giovedì 1 agosto 2019

ASPETTANDO L'INTESA STATO REGIONI SUL PATTO DELLA SALUTE 2019-2021

Oggi è il 1° agosto 2019. 
Da alcuni anni il parlamento non approva più il Piano sanitario nazionale ma la Conferenza Stato-Regioni in genere ogni tre anni raggiunge una intesa per la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale e, per il finanziamento dei fondi per progetti speciali e sulle modalità di attuazione dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Purtroppo la precedente intesa è scaduta: inizialmente il governo si era impegnato a far approvare la nuova intesa entro il 31 marzo, poi è stata partorita la data de 31 luglio.
Siamo ancora in alto mare.
Oggi si riunirà la conferenza Stato-Regioni ma non c'è traccia di questo argomento.
Da questa situazione nasce l'incertezza dei finanziamenti, degli obiettivi e delle stesse modalità di erogazione del servizio e delle prestazioni.
La Corte dei conti più volte ha segnalato come le regioni e a cascata le aziende sanitarie debbano avere certezza dei fondi su cui contare altrimenti la gestione del bilancio non ha senso.
Purtroppo fino ad oggi il Governo non è stato in grado di dare alcuna assicurazione.

LA CONDANNA DI UN MEDICO DELLA GUARDIA MEDICA E L'INADEGUATEZZA DI CONTROLLI INTERNI

La Sentenza della Corte Suprema di Cassazione, VI sezione penale, n. 34535 del 29 luglio 2019 segnalata dall'attento "Quotidiano sanità" e  relativa ad un medico della Guardia medica che aveva omesso di recarsi in un albergo, dove c'erano sei ragazzi di circa dieci anni di nazionalità inglese che accusavano malesseri fisici, per una visita domiciliare, che ha condannato il medico responsabile ravvisando nella condotta dell'imputato gli estremi integrativi del reato di cui all'art. 328 del codice penale che punisce, tra l'altro il rifiuto di un atto dovuto per ragioni di sanità allorché questo debba essere compiuto senza ritardo.
A parte gli aspetti penali, dalla vicenda emerge l'importanza dei controlli interni da parte del titolare del Distretto il quale dovrebbe verificare periodicamente il registro delle visite domiciliari e delle altre attività dei medici della continuità assistenziale. 
Si tratta di un controllo semplice che si potrebbe incrociare con le registrazioni della centrale d'ascolto.
Tale comportamento configura infatti una responsabilità disciplinare sanzionabile a termini di legge che può comportare anche la destituzione dal servizio. 
Sarebbe auspicabile che tutte le regioni organizzassero un servizio ispettivo sulle aziende sanitarie, ma anche ogni azienda dovrebbe tutelare i propri assistiti e sé stessa con un servizio del genere rendendo il più trasparente possibile l'attività del proprio personale a contatto con i pazienti. 

mercoledì 31 luglio 2019

IN CONFERENZA STATO REGIONE SI PARLERA' DI OSPEDALE DI COMUNITA'

Nel 1973, grazie ad una borsa di studio dell'OMS-WHO per studiare la pianificazione sanitaria in vista della riforma visitai la Svezia, l'Inghilterra, la Scozia e il Galles, in quest'ultimo paese mi fu mostrato in una delle cittadine sulle montagne quello che loro chiamavano "country hospital", un ospedale dismesso come tale ma che continuava a svolgere una funzione importante per la comunità; la cosa mi interessò molto. 
Molti anni dopo fu lo strumento che proposi per mantenere in vita la struttura di Cori.
Purtroppo non sempre è stata compresa e condivisa la filosofia su cui si basa l'ospedale di comunità oggi entrato a pieno titolo nella nostra normativa anche grazie al famoso DM 70/2015.
L'ottimo "Quotidiano sanità" ci informa che proprio oggi 1° agosto se ne occuperà la conferenza stato-Regioni per esaminare il DOCUMENTO predisposto dal Ministero della salute che troppo tardi si è ricordato di questa importante opportunità.

LA REGIONE LAZIO APPROVA IL PIANO PER IL POTENZIAMENTO DELLE RETI TERRITORIALI


La chiusura dei molti (troppi) ospedali nella regione lazio ha portato ad avere una percentuale di posti letto inferiore allo standard (già esiguo) previsto dal DM 70/2015.
In un posto civile ci si sarebbe attesi che contestualmente fossero stati attivati del servizi territoriali, ma ciò non è avvenuto per cui la sofferenza dei cittadini è aumentata notevolmente.
Ora la regione con il DCA U00258/2019 ha approvato il Piano per il potenziamento delle reti territoriali.
Tra le azioni strategiche dei Programmi operativi 2019 - 2021 si colloca la definizione di un modello organizzativo di riferimento dell’assistenza territoriale e delle cure primarie per la regione Lazio, in grado di mettere in rete le forme associative della medicina generale e della pediatria di libera scelta con la filiera dei servizi territoriali che trovano nel Distretto la loro collocazione.
Obiettivo del nuovo modello organizzativo è rispondere efficacemente ai bisogni sanitari delle persone legati a malattie croniche e ai loro esiti, alle condizioni di fragilità e di complessità sociosanitaria. Il modello di lavoro che si vuole sviluppare si basa sulla attività di équipe multi disciplinari e multi professionali, che affrontano la cronicità in un’ottica proattiva e di equità di accesso alle cure, all’interno di un Distretto orientato alla valutazione dei bisogni e alla costruzione di risposte sanitarie integrate, anche attraverso il modello organizzativo della Casa della Salute.
Altro aspetto di rilievo dei Programmi operativi 2019 - 2021 è rappresentato dall’integrazione delle funzioni assistenziali ospedaliere e territoriali, finalizzata alla costruzione di un percorso di continuità tra il domicilio della persona, i servizi territoriali e quelli ospedalieri. A tal fine è necessario superare l’approccio fondato su singole prestazioni e specifici atti assistenziali a favore di una presa in carico multi professionale basata sulla valutazione multidimensionale del bisogno con offerta di percorsi di cura organizzati. A seconda della tipologia dei bisogni delle persone, che possono variare da quelli di utenti potenziali dei servizi sanitari e sociosanitari a quelli espressi da persone in condizioni di instabilità clinica, occorre garantire soluzioni organizzative che migliorino l’offerta di servizi. In particolare per i cronici e per le persone non autosufficienti, si dovrà incrementare l’accessibilità alle agende ambulatoriali disponibili, strutturare specifici percorsi, organizzare la gestione attiva del follow up, creando una forte integrazione tra ospedale e servizi territoriali
residenziali e domiciliari.
Con il DCA 46/2018 la Regione Lazio ha inoltre recepito il Piano Nazionale Cronicità (PNC), avviandone il percorso di attuazione nelle singole ASL. La Regione ha altresì adottato una serie di misure volte a potenziare il sistema di cure per i pazienti cronici, con particolare riguardo alle cure domiciliari e all’offerta residenziale e semiresidenziale per persone non autosufficienti e alle persone con disabilità complesse. Contestualmente le ASL hanno intrapreso iniziative per la presa in carico di pazienti con specifiche patologie croniche e, in alcuni casi, avviato il percorso per una propria pianificazione in attuazione del PNC. È obiettivo dei Programmi operativi 2019 – 2021 la declinazione a livello Regionale del piano delle cronicità, supportato da un sistema di stratificazione della popolazione e dalla costruzione di percorsi di cura assistenziali secondo criteri e modelli omogenei.
Come dettagliatamente riportato nei Programmi operativi 2019-2021, le Cure Primari rappresenteranno uno dei principali elementi a sostegno del Piano Cronicità. Già nel DCA 565/2017 è stata espressamente prevista l’effettiva presa in carico del paziente cronico/fragile da parte del medico di medicina generale attraverso il monitoraggio informatico della stessa e la verifica dell’adesione ai PDTA della popolazione interessata. Analoghe previsioni sono riportate nel DCA 40/2018 con riferimento al ruolo dei pediatri di libera scelta nella gestione delle patologie croniche. 
In coerenza con le linee strategiche previste con gli emanandi Piano Regionale Cronicità e ACN, si dovrà rivedere il modello organizzativo delle cure primarie e di conseguenza il nuovo Accordo integrativo regionale con Medicina generale e Pediatria di libera scelta.

IL DIBATTITO SUL FINE VITA SI ARRICCHISCE DEL PARERE DEL COMITATO NAZIONALE PER LA BIOETICA MA IL TEMPO PASSA E IL PARLAMENTO NON LEGIFERA

La Corte Costituzionale con l’Ordinanza n.207/2018 sul “caso Cappato” ha ritenuto che il diritto alla vita riconosciuto implicitamente dalla Costituzione come primo dei diritti non comporta la sanzionabilità dell’aiuto al suicidio prestato a persone che si trovino in determinate condizioni.
Proprio in relazione alla citata Ordinanza il Comitato Nazionale per la Bioetica ha ritenuto di intervenire con il parere approvato nella seduta plenaria del 18 luglio 2019 «Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito».
Il documento si sofferma in particolare sul significato dell’aiuto al suicidio assistito, sulle sue modalità di attuazione, su analogie e differenze con l’eutanasia e sui temi etici più rilevanti e delicati attinenti alla richiesta di suicidio assistito: l’espressione di volontà della persona; i valori professionali del medico e degli operatori sanitari; l’argomento del pendio scivoloso; le cure palliative. Ognuno di questi temi è analizzato in modo dialettico, dando spazio e ascolto alle tesi ora favorevoli ora contrarie. Da questo confronto sono emerse differenti opinioni, delineate nel documento.
Malgrado le divergenti posizioni dei componenti, il Comitato è pervenuto alla formulazione di alcune raccomandazioni condivise, auspicando innanzi tutto che in qualunque sede avvenga - ivi compresa quella parlamentare - il dibattito sull’aiuto medicalizzato al suicidio si sviluppi nel pieno rispetto di tutte le opinioni al riguardo, ma anche con la dovuta attenzione alle problematiche morali, deontologiche e giuridiche costituzionali che esso solleva e col dovuto approfondimento che una tematica così lacerante per la coscienza umana esige. Il Comitato raccomanda, inoltre, l’impegno di fornire cure adeguate ai malati inguaribili in condizione di sofferenza; chiede che sia documentata all’interno del rapporto di cura un’adeguata informazione data al paziente in merito alle possibilità di cure e palliazione; ritiene indispensabile che sia fatto ogni sforzo per implementare l’informazione ai cittadini e ai professionisti della sanità delle disposizioni normative riguardanti l’accesso alle cure palliative; auspica che venga promossa una ampia partecipazione dei cittadini alla discussione etica e giuridica sul tema e che vengano promosse la ricerca scientifica biomedica e psicosociale e la formazione bioetica degli operatori sanitari in questo campo.
Il Parlamento dovrà pronunciarsi in proposito entro il 24 settembre 2019, data in cui si riunirà nuovamente la Corte Costituzionale per l’esame della questione

lunedì 29 luglio 2019

IL GIUDIZIO DI PARIFICAZIONE DELLA CORTE DEI CONTI - SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL LAZIO - IN DATA 23 LUGLIO 2019 SULLA REGIONE LAZIO

La Corte dei conti; sezione regionale di controllo per il Lazio in data 23 luglio 2019, presieduta dal Presidente della Sezione regionale Roberto Benedetti, ha pronunciato il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2018. La requisitoria è stata svolta dal Procuratore regionale Andrea Lupi.
Dal testo pubblicato leggiamo che per quanto riguarda la gestione sanitaria della Regione Lazio in stato di commissariamento ed in piano di rientro dal disavanzo, è sottoposta ad una stretta vigilanza da parte dei Tavoli di monitoraggio, composti dai rappresentanti del MEF, del Ministero della salute, della Conferenza Stato-Regioni, del Dipartimento per gli affari regionali e dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari, vigilanza volta alla verifica degli adempimenti regionali sia in relazione al contenimento dei costi che alla erogazione dei LEA, i cui risultati emergono puntualmente in maniera analitica dai verbali resi in occasione di ciascuna riunione e ai quali si fa rinvio. 
La Regione, attraverso le misure prese in attuazione del suddetto piano di rientro, è riuscita a contenere la tendenza espansiva dei costi del settore sanitario (pur se emerge un aumento degli stessi nell’anno 2018 rispetto agli anni precedenti) e ad avviare un’azione di risanamento strutturale che ha consentito di ridurre in maniera rilevante il debito del comparto sanitario che, dagli 8,08 miliardi di euro del 2012 è passato a 3,51 miliardi. 
A fronte di tale riduzione, risulta tuttavia ancora elevato il debito della Regione riferito alla sanità, che deve aggiungersi a quello proprio del comparto sanitario e che ammonta, al 31 dicembre 2018, a 9,52 miliardi, con una riduzione di circa 256 milioni rispetto all’anno 2016. 
Emerge anche la presenza di un consistente debito potenziale dovuto a un rilevante ammontare di contenzioso con i creditori delle aziende sanitarie che se pur fronteggiato, secondo quanto espresso dalla Regione, da un congruo fondo rischi, necessita di appropriati monitoraggi e controlli. 
Tale rilevante esposizione debitoria si ripercuote sui costi della gestione in termini di interessi passivi e oneri finanziari, pari nell’anno 2018 a 71,2 mln di euro solo per il comparto sanitario. La riduzione dell’indebitamento richiede mezzi finanziari disponibili, che a loro volta si avvantaggiano di politiche volte alla riduzione dei costi improduttivi o esuberanti. 
A tal proposito questa Corte ritiene essenziale, data la presenza di una molteplicità di centri decisionali di spesa in ambito sanitario, la esplicitazione, da parte degli Organi regionali a ciò deputati, dell’eventuale mancato raggiungimento dei risultati programmati, al fine di attuare le dovute correzioni, sia nei confronti delle singole aziende sanitarie che dei settori nei quali si concentra la gestione di rilevanti risorse, anche al fine di premiare realtà più efficienti rispetto ad altre, al di là di una logica semplicemente perequativa nella distribuzione dei finanziamenti destinati al SSR. 
La riduzione dei costi incongrui permetterebbe di liberare risorse che potrebbero essere allocate in altri settori, quali ad esempio gli investimenti. Questi ultimi, se ben programmati e realizzati, andrebbero a generare nuove opportunità in termini di offerta rivolta ai cittadini-assistiti. 
La Regione dichiara che il mandato commissariale ha assicurato il miglioramento dei LEA (livelli essenziali delle prestazioni), che risulta in netta crescita rispetto al passato, come accertato dagli Organi competenti.
RELAZIONE DECISIONE PARIFICA PER LA SANITA'

SABAUDIA: IL CONSIGLIO COMUNALE NELLA SERATA DEL 29/7/2019 HA APPROVATO LA PROPOSTA PER REALIZZARE UNA CASA DELLA SALUTE CON UN MODULO AGGIUNTIVO DI PPI

L'INTERVENTO DEL SINDACO GERVASI NEL CORSO DELLA SEDUTA DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 29/7/2019
Come i miei (pochi) lettori ricorderanno, proprio un anno fa ebbe inizio la raccolta di firme  in difesa del Punto di Primo Intervento sanitario di Sabaudia che ha raggiunto il numero di 8767 e che poi è stata consegnata alla ASL Latina il 21 agosto 2018.
Peraltro già nel 2014 una petizione sottoscritta da oltre trecento cittadini fu presentata al Sindaco di Sabaudia ed a seguito di essa con deliberazione in data 7 ottobre 2014 la giunta comunale adottò la deliberazione avente per oggetto: “Casa della salute; atto di indirizzo”, con la quale veniva stato chiesto alla Direzione generale della ASL che l’ex ospedale di Sabaudia, che allo stato ospita un Poliambulatorio, il Consultorio, il CSM, il TSRMEE e il Punto di Primo Intervento, fosse rimodulato ed adattato alle nuove esigenze istituendo una Casa della salute secondo il modello organizzativo approvato dalla regione Lazio. 
Fino alla fine del 2018  non si era avuta alcuna risposta in merito a detta proposta anche se la Regione Lazio con vari atti, tra cui la DCA U000052/2017, si è impegnata con il Ministero della salute e con quello dell’economia e delle finanze ad aprire una casa della salute in ogni distretto. 
Nel frattempo le persone che volontariamente si erano impegnate la scorsa estate a raccogliere le firme si sono costituite nel Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia e all'inizio dell'anno 2019 hanno ritenuto di scrivere una lettera al direttore generale della ASL, al Sindaco di Latina (in qualità di presidente della conferenza locale sociale e sanitaria), al Sindaco di Sabaudia, al presidente della Regione Lazio, al presidente della commissione sanità del Consiglio regionale e al  Dirigente regionale dell’ufficio programmazione servizi territoriali e delle attività distrettuali e umanizzazione direzione regionale salute e integrazione socio-sanitaria.
Nella nota, datata 15 gennaio 2019 viene fatto presente quanto segue.
Al momento nella provincia di Latina è stata inaugurata solamente la Casa della salute di Sezze e pur mancando un atto di programmazione per definire la localizzazione delle altre, sarebbero stati stanziati finanziamenti per aprirne una ad Aprilia, una a Gaeta ed una a Priverno.
Com'è noto, a seguito dell'emanazione  da parte del  Ministero della salute e da quello dell’economia del D.M. 2 aprile 2015, n. 70 con cui è stato approvato il regolamento recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, il Punto di Primo Intervento di Sabaudia dovrebbe essere trasformato in una postazione medicalizzata del 118, implementando l’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero secondo protocolli di appropriatezza condivisi tra 118, DEA, HUB o spoke di riferimento e Distretto. 
Da parte della ASL pur essendo stati previsti modelli di integrazione socio sanitaria , al momento non è stato fatto nulla per implementare l’assistenza territoriale, benché la popolazione sia giunta a n. 20.536 abitanti, cui si devono aggiungere i militari della locale Stazione dell’Arma dei carabinieri, i militari in servizio presso il Comando dell’artiglieria controaerei, gli allievi della Scuola Sottufficiali dei Carabinieri Forestali e i militari in servizio presso il Parco Nazionale del Circeo, gli atleti e il personale militare del Centro sportivo remiero della Marina Militare, gli atleti del III Nucleo sportivo della Guardia di Finanza, i militari della locale Brigata della GdF, i religiosi e le religiose della Parrocchia, i docenti e gli allievi degli istituti scolastici. A questi vanno aggiunti il personale e gli operai delle numerose aziende operanti nei vari settori dell’industria e dell’agricoltura (tra i quali molti migranti) oltre che dei servizi alla persona. 
Sabaudia è una località turistica e le presenze durante il periodo estivo raggiungono il numero di 200.000 c.a., ma anche negli altri periodi c’è un turismo culturale, ambientalista e sportivo (molte équipe di canottaggio dei Paesi del nord Europa nei mesi invernali si allenano a Sabaudia). 
Pertanto, tra i Comuni del Distretto 2 si rappresenta l’opportunità di individuare Sabaudia come sede della Casa della salute, sia per favorire il decentramento e il potenziamento dei presidi di prossimità alla persona, sia perché Latina ha già una adeguata dotazione di strutture sanitarie come l’Ospedale sede di DEA di II livello, numerose case di cura, centri diagnostici e di riabilitazione, ecc.; inoltre Sabaudia rispetto agli altri Comuni del Distretto2 è quello più popoloso e più lontano dal capoluogo; a ciò si aggiunga che la stessa Regione, con DCAU00257/2017 ha previsto, al fine di adempiere a quanto stabilito dal D.M. 70/2015 che le città oggi sede di un PPI siano privilegiate come sede di una Casa della salute. 
La struttura dell’ex ospedale di Sabaudia in via Conte Verde è di proprietà della ASL Latina ed è di dimensioni tali da poter ospitare adeguatamente una Casa della salute essendo necessari solamente alcuni interventi di manutenzione che peraltro avrebbero dovuto essere fatti anche nel rispetto degli obiettivi assegnati alla direzione generale della ASL per l’anno 2018. 
La Casa della salute potrà essere anche lo strumento per l’attuazione a livello locale del Piano Sociale regionale in discussione in questi giorni presso il Consiglio regionale, con particolare riguardo alla integrazione socio sanitaria e la effettiva realizzazione del Punto Unico di Accesso. 
Ciò posto, il Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia allo scopo di fornire un contributo alla realizzazione della Casa della salute di Sabaudia, tenute presenti le più recenti indicazioni della Regione (DCA U00228/2017 e U00257/2017), ha ritenuto di proporre alcuni elementi attinenti alla sua organizzazione: 
Moduli di base: 
- Area Ambulatoriale (MMG; specialistica; attività infermieristiche, sorveglianza temporanea); 
- Presidio di diagnostica strumentale per immagini e punto prelievi; 
- Area dell’accoglienza (CUP, PUA, volontariato e mutualità). 
Moduli aggiuntivi: 
- Punto di Primo Intervento (v. DCA 14 settembre 2017, n. U00412, punto 9.3) con personale medico munito di apposito attestato di idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza sanitaria territoriale, di adeguata dotazione infermieristica, informatica e tecnologica con orario di apertura H24; 
- Vaccinazioni; 
- Screening (v. DCA U0008/2011, 3.8°); 
- Consultorio; 
- Centro di assistenza domiciliare (v. DCA U0008/2011, 7.0); 
- TSRMEE; 
- Centro di Salute Mentale. 
Pertanto il Comitato con la già citata nota del 15 gennaio scorso chiedeva: 
1. che la città di Sabaudia venga formalmente prevista come sede della Casa della salute del Distretto2 ed inserita a pieno titolo nel piano strategico aziendale con i moduli sopra indicati; 
2. che la sua apertura avvenga nel più breve tempo possibile compatibilmente con le risorse disponibili in relazione ai vincoli discendenti da norme statali e regionali; 
3. che in attesa della realizzazione della Casa della salute sia assicurato il mantenimento dell’apertura del Punto di primo intervento H24 con la presenza di personale medico ed infermieristico. 
Ieri, 29 luglio 2019 il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità la proposta del Comitato facendo fare così un importantissimo passo avanti alla procedura.
Desidero ringraziare il Sindaco Gervasi e l'assesore Zaottini (che pur non essendo presente alla seduta, avendo rassegnato di recente le dimissioni per motivi personali, in tutti questi mesi ha svolto un lavoro molto importante) e tutti membri della maggioranza e della minoranza grazie ai quali è stata approvata la deliberazione.
Naturalmente un ringraziamento particolare va anche ai  membri del Comitato che dopo aver raccolto le firme mi sono stati vicini in questi mesi aiutandomi e sostenendomi per condurre questa vera e propria battaglia e ai cittadini tutti che ci hanno sostenuto.  

venerdì 26 luglio 2019

LA DAZIONE DI SOMME O ALTRE UTILITA' A MEDICI PER AGEVOLARE LA PRESCRIZIONE DI INTEGRATORI FARMACEUTICI NON CONFIGURA IL REATO DI COMPARAGGIO EX ART. 170 R.D. 1265/1934

La Corte di Cassazione con SENTENZA 51946/2018 ha preso in esame un ricorso relativo ad un presunto reato di comparaggio.
Al riguardo la difesa sosteneva che nella fattispecie non era configurabile il reato di comparaggio perché nella specie le prescrizioni non avevano ad oggetto "specialità medicinali o altro prodotto ad uso farmaceutico" ma semplici integratori alimentari. 
La Corte ha così argomentato: "L'art. 170 R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 punisce "Il medico o il veterinario che ricevano, per sé o per altri, denaro o altra utilità ovvero ne accettino la promessa, allo scopo di agevolare, con prescrizioni mediche o in qualsiasi altro modo, la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico" L'art. 172 dello stesso Regio decreto stabilisce che "Le pene stabilite negli artt. 170 e 171, primo e secondo comma, si applicano anche a carico di chiunque dà o promette al sanitario o al farmacista denaro o altra utilità". Nel quadro dell'attività di informazione e presentazione dei medicinali svolta presso medici o farmacisti è vietato dunque all'informatore di concedere, offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura, se non di valore trascurabile, nonché al medico e al farmacista di sollecitare o accettare alcun incentivo di questo tipo: la violazione di questo divieto integra la contravvenzione del D.Lgs. 24 aprile 2006, n. 219, art. 123. Per contro, la promessa o la dazione di denaro o altra utilità al sanitario o al farmacista, eseguite pure nel medesimo contesto informativo, e però "allo scopo di agevolare la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso Z a farmaceutico", integrano la diversa e autonoma fattispecie contravvenzionale di "comparaggio" di cui al R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, artt. 170-172, modif. 10 Corte di Cassazione - copia non ufficiale dal DIgs. n. 541 del 1992, art. 16, reato anch'esso plurioffensivo, ma connotato altresì dalla previsione dell'indicato dolo specifico. La norma fa riferimento, quanto al dolo, alla diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto ad uso farmaceutico. 
Nella letteratura per farmaco si intende qualsiasi sostanza, inorganica od organica, naturale o sintetica, capace di produrre in un organismo vivente modificazioni funzionali, utili o dannose, mediante un'azione chimica, fisicochimica o fisica. Quando l'impiego di un farmaco è volto a ricondurre alla norma una funzione patologicamente alterata o a favorire i processi riparativi di una lesione si può anche usare il termine medicamento. La produzione e il commercio dei farmaci sono, nell'interesse pubblico, soggetti a particolari limitazioni . Si definisce, genericamente, medicinale, ogni sostanza o composizione presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane o animali, nonché ogni sostanza e composizione da somministrare all'Uomo o all'animale allo scopo di stabilire una diagnosi medica o di ripristinare, correggere o modificare funzioni organiche. Per specialità medicinale si intende invece una forma farmaceutica preconfezionata, prodotta industrialmente ed autorizzata sulla base di una documentazione contenente i risultati sperimentali chimici, biologici, farmaceutici, farmaco-tossicologici e clinici relativi al farmaco che viene immesso in commercio con una denominazione speciale. Non rientrano nella nozione di specialità i medicinali preparati nella farmacia ospedaliera destinati all'impiego nell'ospedale e quelli preparati in farmacia in base a prescrizioni mediche o alle indicazioni della farmacopea ufficiale; non sono specialità medicinali i preparati galenici magistrali, ossia farmaci preparati direttamente dal farmacista in base a prescrizioni mediche o alle indicazioni riportate nella farmacopea ufficiale. Diversamente, si definiscono integratori alimentari quei prodotti alimentari specifici, assunti nella regolare alimentazione, volti a favorire l'assunzione di determinati principi nutritivi. In Europa, la normativa di riferimento è la Direttiva 2002/46/CE, attuata in Italia con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169. In questa normativa, gli integratori alimentari sono definiti precisamente come: "prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocom posti che pluricom posti, in forme predosate". 
Per le loro proprietà nutrizionali, vanno assunti entro limiti di sicurezza (upper safe leve!: UL), tenendo conto delle RDA (recommended dietary allowances). 
È consolidata l'affermazione secondo cui gli integratori alimentari sono prodotti alimentari e come tali: 
a) non possono vantare proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione e cura di malattie (etichettatura, presentazione e pubblicità); 
b) sono soggetti alle norme in materia di sicurezza alimentare. Al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la corretta informazione ai consumatori, l'immissione in commercio di un integratore alimentare deve essere preceduta dalla comunicazione (notifica) al Ministero della Salute, che ne valuta la conformità alla normativa in vigore. 
Gli integratori alimentari che superano tale procedura di verifica sono inclusi in un Registro con uno specifico codice che può essere riportato in etichetta. Dunque, un integratore non è un farmaco, non una specialità medicinale e non può essere considerato un prodotto ad uso farmaceutico; ne deriva che il ricorrente non corrispose denaro e/o altra utilità allo scopo di agevolare la diffusione di specialità medicinali o di ogni altro prodotto a uso farmaceutico.
Questo però non significa che non possa essere individuata la fattispecie di altro reato.

giovedì 25 luglio 2019

I PIU' IMPORTANTI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL CIPE IL 24 LUGLIO

Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE)nella seduta del 24 luglio 2019 presieduta dal Presidente Conte ha adottato una serie di deliberazioni in materia di infrastrutture, ambiente, politiche di coesione. 
In particolare il CIPE ha approvato l’aggiornamento del Contratto di programma 2016-2020 fra MIT e ANAS relativo al 2018-2019, che include tra l’altro un piano per la manutenzione straordinaria dei ponti, viadotti e gallerie e un piano per Cortina (Mondiali del 2021 e Olimpiadi del 2026. Il Contratto prevede ora complessivamente 36 miliardi di investimenti (inclusi i 2,9 miliardi della legge 145/2018 e i 3,2 miliardi di produzione residua di interventi in fase di attivazione e in corso di esecuzione), di cui 31,2 miliardi finanziati e 4,7 miliardi da finanziare. L’aggiornamento prevede risorse aggiuntive da allocare per circa 12,5 miliardi di euro.
Il CIPE ha inoltre espresso parere favorevole sull’aggiornamento del Contratto di Programma - parte investimenti - di RFI 2017-2021 sia per l’anno 2018 che per l’anno 2019. L’aggiornamento prevede la contrattualizzazione di circa 15,4 miliardi di euro (al netto di 503 milioni di definanziamenti), di cui di 7,3 miliardi di euro di investimenti da fondi di legge di bilancio 2019 e 5,9 miliardi da legge di bilancio 2018, oltre a 2,2 miliardi di FSC 2014-2020.
Il CIPE, a seguito dell’attività della Cabina di regia Strategia Italia, ha inoltre approvato un piano del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che comprende 263 interventi immediatamente cantierabili entro il 2019 per fronteggiare il dissesto idrogeologico per un importo di oltre 315 milioni di euro. Il piano si inserisce nel contesto dell’Azione 1 del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico “ProteggItalia” adottato con DPCM 20 febbraio 2019.
Politiche di coesione
Il Comitato ha ripartito circa 4 miliardi di euro relativi al Programma pluriennale di interventi in materia di ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario; ha ripartito i contributi previsti per l’anno 2017 a favore dei siti che ospitano centrali nucleari e impianti del ciclo del combustibile nucleare; ha approvato aggiornamento degli indirizzi per l’utilizzo delle risorse residue assegnate per l’Edilizia residenziale pubblica; ha approvato misure in materia di ricostruzione post sisma in Abruzzo.

LA PROPOSTA DEL COMITATO PER LA DIFESA DEL PPI DI SABAUDIA AL PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE


Un nuovo passo avanti in difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia e per la realizzazione della casa della Salute, di cui il PPI sarà uno dei moduli aggiuntivi: lunedì 29 (in prima convocazione) e martedì 30 (in seconda) è convocato il consiglio comunale con al punto 10 dell'Ordine del giorno la proposta di deliberazione che trae origine dalla proposta del 15 gennaio scorso del Comitato in difesa del PPI di Sabaudia.
Una grande soddisfazione che vede il Comune scendere in campo al nostro fianco (come già fatto l'anno passato) in difesa della salute dei cittadini e di quanti si trovano  per lavoro, per studio, per turismo o altro sul nostro territorio.
La argomentazioni che il Comitato ha elaborato sono state portate a tutti i livelli (Parlamento, Ministero, Regione e ASL) e sono basate su una serie di decreti che la stessa regione ha approvato per definire l'organizzazione delle case della salute e dell'emergenza sanitaria territoriale che vede nei PPI la struttura di prossimità più importante.  
Ecco l'Ordine del Giorno:
1 – Convalida, ai sensi degli art. 64, co. 2, del D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, alla carica di consigliere comunale del sig. DANESIN Luca;
2 – Risposta interrogazione sulle aree di sosta temporanee presentata da Forza Italia;
3 – Risposta interrogazione sul parcheggio di fronte Hotel “Le Dune” presentata da Forza Italia;
4 – Relazione semestrale della Commissione di Vigilanza: discussione;
5 – Nomina nuovo Collegio Revisori contabili triennio 2019/2021;
6 – Ricongnizione sullo stato di attuazione dei programmi (art. 147-ter, co. 2 D. gs. 267/2000 e art. 43 Regolamento Contabilità);
7 – Documento Unico di Programmazione (DUP) – Periodo 2020-2022 (art. 170, co.1 del D. Lgs. n. 267/2000): presentazione al Consiglio ed approvazione;
8 – Regolamento sui controlli interni: integrazione;
9 – Regolamento per la disciplina dell’attività di ripresa e registrazione audio-video delle sedute di consiglio comunale e delle commissioni consiliari: discussione ed approvazione;
10 – Richiesta alla Regione Lazio e all’AUSL Latina per la realizzazione a Sabaudia di una Casa della Salute, con annesso un Punto di Primo Intervento come modulo aggiuntivo;
11 – Distretto socio-sanitario Latina 2 – gestione associata dei Servizi Sociali: approvazione schema di convenzione ex art. 30 D. Lgs. n. 267/2000;
12 – Presa d’atto del protocollo d’intesa del sistema integrato di servizi culturali delle Isole e del Mare del Lazio;
13 – Regolamento comunale per gli interventi di manomissione del suolo pubblico: discussione ed approvazione;
14 – Adozione variante normativa al P.R.G., con riduzione dell’indice di fabbricabilità fondiaria, per alcune aree della Zona Residenziale “1b” incluse nel perimetro di immediata atuazione del Centro Urbano. Presa d’atto decadenza norme di salvaguardia D.C.C. n. 3 del 09.04.2014.

mercoledì 24 luglio 2019

LA GOLETTA VERDE DEI LAGHI DI LEGAMBIENTE CONFERMA L'INQUINAMENTO DL LAGO DI PAOLA DA PARTE DEI CANALI


Sono oramai anni che seguito a segnalare la gravità della situazione del lago di Paola causato da alcuni immissari ancora presenti che, specialmente nel periodo estivo riversano inquinanti di origine fecale nel lago.
Il 21 giugno 2016, nell'ambito di un convegno tenutosi presso la sala di Palazzo Mazzoni a Sabaudia presentati una serie di slides con le immagini di questi riversamenti denunciando anche la presenza di pesticidi nelle acque.
Il fatto è ora confermato da Legambiente che con la goletta verde è andata a fare i prelievi proprio dove questi canali si immettono nelle acque lacustri.
E' semplicemente assurdo che all'interno di un Parco nazionale ci siano situazioni del genere che hanno fatto meritare a Sabaudia il bollino rosso dell'ISPRA per le acque superficiali e sotterranee.
Sarebbe ora che tutti gli enti preposti unissero le loro forze per eliminare tutte le fonti di inquinamento del lago che, essendo un lago costiero in diretto collegamento con il mare è a sua volta fonte di inquinamento delle acque marine tanto che solo pochi anni fa l'allora commissario prefettizio del Comune ha dovuto sospendere la raccolta delle telline perché l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana vi aveva trovato l'Escherichia coli. 


martedì 23 luglio 2019

PERTINI FU PRESAGO SULLA RIFORMA SANITARIA

Il presidente Pertini dopo aver firmato la promulgazione della legge di riforma sanitaria il 23 dicembre 1978 inviò una lettera all'allora presidente del Consiglio dei ministri Andreotti con la quale, dopo aver apprezzato l'importante traguardo raggiunto, richiamava l'attenzione del Governo sulle impegnative conseguenze finanziarie implicate dalla riforma e sulla necessità di inserire una nota di variazione al bilancio per determinare l'ammontare del FSN per l'anno 1979 in modo da rendere immediatamente operativa la legge e dare i servizi ai cittadini.
A distanza di oltre quaranta anni siamo quasi alla fine del mese di luglio 2019 e ancora non ci sono il Piano sanitario nazionale né l'intesa Stato regioni per il Patto della salute 2019-2021.
I finanziamenti per il FSN sono andati decrescendo sempre più in questi anni mentre crescono i fondi assicurativi e la spesa out of pocket dei cittadini che sono costretti a pagare di tasca propria a causa dei ritardi delle liste di attesa e di altre inefficienze causate proprio delle carenze di finanziamenti o da leggi che hanno distorto la spesa come il blocco delle assunzioni che ha spostato i costi da quelli per il personale a quelli per l'acquisto di servizi...che poi alla fine costano di più a causa dell'IVA. Una strisciante privatizzazione del SSN.
Mi auguro che quanto prima Parlamento, Governo e Regioni trovino un accordo per finanziare adeguatamente il FSN olde coprire i costi dei LEA ed eliminino i vincoli sbagliati sulla gestione del personale vietando la terziarizzazione dei servizi.