al principio di rotazione, il non consolidarsi di rapporti solo con alcune imprese

L’ANAC, nelle predette Linee Guida ha evidenziato che l’affidamento diretto adeguatamente motivato deve rispettare i principi generali e non può essere inteso come scelta discrezionale: “L’espressa previsione normativa del necessario rispetto dei menzionati principi impone una rivisitazione delle prassi abitualmente seguite dalle stazioni appaltanti nelle procedure sotto soglia, soprattutto nel senso dell’adozione di procedure improntate ad una maggiore trasparenza nella scelta del contraente.  In particolare, il richiamo ai principi che governano le procedure di evidenza pubblica esclude che gli affidamenti sotto soglia, ivi incluso l’affidamento diretto, possano essere frutto di scelte arbitrarie e impone alle stazioni appaltanti di predefinire ed esplicitare i criteri per la selezione degli operatori economici, con riferimento allo specifico contratto, nonché di assicurare adeguate forme di pubblicità agli esiti delle procedure di affidamento”. Dunque, occorre indicare preventivamente i criteri di scelta anche per l’affidamento diretto. Sempre l'ANAC afferma che  “Il principio di rotazione, finalizzato ad evitare la formazione di rendite di posizione a favore di alcuni operatori economici in violazione del principio di concorrenza, è volto a favorire la distribuzione delle opportunità degli operatori economici di essere affidatari di un contratto pubblico. È necessario altresì tenere conto delle realtà imprenditoriali di minori dimensioni, fissando requisiti di partecipazione e criteri di valutazione che, senza rinunciare al livello qualitativo delle prestazioni, consentano la partecipazione anche delle micro, piccole e medie imprese, valorizzandone il potenziale”. Pertanto sempre l'ANAC “Si reputa che una motivazione adeguata dà dettagliatamente conto del possesso da parte dell’operatore economico selezionato dei requisiti richiesti nella delibera a contrarre, della rispondenza di quanto offerto alle esigenze della stazione appaltante, di eventuali caratteristiche migliorative offerte dal contraente e della convenienza del prezzo in rapporto alla qualità della prestazione. A tal fine, si ritiene che le stazioni appaltanti, anche per soddisfare gli oneri motivazionali, possano procedere alla valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici.
La procedura da seguire è ben descritta al punto 4 delle già citate Linee Guida.
Dall'esame delle determinazioni pubblicata da molti Comuni vedo che nessuno si è preso la briga di recepire le nuove norme né di "motivare" adeguatamente gli affidamenti diretti. 

LA DECISIONE DELLA CORTE DEI CONTI NEL GIUDIZIO SUL RENDICONTO GENERALE DELLO STATO DELL'ESERCIZIO 2015

Giovedì 23 giugno 2016, alle ore 11,00, presso la Sede centrale di Viale Mazzini 105, nell'Aula delle Sezioni riunite, la Corte dei conti, presieduta dal Presidente Raffaele Squitieri, alla presenza delle più alte cariche istituzionali, ha pronunciato la decisione nel giudizio sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2015.
Sia pur nella cornice esteriore di una cerimonia, si è tenuta oggi in realtà, con le regole proprie del rito giurisdizionale, il giudizio sulla regolarità del Rendiconto dello Stato per l’anno 2015. 
Il presidente ha proposto alcune  brevi considerazioni che, a partire dalla parificazione del rendiconto, si sono estese alle più generali funzioni di controllo che, rafforzate negli ultimi anni, vedono l’Istituto posto a garanzia degli equilibri finanziari dell’intera Amministrazione pubblica.
Il presidente Squitieri ancora una volta ha puntato il dito sulla debolezza della ripresa e sui tagli che stanno penalizzando la funzionalità dei servizi pubblici.
Per quanto riguarda la spesa per il personale dipendente delle pubbliche amministrazioni è da considerare sotto controllo ed ha offerto un contributo assai significativo al miglioramento dei conti pubblici: dal 2010 ad oggi ha determinato risparmi per circa 11 miliardi di euro. A questo risultato ha concorso in primo luogo la diminuzione del numero dei dipendenti pubblici: dal 2008 al 2013 circa il 7% in meno e, negli enti locali, la riduzione è stata invece del 9,5%. Ed hanno concorso il blocco dei rinnovi contrattuali nazionali e la imposizione di tetti alla spesa per la contrattazione decentrata: si può stimare che attualmente la condizione dei dipendenti pubblici sia mediamente ritornata a quella del 2006, con il conseguente azzeramento degli effetti positivi determinati dai rinnovi contrattuali del 2008 e del 2009. Il trattamento economico medio annuale di un dipendente pubblico è pari a circa 31.000 euro e che sia il numero dei dipendenti pubblici del nostro paese che la incidenza del loro trattamento economico sul PIL sono da considerare in linea con i dati medi della Unione Europea. 
Per quanto riguarda il costo delle prerogative sindacali la relazione mette in evidenza che i costi sono calati, anche se essi pesavano nel 2014 per circa 116 milioni di euro. 
Accanto a questi elementi la relazione mette in evidenza la permanenza di una serie di nodi irrisolti che possono produrre conseguenze sempre più negative: l’aumento della età media dei dipendenti pubblici (cd invecchiamento), la persistenza di una loro scarsa qualificazione professionale (il numero dei dipendenti laureati continua ad essere basso), la mancata re-ingegnerizzazione dei procedimenti amministrativi ed il sostanziale fallimento delle politiche che tendono a collegare al merito la erogazione di una parte significativa del trattamento economico accessorio.
Ma sia pur dal linguaggio paludato dei magistrati che sono intervenuti come Angelo Buscema, Presidente di coordinamento delle Sezioni Unite in sede di controllo emergono molte ombre e poche luci : "L'uscita dalla lunga recessione e il riavvio un processo di sviluppo economico e di ripresa dell'occupazione sono segnali importanti, che devono essere colti a pieno e consolidati con una attenta calibratura delle linee di azione dei governi dei paesi europei".
Per la Corte, si tratta di "un bilanciamento particolarmente difficile per l'Italia, dove il recupero della crescita del prodotto lordo, dopo la lunga crisi, appare ancora troppo modesto e, soprattutto in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri paesi europei".
La relazione del Preidente Squitieri la trovate qui:
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sezioni_riunite/sezioni_riunite_in_sede_di_controllo/2016/rendiconto_generale_dello_Stato_2015_introduzione_presidente_squitieri.pdf -La relazione del Presidente Buscema la trovate qui:
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Corte-conti-relazione-su-rendiconto-dello-stato-Ripresa-troppo-modesta-in-ritardo-rispetto-agli-altri-Paesi-della-UE-02083f11-91e3-4627-9fde-be3757476919.html

CORTE DEI CONTI: LINEE GUIDA E RELATIVO QUESTIONARIO PER GLI ORGANI DI REVISIONE ECONOMICO FINANZIARIA DEGLI ENTI LOCALI PER L’ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 1, COMMI 166 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2005, N. 266. BILANCIO DI PREVISIONE 2016-2018.

La Corte dei Conti, sezione delle autonomie ha approvato le LINEE GUIDA E RELATIVO QUESTIONARIO PER GLI ORGANI DI REVISIONE ECONOMICO FINANZIARIA DEGLI ENTI LOCALI PER L’ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 1, COMMI 166 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2005, N. 266. BILANCIO DI PREVISIONE 2016-2018.
Queste linee guida per la relazione degli organi di revisione sui bilanci di previsione 2016-2018 degli enti locali, ai sensi dei commi 166 e seguenti dell’art.1 della legge n. 266/2005, sono funzionalmente collegate alla delibera di indirizzo n. 9/SEZAUT/2016/INPR del 23 marzo 2016, rivolta agli enti territoriali per una corretta ed integrale applicazione delle disposizioni in materia dettate dal nuovo sistema di contabilità armonizzata. 
A differenza di quanto determinato con le delibere n. 23/2013 e n. 18/2014, per gli esercizi 2013 e 2014, la delibera n. 9/2016 non ha finalità sostitutiva delle linee guida, giacché la durata dell’esercizio provvisorio ha riguardato un arco temporale limitato e conseguentemente non è venuta meno l’utilità loro attribuita dalle norme vigenti. 
L’esercizio 2016 rappresenta un momento centrale per l’entrata a regime della riforma contabile per tutti gli enti che non hanno partecipato alla sperimentazione, ai sensi dell’art. 78 del d.lgs. n. 118/2011 e s.m.i, e che hanno rinviato alcuni degli adempimenti richiesti dall’armonizzazione (fra cui, in particolare, l’adozione degli schemi di bilancio armonizzati, il bilancio di cassa, l’applicazione della codifica della transazione elementare, l’adozione del piano dei conti integrato, l’affiancamento della contabilità economico-patrimoniale a quella finanziaria per garantire la rilevazione unitaria dei fatti gestionali, la predisposizione del bilancio consolidato). Pertanto, con le presenti linee guida la Corte ha inteso porre l’accento, oltre che sui profili gestionali, anche su tali aspetti che rappresentano per l’esercizio considerato un importante banco di prova per l’entrata a regime definitiva della riforma contabile, nella prospettiva della sana gestione finanziaria degli enti locali. 
Delibera 24/2016http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2016/delibera_24_2016_sezaut.pdf
Linee guida
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2016/delibera_24_2016_sezaut_linee_guida.pdf
Questionario
http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/2016/delibera_24_2016_sezaut_questionario.pdf
L'unico problema è che oramai molti Comuni hanno già provveduto.....