domenica 17 settembre 2017

SINERGIA TRA AGRICOLTURA DI QUALITA' E TURISMO: LA MOSSA VINCENTE SECONDO LA CNA

Secondo il Centro Studi della Confederazione Nazionale Artigianato per l’Italia il turismo costituisce una risorsa fondamentale che non esaurisce le sue potenzialità nelle visite delle città d’arte o nella permanenza in luoghi di villeggiatura.
Sempre più il turista che visita l’Italia è attratto dalla possibilità di potere vivere esperienze uniche nelle quali si fondono insieme arte, natura, shopping e enogastronomia. In altre parole l’attrattività del nostro Paese deriva dalle produzioni del Made in Italyoltre che su un patrimonio artistico e paesaggistico unico al mondo
Tra le produzioni del Made in Italy maggiormente attrattive vi è sicuramente l’enograstronomia che rappresenta un asset che, alla stregua di quello artistico e culturale, permette all’Italia di vantare diversi primati.
L'Italia è infatti il primo Paese al mondo per numero di prodotti agroalimentari di qualità. Con 269 riconoscimenti Dop (Denominazione di origine controllata), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite) conferiti dall’Unione Europea, il nostro Paese occupa il gradino più alto in un podio nel quale al secondo posto figura la Francia (219 riconoscimenti) e al terzo la Spagna (180 riconoscimenti).
Questi dati appaiono ancor più rilevanti quando tradotti in termini di quote percentuali: a livello mondiale il 21,5% delle produzioni agroalimentari di qualità sono italiane mentre il 61,5% proviene da quattro paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna e Grecia).
Gli amministratori locali dovrebbero far tesoro di queste informazioni.

LE MORTI VERDI PROVOCATE DAI PESTICIDI E DAI TRATTORI

L’art. 35 della Costituzione introduce una forte affermazione del principio di tutela del lavoro. 
In particolare il secondo comma introduce la prima attuazione del principio impegnando la Repubblica a curare la «formazione» e «l’elevazione professionale» dei lavoratori per garantire l’aspirazione di ciascuno «di raggiungere la preparazione e la competenza necessarie a svolgere un’attività consona alle proprie possibilità e aspirazioni».
Ma l'aspetto più importante è la tutela della salute dei lavoratori.
L’Italia ha una grande tradizione in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro e grazie all’Unione Europea e da ultimo alle Direttive 2006/25/CE e 2004/40/CE è stato avviato un processo che ha portato alla normativa vigente contenuta nel D.lgs 9 aprile 2008, n. 81, che è molto migliore di quella preesistente.
Le responsabilità del datore di lavoro sono notevoli e comportano sanzioni anche di natura penale.
Nonostante ciò in molti casi non vengono seguite le norme prescritte per la prevenzione degli infortuni specialmente per quanto riguarda l'utilizzo di pesticidi. Sono ampiamente noti i danni per la salute umana derivanti dall'utilizzo senza le dovute precauzioni di tali prodotti e dimostrato il nesso causale tra determinate sostanze chimiche e taluni tumori.
L' "Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro" ha sviluppato una analisi sulle morti in agricoltura effettive che differisce da quella dell'INAIL.
E' una strage continua. 
Alle morti derivanti dall'utilizzo improprio dei pesticidi si aggiungono quelle degli agricoltori morti schiacciati dal trattore che sono già 103 dall’inizio dell’anno.
A questi occorre aggiungere tanti altri che sono morti perché trasportati a bordo (anche bambini) o per le strade a causa di incidenti provocati da questo mezzo. 
Anche quest’anno oltre il 20% dei morti per infortuni su di tutte le categorie sono provocate da questo mezzo. 
Esiste una legge del 2002. 
Secondo l'Ossesrvatorio occorrerebbe una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo.
Chi di dovere dovrebbe mettere a disposizione forti incentivi per mettere in sicurezza i vecchi trattori.
Ma anche gli amministratori comunali dovrebbero emanare regolamenti per contenere l'uso dei pesticidi e fare controlli appropriati sul rispetto delle cautele stabilite per legge circa il loro utilizzo.


LE MORTI BIANCHE TORNANO AD AUMENTARE

CARLO SORICELLI: MORI BIANCHE
Finalmente la verità sugli incidenti e le morti sul lavoro grazie all’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro monitora tutti i morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL.Con un lungo comunicato in data 16 settembre l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it ha reso noti alcuni dati: 485 morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, oltre 1000 morti se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere
Dall’inizio dell’anno al 31 agosto 2017 i morti sono stati sono stati 453.
Al 31 agosto dei 2016 ne sono stati monitorati 438+3,3%. Erano 407 il 31 agosto del 2008 anno di apertura dell’Osservatorio + 10,3%.
Con la ripresa economica ecco che ritorna ad aumentare anche il numero degli infortuni e dei morti sul lavoro.
Questi sono solo i dati dei morti sui luoghi di lavoro, se si aggiungono anche i morti sulle strade e in itinere sfioriamo nel 2017 già 1000 morti per infortuni. 
Ma dal confronto con le denuncie pervenute all’INAIL il monitoraggio risultato molto più drammatico.
Secondo gli autori del rapporto chi legge superficialmente i dati dei morti sul lavoro entra in uno stato confusionale. 
Sono reali quelli dell'Osservatorio o quelli dell'INAIL che ha diffuso i dati degli infortuni dei primi sette mesi del 2017? 
A prima vista sembrano di più quelli dell'INAIL, ma occorre ricordare che quelle diffuse dall'INAIL sono denunce e non riconoscimento delle morti che analizzerà un secondo tempo. 
Dopo diversi mesi dell'anno successive l’INAIL diffonde il numero di morti per infortuni riconosciuti come tali, sono mediamente il 30% in meno ogni anno. Resuscitano? 
La verità è che tante di queste morti sono in itinere o peggio di lavoratori che non sono stati assicurati all'INAIL, o in nero, oppure di non loro pertinenza. 
Oppure di agricoltori schiacciati dal trattore che sono ben 105 dall'inizio dell'anno e 506 da quando abbiamo come Ministro delle Politiche Agricole Martina. 
E questa la vera emergenza di cui nessuno si occupa. 
Un morto su 5 sui LUOGHI DI LAVORO se si sommano tutte le categorie, è provocata dal trattore. 
Ecco l'importanza dell'ispettorato nazionale del lavoro, ma anche di chi a livello locale dovrebbe controllare i cantieri e le imprese e accertare oltre al DURC anche l'iscrizione all'INAIL.
La Polizia Locale potrebbe fare molto.

sabato 16 settembre 2017

BASTA CON LE BOLLETTE CON I CONSUMI NON OGGETTO DI MISURAZIONE MA FATTURATI IN ACCONTO

Dopo anni di vere e proprie vessazioni in cui, dopo la privatizzazione dell'acqua, gli utenti - spesso anziani - si sono visti recapitare dalle società alle quali le amministrazioni comunali hanno affidato la gestione del servizio idrico, bollette relative a consumi in acconto senza che alle spalle ci fosse alcuna lettura, ecco che finalmente arriva una ordinanza della Corte di Cassazione (Sezione I Civile, n. 20887/2017).
In base a questa ordinanza l'onere della prova spetta all'ente che emette le bollette, pertanto senza misurazione non possono essere addebitate somme a vanvera ai cittadini.
L'emissione di bollette con fatturazione "in acconto" deve finire.
NON SI PUO' SPECULARE SULL'ACQUA.
Ecco l'ordinanza che servirà a tutti i cittadini.

IL MIUR FISSA LE REGOLE PER LA STIPULA DI MUTUI DA PARTE DEGLIENTI LOCALI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA

Il MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA con decreto in data 6 giugno 2017, n. 390 ha stabilito le modalità per l'autorizzazione alle regioni alla stipula dei contratti di mutuo e agli enti locali alla stipula dei contratti di appalto e all’aggiudicazione dei lavori.
In particolare ai sensi e per gli effetti dell’art. 4, comma 177 -bis , della legge 24 dicembre 2003, n. 350, è autorizzato l’utilizzo — da parte delle regioni, per il finanziamento degli interventi inclusi nei piani regionali triennali di edilizia scolastica di cui alla programmazione unica nazionale, ai sensi dell’art. 2 del decreto interministeriale 23 gennaio 2015 — dei contributi pluriennali di euro 9.999.999,99 annui, decorrenti dal 2016 e fino al 2044, previsti dall’art. 10 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, come modificato dall’art. 1, comma 176, della legge 13 luglio 2015, n. 107, per le finalità, nella misura e per gli importi a ciascuna regione assegnati per effetto dei decreti richiamati in premessa.
Al fine di ottimizzare la gestione delle operazioni oggetto del citato  decreto, il perfezionamento delle stesse può avvenire mediante la stipula di un contratto di mutuo sulla base di uno schema tipo, che deve essere sottoposto al preventivo nulla osta del Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro - Direzione VI.
Entro trenta giorni dalla stipula del contratto di mutuo, l’istituto finanziatore deve notificare al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e al Ministero dell’economia e delle finanze copia conforme dei contratti di mutuo perfezionati.
Nel contratto di mutuo stipulato con l’istituto finanziatore, nel rispetto della normativa comunitaria e
nazionale in materia e, in particolare, di quanto previsto dall’art. 45, comma 32, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, deve essere inserita apposita clausola che prevede l’obbligo a carico dello stesso di comunicare, al massimo entro trenta giorni dalla stipula, al Ministero dell’economia
e delle finanze - Dipartimento del tesoro (direzione II e VI) e al Dipartimento della ragioneria generale dello Stato (Ispettorato generale di bilancio - Ufficio XVI) , all’ISTAT e alla Banca d’Italia, l’avvenuto perfezionamento dell’operazione finanziaria con indicazione delle informazioni di cui al prospetto allegato alla circolare del Ministero dell’economia e delle finanze 24 maggio 2010, n. 2276, tenuto conto della tipologia dell’operazione finanziaria perfezionata.
MIUR DECRETO 390/2017

venerdì 15 settembre 2017

L'ATTO DI INDIRIZZO DELLA GIUNTA COMUNALE DI SABAUDIA AGLI UFFICI PER LA PREDISPOSIZIONE DELLE OSSERVAZIONI AL PIANO DEL PARCO E ALLA VAS


Ieri è stata pubblicata la deliberazione in data 14 settembre con cui la giunta comunale (assenti gli assessori D'erme e Macale) ha approvato un atto di indirizzo per la formulazione delle osservazioni che i Comune presenterà.
Nella delibera si legge che la Giunta nel prendere atto delle proposte di osservazioni al Piano del parco e alla VAS adottati con DGR 427/2017 e formulate con il contributo del tavolo di lavoro costituito con DGC 59/2017 ha dato mandato all'ufficio competente affinché nella valutazione delle proposte di osservazione siano prioritariamente fatte salve le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti, generali e attuativi e dei diritti acquisiti a qualunque titolo, tenuto conto che lo stesso PRG approvato definitivamente nel 1977 è dotato di parere del Parco.
Pertanto - prosegue l'atto deliberativo - andranno confrontate le disposizioni prescrittive del Piano e le relative NTA con i piani comunali approvati per rilevare eventuali criticità e difformità che saranno oggetto di osservazioni.
Tali previsioni secondo la Giunta costituiscono ad oggi il punto di partenza per affrontare la futura revisione dello strumento urbanistico generale, che risulti in sintonia con le nuove esigenze della collettività e che punti a porre in un giusto e prioritario equilibrio il rapporto Città-Parco per orientarlo verso forme di compatibilità ambientale, nell'ottica comunque di salvaguardare le destinazioni pubbliche e di interesse pubblico e le attività economiche e per consentire lo sviluppo e la valorizzazione del territorio.
Naturalmente ogni cittadino potrà comunque autonomamente presentare le proprie osservazioni al Piano del Parco direttamente all'Ente parco entro il 19 ottobre  facendole pervenire, ESCLUSIVAMENTE al protocollo dell' Ente Parco Nazionale del Circeo – Via Carlo Alberto, 188 – 04016 Sabaudia (LT), in formato cartaceo (carta semplice) o via PEC all'indirizzo parconazionalecirceo@pec.it e preferibilmente utilizzando i modelli disponibili sul sito web istituzionale indicando tutti gli elementi utili ed indispensabili per la loro valutazione.
Le osservazioni al  RAPPORTO AMBIENTALE in ambito VAS invece vanno presentate  entro il 29 settembre ESCLUSIVAMENTE ai seguenti enti:
-all'Ente Parco Nazionale del Circeo (soggetto proponente) – Via Carlo Alberto, 188 04016 Sabaudia (LT);
-all'Autorità Procedente: Regione Lazio – Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali Via del Pescaccio, 432 00147 Roma;
-all'Autorità Competente: Regione Lazio – Direzione Regionale Valutazioni Ambientali e Bonifiche - Via del Giorgione, 129 00147 Roma.
Modelli: I modelli utilizzabili per le osservazioni possono essere scaricati al seguente link: http://www.parcocirceo.it/dettaglio.php?id=43135





UNA NUOVA SPINTA PER MIGLIORARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI RAEE

Sono noti i problemi connessi con la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche che sono definiti tecnicamente RAEE.
Dal sito dell'ANCI apprendiamo che l’Anci ed il Centro di coordinamento Raee incontreranno nei prossimi giorni 140 Comuni italiani e le rispettive aziende d’igiene urbana, scelti tra i primi 200 per popolazione residente (48 nel Nord Italia, 34 nel Centro e 48 nel Sud e Isole). 
Si tratta del progetto “Servizi ai Comuni 2017”, presentato oggi a Roma nella sede dell’Anci. 
I Comuni che verranno coinvolti nell’iniziativa gestiscono la maggior parte dei 4.107 centri di raccolta dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) presenti in Italia, servendo il 38,6% della popolazione, e si calcola che raccolgano circa il 67% di questa speciale tipologia di rifiuto. 
Macro obiettivo del progetto, è quello di conoscere le diverse realtà territoriali e individuare le corrette strategie di gestione e le modalità attraverso le quali incrementare e migliorare ulteriormente la qualità della raccolta. Durante gli incontri, che si terranno nelle sedi delle amministrazioni comunali o delle aziende di gestione, verranno approfondite le regole del sistema e le semplificazioni gestionali derivanti dall'accordo di programma, individuate le aree di miglioramento della raccolta con il coinvolgimento della soggetti che si occupano della distribuzione e specificate le responsabilità degli stessi sottoscrittori nella gestione dei Raee, per evitare comportamenti non idonei.
L’iniziativa punta dunque a conoscere le diverse realtà territoriali e studiare, per ognuna di esse, una soluzione in grado di massimizzare la raccolta di Raee migliorando l’efficacia dei sistemi comunali di gestione di questa tipologia di rifiuti, e fornendo loro i necessari supporti informativi per poter pianificare ed ottimizzare la gestione dei Raee sul territorio.

GLI INCASSI DEL DEMANIO MARITTIMO SECONDO LA CORTE DEI CONTI

La Corte in una sua relazione sul demanio marittimo ha accertato gli introiti dello Stato derivanti dalle concessioni demaniali marittime (circa 82 milioni di euro di versamenti), la cui gestione compete, a seguito di una lunga e complessa evoluzione, non più soltanto allo Stato, ma prevalentemente alle Regioni ed ai Comuni dalle stesse delegati, sono stati sempre molto inferiori alle previsioni di bilancio, con l’eccezione del 2000. 
Dall'indagine è emerso:
  • Il rilevante divario tra le previsioni di entrata e le somme accertate e riscosse è imputabile alle carenze gestionali nello svolgimento dell’attività amministrativa necessaria per realizzare i fini stabiliti dalle leggi in materia nonché ad una costante tendenza a sovrastimare le capacità e possibilità di incasso, malgrado la mancanza di certezze circa l’entità dell’impatto atteso, in termini di aumenti delle riscossioni, dalle norme sugli importi dei canoni e sui criteri della loro determinazione; 
  • i residui attivi, cioè le somme accertate, ma non riscosse e/o non incassate, sono risultati di elevata entità alla fine di tutti gli esercizi considerati (dal 2000 in poi), raggiungendo alla fine dell’esercizio 2007 l’importo di quasi 67,9 milioni, a conferma delle difficoltà di realizzo delle riscossioni; 
  • la lotta contro l’inadempimento dell’obbligo di pagare i canoni (e contro gli abusivismi) e le conseguenti riscossioni coattive, attraverso le iscrizioni a ruolo e la successiva procedura esecutiva, hanno dato un esito piuttosto incerto e quanto mai deludente in termini di incassi; 
  • una responsabilità più diretta per quanto sopra rilevato va riferita, a livello centrale, all’Agenzia del demanio, in quanto competente a proporre le previsioni di entrata, ad indicare alle sue filiali sul territorio l’interpretazione ritenuta più corretta delle norme relative ai calcoli dei canoni e a controllare la riscossione ed il versamento dei medesimi. Tuttavia, ciò non può far escludere anche una responsabilità dei Ministeri per altri aspetti competenti e comunque vigilanti sull’attività dell’Agenzia del demanio e sui risultati dalla stessa conseguiti (il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero per le infrastrutture e trasporti e la stessa Presidenza del Consiglio nella sua funzione di coordinamento generale) né può far sottovalutare il comportamento di Regioni e Comuni, non sempre funzionale a pretendere e ad ottenere l’assolvimento degli obblighi di legge.
Anche i Comuni hanno probabilmente la loro parte di responsabilità

giovedì 14 settembre 2017

LA REVISIONE DEI PREZZI NELLE OPERE PUBBLICHE

La revisione prezzi nelle opere pubbliche rappresenta uno dei problemi più delicati per ogni amministrazione pubblica e spesso è fonte di vertenze giudiziarie.
L’art. 1664 del Codice civile prevede che, se per effetto di «…circostanze imprevedibili si siano verificati aumenti o diminuzioni nel costo dei materiali o della mano d’opera, tali da determinare un aumento o una diminuzione superiori al 10% del complessivo convenuto, l’appaltatore o il committente possono chiedere una revisione del prezzo medesimo. La revisione può essere accordata solo per quella differenza che eccede il 10%. Se nel corso dell’opera si manifestano difficoltà di esecuzione derivanti da cause geologiche, idriche e simili, non previste dalle parti, che rendono notevolmente più onerosa la prestazione dell’appaltatore questi ha diritto a un equo compenso»
Il nuovo Codice di contratti all'art. 106 prevede che i contratti di appalto possono essere modificati se nei documenti di gara iniziali sono state comprese clausole di revisione dei prezzi che devono essere chiare, precise e inequivocabili. Tali clausole devono fissare la portata e la natura di eventuali modifiche nonché le condizioni alle quali esse possono essere impiegate, facendo riferimento alle variazione dei prezzi e dei costi standard, ove definiti. 
Il TAR Campania - Napoli, Sez. II, con la sentenza n. 4204 del 30 agosto 2017, si è pronunciato sulla legittimità o meno della clausola di un bando che esclude la possibilità della revisione dei prezzi, nonché sul giudice competente a decidere sulla questione in oggetto.
Il collegio di Napoli si è espresso così: "La disposizione, inizialmente dettata dall'art. 6 comma 4, l. 24 dicembre 1993 n. 537 e successivamente recepita dall'art. 115, d.lg. 12 aprile 2006, n. 163, secondo la quale tutti i contratti d'appalto ad esecuzione periodica o continuativa, stipulati con la Pubblica amministrazione, devono recare una clausola di revisione periodica del prezzo operata sulla base di una istruttoria condotta dai dirigenti responsabili dell'acquisizione di beni e servizi, è norma imperativa destinata, come tale, ad operare anche in assenza di specifica previsione tra le parti ovvero in presenza di previsioni contrastanti, con la conseguenza che le disposizioni negoziali contrastanti con tale disposizione legislativa non solo sono colpite dalla nullità ex art. 1419 cc, ma sostituite de iure, ex art. 1339 c.c., dalla disciplina imperativa di legge” (Consiglio di Stato, sez. V, 21/07/2015, n. 3594).
Per quanto concerne, invece, le questioni attinenti alla giurisdizione, il TAR ha ribadito che ai sensi dell'art. 133 comma 1 lett. e) n. 2, c.p.a., rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo la controversia inerente alla revisione dei prezzi in un contratto qualificabile come appalto pubblico di servizi.
Viene così superata la precedente distinzione in base alla quale erano devolute alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie relative al quantum della revisione prezzi e al giudice amministrativo quelle relative all'an debeatur.
Una trattazione della materia è contenuta nel mio volume "Utopia di un Comune... e come realizzarla"

IL MINISTERO DELLA MADIA VERIFICA LO STATO DI ATTUAZIONE DELLE RICHIESTE DI ACCESSO GENERALIZZATO DA PARTE DEI CITTADINI.....

Il Dipartimento della Funzione pubblica in collaborazione col Formez ha realizzato un nuovo monitoraggio sulle richieste di accesso generalizzato (FOIA). 
L’uso del Foia cresce tra i cittadini: + 21% rispetto al trimestre precedente. Si velocizza anche la risposta delle amministrazioni: +46% rispetto alle istanze trattate nel trimestre precedente. 
Nel nuovo monitoraggio vengono inclusi anche gli enti locali: regioni, comuni metropolitani e comuni capoluogo che hanno ricevuto 948 istanze da gennaio a giugno. Sia per i ministeri che per gli enti locali la quasi totalità delle istanze FOIA (rispettivamente 94% e 95,4%) viene evasa entro 30 giorni.
Com'è noto il Freedom of Information Act dà diritto a chiunque di avere accesso ai dati e ai documenti detenuti dalla Pubblica Amministrazione. 
Introdotto in Italia con la riforma della Pubblica Amministrazione, è entrato in vigore il 23 Dicembre 2016 con il D.lgs.175, in attuazione della Riforma PA.
Molti enti locali ancora non se ne sono accorti.
C'è ancora molta strada da fare....

MONITORAGGIO

L'ACCATASTAMENTO DEI FABBRICATI RURALI DA PARTE DEI COMUNI: UNA SOLUZIONE OPERATIVA DALL'ANCI

Da un comunicato sul sito dell'ANCi si apprende che ieri è stata siglata a Roma una convenzione tra l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), la Fondazione patrimonio comune (Fpc), il Consiglio nazionale geometri e geometri laureati (Cngegl) e la Cassa italiana di previdenza dei geometri liberi professionisti (Cipag), finalizzata a facilitare l’accatastamento dei fabbricati rurali, a cui sono tenuti per legge i Comuni italiani (ai sensi dell’art. 13, comma 14-ter del DL n. 201/2011).
Grazie a questa intesa, che tutti i Comuni interessati potranno sottoscrivere con i 110 collegi provinciali dei geometri, i compensi professionali peseranno meno sui bilanci comunali e l’individuazione dei geometri professionisti sarà resa più immediata dagli elenchi messi a disposizione dei Comuni italiani dal Cngegl. I costi delle operazioni di accatastamento, infine, potranno essere anticipati da Cipag con un fondo rotativo e, in un secondo momento, restituiti dalle amministrazioni comunali.
La regolarizzazione degli immobili non accatastati, rispetto alla quale l’Anci ha già avviato da tempo un’azione di sollecitazione nei confronti di tutti i Comuni, è utile anche a evitare il rischio di dover pagare per intero le sanzioni previste in caso di inadempienza, che arrivano a superare gli 8 mila euro per ogni immobile. La regolarizzazione tempestiva invece consentirebbe di sostenere solo il pagamento di 172 euro per ogni nuovo accatastamento. 
Qui appresso i Comuni possono trovare il materiale:
modello di convenzione per l'affidamento sottosoglia
relativo allegato tecnico. (com)

mercoledì 13 settembre 2017

LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI

Dal sito del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA) apprendo che  si è svolta il 12 settembre, presso la Sala della Regina di Montecitorio, l'illustrazione, da parte della Commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti,  dei contenuti della relazione sull'attività svolta dal 9 settembre 2014 al 30 giugno 2017.
La relazione rappresenta un documento innovativo di 'accountability' che, oltre a riportare sotto un profilo quantitativo i lavori svolti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, contiene elementi di valutazione sulla efficacia dell'attività compiuta su situazioni particolarmente problematiche nelle diverse zone del paese, illustrandone i risultati raggiunti anche tramite la valutazione dell'impatto prodotto sulle attività parlamentari.
La Commissione è stata istituita con la legge 172014  con i seguenti compiti:
  • Svolgere indagini atte a fare luce sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti,
  • Individuare le connessioni tra attività illecite e altre attività economiche, in particolare il traffico di rifiuti su scala locale,
  • Individuare attività illecite connesse al traffico illecito transfrontaliero,
  • Verificare la eventuale sussistenza di comportamenti illeciti da parte della PA,Verificare la sussistenza di attività illecite relative ai siti inquinati, alle attività di bonifica e alla gestione dei rifiuti radioattivi,
  • Verificare la sussistenza di attività illecite relative alla gestione degli impianti di depurazione delle acque e alle gestione dello smaltimento fanghi e reflui,
  • Verificare la corretta attuazione della vigente normativa sui rifiuti pericolosi.
I principali filoni di indagine che sono stati seguiti nei circa tre anni di lavoro svolto hanno riguardato:
- lo stato di avanzamento delle bonifiche nei SIN (Siti inquinati in bonifica di interesse nazionale). Il lavoro della Commissione ha interessato, tra gli altri, quelli di Bussi sul Tirino(Abruzzo), di Casale Monferrato (Piemonte), di Cengio-Saliceto e di Cogoleto (Liguria), di Porto Marghera (Veneto), di Trieste e di Grado e Marano (Friuli Venezia-Giulia), dei Laghi di Mantova e polo chimico (Lombardia), del Basso bacino del fiume Chienti (Marche), della Valle del Sacco (Lazio), di Taranto, di Brindisi, di Manfredonia e di Bari (Puglia), di Piombino, di Orbetello, di Livorno e di Massa (in Toscana), di Bagnoli e di Napoli orientale (Campania), nonché di Sesto San Giovanni, di Pioltello e Rodano e di Broni (Lombardia), presso i quali sono stati effettuati sopralluoghi e incontri con rappresentanti delle comunità locali e soggetti attuatori delle bonifiche. Si è inoltre predisposta una relazione che tenesse conto delle problematiche relative alle bonifiche dei poli chimici: il «Quadrilatero del Nord» (Venezia-Porto Marghera, Mantova, Ferrara, Ravenna)
Analoga attenzione è stata rivolta, sempre relativamente al tema delle bonifiche, ai siti ospitanti l’azienda chimica Caffaro, per cui è imminente la presentazione di una relazione.
Un ulteriore contributo molto importante e dettagliato è stato fornito per una vicenda tutt’ora aperta, che ha riguardato l’inquinamento delle acque di falda in una zona ampia del Veneto a causa della presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS).
Con riguardo alla Puglia, una particolare attenzione è stata dedicata alla vicenda della bonifica del SIN di Taranto, legata alla presenza degli stabilimenti dell’ILVA, ma anche alla situazione del deposito di rifiuti di Statte;
Il traffico transfrontaliero dei rifiuti;
- il mercato del riciclo, su cui la Commissione ha sviluppato un confronto di ampio respiro, con l’audizione dei maggiori consorzi nazionali, obbligatori e non, al fine di approfondire i temi delle verifiche e dei controlli effettuati sulla governance delle strutture, sul rispetto dei requisiti minimi dei sistemi collettivi, delle modalità del controllo e della verifica sul raggiungimento degli obiettivi di raccolta, della qualità del trattamento dei rifiuti, delle tipologie di verifiche effettuati sui bilanci e sui dati economici comunicati dall’autorità di controllo, nonché sull’esistenza di criticità nella filiera, in conseguenza delle quali avviene una fuoriuscita di rifiuti eventuali dal circuito del consorzio; quello sugli impianti di depurazione delle acque e sul trattamento dei fanghi, nonché sullo stato dei relativi impianti, tema sul quale la Commissione ha promosso un’intensa opera di raccolta dati al fine di pervenire ad una mappatura esaustiva degli impianti esistenti, con l’indicazione delle principali criticità esistenti in termini di gestione e funzionamento;
le cosiddette navi a perdere, tematica sulla quale permangono ancora molti punti da chiarire, riguardo alla quale la Commissione ha disposto la desecretazione di molti atti acquisiti nel corso delle trascorse legislature e promosso una serie di attività di verifica che hanno riguardato anche importanti vicende irrisolte, come il “caso Alpi”;
l'analisi territoriale del ciclo dei rifiuti (Sicilia, Liguria, Veneto, Lazio, Campania e Toscana).
La Commissione ha effettuato 285 ore di riunioni in sede, 54 missioni, ha organizzato 15 convegni, acquisito 4.371 documenti, di cui 340 segreti e riservati, per un totale di 418.160 pagine.
In sede sono state svolte numerose audizioni, che hanno coinvolto i principali soggetti interessati alle tematiche trattate, dal Ministro dell'Ambiente al Presidente dell'Autorità anticorruzione, da vari rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine ai vertici delle imprese e delle associazioni di categoria. Durante le missioni, che hanno interessato varie zone d'Italia, sono state effettuate 35 audizioni, di cui sono disponibili i resoconti sommari e stenografici, sentendo decine di soggetti: Prefetture, Procure, Enti locali, Forze di polizia, Agenzie ambientali, Imprese, Sindacati, Associazioni e Comitati, ecc.
Sono state prodotte 12 relazioni, già approvate e pubblicate, ed altre 7 sono in corso di predisposizione, sui principali temi di indagine seguiti.
In alcuni casi il lavoro della Commissione non ha avuto "solo" un fondamentale ruolo conoscitivo su un fenomeno così complesso e importante, ma ha anche avuto effetti concreti, come si indica nella seguente slide della presentazione dell'on.Bratti) ad esempio sulle questioni ambientali connesse a prospezione, produzione e trasporto di idrocarburi in Basilicata).
Questo è stato possibile, grazie ad una interpretazione proattiva della Commissione d’inchiesta, caratterizzata, non solo da una funzione di "denuncia", ma, anche, di supporto all’attività del legislatore, di capacità d’ascolto anche dei soggetti non istituzionali e di un nuovo metodo di comunicare il lavoro istituzionale.
I dati relativi all’attività svolta dalla Commissione sono conservati presso la segreteria e presso l’archivio della Commissione, nonché su Internet. La Commissione non dispone di un sito proprio, in quanto tutti gli atti per i quali è autorizzata la pubblicità - che costituiscono veramente un patrimonio enorme di informazioni - sono disponibili sul sito della Camera dei deputati, alla pagina http://parlamento17.camera.it/159