venerdì 18 febbraio 2022

Un altro passo avanti per la Casa della Salute della Comunità di Sabaudia.

Finalmente l'Azienda USL Latina con la deliberazione n. 165 in data 15 febbraio 2022 ha approvato lo studio di fattibilità, redatto ai sensi del d.p.r. n.207 del 2010 finalizzato alla realizzazione della Casa della salute della Comunità di Sabaudia utilizzando il finanziamento erogato in base al PNRR. Missione 6, Componente C1.
Sui tratta di un intervento per una superficie di 800 mq. per la riqualificazione delle zone destinate a CUP, area multiprofessionale, area diagnostica e area ambulatoriale e area prelievi.
Il progetto comporta un importo totale di € 1.103.589,92. di cui € 625.000,00 per lavori e oneri di sicurezza e il resto per arredi, spese tecniche, incentivi e IVA.
Si prevede di affidare la progettazione entro il 30 settembre del 2022, di approvare la progettazione esecutiva entro il 30 giugno 2023, di pubblicare la gara e di affidare i lavori entro il 30 settembre 2023 e di completare le opere entro il 31 dicembre 2026.
Il problema è che entro il 31 dicembre 2026 tutte le opere finanziate dall'Unione Europea dovranno essere operative 
Nonostante si tratti di una Casa della Salute  della Comunità proprio la cittadinanza è stata esclusa fino ad ora dalla partecipazione, si spera che finalmente qualcosa cambi anche perché senza il coinvolgimento dei  cittadini  e la loro partecipazione attiva verrebbe neno proprio il principio posto alla base di queste nuove strutture di prosimità.  

     

martedì 1 febbraio 2022

IL 2 FEBBRAIO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE. IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO


Il 2 Febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale delle Zone Umide
La giornata ricorda l'anniversario dell'adozione della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, firmata a Ramsar (Iran) il 2 Febbraio 1971 per sensibilizzare l'opinione pubblica sui valori e i benefici delle zone umide, ecosistemi di habitat tra terra e acqua fondamentali per la conservazione della biodiversità, messa a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla pressione antropica.
Il Parco Nazionale del Circeo aderisce alla convenzione e presenta una ricchissima varietà di fauna lacustre.
La biodiversità è la ricchezza delle specie animali e vegetali e delle loro relazioni ed equilibri, che un territorio racchiude e che si manifesta attraverso varietà di ambienti naturali (ecosistemi) e di organismi viventi e i complessi ecologici di cui questi fanno parte. 
Tale biodiversità è spesso messa in pericolo dall'azione dell'uomo a causa delle attività e dei comportamenti non consapevoli di tale ricchezza. 
Uno dei compiti del Parco Nazionale del Circeo è quello di conservare tale ricchezza anche con interventi tesi a ricomporre squilibri ecologici accertati.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI NELLA SEDUTA DEL GIORNO 31 GENNAIO 2022 HA DECISO DI NON IMPOUGNARE LA LEGGE DELLA REGIONE LAZIO CHE HA ISTITUITO L'AZIENDA REGIONALE SANITARIA LAZIO 0

 Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il giorno 31 gennaio ha preso in esame alcune leggi regionali stabilendo di  impugnare:
-la legge della Regione Basilicata n. 55 del 02/12/2021, recante “Assestamento del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, violano l’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;- la legge della Regione siciliana n. 29 del 26/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9. Disposizioni varie”, in quanto talune disposizioni in materia di finanza pubblica, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 81, terzo e sesto comma, 117, secondo comma, lett. e), 117, terzo comma, e 119 della Costituzione;
- la legge della Regione Puglia n. 36 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 25 giugno 2013, n. 17 (Disposizioni in materia di beni culturali), modifiche alla legge regionale 28 gennaio 1980, n. 12 (Costituzione dell’Istituto regionale pugliese per la storia dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione) e modifiche alla legge regionale 6 agosto 2021, n. 28 (Istituzione del Servizio di analisi genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale)”, in quanto talune disposizioni in materia di livelli essenziali di assistenza, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 81 e 117, comma 2, lettera m), e comma 3 della Costituzione;
- la legge della Regione Puglia n. 38 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate)”, in quanto talune disposizioni in materia di tutela del paesaggio, ponendosi in contrasto con la normativa statale ed europea, violano gli articoli 3, 9, 97, 117, primo comma, secondo comma, lett. s), e terzo comma della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione; la legge della Regione Puglia n. 39 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio), disposizioni in materia urbanistica, modifica alla legge regionale 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), modifica alla legge regionale 6 agosto 2021, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 11 febbraio 1999, n. 11 “Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n. 217 delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro” e disposizioni varie) e disposizioni in materia derivazione acque sotterranee”, in quanto talune disposizioni in materia paesaggistica, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 3, 9, 97 e 117, primo comma, secondo comma, lettera s), e terzo comma della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione.

Sempre nella stessa seduta il Consiglio dei Ministri ha deciso di non impugnare la legge della Regione Lazio n. 17 del 30/11/2021 “Istituzione dell’azienda regionale sanitaria Lazio O”.
Si tratta di una decisione che apre la strada ad una concentrazione di competenze mai vista sottraendo compiti alle aziende sanitarie locali e alle stesse direzioni regionali e che rischia di creare problemi di non facile soluzione.

martedì 11 gennaio 2022

IL BILANCIO DI PREVISIONE DELL'AZIENDA USL LATINA PER L'ANNO 2002 PREVEDE OLTRE IL 58% DI SPESA PER L'ACQUISTO DI SERVIZI DA PRIVATI



 L'Azienda USL Latina ha pubblicato in questi giorni il bilancio di previsione per l'anno 2022 deliberato con atto m. 1385 del 24 dicembre scorso che a causa dell'epidemia presenta una perdita di esercizio di € 101.460.642, di cui € 44.106.830 imputabili al Covid-19.

Il saldo della mobilità è pari ad € 151.218.930.



giovedì 6 gennaio 2022

LA REGIONE HA DELIBERATO LE CENTRALI OPERATIVE, LE NUOVE CASE DELLA COMUNITA' E GLI OSPEDALI DI COMUNITA' PER LA PROVINCIA DI LATINA


Con deliberazione 30 dicembre 2021, n. 1005 (BUR 4 gennaio2022, n. 2) la giunta regionale del Lazio ha approvato il Piano relativo alla identificazione delle strutture del PNRR e del piano regionale integrato necessari per l'attuazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 6 componente M6C1 - Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale.  

Per ogni distretto socio sanitario è prevista una Centrale Operativa Territoriale che saranno dislocate come segue:
-Distretto n. 1    Aprilia
-Distretto n. 2   Latina
-Distretto n. 3   Sezze
-Distretto n.4    Terracina
-Distretto n. 5   Gaeta
 

Per quanto riguarda la provincia di Latina Il Piano sanitario della regione ha previsto complessivamente  n.18 Case della Salute della Comunità di cui 15 coperte dal PNRR, due finanziabili con altre fonti di finanziamento ed una in attesa di finanziamento:

Distretto 1    Aprilia               Via Giustiniano
                    Cisterna             Viale Adriatico
                    Cori                   ex ospedale
                    Cisterna             Viale Adriatico
                    Cori                   ex ospedale
Distretto 2    Borgo Sabotino  Strada Foce Verde
                    Latina                 Via Cesare Battisti
                    Latina Scalo        Via della Stazione
                    Pontinia               Via Fratelli Bandiera
                    Sabaudia             Via Conte Verde
Distretto 3    Priverno              Via Madonna delle Grazie
                    Sezze                   ex ospedale
Distretto 4    Fondi                   Via Acquachiara - nuova edificazione
                    San Felice Circeo Via Raffaele Risaliti 186
                    Sperlonga             Via Roma 60
                    Terracina              Via San Francesco
Distretto 5    Formia                 Via Santa Maria La noce   
                    Gaeta                   Salita Cappuccini
                    Minturno              Via degli eroi
                    SS Cosma e Damiano via Risorgimento 

La copertura per il finanziamento della CDC di Fonti non è prevista nel PNRR e così la trasformazione della casa della salute di Priverno

Per quanto riguarda invece gli Ospedali di Comunità  il Piano della regione prevede:

Distretto 1    Cori         Ex ospedale via Marconi 1
Distretto 2    Latina       Struttura via Montesanto
Distretto 3    Sezze        Ex ospedale via San Bartolomeo
Distretto 4    Fondi        Nuova edificazione
Distretto 5    Gaeta        Salita Cappuccini 
Distretto 5     Minturno   Ex ospedale

Tuttavia con i fondi del  PNRR (€ 4.230) non è prevista la spesa  per l'ospedale di comunità di Latina e quella per quello di Fondi che dovranno essere fronteggiate con altri fondi.



venerdì 24 dicembre 2021

LA REGIONE LAZIO HA ADOTTATOUN NUOVO REGOLAMENTO PER LE CONCESSIONI DEMANIALI


La Giunta della Regione Lazio ha approvato un nuovo regolamento che disciplina i procedimenti per il rilascio, la modifica e l’estinzione delle concessioni del demanio idrico. In particolare vuole aggiornare e semplificare l’applicazione delle procedure previste in materia di concessioni demaniali, anche nel rispetto dei principi e delle diposizioni fissati dall’Unione europea sulla parità di trattamento, sulla non discriminazione, sulla trasparenza e sulla pubblicità tra gli operatori economici, a tutela della concorrenza e della libertà di stabilimento.
“Oltre a modificare i criteri dei canoni concessori e la revisione delle procedure di calcolo dei medesimi canoni, con il nuovo ordinamento – dichiara Mauro Alessandri Assessore Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità della Regione Lazio - puntiamo a migliorare e rafforzare la tutela e la difesa del suolo, agevolando la fruibilità pubblica delle aree interessate.
Ogni qual volta sia richiesta una concessione, grazie alle nuove disposizioni, vengono prese in considerazione alcune caratteristiche come per esempio la rilevanza sociale dei progetti proposti, la compatibilità delle destinazioni d’uso delle aree richieste nelle domande presentate o la contiguità delle attività svolte su beni demaniali adiacenti, onde evitare che abbiano il medesimo oggetto. Abbiamo voluto adeguarci alla normativa europea che impone di garantire gli stessi diritti a chiunque faccia richiesta, indipendentemente dunque dalla nazionalità. Le nuove regole vogliono infine svecchiare e sburocratizzare alcuni passaggi, che in tanti casi rendono macchinosi e lenti i procedimenti propedeutici alle concessioni stesse”.

giovedì 23 dicembre 2021

L'EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE E' UN LIVELLO ESSENZIALE DI ASSISTENZA E DEVE ESSERE ASSICURATA ALLA POPOLAZIONE


Nel nuovo atto aziendale dell’azienda USL Latina tra le funzioni distrettuali è stata omessa l’emergenza sanitaria territoriale il che priva la popolazione di un Livello Essenziale di Assistenza previsto per legge e costituisce una gravissima disuguaglianza rispetto al resto delle province del Lazio e d’Italia.
Pertanto in data 23 dicembre, in qualità di promotore del Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ho presentato formale opposizione contro l’Atto aziendale della USL Latina approvato con deliberazione 30 novembre 2021, n. 1216, al presidente della regione Lazio, all’assessore D’Amato e al dott. Annicchiarico Direttore regionale della salute e integrazione socio sanitaria.
Copia dell’opposizione è stata inviata anche all’Ufficio LEA del Ministero della Salute.
Le motivazioni dell’opposizione sono le seguenti.
L’art. 10 della legge 23 dicembre 1978, n. 833 istitutiva del Servizio sanitario Nazionale prevede che l’erogazione dei servizi di pronto intervento sia attribuita ai distretti sanitari di base quali strutture tecnico-funzionali delle Unità Sanitarie Locali (oggi Aziende Sanitarie Locali).
Con il DPCM 12 gennaio 2017 (art. 3, lettera “b” e art. 7) l’emergenza sanitaria territoriale è stata inserita tra i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Il nuovo Atto aziendale dell’azienda USL Latina al punto 18.8 tra le funzioni di produzione indicate per il Distretto non indica l’Emergenza Sanitaria Territoriale.
In questo modo rischia di non essere garantita a livello distrettuale la prevista integrazione del servizio di pronto intervento previsto dal 3° comma dell’art. 10 della legge 833 del 1978 oggi assicurato dai Punti di Assistenza Territoriale (PAT già PPI) di Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno che in base al Punto 7.1.3 del DCA 81/2020 dovrebbero operare in continuità con le funzioni precedentemente svolte (quelle appunto svolte dai PPI) e quindi nel rispetto del DCA 90/2010 con i dipartimenti di emergenza e accettazione ospedalieri.

A ciò si aggiunga il fatto che persiste la chiusura notturna di tutti e sette i PAT nella sola provincia di Latina, senza che sia stata prevista la presenza di ambulanze medicalizzate per cui nelle ore notturne si rischia che alla popolazione di molti Comuni non venga assicurato il rispetto del tempo massimo per gli interventi nelle aree extra urbane che è stato fissato in venti minuti.

giovedì 9 dicembre 2021

LE CASE DELLA SALUTE DELLA COMUNITA' PER LA PROVINCIA DI LATINA


In base ad alcune indiscrezioni  la regione Lazio avrebbe già predisposto l’elenco delle Case della Salute delle Comunità da attivare in provincia di Latina e per le quali occorre presentare al Ministero della Salute la richiesta di finanziamento entro il 31 dicembre p.v.

In totale sarebbero previste 18 Case della salute della comunità ripartite nei cinque distretti in base alla popolazione. 

In alcuni cassi, non disponendo l'azienda di proprie strutture saranno i Comuni ad offrire in comodato immobili pre esistenti, mentre in qualche caso sarà necessario procedere alla realizzazione di nuove costruzioni.   

Ma le Case della salute delle comunità per essere operative dovranno avere personale adeguato, ma di questo ancora non si parla, anche perché permangono gli effetti del Piano di rientro e il blocco delle assunzioni oltre che del turn over. Appare pertanto indispensabile che la regione si attivi per affrontare e risolvere questo problema dato che l'azienda USL Latina è sottodimensionata per quanto riguarda il personale disponendo solo di 6,37 dipendenti per ogni 1000 abitanti il che rispetto alla media del 10x1000 è insufficiente.

Per ogni Casa della salute della comunità, secondo una proposta presentata dal Presidente dell'AGENAS Mantoan in occasione di un recente convegno servirebbero:  

1) medici di medicina generale  (2 ore alla settimana ciascuno H12 per sette gg.

2) Continuità assistenziale H24 7 gg su 7

3) 12 infermieri professionali (1 coordinatore, 3 infermieri professionali per gli ambulatori specialistici, 2 infermieri di famiglia e di comunità per il triage e la valutazione dei bisogni di salute, 6 infermieri di famiglia e di comunità per l'assistenza domiciliare, la prevenzione e la teleassistenza, 8 unità di personale di supporto (amministrativi e OSS) per il Punto Unico di Accettazione (orario 8-18 6 gg su 7) e altri servizi sanitari. 

DISTRETTO

COMUNE

1

APRILIA

1

CISTERNA DI LATINA

1

CORI

2

LATINA

2

LATINA SCALO

2

BORGO SABOTINO

2

SABAUDIA

2

PONTINIA

3

SEZZE

3

PRIVERNO

4

FONDI

4

TERRACINA

4

SAN FELICE CIRCEO

4

SPERLONGA

5

GAETA

5

FORMIA

5

MINTURNO

5

SS.COSMA E DAMIANO


lunedì 6 dicembre 2021

ASSEGNATI DALLA REGIONE AI DISTRETTI DELLA PROVINCIA DI LATINA I FONDI PER LE MISURE URGENTI PER IL SOSTEGNO ALL'ACCOGLIENZA DEI NUVCLEI MAMMA/BAMBINO NELLE CASE FAMIGLIA PER DONNE IN DIFFICOLTà

Al fine di dare attuazione alla DGR 528/2021, con determinazione n.G13409 del 3 novembre 2021 la direzione inclusione sociale della regione Lazio ha disposto il  riparto ed assegnazione in favore di Roma Capitale e dei distretti socio sanitari delle risorse per le misure urgenti per il sostegno all'accoglienza dei nuclei mamma/bambino nelle Case Famiglia per donne in difficoltà per un totale di € 2.000.000,00.
Per quanto riguarda la provincia di Latina i contributi sono i seguenti:

LT/1 APRILIA:     €   46.242,80  per n.8 nuclei mamma/bambino  
LT/2 LATINA:      € 121.387,35  per n.21  nuclei mamma/bambino  
LT/3 PRIVERNO €   57.803,50  per n.10 nuclei mamma/bambino  
LT/4 FONDI:       €    11.560,70  per n.2 nuclei mamma/bambino  
LT/5 GAETA:        €   11.560,70  per n.2 nuclei mamma/bambino  

IL RAPPORTO DEL DEP SSR LAZIO E DI ARPA LAZIO SUL RAPPORTO TRA INQUINAMENTO ABIENTALE E MALATTIE. IN PROVINCIA DI LATINA VIENE MONITORATA SOLO L'AREA DI BORGO MONTELLO

Latina: Footprint della presenza di idrogeno solforato della discarica di Borgo Montello

Nel quadro del progetto europeo "Ome health" il Dipartimento di epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e ARPA Lazio hanno pubblicato di recente il  Rapporto “Epidemiologia Rifiuti Ambiente Salute nel Lazio - ERAS Lazio”,. In un comunicato viene riferito quanto segue: la valutazione epidemiologica dello stato di salute della popolazione esposta a processi di raccolta, trasformazione e smaltimento dei rifiuti urbani nella regione Lazio.
Gli effetti sulla salute dell’esposizione a impianti di trattamento dei rifiuti sono un argomento da lungo tempo dibattuto.
Negli ultimi anni alcuni studi hanno messo in luce una maggiore frequenza di decessi e malattie per alcune cause tumorali e non tumorali e di eventi sfavorevoli della gravidanza (malformazioni congenite, basso peso) tra i residenti nelle zone circostanti gli impianti. Tuttavia, lo studio di questi effetti è molto difficile, soprattutto per l’ampia gamma di sostanze che vengono prodotte nei vari processi di smaltimento, per le differenti vie di esposizione, per la compresenza di altri fonti potenzialmente dannose, per l’eterogeneità della popolazione esposta e perché si tratta per lo più di esposizioni a lungo termine.
Questa molteplicità di fattori fa sì che il livello di incertezza nella valutazione degli effetti sulla salute dello smaltimento dei rifiuti sia ancora molto alto e che le prove scientifiche fin qui prodotte soltanto in rari casi siano sufficienti ad attestare un nesso causale tra esposizione ai processi di smaltimento dei rifiuti e insorgenza di malattie o aumento di mortalità.
Non è corretto valutare la probabilità di un rischio per la salute rappresentato da queste fonti inquinanti basandosi solo su uno o pochi studi: solo l'analisi scientifica dell'insieme delle ricerche può dare un quadro realistico della situazione. Ad oggi, quindi, non si può dire che esistano prove solide che attestino un rischio sanitario conseguente al vivere vicino a discariche e inceneritori. Solo studi futuri - più capaci di misurare le esposizioni e di escludere gli effetti di confondimento dovuti alle condizioni socioeconomiche e agli stili di vita degli individui (fumo, alcol, dieta), e alla varietà di fonti inquinanti presenti sul territorio – potranno chiarire la questione.
Il progetto ERASLazio vuole contribuire a questo approfondimento valutando lo stato di salute delle popolazioni residenti vicino agli impianti di smaltimento dei rifiuti della regione e dei lavoratori coinvolti nel processo di gestione dei rifiuti.
I possibili rischi per la salute per chi risiede nei pressi di una discarica sono riconducibili a diverse modalità di esposizione: l’inalazione di sostanze (gas) direttamente emesse dal sito, il consumo di prodotti o di acqua contaminati, il contatto con l’acqua o il suolo inquinati.
Le preoccupazioni maggiori riguardano le discariche abusive che non sono sottoposte a controllo e ricevono rifiuti senza alcuna selezione all'origine, ma anche gli effetti delle discariche autorizzate sono state indagate da diversi studi.
Dagli studi finora condotti, i principali motivi di preoccupazione riguardano una maggiore frequenza osservata di tre condizioni:
-Tumori : Esiti riproduttivi/Malformazioni, in particolare basso peso alla nascita e difetti congeniti come difetti del tubo neurale o difetti cardiovascolari;
-Malattie respiratorie, soprattutto asma.
Per quanto riguarda i tumori: gli studi finora condotti non sono sufficienti a stabilire una relazione tra residenza nei pressi di una discarica e aumento del rischio di sviluppare tumori.
In merito agli esiti riproduttivi /malformazioni: le ricerche fin qui effettuate presentano limiti metodologici che non consentono di trarre giudizi conclusivi, anche se alcune ricerche hanno suggerito qualche effetto sulle popolazioni residenti soprattutto intorno a discariche abusive.
Per le malattie respiratorie: il numero di studi effettuati è troppo basso per poter generalizzare i risultati.
Attualmente in provincia di Latina viene monitorata solo l'area della discarica di Borgo Montello dove è stata rilevata una presenza elevata di  acido solfidrico che è un gas tossico ed asfissiante. I principali effetti sulla salute sono a carico dell'apparato respiratorio con irritazione della mucosa nasale e degli occhi, tosse, attacchi asmatici, dispnea, insufficienza respiratoria e morte.

sabato 4 dicembre 2021

ALLA REGIONE LAZIO ARRIVANO I SOLDI DEL PNRR MA BISOGNERA' SAPERLI SPENDERE BENE E SPENDERLI TUTTI

Il Servizio Sanitario Regionale del Lazio potrà fare un salto di qualità notevole se le somme che, su proposta del Ministro della Salute la Conferenza Stato Regioni e province autonome si appresta ad assegnare alla nostra regione.
Com'è noto la Missione 6 è articolata in due Component; per ciascuna voce viene indicata la somma che sarà assegnata alla nostra regione

COMPONENT 1

-M6C1 1.1 Case della Comunità e presa in carico della persona per un importo complessivo di euro 2.000.000.000 (Target EU finale Q2 2026 Almeno 1350 Case della Comunità); per la regione Lazio sono previsti € 158.494.802,81 con un target di 107 CdS da realizzare;

-M6C1 1.2.1 Casa come primo luogo di cura e Telemedicina – sub investimenti COT, Interconnessione Aziendale, Device, per un importo di euro 204.517.588 (Target EU finale Q2 2024 – almeno 600 COT); per la regione Lazio sono previsti per le Centrali Operative territoriali € 10.211.425,00 con un target di 59 COT da realizzare; e per la interconnessione aziendale (telemedicina ecc.) € 4.193.216,04, oltre ad € 5.706.255,11 per i device ecc.  

-M6C1 1.3 Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture - Ospedali di Comunità per un importo di euro 1.000.000.000 (Target EU finale Q2 2026 –Almeno 400 Ospedali di Comunità); per la regione Lazio sono previsti  € 86.451.477,17 

 COMPONENT 2

-M6C2 1.1 Ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (digitalizzazione DEA I e II livello e grandi apparecchiature – nuovi progetti e FSC) per un importo complessivo di € 2.639.265.000,00 (Target EU finale Q4 2025 – 280 strutture digitalizzate; Target EU finale Q4 2024 – almeno 3100 grandi apparecchiature sanitarie operative - la cui ripartizione tra le Regioni e le Province Autonome avverrà al momento del perfezionamento degli Action Plan, tenuto conto della ricognizione in corso da parte della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute); qui per la regione Lazio sono previsti per la digitalizzazione dei DEA € 125.364.151,55 e per le grandi apparecchiature € 102.804.206,33 

-M6C2 1.2 Verso un ospedale sicuro e sostenibile per un importo di euro 638.851.083,58 (Target EU finale Q2 2026 – Almeno 109 interventi antisismici completati - la cui ripartizione tra le Regioni e le Province Autonome avverrà al momento del perfezionamento degli Action Plan, tenuto conto della ricognizione in corso da parte della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute); per la regione Lazio sono previsti € 55.229.619,86 a carico del PNRR e ulteriori € 125.354.641,89 a carico del Piano Complementare finanziato dallo Stato; 

- M6C2 1.3.2 Infrastruttura tecnologica del Ministero della Salute e analisi dei dati, modello predittivo per la vigilanza LEA - sub investimento - Rafforzamento della collezione, elaborazione e produzione di dati a livello locale per un importo di euro 30.300.000 (Target ITA Q2 2023 – Tutte le 21 Regioni adottano flussi su riabilitazione territoriale e servizi di assistenza primaria); (Target ITA Q2 2025 – Tutte le 21 Regioni adottano flussi su ospedali di comunità e consultori familiari); per la regione Lazio sono previsti € 2.619.479,76;

- M6C2 2.2 b) Sviluppo delle competenze tecniche-professionali, digitali e manageriali del personale del sistema sanitario – Corso di formazione in infezioni ospedaliere per un importo di euro 80.026.994 (Target ITA finale Q2 2026 – 293.386 dipendenti formati); Per la regione Lazio sono previsti € 4.502.272,50. con un target di 16.506 unità.

Si tratta complessivamente solo per il Lazio di € 680.931.120,02, ma l'importante è fare una pianificazione attenta delle spese e spenderli tutti entro il 2026 il che appare difficile dato che la Regione Lazio fino ad ora non ha brillato per usare i Fondi europei.


martedì 30 novembre 2021

IL NUMERO DEI POSTI LETTO DEL NUOVO OSPEDALE DI LATINA E LA RETE OSPEDALIERA PROVINCIALE



Si susseguono a Latina le presentazioni del nuovo ospedale che dovrebbe sorgere in via della Chiesuola, una zona molto decentrata rispetto alla città e all'hinterland con problemi di viabilità e di accesso.
Ieri sono venuti il presidente della regione con ,l'assessore D'Amato.
Oltre a questo c'è il problema dei posti letto previsti che, secondo quanto affermato ieri dalla direttrice generale dovrebbero essere 536, mentre la stessa direttrice con deliberazione 1016 in data 5 ottobre 2021 ha approvato lo studio di fattibilità del nuovo ospedale per 524 p.l. anche in ottemperanza al decreto del presidente Zingaretti n. 257 del 2017 e alla determinazione 18 giugno 2021, n G07512 del direttore regionale Annicchiarico. 
In ogni caso si tratta di numeri assolutamente insufficienti per un DEA di II livello che deve anche ospitare la Facoltà di medicina della Sapienza.
Forse si vuole lasciare parte dei reparti universitari ancora presso l'ICOT e e all'ospedale di Terracina ?
Perché non è stata accettata la proposta dell'ANCE per una struttura di 700 letti e si è deciso di ridimensionarla in una provincia in cui nel 2000 c'erano 2.643 p.l. con un rapporto del 5,37 ogni 1000 abitanti, mentre ora dopo la chiusura di cinque ospedali (Cori, Sezze, Priverno, Gaeta e Minturno) nonostante che in base allo standard del 3x1000 dovrebbero essercene 1.638, secondo gli atti citati della regione dovrebbero essere 1.457, ma nella realtà sono solo 1.280.