venerdì 16 novembre 2018

LA POSIZIONE DELL'ANCI SULLA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO

FONTE ANCI
Durante i lavori del Comitato direttivo dell'ANCI svoltosi a Roma il presidente Decaro ha affermato che la manovra di bilancio "migliora le regole finanziarie e sostiene gli investimenti, come dimostrano lo sblocco degli avanzi di bilancio e la conferma dell’accordo politico concluso con il governo per dare continuità al bando periferie, una nostra battaglia. Tuttavia espone a forti rischi gli equilibri di parte corrente: né riorganizza la fiscalità comunale, come chiediamo da tempo, né dà garanzie sugli effetti che la pace fiscale può provocare sui nostri bilanci. Ora ci aspettiamo correttivi importanti in linea con le nostre richieste”. 
Decaro ha sostenuto anche che l’abbandono del vincolo relativo al saldo di competenza e lo svincolo degli avanzi previsti nella legge di bilancio, sono stati “ottenuti grazie all’azione dell’Anci”. 
Restano comunque alcuni punti da limare per allargare l’impatto dello sblocco. Da un lato servono correzioni per aiutare i Comuni in disavanzo tecnico poco beneficiati dallo sblocco degli avanzi (sono 800 tra cui Firenze e Torino); inoltre vanno assegnati ai Comuni 250 milioni dei tre miliardi per investimenti previsti per il 2019, ponendo anche un vincolo di destinazione al 50% per i Comuni delle risorse date dalle Regioni. 
“I sindaci sono individuati come responsabili di innumerevoli aspetti di governo che incidono sulla vita dei cittadini, dalle infrastrutture alla loro manutenzione, dai servizi alla contrasto delle emergenze – ha rivendicato Decaro - senza essere titolari direttamente dei relativi finanziamenti ma sempre costretti a chiederne e a sollecitarne il trasferimento. Ai compiti e alle responsabilità devono corrispondere risorse e poteri”.

LA CAPACITA' FISCALE DEI COMUNE DELLA PROVINCIA DI LATINA

Sul supplemento ordinario n. 54 della G.U. del 16 novembre è stato pubblicato il DM 30 ottobre 2018.contenente l' adozione della stima della capacità fiscale per singolo comune delle regioni a statuto ordinario.
Qui a fianco potete vedere la graduatoria dei Comuni della provincia di Latina.
Come si può comprendere i Comuni del litorale con molte seconde case sono quelli apparentemente con maggiore capacità fiscale pro capite che naturalmente è riferita ai soli residenti.
San Felice Circeo si prende il primo posto.
Naturalmente molto dipende dalla politica fiscale seguita dai Comuni e dalla loro capacità di accertamento.
Il Comune di Sabaudia, in base al predetto DM risulta avere una capacità fiscale di € 634, ben superiore alla media italiana di € 496.

giovedì 15 novembre 2018

NO A NUOVI AMBULATORI IN OSPEDALE: DECENTRIAMOLI NELLE CASE DELLA SALUTE

Nel corso della Conferenza lo cale sociale ve sanitaria del 13 novembre scorso il direttore generale della ASL ha annunciato la prossima costruzione presso l'ospedale Santa Maria Goretti di una nuova palazzina da destinare ad ambulatori.
Personalmente dissento da questa decisione per due motivi:
Il primo motivo è rappresentato dal fatto che con la prossima realizzazione di una casa della salute in ogni distretto sarebbe opportuno che la presenza dei medici specialisti fosse assicurata dagli ospedalieri sia per assicurare la fidelizzazione alla struttura pubblica che per garantire la continuità assistenziale.
Il secondo motivo è legato alla necessità di utilizzare le strutture pubbliche esistenti prima di creare nuove cubature per evitare sprechi.
Peraltro già in ospedale si dice che verrebbe abbattuta la pinetina presente davanti al padiglione Porfiri con la scusa dei danni creati dal maltempo...
Occorre portare i servizi alle persone e non costringere le persone a viaggiare per raggiungere i luoghi dove si trovano.

APPROVATA IN VIA DEFINITIVA LA CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. PER LA CITTA' DI GENOVA. RITARDI CAUSATI DALL'INSERIMENTO DI QUESTIONI NON ATTINENTI...

Ieri 15 novembre dopo una dura battaglia in Parlamento il Senato ha approvato in via definitiva, con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni, il disegno di legge n. 909, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 109, recante disposizioni urgenti per la città di Genova e altre emergenze, già approvato in prima lettura dalla Camera.

NEL RAPPORTO DI "MERIDIANO SANITA" 2018 UN GIUDIZIO NEGATIVO SULLA SANITA' LAZIALE


Purtroppo da qualche tempo in molti vanno segnalando come benché l’Italia sia ai primi posti per stato di salute in Europa, preoccupino l'invecchiamento della popolazione, le patologie croniche e il rapporto con la spesa sanitaria. 
Queste tematiche sono state evidenziate anche nel Rapporto annuale Meridiano Sanità, elaborato da The European House - Ambrosetti.
Abbiamo accumulato pesanti ritardi nella spesa per le patologie a lungo termine e per la protezione sociale, anche perché sappiamo che la popolazione che supera i 65 anni è destinata ad aumentare, passando da 13,4 milioni nel 2016 a 16 milioni nel 2030. 
Nonostante le chiacchiere la prea in carico dei cronici in molte parti d'Italia è lontana da venire.
Il Rapporto evidenzia inoltre come “la quota delle risorse destinate alla sanità rispetto all’andamento dell’economia è in calo, ed è destinata a diminuire nei prossimi anni. Il Mef prevede che il rapporto spesa sanitaria pubblica/Pil si ridurrà di 0,3 punti percentuali tra 2017 e 2020, raggiungendo il 6,3%. Inoltre, nel confronto internazionale nel nostro Paese si rilevano già livelli di spesa sanitaria totale inferiori rispetto alle principali economie europee (3.064 euro in Italia vs 5.015 euro in Germania)".
Il Rapporto mette infine in relazione anche le performance dei sistemi sanitari regionali: “le Regioni con lo 'stato di salute' della popolazione migliore (tutte del Nord) sono anche quelle caratterizzate da un 'indice di mantenimento dello stato di salute' maggiore. Questa relazione mette in evidenza come, purtroppo, il divario tra Nord e Sud sembra destinato ad aumentare. Lo stato di salute migliore è rilevato nelle Province Autonome di Bolzano e Trento, che riportano un punteggio rispettivamente pari a 9,4 e 9,1. 
Al contrario, le performance peggiori sono registrate dalle Regioni del Sud Italia e in particolare dalla Campania (il cui punteggio è pari a 2,7). 
Non sembra che il nuovo Governo sia deciso ad eliminare queste diseguaglianze.

TORNA IL PROGETTO DELLE CICLOVIE TURISTICHE

Regioni.it nella sua Newsletter ci informa che dopo la sentenza della Corte Costituzionale n.74 del 7 marzo 2018 il decreto del ministro delle infrastrutture e dei trasporti recante “progettazione e realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche è tornato all'ordine del giorno della Conferenza Unificata.Le Regioni hanno espresso l'intesa sull'ultima stesura del provvedimento ma hanno anche consegnato alcune raccomandazioni contenute in un Documento.

I COMUNI DEVONO FAVORIRE LE POLITICHE DEL MOVIMENTO PER LA SALUTE DEI CITTADINI E PER LE RICADURE SULLA SOCIETA' IN TERMINI ECONOMICI

Le patologie cronico-degenerative rappresentano un grave e crescente problema sanitario, anche in ragione della transizione demografica e dei mutamenti del contesto socio-familiare in atto.
L'Istituto Superiore di sanità ha presentato un rapporto sull'importanza delle politiche del movimento per la salute e le ricadute sulla società.
Come è noto, infatti, nel nostro Paese, come in tutti i Paesi industrializzati, il carico economico per il Servizio sanitario rappresentato dai pazienti con patologie cronico-degenerative è crescente per effetto di cambiamenti demografici (invecchiamento), epidemiologici (fattori di rischio, aumento della sopravvivenza), di gestione del paziente (aumento della capacità diagnostica, introduzione di nuovi farmaci) ed economici (aumento dei costi per terapie innovative). Partendo dalla considerazione che i principali determinanti della spesa sanitaria lungo il percorso di vita del paziente affetto da patologia cronico-degenerativa sono riconducibili alle prestazioni specialistiche e diagnostiche ambulatoriali, ai trattamenti ospedalieri e alle terapie farmacologiche, con le stime che seguono si intendono individuare i costi dell’inattività fisica a carico del Servizio Sanitario Nazionale o, più precisamente, il risparmio derivante dall’adozione di stili di vita più salutari. 
Tale stima può essere effettuata sia con riferimento alla prevalenza delle malattie (ovvero al numero di casi con malattia nel periodo di riferimento), sia con riguardo all’incidenza delle stesse (ossia al numero di nuovi casi di malattia nel periodo di riferimento). 
Entrambe le stime prendono a riferimento quattro patologie, la cui incidenza può essere ridotta dall’adozione di stili di vita più salutari: la sindrome coronarica acuta, il diabete di tipo 2, il tumore alla mammella, il tumore al colon. 
Le stime basate sulla prevalenza della malattia – che prendono a riferimento sia i nuovi malati, sia i soggetti già affetti dalle richiamate patologie – consentono di affermare che un aumento dell’attività fisica determinerebbe un minor costo per il Servizio Sanitario Nazionale pari a 2.331.669.947 euro. 
Tale stima è definita partendo dai dati di prevalenza di patologia nella popolazione a livello nazionale (dati ISTAT 2016, AIRTUM 2015), ai quali sono stati applicati i rischi attribuibili (Population Attributable Fractions, PAF) alla completa inattività fisica, al fine di determinare i Rapporti ISTISAN 18/9 93 casi evitabili delle patologie considerate e, di conseguenza, i costi medi teorici stimati per patologia. 
Alla luce dei dati riportati, appare evidente la positiva ricaduta, sia per il singolo individuo, che per la collettività, degli interventi di prevenzione mirati all’adozione di stili di vita più salutari, che consentirebbe di evitare l’insorgenza delle patologie in esame e di perseguire un risparmio commisurato al costo procapite maturato dal cittadino lungo il percorso di cura.

FINALMENTE PUBBLICATO IL DECRETO CON I FINANZIAMENTI PER IL RECUPERO DEGLI EDIFICI STORICI GRAXZIE AL PROGETTO BELLEZZA@

L'ex carcere di Santo Stefano nel Comune di Ventotene
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 del 14 novembre è stato pubblicato il DPCM del 27 settembre 2018 con il quale vien avviata la procedura di finanziamento dei progetti del progetto "Bellezz@". Il progetto ha avuto inizio dalla delibera del 1° maggio 2016 del Comitato interministeriale per la programmazione economica (di seguito, CIPE), con la quale, sulla proposta del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri pro-tempore, in qualità di Autorità politica per la coesione, e' stato approvato il piano stralcio «Cultura e turismo» presentato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed e' stata disposta l'assegnazione al medesimo Ministero di un importo complessivo di 1.000 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, da destinare al sistema museale italiano, ai sistemi territoriali turistico - culturali (cammini, percorsi, aree vaste) nonché ad interventi di completamento particolarmente significativi e a nuovi interventi da individuarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. 
In particolare, il paragrafo 1.2, lettera c), della citata delibera CIPE è stat disposta la destinazione all'insieme di interventi di completamento particolarmente significativi e di nuovi interventi di una riserva di importo pari a 170 milioni di euro, nell'ambito della quale 150 milioni di euro sono assegnati a favore di interventi, ciascuno dei quali non superiore a 10 milioni di euro, afferenti al progetto di recupero di luoghi culturali dimenticati, denominato «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati»; 
A sua volta il paragrafo 2.2., della citata delibera CIPE, ha definito le modalità di attuazione degli interventi di cui al progetto «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», per il quale gli interventi sono individuati sulla base delle segnalazioni pervenute dal territorio e, nell'eventualità in cui queste comportassero finanziamenti in misura superiore a 150 milioni di euro, avrebbero dovuto essere  selezionati da una apposita Commissione, all'uopo costituita.
La Commissione dove aver verificato la rispondenza dei progetti ai requisiti richiesti dal bando ha selezionato 310 progetti di cui però solo 271 ammessi al finanziamento a causa della insufficiente copertura finanziaria.
I progetti della regione Lazio ammessi sono ben 23:
  • Civitavecchia, Antica Rocca, per € 4.997.000,00
  • Terracina, Chiesa dell'Annunziata, € 36.000,00
  • Riano, Centro informativo e documentazione, € 45.000,00
  • Poggio Catino, Torre Pentagonale medioevale, € 90.000,00
  • Spigno Saturnia, Cappella di san gerardo, € 92.939,84
  • Rivodutri, Mostra museo permanente, € 160.000,00
  • Ventotene, ex carcere borbonico, € 180.245,60
  • Roma, Palazzo ceva, € 210.000,00
  • Orvinio, Chies di S. Maria dei raccomandati, € 323.093,13
  • Farnese, S.Maria della caravella, € 350.000,00
  • Capranica, Torri d'Orlando € 371.000,00
  • Civitella d'Agliano, Torre Monaldeschi, €400.000,00
  • Alatri, Campo di concentramento "Le Fraschette", € 500.000,00
  • San Cesareo, Villa di Cesare e Massenzio, € 600.00,00
  • Onano, Palazzo Monaldeschi, € 618.573,00
  • San Lorenzo Nuovo, Chiesa di san Giovanni in val di lago, € 800.000,00
  • Montasola, Opera Pia Cimini, € 960.000,00
  • Bagnoregio, € 1.000.000,00
  • Castiglione in teverina, Museo del vino, € 1.030.000,00
  • Atina, ex cinema teatro , € 1.406.000,00
  • Monteporzio catone, Parco archeologico ad tusculum, € 1.426.000,00
  • Frasso sabino, Grotta dei massacci, € 1.440.000,00
  • Ladispoli, Torre Flavia, € 1.959.035,27 

mercoledì 14 novembre 2018

NEL PROGETTO DI AMPLIAMENTO DEL CIMITERO DI SABAUDIA TROVERANNO POSTO ANCHE UN LUOGO PER LE CERIMONIE DI ALTRE RELIGIONI E LAICHE E IL GIARDINO DELLA MEMORIA

Con deliberazione n. 157 del 30 ottobre finalmente la giunta Comunale ha approvato il progetto per l'ampliamento del Cimitero comunale, un'opera che interessa tutti i cittadini e per la quale quando ero consigliere comunale avevo facilitato l'acquisizione del parere della ASL.
Una cosa a cui tenevo molto e che avevo chiesto di inserire nel corso di una seduta della Commissione LL.PP. del 28 marzo 2012 era stata quella di prevedere un'area verde nella quale realizzare anche  una piccola costruzione per cerimonie e riti religiosi diversi e laici e da utilizzare come "Giardino della memoria".
Nella relazione illustrativa del progetto ho ritrovato questa mia proposta e sono lieto che dopo tanti anni, questa mia modesta idea stia arrivando in porto.
In questo modo tutte le persone decedute a Sabaudia potranno ricevere un saluto adeguato alle loro credenze.

martedì 13 novembre 2018

IL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE E QUELLO DELLA SALUTE HANNO ACCESO I FARI SUL PIANO DI RIENTRO DELLA REGIONE LAZIO E SULLE INADEMPIENZE DEI LEA

Il sito web del Ministero della salute ha posto in grande evidenza il Piano di rientro della regione Lazio.
L’Accordo con il Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Lazio è stato siglato il 28 febbraio 2007 (poi recepito con Deliberazione della Giunta Regionale - DGR 149 del 6 marzo 2007) e prevedeva una serie di interventi volti al recupero del disavanzo sanitario e alla concomitante riorganizzazione del SSR nel rispetto dell’erogazione dei LEA.
Ai sensi di quanto previsto dall’art. 2 comma 88 della legge n. 191/2009, il Piano di rientro è poi proseguito attraverso dapprima il Programma Operativo 2010 (da ultimo adottato con il Decreto del Commissario ad Acta - DCA 63/2010), quindi con il Programma Operativo 2011-2012 (DCA 113/2010) e con il Programma Operativo 2013-2015 (DCA 247/2014).
Attualmente è in vigore il Programma Operativo 2016-2018, approvato con DCA 52/2017 che come sappiamo contiene l'impegno della Regione ad aprire una casa della salue in ogni distretto entro il 31 dicembre 2018.
Molti i  rilievi segnalati.
Per quanto riguarda i LEA la verifica ha consentito di accertare che persistono talune inadempienze nell’anno 2016 che ritardano l’accesso alla quota premiale.
Ancora manca una rilevazione a livello provinciale dei LEA e questo danneggia alcune arre.
Dato che ancora non è stato fatto nulla per completare questo adempimento visto che sono state aperte solo 17 Case della salute, ho scritto ai due Ministeri competenti (Salute ed economia) , sperando che questo porti a far mantenere gli impegni presi....

L'OPPORTUNITA' DI SEGUIRE CORSI UNIVERSITARI CONSEGUENDO UN DOPPIO TITOLO DI STUDIO

Secondo il Sole24ore in Italia, il fenomeno delle doppie lauree sta entrando in maniera massiccia nell'offerta formativa delle università. 
Sarebbero ben 851 i corsi totali (aumentati del 44% rispetto all’anno accademico 2017/18 e quasi triplicati sul 2011/2012) che portano al doppio titolo - uno in una università italiana e l'altro in un ateneo estero - distribuiti a macchia di leopardo in atenei pubblici e privati, dal Sud al Nord, che garantiscono ai giovani laureati di sistemarsi più facilmente in Italia o altrove, senza l'incomodo di sostenere esami aggiuntivi.
Complessivamente, l’anno scorso sono stati più di 32 mila gli studenti dei corsi con titolo doppio o congiunto, a fronte dei 29 mila dell’anno precedente e ai 19 mila del 2014/15. 
A dimostrazione di come il mercato dell’offerta universitaria integrata - con sei mesi o un anno di didattica erogata da una facoltà straniera - sia più vivo che mai c'è un altro elemento. E cioè, che soluzioni del genere siano ormai disponibili per tutti gli indirizzi di studio: in testa, con 161 proposte, ci sono le Scienze economico-aziendali, seguite da Ingegneria civile (71) e Scienze dell’economia (55).
In base ad un Regio decreto del 1933  vige una discriminazione tra gli studenti universitari italiani e quelli europei. In base a questa vetusta norma, tuttora in vigore, gli studenti universitari del nostro Paese non possono frequentare due corsi di laurea contemporaneamente, o un corso di laurea e un master. Il divieto di iscrizione a doppi corsi vige da ben 85 anni e impedisce gli accordi fra atenei italiani per la formula “due titoli in uno”. 
Finora per avviare un  doppio titolo i rettori italiani potevano stipulare accordi solo con università tedesche, francesi o svizzere, ma non con atenei italiani. 
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha messo in agenda questo tema che rappresenterebbe una vera e propria svolta.

LA SEDUTA DELLA CONFERENZA LOCALE SOCIALE E SANITARIA DELLA ASL LATINA DEL 13 NOVEMBRE 2018



Ieri, 13 novembre, si è tenuta presso la sala consiliare la Conferenza locale sociale e sanitaria della ASL Latina per l’esame di tre punti all’ordine del giorno:
1)      Una modifica dell’Atto aziendale;
2)      La riorganizzazione dell’assistenza distrettuale;
3)      La rimodulazione dei Punti di primo Intervento.
Com’è noto la normativa che regola la Conferenza sono gli artt. 12 e 13 della L.R: 18/94 e s.m.i.
In base al 4° comma dell’art. 12 ciascun sindaco dispone di un numero di voti pari al numero degli abitanti residenti nel comune o nella circoscrizione arrotondato a cento per difetto o per eccesso, per frazioni, rispettivamente, inferiori e pari o superiori a cinquanta. I dati relativi alla popolazione devono essere riferiti all'ultimo censimento ufficiale. Pertanto un peso notevole lo ha il Comune capoluogo.
Molti gli assenti dei trentatré Comuni che costituiscono la nostra provincia.
Da quanto accertato non esiste un regolamento adottato dall’assemblea per disciplinare i lavori per cui le decisioni sono prese di volta in volta. Sembra inoltre che nel recente passato non fosse mai avvenuto che il pubblico prendesse parte ai lavori.
Prima di entrare nella sala ho provveduto a far protocollare una richiesta di accesso generalizzato agli atti (FOIA) per avere copia del verbale della seduta; pare che fino ad oggi non fosse mai stata fata una richiesta del genere tanto che l’impiegata si è assentata per andare a prendere ordini superiori…di questo ho informato il Sindaco di Latina che ho incontrato mentre poi mi avviavo a prendere posto.
All’inizio dei lavori è stata presentata una richiesta di inversione dell’ordine del giorno allo scopo di discutere per primo il punto relativo ai PPI.
È stato quindi presentato un documento predisposto dall’Ordine dei medici, incaricato dai Sindaci di studiare la cosa che, dopo aver analizzato la proposta della direzione generale della ASL contiene una proposta alternativa con la quale si ipotizza la trasformazione del PPI in Ambulatori dell’emergenza medica (ADEM) nei quali opererebbero medici in possesso di apposito attestato di idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza sanitaria territoriale che, affiancando l’opera delle UCP (vedi sotto) garantiscono la possibilità di effettuare prestazioni inquadrabili nell’urgenza medica (codici 3, 4, e 5 dal 1 gennaio 2019 nella Regione Lazio) assicurando una maggiore immediatezza delle prime cure, evitando in tal modo di intasare l’attività delle Unità di Cure Primarie (UCP) e procedendo al primo soccorso e stabilizzazione dei codici 1 e 2 di emergenza/urgenza, prima del loro trasferimento ad una struttura ospedaliera attraverso il sistema 118.
Il documento è fondato su argomentazioni di tipo medico e sottolinea in particolare le differenze dei compiti tra medici della continuità assistenziale e medici della emergenza territoriale.
Nella discussione sono intervenuti quasi tutti i presenti per affermare di non condividere la proposta del Direttore della ASL; peraltro non si è arrivati ad una votazione così, dopo l’intervento di quest’ultimo, che ha chiesto alcuni giorni per l’esame della proposta dell’Ordine, si è passati alla questione relativa ad alcune modifiche dell’atto aziendale riguardanti alcune Unità operative complesse che è stata approvata all’unanimità.
Il terzo punto, data la sua complessità è stato rinviato ad una prossima seduta.
Alla fine della seduta, nonostante un deciso intervento del Sindaco di Cori non è stata accolta la sua richiesta di procedere comunque alla votazione sulla proposta della direzione generale.
È stato deciso che sarà riconvocato il Comitato dei rappresentanti (che ha compiti esecutivi simili a quelli della Giunta comunale), ma non è stato deciso quando.
Si seguita così a procedere quasi in maniera ineluttabile verso le scadenze previste nel cronoprogramma della direzione generale nel silenzio della Regione sorda a quanto avviene ed in particolare al fatto che le Aziende stanno dando attuazione alla trasformazione dei PPI in maniera diseguale tra loro venendo a creare una confusione rilevante tra un territorio e l’altro.
Si è perduta una occasione per votare contro il documento della direzione generale.
Meno male che il Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ha già inviato alla Regione la propria opposizione nella quale vengono evidenziate sotto l’aspetto tecnico-amministrativo tutte le illegittimità della proposta della direzione generale sostenute da pronunce della Corte Costituzionale e da sentenze del Consiglio di Stato.
Il prossimo appuntamento per il futuro dei PPI è confermato per il 30 novembre con la manifestazione che si concluderà sotto la sede della direzione generale della ASL al centro direzionale di Latina Fiori.