giovedì 19 gennaio 2017

OGGI ALLA CAMERA IL GOVERNO DOVRA' RISPONDERE AD UNA INTERPELLANZA PER SAPERE COSA VOGLIA FARE PER I GRAVISSIMI PROBLEMI SANITARI DI TARANTO

Oggi la Camera dei deputati dedica la seduta all'esame di alcune interpellanze.
Molto interessante è quella presentata dagli onorevoli  Labriola, Prataviera, Marguerettaz, Cristian Iannuzzi, Segoni, Prodani, Murgia, Marcolin, Bruno, Baldassarre, Matarrelli, Pastorino, Bechis, Mottola, Plangger, Formisano, Ottobre, Brignone, Andrea Maestri, Turco, Capelli, Zaccagnini, Vecchio, Rizzetto, Gigli, D'Agostino, Rabino, Chiarelli, Pili, Gebhard, i quali  chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro della salute, il Ministro dello sviluppo economico, per sapere premesso che: 
-da notizie di stampa si apprende come il recente studio pubblicato dal Ministero della salute e l'istituto superiore della sanità abbia dimostrato che i metalli pesanti, derivanti dall'inquinamento prodotto dall'ILVA, inducono un ritardo dello sviluppo mentale dei bambini di Taranto. Tale notizia è di una gravità senza precedenti; 
-lo studio conferma la generale preoccupazione dei medici e cittadini tarantini e rende ancora più evidente la necessità che la sanità tarantina venga particolarmente sostenuta con un intervento speciale di natura economica e normativa, che consenta di fronteggiare con maggiori disponibilità di forze un'emergenza sanitaria di notevoli dimensioni derivante da una cattiva gestione dello stabilimento Ilva; 
-inoltre, i dati epidemiologici relativi ad uno studio, condotto con la collaborazione del dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario della regione Lazio, della Asl di Taranto, di Arpa Puglia e di AreS Puglia, per valutare l'effetto delle sostanze tossiche di origine industriale, emesse dall'Ilva sulla salute dei residenti di Taranto, Massafra e Statte; 
-tale studio ha dimostrato chiaramente che esiste una relazione causa-effetto tra le emissioni industriali e il danno sanitario; 
-in precedenza era stato pubblicato l'aggiornamento del registro tumori di Taranto riguardante il periodo 2006-2011; 
-infatti, tale nuova pubblicazione seguiva il primo report di incidenza dei tumori maligni della provincia di Taranto presentato nel 2014, comprendente i casi incidenti nell'intero territorio provinciale per gli anni 2006-2008; 
-la pubblicazione del primo report del registro dei tumori di Taranto, tramite la valutazione dell'incidenza degli anni 2006-2008, aveva già segnalato delle criticità dello stato di salute della provincia di Taranto rispetto al Pool Sud dei registri tumori, soprattutto per quanto riguarda l'eccesso di rischio per il carcinoma alla mammella, collo dell'utero e ovaio nelle donne; nei maschi il rischio di carcinoma del polmone e della vescica, oltre a essere in eccesso rispetto al Pool Sud, risultava in eccesso anche rispetto al Pool nazionale; inoltre, soprattutto nei comuni dell'area orientale nello stesso confronto con il Pool nazionale si riscontrava un eccesso di carcinoma della tiroide per le donne; 
-nell'ultima pubblicazione è emerso che il quadro generale dei dati registrati negli anni 2006-2011, è notevolmente peggiorato. Si evidenziano, in particolare per il sesso maschile, tassi più elevati nella provincia di Taranto rispetto al Pool Sud e Pool nazionale, per mesotelioma, carcinoma epatico, vescicale e polmonare. Inoltre, dati provinciali presentano tassi più elevati rispetto al Pool Sud anche per il carcinoma al fegato, rene, linfoma non Hodgkin, prostata e stomaco nei maschi, mammella nelle donne e colon, melanoma, tiroide, encefalo in entrambi i sessi; 
-inoltre è stato evidenziato il maggior interessamento del Sin (comuni di Taranto e Statte) rispetto all'intera provincia per quel che riguarda il carcinoma allo stomaco, colon, fegato, polmone, melanoma, mesotelioma, rene, vescica, tiroide nei maschi, linfoma non Hodgkin, mammella, cervice uterina nelle donne attestando la necessità di porre particolare attenzione in termini di assistenza e sorveglianza per i residenti nell'area a rischio ambientale; 
-in particolare la pubblicazione evidenzia che, indipendentemente dall'eventuale riduzione dell'esposizione all'inquinamento ambientale, risulterà ancora per molti anni l'eccesso di patologie oncologiche nell'area a rischio, ciò richiedendo un miglioramento e potenziamento della rete di assistenza e prevenzione oncologica già in essere grazie ai fondi (progettuali e quindi temporanei) del Centro Salute e ambiente e della «Terra dei fuochi»; 
-anche l'Istituto superiore di sanità ha condotto, con il progetto «Sentieri Kids» uno studio specifico centrato sui bambini e sui ragazzi e relativo alla mortalità e ad alcune malattie nella fascia d'età compresa tra 0-19 anni e per il periodo compreso tra il 1995 ed il 2009 nei 44 siti già analizzati da «Sentieri»; 
-nei dintorni di tali siti abitano circa un milione di bambini e ragazzi ed i ricercatori hanno rilevato che la mortalità è superiore del 4 per cento alla media nazionale per i neonati fino ad un anno. Inoltre le situazioni cambiano da sito a sito ed in particolare è stato evidenziato che nei siti vicino agli ambiti industriali complessi la mortalità e l'ospedalizzazione per malattie respiratorie acute, oltre all'incidenza dei tumori, ha un picco. A Taranto la mortalità è più alta del 21 per cento nella fascia di età 0-1 e del 24 per cento nella fascia 0-14; 
-di fatto, a fronte di un aumento così dimostrato dell'incidenza dei tumori nella popolazione della provincia di Taranto, il sistema di assistenza, cura e ospedalizzazione pubblica dei malati interessati non è sufficiente. Infatti la Asl di Taranto attualmente conta la presenza di maggiori posti letto nei presidi privati rispetto a quelli pubblici (948 contro 613); 
-con l'ultima delibera n.  256/2016 la regione Puglia ha potenziato maggiormente il privato a scapito dei presidi pubblici ed in particolare si sottolinea che la nuova programmazione non ha previsto alcun posto letto di pneumologia e chirurgia toracica per l'ospedale SS. Annunziata e Moscati di Taranto ad esclusione di alcuni posti letto nelle strutture private accreditate prevedendo invece 15 posti letto della disciplina di pneumologia presso l'ospedale di Manduria; 
-con l'approvazione del nuovo piano di riordino ospedaliero varato dalla regione Puglia il 30 novembre 2016 si è previsto un potenziamento dei posti letto presso l'ospedale SS. Annunziata e si è stabilita la destinazione dell'Ospedale Moscati a polo oncologico; tuttavia, gli aggiustamenti prodotti non risolvono la situazione di emergenza; 
-durante l'esame della legge di bilancio 2017 si erano previsti, con un emendamento presentato alla Commissione Bilancio della Camera, 50 milioni di euro destinati al rafforzamento della sanità tarantina, ma, come la stampa ha ampiamente riportato, l'emendamento è stato dichiarato inammissibile. La somma prevista avrebbe potuto dare alla città e alla sanità tarantina una boccata d'ossigeno –: 
-come intendano gestire l'emergenza sanitaria, che coinvolge maggiormente le fasce più deboli della popolazione tarantina, a fronte di un sistema di assistenza pubblica specifica non sufficiente; 
-se ritengano improrogabile ed opportuno avviare, in accordo con la regione Puglia, iniziative per conferire un assetto speciale alla Asl di Taranto per consentire in loco cure ed assistenza adeguate; 
-quali siano gli orientamenti del Governo, per quanto di competenza, in merito ad eventuali interventi per potenziare la sanità tarantina e come intenda attuarli. 
(2-01508) 

L'ORDINE DEL GIORNO DELLA SEDUTA ODIERNA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Il Consiglio dei Ministri è convocato oggi venerdì 20 gennaio 2017 alle ore 11.00 a Palazzo Chigi per l’esame del seguente ordine del giorno:
- DISEGNO DI LEGGE: Ratifica ed esecuzione dell'accordo rafforzato di partenariato e di cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri e la Repubblica del Kazakhstan (PRESIDENZA - AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE);
- DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Regolamento recante norme per l'attuazione del sistema telematico centrale della nautica da diporto (PRESIDENZA - INFRASTRUTTURE E TRASPORTI) - ESAME PRELIMINARE;
- DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA: Regolamento relativo all'individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata, a norma dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2014 n. 83 (PRESIDENZA - BENI, ATTIVITA’ CULTURALI E TURISMO);

PIU' CONTROLLI SULLA VENDITA DI FARMACI ONLINE

Dal sito www.regioni.it apprendiamo che è stato firmato un Protocollo d'intesa  tra l’Agenzia del Farmaco (AIFA) e l’Autorità per la concorrenza contro le violazioni presenti nelle reti internet. Si vuole così rafforzare il controllo di contraffazioni, prezzi e vendita online dei farmaci con l’obiettivo di favorire la segnalazione di violazioni riguardanti la negoziazione dei prezzi dei farmaci, casi di contraffazione e di vendita a distanza di prodotti farmaceutici.
Il protocollo prevede anche la collaborazione per l'elaborazione di segnalazioni a Parlamento e Governo, la cooperazione nell'ambito di indagini conoscitive e il coordinamento degli interventi istituzionali nelle materie comuni. 
Per questo, Aifa e Agcm attueranno uno scambio di documenti, dati e informazioni, e costituiranno un tavolo di confronto anche con l'obiettivo di arrivare a "interpretazioni condivise" sui settori di rispettiva competenza. Saranno inoltre organizzati convegni e iniziative di approfondimento, oltreché campagne di informazione mirate alla sensibilizzazione dei cittadini.
Si tratta di una iniziativa importante per combattere questa nuova forma di vendita di farmaci online molto spesso non autorizzati in Italia o comunque senza ricetta medica, che nascondo pericolose speculazioni.

LE ENTRATE DEL COMUNE DI SABAUDIA NEGLI ANNI: DAL 2009 AL 2017

Le entrate tributarie del Comune di Sabaudia sono passate da € 9.041.204,84 nel 2009 ad € 16.518.618,80 nel 2017 quindi con un aumento notevole;
I trasferimenti dallo Stato, dalla Regione e dalla Provincia sono invece diminuiti, ma il Comune non ha provveduto a compensarli con quelli dalla Comunità europea, fermi ad € 1.800,00; questo a dimostrare ancora una volta l'incapacità della amministrazione a presentare progetti a livello europeo. 
Le entrate extratributarie sono cresciute a loro volta da € 3.959.308,90 del 2009 ad € 5.258.000,00 nel 2017. 
Le entrate in conto capitale da € 663.906,94 nel 2009 sono passate ad € 4.946.607,67 nel 2017; 
Infine i prestiti sono passati da 1.128.895, 94 del 2009 ad € 6.355.154,88 nel 2017 aumentando la rigidità del bilancio.
Nel complesso si dovrebbe lavorare ancora di più nella lotta contro l'evasione in tutti i campi.

LA COMMISSIONE SPECIALE DEL CONSIGLIO DI STATO RISPONDE AL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SU COME COMPORTARSI DOPO LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

La Commissione speciale del Consiglio di Stato in data 17 gennaio ha espresso il proprio parere  sul quesito posto dal Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione sulle modalità di attuazione della sentenza n. 251 del 2016 della Corte costituzionale.
Come si ricorderà la Corte, lo scorso 25 novembre, aveva dichiarato incostituzionale la riforma della pubblica amministrazione (cd. Legge Madia – l. n. 124 del 2015), nella parte in cui la delega aveva previsto solo il “parere” e non l’“intesa” con le Regioni per cinque decreti legislativi di attuazione (servizi pubblici, dirigenza, dirigenza sanitaria, licenziamento disciplinare, società partecipate). I primi due decreti legislativi non sono stati più adottati, gli altri tre erano già in vigore al momento della sentenza della Consulta.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto innanzitutto l’importanza di “portare a termine le previsioni della l. n. 124 a seguito della sentenza della Corte”, anche “per non far perdere slancio riformatore all’intero disegno: i decreti legislativi interessati dalla sentenza costituiscono, infatti, non soltanto misure di grande rilievo di per sé, ma anche elementi di una riforma complessiva, che risulterebbe meno incisiva se limitata ad alcuni settori”.
Nel merito il Consiglio ha indicato al Governo le modalità con cui attuare la sentenza della Corte senza far venir meno le riforme già adottate, affermando:
• che non è necessario intervenire nuovamente sulla legge delega, poiché questa deve ritenersi già riscritta dalla Corte in conformità al dettato costituzionale, con la previsione dell’intesa al posto del parere;
• che i decreti legislativi già adottati “restano validi ed efficaci fino a una eventuale pronuncia della Corte che li riguardi direttamente, e salvi i possibili interventi correttivi che nelle more dovessero essere effettuati”;
• che il Governo può raggiungere ora l’intesa con le Regioni in Conferenza Stato-Regioni, o in Conferenza unificata a seconda dei casi, secondo la normativa vigente (d.lgs. n. 281 del 1997);
• che il Governo può far confluire tale intesa in decreti correttivi (previsti dalla stessa legge Madia) che intervengano direttamente sui decreti legislativi già vigenti per sanare il vizio procedimentale di illegittimità costituzionale;
• che l’intesa “deve riferirsi al decreto nel suo complesso”, e non solo a sue singole parti;
• che rientra nella disponibilità delle parti dell’intesa disciplinare anche degli effetti già dispiegati nel “periodo intercorso tra l’entrata in vigore del decreto legislativo originario e quella del decreto correttivo”.
Il parere, infine, segnala l’importanza di intervenire anche per i settori per i quali la delega è scaduta (dirigenza e servizi pubblici). Un percorso possibile è quello di una nuova delega, ma non è l’unico (ad esempio, è ipotizzabile anche un disegno di legge governativo avente, almeno in parte, il contenuto del decreto delegato che andrebbe a sostituire).
Si rileva, però, che la Corte costituzionale non si è pronunciata su come assicurare il principio di leale collaborazione con le Regioni per procedimenti legislativi diversi da quello della legge delega. E d’altra parte – conclude il parere – “apparirebbe problematico individuare per il Parlamento vincoli procedimentali diversi e ulteriori rispetto a quelli tipizzati dalla Carta costituzionale”.
Il testo del parere o trovate qui:

IL GRECO CHIEDE ALL'ITALIA MISURE PIU' RIGOROSE PER PREVENIRE I CONFLITTI DI INTERESSE IN PARLAMENTO E NE SISTEMA GIUDIZIARIO

Strasburgo 19.01.2017 - il sito web del  Gruppo di Stati contro la corruzione del Consiglio d’Europa (GRECO), ha pubblicato oggi il rapporto sull’Italia relativo al quarto ciclo di valutazione. 
Il testo si concentra sulla prevenzione della corruzione tra parlamentari, giudici e pubblici ministeri.
Il GRECO elogia l’Italia per i provvedimenti adottati in questi ultimi anni per far fronte al fenomeno dilagante della corruzione nel paese. Valuta inoltre positivamente il ruolo guida e proattivo svolto con determinazione dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Tuttavia, il GRECO esorta il paese a gestire meglio la spinosa questione dei conflitti d’interesse. Sollecita una profonda revisione del sistema attuale, compreso il consolidamento delle norme frammentarie che disciplinano la questione, e chiede meccanismi più efficaci di controllo e di responsabilità.
Il GRECO, pur apprezzando la recente adozione da parte della Camera dei Deputati di un Codice di condotta e della disciplina delle attività di lobbying, ritiene che dovrebbero essere compiuti ulteriori sforzi per garantire il rispetto di tali disposizioni. Ha inoltre osservato che il Senato non ha ancora intrapreso un percorso analogo.
È stato ugualmente riesaminato il sistema giudiziario e, visti i casi non infrequenti di prescrizione dei procedimenti contro i delitti di corruzione, il GRECO ribadisce la necessità di migliorarne l’efficacia, al fine di garantire che i responsabili di violazioni della legge siano portati dinanzi alla giustizia entro i tempi previsti. Ne va della credibilità dell’intero sistema. Il GRECO ha inoltre raccomandato di rafforzare gli strumenti di integrità nei ricorsi tributari, viste le recenti segnalazioni di presunti illeciti in questo settore. Infine, pur riconoscendo l’indiscussa reputazione, la professionalità e l’impegno dei singoli giudici e pubblici ministeri, il GRECO ha lanciato un monito sugli effetti dannosi che ogni presunta politicizzazione della professione potrebbe avere sull’indipendenza percepita del sistema giudiziario nel suo complesso. Ad esempio, si dovrebbe porre fine alla possibilità di assumere simultaneamente la carica di magistrato e di membro di un’amministrazione locale, e, più generalmente, la questione delle attività politiche dei magistrati dovrebbe essere affrontata in tutti i suoi aspetti a livello legislativo.
Il GRECO ha notato nel complesso che la lotta contro la corruzione è una questione di cultura e non soltanto di norme; il che comporta un approccio a lungo termine, un’educazione continua in tutti i settori della società e un continuo impegno politico, oltre che un approccio estremamente rigoroso, di tolleranza zero, nei confronti di comportamenti corruttivi.
Il Parlamento ha poco tempo per attivarsi dato che l’attuazione delle 12 raccomandazioni rivolte all’Italia sarà valutata dal GRECO nella seconda metà del 2018, nell’ambito della sua procedura di conformità.

PARCO DEL CIRCEO: IL CONVEGNO SU "SVILUPPO RURALE E PROGRAMMA "MAN AND BIOSPHERE" - ESPERIENZE BUONE PRATICHE ED OPPORTUNITA'

Il 19 gennaio 2017 si terrà, presso il Parco Nazionale del Circeo Area MAB Unesco - Sabaudia(LT), il seminario SVILUPPO RURALE 2014/2020 E PROGRAMMA "MAN and BIOSPHERE" UNESCO. Esperienze, buone pratiche ed opportunità per lo sviluppo sostenibile delle aree rurali ad elevato valore naturale.
L'evento è promosso dal CREA-Centro di Politiche e Bioeconomia nell'ambito del Programma Rete Rurale Nazionale 2014-2020 (Progetto 23.1 "Biodiversità e Natura 2000") insieme all'ufficio DISR III - Agricoltura, ambiente e agriturismo della Direzione Generale per lo Sviluppo Rurale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e alla Direzione Generale per la Protezione della Natura del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che si occupa del coordinamento del Comitato Tecnico Nazionale del Programma "MAN and BIOSPHERE" UNESCO.
Il seminario è organizzato in collaborazione con l'Assessorato Agricoltura della Regione Lazio, il Parco Nazionale del Circeo e il WWF Italia e si presenta come un importante momento di condivisione e confronto sulle sinergie che si possono sviluppare tra Programmi di Sviluppo Rurale 2014-2020 e Programma "MAN and BIOSPHERE" UNESCO.

mercoledì 18 gennaio 2017

LA REGIONE LAZIO INTENDE RENDERE OBBLIGATORI I VACCINI PER L'ACCESSO AGLI ASILI NIDO

L'assessore regionale alle politiche sociali, Rita Visini, ha illustrato il 18 gennaio in commissione Salute, presieduta da Rodolfo Lena, la proposta di legge di iniziativa di Giunta che intende rendere i vaccini obbligatori requisito di accesso agli asili nido pubblici e privati nel Lazio. Si intende intervenire così sulla legge regionale 59 del 1980 (Norme sugli asili nido) introducendo un articolo aggiuntivo (il 2 bis) sull'assolvimento dell'obbligo vaccinale previsto dalla normativa nazionale vigente.
"Il nostro obiettivo - ha spiegato Visini - è preservare lo stato di salute del minore e delle persone con cui viene a contatto, sin dai primi anni di vita, contando sull'evidenza scientifica che colloca i vaccini tra gli interventi più efficaci e sicuri a disposizione della sanità pubblica per le prevenzione primaria delle malattie infettive". 
Il testo all'esame della commissione cita espressamente i quattro vaccini attualmente obbligatori per tutti i nuovi nati: antidifteritica, antitetanica, antipoliomielitica e contro l'epatite B. Inserita poi una disposizione transitoria per l'anno scolastico 2017-2018, con rimando ad uno specifico provvedimento di Giunta per definire le modalità operative per attuare la legge. 
Da un comunicato della Commissione si legge che il presidente Lena ha affermato : "Vogliamo introdurre questo requisito d’accesso per i nidi perché ormai anche la giustizia amministrativa ha stabilito che l’iscrizione ad un asilo comporta la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie: per loro l’unica possibilità di frequentare la collettività è che tutti gli altri siano vaccinati".
Secondo i dati acquisiti nel corso della seduta, la copertura nel Lazio rispetto ai quattro vaccini obbligatori è ancora superiore rispetto al 95 per cento della popolazione richiesta dall'Organizzazione mondiale della sanità, ma è calata di due punti percentuali dal 2014 al 2015.
La proposta, approvata all'unanimità dalla Giunta Regionale il 16 gennaio, è approdata alla Pisana dopo due giorni. 
Esaurita la discussione generale, il Presidente Lena ha fissato il termine degli emendamenti alle ore 12 di lunedì 23 gennaio. Alla ore 10 di martedì 24 gennaio quello per i subemendamenti.

CHI PENSA ALLE RISTORAZIONE SCOLASTICA ?

La ristorazione scolastica è un tema molto sentito dai genitori e dagli insegnanti, ma molti Comuni non vi prestano la dovuta attenzione.
Proprio in questi giorni si parla alla Camera di inserirlo tra i servizi pubblici essenziali.
Alcuni prorogano stancamente il servizio sempre alle stesse ditte ignorando volutamente il Codice degli appalti.
I controlli sulla qualità del cibo sono spesso scarsi e inadeguati.
Le commissioni con i genitori in molti casi sono messe in condizione di non poter svolgere il looro lavoro. Altri Comuni seguitano a indire gare per la ristorazione scolastica ignorando l'esistenza delle Linee guida del Ministero della salute.
Per chi volesse fare le cose come si deve queste sono le linee guida.
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1248_allegato.pdf
Su come si devono fare le gare, consiglio il mio ultimo libro "Utopia di un Comune...e come realizzarla", si parla anche di questo....

LATINA EDITORIALE OGGI DENUNCIA UN FATTO GRAVE

Da tempo conduco una battaglia per il risanamento delle acque superficiali e sotterranee nel territorio del parco del Circeo. L'evento denunciato dal quotidiano Latina Editoriale Oggi questa mattina è sintomatico di un fatto molto grave occorso al depuratore sito in un terreno comunale in fondo a via Conte Verde, dopo il Punto di Primo Intervento. Dall'impianto, a causa evidentemente di un guasto è fuoriuscito un torrente di acque (sembra già trattate) che sarebbe arrivato fino al lago, Gli abitanti della zona hanno subito avvisato la stampa che si è portata sul posto. Da quanto si apprende ora l'impianto funzionerebbe regolarmente. Si vedono in una delle foto segni evidenti di lavori effettuati all'esterno. 
Due principalmente sono gli inquinamenti che si riversano nelle acque: 
  • di natura chimica a causa delle sostanze utilizzate in agricoltura (erbicidi, fertilizzanti, nematocidi, rodenticidi, fungicidi,  antiparassitari, emulsionanti, bagnanti, adesivanti, antischiuma, ecc.)
  • di origine fecale causati da mancato allaccio alla rete fognaria di molte abitazioni o da guasti;      
Tutte queste sostanze si trovano nelle acque superficiali comprese quelle di transizione (cioè i laghi costieri) e nelle acque sotterranee (falda acquifera, utilizzata da molti per usi domestici).
Le analisi fatte dall'ARPA alle acque del lago denunciano di frequente la presenza di colibatteri e di Escherichia coli molto pericolosi entrambi. 
Ricordiamo che nel lago vengono praticati molti sport.
A causa di questa situazione il nostro territorio ha  ottenuto il bollino rosso dall'ISPRA.
E' assurdo che le acque di un Parco Nazionale abbiano il bollino rosso.
Chi sarà eletto in Comune dovrà affrontare questo problema per troppi anni noto, ma ignorato

martedì 17 gennaio 2017

UNA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FEMMINICIDIO: SE NE PARLA OGGI IN SENATO

Oggi 18 gennaio prosegue nell'Aula del Senato la discussione della "Proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere" , d'iniziativa della Senatrice Fedeli ed altre. Ieri ha riferito sul testo, proposto dalla Commissione Affari costituzionali, la senatrice Lo Moro. Dalla proposta leggiamo Oggi sembra quasi una banalità ripetere i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) risalenti al 2002: la prima causa di uccisione nel mondo delle donne tra i 16 e i 44 anni e` l’omicidio da parte di persone conosciute, in particolare da parte di partner ed ex partner. Siamo giunti così al rapporto dell’OMS del 2013, il più grande studio mai fatto sugli abusi fisici e sessuali subiti dalle donne in tutte le regioni del pianeta (141 ricerche effettuate in 81 Paesi), secondo cui la violenza contro le donne costituisce una questione strutturale globale: il 35 per cento delle donne subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. Se il dato ci appare oggi evidente, solo negli anni Novanta non era così e, quando alcune criminologhe, studiando gli omicidi volontari di uomini e donne, poterono verificare la specificità degli omicidi di donne che, a differenza degli omicidi maschili, commessi da sconosciuti nell'ambito di episodi di criminalità, venivano invece commessi in maniera quasi assoluta da coniugi, familiari e persone conosciute, decisero di «nominare» questa triste realtà.
Le proponenti hanno ritenuto opportuno individuare uno strumento agile, compatibile con i tempi a disposizione: si propone, dunque, l’istituzione di un’apposita commissione parlamentare d’inchiesta monocamerale che, in un anno, dovrà compiere un lavoro di approfondimento sul tema specifico del femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, svolgendo indagini sulle reali dimensioni, condizioni, qualità e cause del fenomeno. Dovrà inoltre monitorare la concreta attuazione della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata dall'Italia con legge 27 giugno 2013, n. 77, e di ogni altro accordo sovranazionale e internazionale in materia, nonché della legislazione nazionale ispirata agli stessi principi, con particolare riguardo al decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119. Sara` inoltre chiamata ad accertare le possibili incongruità e carenze della normativa vigente rispetto al fine di tutelare la vittima della violenza e gli eventuali minori coinvolti, come pure ad analizzare gli episodi di femminicidio, verificatisi a partire dal 2011, per accertare se siano riscontrabili comportamenti ricorrenti, valutabili sul piano statistico, allo scopo di orientare l’azione di prevenzione.

RELAZIONE SULLE INFILTRAZIONI MAFIOSE E CRIMINALI NEL GIOCO LECITO E ILLECITO

La Camera ha approvato questo pomeriggio (17 gennaio) la risoluzione Bindi, Binetti ed altri n. 6_00281, presentata alla relazione sulle infiltrazioni mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito, approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere (Doc. XXIII, n. 18) 
La relazione era stata approvata dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre organizzazioni criminali anche straniere  il 6 luglio scorso. Nelle conclusioni della relazione si legge che "..la legge di stabilità per il 2016 ha attribuito alla Conferenza unificata Stato - autonomie locali il compito di definire, entro il 30 aprile 2016, le caratteristiche dei punti vendita di gioco e i criteri per la loro distribuzione sul territorio, al fine di garantire i migliori livelli di sicurezza per la tutela della salute, dell’ordine pubblico, della pubblica fede dei giocatori e prevenire il rischio di accesso dei minori, si segnala l’urgenza che quanto prima si pervenga al raggiungimento della predetta intesa, auspicando che la soluzione della cosiddetta "questione territoriale", per gli aspetti di interesse istituzionale della Commissione parlamentare antimafia, si ispiri ai seguenti criteri di massima: a) al fine di agevolare i controlli amministrativi e di polizia sui vari punti di gioco, presupposto indispensabile per uno sviluppo corretto di un settore ad alto rischio di infiltrazione mafiosa qual è quello del gioco d’azzardo, il nuovo sistema distributivo del gioco lecito si deve fondare su un armonico equilibrio di dimensionamento generale dell’offerta totale di gioco e su una distribuzione sul territorio dei punti vendita di gioco sostenibile sotto il profilo dell’impatto sociale e dei controlli che possono in concreto essere assicurati dalle autorità a ciò preposte; b) l’eccessiva polverizzazione sul territorio delle diverse tipologie di punti di gioco pone un notevole ostacolo all’effettuazione di adeguati controlli amministrativi e di polizia; ciò vale a maggior ragione, ma non solo, nelle aree del Paese dove le autorità inquirenti sono chiamate a far fronte quotidianamente alle minacce poste da articolate organizzazioni criminali anche di tipo mafioso; occorre, pertanto, offrire alle regioni e agli enti locali, in alternativa o in aggiunta alle tipologie di punti di gioco previsti dalla legislazione vigente, la possibilità di prevedere che la propria quota di offerta di gioco sia assorbita e concentrata in un numero limitato di "luoghi di gioco" considerati "sicuri". Ad esempio, potrebbero essere istituite "sale da gioco certificate", con caratteristiche tali da scongiurare ogni minimo rischio di infiltrazione criminale, elusione delle regole o di distorsione, come, ad esempio, una formazione specifica del personale, l’accesso selettivo all’ingresso della sala, la completa identificazione dell’avventore, la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite, apparati di videosorveglianza interna simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò, collegamento diretto della sala con presidi di polizia e/o con l’ADM; c) sul presupposto che le varie aree del Paese sono sottoposte a differenti profili di rischio di condizionamento e di infiltrazione mafiosa, oltre che della maggiore o minore propensione al gioco compulsivo, alla dipendenza da gioco patologico e a differenti situazioni di tensione o degrado sociale, occorre che nella fase di predisposizione dei criteri per la distribuzione sul territorio, previsti dalla legge al fine, tra l’altro, di "garantire i migliori livelli di sicurezza (…) per la tutela dell’ordine pubblico", sia attribuita la necessaria rilevanza a significativi indicatori di rischio, quali l’ “indice di presenza mafiosa” dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano, l’ "indice di organizzazione criminale" (IOC) elaborato dall’EURISPES ed altri indici pertinenti quali quelli utilizzati dall’ISTAT nel rapporto BES 2014; d) ferma restando la pianificazione che deriverà dall’intesa, è necessario che comunque agli enti locali, primi sensori sul territorio in grado di percepire situazioni di pericolo del – 67 – quadro sociale e del diffondersi di illegalità e disagio connesse al gioco, sia offerta l’opportunità di far fronte adeguatamente e con prontezza a tali situazioni; l’adozione di misure che comportino, anche indirettamente, la riduzione o l’annullamento dell’offerta di gioco sul territorio pattuita con l’intesa non è l’unica opzione: al contrario, lo Stato (e le regioni) dovranno, in primo luogo, farsi carico di sostenere l’ente locale, con tempestività e con adeguate risorse, nell’adozione di misure tese a porre rimedio all’imprevista situazione emergenziale, attraverso l’intensificazione dei controlli sui punti di gioco e scommesse, il presidio permanente dei punti di gioco ritenuti a maggior rischio, nonché la destinazione di risorse straordinarie per il potenziamento dell’operatività della polizia locale e dei servizi sociali".
Il testo completo della relazione lo trovate qui: