giovedì 22 dicembre 2016

IL MIO NUOVO LIBRO TRATTA DELL' UTOPIA DI UN COMUNE E DI COME TRASFORMARLA IN REALTA'

E' uscito il mio nuovo libro. Dall’isola di Utopia di Thomas Moore alla cruda realtà dei Comuni italiani; alle prese con una vision: lo scenario futuro della comunità locale immaginato da qualche candidato, che troppo spesso stenta a realizzarsi ed a prendere forma a causa dell’inesperienza, con il rischio di infrangersi contro l’ostruzionismo della dirigenza, fino a diventarne ostaggio. 
Per realizzare il cambiamento non si può iniziare facendo gli apprendisti, occorre partire con il piede giusto, prendendo possesso della stanza dei bottoni essendo già padroni dell’organizzazione, degli strumenti, delle conoscenze. 
La realizzazione del programma di mandato viene attuata con le missioni che esprimono le finalità di fondo dell’ente in coerenza con le disposizioni normative e con gli ideali, i valori e le aspirazioni assunti a base dell’azione amministrativa. 
La missione rappresenta la modalità con la quale gli organi interpretano il ruolo istituzionale dell’ente all’interno della comunità locale e, dunque, l’elemento peculiare che lo contraddistingue rispetto alle altre amministrazioni.
Questo volume vuole aiutare gli aspiranti amministratori (di maggioranza o di opposizione) a conoscere da dentro organizzazione, competenze, ecc. in modo da potersi muovere al meglio.
Il tutto senza perdere di vista i valori etici che definiscono doveri e responsabilità nei rapporti tra l’ente e i propri stakeholder e devono informare, insieme alla visione e alla missione, le finalità e gli obiettivi del programma di mandato nonché dei successivi documenti di programmazione.
LO TROVATE QUI:
http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/304795/utopia-di-un-comune-2/

mercoledì 21 dicembre 2016

LA DELIBERA DELL'ANAC RELATIVA ALL'INCARICO DI DIRIGENTE DEL SETTORE TURISMO DI ROMA CAPITALE

L'ANAC con la delibera n. 1305 del 21 dicembre 2016 "Concernente la violazione del d.P.R. n. 62/2013 e del codice di comportamento dei dipendenti di Roma Capitale, da parte del dott. Raffaele Marra, direttore del dipartimento organizzazione e risorse umane di Roma Capitale, con particolare riferimento al procedimento di nomina del fratello, dott. Renato Marra, quale dirigente della direzione turismo di Roma Capitale. Fascicolo/UVMAC 4883/2016", è intervenuta sulla nota questione.
Sul sito dell'ANAC è stato pubblicato il seguente comunicato:
A seguito di un esposto della Direr, l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha svolto attività di vigilanza su un possibile conflitto di interessi del dott. Raffaele Marra, direttore del dipartimento Organizzazione e Risorse umane di Roma Capitale, nella nomina a capo della direzione Turismo del fratello Renato Marra. 
A tal fine è stata richiesta al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) di Roma Capitale una relazione che ripercorresse l’iter seguito nell’interpello. A seguito dell’esame della suddetta relazione, nella seduta odierna il Consiglio dell’Anac ha ritenuto configurabile il conflitto di interessi. Tale situazione, secondo l’Autorità, sussiste sia nel caso in cui il dirigente abbia svolto un mero ruolo formale nella procedura, che nell’eventualità di una sua partecipazione diretta all’attività istruttoria, come sembrerebbe emergere dall’ordinanza sindacale n. 95/2016. 
La delibera adottata dall’Autorità è stata trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, alla struttura comunale competente per l’accertamento della eventuale responsabilità disciplinare e alla Procura regionale della Corte dei conti e all’Ispettorato della funzione pubblica per le questioni relative all’inquadramento del dottor Marra nei ruoli della dirigenza di Roma Capitale. Ulteriori elementi riguardanti la procedura di interpello sono stati chiesti al Rpct di Roma Capitale.
La deliberazione la trovate qui:
Personalmente nutro perplessità anche sul fatto che sia stata adottata una ordinanza per l'affidamento dell'incarico dato che a mio avviso il provvedimento avrebbe dovuto avere la veste di decreto; anomala appare  anche la procedura dell'istruttoria.

IL TESTO PUBBLICATO DELLA LEGGE DI BILANCIO 2017

Finalmente sul Supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 297/2016 del 21 dicembre è stata pubblicata la legge n. 232, approvata in via definitiva dal parlamento il 7 dicembre e recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019.
Dal dossier di accompagnamento della legge si apprende che dopo la riforma del 19781 che istituì nell'ordinamento contabile italiano la legge finanziaria, dopo la riforma del 20092 che la tramutò in legge di stabilità, una nuova riforma è intervenuta nel 20163, a ridisegnare la disciplina di contabilità e finanza pubblica.
La sessione parlamentare di bilancio dell'ottobre-dicembre 2016 segna la prima prova di questa nuova disciplina, connotata dalla unificazione della legge di bilancio e della legge di stabilità in un unico provvedimento: la nuova legge di bilancio.
Essa è riferita ad un periodo triennale ed è articolata in due Sezioni.
La Sezione I può dirsi svolgere le funzioni di quello che era il disegno di legge di stabilità.
La Sezione II corrisponde, nella sostanza, al tradizionale disegno di legge di bilancio. Se ne discosta tuttavia perché ora viene ad assumere un contenuto sostanziale, potendo incidere direttamente (attraverso rimodulazioni, rifinanziamenti, definanziamenti o riprogrammazioni) sugli stanziamenti (sia di parte corrente sia di parte capitale) previsti a legislazione vigente. Integra, nelle sue poste contabili, gli effetti delle disposizioni della Sezione I.
In altri termini, la Sezione II (un tempo legge di bilancio) si fa legge sostanziale, modificativa delle disposizioni che compongono l'ordinamento.
Dall'integrazione in un unico documento di quel che era suddiviso in legge di bilancio e legge di stabilità, consegue che la decisione di bilancio verta sull'insieme delle entrate e delle spese pubbliche, anziché sulla loro variazione al margine, come innanzi avveniva.
Gli approfondimenti saranno pubblicati più avanti. 
Il Supplemento della G.U. lo trovate qui.

ISTAT: AGGIORNATI GLI INDICATORI PER LE POLITICHE DI SVILUPPO

La "Banca dati indicatori territoriali per le politiche di sviluppo" dell'ISTAT  contiene 315 indicatori (259 + 56 di genere) disponibili a livello regionale e sub regionale, per macroarea e per le aree obiettivo delle politiche di sviluppo. Le serie storiche, nella maggior parte dei casi, partono dal 1995 e arrivano fino all’ultimo anno disponibile.La banca dati è uno dei prodotti previsti dal Disciplinare stipulato tra Istat e Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (DPS), nell'ambito del progetto "Informazione statistica territoriale settoriale per le politiche strutturali 2010-2015" finanziato con il PON Governance e Assistenza tecnica FESR 2007-2013.
È possibile consultare gli indicatori, nonché i relativi dati di base utilizzati per costruirli, per aree tematiche e per gli ambiti di riferimento della programmazione delle politiche di sviluppo, ovvero gli undici Obiettivi tematici dell'Accordo di partenariato 2014-2020, le dieci priorità del Quadro strategico nazionale (Qsn) 2007-2013 ed i sei assi del Quadro comunitario di sostegno (Qcs) 2000-2006. Nei casi in cui non siano disponibili tutti i dati di base necessari a costruire un indicatore a livello sub regionale, le tavole dati vengono comunque diffuse senza l’indicatore.
La banca dati è aggiornata mensilmente (indicativamente il 20 di ogni mese, fatta eccezione per il mese di agosto), segnalando attraverso il flag “new” (in corrispondenza del file del tema, dell'obiettivo tematico, della priorità o dell’asse) dove sono presenti le nuove osservazioni.
Per approfondimento andate qui:

LA NOMINA DEI COMMISSARI DI GARA NELLE MORE DELL'ISTITUZIONE DELL'ALBO NAZIONALE

Il sistema della soft law applicato al nuovo Codice degli appalti comincia ad essere fonte di vertenze in quanto i tempi per il completamento dell'emanazione di tutti gli atti previsti si allungano.
Uno dei problemi è rappresentato dalla composizione delle commissioni giudicatrici.
Il TAR della Lombardia, - Brescia con sentenza n 1757 del 19 dicembre scorso è stato costretto ad intervenire anche su questa vicenda ritenendo infondato un dei motivi del ricorrente il quale lamentava il fatto che non fosse stato ancora istituito l'albo nazionale per i commissari di gara, poiché la norma dell’art. 77 prima parte del d. lgs. 50/2016 invocata è destinata a valere solo a regime, ovvero dopo che sarà stato creato l’albo dei commissari cui essa allude, e che al presente ancora non esiste; sino a quel momento, ai sensi del comma 12, “la commissione continua ad essere nominata dall'organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, secondo regole di competenza e trasparenza preventivamente individuate da ciascuna stazione appaltante”.
Sempre secondo il TAR  il cumulo delle funzioni di RUP e di presidente della commissione di gara non viola le regole di imparzialità, come ritenuto da costante giurisprudenza, che argomenta in termini di principio, e non con riguardo ad una specifica disciplina delle gare, e quindi si deve ritener condivisibile anche nel vigore della nuova normativa: si vedano C.d.S. sez. V 20 novembre 2015 n°5299 e 26 settembre 2002 n°4938.

ANAC: LE NUOVE LINEE GUIDA PER LA PUBBLICITA' DEI DATI RIGUARDANTI CHI RIVESTE INCARICHI POLITICI, DEI DIRIGENTI ECC.

Molte amministrazioni centrali e locali ancora oggi omettono di dare applicazione alle norme che dispongono la pubblicazione dei dati, del curriculum , dei compensi ecc dei componenti degli organi di indirizzo politico, dei dirigenti e dei titolari delle posizioni organizzative.
Allo scopo di pervenire ad una omogeneità di interpretazione l'ANAC ha reso disponibile per la consultazione lo schema di «Linee guida recanti indicazioni sull'attuazione dell’art. 14 del d.lgs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall'art. 13 del D.lgs. 97/2016». I contributi possono essere inviati entro il 27 gennaio p.v.
Il documento definisce in primo luogo le Amministrazioni e gli  enti destinatari delle Linee guida.
Segue l'individuazione dell' ambito soggettivo di applicazione.
Si passa quindi ad esaminare gli adempimenti spettanti ai titolari di incarichi politici, ai titolari di incarichi o cariche di amministrazione, di direzione o di governo ed infine ai titolari di incarichi dirigenziali; ai titolari di posizioni organizzative. 
Vengono precisati gli obblighi di comunicazione per i dirigenti.
Sono previsti anche gi adempimenti per i soggetti cessati dall’incarico .
Sono descritte ampiamente le sanzioni per le violazioni degli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 14. Per finire viene indicata la decorrenza e l'attuazione degli obblighi di pubblicazione
Il testo dello schema delle linee guida lo trovate qui:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/ConsultazioniOnLine/_consultazioni?id=1cc4e5c70a77804269ca3e690ddb3a58

FINANZIATE ALTRE 10 CASE DELLA SALUTE NEL LAZIO

Con la determinazione n. G14807 del 13 dicembre, avente per oggetto"DGR 68 del 01/03/2016 - Proseguimento del programma di attivazione di una Casa della Salute in ciascun Distretto Aziendale del Lazio ai sensi del DCA U00428/2013 e in coerenza con i Programmi Operativi - Impegno dell'importo complessivo pari ad € 4.900.000,00 sul Capitolo H22103 del Bilancio di Previsione della Regione Lazio - esercizio finanziario 2016", il Direttore regionale salute e politiche sociali , tenuto conto della Deliberazione di Giunta Regionale 68 del 01/03/2016 che, sulla linea degli atti di cui ai punti precedenti, assegna alle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere pubbliche del Lazio l’importo di € 5.500.000,00 al fine di avviare il percorso di attivazione di una Casa della Salute in ciascun Distretto territoriale ai sensi del DCA U00428/2013, iniziando dalle seguenti sedi: Labaro, Nomentano, Tuscolana, Rignano Flaminio, Anzio, Aprilia, Soriano nel Cimino, Bagnoregio, Ferentino, e Ceccano/Ceprano, avendo rilevato che il capitolo H22103 del Bilancio di previsione della Regione Lazio per l’anno 2016 reca la sufficiente disponibilità per l’assunzione dell’impegno finanziario relativo al presente provvedimento per un importo complessivo di € 5.500.000,00 e che nel frattempo è stato impegnato l’importo di € 600.000,00 a favore dell’ASL Roma 2 per il progetto di ristrutturazione del Presidio “Don Bosco in  Roma,   ha pertanto ritenuto di impegnare l’importo complessivo di € 4.900.000,00 a valere sul capitolo H22103 del bilancio regionale 2016, assegnate con DGR 68/2016 e finalizzato alla realizzazione del programma di utilizzo delle risorse destinate alla manutenzione straordinaria e ottimizzazione dell’offerta di salute nel Lazio, per l’attivazione di ulteriori dieci Case della Salute, al netto dei fondi già impegnati a favore dell’ASL Roma 2,  alle  ASL competenti come segue:
ASL RM1 = € 850.000,00; ASL RM4  € 850.000,00; RM6 = € 800.000,00; ASL Viterbo = € 500.000,00; ASL Frosinone = € 1.300.000,00; ASL Latina = € 600.000,00.
In questo modo saranno attivate ulteriori 10 case della salute.
Resta fermo il problema della mancata programmazione delle sedi di quelle per i distretti ancora scoperti.   

QUANTE AMMINISTRAZIONI APPLICANO L'ISTITUTO DELL'ACCESSO CIVICO?

Nonostante tutti gli interventi svolti ancora oggi l'istituto dell'accesso civico trova ancora reistenze nella pubblica amministrazione.
Com'è noto si tratta di una procedura  introdotta dall’art.5 del decreto legislativo 14 marzo 2013 n.33, riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
L’istituto si configura quale strumento a disposizione del cittadino nel caso in cui nel sito istituzionale non risultino presenti quei documenti, informazioni e dati che, ai sensi del suddetto decreto, le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare.
L'accesso civico è, quindi, il diritto, esercitabile da chiunque, di richiedere la pubblicazione dei documenti, delle informazioni o dei dati che le Pubbliche Amministrazioni abbiano omesso di pubblicare sul proprio sito pur avendone l'obbligo.
E’ opportuno evidenziare che l’accesso civico non sostituisce l'accesso amministrativo disciplinato dalla legge n.241/1990 e ss.mm.ii.; non può essere, infatti, esercitato con riferimento a tutte le informazioni accessibili, ma solo ai dati e le informazioni che le pubbliche amministrazioni abbiano omesso di pubblicare pur avendone l’obbligo.
La richiesta, da indirizzare al Responsabile della Trasparenza, è gratuita, non deve essere motivata e può essere inviata tramite:
• posta elettronica
• posta elettronica certificata (PEC) 
• servizio postale 
• gli Uffici Relazioni con il Pubblico 
• fax 
Entro 30 giorni, l'Amministrazione verifica la sussistenza dell’obbligo di pubblicazione ed in caso di esito positivo:
• pubblica quanto richiesto sul portale istituzionale;
• informa il richiedente circa l’avvenuta pubblicazione, comunicando il relativo indirizzo del
collegamento ipertestuale.
Nei casi di ritardo o mancata risposta è possibile rivolgersi al Segretario comunale , titolare del potere sostitutivo  il quale, verificata la sussistenza dell’obbligo di pubblicazione, dispone affinché il documento, l’informazione o il dato, venga inserito, entro 15 giorni, nell’apposita sezione del Portale istituzionale e che dell’adempimento venga data comunicazione all’interessato, con indicazione del relativo collegamento ipertestuale.

LO STATO DELLA SANITA' NELLA REGIONE LAZIO IN COMMISSIONE BILANCIO

Ieri si è tenuta l’ultima audizione in commissione Bilancio in vista della manovra 2017 che ha visto protagonisti i vertici amministrativi della sanità regionale, tuttora commissariata: Alessio D’Amato, Responsabile della Cabina di Regia e Vincenzo Panella, a capo della Direzione Salute e Politiche Sociali. Ai consiglieri sono stati consegnati i dettagli del programma operativo 2016-2018 concordato con il governo nell’ambito del percorso di uscita dal piano di rientro.
Dal comunicato stampa leggiamo che se il precedente programma operativo aveva l’obiettivo prioritario di ridurre la spesa sanitaria e ridefinire delle regole di funzionamento del sistema e riorganizzazione dei servizi, la nuova stagione 2016-2018 ha l’obiettivo di raggiungere l’equilibrio economico-finanziario e sviluppare un’organizzazione dei servizi rispondente ai fabbisogni di assistenza, in un contesto caratterizzato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal maggior impatto della domanda per patologie croniche ed a rischio di disabilità.
E' stata ribadita la cancellazione della quota regionale aggiuntiva al ticket nazionale su alcune prestazioni; annunciate 3.502 assunzioni entro il 2018; avviato un piano da 264 milioni di euro di risorse destinate all’ammodernamento tecnologico di Asl e ospedali, nonché a lavori di riqualificazione. Sul fronte della riorganizzazione e del rafforzamento delle reti, due novità previste dal programma operativo da realizzare entro dicembre 2017 sono: l’attivazione di quattro nuove unità di trattamento neurovascolare per la rete ictus e un servizio h24 per la parto-analgesia negli hub ospedalieri della rete perinatale.
Forniti poi dal direttore Panella i dati dei programmi di screening per i tumori. In un anno (dal 2014 al 2015) sono aumentate di 35.000 unità le adesioni allo screening per la mammella, di 6.000 per la cervice uterina, di 50.000 per il colon retto.
D’Amato si è invece concentrato sulle componenti di bilancio riguardanti la sanità regionale, puntualizzando che tali voci sono giocoforza legate alle quote assegnate al Lazio nell’ambito del fondo sanitario nazionale e alla quantità di fondi vincolati al raggiungimento di obiettivi stabiliti dal piano di rientro. “La legge finanziaria nazionale 2017 – ha spiegato – ha rideterminato il livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard. Le risorse assegnate, al netto del saldo di mobilità sanitaria interregionale, alla Regione Lazio sono risultate pari a 10.052 milioni di euro”. A questa cifra vanno aggiunti il finanziamento al disavanzo, investimenti, partite di giro e payback farmaceutico, per un bilancio complessivo di 16 miliardi.
Secondo la relazione consegnata alla commissione, il finanziamento aggiuntivo corrente, è stato poi determinato sulla base delle esigenze rappresentate dal Sistema sanitario regionale, e delle disponibilità del bilancio regionale, nell’importo di euro 4.679.629,12. Il valore dell’aggregato delle entrate proprie (determinate da ulteriori trasferimenti pubblici e ticket) risulta infine pari a 419,7 milioni per il 2016, 432 per il 2017 e 406,8 per il 2018.
Nella sua replica finale, D’Amato ha citato esempi di miglioramento e rilancio di servizi: dalle cure all’Hiv all’aumento dei trapianti. “Sono 27 gli ambulatori di continuità assistenziale aperti nei weekend e nei giorni festivi a Roma e nelle province; 12 le case della salute aperte”, ha dichiarato. Nel dato di mobilità passiva, ha poi spiegato, sono comprese anche le prestazioni rese a cittadini laziali presso il Bambino Gesù (160 milioni) e l'Ospedale San Giovanni Battista (30 milioni), che vengono letti dal sistema come strutture gestite da stati esteri e quindi estranee al computo regionale, falsando il saldo finale. Sul tema dell’uscita dal commissariamento, infine, D’Amato ha fornito la data del giugno 2017 come prossimo momento di verifica con il governo rispetto alle priorità definite dal nuovo programma operativo.
C'è ancora molto da fare per mettere a regime i LEA e in particolare per dare più trasparenza a tutto il sistema.
Qui c'è lo stato dei conti:

martedì 20 dicembre 2016

LE DELEGHE DI FUNZIONI ALLA SOTTOSEGRETARIA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica è stato pubblicato il decreto in data 16 dicembre con il quale il Presidente del Consiglio Gentiloni ha dato le deleghe al sottosegretario Boschi.
Si tratta principalmente di tre materie:
1) la firma dei decreti, degli atti e dei provvedimenti di competenza del Presidente del Consiglio dei ministri, ad esclusione di quelli che richiedono una preventiva deliberazione del Consiglio dei ministri.
2) l'autorizzazione dell'impiego degli aeromobili di Stato
3) lo svolgimento delle attività di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri inerenti alla gestione amministrativa del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali, della Corte dei conti, dell'Avvocatura dello Stato, nonché degli altri organi ed enti che alla Presidenza del Consiglio dei ministri fanno capo;
Quindi chi è interessato sa a chi rivolgersi.

IL DISEGNO DI LEGGE SULLA PRESCRIZIONE E LA NAVETTA


Il 23 maggio 2016 il sen. Casson presentava la sua proposta di legge per modificare la normativa sulla prescrizione. Il 4 giugno apposero la loro firma alla proposta quasi tutti i senatori del PD.
Dopo un lungo percorso il disegno di legge il 27 settembre è stato trasmesso in aula, ma ancora non si comprende quando sarà esaminato.
Si tratta di un provvedimento importante perché prevede la riduzione dei tempi per la prescrizione il che impedirebbe a molti (c.d. politici) di farla franca.
L'ordine de giorno delle sedute viene di fatto deciso in sede di riunione dei Capi gruppo per cui se questi senatori non vogliono non si può andare avanti.
C'è tra maggioranza e opposizioni la volontà di non acconsentire all'approvazione del provvedimento.
Come si vede sono trascorsi già tre anni ma la colpa la vogliamo dare alla navetta come faceva qualche ex Presidente del Consiglio ? 
Della questione ho già scritto il 23 luglio scorso.
Il testo della proposta del sen. Casson lo trovate qui:

LA RESILIENZA DEGLI ELETTORI

In questi ultimi anni i Governi che si sono succeduti hanno fatto di tutto per mettere alla prova il livello di resilienza (intesa come la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà) dei nostri elettori. Avendo prescelto come metodo quello del "trials and errors" si procede molto spesso a tentoni per saggiare anticipatamente le reazioni del popolo con dichiarazioni che lasciano molto spesso preoccupati.
L'ultima uscita del Ministro del Lavoro sui giovani che sono costretti a cercare lavoro all'estero per una evidente impossibilità a trovarlo in Italia (da addebitarsi anche allo stesso titolare del Dicastero) è stata veramente emblematica.
Gli elettori il 4 dicembre, chiamati alle urne quasi provocatoriamente per un referendum confermativo voluto dal Governo, hanno già cercato di far capire come la pensano, svegliando alle 24 dello stesso giorno il premier dai suoi sogni di gloria.
Le ondate di corruzione che attraversano quasi quotidianamente il Paese sono un segnale che avrebbe fatto capire a chiunque che c'è ancora molto da fare per la riforma della Pubblica amministrazione centrale e locale; di sicuro la strada da percorrere non è quella di smantellare i sistemi di controllo interni o di crearne alcuni virtuali.
Ora bisogna mettere i piedi per terra e fare le cose che servono per assicurare la governabilità, ponendo fine una volta per tutte  agli esperimenti e alle provocazioni.
La prima cosa da fare è quella di potenziare realmente i controlli esterni ed interni prevedendo sanzioni concrete ed immediate a tutti i livelli.
Ma il potere di controllo più importante l'hanno gli elettori che purtroppo possono ancora esprimerlo solo con il voto perché le forme di partecipazione, specialmente a livello locale, benché previste dalla legge non vengono messe in atto degli amministratori locali senza che ci si possa far nulla poiché la norma è priva di sanzione.
Gli elettori hanno già dato, anche perché oramai in Italia si è raggiunto un livello di pressione fiscale tra i più elevati che come corrispettivo offre servizi pubblici che sono tra quelli di più basso livello di qualità in Europa.
Questo mentre vengono acquistati strumenti di guerra costosissimi e i nostri governanti vivono in un mondo sempre più distaccato dalla realtà quotidiana della maggioranza del Paese.
Se c'è qualcuno che deve ancora giocare, gli si faccia una stanza dove possa divertirsi senza creare problemi al Paese.
Non sapendo come fare alcuni c.d. politici sbrigativamente accusano di populismo chi cerca di far capire che le cose non possono andare avanti così, penso che la resilienza degli elettori abbia raggiunto un livello di non ritorno, chi non lo capirà ora se ne renderà conto al momento in cui si apriranno le urne.