mercoledì 11 settembre 2019

L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA' PUNTA I RIFLETTORI SULL'AUMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE NELLA SALUTE DELLE PERSONE...MA ANCHE IN ITALIA ESISTE QUESTO PROBLEMA

L'OMS in un suo nuovo rapporto "Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report" affronta il problema delle disuguaglianze  
L'adozione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile hanno fornito un quadro all'interno del quale rafforzare le azioni per migliorare la salute e il benessere di tutti e garantire nessuno è lasciato indietro. 
Nonostante i miglioramenti complessivi in ​​materia di salute e benessere nella regione europea dell'OMS, le disuguaglianze all'interno dei paesi persistono. 
Questo rapporto identifica cinque condizioni essenziali necessarie per creare e sostenere una vita sana per tutti: servizi sanitari di buona qualità e accessibili; sicurezza del reddito e protezione sociale; decente condizioni di vita; capitale sociale e umano e condizioni di lavoro e di lavoro dignitose. 
Le azioni politiche lo sono necessario per affrontare tutte e cinque le condizioni. Il rapporto sullo stato delle equità sanitarie considera anche i fattori trainanti dell'equità sanitaria, vale a dire i fattori fondamentali per la creazione di società più eque: coerenza politica, responsabilità, sociale partecipazione e responsabilizzazione. Il rapporto fornisce prove degli indicatori che determinano le disuguaglianze sanitarie ciascuno dei 53 Stati membri della regione, nonché le soluzioni per ridurre tali disparità.
Purtroppo dobbiamo registrare che anche in Italia, nonostante la nostra Costituzione preveda che la Repubblica avrebbe dovuto eliminarle, assistiamo a grandi e crescenti divari tra nord e sud.

martedì 10 settembre 2019

LA CONFERENZA LOCALE SOCIALE E SANITARIA DELLA ASL LATINA TENUTASI IL 9 SETTEMBRE SULLA PREVISTA TRASFORMAZIONE DEI PPI


Si è tenuta la  mattina del 9 settembre, presso l’aula consiliare del Comune di Latina, la conferenza locale sociale e sanitaria dei sindaci presieduta dal primo cittadino del capoluogo, Damiano Coletta.
Un incontro in cui si è ribadita la contrarietà alla chiusura dei punti di primo intervento.
Il direttore generale dell’Asl Giorgio Casati ha affermato che saranno rimodulati i PPI, mantenendo inalterate le loro funzioni anche se saranno trasferiti dall'area dell'emergenza al dipartimento funzionale delle attività distrettuali. 
Nei prossimi giorni Casati ha assicurato che invierà ai sindaci una prima delibera di indirizzo e programmazione anche ci vorrà del tempo per fare  l'atto definitivo.
Seguirà l’attuazione di un protocollo per le Case della Salute.
Alcuni Sindaci sono rimasti soddisfatti ma altri hanno sollevato alcune perplessità anche perché dopo le assicurazioni dell'assessore regionale ci si aspettava già una bozza di provvedimento o comunque notizie più esaurienti.
Sembrerebbe che alcuni Sindaci abbiano già affidato l'incarico ai loro legali per notificare il ricorso alla regione.

domenica 8 settembre 2019

Elevato consumo di Fitosanitari in provincia di Latina


Un'agricoltura troppo dipendente dalla chimica. In provincia di Latina secondo l'ISTAT il consumo di fitofarmaci e di fertilizzanti è notevole con costi rilevanti e possibili rischi per la salute in primo luogo dei lavoratori che li utilizzano (spesso senza utilizzare i dispositivi di protezione individuale) e per le loro famiglie e poi per i consumatori.

sabato 7 settembre 2019

PIU' RISORSE AL FONDO SANITARIO NAZIONALE PER ELIMINARE LE DISUGUAGLIANZE ED AVERE UNA SANITA' PIU' EQUA

Appena insediato il nuovo Ministro della salute sembra che avrebbe affermato «Io non dico solo basta ai tagli alla sanità. Io chiedo già dalla prossima manovra finanziaria più risorse per la sanità».
Speriamo che dalle parole si passi ai fatti in quanto la situazione in Italia è sempre peggiore in quanto il definanziamento del Fondo Sanitario Nazionale e il conseguente aumento della spesa privata cominciano ad incidere duramente sui cittadini che non possono più sostenere questo peso.
La spesa privata a sua volta è composta in massima parte dall'out of pocket (30,5 miliardi di lire) ma i fondi assicurativi crescono rapidamente.
Sempre più in molti (secondo il CREA Sanità di Tor Vergata sarebbero 1,1 milione) rinunciano alle cure con conseguenze immaginabili.
Lo Stato può fare molto ma molto devono fare le regioni per dare una sanità più equa ai cittadini eliminando le disuguaglianze interne.



PUNTI DI PRIMO INTERVENTO DEL LAZIO MERIDIONALE, UN INTERESSANTE DIBATTITO NELLA VILLA COMUNALE

Ieri sera a Formia, nella splendida villa comunale, nell'ambito della "Festa senza frontiere"  sono stato invitato a partecipare ad un interessante incontro sulla sanità locale con particolare riguardo al tema del momento rappresentato dalla minacciata "trasformazione" dei Punti di Primo Intervento che sono il presidio di prossimità del Sistema di emergenza sanitaria territoriale.
All'interessante dibattito organizzato da Francesco Carta (che ringrazio ancora per l'invito) e condotto con la consueta maestria dal giornalista Saverio Forte hanno partecipato oltre a me: il presidente della Commissione sanità del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Simeone, i Sindaci di Gaeta Cosmo Mitrano, di Formia Paola Villa e di Itri Antonio Fargiorgio mentre per Minturno è intervenuto il consigliere delegato Franco Esposito.
Il dibattito è stato molto interessante e ad un buon livello e ho potuto prendere atto con  piacere che sia il presidente della commissione sanità della Regione che tutti i Sindaci, anche quelli che non ospitano un PPI, sono molto motivati a difendere queste strutture così importanti per la salute e la stessa vita umana.
Se ne riparlerà lunedì a Latina quando ci sarà la Conferenza locale sociale e sanitaria presieduta dal Sindaco di Latina Coletta con la partecipazione del direttore generale della ASL Casati e del direttore sanitario.  

venerdì 6 settembre 2019

SOLLECITATA LA PARTECIPAZIONE DEL COMITATO IN DIFESA DEL PPI DI SABAUDIA AL PROCEDIMENTO DI "TRASFORMAZIONE" DISPOSTA DALLA REGIONE LAZIO CON DCA 30372019

Esterno del PPI di Sabaudia privo di manutenzione
In merito alla vertenza aperta da molti Comitati civici nei confronti della ASL latina e della regione Lazio a seguito del processo di quella che viene definita elegantemente la trasformazione dei Punti di Primo Intervento, dopo la raccolta di firme effettuata l'anno passato e la proposta formulata in data 15 gennaio 2019 per realizzare, in tutti i Comuni che oggi sono sede di un PPI,  una casa della salute con un modulo aggiuntivo di PPI, sin dal 12 giugno scorso era stato richiesta alla direzione dell'Azienda USL Latina di partecipare al procedimento della suddetta trasformazione.
Purtroppo non c'è stata risposta.
In data 5 in occasione dell'incontro della regione con i Sindaci dei Comuni interessati non sono stati invitati a partecipare.  
Pertanto in data odierna mi sono visto costretto ad inviare un sollecito al Direttore sanitario e a quello amministrativo dell'Azienda USL Latina e per conoscenza al nuovo Ministro della salute, all'Assessore D'amato e al Sindaco Coletta nella sua qualità di presidente della Conferenza locale sociale e sanitaria facendo presente quanto segue:
"L’art. 1 della legge 833/78 stabilisce che: «L’attuazione del Servizio Sanitario Nazionale compete allo Stato, alle regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini». 
Il successivo art. 11 prevede che «Le regioni svolgono la loro attività secondo il metodo della programmazione pluriennale e della più ampia partecipazione democratica». 
Infine l’art. 13 impegna ad assicurare a livello locale la partecipazione dei cittadini a tutte le fasi della programmazione dell’attività sanitaria e quella degli utenti direttamente interessati all’attuazione dei servizi. 
L’art. 9 della legge 241/1990 stabilisce che i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento. 
Questo Comitato ritenendo che dalla c.d. “trasformazione/rimodulazione” del Punto di Primo Intervento di Sabaudia avviata da codesta Azienza ex DM 70/2015 possa derivare un pregiudizio per i cittadini di Sabaudia, dopo aver raccolto nel corso della prima quindicina del mese di agosto 2018 n.8.767 firme, consegnate al protocollo di codesta Azienda il 21 agosto successivo, si è costituito formalmente per potersi confrontare con tutte le pubbliche amministrazioni interessate al fine di contribuire ad una applicazione della normativa vigente che consenta di garantire l’attuale livello del servizio dell’Emergenza Sanitaria Territoriale e nello stesso tempo di potenziare l’ assistenza sanitaria territoriale. 
A tale scopo questo Comitato chiede formalmente di essere ammesso ad intervenire nel procedimento di “trasformazione/rimodulazione” del PPI di Sabaudia ai sensi dell’art. 9 della citata legge 241/1990. 
Il nostro Comitato è portatore degli interessi diffusi di tutti i cittadini di Sabaudia, dei residenti, delle persone che qui giornalmente vengono a lavorare nell’agricoltura, nell’industria, nel commercio, ecc. nonché di tutti quei turisti che l’estate scorsa hanno firmato l’atto di diffida a codesta ASL (seguito ad alcune note rimaste senza risposta), preoccupati per la prevista “trasformazione” di quello che per molti è l’unico presidio in grado di dare risposte alle emergenze/urgenze di tipo sanitario in questa città. 
La partecipazione del Comitato nel procedimento vuole avere un duplice scopo: difensivo e collaborativo: 
-Sotto il primo aspetto, il Comitato ha la facoltà di rappresentare nell’ambito del procedimento gli stessi interessi che potrebbe addurre in un eventuale processo amministrativo. In questo modo, si anticipa in sede procedimentale il contraddittorio che altrimenti avverrebbe solo in sede processuale, con ovvie conseguenze nei termini di deflazione del contenzioso. 
-Per ciò che attiene al secondo aspetto, le informazioni apportate nel procedimento dai Comitati possono rivelarsi utili per l’istruttoria amministrativa, agevolandone certamente la completezza. 
Complessivamente intesa, dunque, la partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo ha la funzione di far emergere gli interessi, soprattutto quelli spiccatamente privati, sottesi all’azione amministrativa, in modo da orientare le scelte di codesta Azienda attraverso una ponderata valutazione di tutti interessi (pubblici e privati) in gioco per il raggiungimento della miglior soddisfazione possibile dell’interesse pubblico e della deflazione del contenzioso amministrativo. 
In questo senso, la giurisprudenza ha rilevato che la partecipazione procedimentale è finalizzata alla effettiva e concreta realizzazione dei principi di buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa, predicati dall’articolo 97 della Costituzione e quindi, in ultima analisi, alla corretta (e giusta) formazione della volontà di provvedere da parte della pubblica Amministrazione".

giovedì 5 settembre 2019

COMITATI VS. REGIONE LAZIO - MANIFESTAZIONE DEL 5 SETTEMBRE 2019


Come preannunciato quest'oggi mi sono recato insieme ad alcuni componenti del Comitato in difesa del Punto di primo intervento di Sabaudia a Roma per partecipare alla manifestazione sotto la regione in concomitanza con l'incontro tra i sette Sindaci dei Comuni della provincia di Latina sede di PPI (Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno) e l’assessore alla Sanità e all’integrazione sociosanitaria Alessio D’Amato.
Da quanto si è appreso successivamente all'incontro erano presenti anche i consiglieri regionali Loreto Marcelli (Vicepresidente della Commissione VII, M5S), Enrico Forte e Salvatore La Penna nonché il Direttore generale della ASL Latina Casati e quello dell’ARES 118 Corradi.
Durante l'incontro i Comitati hanno atteso in strada sotto la regione, controllati dalla Polizia di Stato e dalla Polizia locale. 
Il tempo è stato ingannato da una serie di interventi fatti dai vari membri dei Comitati di Antonella Milanini, Franco Brugnola, Massimo Silvi, Pina Necci, Francesca Perri ed altri.   
Al termine dell'incontro con l'Assessore hanno cominciato a raggiungere i manifestanti i Sindaci i quali hanno riferito che l’assessore avrebbe rassicurato sulla conservazione sostanziale dei servizi dei 7 Punti di Primo Intervento pontini.
La riconversione dei PPI in Punti di erogazione di Assistenza Primaria (PAP) stabilita dal DCA n.U00303/2019, scaturirebbe dal famoso DM 70/2015 e, sempre secondo quanto riferito, avrebbe lo scopo di evitare una sanzione di 300 milioni di euro alla regione.
Di fatto, sempre in base a quanto avrebbe affermato D’Amato e riferito dai Sindaci si tratterebbe di una riorganizzazione più di forma che di sostanza dal momento che almeno i PPI della nostra Provincia rimarrebbero operativi H24, con le stesse funzioni, lo stesso personale medico e infermieristico e le stesse apparecchiature..
Entro l’11 settembre, il Direttore generale dell’ASL di Latina Casati dovrà adottare un provvedimento di rimodulazione dei PPI che conterrà i principi precedentemente enunciati, accanto ai Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali che dovranno essere attivati all’interno delle Case della Salute di Sezze e Priverno e poi di Aprilia e Gaeta di prossima apertura. 
Anche Minturno e Sabaudia dovrebbero ottenere la Casa della Salute, anzi per Sabaudia sarebbero già pronti 450.000 euro. 
Il direttore Casati illustrerà il suo provvedimento nella prossima Conferenza dei Sindaci che è stata convocata dal sindaco di Latina per il giorno 9 alle 10:30 presso quel Comune.
Il direttore dell'Ares 118 a sua volta dovrà predisporre un atto per il potenziamento delle postazioni avanzate del 118 e della dotazione dei mezzi di soccorso nelle aree interessate. 
Infine il direttore dell'ARES 118 dovrà disporre appositi sopralluoghi per la realizzazione di elisuperfici nelle aree interessate onde consentire di assicurare H24 il servizio dell’eliambulanza.
Entro l'11 settembre dovranno essere pubblicati questi atti al fine di consentire ai Sindaci di poter valutare l'opportunità o meno di notificare il ricorso alla controparte e di depositare poi lo stesso al TAR.

IL PROGRAMMA DEL PARTITO DI SPERANZA PER LA SANITA'

Anche se il giuramento arriverà solo oggi per scoprire come la pensa il nuovo ministro ecco il programma con cui il suo Partito si è presentato alle elezioni:
1 Un Piano di rafforzamento strutturale del personale dipendente, con l’assunzione del personale necessario per garantire effettivamente in tutto il Paese i Lea, in particolare i servizi territoriali, riducendo contestualmente il ricorso a lavoro precario, collaborazioni esterne ed esternalizzazioni. Il rafforzamento del personale non potrà prescindere da un intervento su formazione e aggiornamento professionale, per garantire soprattutto alle nuove generazioni una preparazione adeguata alle esigenze di una sanità rinnovata. 
2. Un Piano pluriennale di investimenti pubblici, con almeno 5 miliardi di euro nei primi 5 anni, per l’ammodernamento strutturale e tecnologico della sanità pubblica, per la messa in sicurezza delle strutture non obsolete e il superamento di quelle obsolete, evitando complessi e costosi progetti di finanza privata. Il Piano dovrà essere realizzato sulla base di linee guida in grado di assicurare che tutti gli aspetti rilevanti ai fini della progettazione e della completa realizzazione degli interventi siano considerati, adottando un processo di valutazione e criteri decisionali trasparenti e verificabili. 
3. Il superamento dell’attuale sistema dei ticket, già previsto dal Patto per la Salute del 2014 ma mai attuato, per evitare che il sistema costituisca una barriera all’accesso alle cure, compresa l’abolizione del superticket con corrispondente aumento del finanziamento del SSN. 
4. Un Piano di azione per la salute mentale, per la riqualificazione dei luoghi e degli ambienti in cui sono accolte le persone e in cui operano i professionisti (compresi quelli degli istituti penitenziari), l’aggiornamento professionale - inclusa la formazione sul campo – e il potenziamento del personale dei Dipartimenti di salute mentale. 
5. Una nuova politica del farmaco, attraverso la promozione dell’uso dei farmaci generici (l’OECD ci posiziona nel 2015 al penultimo posto su 27 paesi: 19% in volume, contro una media del 52%), la definizione di una strategia per i farmaci veramente innovativi che ne permetta l’accessibilità a costi ragionevoli per le finanze pubbliche, la revisione delle modalità di funzionamento dell’Agenzia Italiana del Farmaco e dei meccanismi di governo della spesa, il potenziamento della ricerca indipendente e la previsione di una adeguata azienda pubblica per la produzione e commercializzazione dei farmaci. 
6. Una politica nazionale per la non autosufficienza, anche a partire da alcune esperienze regionali, individuando soluzioni che rendano possibile la ripartizione degli oneri su una vasta platea di contribuenti e risposte assistenziali a favore delle persone in condizioni di maggior bisogno, prevedendo una reale integrazione con le politiche sociali, per la presa in carico delle persone preferibilmente al loro domicilio. L’insieme delle proposte secondo LEU dovrebbe essere in grado di produrre un effetto complessivo estremamente significativo non solo sul benessere della popolazione ma anche sull’occupazione in modo diffuso in tutto il Paese.

mercoledì 4 settembre 2019

L'EFFICENTOMETRO PER RENDERE SEMPRE MIGLIORI I NOSTRI COMUNI: L'ESEMPIO DI SABAUDIA


ANCITEL mette a disposizione un nuovo servizio per i Comuni: l'efficentometrro, uno strumento per confrontare rapidamente entrate e spese con quelle di altri Comuni, per verificare la spesa pro capite dei servizi e per rendere più trasparente la gestione.
Aprite qui l' EFFICENTOMETRO
Ora i Sindaci non possono più dire di non sapere.
L'esempio mostrato è quello del Comune di Sabaudia, un comune di oltre 20.000 abitanti in provincia di Latina.
Come si vede la spesa pro capite risulterebbe superiore alla media collocando il Comune al  281° posto della classifica. 
Interessante l'opportunità offerta dal programma di confrontare anche la spesa pro capite per i rifiuti che, sempre per Sabaudia ha prodotto il seguente risultato:

LE ATTESE DEI CITTADINI DAL NUOVO GOVERNO PER LA SANITA'


Le celebrazioni dei primi 40 anni del Servizio Sanitario Nazionale sono passate da tempo ma i buoni propositi ascoltati in tale occasione purtroppo sono rimasti sulla carta. 
Il nuovo Ministro della salute assume l'incarico in uno dei momenti più difficili del SSN: definanziato rispetto al PIL, il suo sangue succhiato da migliaia di strutture private (case di cura, poliambulatori di specialistica ambulatoriale, laboratori di analisi, centri di fisiochinesiterapia, ecc.), accerchiato dai fondi assicurativi e da altre 
Occorre pertanto concentrarsi per recuperare il terreno perduto specialmente sui seguenti temi:
- Aumentare progressivamente il livello del fabbisogno nazionale standard rispetto al PIL, portandolo a quello degli altri Paesi dell’Europa occidentale, per garantire l’erogazione effettiva dei Livelli Essenziali di Assistenza;
- Destinare più risorse e potenziare tutte le attività di prevenzione, coinvolgendo i medici di base; 
-.Prevenire i rischi ambientali;
-.Prevenire in maniera più decisa gli incidenti sul lavoro; 
-.Potenziare le cure primarie e assicurarle a chilometro zero specialmente per i soggetti fragili; 
-.Rafforzare il ruolo dei Comuni dandogli più voce in capitolo sulla programmazione dei servizi e sulla valutazione dei risultati;
-. Rivedere i costi della spesa farmaceutica; 
-. Impedire il regionalismo differenziato del SSN; 
-.Garantire più equità al SSN introducendo strumenti per eliminare tutte le disuguaglianze; 
-. Assicurare più umanizzazione (empatia, rapporti con la famiglia, tempi e modi delle cure); 
-. Investire nell'aggiornamento continuo delle risorse umane; 
-. Potenziare l’integrazione dell’assistenza socio-sanitaria;
- Modificare il famigerato DM 70/2015 con cui sono stati modificati gli standard ospedalieri creando seri problemi all'assistenza sanitaria e decisa la soppressione dei Punti di Primo Intervento;  
-. Eliminare progressivamente l'esternalizzazione dei servizi sanitari ed economali riassumendone la gestione diretta; 
-. Eliminare la defiscalizzazione delle polizze assicurative e del welfare aziendale; 
-. Potenziare il ruolo partecipativo dei cittadini/utenti stabilendo sanzioni nei confronti dei Direttori generali che non attuano le forme di partecipazione; 
-. Rendicontare annualmente su qualità e risultati al fine di riavvicinare i servizi ai cittadini non solo fisicamente ma anche dal punto di vista culturale.
Solo così sarà possibile ricondurre il nostro SSN ad essere gestito nel rispetto dei valori che hanno spinto la sua nascita e che sono ancora presenti nell'art. 32 della Costituzione.
La proposta nel mese di gennaio 2019 presentata dal Ministro della salute per il nuovo Patto della salute 2019-2021 prevedeva un rafforzamento della governance del SSN impegnando le Regioni a superare le inefficienze territoriali e a favorire comportamenti improntati alla solidarietà e alla corresponsabilità nel perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, ma assicurando ai cittadini l’omogeneità sull'effettivo stato di erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza.
Purtroppo in sede di Conferenza Stato-Regioni non si è raggiunta l’intesa e la crisi politica dell’estate 2019 con il conseguente blocco dell’attività di Governo ha sospeso i provvedimenti attesi.
Nel programma dl nuovo governo la sanità non ha molto spazio: solo al punto 10 si dice che occorre tutelare i beni comuni come la sanità...
Ma ora c'è Speranza che qualcosa cambi e che si ritorni allo spirito di origine del SSN.
Oggi, dopo il giuramento il nuovo Ministro si insedierà nella storica sede del lungotevere di San Francesco a ripa (già sede dell'ONMI) per iniziare il proprio lavoro che non sarà facile. 

lunedì 2 settembre 2019

COSA DOVREBBE FARE LA GUARDIA MEDICA

Il servizio è regolato  dall'art.48 dell' ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE PER LA DISCIPLINA DEI RAPPORTI CON I MEDICI DI MEDICINA GENERALE, AI SENSI DELL’ART. 8 DEL DECRETO LEGISLATIVO 502/92 COME MODIFICATO DAI DECRETI LEGISLATIVI N. 517/93 E N. 229/99 che stabilisce quanto segue: 
"Al fine di garantire la continuità assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana, la stessa si realizza assicurando per le urgenze notturne, festive e prefestive interventi domiciliari e territoriali, dalle ore 14 del giorno prefestivo alle ore 8 del giorno successivo al festivo e dalle ore 20 alle ore 8 di tutti i giorni feriali".
Nella Regione Lazio il servizio di continuità assistenziale garantisce la continuità nell'assistenza sanitaria ai cittadini quando gli ambulatori dei medici di base sono chiusi. 
Il servizio è attivo negli orari:
notti feriali e festive dalle 20.00 alle 08.00
giorni prefestivi dalle 10.00 alle 20.00
giorni festivi dalle 08.00 alle 20.00
E' attivo anche un servizio di guardia medica turistica H24 aperta a tutti i turisti italiani e stranieri, a lavoratori stagionali e a coloro che abbiano bisogno di assistenza medica urgente non differibile.
Molte persone si rivolgono spesso direttamente al Pronto Soccorso ospedaliero o ai Punti di Primo Intervento intasandoli mentre dovrebbero rivolgersi alla guardia medica.
Nella ASL Latina il costo di questo servizio nel 2018,  secondo quanto risulta dall'allegato LA  è stato complessivamente di € 9.399.000.
Mancano i dati relativi al numero degli interventi  svolti e dei pazienti visitati a domicilio.  

giovedì 29 agosto 2019

PUBBLICATA LA DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SABAUDIA CON LA RICHIESTA DI UNA CASA DELLE SALUTE CON PPI COME MODULO AGGIUNTIVO

La deliberazione n. 31 approvata il 29 luglio scorso all'unanimità dal Consiglio comunale di Sabaudia a seguito di una proposta presentata dal Comitato in difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia contiene la richiesta alla Regione Lazio e alla AUSL Latina, nel rispetto degli impegni assunti dalla regione con il Ministero della salute e con il Dicastero dell'economia e delle finanze con il punto 9.3 del DCA U00052/2017, anche nell'ottica del Protocolo stipulato in data luglio 2019 di quanto previsto al punto 5.1 del DCA U00257/2017 e al punto 9.3 del DCA U00412/2017 di voler predisporre gli atti ed i finanziamenti per avviare la fase di realizzazione di una casa della Salute a Sabaudia per il Distretto2.
In particolare l'atto approvato propone che a regime nella casa della casa della salute siano presenti:
I seguenti moduli di base:
a) Assistenza primaria, come previsto dall'Accordo collettivo nazionale, dall'Accordo integrativo regionale e dalle successive modifiche e integrazioni;
b) Attività specialistiche ambulatoriali con particolare riferimento alle discipline di: cardiologia, pneumologia, diabetologia/endocrinologia, oculistica ed eventualmente altre discipline specialistiche in collegamento funzionale con altri presidi aziendali per la presa in carico e la continuità assistenziale;
c) Ambulatorio infermieristico;
d) Presidio di diagnostica per immagini e punto prelievi;
e) Area dell'accoglienza;
f) Sportello CUP;
g) Punto Unico di Accesso PUA);
h) Area dl volontariato:
I seguenti moduli aggiuntivi:
a) Punto di Primo Intervento;
b) Centro per i disturbi cognitivi e demenze - centro territoriale esperto;
c) Centro/Sportello antiviolenza;
d) Centro di Assistenza domiciliare;
e) Assistenza ambulatoriale complessa;
f) Attività fisica adattata; 
g) Trattamento del dolore cronico nell'ambito delle specifiche reti;
h) Telemedicina;
i) Screening;
j) Vaccinazioni;
k) Assistenza ai migranti.
Nelle more della realizzazione della Casa della salute è stato chiesto altresì alla Regione che venga garantito l'attuale livello dell'emergenza sanitaria territoriale nel presidio di Sabaudia.
L'approvazione della deliberazione 31/2019 rappresenta un importante passo avanti verso una soluzione intelligente e condivisa della vertenza dei Punti di primo Intervento e mi auguro che venga fatta propria dalla Regione come modello da utilizzare anche in altre realtà e come del resto avviene già in Emilia e Romagna e in altre regioni.