giovedì 22 luglio 2021

Nonostante le segnalazioni l'Azienda USL Latina si ostina a non riaprire nelle ore notturne i sette PAT/PPI della provincia (Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta, Minturno)

 In base al DPCM 12 gennaio 2017 con cui si è provveduto alla "Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 l'emergenza sanitaria territoriale è un servizio ineludibile e pertanto deve essere assicurato ai cittadini.

La regione Lazio  non garantisce in provincia di Latina questo servizio nelle ore notturne dal giorno 5 ottobre 2020 (come da ordinanza del DG Casati del 2 ottobre 2020), per cui i pazienti di molti Comuni, spesso distanti oltre i venti minuti previsti dalle Linee Guida approvate dalla conferenza Stato Regioni sin dal 1996 non ricevono cure adeguate dai medici né vengono stabilizzati prima del trasporto in ambulanza al pronto Soccorso più vicino, mettendo a rischio la vita stessa delle persone.

Nonostante tutte le lettere fatte permane il silenzio da parte della direzione generale dell'azienda e dei suoi dirigenti.

Dopo la segnalazione alla Procura della Repubblica di Latina partirà oggi anche una segnalazione alla Corte dei conti del Lazio.

Risulta che il Ministero della salute abbia già rivolto una richiesta di chiarimenti alla Regione Lazio.

sabato 26 giugno 2021

LA CHIUSURA NOTTURNA DELL'EX PPI DI SABAUDIA: SCATTA LA SEGNALAZIONE ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA


Come si ricorderà, a seguito di una lotta durata circa tre anni, questo Comitato, unitamente a quelli di Cori, Sezze, Priverno, Latina e Gaeta, a suon di ricorsi al TAR è riuscito a costringere la Regione Lazio a modificare il decreto dl Commissario ad acta per il Piano di rientro n. U00257/2017 con il quale si volevano “trasformare” i sette Punti di Primo Intervento presenti in provincia ( Cori, Sezze, Priverno, Cisterna di Latina, Gaeta e Minturno) in presidi ambulatoriali di medicina generale garantiti da medici di medicina generale e da pediatri di libera scelta. In particolare il nuovo DCA n. 469/2019 ha previsto che il servizio, sia pur diversamente qualificato, garantisse continuità con le funzioni precedentemente svolte a decorrere dal 1° gennaio 2020.
L'azienda USL Latina, con deliberazione 31 dicembre 2019, n. 1264 ha dato attuazione a quanto deciso dalla regione Lazio.
In data 2 ottobre 2020 il direttore generale dell’azienda USL Latina dott. Giorgio Casati, con una “Ordinanza”[1] ha disposto, a decorrere dal 5 ottobre, la chiusura nelle dodici ore notturne (dalle 20:00 alle 8:00) di tutti i PAT/PPI della provincia con la motivazione della necessità di recuperare risorse professionali per l’epidemia; questo nonostante il Parlamento e il Governo per fronteggiare l’emergenza COVID-19 avessero già autorizzato e finanziato tutte le assunzioni necessarie[2].
Non è stata disposta contestualmente la presenza di un’ambulanza medicalizzata.
In questo modo per 12 ore i pazienti di Sabaudia trovano chiusa l’unica struttura che fino a pochi mesi fa assicurava loro cure immediate, mentre se chiamano il 118, non essendo presente a Sabaudia un’ambulanza medicalizzata (MSA), rischiano di essere trasportati in ospedale da un’ambulanza con a bordo solo dei soccorritori, senza essere visti da nessun medico e senza ricevere alcuna cura prima di arrivare al pronto soccorso, con notevole rischio anche per la vita e con particolare riguardo proprio a quei soggetti affetti da patologie inserite tra quelle tempo dipendenti.
A questo si aggiunge la mancata integrazione del servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia medica) che dovrebbe funzionare dalle 20:00 alle 8:00, con quello dell’emergenza sanitaria territoriale.
Il tempo di percorrenza tra alcuni Comuni dell’hinterland e il Pronto Soccorso di Latina è di molto superiore ai 20 minuti previsti (ad esempio Rocca Massima dista circa 45’, ma d’inverno con il ghiaccio e la neve diventano molti di più).
Risulta che in data 20 giugno 2019 era stato indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di n. 153 posti di collaboratore professionale sanitario (cps) infermiere di categoria “D” (deliberazione 20 giugno 2019, n. 606), ma che, nonostante le carenze di personale infermieristico di ruolo lo stesso non è stato ancora espletato, dando la precedenza a quelli per collaboratore amministrativo (del. 603 del 20 giugno 2019 e per assistente amministrativo (del. 604 del 20 giugno 2019), come già ben noto alla stampa.
Al fine di sollecitare la riapertura nelle ore notturne del PAT, il successivo 3 ottobre ho inviato una nota che è stata respinta dal direttore generale pro tempore con lettera dell’8 ottobre 2020.
In data 19 aprile 2021, essendo stato nominato un nuovo direttore generale, all’Azienda USL Latina, nella persona della dott.ssa Silvia Cavalli, ho ritenuto di inviare una nuova nota per sollecitare la riapertura dei PAT/ex PPI, segnalando che, nel caso di mancata riattivazione del servizio nelle ore notturne sarei stato costretto, mio malgrado, ad adire la Magistratura competente; ma non ho ricevuto alcuna risposta.
Al riguardo, atteso che il Parlamento con l’art. 1, comma 462 della legge 30 dicembre 2020, n.178, in deroga ai limiti previsti dalla normativa vigente, ha autorizzato la stipula di contratti di lavoro a tempo determinato tramite agenzie di somministrazione, a partire dal 1° gennaio 2021 per una durata di nove mesi, di 3.000 medici e 12.000 infermieri, si ritiene che le esigenze poste a base della citata ordinanza possano ritenersi superate essendo sufficiente assumere il personale per l’emergenza causata dall’epidemia rispettando i servizi previsti per legge per assicurare l’assistenza ai pazienti affetti da altre patologie e in particolare in tutti quei casi in cui occorra procedere a raggiungere con urgenza l’ospedale assicurando durante il tragitto l’assistenza necessaria.
A tal proposito il Ministero della Salute ha formulato una specifica Raccomandazione[3].
Grazie anche alle vaccinazioni il numero dei pazienti ricoverati per COVID è diminuito considerevolmente.
Dal 14 giugno il Lazio è in zona bianca, con conseguente venuta meno delle motivazioni contenute nella citata ordinanza.
Contestualmente sono già state eliminate tutte le restrizioni relative alla mobilità con un aumento significativo delle presenze turistiche a Sabaudia, come in tutta la provincia e quindi degli accessi al punto di assistenza territoriale già PPI.
Alla data odierna il PAT/PPI è stato chiuso nelle ore notturne per 255 giorni, con rischi gravissimi per la popolazione.
Tutto ciò premesso, in qualità di promotore de Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ho inviato in data 20 giugno scorso una segnalazione all Procura della Repubblica presso il Tribunale penale di Latina per chiedere che siano disposti gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti valutando gli eventuali profili d’illiceità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili al fine di procedere nei loro confronti.

[1] Al riguardo risulta che l’art.32 della legge 833 del 1978 attribuisca il potere di “ordinanza” in campo sanitario solamente al Ministro della salute, ai Presidenti delle regioni e ai Sindaci
[2] L.CIFONI, M. EVANGELISTA, Covid e Sanità, nel 2020 non utilizzati 1,7 miliardi di fondi per le regioni, Il Messaggero, 31 maggio 2021
[3] Ministero della salute, Dipartimento della Qualità, Raccomandazione n. 11 del gennaio 2010

mercoledì 23 giugno 2021

LA MANCATA APERTURA DELLA CASA DELLA SALUTE DI SABAUDIA ENTRO I TEMPI PROGRAMMATI DALLA REGIONE. INVIATA LA SEGNALAZIONE ALLA CORTE DEI CONTI


La Casa della Salute di Sabaudia, in base al DCA 18/2020 e al successivo DCA 81/2020 avrebbe dovuto essere aperta entro il 31 dicembre 2020.

Dopo la lettera inviata al Ministero dell'economia e delle finanze, al Ministero della salute, alla Regione e alla ASL ai primi dell'anno nessuno si è degnato di rispondermi.

Sono trascorsi oramai 175 giorni, ma dell'apertura della CdS di Sabaudia non si ha notizia.

Pertanto ho provveduto a segnalare la questione alla Corte dei Conti per il danno ricevuto dai cittadini per la mancata attivazione di questo importante   presidio di cure di prossimità.

sabato 15 maggio 2021

RINNOVATO L'ONEROSO CONTRATTO PER LA SEDE DELLA DIREZIONE GENERALE DELLA USL LATINA

L'Azienda USL Latina ha stabilito di rinnovare il contratto di locazione dell'immobile sito in Latina,, viale Pierluigi Nervi - Centro commerciale Latina Fiori, Torre G/2 che ospita la sede della Direzione generale dall'epoca del direttore Battigaglia per un importo di € 317.728,2 annui, cui si aggiungono le spese condominiali e le utenze.

giovedì 29 aprile 2021

GRANDE ATTENZIONE DA PARTE DELLA PREFETTURA E DELLA ASL SUL CLUSTER DI BELLA FARNIA

TG3 30 aprile 2021

Il TG3 di ieri 29 aprile ha trasmesso un servizio sui tamponi effettuati a Bella Farnia (Sabaudia)  alla  comunità indiana.
Dal quotidiano "Il Messaggero" di oggi 30 aprile si apprende che le persone di nazionalità indiana risultate positive al Covid-19 ieri a Bella Farnia (Sabaudia) sarebbero state in numero di 90 che si aggiungerebbero alle oltre 300 già accertate, ma il comunicato dell'azienda USL Latina sempre di ieri parla di soli 4 casi a Sabaudia.
Forse sarebbe opportuno fare chiarezza su questi dati.

mercoledì 28 aprile 2021

DAL 1° MAGGIO RIPARTE LA STAGIONE BALNERE NEL LAZIO, MA LA NOTTE I PUNTI DI ASSISTENZA TERRITORIALE SONO ANCORA CHIUSI


La Regione Lazio annuncia che dal 1° maggio riparte la stagione balneare ed è facile prevedere un notevole afflusso di persone in tutta la provincia, ma soprattutto nei Comuni rivieraschi, ma l'ex direttore generale dell'Azienda USL Latina, con una Ordinanza (Sic !) de 2 ottobre 2020 ha chiuso il servizio notturno dei Punti di Assistenza Territoriale (ex PPI) allo scopo di recuperare personale medico e infermieristico da destinare ai tamponi per il Covid-19, senza tener conto che a tale fine il Governo e il parlamento hanno autorizzato assunzioni a tempo determinato specifiche proprio per non interrompere i servizi e in particolare quelli destinati all'emergenza. 
Con una mia nota del 9 ottobre 2020  ho chiesto la riapertura del PAT di Sabaudia nelle ore notturne ricevendo un diniego dall'ex direttore generale; pertanto il 19 aprile scorso, a seguito dell'arrivo della dott.ssa Silvia Cavalli in veste di nuova direttrice generale, ho chiesto nuovamente che venisse riaperto il PAT nelle ora notturne, ma fino ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.
Al riguardo ho dovuto anche far presente che il giorno 15 il servizio è stato scoperto anche nelle 12 ore diurne a causa dell'assenza del personale medico incaricato.
Il fatto che nelle ore notturne non venga assicurato neanche la presenza di un'ambulanza medicalizzata, cos' come previsto dal DM 70/2015 espone i residenti e le persone presenti a Sabaudia a rischio della vita poiché, il Pronto Soccorso più vicino è ad oltre 20 minuti dalla città.
Mancano poche ore al 1° maggio, dopo sarà purtroppo doveroso prendere le decisioni del caso.

 

sabato 24 aprile 2021

LA REGIONE LAZIO ASSEGNA CONTRIBUTI AI COMUNI PER LA GESTIONE DELLE SPIAGGE LIBERE

Con una delibera di Giunta approvata il 23 aprile, la Regione Lazio si impegna a sostenere le spese necessarie che gli enti locali dovranno affrontare per garantire l’accesso al mare senza rischi per un’estate all’insegna del turismo sicuro e accessibile a tutti.
La somma verrà ripartita tra 21 Comuni costieri e 2 Comuni delle isole pontine, in funzione di due parametri: la popolazione e la lunghezza di arenile libero – ossia delle spiagge libere e libere con servizi – del loro territorio. Le somme spettanti a ciascun ente locale, almeno 50.000 euro, sono riportate nella tabella allegata alla delibera.
I fondi regionali potranno essere usati dai Comuni per mettere in campo tutte le azioni che riterranno necessarie per assicurare una frequentazione sicura degli arenili, in particolar modo le spiagge libere, e dei lungomari.
Potranno quindi essere finanziati gli interventi che assicurino il distanziamento sociale ed evitino assembramenti, le misure volte alla sicurezza dell’accesso alla spiaggia libera, le attività per la pulizia degli arenili, per l’igienizzazione e la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, i servizi di salvamento durante la balneazione e le attività di sorveglianza del litorale.
L’erogazione dei contributi ai Comuni beneficiari sarà gestita da Lazio Innova e verrà suddivisa in un anticipo pari al 40% e in un saldo pari al 60% del contributo riconosciuto. La realizzazione e la rendicontazione degli interventi ammessi si dovranno concludere entro il 30 settembre 2021. Sono ammissibili le spese per le attività richieste nella Delibera, sostenute dai Comuni a partire dal 1 gennaio 2021.

lunedì 12 aprile 2021

LA REGIONE LAZIO EROGA UN ASSEGNO PER LE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

L'Assessorato alle politiche sociali della Regione Lazio ha predisposto un progetto al fine di: 
-aumentare, consolidare e qualificare i servizi di cura rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia e potenziamento della rete dell’offerta di servizi sociosanitari territoriali, -di migliorare l'accesso a servizi di qualità a prezzi accessibili, sostenibili e di alto interesse generale;
-consentire alle persone con particolari carichi di cura nei confronti di familiari non autosufficienti di mantenere o migliorare la propria condizione lavorativa o di avere il tempo di intraprendere percorsi di formazione professionale, di istruzione o di inserimento/reinserimento lavorativo.

Il progetto prevede di  finanziare l’erogazione di buoni servizio a beneficio di persone non autosufficienti individuati dalla L.R. 20/2006 (Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza), che considera non autosufficiente la persona anziana, disabile o qualsiasi altra persona che, anche in maniera temporanea, non può provvedere alla cura della propria persona né mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri.
Possono richiedere il Buono Servizio coloro che si prendono cura di famigliari non autosufficienti e l’ammontare massimo del buono è pari a 700 euro mensili, per un totale di 12 mensilità.
I Buoni Servizio sono spendibili per accedere alle seguenti prestazioni: assistenza domiciliare, con l’esclusione di --attività sanitaria, erogata da enti accreditati;
-centri diurni socio assistenziali autorizzati e servizi semiresidenziali autorizzati;
-assistente familiare, con la/il quale è stato sottoscritto un regolare contratto di lavoro.
I Buoni possono essere utilizzati per il pagamento delle spese sostenute relative ai servizi sopra descritti fruiti a partire dal mese di Gennaio 2021. L’erogazione del Buono è cumulabile con altri servizi e/o contributi pubblici di natura socio assistenziale. Nel caso in cui il Buono si cumuli con altri contributi riconosciuti a valere sulle stesse spese sostenute, la somma dei contributi richiesti non potrà in ogni caso superare l’ammontare totale delle spese sostenute.
I REQUISITI SONO I SEGUENTI:
-essere cittadino/a italiano/a o di uno Stato membro dell’Unione Europea o essere in possesso di regolare permesso di soggiorno CE (ai sensi del D.lgs 286/98 e ss.mm.ii.)
-essere residente o domiciliato in uno dei comuni della Regione Lazio;
-avere un’età inferiore a 67 anni;
-Essere coniugato/a, unito/a civilmente o convivente di fatto oppure avere una parentela fino al secondo grado in linea retta o collaterale oppure essere affine entro il primo grado con la persona non autosufficiente che usufruirà dei servizi;
-Svolgere attività lavorativa sia di tipo subordinato che autonomo o trovarsi in stato di disoccupazione secondo quanto previsto della normativa vigente.
-Avere un ISEE non superiore a € 50.000
Qui si può scaricare il testo dell'AVVISO

venerdì 9 aprile 2021

L'EPIDEMIA IN PROVINCIA DI LATINA























L' Istituto per le applicazioni del calcolo "Mauro Picone" (IAC) del Consiglio Nazionale delle ricerche ha inviato in questi giorni dei dati da cui si rileva che la provincia di Latina è tra le prime dieci in Italia in cui l' incidenza della curva dell' epidemia continua a salire.
Come si vede la media settimanale è elevata e tende a mantenersi costante. 
Purtroppo i dati dei contagi pubblicati quotidianamente dall'azienda confermano tristemente un andamento preoccupante dei contagi in quasi tutti i comuni. 

Nonostante ciò l'andamento delle vaccinazioni fatica a decollare come dimostrano i dati pubblicati dalla regione Lazio e che dimostrano come a Roma sia stato raggiunto già il 22% della popolazione, mentre a Latina sia ancora al 13,16%.
Occorre fare di più per assicurare la maggiore copertura possibile alla popolazione e per evitare ulteriori rischi di espansione dell'epidemia.









martedì 30 marzo 2021

LA PROVINCIA DI LATINA HA BISOGNO A LATINA DI UN OSPEDALE DI 700 LETTI PER GARANTIRE IL DEA DI II LIVELLO E PER OSPITARE ADEGUATAMENTE LE ATTIVITA' DELL'UNIVERSITA' - SI APPROVI IL PROGETTO DI ANCE LATINA

La regione Lazio, accogliendo le numerose proposte per realizzare un nuovo ospedale a Latina,  su un proprio terreno in via della Chiesuola (Borgo Piave), ha previsto un finanziamento di 300 mln.
Con deliberazione 10 dicembre 2020, n. 1384 la direzione generale dell’Azienda USL Latina ha indetto una selezione per la redazione di uno Studio di fattibilità per il nuovo ospedale di Latina ai sensi dell’art. 14, comma 1 del DPR 207 del 2010.
Successivamente con deliberazione del 28 dicembre 2020, n. 1511 il direttore generale dell’Azienda USL Latina ha accettato dall’Associazione Nazionale Costruttori edili di Latina la donazione del progetto per la costruzione del “Nuovo Ospedale Pontino” che, da quanto risulta dai comunicati stampa relativi alla presentazione dell’evento, dovrebbe avere la disponibilità di 700 posti letto.
Ma di recente, con la deliberazione 10 febbraio 2021, n. 266 il direttore generale f.f. dell’Azienda USL Latina ha inteso affidare un incarico esterno al fine di rimodulare il predetto progetto al fine di ricondurlo al numero di 524 posti letto deliberato dalla regione (DCA 257 del 2017).
Se si vuole fare un nuovo ospedale in provincia occorre pensare ad adeguare i posti letto presenti (in totale rispettando lo standard di 3 posti letto ogni mille abitanti nella provincia, fissato dal DM 70 del 2015 ne servirebbero 1.728, mentre ora tra p.l. pubblici e privati accreditati sono solamente 1.239 (relazione sulla performance della ASL Latina 2019), di cui 433 all’ospedale di Latina anziché 524.
A questo si deve aggiungere che l’ospedale di Latina è stato dichiarato dalla regione sede di DEA di II livello e che da anni lo stesso è sede della facoltà di medicina della “Sapienza” il che comporta obbligatoriamente una lunga serie di reparti e servizi con adeguata dotazione di posti letto.
Nella relazione tecnico-amministrativa allegata agli atti della ASL non si rinvengono dati epidemiologici o del Registro Nazionale delle Cause di Morte (RENCAM) a sostegno della proposta.
Nonostante l’importanza dell’argomento, l’ex direttore generale dell’azienda USL Latina non ha sentito la necessità di organizzare un dibattito pubblico (art.22 del D.lgs 50/2016); né ci sono indicazioni sulla futura destinazione dell’immobile che attualmente è sede dell’ospedale.
La carenza di posti letto di specialità in provincia di Latina è fonte di lunghe liste di attesa per i ricoveri di elezione con conseguente fuga dei pazienti verso altre aziende del Lazio, ma soprattutto di altre regioni con conseguente danno a causa dei costi della mobilità passiva per non parlare dei costi out of pocket o dell’abbandono delle cure da parte di chi non può permettersi di andare altrove.
A ciò dobbiamo aggiungere anche l’allungamento dei tempi di accesso e di attesa ai Pronto Soccorso prima che si liberi un posto letto, con immagini che hanno occupato più volte le prime pagine della stampa negli ultimi anni.
Inoltre, come dimostrato dall’epidemia una dotazione adeguata di posti letto è necessaria.
Il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, in corso di approvazione da parte del Governo italiano, consentirà di disporre di ulteriori fondi europei parte dei quali destinati proprio alle infrastrutture sanitarie.
A tutto ciò si deve aggiungere che il nuovo ospedale si troverà su una strada secondaria (via delle Chiesuola) e lontano dal centro cittadino creando difficoltà specialmente per le persone anziane.
Inoltre la delocalizzazione del Pronto Soccorso (distante oltre dieci minuti dall'attuale sede dell'ospedale) renderà più difficile il rispetto dei tempi per raggiungerlo da molti Comuni dell’hinterland il che potrà essere fonte di problemi anche per le “reti tempo dipendenti”, per cui dovrà essere rivisto tutto il Sistema dell’emergenza sanitaria territoriale.
Problemi  potranno esserci anche nel caso di maxiemergenze.
Ma la cosa più grave sarà che nel centro della città rimarranno solo delle case di cura.
In merito a quanto sopra nei giorni scorsi ho richiesto alla Regione e alla nuova direttrice generale dell’Azienda USL Latina di voler intervenire al fine di riesaminare la questione e di mantenere una dotazione di n. 700 posti letto per il nuovo presidio ospedaliero.

venerdì 19 marzo 2021

L'INCIDENZA DELL'EPIDEMIA COVID-19 NEL LAZIO



L'andamento dell'epidemia nel Lazio spesso non è molto chiaro; ci ha pensato il Dipartimento di epidemiologia del SSR della Regione Lazio a fornire una indicazione dell'incidenza dei casi per ciascun Comune.
Per avere maggiori dati:  DEP LAZIO 

 

giovedì 18 marzo 2021

ARRIVANO I SOLDI PER I CAREGIVER FAMILIARI MA MOLTE REGIONI E MOLTISSIMI COMUNI ANCORA NON HANNO APPROVATO PROGETTI PER RICONOSCERE UN CONTRIBUTO MENSILE


Con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27 ottobre 2020: si è provveduto al riparto delle risorse assegnate alla Regione Lazio del Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare per gli anni 2018-2019-2020, legge 27 dicembre 2017, n.205.
Pertanto, con determinazione n. G02414 in data  5 marzo 2021 la dirigente responsabile della Direzione regionale Inclusione sociale ha provveduto all' accertamento in entrata dell'importo complessivo pari ad euro 6.230.297,18 sul capitolo di entrata 228134 esercizio finanziario 2021.
Ora si attende il riparto di detta somma.
Nel frattempo prosegue nel Consiglio regionale della Regione Lazio l'iter per l'esame di ben tre proposte di legge che mirano al riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari:
n. 230 in data 6 agosto 2020 del consigliere Ciani ed altri;
n. 233 in data 6 agosto 2020 del consigliere Mattia ed altri 
n. 151 in data 13 ottobre 2020 del consigliere Simeone ed altri
Secondo quanto stabilito dal comma 255 dell’art. 1 della legge di bilancio dello Stato per l’esercizio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 76/2016, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18.
Solamente alcune Regioni(ad esempio l'Emilia e Romagna con la L.R. n.2 del 2014)  e Comuni hanno già approvato dei progetti per riconoscere un contributo mensile a favore di caregiver familiari che si prendono cura di una persona con disabilità gravissima (come definita dal DM 26 settembre 2016). I benefici vengono erogati in accordo con il Piano di Assistenza Individuale.