giovedì 22 marzo 2018

IL 22 MARZO DI OGNI ANNO E' LA GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA ISTITUITA DALL'ONU

In occasione della Giornata mondiale dell'acqua, istituita dall'ONU e celebrata ogni 22 marzo, l'Istat ha fornito un quadro di sintesi sull'approvvigionamento di acqua a uso potabile e sui consumi di acqua delle famiglie.
I dati diffusi provengono da indagini condotte dall'Istat negli ultimi anni: in particolare "Rilevazione sui servizi idrici", "Dati ambientali nelle città", "Aspetti della vita quotidiana" e "Consumi delle famiglie".
Nel 2011 sono lamentate irregolarità nell'erogazione dell'acqua dal 9,3% delle famiglie residenti in Italia. Questo problema è dichiarato soprattutto dalle famiglie del Mezzogiorno (17,4%), in particolare della Calabria (31,7%) e della Sicilia (27,3%).
La diffidenza nel bere acqua di rubinetto si manifesta ancora elevata nel Paese: nel 2011 il 30,0% delle famiglie ha al suo interno uno o più componenti che dichiarano di non fidarsi a berla. Tale fenomeno raggiunge i livelli più elevati in Sicilia (60,1%), Sardegna (53,4%) e Calabria (47,7%).
Nel 2010 il 61,8% delle famiglie italiane ha acquistato acqua minerale, percentuale che risulta in leggero calo rispetto agli anni precedenti.
La spesa media mensile delle famiglie per l'acquisto di acqua minerale si attesta, nel 2010, a 19,50 euro senza evidenziare significative differenze territoriali. Tale spesa risulta di poco inferiore a quella sostenuta per il servizio di acqua potabile nelle abitazioni.
Il prelievo nazionale di acqua a uso potabile (dati 2008) ammonta a 9,11 miliardi di metri cubi di acqua, di cui l'85,6% proveniente da acque sotterranee, il 14,3% da acque superficiali e il restante 0,1% da acque marine o salmastre.
I dati sui prelievi e la tipologia di fonte vengono diffusi per la prima volta per distretto idrografico, consentendo una lettura territoriale dello stato della risorsa idrica in Italia più pertinente, in quanto non riferita a delimitazioni amministrative, ma a limiti naturali (in base, cioè, a caratteristiche idrologiche e geomorfologiche).
In Italia, nel 2008, le regioni dispongono di un totale di 9,04 miliardi di metri cubi di acqua a uso potabile da destinare alle reti comunali di distribuzione. Tali volumi sono il risultato della fruibilità idrica propria del territorio, degli scambi interregionali e degli usi non civili.
Il contributo extra regionale alla disponibilità interna della risorsa idrica per uso civile è generalmente diffuso, anche se non determinante, con le eccezioni di Puglia e Campania, che risultano particolarmente dipendenti dalle regioni limitrofe.
Nel 2008, il volume pro capite di acqua, corrispondente a 72,9 m3/anno per abitante (pari a 199,7 litri per abitante al giorno) è diminuito del 9,2% rispetto al 1999. La contrazione è imputabile sia alla variazione nel sistema di contabilizzazione, oggi più legato ai consumi reali direttamente misurati dai contatori, sia a una leggera riduzione dei consumi e, come conseguenza, degli sprechi idrici degli utenti finali.

LA CIRCOLARE DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO SULL'APPLICAZIONE DEI COMMI 986-989 DELLA LEGGE 205/2017

Con la circolare n. 13/2018 la Ragioneria generale dello Stato ha diramato chiarimenti aggiuntivi in ordine alla disciplina recata dall’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, nonché dal relativo regolamento di attuazione, adottato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 18 gennaio 2008, n. 40.
Ciò, sia a seguito delle modifiche normative introdotte dall’articolo 1, commi da 986 a 989, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 – sostanzialmente concernenti, da un lato, la riduzione, a decorrere dal 1° marzo 2018, da diecimila euro a cinquemila euro del limite di importo oltre il quale le amministrazioni pubbliche (e le società interamente partecipate dalle stesse) prima di effettuare, a qualunque titolo, un pagamento verificano se il beneficiario è inadempiente all'obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo, e, dall’altro lato, l’estensione da trenta a sessanta giorni del periodo nel quale il soggetto pubblico non procede al pagamento delle somme dovute al beneficiario, risultato inadempiente, fino alla concorrenza dell'ammontare del debito comunicato dall’agente della riscossione – sia in ragione di fattispecie nuove o particolari emerse nel corso del tempo.
Nei tredici paragrafi in cui si articola, la circolare – il cui contenuto è stato condiviso con il Dipartimento delle finanze che ne è co-firmatario – oltre a dar conto dell’aggiornamento del quadro normativo di settore, approfondisce l’analisi dell’ambito soggettivo di riferimento ed esamina una serie di profili critici della disciplina in discorso (afferenti, ad esempio, alla scissione dei pagamenti, all’inadempienza contributiva, alla cessione del credito, ecc.), onde offrire in merito soluzioni interpretative.
Infine, sono state aggiornate le indicazioni riguardanti il trattamento delle irregolarità, mediante, in particolare, la rinnovazione dell’accluso modello denominato Allegato A, che sostituisce quello unito alla precedente circolare 23 settembre 2011, n. 27/RGS.

rgs mef circolare n. 13/2018

mercoledì 21 marzo 2018

I DATI DELLA SICUREZZA ALIMENTARI NEL RAPPORTO DEL MINISTERO DELLA SALUTE SULLA PRESENZA DI RESIDUI DI FITOFARMACI NEGLI ALIMENTI DI ORIGINE VEGETALE

Il Ministero della salute ha pubblicato il rapporto relativo all'anno 2016 con i dati del programma nazionale di controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti vegetali mostrano che il numero dei campioni analizzati e trasmessi al Ministero dai Laboratori (Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale, Laboratori di Sanità pubblica ed Istituti Zooprofilattici Sperimentali), coordinati dalle Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, è pari a 8439. Il minimale previsto dal decreto non solo è stato raggiunto ma è anche stato superato. Per tutte le categorie di alimenti ad eccezione dei cereali la percentuale dei campioni attesi rispetto a quelli previsti è superiore al 100% sono pertanto stati effettuati molti più campioni rispetto a quanto richiesto. Le matrici alimentari analizzate quest’anno sono state 137, e anche alimenti non previsti dal decreto ministeriale ma legati alla territorialità regionale presenti sul mercato e trasformati dei quali non vengono riportati i dettagli. 
Sono considerati irregolari i campioni che superano i limiti massimi di residui (LMR) stabiliti dal Regolamento comunitario 396/2005. 
Tali limiti sono fissati valutando i livelli di esposizione di tutte le categorie di consumatori compresi i gruppi vulnerabili, i bambini e i vegetariani e comprende tutte le diete esistenti in Europa, compresa la dieta internazionale, utilizzando il livello di residuo che viene ottenuto dagli studi residui presentati dai richiedenti. 
La valutazione viene fatta dall’ EFSA usando modelli di calcolo del rischio acuto e cronico, e per ogni sostanza attiva sono stati presi in considerazione i parametri tossicologici più critici in modo da effettuare una valutazione del rischio più conservativa per il consumatore. 
La sicurezza è uno degli elementi prioritari per la valutazione delle autorizzazione dei prodotti fitosanitari. Il modello europeo per la fissazione dei livelli massimi di residui sta diventando un modello anche a livello internazionale. 
Infatti i livelli di residui e gli standard europei sono presi in considerazione nell’ ambito del Codex Alimentarius e con il passare del tempo gli LMR sono diminuiti. Il numero di campioni di ortofrutticoli prelevati in totale da tutte le autorità sono 6785 mentre i campioni con residui superiori ai limiti massimi di residui è risultato pari a 61 (33 di frutta e 28 di ortaggi) con una percentuale di irregolarità uguale a 0.9%. 
Nell’ambito dei campioni regolari il numero di campioni privi di residui è pari a 3645 (53.7%), il numero di campioni con residuo entro il limite legale è pari a 3079 (45.4%). Confrontando i dati relativi al 2016 con quelli degli anni precedenti, risulta evidente come la percentuale di irregolarità negli ortofrutticoli abbia subito un assestamento al disotto della media europea ed al disotto dell’ 1% (0,9%). 
Tale risultato positivo è attribuibile in parte alle attività delle strutture sia centrali sia territoriali ormai permanentemente impegnate nel controllo ufficiale in materia di prodotti fitosanitari in Italia, in parte alla costante revisione in senso restrittivo operata dal Ministero su alcuni impieghi ammessi, nonché ad una sempre maggiore consapevolezza degli operatori agricoli nell’impiego dei prodotti fitosanitari. C’è da sottolineare, ad ogni modo, come il superamento occasionale di un limite legale non comporti un pericolo per la salute, ma il superamento di una soglia legale tossicologicamente accettabile. 
La tendenza decrescente delle irregolarità configura, comunque, una situazione in progressivo miglioramento dal punto di vista della sicurezza dei prodotti alimentari. 
Relativamente al livello di esposizione della popolazione italiana con la dieta, le stime di assunzione elaborate con i dati relativi ad anni precedenti, ma simili nei risultati, indicano che i residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta dei valori delle dosi giornaliere accettabili delle singole sostanze attive e molto al di sotto del livello di guardia preso come riferimento per assicurare la qualità igienico-sanitaria degli alimenti. 
Una particolare attenzione è rivolta all’esame dei campioni di ortofrutticoli contenenti più principi attivi, che dall’elaborazione dei dati del 2016 risultano essere pari a 1750, il 25,8% rispetto al totale dei campioni analizzati. 
Relativamente ai risultati nazionali su cereali, oli e vino, su 2456 campioni sono state rilevate 5 non conformità. 
Considerando i campioni regolamentari risulta che i campioni privi di residuo sono stati il 74,7 % del totale in aumento rispetto allo scorso anno mentre il 25,1 % sono risultati presentare residui nei limiti legali. Sono stati inoltre esaminati 70 campioni di baby food e 1952 campioni di “altri prodotti”. 
I campioni di baby food sono risultati tutti regolamentari. 
L' 85,9 % degli altri prodotti esaminati ha riguardato campioni senza residui, il 12,8% ha riguardato campioni con residui al di sotto del limite e 1.3 % è risultato superare i limiti massimi di residui. In sintesi, risultano analizzati come riportato nella tabella 55, 11263 campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio, vino, baby food, e altri prodotti. Di questi 92 sono risultati non regolamentari, con residui superiore al limite di legge, con una percentuale di irregolarità contenuta pari allo 0.8%.

PRESENTATO ALLA CAMERA IL RAPPORTO AMBIENTE DEL SISTEMA NAZIONALE DI PROTEZIONE DELL' AMBIENTE

Con un lungo comunicato il Sistema nazionale di protezine dell'ambiente informa che alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sono stati presentati  i dati sulla situazione dell’ambiente in Italia.
Ad un anno dall’entrata in vigore della Legge 132/2016, che ha istituito il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, il Rapporto Ambiente SNPA è il prodotto finale di un complesso lavoro di reporting che, attraverso la presentazione delle attività svolte dal Sistema, unisce al quadro generale aspetti di particolare rilevo locale.
“L’impegno delle autorità ad ogni livello e la consapevolezza dei cittadini ci ha permesso di fare passi avanti sulle questioni ambientali – ha detto Paolo Gentiloni aprendo i lavori della giornata a Montecitorio – allo stesso tempo gli allarmi non sono cessati e più che mai ci interpellano sul piano globale e locale”. Parlando degli aspetti che più preoccupano il Paese il presidente del consiglio ha sottolineato le conseguenze dei cambiamenti climatici, la qualità dell’aria, i rifiuti, l’assetto idrogeologico, il consumo di suolo. Sfide cruciali per l’Italia sono anche la decarbonizzazione, l’uso delle energie rinnovabili e la green economy. “La fase politica di transizione deve avere sempre al centro l’interesse generale dei cittadini – ha concluso Gentiloni – il nostro impegno è non disperdere la fatica fatta per uscire dalla crisi ed usare i buoni risultati ottenuti per curare le ferite sociali ancora aperte”.
L’incontro è stato introdotto dal Presidente di Ispra e del Sistema Nazionale Stefano Laporta, che ha sottolineato il lavoro degli 11 mila addetti Snpa operanti in 200 sedi su tutto il territorio italiano.
Indicazioni per i lavoro della prossima legislatura sono state date dal presidente della regione Liguria Giovanni Toti, in rappresentanza della Conferenza delle regioni: dagli interventi sulla tempistica per l’apertura dei grandi cantieri alla programmazione di nuovi fondi europei per la tutela territorio. Il Presidente Toti, ha anche sottolineato come ormai sia condivisa da tutti la consapevolezza che investire sull’ambiente è proficuo, non solo perché l’ambiente è un bene fondamentale, ma anche perché tutti sappiamo quanto sia costoso intervenire dopo le vicissitudini prodotte dalle calamità naturali.
Annuario e Rapporto Ambiente sono due strumenti fondamentali per orientare le politiche del Paese, come sottolineato dal ministro dell’ambiente Gianluca Galletti e dall’assessore del Comune di Roma Pinuccia Montanari. Il Rapporto Ambiente in particolare è il primo frutto della legge 132, che, come ha ricordato il ministro, ha cambiato il sistema dei controlli in Italia. I problemi che rimangono sul piatto sono ancora molti, ha ribadito Galletti, tuttavia non vanno comunque dimenticati i risultati ottenuti: l’Italia è passata da un 45% di conferimento dei rifiuti in discarica all’attuale 25%, anche se rimane lontano l’obiettivo del 10% previsto dall’UE per il 2025; si è lavorato molto per migliorare la qualità dell’aria insieme alle regioni; quanto all’acqua, i dati sono positivi ma va fatto di più. “Purtroppo non siamo riusciti a varare la legge sul consumo di suolo e quella sui parchi – ha concluso Galletti – mi auguro che il nuovo Parlamento porti a termine presto questo lavoro”.
Al Direttore Generale Ispra Alessandro Bratti il compito di dare alcuni elementi sullo stato dell’ambiente in Italia. A partire dalla situazione climatica del 2017, caratterizzata da siccità e da precipitazioni di forte intensità, mentre segnali di miglioramento ci sono per la qualità dell’aria. Diminuiscono, infatti, le emissioni dei principali inquinanti, ma rimane critica la situazione del particolato atmosferico e del biossido di azoto, particolarmente nel bacino padano. Preoccupanti i numeri sul consumo di suolo, anche se negli ultimi anni c’è stato un importante rallentamento. L’inquinamento acustico nelle città è fonte di gravi disagi per i cittadini, come testimoniano le segnalazioni ricevute dalle Arpa/Appa. Il Sistema segue con attenzione il fenomeno delle specie aliene, come anche la situazione degli inquinanti emergenti nelle acque, dei metaboliti antibiotici e dei regolatori endocrini.

10 progetti per Roma Capitale

Il Ministero per lo sviluppo economico comunica che in data 21 marzo sono stati presentati  10 progetti operativi per Roma Capitale.
Presenti all’iniziativa, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Ministro dell’Interno Marco Minniti, il Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del turismo Dario Franceschini, il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti, il Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione Maria Anna Madia, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il Vice Sindaco di Roma Luca Bergamo.
I 10 progetti fanno parte dei 19 che il Tavolo interistituzionale per Roma aveva definito nella riunione del 23 novembre. I progetti presentati si sviluppano su 5 pilastri per il rilancio produttivo della città: competitività e innovazione; energia e mobilità sostenibile; turismo; riqualificazione urbana ed una serie di interventi settoriali per favorire produzione e lavoro.
I progetti siglati prevedono, fra le altre azioni:
Supporto alle aziende localizzate a Roma: istituzione di uno Sportello unico aperto alle imprese del territorio, a investitori e agli enti locali per semplificare i processi amministrativi, contribuire alla risoluzione delle problematiche attinenti l’attività produttiva e le condizioni di lavoro, supportare gli investimenti produttivi tramite il coordinamento degli strumenti agevolativi nazionali e regionali. Accanto a questo la sigla del Protocollo per il Sito di Interesse Nazionale Bacino del fiume Sacco, con una cabina di regia che si occuperà di accelerare l’attuazione dei procedimenti di bonifica, garantire lo sviluppo di attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale e consolidare i settori presenti (chimico–farmaceutico; automotive, meccanica e meccatronica), assicurare il rilancio dell’occupazione e attrarre nuovi investimenti;
Sicurezza: sigla del Protocollo video- sorveglianza per permetterà di accrescere la sicurezza del territorio attraverso l’aumento dell’efficacia dei controlli effettuati con l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza di proprietà pubblica e privata, grazie a un censimento geolocalizzato di oltre 7200 telecamere rispetto alle circa 1300 precedentemente note alle Forze dell’Ordine;
Hub Scienze della Vita: creazione di un polo di eccellenza internazionale nel settore della ricerca biomedica (clinica, pre-clinica e traslazionale) e delle terapie innovative, per rafforzare l’ecosistema imprenditoriale e attrarre investimenti su tutta la filiera, con un investimento disponibile fino a 97 milioni;
Efficientamento energetico: oltre 200 milioni di Fondi Prepac nazionali a cui potranno attingere le Amministrazioni Pubbliche Centrali per la riqualificazione energetica delle proprie sedi;
Accesso al credito: creazione di una sezione dedicata del Fondo Centrale di Garanzia pari a 10 milioni a supporto dei portafogli di finanziamento per iniziative imprenditoriali a Roma;
Innovazione, ricerca e start-up: coordinamento delle risorse di competenza della Regione Lazio e del Ministero relativi ai Fondi di venture capital e alle nuove imprese per contribuire all'avvio di progetti imprenditoriali innovativi, con una disponibilità fino a 258 milioni di euro;
Industria creativa: sostegno allo sviluppo del mercato internazionale audiovisivo (MIA); valorizzazione del Festival del Cinema tramite attività collaterali che coinvolgano la filiera; supporto a Maker Faire per rilanciare la fiera in ottica impresa 4.0; sostegno finanziario al primo evento B2B dedicato al settore del videogame, favorendo l’incontro tra istituzioni e mondo degli sviluppatori e degli editori. Per un totale di oltre 4 milioni di euro;
Turismo e beni culturali: finanziamento di 650 mila euro per il Convention Bureau finalizzato a attività promozionali all’estero di Roma come location per grandi eventi e attività di incoming di investitori in collaborazione con Agenzia ICE, per incrementare la qualità del turismo su Roma puntando su quello ad alto valore aggiunto, elevata spesa pro-capite e congressuale. Al fine di valorizzare e differenziare l’offerta turistica di Roma Capitale, verranno inoltre finanziati progetti innovativi di ricerca che integrino nel patrimonio culturale l’utilizzo di tecnologie e servizi 4.0 (es. realtà aumentata e virtuale).

LA UE FINANZIA L'INSTALLAZIONE DI APPARECCHIATURE WiFi NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE PUBBLICA. I COMUNI FACCIANO DOMANDA...

I Comuni possono utilizzare i buoni WiFi4EU per acquistare e installare le apparecchiature WiFi (punti di accesso senza fili) in centri di aggregazione pubblica a loro scelta, mentre i costi di manutenzione della rete saranno a loro carico.
Andrus Ansip, Vicepresidente responsabile per il Mercato unico digitale, ha dichiarato: “Oggi aprendo il portale WiFi4EU compiamo un passo avanti concreto nell'aiutare i Comuni a offrire l'accesso senza fili gratuito a Internet. Si tratta di un notevole progresso ed esorto il Parlamento europeo e il Consiglio a concludere i lavori sulla proposta relativa al codice delle telecomunicazioni per garantire una connettività ad alta velocità sull'intero territorio dell'UE. Ciò include il coordinamento dello spettro a livello europeo e una forte incentivazione degli investimenti nelle reti ad alta capacità di cui l'Europa ha bisogno.”
Mariya Gabriel, Commissaria responsabile per l'Economia e la società digitali, ha aggiunto: “L'iniziativa WiFi4EU permetterà a migliaia di cittadini europei di accedere gratuitamente a Internet in spazi pubblici su tutto il territorio dell'UE. Grazie al programma WiFi4EU, le comunità locali avranno la possibilità di offrire la connettività ai loro cittadini che potranno così trarre pienamente vantaggio dalle infinite opportunità offerte dalla digitalizzazione. Si tratta di un passo concreto verso la realizzazione del mercato unico digitale.”
È messa a disposizione una dotazione di 120 milioni di € dal bilancio dell'UE fino al 2020 per finanziare le apparecchiature necessarie ai servizi WiFi gratuiti pubblici in 8 000 Comuni in tutti gli Stati membri e in Norvegia e Islanda.
Come presentare la domanda per ottenere il buono WiFi4EU
  • Fase di registrazione: dal 20 marzo 2018 registrazione dei Comuni nel portale www.WiFi4EU.eu(link is external)
  • fase di presentazione della domanda: a metà maggio 2018, pubblicazione del primo invito e i Comuni registrati potranno presentare la domanda per un primo lotto di 1 000 buoni WiFi4EU (di 15 000 € ciascuno). I buoni saranno distribuiti secondo il principio “primo arrivato, primo servito”;
  • fase di assegnazione: garantendo l'equilibrio geografico, la Commissione annuncerà i 1 000 Comuni che beneficeranno di finanziamenti mediante il primo invito. Ciascun paese partecipante riceverà almeno 15 buoni.
Nei prossimi due anni, saranno pubblicati altri quattro inviti WiFi4EU. 
Le reti finanziate mediante WiFi4EU saranno gratuite, senza pubblicità e senza raccolta di dati personali. Il finanziamento riguarderà solo reti che non duplichino offerte esistenti gratuite, pubbliche o private, di qualità analoga nello stesso spazio pubblico.

LA MANUTENZIONE DELL'AMBIENTE NEI SITI DI INTERESSE COMUNITARIO.

Il lago di Paola è un Sito di interesse comunitario ( SIC IT6040013) che dovrebbe essere protetto e gestito in maniera "sostenibile" e tale da renderlo fruibile ai cittadini.
Purtroppo da alcuni anni le rive del go sono state abbandonate e in alcuni casi ridotte a scarico di rifiuti.
Un esempio è rappresentato dal bosco che si trova in fondo a via Arezzo e che copra tutta la punta tra il braccio Arciglioni e il braccio della Caprara (dove è la Marina Militare).
Fino a venti anni fa questo bosco in parte di proprietà del Comune era ben tenuto ed era possibile andare a farci una passeggiata fino alla riva del lago per ammirare il panorama, ora la cosa è un poco più difficile e lo spettacolo non è certo esaltante a causa dei rifiuti che persone non rispetto dell'ambiente vi abbandonano in continuazione.
Alcuni anni fa era stato prestato un progetto per la valorizzazione del bosco che purtroppo non ottenne il finanziamento atteso e così l'area è rimasta in stato di abbandono.
Nel passato ho proposto che fosse presentato un progetto LIFE per la manutenzione del territorio del Parco Nazionale del Circeo e in particolare delle zone SIC (dune, lago ecc.) ma purtroppo l'amministrazione dell'epoca ha respinto sempre le mie richieste. 
Forse ora è possibile ? 

APPROVATI I CONSUNTIVI 2016 DELLE AZIENDE SANITARIE DEL LAZIO

Il presidente Zingaretti in qualità di Commissario ad acta della sanità ha approvato con proprio decreto n. 00074/2018 i Bilanci d'Esercizio 2016 delle Aziende Sanitarie Locali ROMA 1, ROMA 2, ROMA 3, ROMA 4, ROMA 5, ROMA 6, VITERBO, RIETI, LATINA, FROSINONE, delle Aziende Ospedaliere SAN CAMILLO FORLANINI, SAN GIOVANNI ADDOLORATA, SANT'ANDREA, degli I.R.C.C.S. Pubblici I.F.O. e I.N.M.I, del Policlinico Universitario Statale UMBERTO I, della Fondazione POLICLINICO TOR VERGATA e dell'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria ARES-118.
Molti i disavanzi accertati anche se in miglioramento rispetto all'anno precedente.
La nuova Giunta avrà ancor amolto da fare per migliorare la qualità del SSR.

LA CORTE DEI CONTI HA ANALIZZATO LA SPESA SANITARIA REGIONALE


La Corte dei conti, Sezione delle autonomie ha pubblicato la relazione riguardante gli andamenti della gestione finanziaria ed economico patrimoniale dei servizi sanitari delle Regioni e Province autonome con riferimento all’esercizio 2016, raffrontato con il quadriennio precedente (2012-2015).
Secondo la Corte si conferma la stabilizzazione della spesa sanitaria con un basso tasso di incremento annuo, nonché la relativa economicità del SSN a confronto con i principali Paesi OCSE.
Si è ridotta la spesa per investimenti, con un trend in discesa, come rilevato dai dati di contabilità nazionale (da 4,2 mld del 2009 a 2 mld circa nel 2016) e dalle analisi svolte sullo stato patrimoniale e sui flussi di cassa (l’incidenza dei pagamenti in c/capitale sul totale pagamenti del comparto scende dal 2% del 2012 al l’1,2% del 2016).
Si è  ridotto il deficit della sanità, passando dai 6 mld circa del 2006 a meno di 1 mld nel 2016.
I debiti verso i fornitori segnano parimenti una sensibile riduzione, anche se permangono gli oneri per interessi per ritardati pagamenti e l’utilizzazione di anticipazioni di tesoreria, peraltro in netta diminuzione. 
Aumentano, invece, le disponibilità liquide a fine esercizio, sintomo di una limitata fluidità nelle procedure di pagamento.
Si registrano ancora ritardi nella determinazione annuale del Fondo sanitario nazionale e nella ripartizione delle risorse destinate al Servizio sanitario con riflessi sulla programmazione delle spese da parte delle Regioni e sulla possibilità di una completa e tempestiva rappresentazione, anche da un punto di vista contabile, della gestione nei bilanci regionali.
Restano tuttora da definire le regole per l’omogenea integrazione del conto consolidato sanitario con il conto generale della Regione, così da poter addivenire ad una più adeguata valutazione dei conti regionali. 
NEL COMPLESSO SONO MOLTE LE CRITICITA' RILEVATE
CORTE DEI CONTI SEZIONE AUTONOMIE DELIBERA 372018

martedì 20 marzo 2018

L'ANNUARIO DELL'AMBIENTE DEL SNPA FORNISCE DATI INTERESSANTI SULLO STATO DEL NOSTRO PAESE

L’Annuario dei Dati Ambientali, giunto alla sua quindicesima edizione, costituisce la più esaustiva e completa pubblicazione ufficiale di dati e informazioni ambientali di livello nazionale. Esso offre un quadro completo dello stato di salute dell’ambiente in Italia e delle complesse interrelazioni che lo caratterizzano. Decisori politici, tecnici e cittadini possono, pertanto, disporre di informazioni puntuali, oggettive e rigorose a livello scientifico. Il prodotto è frutto della collaborazione tra le componenti del costituito Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA). Tale collaborazione vede nell’attività di ricerca, monitoraggio, controllo e raccolta, le attività fondanti del Sistema stesso, istituito con la Legge del 28 giugno 2016, n. 132. Con soddisfazione osservo come, a un anno dall’entrata in vigore della legge istitutiva, i rapporti tra le componenti del SNPA si siano consolidati , infatti, è stato implementato il flusso informativo, la copertura nel tempo e nello spazio delle informazioni, nonché il processo di armonizzazione e validazione dei dati. Le attività di coordinamento e indirizzo dell’ISPRA e la conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali da parte delle Agenzie ambientali (punti di riferimento, tanto istituzionali quanto tecnico-scientifici, per l’intero Paese) rappresentano, di fatto, i cardini del SNPA stesso e risultano fondamentali per la realizzazione della presente opera e non solo. Quest’anno, infatti, si è scelto di realizzare e pubblicare in concomitanza con l’Annuario dei Dati Ambientali, anche il documento “Report di Sistema”. Il nesso tra i due documenti risiede proprio nel fatto che la base informativa dell’Annuario ha consentito di strutturare e alimentare il Report. La base informativa a disposizione per l’Edizione 2017 è rappresentata da un set di 311 indicatori, di cui 254 aggiornati, e ha permesso la realizzazione dei seguenti prodotti editoriali: “Annuario dei dati ambientali - Versione integrale”, “Annuario in cifre”, “Dati sull’ambiente”, “Ricapitolando...l’ambiente”. Ogni pubblicazione è destinata a una tipologia diversa di utenza, dal decisore politico ai referenti istituzionali, da scienziati e tecnici ai cittadini di età diverse. Il fine è raggiungere un pubblico quanto più ampio possibile, in modo da estendere i confini delle rispettive conoscenze e sviluppare, questo è l’auspicio più grande, una coscienza ambientale basata sull’informazione. Come sempre, diverse Organizzazioni tecnico-scientifiche e Istituzioni hanno fornito il loro apporto alla realizzazione di questa complessa opera, attraverso validi e autorevoli contributi. A tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del quadro conoscitivo ambientale di quest’anno va il mio più sincero ringraziamento per l’impegno e la dedizione profusi.
Molto interessante la parte dedicata all'idrosfera, ma anche quelle dedicate all'aria, al suolo e ai rifiuti sono veramente utili.
ANNUARIO SNPA 2017

IL RAPPORTO AMBIENTE 2017 DEL SISTEMA NAZIONALE DI PROTEZIONE DELL'AMBIENTE

Il Rapporto ambiente 2017 pubblicato in questi giorni dal Sistema Nazione per la protezione dell'Ambiente affronta tutte le problematiche del nostro ambiente: aria, suolo , acque, rifiuti, ecc.
Il Rapporto Ambiente - SNPA nasce nell’ambito del SNPA per un’ampia ed efficace divulgazione dei dati e dell’informazione ambientale prodotta da ISPRA e dalle ARPA/APPA. 
La base dati è l’Annuario dei dati ambientali ISPRA. Il Rapporto consta di due documenti. Il documento “Ambiente in Primo Piano” fornisce una lettura aggiornata dello stato dell’ambiente a livello nazionale secondo il modello DPSIR. È strutturato per tematiche ambientali e ciascuna tematica è arricchita con brevi articoli che riguardano attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività. Il documento “Ambiente in Primo Piano: Indicatori e Specificità regionali” analizza le situazioni regionali. 
È articolato in due sezioni: la prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori; la seconda consiste in brevi articoli riguardanti specificità regionali.
La parte dedicata alle acque è estremamente interessante, con le acque superficiali, sotterranee ecc.
leggete tutto sul rapporto:

lunedì 19 marzo 2018

IL RAPPORTO DEL CREA PER CONTO DELLA FP CGIL SULLE LISTE DI ATTESA DICE LA VERITA' SUI TEMPI DELLE LISTE DI ATTESA E SULLA SPESA OUT OF POCKET DEI CITTADINI

Da tempo ho segnalato su questo blog il problema delle liste di attesa, un tema che alcuni partiti hanno cercato di nascondere all'opinione pubblica prima delle elezioni.
E' stato presentato ieri a Roma il rapporto elaborato dal CREA Sanità di Tor Vergata sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie per conto della Funzione Pubblica della CGIL. 
ne ha dato notizia  "Rassegna Sindacale".
Diversi gli interventi che ci sono stati: da Federico Spandonaro, professore dell’Università di Tor Vergata e presidente del Crea Sanità; a Carla Collicelli, professoressa e ricercatrice senior associata Cnr-Itb; a Rossana Dettori, segretaria nazionale della Cgil; a Serena Sorrentino, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil. 
Lo studio si concentra prevalentemente sui tempi di attesa e sui costi per effettuare prestazioni sanitarie nel Sistema sanitario nazionale, con un approfondimento sul confronto con l’offerta della sanità privata. Intende inoltre analizzare l’andamento del fenomeno nel corso degli anni. 
I tempi di sarebbero allungati per chi ha bisogno di visite ed esami, passando da una media di 20 a una di 27 in 3 anni. 
Lo studio valuta i dati di quattro Regioni molto diverse in fatto di sanità: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania. Viene fatta una media delle attese per le varie prestazioni, cosa che ovviamente non tiene conto dei tempi realmenente necessari ai pazienti a seconda della zona del Paese e addirittura della città dove vivono. 
Crea sostiene che le attese siano aumentate, confrontando i suoi dati con ricerche svolte da altri istituti e associazioni negli anni passati. Così si dice che una visita oculistica nel pubblico richiedeva nel 2014 circa 61 giorni a fronte degli attuali 88, per una ortopedica si è passati da 36 a 56 giorni.
L'indagine ha analizzato anche i costi per le visite mediche. "La spesa dei cittadini per prestazioni in intramoenia e a pagamento risultano abbastanza consistenti - osserva lo studio - ma in tanti casi non molto distanti dal costo del ticket pagato nelle strutture pubbliche e private accreditate". 
Secondo la Cgil dice  "la sanità privata fa riferimento all'offerta pubblica per calibrare la propria e rendersi competitiva, puntando sul rapporto qualità-prezzo e dunque accorciando notevolmente, con prezzi di poco superiori al ticket, i tempi di attesa. Il privato trovato un suo specifico posizionamento derivante dalle inefficienti del pubblico e il servizio sanitario nazionale continua ad arretrare soccombendo al privato".
Secondo Serena Sorrentino della FP CGIL "Solo con più occupazione e con un potenzialmente della sanità pubblica si possono cambiare i dati negativi emersi dal report. Un modello positivo da seguire può essere l'Emilia Romagna dove sono riusciti a ridurre le liste d'attesa. Occorre invertire la rotta del definanziamento del Ssn e garantire un adeguato livello occupazionale attraverso un piano di assunzioni".