venerdì 8 novembre 2019

OCSE: HEALTH AT A GLANCE 2019

L'OCSE-OECD ha pubblicato il suo ultimo rapporto HEALTH AT A GLANCE 2019 che pone sotto la lente di ingrandimento i sistemi sanitari dei paesi dell'OCSE.
Dalla sintesi in italiano del rapporto resa disponibile sul sito web dell'OCSE si apprende che nel nostro paese la longevità non progredisce più come un tempo e che le malattie croniche e mentali colpiscono sempre di più la popolazione. 
Fumo, alcol e obesità continuano a provocare morti premature e a peggiorare la qualità della vita e persistono difficoltà di accesso alle cure sanitarie, in particolare tra le persone meno agiate. Inoltre, la qualità delle cure sanitarie sta migliorando in termini di sicurezza e di efficacia ma si dovrebbe dedicare maggiore attenzione ai risultati e alle esperienze riferite dai pazienti. 
In media nei Paesi dell'OCSE la spesa sanitaria per persona è stata pari a circa 4000 dollari USA (a parità di potere d'acquisto). Gli Stati Uniti hanno speso molto di più rispetto a tutti gli altri Paesi, con una spesa che supera i 10.000 dollari per residente. Il Messico è il Paese che ha speso meno per l’assistenza sanitaria, con circa 1150 dollari per residente. 
In Italia la spesa è stata di 3400 dollari, ma benché il nostro sistema fino ad oggi abbia assicurato risultati migliori di quelli più costosi di altri Paesi questa situazione non può  durare a lungo ed occorre che la spesa sanitaria in Italia aumenti anche per contrastare l'obsolescenza delle infrastrutture e delle apparecchiature.
In Italia l'aspettativa di vita alla nascita: è il quarto più alto nell’OCSE e gli italiani hanno il quarto tasso più basso di mortalità prevenibile.
Tuttavia le prescrizioni di antibiotici nelle cure primarie sono il 50% in più rispetto alla media OCSE, mentre la quota di medici di età compresa tra 55 o più anni è il più alto nell’OCSE, che potrebbe condurre a una forte carenza futura nella forza lavoro sanitaria.
Per l'Italia l’OCSE consiglia un passaggio verso l'assistenza sanitaria di base basata su team che integrino in modo flessibile le competenze di vari operatori sanitari: il che sarebbe in grado, secondo il rapporto, di migliorare i risultati di salute dei pazienti con condizioni croniche e multimorbidità.
Nel grafico sono sintetizzati dell'Italia rispetto alla media dell'OCSE.


giovedì 7 novembre 2019

NON VIVERE SED VALERE VITA EST (MARZIALE)

Nel corso di un recente convegno tenuto a Sermoneta e organizzato dallo SPI CGIL avevo preparato un breve intervento con alcune SLIDES che a causa della numerosità delle autorità non ho avuto modo di presentare come avrei voluto per cui chi lo desidera  trova qui un breve riassunto.
L’invecchiamento della popolazione europea è uno dei processi epocali più rilevanti e procede in modo inarrestabile, a ritmi molto elevati. Anche la regione Lazio non è da meno
Siamo di fronte al più grande cambiamento demografico mai accaduto prima d’ora nella storia. L’invecchiamento globale della popolazione comporterà richieste sociali ed economiche alle quali bisognerà fare fronte. Mantenere la popolazione attiva è dunque una necessità non un lusso . 
Secondo l'OMS-WHO l’invecchiamento attivo è «un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane».
Secondo il Global Age Watch l’invecchiamento della popolazione sta trasformando le economie e le società di tutto il mondo, ponendo nuove richieste ai sistemi sanitari. I meccanismi di finanziamento, la forza lavoro, le politiche, le strutture e le medicine e le attrezzature dei sistemi sanitari di tutto il mondo stanno lottando per adattarsi, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Milioni di anziani vengono lasciati senza accesso ai servizi sanitari e al supporto di cui hanno bisogno, a cui viene negato il diritto alla salute
L’art. 25 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea entrata in vigore il 1° dicembre 2009 stabilisce quanto segue: L'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale.
Dal punto di vista demografico, si stanno verificando i seguenti fenomeni: 
1. aumento del numero di anziani e dei centenari 
2. femminilizzazione della vecchiaia (le donne sono più longeve, anche se il gap si è ridotto) 
3. diminuzione della natalità 
4. allungamento dei tempi improduttivi (prima e dopo il periodo di attività lavorativa) 
5. estensione del periodo di morbilità (più anni d’esposizione a malattie patologiche e/o croniche)
La legge regionale 10 agosto 2016, n. 11 definisce e organizza il sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali, che all’art. 13 prevede le politiche per gli anziani che in particolare perseguono: 
a) La socializzazione e la semplificazione nell’accesso ai servizi culturali; 
b) La partecipazione degli anziani alla comunità locale in un’ottica di solidarietà tra generazioni; 
c) L’assistenza domiciliare e le dimissioni protette; 
d) I percorsi di formazione e tutoraggio alle famiglie nela gestione delle persona anziane non autosufficienti; 
e) Il sostegno economico per le persone anziane non autosufficienti e per le loro famiglie 
f) La protezione dell’housing sociale; 
g) Il contrasto all’isolamento sociale.
Il Consiglio regionale del Lazio con deliberazione in data 24 gennaio 2019, n.1 ha approvato il Piano sociale «Prendersi cura, un bene comune» che dedica una parte importante al potenziamento dei servizi per gli anziani. L’ottica generale del Piano è quella di mantenere il più possibile le persone nel loro contesto di vita con particolare riguardo all’ambito sociale e a quello affettivo. Grazie al fondo Sociale Europeo saranno potenziati i servizi dedicati alle persone anziane con particolare riguardo a quelli in semi- residenzialità, quali i centri diurni per gli anziani fragili e i centri Alzheimer con l’applicazione del Piano Nazionale della cronicità.
La Giunta regionale del Lazio il 21/05/2019 ha approvato la DGR 295 avente oggetto “Legge regionale 11/2016, Valorizzazione delle politiche per la promozione del benessere e dell’invecchiamento attivo delle persone anziane”, con cui ha destinato € 500.000 per: 
- promuovere la salute e il benessere psicofisico sia attraverso progetti di invecchiamento attivo e attraverso attività di formazione ed informazione; 
- promuovere l’attività fisica praticata dagli anziani; 
- contrastare la solitudine, l’isolamento e l’esclusione sociale che costituiscono importanti fattori di rischio per la salute; 
- individuare ed offrire soluzioni innovative e praticabili per migliorare la salute ed il benessere delle persone anziane.
Un problema ancora purtroppo molto diffuso è rappresentato dalla progressiva emarginazione degli anziani dovuta al digital divide. Gli anziani sono portatori spesso di esperienze rilevanti ma a causa della incapacità ad usare gli strumenti informatici vengono emarginati dalla vita pubblica e dalla possibilità di partecipare con contributi reali e apprezzabili. Devono essere i Comuni a provvedere assegnando ai Centri anziani dei personal computer, organizzando corsi di formazione, ma anche dando spazio sul sito web istituzionale alle notizie che li riguardano sollecitando anche la loro partecipazione come content providers. Si tratta di una idea sperimentata con successo a Formia.
I pazienti affetti dal digital divide rischiano di essere esclusi dalla più grande innovazione del nostro tempo che è rappresentata dal rendere il cittadino attore del percorso di prevenzione e cura del modello di chronic connected care. 
Ecco i passi da compiere: 
- Integrare la sanità con il sociosanitario e il sociale per offrire servizi reali e globali ai cittadini; 
- Conoscere a fondo i bisogni socio-sanitari delle persone; 
- Favorire l’integrazione delle varie figure professionali con il supporto della tecnologia; 
- Favorire la self care attraverso processi di formazione ed educazione al cittadino; 
- In-Formare gli operatori per favorire la co-progettazione con il cittadino di nuovi percorsi di cura e soluzioni digitali a supporto
- Creare una governance unica per i progetti di innovazione; 
- Sfruttare i dati oggi a disposizione per migliorare la programmazione e per finalità predittive; 
- Razionalizzare i sistemi e consolidare le infrastrutture esistenti (per esempio FSE); 
- Rivedere il sistema di finanziamento per la gestione della cronicità. Digitale di prossimità, nello studio del medico e a disposizione del cittadino.
I servizi oggi disponibili – pubblici e privati per la long term care non riescono oggi a fornire una risposta adeguata ai bisogni delle famiglie. La soluzione più diffusa nel nostro Paese è quella delle badanti che hanno raggiunto il numero di oltre un milione, a fronte di circa 290.000 anziani ospitati nelle RSA ogni anno. 
Nelle regioni del nord Italia ci sono stati più investimenti e la rete pubblica è più estesa ma comunque anche lì insufficiente. Occorre un cambio di passo soprattutto aumentando le somme destinate agli investimenti e ascoltando le famiglie e i loro bisogni.
In un periodo in cui hanno assunto grande importanza i contenimento dei costi e il monitoraggio della qualità, gli anziani possono contribuire partecipando all’attività di controllo sulla qualità e sui costi dei servizi gestiti direttamente ed esternalizzati. 
Esistono esperienze molto interessanti in varie parti d’Italia.
 - Emanazione della Carta della qualità dei servizi: - Obbligo previsto nel contratto di servizio a carico del soggetto gestore 
- Deve essere redatta e pubblicizzata conformemente ad intese con le associazioni dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate 
L’ art. 2, comma 461 della Legge 244 del 21 dicembre 2008 (legge finanziaria 2008) prevede che i Comuni al fine di tutelare i diritti dei consumatori e degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei contratti di servizio sono tenuti ad applicare le seguenti disposizioni:
- Obbligo per l’ente locale di prevedere l’ istituzione di una sessione annuale di verifica del funzionamento dei servizi tra ente locale, gestori dei servizi ed associazioni dei consumatori nella quale si dia conto dei reclami, nonché delle proposte ed osservazioni pervenute a ciascuno dei soggetti partecipanti da parte dei cittadini.  - Obbligo per l’ente locale di prevedere il finanziamento delle attività di consultazione, partecipazione e monitoraggio con un prelievo a carico dei soggetti gestori del servizio, predeterminato nel contratto di servizio per l’intera durata del contratto stesso.

mercoledì 6 novembre 2019

LA STATISTICA DEGLI ACCESSI AI PPI NEL PRIMO SEMESTRE 2019.

Grazie ai dati degli accessi ai PPI della ASL Latina nel primo semestre 2019  resi disponibili dall'Ordine dei Medici di Latina ho elaborato il grafico che mostra come, nonostante le affermazioni di qualcuno il numero dei codici gialli e rossi sia abbastanza sostenuto e tale da non giustificare in alcun modo un ridimensionamento di questi importanti presidi di prossimità che svolgono anche un ruolo di fondamentale importanza per gli anziani e i soggetti fragili.
D'altra parte per quanto riguarda i codici bianchi, come si vede sono molto pochi e spesso si tratta di persone che si rivolgono ai PPI , ma anche ai pronto soccorso ospedalieri perché non hanno trovato risposte da parte di chi avrebbe dovuto dargliele.

sabato 2 novembre 2019

IL SERVIZIO DI EMERGENZA E PRONTO INTERVENTO SOCIALE DEVE OPERARE IN STRETTO COLLEGAMENTO CON IL SERVIZIO PER L'EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE

Il Piano sociale regionale denominato "Prendersi cura, un bene comune" , approvato con deliberazione n. 1 del Consiglio Regionale il 24 gennaio 2019 stabilisce che il servizio di emergenza e pronto intervento sociale, previsto dall’articolo 30 della legge regionale 11/2016, sia finalizzato ad intervenire in maniera tempestiva e flessibile in risposta a situazioni impreviste e imprevedibili, a favore di una o più persone che, per situazioni contingenti, siano sprovviste dei mezzi necessari al soddisfacimento dei bisogni primari di vita e si trovino in situazioni di grave disagio che richiedono un aiuto immediato per salvaguardare l’integrità e la dignità personale.
L’obiettivo è quello di garantire protezione e tutela materiale, sociale e giuridica attraverso l’attivazione di interventi di pronta accoglienza, assicurando la soddisfazione immediata dei bisogni primari e vitali della persona.
Il servizio è strettamente collegato con i servizi sociali territoriali ed è svolto in collegamento con il sistema di emergenza sanitaria.
Il servizio si svolge generalmente fuori degli orari d’accesso ai consueti servizi di assistenza sociale, tranne casi particolarmente complessi (come ad esempio nel territorio di Roma capitale).
È rivolto ad adulti, uomini e donne, disabili o anziani con limitata autonomia e in condizioni di improvvisa e imprevista necessità assistenziale. Sono escluse le persone che mettono in atto comportamenti pericolosi (di competenza dei servizi di ordine pubblico) o che risultano in evidente stato di bisogno di cure e assistenza sanitarie, per le quali sono previsti altri canali di intervento. 
Lo spirito del servizio di pronto intervento sociale è di offrire una prima risposta di bassa soglia all’emergenza: non rappresenta perciò un percorso sostitutivo, né una via preferenziale della presa in carico ordinaria.
L'ipotizzata chiusura dei Punti di Primo Intervento presenti nelle aziende sanitarie locali delle province verrebbe così ad incidere non solo sugli aspetti dell'assistenza sanitaria ma anche sul diritto all'assistenza sociale degli anziani e delle persone fragili.
Meraviglia come, ancora una volta alcuni uffici della regione sottopongano alla firma del presidente atti in totale contrasto con altri approvati, come questo, ma ricordo anche la deliberazione n, 1004/1994 con cui fu approvato dal Consiglio Regionale.il "Sistema di emergenza sanitaria Lazio soccorso 118".

venerdì 1 novembre 2019

Approvata dal Senato l' Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro


L'Assemblea del Senato ha approvato ieri all'unanimità il documento, dalla sede redigente, istitutivo ai sensi dell'art. 82 della Costituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati.
Una scelta importante per fare luce su tutti i problemi e le violazioni di legge esistenti.
Il Testo approvato risulta dall'unificazione di tutti i disegni di legge presentati è però basato sul testo di quello  il cui primo firmatario è il senatore Tommaso Nannicini, in continuità con le precedenti legislature, mette l’accento sulla sicurezza ma amplia il campo ad accertamenti sul rispetto della normativa in tema di appalti, subappalti con specifico riguardo ai consorzi, al fenomeno delle cooperative di comodo, in particolare in “settori sensibili come edilizia e logistica”.
Dopo la relazione della sen. Parente (IV), che ha ricordato la scelta del testo base di maggioranza, la proficua discussione, l'approvazione di un emendamento di minoranza che estende l'indagine ai luoghi di lavoro pubblico, sono stati approvati i 7 articoli del documento. 
Nelle dichiarazioni di voto favorevoli, il sen. Errani (Misto-LeU), ricordando il nesso tra sfruttamento e incidenti, ha evidenziato la necessità di capire il cambiamento profondo intervenuto per ridefinire garanzie per il lavoro dipendente e autonomo, giungere a nuovo patto sociale, restituire senso alla contrattazione e metter mano a una nuova legge sulla rappresentanza dei lavoratori. La sen. Conzatti (IV-PSI) ha richiamato lo sfruttamento del lavoro minorile, le molestie sui luoghi di lavoro, la formazione alla sicurezza dei lavoratori, la necessità di superare un approccio burocratico. 
Il sen. La Pietra (FdI) ha riportato dati sconcertanti sull'aumento degli incidenti del lavoro in Europa; per quanto riguarda l'Italia, sono stati 1218 gli incidenti mortali nel 2019 e risultano in aumento nel 2019. L'auspicio è che la Commissione non sia strumentalizzata e si offrano soluzioni per fermare le morti bianche. Il sen. Laus (PD) ha posto l'accento sui minori stranieri più esposti all'illegalità, sulla zona grigia tra criminalità e subappalto, sulla congruità delle provvidenze in caso di incidenti, sull'idoneità dei controlli preventivi e repressivi. 
Il sen. De Vecchis (L-SP) ha ricordato che la Lega rappresenta istanze popolari e socialiste; le liberalizzazioni dei governi di centrosinistra hanno esteso il subappalto, favorito la concorrenza sleale, trasformato la sicurezza in un costo, dimezzato il salario di operai specializzati, consentito lo sfruttamento di immigrati ridotti in condizioni di schiavitù. 
La sen. Toffanin (FI), riconosciuta la necessità di indagare il lavoro nero e le cooperative illegali, ha espresso l'auspicio che la Commissione non assuma un approccio giustizialista, scelga piuttosto un taglio operativo concreto e lavori per l'affermazione di una diversa cultura del lavoro. 
Il sen. Romano (M5S) ha richiamato i diritti costituzionali in tema di dignitosa e equa retribuzione, orario di lavoro, salute e sicurezza. Ha richiamato il coordinamento della vigilanza, l'efficacia della deterrenza, il monitoraggio degli occupati illegalmente (stagionali, autonomi fittizi, minori, reclutati da agenzie), la definizione e la certificazione di nuovi standard.

giovedì 31 ottobre 2019

RIPARTITO DAL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI IL FONDO NAZIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI ANNUALITA' 2019

Con decreto del  4 settembre scorso, pubblicato sulla G.U. 255/2019 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha provveduto al Riparto tra le Regioni delle risorse loro destinate a valere sul Fondo nazionale per le politiche sociali – Annualità 2019.
Le regioni procederanno al successivo trasferimento delle risorse spettanti agli ambiti territoriali, secondo quanto previsto nella programmazione regionale, entro sessanta giorni dall’effettivo versamento delle stesse alle regioni da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 
L’erogazione agli ambiti dovrà essere comunicata al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro trenta giorni dall’effettivo trasferimento delle risorse.
L’erogazione delle risorse  è condizionata alla rendicontazione da parte delle regioni sugli utilizzi delle risorse ripartite ai sensi del decreto interministeriale 23 novembre 2017 e secondo le modalità ivi previste. 
A decorrere dal 2021, l’erogazione sarà condizionata alla rendicontazione, nella specifica sezione del Sistema informativo dell’offerta dei servizi sociali, da parte degli ambiti territoriali dell’effettivo utilizzo di almeno il 75%, su base regionale, delle risorse di cui al presente decreto, secondo le modalità indicate nell'allegato d del decreto.

POSITIVO INCONTRO DEI SINDACATI CON IL MINISTRO DELLA SALUTE SPERANZA

Ieri 31 ottobre i Segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil si sono confrontati con il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sul rilancio della sanità pubblica.
Al termine dell'incontro i rappresentanti dei Sindacati Rossana Dettori, Ignazio Ganga e Silvana Roseto, si sono dichiarati soddisfatti e hanno evidenziato come priorità il nuovo Patto per la salute che dovrà essere stipulato tra Regioni e Governo e che deve avere come obiettivo proprio il ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini.
Dettori, Ganga e Roseto hanno sostento l'importanza di garantire un finanziamento pluriennale, finalmente protetto dai tagli, per programmare in sicurezza il funzionamento del Ssn. Positivi passi sono l’abolizione del superticket previsto dalla legge di bilancio, l’incremento del fondo sanitario nazionale e le risorse aggiuntive pari a 2 mld per investimenti in edilizia e tecnologia sanitaria.
Le parti ritengono importante aver concordato il proseguimento del confronto sindacato – ministero, con apposito tavolo tecnico multidisciplinare (il prossimo incontro è stato già fissato per il 7 novembre) e politico, anche in funzione della discussione sul nuovo Patto per la Salute tra Governo e Regioni, su temi quali: la sostenibilità finanziaria del servizio sanitario per assicurare i Lea; il potenziamento dei servizi sociosanitari nel territorio; la prevenzione; la non-autosufficienza; le liste di attesa; il piano di investimenti per l’edilizia e l’ammodernamento tecnologico. 
Ci sarà inoltre un nuovo incontro con i sindacati di categoria sulle politiche per il personale, risorsa fondamentale del SSN.
Il ministro Speranza al termine dell'incontro ha sottolineato l'importanza di aver messo due miliardi in più sul fondo sanitario nazionale e due miliardi in più per edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, abolizione del superticket; delle scelte importanti nella manovra di bilancio per chiudere definitivamente la stagione dei tagli alla sanità.

mercoledì 30 ottobre 2019

UN IMPORTANTE SEMINARIO AL PARCO DEL CIRCEO SUL PROGRAMMA "MAN AND BYOSPHERE"

Si è aperto ieri nel Parco del Circeo il seminario sulla comunicazione delle riserve della biosfera del Programma Man and Biosphere Unesco, che proseguirà fino a domani. Un’iniziativa che si pone in linea con le attività portate avanti negli ultimi anni dal ministero dell’Ambiente per implementare il Programma Mab in Italia e rafforzare la rete delle riserve italiane in termini di partecipazione e gestione.
I rappresentanti del segretariato Mab di Parigi, in collaborazione con l’ufficio regionale Unesco di Venezia per la scienza e la cultura in Europa, incontrano i rappresentanti delle riserve della biosfera italiane in una due giorni di formazione sul tema della comunicazione.
Ieri è stata illustrata la Strategia globale di comunicazione del Programma Mab e sono stati forniti indicazioni e strumenti utili alle riserve per predisporre un proprio piano di comunicazione.
La giornata di oggi è stata dedicata all’impostazione del Piano nazionale di comunicazione Mab attraverso un workshop che consentirà alle riserve di fornire i propri contributi.

SICUREZZA ALIMENTARE: PUBBLICATA LA RELAZIONE DEL MINISTERO DELLA SALUTE SUL PIANO NAZIONALE INTEGRATO


Il Ministero della salute ha pubblicato la Relazione per il 2018 del PIANO NAZIONALE INTEGRATO Piano Nazionale integrato che comprende Il quadro completo dell’intensa attività svolta nel 2018 dalle amministrazioni e organi di polizia nei settori di igiene, sicurezza e qualità degli alimenti, mangimi, benessere animale, sanità animale e sanità delle piante.
Oltre ad illustrare i dati di attività di tutte le Amministrazioni che partecipano al Piano, quest'anno il PNI comprende anche una specifica sezione dedicata alle quattro filiere scelte quali obiettivi strategici del PNI 2015-2019: olio d'oliva, latte e derivati, molluschi bivalvi, miele ed altri prodotti dell’alveare. 
Pertanto nel PNI  è riportato un quadro d'insieme di tutte le informazioni disponibili sulle attività svolte lungo tali filiere.
La struttura della Relazione comprende 5 capitoli e tre indici:
Capitolo 1. Attività svolta: descrive le attività svolte dalle Autorità competenti nell'ambito delle seguenti aree di interesse:
Alimenti, Benessere animale, Importazioni e scambi, Mangimi, Sanità animale, Sanità delle piante, Sottoprodotti
Capitolo 2. Risultati: illustra i risultati ottenuti nelle attività descritte nel Capitolo 1, con particolare riferimento alle non conformità riscontrate;
Capitolo 3. Provvedimenti: raccoglie le misure adottate per garantire l'efficacia del piano ed è suddiviso in due sezioni:
Capitolo 3a. Azioni Correttive: relativo alle misure adottate nei confronti degli operatori al fine di garantirne la conformità. Si tratta, per lo più, di azioni conseguenti al riscontro di non conformità; pertanto il Capitolo 3a comprende le stesse aree di interesse dei capitoli precedenti;
Capitolo 3b. Interventi per il miglioramento del sistema dei controlli: relativo alle azioni tese a garantire l'efficace funzionamento del controllo ufficiale. In questo Capitolo, oltre alle aree di interesse già elencate, sono presenti anche argomenti trasversali, quali la Formazione e le attività istituzionali svolte dai Laboratori Nazionali di Riferimento;
Capitolo 4. Verifiche: illustra i risultati dei sistemi di verifica atti a garantire la qualità, l’imparzialità, la coerenza e l’efficacia dei controlli ufficiali. I sistemi di verifica adottati in Italia sono:
-Audit sulle autorità competenti e sugli organismi di controllo;
-Monitoraggio dei livelli di assistenza (LEA) in sanità veterinaria e sicurezza degli alimenti;
Capitolo 5. Obiettivi PNI 2015/2019 e Conclusioni: riunisce i principali elementi utili per la valutazione dell'andamento del Sistema Paese. E' distinto in tre sottocapitoli:
Capitolo 5a. Obiettivi PNI 2015/2019: fornisce un quadro d'insieme di tutte le attività ricadenti nelle quattro filiere scelte per gli obiettivi strategici del PNI 2015-2019: olio d'oliva, latte e derivati, molluschi bivalvi, miele ed altri prodotti dell’alveare;
Capitolo 5b. Analisi Critica e Conclusioni: illustra l'autovalutazione effettuata da ciascuna amministrazione relativamente alle attività descritte nei capitoli precedenti
Capitolo 5c. Integrazioni e Valutazione: comprende le sezioni "Ulteriori elementi di analisi" e "Valutazione". In particolare:
La sezione "Ulteriori elementi di analisi" raccoglie i contributi relativi a:
Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi (RASFF);
Ambiente;
Corpi di polizia: Capitanerie di Porto, C.do Carabinieri per la Tutela Agroalimentare, C.do C Tutela della Salute, Guardia di Finanza;
Flusso EFSA per le zoonosi

INSEDIATO IL TAVOLO INTER-ISTITUZIONALE SUL CAPORALATO PRESSO IL MINISTERO DEL LAVORO

Con un lungo comunicato stampa il Ministero del lavoro ha annunciato l'insediamento del tavolo inter-istituzionale sul caporalato:
"Sette delle 10 azioni prioritarie identificate nella lotta al Caporalato dal Piano triennale riguardano la prevenzione del fenomeno. È mia intenzione che dai lavori del tavolo emerga con forza una procedura che disinneschi totalmente il ruolo del caporale. Questo si può ottenere esclusivamente rendendo trasparente e scevro da condizionamenti esterni il processo di selezione dei lavoratori attraverso la messa a punto di un sistema informativo per incrociare domanda e offerta di lavoro. Se realizziamo questo sistema, attacchiamo alla radice il problema e possiamo sconfiggerlo". Lo ha annunciato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo all'apertura del tavolo sul Caporalato. 
"Oggi più che mai dobbiamo combattere lo sfruttamento lavorativo. È un nostro dovere.
Questo è un fenomeno che non riguarda soltanto i lavoratori stranieri ma anche tanti nostri connazionali, come Paola Clemente, che nel 2015 nelle campagne di Andria ha perso la vita a 50 anni per la fatica di dover lavorare 12 ore al giorno sotto al sole, e non è solo sfruttamento nelle Regioni del Sud o confinato al settore agricolo, ma è una piaga complessa e trasversale che colpisce in forme diverse tutto i Paese". Perciò, per Catalfo, "dobbiamo dare piena attuazione alle norme esistenti, soprattutto con riferimento alle misure di prevenzione. È questo l'obiettivo che si pone il Piano triennale che come Ministero del Lavoro finanziamo con 85 milioni di euro con 10 assi d'intervento, tra i quali sistema informativo, protezione e assistenza, informazione e sensibilizzazione, vigilanza e contrasto, filiera produttiva agroalimentare, intermediazione offerta e domanda di lavoro agricolo, rete del lavoro agricolo di qualità", ha spiegato il Ministro del Lavoro. 
"Finalmente lo Stato ha un piano di prevenzione e contrasto al caporalato. Un lavoro che vede coinvolte tutta la filiera per mettere fuori gioco chi sfrutta. Il caporalato è mafia, perciò dobbiamo combatterlo con armi nuove. Nel piano ci sono 10 azioni prioritarie e impegni precisi, sui quali da subito dobbiamo metterci al lavoro", ha spiegato il Ministro delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova. 
"E poi c'è un metodo nuovo: contro il caporalato, soprattutto in alcune aree di emergenza, si dovrà intervenire d'ora in poi solo con azioni coordinate su alloggi, trasporti, intermediazione legale del lavoro, controlli. Se fai un intervento solo su uno di questi aspetti, il caporale resta lì e offre i servizi mancanti. Vogliamo, invece, una più equa distribuzione del valore nella filiera agroalimentare e trovare un'alleanza col cittadino. È il consumatore che deve aiutarci a spezzare la catena dello sfruttamento, perché se un prodotto viene venduto sotto il costo di produzione, c'è qualcuno che quel costo lo paga. Sia il lavoratore in nero o l'azienda agricola o di trasformazione che non ce la fa. Sulla Rete del lavoro agricolo di qualità, infine, il piano stesso segnala l'esigenza che condivido di rendere effettiva la sua essenza di precontrollo delle aziende, orientando così i controlli sui non iscritti, e va rafforzata nell'apertura delle sezioni territoriali e nelle premialità collegate", ha concluso il Ministro delle Politiche Agricole.

IL RAPPORTO DEL CLUB AMBROSETTI 2019 SULLA PA E IL SSN

Il recente Rapporto del Club Ambrosetti presentato nel corso del Forum internazionale 2019, organizzato nello scorso mese di settembre alla Villa D’Este sul lago di Como affronta le problematiche delle amministrazioni pubbliche affermando l’indispensabilità’ della funzione amministrativa in uno Stato moderno e  opponendosi così al pensiero liberal/populista secondo il quale l’emergere di gravi inefficienze imporrebbe la marginalizzazione del sistema amministrativo. 
L'organizzazione dello Stato in apparati dotati di specifici poteri che gestiscono l'amministrazione del territorio a vari livelli è l'elemento essenziale della società moderna.
Tuttavia, nonostante la visione pessimistica di alcuni settori del commercio e dell'industria che vedono la burocrazia come un peso inutile e le lamentele di molti cittadini il Rapporto mette in luce alcune eccellenze e tra queste la sanità:
Non solo, in Europa il Sistema Sanitario Nazionale italiano è quello che offre ai cittadini, a proprio carico, la gamma di farmaci più vasta, includendo, tra questi, medicine e preparati galenici per malattie croniche anche gravi. Inoltre, la qualità e la gestione degli interventi per trapianti d’organo sono tra le migliori, così come il servizio medico pediatrico, gratuito per tutti i bambini fino a 14 anni. L’Italia è anche in cima alle classifiche mondiali ed europee rispettivamente per quanto riguarda l’efficienza del sistema sanitario, per cui è quarta dietro soltanto ad Hong Kong, Singapore e Spagna, e per l’indice dello stato di salute, che la vede prima in Europa.
Sempre secondo il Rapporto:
A livello regionale, la sanità lombarda è la più efficiente d’Italia, e si configura come un indiscusso modello di eccellenza. Nel 2017, rispetto a una media nazionale di risorse sottoscritte pari al 73,2% delle risorse disponibili, la Lombardia è una delle 10 Regioni d’Italia ad aver allocato il 100% delle risorse (mentre il Molise solo il 21,5%). La Lombardia è, inoltre, la Regione che utilizza meglio le proprie risorse economiche in campo sanitario, insieme alla Liguria. Parimenti, la Lombardia compare tra le prime tre Regioni d’Italia per mantenimento dello Stato di salute. 


martedì 29 ottobre 2019

IL PARLAMENTO SI INFORMA SULLA SEMPLIFICAZIONE DELL'ACCESSO DEI CITTADINI AI SERVIZI DEL SSN

Si terrà oggi 30 ottobre, presso il palazzo San Macuto una audizione parlamentare di rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nell'ambito dell'indagine conoscitiva in materia di semplificazione dell'accesso dei cittadini ai servizi erogati dal SSN (servizio sanitario nazionale) condotta dalla CommIssione Parlamentare per la Semplificazione. 
L'incontro avrà una valenza di approfondimento tecnico e vi parteciperanno Dirigenti delle Regioni Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e Veneto.