domenica 21 maggio 2017

IL COMUNE E' RESPONSABILE PER LA CATTURA, LA CUSTODIA E IL MANTENIMENTO DEI CANI RANDAGI

La Corte di Cassazione III sezione Civile, con una ordinanza recentissima (12495/2017) conferma la responsabilità del Comune per quanto riguarda la cattura dei cani randagi, la loro custodia e successivo mantenimento.
Purtroppo molti amministratori locali non si preoccupano a sufficienza del problema del randagismo.
Il mantenimento dei cani oltre a problemi di ordine sanitario comporta spesso costi rilevanti. 
Qui trovate la sentenza:
CASSAZIONE CIVILE III SEZIONE, N.12495/2017

sabato 20 maggio 2017

I PERICOLI PER LA SALUTE UMANA DERIVANTI DALL'ECCESSIVO UTILIZZO DI PESTICIDI

Ieri 19 maggio ho partecipato a Terracina ad un interessantissimo Convegno organizzato dal WWF Litorale Laziale e l'Associazione Civiltà verde di Terracina sul tema "Agricoltura e salute".
Veramente di alto livello tutti gli interventi dal dott. Forlenza al dott. Paris dell'ISPRA, alla dott.ssa Gentilini dell'ISDE.
Da tutti gli interventi è emersa la gravità della situazione in cui versa il delicato ambiente della pianura pontina e in particolare delle aree bonificate.
Per quanto mi riguarda purtroppo non si tratta di novità, dato che già da tempo ho sollecitato il rispetto del Piano d'Azione Nazionale per l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (PAN) che prevede che  al punto A.5.8 le misure per la tutela della biodiversità  ai siti della Rete Natura 2000 e alle aree naturali protette, istituite in base alla legge n. 394 del 1991 e alle relative leggi regionali.
In particolare circa un anno fa  ho inviato ai Sindaci dei Comuni che costituiscono con parte del loro territorio il Parco Nazionale de Circeo, una nota per sollecitare l’adozione di norme per regolamentare l’utilizzo di fitofarmaci, pesticidi ed altro sul territorio del Parco, con particolare riguardo alle aree in prossimità all'abitato o frequentate dalla popolazione quali: parchi, giardini, campi sportivi e aree ricreative, cortili e aree verdi all'interno di plessi scolastici, aree gioco per bambini e aree adiacenti alle strutture sanitarie.
Naturalmente copia della lettera è stata inviata anche al Presidente e al Direttore generale dell’Ente Parco in quanto com'è noto quella del Parco del Circeo è un’area densamente abitata che coesiste con attività agricole intensive.
Questa mia decisione aveva avuto origine dall'entrata in vigore del Decreto del Ministro della salute del 9 agosto 2016 recante il divieto di commercializzazione dei prodotti a base di glifosato.
Dalle relazioni del dott. Paris e della dott.ssa Gentilini sono state confermate ampiamente tutte le gravissime preoccupazioni circa la salute di chi lavora nei campi, delle loro famiglie e di chi vive nelle aree più prossime alle zone di produzione agricola in cui si adoperano pesticidi.
Ancora una volta è stato sottolineato come proprio l'area del parco abbia ricevuto il bollino rosso sia per le acque superficiali che per quelle sotterranee, come più volte da me denunciato anche nel convegno che fu organizzato a Sabaudia il 21 maggio 2016.
L'inquinamento della falda acquifera è molto grave in quanto permane per moltissimo tempo, anche quando sono venute meno le cause dell'inquinamento.
Alle mie note non ha risposto nessuno dei Sindaci. Ho sollecitato anche il presidente della regione Lazio affinché, come già fatto dal collega Zaia, venisse adottata anche per il Lazio una regolamentazione più stringente sui pesticidi specialmente per il loro divieto nelle aree urbane...anche qui non ho avuto risposta....
la dott.ssa Gentilini ha ampiamente dimostrato il nesso causale tra alcune sostanze a taluni tumori citando studi scientifici a livello mondiale.
In tempi recenti due operai indiani sono finiti al pronto soccorso di Latina per una intossicazione da prodotti fitosanitari, ma anche alcune persone di borgo Vodice hanno subito la spessa sorte per aver dormito con la finestra aperta mentre nei campi vicini, a loro insaputa, venivano irrorati pesticidi.
Cosa si aspetta ancora ?
Forse ci penserà il nuovo Sindaco?

IL PROTOCOLLO DI MILANO PER L'ACCOGLIENZA DIFFUSA AI MIGRANTI: UN ESEMPIO PER TUTTE LE REALTA'

Firmato ieri dalla Prefettura di Milano, la Città metropolitana e i sindaci in presenza del ministro dell'Interno il "PROTOCOLLO DI MILANO" che definisce i ruoli Stato-enti locali.
È un'alleanza strategica tra Stato e poteri locali il protocollo per l'accoglienza diffusa dei migranti richiedenti asilo firmato questa mattina a Milano tra prefettura, città metropolitana e comuni delle zone omogenee.
Un'alleanza secondo il Ministro Minniti, presente all'incontro, che «si misura a 360°, quindi anche sull'accoglienza»: uno dei principi fondamentali, insieme all'integrazione e alla sicurezza, che «bisogna tenere insieme perché questa è la forza di una comunità».
I sindaci diventano in questo modello, rappresentato dal protocollo di Milano, «protagonisti di una nuova idea strategica di sicurezza nazionale». Sindaci che il ministro ha ringraziato, ricordando a quelli che non hanno firmato che «il tavolo per la firma rimane sempre aperto».
«Considero questo protocollo cruciale», ha proseguito Minniti, che ritiene l'accoglienza diffusa «la chiave dell'integrazione», a patto della massima trasparenza. Dopo la firma con l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di un protocollo di prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti per la gestione dell'accoglienza, ha ricordato il ministro, «sono già partite 2130 ispezioni» e si sta lavorando al superamento dei grandi centri di accoglienza.
Accoglienza diffusa significa, per Minniti, investire sul futuro del Paese: «Integrare mentre si accoglie permette di creare politiche di sicurezza per il presente e il futuro, perché chi è integrato difficilmente diventa un punto di rottura della società».
Per questo «il messaggio che parte da Milano e un messaggio potente», che non si esaurisce con la firma di oggi ma che definisce un approccio messo a punto in 3 mesi di incontri tra il prefetto di Milano Luciana Lamorgese e i sindaci del territorio.
L'intesa stabilisce chi fa cosa: i sindaci si impegnano a trovare insieme alle associazioni di settore gli immobili, a dialogare con la cittadinanza e a mobilitare il volontariato per quanto riguarda i percorsi di integrazione. 
La prefettura «farà da stazione appaltante e organizzerà un tavolo mensile di monitoraggio», ha spiegato il prefetto ricordando come l'ampliamento dell'accoglienza sia una delle sue priorità, e ringraziando a sua volta i primi cittadini firmatari.
Qui trovate il PROTOCOLLO DI MILANO

APPROVATO IL SERVIZIO CIVILE REGIONALE: UNA OPPORTUNITA' PER MOLTI GIOVANI

Il 17 maggio il Consiglio regionale del Lazio ha approvato con 38 voti a favore, la proposta di legge che istituisce il servizio civile regionale. 
Previsto uno stanziamento complessivo di circa 1,6 milioni di euro per il triennio 2017-2019. Potranno svolgere il servizio civile regionale i ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni (35 anni per le persone con disabilità). Gli studenti tra i 16 e i 18 anni potranno svolgere esperienze integrate nei percorsi di istruzione o formazione professionale, in accordo con l’Ufficio scolastico regionale del Lazio. I progetti potranno durare tra i 9 e i 12 mesi per un impegno settimanale tra le 25 e le 30 ore. Prevista anche la possibilità di svolgere servizio all’estero.
Il servizio potrà essere prestato nell’ambito di progetti di enti e organizzazioni pubblici e privati, iscritti in un albo istituito dalla nuova legge. I settori nei quali sarà possibile presentare progetti sono quelli dei servizi alla persona, dell’educazione alla salute, dell’educazione e promozione culturale, dell’educazione ambientale, della valorizzazione e salvaguardia del patrimonio, della protezione civile, dell’educazione al rispetto della legalità, della cooperazione internazionale, dell’educazione al consumo consapevole e alla valorizzazione del commercio equo e solidale, della promozione dello sport, della riqualificazione urbana e della educazione alla pace.
La legge approvata intende favorire la formazione dei giovani ai valori di giustizia e solidarietà, oltre che promuovere la partecipazione sociale e l’educazione alla cittadinanza attiva e solidale. Il testo punta, tra l’altro, all’acquisizione di competenze professionali dei giovani per agevolarne l’ingresso nel mondo del lavoro, favorendo la tutela dei diritti umani e la cultura del volontariato. Si mira poi a promuovere la cooperazione e il rispetto della legalità, nonché a sostenere le realtà locali del terzo settore.
La Regione potrà stipulare accordi con università ed istituti di formazione e ricerca finalizzati al riconoscimento di crediti formativi e organizzare campagne informative all’interno di scuole, università ed enti del terzo settore, anche attraverso la produzione e distribuzione di materiale informativo cartaceo e multimediale. Istituita, infine, la Consulta regionale per il servizio civile, quale organismo permanente di consultazione, confronto e raccordo della Regione con enti locale e con rappresentanti, enti e associazioni iscritti nell’albo regionale.
Qui trovate il testo  della proposta approvata PL 161

EHMA 2017 ANNUAL CONFERENCE "HEALTH FUTURES"

Bocconi University will host the EHMA "Health Futures" Annual Conference.
EHMA Annual Conference is an international knowledge sharing event, where participants from all around Europe and beyond have the opportunity to share their knowledge and explore fundamental managerial and policy issues.
Two perspectives will be considered. On the one hand, delegates will try to identify external trends in demography, technology, economy and culture and discuss what those trends mean for the demands on and organisation of our Healthcare systems in the (near) future. On the other hand, they will attempt to assess how such changes are impacting the current reform agenda and whether they are making service improvement challenging to achieve.
The GHNP, Government, Health and Not for Profit Division is honoured to guest such an influential event that brings together policy makers, health managers, health professionals, educators and heads of research programmes. Among the Keynote Speakers:
Josep Figueras - Director of the European Observatory on Health Systems and Policies and Head of the WHO European Centre on Health Policy in Brussels;
Jan Kimpen - MD, Chief Medical Officer at Philips; and
Sir David Sloman - Chief Executive Royal Free London NHS Foundation Trust.
The workshops below will be run in parallel with the conference and Italian delegates are invited to participate with a special daily rate, which allow them to join the conference sessions as well as the workshops.

venerdì 19 maggio 2017

TORNO SUBITO: UN PROGETTO DELLA REGIONE LAZIO PER I GIOVANI

In base al progetto "TORNO SUBITO" la regione Lazio   pubblicato un nuovo bando per far partire – e tornare-  anche quest'anno centinaia di giovani per un’esperienza di studio o lavoro all’estero o in un’altra regione, da continuare poi nel Lazio. 
Uno strumento straordinario per dare a tutti l’opportunità di fare un’esperienza formativa e di vita, bella e utile, fuori dalla nostra regione. Con un solo impegno: tornare nel lazio per mettere in pratica ciò che hanno appreso
La regione Lazio è arrivata già alla  4° edizione di Torno Subito, il bando  che finanzia esperienze di studio o lavoro all’estero o in un'altra Regione per giovani dai 18 ai 35 anni. Si tratta di uno strumento straordinario per dare a tutti l’opportunità di fare un’esperienza formativa e di vita, bella e utile, fuori dalla nostra regione. Con un solo impegno: tornare nel Lazio per mettere in pratica ciò che hanno appreso. Una scommessa e un’innovazione assoluta in Italia.
Le novità dell’edizione 2017:
  • una premialità per i residenti dei territori colpiti dal sisma del 2016
  • la linea progettuale ‘gusto’ (aperta anche ai diplomati) interamente dedicata al mondo della cucina e dell’enogastronomia. Una nuova opportunità in piena sintonia con la nostra strategia di valorizzazione dei prodotti e delle tipicità del Lazio.
Ecco un po’ di numeri per rendere l’idea di cosa ha rappresentato Torno Subito in questi anni:
  • stanziati circa 80 milioni di euro delle risorse del FONDO SOCIALE EUROPEO
  • circa 4000 partecipanti delle edizioni 2014, 2015 e 2016.
  • solo nelle prime 2 edizioni più di 400 ragazzi hanno trovato un impiego lavorativo: circa un terzo dei ragazzi partiti hanno trovato un’occupazione. I dati confermano proprio l’utilità dell’investimento fatto sulle competenze dei ragazzi.“Anche quest'anno partiranno centinaia e centinaia di ragazzi grazie alla Regione Lazio per fare delle esperienze professionali o di studio all'estero e quest'anno con un grande testimonial lo chef Antonello Colonna apriamo al settore del gusto quindi agli istituti alberghieri e a chi nel settore vuole costruirsi una professione e questo è un bel modo per star vicino ai giovani- così il presidente, 
Il bando si trova su sito della regione

APPROVATE LE NORME PER LA PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DEL BULLISMO E DEL CYBERBULLISMO

La Camera dei deputati, nella seduta del 17 maggio 2017, ha approvato in via definitiva - senza ulteriori modifiche - la proposta di legge A.C. 3139-B, volta alla prevenzione e al contrasto del fenomeno del cyberbullismo. La proposta, già approvata dal Senato e poi modificata dalla Camera (20 settembre 2016), era stata nuovamente approvata con modificazioni dal Senato.
Il provvedimento introduce una serie di misure di carattere educativo e formativo, finalizzate in particolare a favorire una maggior consapevolezza tra i giovani del disvalore di comportamenti persecutori che, generando spesso isolamento ed emarginazione, possono portare a conseguenze anche molto gravi su vittime in situazione di particolare fragilità.
La proposta di legge detta disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.
Il provvedimento è stato approvato, in prima lettura, dal Senato il 20 maggio 2015, poi modificato dalla Camera il 20 settembre 2016 e, quindi, nuovamente approvato, con modificazioni, dal Senato il 31 gennaio 2017.
Le modifiche da ultimo apportate dal Senato privilegiano un' impostazione dell'intervento normativo basata esclusivamente su strumenti preventivi di carattere educativo; ciò, rispetto all'impostazione dell'ultimo testo-Camera che agli interventi educativi affiancava anche strumenti di natura penale. Inoltre, il testo trasmesso dal Senato si riferisce a prevenzione e contrasto del solo cyberbullismo, risultando soppresso ogni riferimento al bullismo.
La proposta di legge è stata approvata in via definitiva dall'Assemblea della Camera dei deputati nella formulazione adottata dal Senato.
In sintesi il provvedimento:
  • individua la finalità dell'intervento nel contrasto del cyberbullismo in tutte le sue manifestazioni attraverso una strategia che comprende misure di carattere preventivo ed educativo nei confronti dei minori (vittime e autori del bullismo sul web) da attuare in ambito scolastico;
  • prevede che il minorenne che abbia compiuto 14 anni e sia vittima di bullismo informatico (nonché ciascun genitore o chi esercita la responsabilità sul minore) possa rivolgere istanza al gestore del sito Internet o del social media o, comunque, al titolare del trattamento per ottenere provvedimenti inibitori e prescrittivi a sua tutela (oscuramento, rimozione, blocco di qualsiasi altro dato personale del minore diffuso su Internet, con conservazione dei dati originali). Il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social media deve comunicare, entro 24 ore dall'istanza, di avere assunto l'incarico e deve provvedere sulla richiesta nelle successive 48 ore. In caso contrario l'interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali che deve provvedere, in base alla normativa vigente, entro le successive 48 ore;
  • istituisce un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo e prevede l'adozione, da parte del MIUR, sentito il Ministero della giustizia, di apposite linee di orientamento - da aggiornare ogni due anni - per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo nelle scuole. In particolare, le linee di orientamento dovranno prevedere una specifica formazione del personale scolastico, la promozione di un ruolo attivo degli studenti e la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti;
  • prevede la designazione, in ogni istituto scolastico, di un docente con funzioni di referente per le iniziative contro il cyberbullismo che dovrà collaborare con le Forze di polizia, e con le associazioni e con i centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio;
  • prevede interventi di caratteri educativo in materia di cyberbullismo (finanziamento di progetti e promozione dell'uso consapevole di internet);
  • in caso di episodi di cyberbullismo in ambito scolastico, prevede inoltre l'obbligo da parte del dirigente responsabile dell'istituto di informare tempestivamente i genitori (o i tutori) dei minori coinvolti e di attivare adeguate azioni educative;
  • applica la disciplina sull'ammonimento del questore, mutuata da quella dello stalking, anche al cyberbullismo: fino a quando non sia stata proposta querela o presentata denuncia per i reati di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali commessi, mediante Internet, da minorenni ultraquattordicenni nei confronti di altro minorenne, il questore - assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti - potrà convocare il minore responsabile (insieme ad almeno un genitore o ad altra persona esercente la responsabilità genitoriale), ammonendolo oralmente ed invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge.

APPROVATO UN EMENDAMENTO ALL' A.C. 4144 CHE INTENDE MODIFICARE LE NORME SUI PARCHI

Prosegue, lentamente,  alla Camera l'esame della proposta di legge 4144 che reca modifiche alla legge 394791 su parchi.
Tra i molti emendamenti presentati è stato approvato quello presentato dall'on.le Iannuzzi che prevede quanto segue:
Dopo l'articolo 2-bis, aggiungere il seguente:
2-ter. – (Fondo per l'incentivazione fiscale nelle aree protette). – 1. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito un Fondo con una dotazione di 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018, destinato al finanziamento di misure di incentivazione fiscale nelle aree protette di cui alla presente legge, da adottare con successivi provvedimenti legislativi, volti a promuovere iniziative compatibili con le finalità delle medesime aree. 
Agli oneri di cui al comma 1, pari a 500.000 euro annui a decorrere dall'anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione delle proiezioni dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2017-2019, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2017, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero. 
Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

giovedì 18 maggio 2017

LE ASSOCIAZIONI DI PESCA SPORTIVA POSSONO PARTECIPARE ALL'AVVISO DELLA REGIONE LAZIO PER LO SVILUPPO DELLE ZONE DI PESCA

La regione Lazio ha pubblicato il nuovo bando dell'assessorato agricoltura caccia e pesca per lo sviluppo e la gestione delle zone di pesca controllata o sperimentale in ogni provincia del Lazio. Dal fiume Aniene al Fibreno, dal fiume Sisto al lago del Salto, tante opportunità per le associazioni di pesca sportiva.
Le Associazioni di pesca sportiva del Lazio riconosciute a livello nazionale, regionale, provinciale e locale che svolgono attività di pesca sportiva possono presentare la propria manifestazione di interesse alla gestione delle zone di pesca, individuate per ogni provincia.
Le domande vanno presentate entro il 12 giugno. Oltre ai dati dell’associazione, quali ad esempio la sede e il nome del legale rappresentante, dovrà essere presentata anche la proposta di progetto con descrizione dettagliata di come sarà sviluppata e gestita la pesca.

VACCINI OBBLIGATORI MA COME ?

Si dovrebbe riunire oggi il Consiglio dei Ministri, il 30° dell'era Gentiloni (non si sa quanto durerà) e già si profila lo scontro annunciato tra la Ministra della salute e la Ministra per la pubblica istruzione sul problema delle vaccinazioni.
Sembra che la Lorenzin voglia estendere l'obbligo fino a dieci anni comprendendo tutta la fascia delle elementari mentre la Fedeli vorrebbe limitarlo all'asilo.
E' giusto che prevalga il criterio della tutela della salute su quello del diritto allo studio ? Ma come?
Nel frattempo salta fuori non si comprende bene a che titolo l'Accademia dei Lincei la quale esprime "parere favorevole rispetto all'obbligatorietà delle vaccinazioni per accedere a scuola, a salvaguardia del diritto all'istruzione e alla vita di relazione anche dei bimbi più fragili".
Il Rapporto dell'Accademia ribadisce l'importanza della vaccinazione quale fondamentale strumento di prevenzione per la salute dell'individuo e della comunità. Secondo l'Oms, i vaccini salvano 2,5 milioni di vite all'anno: 5 vite ogni minuto. L'Accademia dei Lincei, nel rapporto, denuncia che i vaccini "sono stati e continuano a essere oggetto di notizie errate e fuorvianti, quali l'associazione fra vaccini e autismo, affermazione priva di qualsiasi fondamento scientifico". Particolarmente rilevante è "la dimensione di solidarietà sociale dei vaccini, a protezione dei più deboli". I Lincei evidenziano che "mantenere coperture vaccinali elevate riduce in modo drastico la probabilità di trasmissione dei patogeni, proteggendo anche coloro che non possono vaccinarsi".
Riuscirà il Presidente Gentiloni con la sua antica diplomazia a risolvere il dilemma?
Dal sito del Governo non si apprendono notizie circa gli altri punti all'ordine del giorno.

Principio di gratuità degli incarichi conferiti dalle pubbliche amministrazioni a titolari di cariche elettive. Applicazione art. 5, comma 5, d.l. n. 78/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

La Sezione delle autonomie della Corte dei conti, con deliberazione n. 11/2017, pronunciandosi sulle questioni di massima poste dalla Sezione di controllo per la Regione Sardegna con le deliberazioni n. 1/2017/PAR e n. 2/2017/PAR, ha enunciato il seguente principio di diritto: “Antecedentemente all’entrata in vigore del d.l. 24 aprile 2017, n. 50, resta fermo il principio interpretativo affermato dalla giurisprudenza contabile che esclude che il titolare di cariche elettive possa percepire ulteriori emolumenti per “lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo”, fatta eccezione 10 unicamente per quelli ex lege di cui alla deliberazione n. 11/SEZAUT/2016/QMIG. Il principio di gratuità trova applicazione a prescindere dalla dimensione dell’ente in cui la carica elettiva è svolta. Detto principio si applica anche nelle ipotesi in cui l’assunzione della titolarità della carica elettiva sia successiva al conferimento dell’incarico e, in mancanza di una specifica distinzione normativa, anche per gli “incarichi” di cui all’art. 90 del d.lgs. n. 267/2000 (TUEL).

mercoledì 17 maggio 2017

IL SOSTEGNO PER L'INCLUSIONE ATTIVA

Si tratta di una misura nata con il DM 26 maggio 2016 è una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizione di povertà nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile (anche maggiorenne) o una donna in stato di gravidanza accertata. 
Con il Decreto interministeriale del 16 marzo 2017 è stata ampliata la gamma degli aventi diritto e l’ammontare dell’assegno che viene attribuito sulla base dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa.
Con circolare n.86/2017 l’INPS ha fornito le istruzioni operative per individuare i requisiti dei beneficiari. 
Con la legge n.33/2017 recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali è stato delegato il Governo ad emanare un decreto legislativo con il quale venga disciplinato il reddito di inclusione in maniera unica a livello nazionale, che abbia carattere universale e che sia condizionata alla prova dei mezzi, sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), tenendo conto dell'effettivo reddito disponibile e di indicatori della capacità di spesa, nonché all'adesione a un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa finalizzato all'affrancamento dalla condizione di povertà.