giovedì 17 gennaio 2019

ENTRA NEL VIVO IL DIBATTITO PER LA SOSTITUZIONE COME COMMISSARI AD ACTA DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI

Dopo l'introduzione della norma che stabilisce la incompatibilità della nomina a Commissario straordinario per la gestione del piano di rientro dal disavanzo per i presidenti delle regioni si apre il dibattito sulle modalità della sua attuazione.
La Conferenza delle Regioni, su proposta della Regione Campania, chiede che le nuove nomine siano subordinate a un''intesa in Conferenza Stato-Regioni per il patto della salute 2019-2021.
Il presidente della regione Molise Donato Toma ha dichiarato:"Sostengo l'emendamento proposto dalla Regione Campania per sospendere i commissariamenti fino a quando non si discuterà il tutto in sede di patto della salute. Mi sembra una proposta ragionevole".
Ricordo che al momento sono commissariate le seguenti regioni : Lazio, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia e  Abruzzo; per quest'ultima è stato però già avviata la procedura per dichiarare chiusa la procedura per il rientro. 

IL 14° RAPPORTO DEL CREA SANITA'

Mercoledì 23 gennaio sarà presentato il 14° rapporto annuale del CREA Sanità di Tor Vergata. 
Dall’executive summary del Rapporto, come di consueto, si rileva che il gap tra la spesa sanitaria pubblica dell'Italia e quella dei Paesi europei aumenta sempre più: spendiamo il 36% in meno e per il 5,5% delle famiglie curarsi è diventato un lusso.
Il Governo aveva promesso di aumentare il finanziamento ma questo non è avvenuto. 
Aumentano le diseguaglianze e le iniquità del sistema tra nord e sud.
L'executive summary si cimenta con il tentativo di ricondurre le analisi quantitative, svolte e commentate nel volume, nell’ambito di un disegno complessivo utile a descrivere le tendenze evolutive del sistema sanitario italiano, ivi comprendendo tanto la componente pubblica (il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le relative articolazioni regionali), quanto quella privata. La riflessione sugli avvenimenti del 2018, focalizzata sulla ricerca della reale “cifra” delle politiche sanitarie, sembra potersi sintetizzare nell’affermazione di una persistente assenza di un chiaro disegno evolutivo del nostro SSN, confermando il dubbio, implicitamente sotteso nel sottotitolo del Rapporto Sanità 2017, il quale recitava “Il cambiamento della Sanità in Italia fra Transizione e Deriva del sistema”. L’anno è trascorso fra le celebrazioni di rito per il 40° compleanno del SSN, con qualche maggiore attenzione su temi specifici, quali quello delle professioni sanitarie e quello delle liste di attesa. Evidentemente problematiche serie che richiedono attenzione, ma rimane la sensazione che la Sanità continui a rimanere fuori dalle priorità dei Governi che, intanto, si succedono alla guida del Paese. Questa percezione assume concretezza con la conferma del finanziamento già previsto per il SSN: una scelta che non dà seguito alle promesse elettorali di un (ri) finanziamento della Sanità pubblica e non determina alcuna soluzione di continuità con il passato. Il segnale che la Sanità non sia una priorità è evidente, oltretutto considerando che quanto descritto si inserisce in una manovra economica che, per quanto nel momento in cui si scrive non sia ancora approvata e neppure del tutto esplicitata, dichiaratamente vuole avere natura espansiva. I
La situazione può essere così riassunta:
1) la spesa italiana è ormai arrivata ad essere inferiore a quella dei Paesi dell’EU-Ante 1995 del 31,3% (il gap è raddoppiato rispetto al 2000 e sarebbe maggiore se non ci fossero state la crisi della Grecia e la Brexit), tenendo altresì conto che il gap è ridotto dalla crescita della spesa privata, perché per la spesa pubblica è addirittura del 36,8%; ed, infine, anche usando il valore in parità di potere di acquisto (scelta, peraltro, significativamente discutibile), si conferma che sfiora il 25,0% (Figura 2.) 
2) non solo i livelli di spesa italiani sono storicamente inferiori a quelli degli altri Paesi EU, ma anche i tassi di crescita sono più contenuti 
3) la variabilità della pratica clinica, come anche il fenomeno della medicina difensiva, sono problemi del tutto generali e senza confini nazionali, e prove che in Italia siano maggiori che altrove non ce ne sono, a conoscenza di chi scrive 
4) anche per quanto concerne la corruzione in Sanità, dati che dimostrino che sia percentualmente maggiore che negli altri settori non ce ne sono, a conoscenza di chi scrive 
5) le Regioni ritenute generalmente più inefficienti, in ogni caso, sono quelle che spendono meno.
Nonostante tutto ciò l'efficienza del sistema è per il momento ancora complessivamente buona anche se cominciano ad apparire crepe dovute prevalentemente alla carenza di personale e alla esternalizzazione dei servizi. 

SABAUDIA. PUBBLICATO L'AVVISO PER L'APERTURA ALLA CONSULTAZIONE DELLA PROPOSTA DI PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA


Come per gli anni passati ogni pubblica amministrazione deve approvare il Piano triennale della prevenzione e della trasparenza.
In base alle norme il Piano deve essere aperto alla consultazione pubblica e ogni cittadini può contribuire al suo miglioramento.
In data odierna anche il Comune di Sabaudia ha pubblicato sul nuovo sito web l'avviso per l'apertura della consultazione:  
AVVISO PIANO TRIENNALE PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA
Tutti quelli che pensano di poter migliorare le cose, invece di passare il tempo in piazza a brontolare sul sito web del Comune possono trovare tutti i documenti necessari per dare il lor contributo costruttivo.

mercoledì 16 gennaio 2019

UNA POLITICA FISCALE COMUNE PER L'EUROPA: QUESTO CHIEDE LA COMMISSIONE


La Commissione ha varato il dibattito sulla riforma del processo decisionale in alcuni settori della politica fiscale dell'UE, che attualmente richiede l'unanimità fra gli Stati membri. Tale unanimità spesso non può essere raggiunta su iniziative fiscali cruciali, situazione che può comportare ritardi costosi e politiche subottimali.
La Commissione  propone un calendario per una transizione progressiva e mirata verso il voto a maggioranza qualificata nell'ambito della procedura legislativa ordinaria in alcuni settori della politica fiscale condivisa dell'UE, come già avviene per la maggior parte degli altri settori delle politiche dell'UE. Tale possibilità è contemplata dai trattati dell'Unione.
Con il voto a maggioranza qualificata gli Stati membri sarebbero in grado di raggiungere più rapidamente compromessi più efficaci e democratici in materia di fiscalità, liberando così tutto il potenziale di questo settore. Inoltre, nell'ambito della procedura legislativa ordinaria le decisioni in materia fiscale beneficerebbero di contributi concreti del Parlamento europeo: il parere dei cittadini sarebbe così meglio rappresentato e la rendicontabilità accresciuta.
La Commissione non propone alcuna modifica delle competenze dell’UE in materia fiscale né della facoltà di cui dispongono gli Stati membri di fissare le aliquote d'imposta delle persone fisiche o delle società ritenute più idonee. L’obiettivo è invece consentire agli Stati membri di esercitare in modo più efficace la sovranità già condivisa per affrontare più rapidamente le sfide comuni.
Jean-Claude Juncker, il Presidente della Commissione, che si è appellato per passare al voto a maggioranza qualificata nel settore dell'imposizione nei suoi recenti discorsi sullo stato dell’UnioneEN•••, ha dichiarato: “Le nostre economie sempre più globalizzate hanno bisogno di sistemi moderni e ambiziosi. Resto fermamente favorevole al passaggio al voto a maggioranza qualificata e a una voce più incisiva del Parlamento europeo per il futuro comune della tassazione nella nostra Unione."
Il Commissario per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane Pierre Moscovici ha dichiarato: "L’Unione europea ha svolto un ruolo nella politica fiscale fin dalle origini della Comunità sessanta anni fa. Tuttavia, se l'unanimità in questo campo aveva senso negli anni 1950, con sei Stati membri, non ha più ragion d'essere oggi. La regola dell’unanimità in materia fiscale appare sempre più politicamente anacronistica, giuridicamente problematica ed economicamente controproducente. Sono pienamente consapevole del carattere sensibile della questione, ma ciò non significa che non se ne possa discutere. Allora avviamo il dibattito oggi."
A causa della regola dell'unanimità, alcune proposte chiave per la crescita, la competitività e l'equità fiscale nel mercato unico sono bloccate da anni. Allo stesso tempo il Parlamento europeo, democraticamente eletto, ha finora rivestito un ruolo meramente consultivo nel processo decisionale.
L'approccio delineato oggi spianerebbe la via a una nuova dinamica e imprimerebbe un nuovo impulso al processo decisionale in questo settore in un momento in cui il futuro dell'imposizione è assurto a questione scottante per la comunità internazionale. Far fronte alle difficoltà relative al quadro attuale consoliderebbe la reputazione dell'UE come leader mondiale nell'elaborazione di soluzioni realistiche per le sfide della politica fiscale nel 21° secolo. 
Nell'odierna comunicazione la Commissione chiede ai leader europei, al Parlamento europeo e alle altre parti interessate di valutare la possibilità di effettuare una transizione graduale in quattro fasi verso un sistema decisionale basato sul voto a maggioranza qualificata come segue (cfr. la scheda informativaEN••• per i dettagli):
Nella fase 1 gli Stati membri concorderebbero di ricorrere al voto a maggioranza qualificata nel caso di misure intese a migliorare la cooperazione e l'assistenza reciproca fra Stati membri nella lotta all'evasione e alla frode fiscale nonché per le iniziative amministrative che agevolano l'operato delle imprese nell'UE, come ad esempio gli obblighi di dichiarazione armonizzati. Si tratta di misure di norma accolte con favore da tutti gli Stati membri, ma che possono essere bloccate per motivi non connessi alle questioni in esame.
Analogamente, la fase 2introdurrebbe il voto a maggioranza qualificata in quanto utile strumento per far avanzare le misure nelle quali l'imposizione sostiene altre finalità strategiche, come ad esempio la lotta ai cambiamenti climatici, la protezione dell'ambiente o il miglioramento della salute pubblica.
L'odierna comunicazione propone che gli Stati membri decidano rapidamente per convergere su una decisione intesa a elaborare le fasi 1 e 2.
Il ricorso al voto a maggioranza qualificata nella fase 3contribuirebbe a modernizzare le norme dell'UE già armonizzate, come quelle in materia di IVA e di accise. Un processo decisionale più rapido in questi settori consentirebbe agli Stati membri di stare al passo con gli sviluppi tecnologici e i cambiamenti del mercato più recenti, a beneficio dei paesi e delle imprese dell'UE. 
La fase 4 permetterebbe di passare al voto a maggioranza qualificata per i grandi progetti fiscali, quali la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) e un nuovo sistema per l'imposizione dell'economia digitale, la cui necessità è un'urgenza per garantire un'imposizione equa e competitiva nell'UE. In particolare, la CCCTB procede ancora molto lentamente a causa dell’unanimità.
L'odierna comunicazione propone che gli Stati membri prendano in considerazione l'elaborazione delle fasi 3 e 4 entro la fine del 2025.
Un'azione nei settori indicati sarebbe possibile nell'ambito della cosiddetta clausola "passerella" (articolo 48, paragrafo 7, del TUE) contenuta nei trattati dell’UE, che consente di passare alla maggioranza qualificata e alla procedura legislativa ordinaria in talune circostanze. Non è necessario modificare il trattato sull'Unione europea.

NON C'E' PACE NEANCHE NEL PARCO. BOCCIATA LA PROPOSTA DI NOMINA DEL NUOVO PRESIDENTE. MAGGIORANZA SPACCATA, MA PURE LE OPPOSIZIONI

Ieri alla commissione ambiente del Senato era all'ordine del giorno il parere sulla nomina del nuovo Presidente del parco nazionale del Circeo.
Il Ministro dell'ambiente Sergio Costa aveva formulato la proposta nella persona del Gen. Ricciardi, proveniente dai carabinieri Forestali.
Sembrava che si trattasse di una nomina di ordinaria amministrazione.
Ma ecco nel racconto di GABRIELLA CERAMI per Huffington Post cosa è accaduto.
Una telefonata di Matteo Salvini ai senatori leghisti della commissione Ambiente del Senato e pochi minuti dopo è scoppiato un nuovo caso nel governo. La nomina del generale Andrea Ricciardi a presidente del parco nazionale del Circeo, proposta dal ministro dell'Ambiente Andrea Costa in quota M5s, non ha avuto il via libera del Carroccio e l'esecutivo è stato battuto. Adesso piovono accuse reciproche sulla volontà degli uni e degli altri di imporre diktat all'alleato di governo con la Lega che vorrebbe un'equa spartizione tra i gialloverdi e il ministro Sergio Costa che invece rivendica la piena autonomia: "Mandetemi curriculum e si valutano i nomi", avrebbe detto rivolgendosi furiosamente ai leghisti nelle stanze del dicastero. "L'era delle nomine amiche è finita", dicono a muso duro i parlamentari grillini.
Sono le 11.30 quando in commissione il capogruppo del Carroccio Luca Brizzarelli prende la parola per annunciare parere contrario e denunciare "mancanza di condivisione" nella scelta. A questo punto, davanti ai 5Stelle si profilano due alternative: andare avanti con il voto in commissione, non vincolante ma necessario, oppure rinviare. I pentastellati decidono per la prima opzione. Secondo voci che si rincorrono nei corridoi di Palazzo Madama i grillini speravano nell'appoggio del Pd. In che senso? La scelta di Ricciardi, secondo alcuni, sarebbe stata concordata con la Regione Lazio a guida Pd e non con i colleghi del Carroccio. Alla fine si è spaccato il Pd tra i chi si è astenuto e chi ha votato contro. E comunque sia è stata evitata l'immagine di un Pd che vota insieme agli M5s.
Il caos dunque è in casa dem ma soprattutto è nel governo. La Lega, raccontano fonti M5s, avrebbe chiesto al ministro Costa una vera e propria lottizzazione delle nomine dei presidenti dei parchi. "Su dodici sei sono della Lega e sei di voi M5s": questa in soldoni sarebbe stata la proposta leghista da manuale Cencelli respinta al mittente dal titolare del dicastero. E davanti al niet il Carroccio si è scatenato in commissione con quella che viene definita una "prova di forza" che ha mandato sotto il governo. Dall'altra parte però Costa non ha intenzione di fare passi indietro: "Non accetteremo diktat e respingeremo i tentativi di far nominare persone non adeguate a questo ruolo così importante e delicato", assicura Costa che alla Lega, che sollevava dubbi, avrebbe detto nei giorni scorsi di inviare curriculum alternativi ma sul parco del Circeo non ne sono arrivati.
Sarebbe interessante capire i motivi che hanno spinto la Lega a bocciare questa nomina.
Sono solo problemi di poltrone o c'è altro ? Quali sono i poteri forti che si aggirano intorno al Parco?
Intanto il Parco aspetta e con lui tutti i problemi per il suo rilancio, il Piano del Parco fermo da oltre un anno in Regione, l'abusivismo permanente, l'inquinamento delle acque dilagante, i rifiuti che si accumulano, l'erosione che mangia il delicato sistema dunale, un arenile senza PUA, ecc. ecc.

martedì 15 gennaio 2019

LA RELAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI SULL'UTILIZZO DEI FONDI DELL'UNIONE EUROPEA

La Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali della Corte dei conti,  con deliberazione n. 1 del 2019 ha approvato la relazione annuale relativa all'anno 2018 sui rapporti finanziari con l'Unione europee l'utilizzazione dei fondi comunitari.
Nelle conclusioni della relazione si legge quanto segue:
Con riguardo alla Programmazione 2007-2013, si evince un elevato tasso di utilizzazione dei Fondi in esame da parte di diverse Regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Trentino Alto Adige/Provincia autonoma di Trento, Puglia, Basilicata), mentre maggiori criticità si sono riscontrate relativamente alla Sicilia, con riferimento al FESR, con la verifica dell’esistenza, all’interno del Programma, di progetti mai certificati. Con riguardo alla Sicilia, un particolare rilievo è rivestito dal Grande Progetto “II lotto della PalermoAgrigento”. L’inserimento di tale progetto tra quelli a cavallo tra le due Programmazioni 2007-2013 e 2014-2020 è stato proposto dall’Autorità di gestione e accettato. Quando tale procedura sarà stata conclusa, potrà essere riproposta la domanda di certificazione finale e potrà essere ripresentato il Rapporto finale di esecuzione.
Una particolare disarmonia si è riscontrata nella Regione Campania, in ordine alla gestione dei due Fondi principali: riguardo alle risorse FESR, destinate alle piccole e medie imprese, si rileva l’elevato ammontare dei finanziamenti ancora da erogare, mentre rispetto al FSE l’analisi effettuata sul Fondo microcredito piccoli comuni campani ha evidenziato la coerenza con gli obiettivi previsti. Relativamente alla Programmazione 2014-2020, la Lombardia, nell’ambito della gestione del FSE, ha già attivato risorse pari al 49% della dotazione finanziaria, evidenziando il raggiungimento dell’obiettivo intermedio 2018 per 4 indicatori di output su 7, ma non conseguendo l’obiettivo intermedio per nessuno dei 4 indicatori finanziari. Con riguardo al Piemonte e alla Sicilia si rileva un generale ritardo, mentre, per quanto riguarda la Sardegna nessuna spesa risulta certificata. Viene evidenziata l’erogazione di importi soltanto a titolo di anticipazioni. Il Trentino Alto Adige/Provincia autonoma di Trento, come è stato ricordato, sempre rispetto alla nuova Programmazione, evidenzia un tasso complessivo di realizzazione dei pagamenti pari al 18,42%. Una diffusa accelerazione nella realizzazione dei programmi si è rilevata in Toscana, rispetto ai precedenti esercizi, mentre in Emilia-Romagna, riguardo al FESR, a fronte di un’alta percentuale di impegni vincolanti, rispetto alla dotazione finanziaria complessiva (67%), si registra l’11% dei pagamenti effettuati. Quanto al FSE, sempre relativamente all’Emilia-Romagna, a fronte di impegni pari al 53,99%, - in gran parte concentrati sull’Asse “Occupazione” - si registra una capacità di spesa di poco superiore al 10% e una percentuale assai elevata di progetti avviati alla data del 31 dicembre 2017 (82,35%). Dall’esame delle Parifiche delle Sezioni regionali di controllo e delle Relazioni speciali elaborate, si conferma la diffusa attenzione delle Sezioni stesse alle dinamiche dei Fondi comunitari e alla loro gestione. Le valutazioni formulate dalle Sezioni regionali coincidono, in generale, con le considerazioni formulate dalla Sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali e contenute nei pertinenti capitoli della presente Relazione, pur tenendo conto dei diversi contesti locali e delle peculiari tipologie di intervento che hanno contraddistinto l’impegno delle singole Regioni.
Qui trovate la  Delibera 1/2019

lunedì 14 gennaio 2019

LA REGIONE LAZIO HA APPROVATO ALCUNI BANDI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA DELLE IMPRESE AGRICOLE


La Regione Lazio ha stanziato 5,7 milioni di euro di risorse per i nuovi bandi del “pacchetto energetico” del Programma di Sviluppo Rurale, che hanno per beneficiarie le imprese agricole.
Nello specifico, le misure bandite sono:
la 4.1.3 per investimenti nelle singole aziende agricole per l’aumento dell’efficienza energetica dei processi produttivi (1 milione di euro);
la 4.1.4 per investimenti nelle singole aziende agricole per favorire l’approvvigionamento e l’utilizzo di fonti rinnovabili, sottoprodotti, materiali di scarto e residui e altre materie grezze non alimentari (3 milioni e 200mila euro);
la 6.4.2 per la produzione di energia da fonti alternative (1 milione e 500mila euro).
I bandi saranno pubblicati sul BURL e la scadenza per la presentazione delle istanze è fissata a due mesi dalla data della pubblicazione. Per ogni informazione: lazioeuropa.it.

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA HA PUBBLICATO L'ELENCO DEI COMUNI BENEFICIARI DEI FONDI PER LE PALESTRE SCOLASTICHE

Il MIUR ha reso disponibile l'elenco dei 93 interventi per la costruzione di nuove palestre e per la messa in sicurezza di quelle esistenti destinatari dei 50 milioni di euro stanziati dal Ministero nell’ambito della programmazione triennale nazionale per l’edilizia 2018-2020. 
L’avviso pubblico era stato pubblicato lo scorso 13 dicembre. 
Dei progetti che hanno ottenuto il finanziamento: 77 riguardano la messa in sicurezza delle strutture esistenti, soprattutto dal punto di vista antisismico, i restanti 16 prevedono la realizzazione di nuovi edifici.
Per il Lazio i finanziamenti sono andati ai Comuni di  Ceprano (FR), Fonte Nuova (RM), Tarquinia (VT), Guarcino (FR), Poggio Mirteto (RI) e Agosta (RM). 
Il totale dei finanziamenti ammonta ad € 4.124.070,99.
Nessun comune della provincia di Latina ha ottenuto finanziamenti.

LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO CHE SVOLGONO SERVIZIO PER IL 118 HANNO DIRITTO AL SOLO RIMBORSO DELLE SPESE DOCUMENTATE

Il TAR Puglia, sede di Bari, sezione II, con sentenza n, 4(/2019 ha stabilito un importantissimo principio secondo cui  le associazioni di volontariato concorrenti ad una gara pubblica per l'affidamento del servizio 118 possono ricevere soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.
Questa decisione nasce dall'art. 17, c. 3, d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117, prevede che "L'attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario". Ai volontari potranno essere rimborsate dall'Associazione o dall'ente del terzo settore tramite il quale svolgono l'attività soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l'attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'ente medesimo. 
Sono in ogni caso vietati rimborsi spese di tipo forfetario. 
L'art. 33, c.2, d.lgs. n. 117 del 2017 dispone "Per l'attività di interesse generale prestata le organizzazioni di volontariato possono ricevere, soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, salvo che tale attività sia svolta quale attività secondaria e strumentale nei limiti di cui all'art. 6. 
Infine, l'art. 56, c. 2, d.lgs. n. 117 del 2017 statuisce che "Le convenzioni di cui al c. 1 possono prevedere esclusivamente il rimborso alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale delle spese effettivamente sostenute e documentate". 
Pertanto, nel caso di specie, è stata ritenuto illegittimo il Capitolato speciale della gara riservata ad associazioni di volontariato, bandita per l'affidamento del servizio di emergenza territoriale 118, che in più punti contempla un rimborso forfettario mensile fisso in misura massima, in evidente violazione delle innovative disposizioni del d.lgs. n. 117/2017, che viceversa impongono in via esclusiva il rimborso sulla base delle spese effettivamente sostenute dagli enti no profit.
Ora Regioni e ASL che affidano i servizi dovranno rispettare questo principio.

"PRENDERSI CURA, UN BENE COMUNE" LA COMMISSIONE POLITICHE SOCIALI, INTEGRAZIONE SOCIO SANITARIA E WELFARE DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO HA LICENZIATO LA PROPOSTA DI LEGGE D'INIZIATIVA DELLA GIUNTA CONCERNENTE L'APPROVAZIONE DEL PIANO SOCIALE REGIONALE

La presentazione del Piano sociale
La settima commissione consiliare permanente, Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, presieduta da Giuseppe Simeone (FI), ha dato via libera il 10 gennaio alla proposta di deliberazione consiliare n. 12 del 4 giugno 2018, concernente: "Approvazione del Piano sociale regionale denominato "Prendersi cura, un bene comune". L’atto va ora in Aula per l’approvazione definitiva da parte del Consiglio regionale del Lazio. La votazione ha dato esito positivo a maggioranza, con l’astensione delle opposizioni, alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali e welfare Alessandra Troncarelli, che ha ringraziato la commissione per il lavoro fatto sul provvedimento.
La votazione finale è stata preceduta dalla votazione del titolo del provvedimento e da quella dell’emendamento presentato dall’assessore al Bilancio Alessandra Sartore e approvato ieri in quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Marco Vincenzi (Pd). Quest’ultimo ha riferito oggi che la quarta commissione aveva dato parere favorevole alla proposta di deliberazione consiliare in modo subordinato all’accoglimento dell’emendamento riguardante il capitolo “Risorse”, con il quale si aggiornano al bilancio vigente i dati del piano sociale relativi alle risorse finanziarie per l’attuazione, con il risultato che “nel triennio 2019-2021 – aveva spiegato ieri Sartore con soddisfazione - saranno impiegati 550 milioni di euro oltre a 132 milioni di fondi europei del Por Fse”.
A dare inizio ai lavori sul piano sociale era stata lo scorso 8 ottobre con la presentazione del provvedimento ai membri della commissione l’assessore Troncarelli, la quale aveva ricordato che il piano all’esame, redatto in base alle disposizioni della legge regionale 11/2016, “Sistema integrato dei beni e dei servizi sociali della Regione Lazio”, è quello adottato dalla Giunta nella scorsa legislatura (il 26 aprile 2017) e ora riproposto all’esame del Consiglio. “Al centro del piano c’è l’essere umano – aveva spiegato Troncarelli -, inteso come persona che si affaccia alle prestazioni sociali e come persona titolare di specifici diritti.”. Priorità per l’assistenza domiciliare, anche dando sostegno ai cosiddetti “caregiver“, vale a dire a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile, ma anche, tra gli altri interventi elencati dall’assessore che la Regione Lazio intende attuare: il sostegno alla genitorialità, innanzi tutto con l’abbattimento delle rette degli asili nido; la co-progettualità con le aziende del Terzo settore; il rafforzamento delle politiche giovanili; il potenziamento dei Punti unici di accesso (Pua) alle prestazioni socio-sanitarie e della governance del sistema integrato.
Dopo una serie di audizioni, iniziate il 15 ottobre 2018 con il Garante dell'infanzia e dell'adolescenza, Jacopo Marzetti, la presidente della Consulta regionale per la salute mentale, Daniela Pezzi, i vicepresidenti della Consulta regionale per la disabilità e l'handicap, Guido Trinchieri e Donatella Palumbo, il vicesegretario generale Anci Lazio, Giuseppe De Righi, il 27 novembre era iniziato l’esame delle proposte emendative al piano con l’ ok a 24 richieste di modifica del testo, relative una all’introduzione, le altre alle parti A (Obiettivi) e B (Stati di bisogno, miglioramenti dei servizi e azioni prioritarie) del Piano. 
Il lavoro era proseguito il 3 e 4 dicembre poi, con altri 55 e 26 emendamenti rispettivamente approvati nei due giorni. Il 10 dicembre altri undici emendamenti approvati andavano ad intervenire sui punti H del Piano, “Entità e modalità di finanziamento del sistema integrato”, ed I, “Innovazione”, ma anche sui punti F, “Modalità di erogazione delle prestazioni e condizioni di esigibilità” e G, “Modalità di raccordo tra programmazione regionale e locale”. L’esame degli emendamenti si era concluso il 13 dicembre con l’approvazione di altri 40 circa.
Alla seduta del 10 gennaio erano presenti anche i consiglieri Sara Battisti, Salvatore La Penna e Marta Leonori del Partito democratico; Davide Barillari e Loreto Marcelli del Movimento 5 stelle; Marta Bonafoni della Lista Zingaretti, Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia e Daniele Giannini della Lega.

domenica 13 gennaio 2019

LA REGIONE LAZIO HA APPROVATO LO SCHEMA DI CONVENZIONE TRA ASL E COMUNI PER LA GESTIONE ASSOCIATA DEI SERVIZI SOCIALI DEI DISTRETTI SOCIO SANITARI


La giunta regionale del Lazio con deliberazione in data  11 dicembre 2018, n. 792 avente per oggetto "Legge regionale 10 agosto 2016, n. 11, art. 43, 1 comma, e art. 51, 3 comma" ha provveduto all' approvazione dello schema tipo di convenzione ai sensi dell'art. 30 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la gestione associata dei servizi sociali nei distretti socio-sanitari. Proroga del termine per la stipula della convenzione tra distretti socio-sanitari e Aziende Sanitarie Locali, di cui alla deliberazione della Giunta regionale del 2 marzo 2018, n. 149.
Si tratta di un provvedimento molto importante per lo stesso funzionamento dei Distretti che, grazie allo schema di convenzione allegato puntualizza i compiti dei Comuni e della ASL definendo anche il ruolo dell'Ufficio di Piano che comunque tra breve sarà anche meglio definito attraverso la individuazione delle necessarie professionalità
Conseguentemente la Giunta ha disposto di 
  1. di approvare lo schema tipo di convenzione ai sensi dell’art. 30 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per la gestione associata dei servizi sociali nei distretti socio-sanitari, allegato alla presente deliberazione e della stessa costituente parte integrante e sostanziale, revocando quello approvato dalla deliberazione della Giunta regionale del 24 giugno 2014, n. 395; 
  2. di stabilire che i Comuni compresi nei distretti socio-sanitari individuati dalla deliberazione della Giunta regionale del 17 ottobre 2017, n. 660, prevedano nelle convenzioni che adotteranno sulla base dello schema approvato dalla presente deliberazione, tempistiche attuative volte ad addivenire all’associazione integrale dell’esercizio delle funzioni amministrative comunali in materia sociale entro un periodo non superiore a cinque anni dalla loro entrata in vigore; 
  3. di definire nel 1° luglio 2019 il termine per l’entrata in vigore delle convenzioni per la gestione associata dei servizi sociali nei distretti socio-sanitari, redatte in coerenza con lo schema approvato dalla presente deliberazione, stabilendo che in via transitoria restano valide ed efficaci fino a tale data le convenzioni già oggetto di rinnovo anteriormente al 31 dicembre 2018, sulla base del previgente schema approvato dalla deliberazione della Giunta regionale del 24 giugno 2014, n. 395; 
  4. di stabilire che il termine indicato al punto precedente non si applica nei casi in cui entro la medesima data i Comuni compresi nei distretti socio-sanitari abbiano già provveduto alla costituzione di un consorzio ai sensi dell’art. 31 del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonché a Roma Capitale e al distretto monocomunale di Fiumicino; 
  5. di stabilire che i distretti che al 1° luglio 2019 non si saranno dotati quanto meno della forma associativa di una convenzione adottata secondo lo schema approvato dalla presente deliberazione, a decorrere da quella data saranno tenuti a garantire i servizi socio-sanitari essenziali attraverso l’impiego di risorse proprie, mentre non saranno destinatari di quelle regionali, se non in misura limitata all’eventuale intervento per le finalità sussidiarie e perequative previste dall’art. 64 della legge regionale 10 agosto 2016, n. 11; 
  6. di prorogare al 30 settembre 2020 il termine previsto dalla deliberazione della Giunta regionale del 2 marzo 2018, n. 149, per la stipula della convenzione tra distretti sociosanitari e Aziende Sanitarie Locali per l’organizzazione e la gestione delle attività di integrazione sociosanitaria.

IL MONITORAGGIO DELLA SPESA SANITARIA DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO

Mentre fioccano in questo periodo rapporti più o meno validi sulla sanità italiana la Ragioneria generale dello Stato ha pubblicato il Rapporto n. 5 “Il monitoraggio della spesa sanitaria” che ha lo scopo di illustrare, in maniera organica, il processo di implementazione del quadro normativo e gestionale del settore sanitario, nonché gli strumenti di verifica e le risultanze dell’attività di monitoraggio. 
Il Rapporto n. 5, illustra le tematiche di seguito riportate, con aggiornamento ad agosto 2018:
- le misure e gli interventi che, negli ultimi anni, hanno rafforzato la regolamentazione del sistema sanitario italiano;
-l'implementazione degli strumenti di controllo e di razionalizzazione delle principali componenti di spesa sanitaria;
-la rendicontazione quantitativa degli effetti finanziari e di struttura conseguenti al sistema di governance, con particolare riferimento all'articolazione regionale;
-una ricognizione delle manovre nel settore sanitario degli ultimi anni;
-un’illustrazione dei livelli essenziali di assistenza previsti dal DPCM del 12 gennaio 2017;
-l'assetto normativo e gestionale dei Piani di rientro;
-l'attuazione del sistema di regole contabili introdotte, per il SSN, con il decreto legislativo n. 118/2011;
-l’implementazione delle attività inerenti al Sistema tessera sanitaria (Sistema TS);
-la rendicontazione delle spese sanitarie rilevate tramite il Sistema TS per la trasmissione all’ Agenzia delle entrate ai fini della precompilazione del 730;
-la rendicontazione delle attività di implementazione del fascicolo sanitario elettronico in attuazione della Legge di bilancio 2017 in relazione al ruolo del Sistema TS (art. 1, co. 382);
-l’aggiornamento dei profili relativi alla spesa farmaceutica e specialistica stimati sulla base dei dati del Sistema TS;
-i risultati di gestione 2017 delle regioni non sottoposte ai Piani di rientro;
-gli esiti delle verifiche dell’attuazione dei Piani di rientro per l’anno 2017.
Una attenzione particolare nella relazione è posta alle regioni che si trovano in piano di rientro. 
Per quanto riguarda la Regione Lazio nella riunione congiunta tenutasi il 5 aprile 2018 il Tavolo di verifica degli adempimenti e il Comitato LEA hanno valutato quanto segue: 
a)rilevano che, a seguito degli esiti della riunione del 28 dicembre 2017, la struttura commissariale ha adeguato le coperture del CE consuntivo consolidato dell’esercizio 2016. La Regione Lazio a Conto consuntivo 2016 presenta un disavanzo prima delle coperture, di 136,517 mln di euro. Dopo il conferimento delle coperture fiscali preordinate e vincolate alla copertura dei disavanzi del SSR per un importo pari a 136,517 mln di euro, così rideterminate a seguito delle riunioni di verifica del 28 marzo 2017 e 28 dicembre 2017, risulta una situazione di equilibrio di gestione per l’esercizio 2016;  la Regione Lazio a IV trimestre 2017 presenta un disavanzo prima delle coperture, di 111,603 mln di euro. Si segnala che il Programma Operativo 2016-2018 prevedeva un disavanzo per l’anno 2017 pari a -58,7 mln di euro. Dopo il conferimento delle coperture fiscali preordinate e vincolate alla copertura dei disavanzi del SSR e pari a complessivi 704,406 mln di euro, residua un avanzo di 592,803 mln di euro. Tavolo e Comitato richiamano quanto convenuto nel corso della riunione del 28 dicembre 2017 in merito alla possibilità di svincolare la manovra fiscale regionale relativa all’anno d’imposta 2018 eccedente rispetto alla copertura del disavanzo 2017 e rinviano ogni valutazione all’esito degli approfondimenti conseguenti alle risultanze della citata riunione del 28 dicembre 2017;
b) nel registrare ancora la presenza di tempi di pagamento superiori ai tempi indicati dalla legge, seppur in miglioramento, invitano la struttura commissariale ad attivarsi affinché vi sia il conseguimento del rispetto della normativa europea sui tempi di pagamento e richiamano le sanzioni previste dalla normativa vigente. Richiamano altresì lo specifico punto del mandato commissariale e l’intervento apposito del Programma Operativo 2016-2018;
c) la Regione Lazio ha rispettato il limite del 95% previsto dall’articolo 3, comma 7, del decreto legge n. 35/2013, in quanto ha erogato al proprio Servizio sanitario regionale (SSR), entro il 31/12/2017, il 97% delle risorse incassate nell’anno 2017 dallo Stato a titolo di finanziamento del Servizio sanitario nazionale, e delle somme che la stessa regione, a valere su risorse proprie dell'anno, ha destinato al finanziamento del proprio SSR. Tavolo e Comitato rilevano che sono presenti sulla GSA circa 632 mln di euro non trasferiti alle aziende e non utilizzati per il pagamento dei fornitori della GSA; 
d) chiedono di conoscere la dimensione dei residui del bilancio regionale relativi alle risorse sanitarie incassate e non ancora trasferite al SSR dal momento che è abbondantemente decorso sufficiente tempo dall’accesso alle anticipazioni di liquidità ex art. 3 del decreto legge 35/2013. Il bilancio regionale fa presente che residuano ancora circa 1.000 mln di euro di risorse incassate e non ancora trasferite dal bilancio regionale al SSR. Tavolo e Comitato sollecitano un allineamento dei trasferimenti del bilancio regionale verso il SSR alle risorse effettivamente incassate dallo Stato. Richiamano quanto espressamente previsto dal Programma Operativo 2016-2018 in merito all’allineamento tra residui passivi e attivi entro l’anno 2018;  valutano positivamente i miglioramenti registrati in materia di erogazione dei LEA, con un punteggio della Griglia LEA pari a 179, pur persistendo ancora criticità con particolare riferimento all’assistenza residenziale per anziani non autosufficienti;
e) con riferimento allo stato di attuazione del Programma Operativo 2016-2018:
- in relazione all’accreditamento, restano in attesa di aggiornamenti sul processo di riconduzione alla normativa vigente delle strutture cd. “extra-ordinem”, nonché del provvedimento integrativo dell’Organismo Tecnicamente Accreditante (OTA) finalizzato a garantirne l’effettivo e pieno funzionamento; 
-con riferimento ai rapporti con gli erogatori privati accreditati, restano in attesa di aggiornamenti sulla conclusione della sottoscrizione dei contratti; 
-per quanto riguarda la rete ospedaliera, restano in attesa dell’attuazione di quanto richiesto, nei termini previsti, in materia di: riconduzione delle discipline in eccesso; trasformazione dei PPI; azioni di riorganizzazione dei punti di offerta privati con un numero di posti letto che si discosta dal DM n. 70/2015; 
- sull’assistenza territoriale, restano in attesa di aggiornamenti sullo stato di implementazione di quanto programmato; 
- restano in attesa della definizione delle attività previste dai Protocolli d’intesa con le Università La Sapienza e Tor Vergata; 
- restano in attesa dell’atto aziendale del Policlinico Umberto I; 
- con riferimento alle liste di attesa, restano in attesa delle informazioni richieste nel presente verbale; 
- nel rilevare il ritardo, restano ancora in attesa della necessaria modifica alla normativa regionale, al fine di renderla coerente con la legislazione vigente (articolo 8-ter, comma 3, del decreto legislativo n. 502/1992). Ricordano nuovamente al Commissario quanto previsto in merito dall’articolo 2, comma 80, della legge n. 191/2009; 
- con riferimento alla verifica degli adempimenti persistono delle criticità sulla verifica relativa all’anno 2016. Raccomandano la struttura commissariale al regolare rispetto della tempistica relativa alle verifiche degli adempimenti regionali, al fine di non  ritardare l’accesso alle quote premiali del finanziamento condizionate alla positiva verifica degli stessi.
Qui il testo completo del documento  RGS MONITORAGGIO SPESA SANITARIA