giovedì 22 settembre 2022

PUNTO DI ASSISTENZA TERRITORIALE DI SABAUDIA: NO ALLA SPERIMENTAZIONE SULLA PELLE DEI CITTADINI


Da quanto appreso da un comunicato del 15 settembre scorso apparso sul sito del Comune di Sabaudia il 28 ci sarà un Consiglio comunale dedicato al Punto di Assistenza Territoriale (ex PPI) al quale è stata invitata la direzione aziendale.
Dallo stesso comunicato si apprende che il Sindaco Mosca e l’Assessore Maracchioni avrebbero incontrato la Direttrice del Distretto 2 della ASL Latina chiedendo quanto segue: 
«Sabaudia non può rimanere senza livelli minimi di assistenza nelle ore notturne. Abbiamo bisogno che il Punto di Assistenza Territoriale rimanga aperto giorno e notte. Un servizio h24 che possa garantire le emergenze sanitarie a tutti i cittadini. Chiediamo che venga adottata una procedura simile a Cisterna di Latina dove è stato applicato un orario di apertura anche nelle ore notturne. Sabaudia nei periodi estivi supera i 60mila abitanti; è impensabile che i cittadini del Lazio non abbiano tutti diritto a fruire dei livelli essenziali di assistenza (LEA) in modo omogeneo. L’apertura notturna del PAT offrirebbe risposte alle richieste dei cittadini affetti da patologie minori, in ore notturne e in assenza di mezzi pubblici, non sarebbero nelle condizioni di raggiungere gli ospedali di Terracina e Latina».
Com'è noto dal 5 ottobre 2020 il PAT è stato chiuso nelle ore notturne con la scusa di carenza di personale dovuta all'epidemia ma al termine ufficiale dello stato di emergenza (primo aprile 2022) non è stato riaperto; inoltre dal primo agosto il PAT è stato trasferito dai locali precedentemente occupati in via Conte Verde, al n. 12 con accesso autonomo, in altri siti nello stesso edifici, ma con accesso in comune con gli altri servizi al n. 10, in una sala precedentemente utilizzata dallo specialista pneumologo ed assolutamente inadeguata.
Per di più il 15 agosto è apparso un cartello in cui si   informa la popolazione che: «Il PAT di Sabaudia è una struttura di natura ambulatoriale in grado di assicurare un punto di assistenza territoriale ad accesso diretto alla popolazione inserendosi nella rete propria dell'Assistenza Primaria al pari degli altri PAT, delle Unità di Cure Primarie e degli ambulatori di Medicina Generale da cui mutua le competenze. Al riguardo il PAT assicura visite e prestazioni ambulatoriali non differibili quali: asportazione di corpi estranei; aura degli attacchi d’asma; cura delle punture d’insetto e le reazioni allergiche circoscritte; suture e medicazioni di piccole ferite; trattamento immediato delle più comuni cause di dolore (es. mal di denti, coliche renali); trattamento della perdita di sangue dal naso; trattamento di ustioni cutanee non estese. Sono escluse le urgenze maggiori e le emergenze in quanto i PAT non sono strutture afferenti alla rete dell'emergenza territoriale che, a seguito di specifiche normative vincolanti emanate a livello nazionale (Conferenza Stato Regioni n.98/CSR del 05/08/14 D.M. 70/2015), sono assicurate dal servizio ARES 118».
Al riguardo occorre ricordare quanto segue:
Il terzo comma dell’art. 10 della legge 833 del 1978 dispone che le regioni articolino le unità sanitarie locali in Distretti sanitari di base, quali strutture tecnico-funzionali per l’erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento;
Ai sensi del comma 1 dell’art. 4 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, i livelli di assistenza sanitaria devono essere assicurati in condizioni di uniformità su tutto il territorio nazionale;
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato un comunicato (n.87) sul sistema delle emergenze sanitarie approvato dal Gruppo di lavoro Stato-Regioni il 2 dicembre 1991 nel quale è previsto che per quanto attiene il soccorso sanitario primario esso dovrà estrinsecarsi in un periodo di tempo non superiore agli 8 minuti per gli interventi in area urbana e di 20 minuti per le zone extra-urbane (salvo particolari situazioni di complessità orografica);
Il d.p.c.m. 12 gennaio 2017, recante la definizione e l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 individua l’Emergenza Sanitaria Territoriale come una delle aree di attività del Livello Essenziali di Assistenza dell’area distrettuale ed in quanto tali ineludibili.
L’art. 7 di detto d.p.c.m. stabilisce che il Servizio Sanitario Nazionale deve garantire, in situazioni di emergenza urgenza in ambito territoriale extraospedaliero, interventi sanitari tempestivi e finalizzati alla stabilizzazione del paziente, assicurando il trasporto in condizioni di sicurezza al presidio ospedaliero più appropriato.
L’attività di emergenza sanitaria territoriale deve essere svolta in modo integrato con le attività di emergenza intraospedaliera assicurate nei PS/DEA e con le attività effettuate nell’ambito dell’Assistenza sanitaria di base e della Continuità assistenziale.
Il sistema di emergenza sanitaria disegnato dal complesso delle norme richiamate è costituito da due componenti specifiche:
1. Un sistema di allarme attivato dal numero telefonico unico gratuito la cui componente principale è rappresentata dalle Centrali Operative che effettuano la valutazione del grado di complessità dell’intervento necessario, definendo il grado di criticità dell’evento e, conseguentemente, attivano l’intervento più idoneo, utilizzando i codici colore/gravità.
2. Una fase di risposta a sua volta articolata in:
a) Una fase di risposta pre-ospedaliera operativa sulla base di procedure che garantiscono il governo clinico dell’intervento sul territorio nella fase di avvicinamento al Pronto Soccorso di destinazione e composta da:
-·Punti di Primo Intervento (PPI) si tratta di strutture di prossimità , distribuite omogeneamente sul territorio in modo da coprire le località distanti oltre venti minuti dal Pronto Soccorso più vicino e con orario di attività articolato nell’arco delle 12 o 24 ore giornaliere secondo le esigenze locali, dispongono di competenze cliniche e strumentali adeguate a fronteggiare e stabilizzare, temporaneamente, le emergenze fino alla loro attribuzione al Pronto Soccorso dell’ospedale di riferimento ed in grado di fornire risposte a situazioni di minore criticità e bassa complessità. La loro attivazione permette, in alcuni casi, una razionalizzazione della rete dei Pronto Soccorso, costituendo in zone disagiate un importante riferimento sanitario per la popolazione.
-Postazioni territoriali: si tratta di sedi di stazionamento fisse o mobili da cui partono i mezzi di soccorso; quelle fisse hanno sede presso una struttura sanitaria in ambienti idonei;
-Unità operative mobili: le ambulanze sono articolate in Mezzi di Soccorso Avanzato (MSA) con a bordo un medico, un infermiere professionale e due soccorritori di cui uno con funzioni anche di autista; Mezzi di Soccorso Intermedi (MSI): oltre ai soccorritori prevede anche un infermiere professionale addestrato ed autorizzato a prestare le prime cure; Mezzi di Soccorso di Base (MSB) con a bordo soccorritori abilitati ai servizi d’urgenza 118 e dotati di attrezzature adeguate;
-Automediche: si tratta di mezzi non adibiti al trasporto di pazienti ma che, guidati da un soccorritore trasportano medico e infermiere sul luogo dell’evento a supporto degli altri mezzi;
-Eliambulanze
b) Una fase di risposta ospedaliera composta da:
-Pronto Soccorso ospedalieri
-Dipartimenti di emergenza, urgenza ed accettazione di primo livello
-Dipartimenti di emergenza, urgenza ed accettazione di secondo livello
La Corte Costituzionale con la pronuncia n. 38 del 2020 ha affermato che il servizio di emergenza sanitaria territoriale costituisce una articolazione della medicina generale, a cui è demandata la funzione di garantire nell’arco delle 24 ore interventi di primo soccorso, attività di coordinamento operativo e risposta sanitaria nella centrale operativa 118, interventi di soccorso in caso di maxi-emergenze o disastro e le eventuali ulteriori attività individuate dagli accordi regionali ed aziendali, e che vi sia una stretta connessione tra i titoli del personale medico, le condizioni per la fruizione delle prestazioni sanitarie fissate dagli accordi collettivi e i principi fondamentali, riservati alla competenza legislativa dello Stato, in materia di «tutela della salute»;
Tutti i servizi appartenenti al sistema di emergenza/urgenza hanno l’obbligo di garantire prestazioni immediate agli utenti che presentino alterazioni delle funzioni vitali tali da compromettere potenzialmente e gravemente lo stato di salute;
L’organizzazione e il management del Servizio di emergenza sanitaria territoriale deve pertanto essere ispirato al principio di prossimità;
Il principio di prossimità deve essere attuato prevendendo presidi fissi (Punti di Emergenza Territoriale) che possano aumentare l’accessibilità al servizio (laddove l’accessibilità è uno dei principali attributi dell’equità intesa come equità di servizi) tenendo conto della distanza e dei tempi di percorrenza tra i Comuni (e le loro frazioni) e l’ospedale di riferimento;
Nel caso in cui, come per il Comune di Sabaudia per la distanza (25 km da Latina e 22,4 da Terracina) e i tempi di percorrenza (30 minuti da Latina e 25 minuti da Terracina), sia ritenuto necessario confermare il presidio fisso di emergenza sanitaria territoriale, in base alle disposizioni citate, dovrà essere gestito dal Distretto della ASL.
Dagli ultimi dati sulle fasce orarie di accesso al PPI di Sabaudia forniti dalla ASL relativi al solo mese di giugno dell'anno 2019  i dati erano i seguenti: Fascia oraria 8:00-19:59 = 2.192; Fascia oraria 20:00-7:59 = 868. 
L’azienda USL Latina ha omesso di sottoporre alla Conferenza locale sociale e sanitaria il Piano Attuativo Locale (artt. 2 e 3-bis del d.lgs 502 del 1992) con il quale avrebbe dovuto definire la pianificazione dei presìdi dell’emergenza sanitaria territoriale in ragione del principio del decentramento e del criterio della prossimità.
Con un comunicato del 24 giugno 2022 l’azienda USL Latina ha informato che dal giorno successivo il Punto di Assistenza Territoriale di Cisterna sarebbe stato aperto h24 in base ad una sperimentazione (da valutare dopo tre mesi) autorizzata dalla regione che prevede nella stessa sede la presenza dei PAT e dei medici della Continuità assistenziale al fine di assicurare un punto di assistenza territoriale ad accesso diretto alla popolazione h.24 dedicato al trattamento e alla gestione di patologie che non richiedono un trattamento d’urgenza. In questo modo la notte il PAT è aperto con il personale della Guardia medica . 
Questa soluzione è in contrasto con quanto previsto dalla deliberazione del direttore generale della ASL Latina n. 1264 de 31 dicembre 2019 che nella parte motiva afferma come «la chiusura dei PPI, se attuata senza correttivi, comporterebbe l’assenza sul territorio di strutture i grado di assicurare la risposta alle urgenze minori di stretta competenza territoriale sia di tipo chirurgico (trattamento di traumi minori, ustioni di grado minore, distorsioni e fratture minori composte, ecc.) che medico (odontalgie gravi, coliche addominali, reazioni allergiche minori, crisi ipoglicemiche, ecc.) con conseguente necessità di ricorso per le stesse, in modo del tutto inappropriato alla rete dell’emergenza ospedaliera»
Oltretutto questa sperimentazione è stata introdotta senza alcun provvedimento amministrativo.
Il Sindacato Medici Italiani (SMI) e il Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI) hanno criticato notevolmente la scelta dell’azienda relativa al PAT di Cisterna soprattutto per le implicazioni medico legali che ne possono derivare in quanto nelle ore notturne oltre a non garantire l’emergenza non viene assicurata neanche l’urgenza, per cui tutti i casi rientranti in queste fattispecie devono andare o essere trasportati al Pronto Soccorso dell’ospedale Goretti di Latina andando ad intasare ulteriormente una struttura su cui gravita un hinterland di oltre 252.000 abitanti e che ha costantemente un elevato numero di pazienti in trattamento e in attesa collocandosi ai primissimi posti della Regione Lazio.
Inoltre in base alla deliberazione dell’azienda USL Latina n. 1264 del 2019 al fine di esercitare i compiti di emergenza sanitaria territoriale previsti dall’art. 65 dell’Accordo Collettivo Nazionale 20 gennaio 2022 i medici di medicina generale devono essere in possesso di apposito attestato di idoneità all’esercizio dell’attività di emergenza sanitaria territoriale di cui all’art. 66 del medesimo ACN, ma sembrerebbe che l’azienda USL Latina utilizzi anche personale privo di detto requisito.
La sperimentazione attuata presso il PAT di Cisterna essendo scaduto il trimestre avrebbe dovuto essere oggetto di valutazione da parte del Comitato aziendale per la medicina generale, ma ancora questo non è avvenuto; peraltro risulterebbe che il Sindacato Medici Italiani abbia segnalato all’Ordine dei medici di Latina gravissime difficoltà nell’applicazione del progetto sperimentale sull’attività notturna presso il PAT di Cisterna chiedendo l’immediata convocazione del Comitato Aziendale per la Medicina generale; a tale richiesta l’azienda USL ad oggi non avrebbe fornito alcun riscontro, per cui sembrerebbe opportuno soprassedere almeno fino a quando non saranno stati resi noti i risultati della predetta valutazione.
A ciò si aggiunga che nel caso di mancata presentazione del medico di turno, non può essere chiuso il PAT cosa avvenuta già più volte a Sabaudia nelle ore diurne, ma deve essere organizzata la tempestiva sostituzione dello stesso assicurando che il medico in servizio rimanga fino all’arrivo del medico subentrante;
Infine la sperimentazione in atto a Cisterna prevede che sempre nelle ore notturne, in caso di assenza del medico della Continuità assistenziale (ex Guardia medica), in quanto impegnato in attività a domicilio, il triage del paziente venga effettuato dall’infermiere di turno, il quale dovrà provvedere in presenza di un utente che presenti i caratteri di emergenza/urgenza ad attivare con immediatezza ed autonomamente il servizio 118, senza che il paziente sia stato visitato da un medico né stabilizzato dato che l’infermiere non può somministrare farmaci o altro senza che il medico abbia visitato il paziente.
In sostanza lo stesso servizio funzionerebbe di giorno in un modo e la notte in un altro.
Tutto ciò premesso, in considerazione dei  rischi a cui sono già oggi esposti i pazienti e delle possibili responsabilità medico legali conseguenti per il personale medico ed infermieristico oltre che delle responsabilità di natura organizzativa per la stessa dirigenza aziendale si ritiene che debba essere assicurato il ripristino del servizio H24 e la sua relativa gestione nel rispetto delle funzioni degli ex PPI come da Ordine del Giorno approvato già dal Consiglio comunale di Sabaudia i 12 agosto scorso.

sabato 3 settembre 2022

IL REFERTO EPIDEMIOLOGICO


La disponibilità di strumenti che permettono un semplice e veloce accesso alle informazioni epidemiologiche sullo stato di salute della popolazione è di vitale importanza sia per gli operatori sanitari che per gli Enti Locali responsabili a livello territoriale della sanità pubblica.
Con l’art. 4 della legge 29 del 2019 è stata disposta l’istituzione del Referto epidemiologico, con cui si intende garantire un controllo permanente dello stato di salute della popolazione e che dovrà essere curato dalle aziende sanitarie locali.
Con decreto del 12 agosto 2021 il Ministero della salute ha ripartito tra le regioni i fondi necessari, ma  fino ad ora non è stato pubblicato il referto epidemiologico della provincia di Latina né tantomeno quello dei 33 Comuni che la compongono.
Sarebbe ora che la regione Lazio si attivasse.


venerdì 2 settembre 2022

ANNUNCITE ELETTORALE


Da quanto si apprende dalla stampa l'assessore alla sanità della regione D'Amato avrebbe annunciato ieri, a due giorni dal voto di Latina, che la Giunta regionale la prossima settimana stanzierà con una delibera di giunta 415 milioni di euro per gli ospedali del Lazio e che 240 milioni andranno a completare i fondi previsti per la realizzazione del nuovo ospedale di Latina.
Ancora una volta, invece di dare notizia di opere realizzate e di provvedimenti adottati, viene convocata una conferenza stampa per annunciare cose che dovranno ancora avvenire.
Nel frattempo da anni si è in attesa dell'inizio dei lavori del nuovo ospedale di Forma.
Sarebbe ora che la regione affrontasse in maniera seria la situazione della sanità  in provincia di Latina che secondo l'ultima  indagine della "Sapienza" è stata collocata agli ultimi posti tra le province italiane per quanto riguarda il sottodimensionamento dei posti letto.
Per quanto riguarda in particolare il nuovo ospedale di Latina la previsione di 524 posti letto è inadeguata a ricevere la Facoltà di medicina della "Sapienza" (che oggi è ospitata in parte presso l'ospedale di Terracina e in parte presso l'ICOT con una convenzione giudicata dalla Corte dei conti extra ordinem) , come più volte segnalato sarebbero necessari almeno 700 letti. ma anche così la provincia avrebbe un rapporto posti letto per mille abitanti inferiore al 3x1000 dato che la regione seguita ad ignorare l'aumento della popolazione della provincia e che avrebbe diritto in base al d.m. 70 del 2015  a n. 1.697 p.l. anziché ai 1.204 attuali. 
Questa carenza di letti crea gravissimi problemi anche alla gestione dei Pronto Soccorso di Latina e Formia  dato che i pazienti dopo essere stati assegnati formalmente al reparto di degenza, non essendoci posti disponibili, seguitano a restare al PS bloccando spesso anche le barelle delle ambulanze che li  hanno accompagnati (boarding) con tutte le implicazioni conseguenti.

giovedì 1 settembre 2022

ELEZIONI E SALUTE - ALLEANZA VERDI E SINISTRA PRESENTA UN PROGRAMMA CHE MIRA A DIFENDERE VERAMENTE IL SSN DALLA PRIVATIZZAZIONE

Tra i tanti programmi elettorali ho avuto modo di esaminare in questi giorni mi ha interessato molto quello di Alleanza Verdi e Sinistra che, per quanto riguarda la salute, dopo una circostanziata premessa,  propone in particolare alcuni dei temi su cui batto da tempo su questo e su altri blog e che sono stati oggetto anche di un mio articolo pubblicato da Mondoperario a febbraio 2022:
-Inserimento dell’obiettivo ‘salute’ in tutte le politiche, potenziamento dei servizi di prevenzione e tutela ambientale, superamento dell’attuale separazione tra gli stessi.
-Un Piano di rafforzamento strutturale del personale dipendente, con l’assunzione di complessivi 40 mila operatori in tre anni, per riportare la dotazione di operatori ai livelli precedenti alla crisi, riducendo contestualmente la spesa per il lavoro precario, le collaborazioni esterne e le esternalizzazioni di servizi.
-Un piano straordinario di investimenti pubblici per l’ammodernamento strutturale e tecnologico della sanità pubblica evitando complessi e costosi progetti di finanza privata, dando priorità alla messa in sicurezza delle strutture non obsolete.-
-Una nuova politica del farmaco, attraverso la promozione dell’uso dei farmaci equivalenti, la definizione di una strategia per i farmaci e vaccini veramente innovativi che ne permetta l’accessibilità a costi ragionevoli per le finanze pubbliche, la revisione delle modalità di funzionamento dell’Agenzia Italiana del Farmaco e dei meccanismi di controllo della spesa, il potenziamento della ricerca indipendente e la previsione di una adeguata azienda pubblica per la produzione e commercializzazione dei farmaci e vaccini.
-Creazione di un’azienda pubblica per la produzione dei farmaci e vaccini, utilizzando le competenze dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto Farmaceutico Militare, dei Centri di ricerca universitari e del Servizio Sanitario Nazionale.
-Abolizione dei vantaggi fiscali connessi alla sottoscrizione di polizze assicurative sanitarie e alla partecipazione a fondi sanitari integrativi, in quanto riducono la contribuzione degli assicurati al Fondo Sanitario Nazionale e contrastano con elementari doveri di solidarietà sociale, aumentando le disuguaglianze e minando in prospettiva le basi di un servizio sanitario pubblico, equo e universalistico
-Revisione dei servizi esternalizzati, garantendo innanzitutto le condizioni di lavoro e la giusta retribuzione del personale e procedendo a un graduale ritorno alla gestione diretta, a partire dai settori strategici.
-Superamento delle convenzioni nazionali dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, della medicina dei servizi con inserimento di queste figure professionali nel Contratto Unico di dipendenza dal Servizio Sanitario Nazionale.
-Sviluppo del sistema sanitario nazionale nella missione 6 PNRR: Il SSN deve essere oggetto di una azione politica che ne sostenga i principi fondamentali di programmazione sanitaria e di sviluppo del personale (in stretta sinergia con l’ambito universitario, abolendo il numero chiuso in tutte la facoltà di ambito medico e infermieristico), ne rafforzi la valenza pubblica, permetta anche una nuova definizione dei bisogni sanitari attraverso la realizzazione di una rete socio assistenziale diffusa ed efficace, in grado di raggiungere i cittadini in stretta sinergia e relazione con la rete ospedaliera e consenta di ridefinire il ruolo del MMG.
-Introduzione di medici sentinella per l’ambiente (RIMSA): Il ruolo del medico è dedicato agli aspetti diagnostici-terapeutici. Il MMG conosce l’ambiente dove il suo assistito vive e lavora. Può e deve occuparsi anche di prevenzione. Perciò riteniamo necessario istituire la rete dei medici Sentinella Per l’ Questo deve essere molto attento a individuare eventuali cluster di patologie che possono verificarsi tra i suoi assistiti. Se sospetta una causa ambientale deve segnalare quanto osservato alle autorità amministrative e ai decisori politici. Questa funzione viene definita “advocacy”. Il progetto di medico sentinella è portato avanti da medici per l’ambiente ISDE (vedi sito isde.it) che ha costituito una rete denominata RIMSA (Rete italiana medici sentinella per l’ambiente).
-La salute delle donne: fare i conti con la differenza tra Donne/Uomini
-Non autosufficienza e marginalità
-Assistenza domiciliare e Rsa: Anziani e persone con disabilità devono poter essere assistiti a casa loro con gli adeguati supporti ai loro familiari e a tutti i caregivers interessati. Deve essere valorizzato il ruolo del Terzo Settore, in grado di coadiuvare efficacemente il SSN, con incentivi economici e di servizi. La dimensione di isolamento delle Residenze per Anziani va superata guardando ad esperienze positive all’estero dove le RSA sono collocate nei quartieri accanto a centri per l’infanzia e a scuole, sono rese accessibili alla popolazione offrendo una idea di integrazione con il tessuto sociale. Tra i criteri per l’accreditamento, andrebbe valorizzata l’accessibilità alle strutture con i mezzi pubblici. Occorre impegnarsi a fondo per il superamento della contenzione fisica o farmacologica.

ALTRI SOLDI ALLE STRUTTURE PRIVATE INVECE DI POTENZIARE QUELLE PUBBLICHE


Da mesi i cittadini della provincia di Latina attendono il recupero degli screening oncologici, delle visite e degli accertamenti diagnostici perduti durante l'epidemia.
Ci si aspettava il reclutamento di nuovo personale nelle strutture pubbliche così provate dal COVID.
La regione Lazio, in base ai progetti proposti dalle aziende sanitarie locali  ha predisposto il “Piano operativo per il recupero delle liste di attesa in attuazione alle disposizioni dell’art.1, commi 276 e 277, della legge n. 234/2021” trasmesso dalla Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, entro i termini stabiliti, al Ministero della Salute – Direzione Generale della Programmazione Sanitaria -con nota prot. n. 0191442 del 24 febbraio 2022 unitamente alle schede tecniche: Recupero Prestazioni ospedaliere”, “Recupero prestazioni screening oncologici” e “Recupero prestazioni specialistiche ambulatoriali”, inviandolo al Ministero della salute per l'approvazione.
Conseguentemente con Deliberazione 28 giugno 2022, n. 498 è stato approvato il «Piano operativo per il recupero delle liste di attesa in attuazione dell'art.1, commi 276 e 277, della legge 30 dicembre 2021, n. 234». Impegno di spesa dell'importo di euro 47.970.518,00 a favore delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere della Regione Lazio - Esercizio Finanziario 2022.
A sua volta l'azienda USL Latina, dopo aver preso atto che la Regione ha definito la possibilità di coinvolgere le strutture private accreditate disponibili ad erogare prestazioni non coperte dai progetti interni dell Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, prendendo contatti diretti con le Associazioni di Categoria e demandando alle ASL i rapporti con le strutture non aderenti a tali Associazioni, per una serie di prestazioni ritenute utili al Piano Operativo di cui alla citata DGR n. 498/2021, con deliberazione m. 908 del 31 agosto 2022 ha stabilito di assegnare alle strutture private di cui alla tabella soprariportata la somma complessiva di € 411.324,32.


mercoledì 31 agosto 2022

I RUOLO DEI MEDICI ALL'INTERNO DELLA SANITA' PUBBLICA E' IMPORTANTE MA DEVONO ASSUMERSI ANCHE LA RESPONSABILITA' DI DIRE NO ALLE SCELTE SBAGLIATE DEI DIRETTORI GENERALI INVECE DI PIANGERSI ADDOSSO.

La campagna elettorale ancora una volta si presta agli sfoghi assurdi di alcuni medici che lamentano di essere "esclusi da qualsiasi aspetto decisionale e organizzativo, stretti nella morsa della burocrazia".
La realtà è che le aziende sanitarie hanno tre organi: il direttore generale, il Collegio di direzione e il Collegio sindacale.
Il Collegio di direzione in base all’art. 3, comma 1-quater del d.lgs 502 del 1992 è l’organo che assicura la partecipazione dell’alta dirigenza ad orientare lo sviluppo dell’azienda in modo coerente con gli standard più avanzati dell’assistenza sanitaria, ai bisogni riscontrati della popolazione e all’implementazione degli strumenti del governo clinico.
In base all’art. 17 del d.lgs 502 del 1992 le Regioni devono individuare la composizione di quest’organo in modo da garantire la partecipazione di tutte le figure professionali presenti nella azienda disciplinandone le competenze e i criteri di funzionamento, nonché le relazioni con gli altri organi aziendali.
La composizione del Collegio di direzione nella maggioranza delle regioni è la seguente:
- il direttore generale con funzioni di Presidente;
- il direttore amministrativo;
- il direttore sanitario;
- i direttori dei dipartimenti (che sono tutti medici)
- i direttori dei distretti (anch'essi tutti medici) 
- i direttori sanitari dei presidi ospedalieri (anch'essi medici);
- il coordinatore aziendale delle professioni sanitarie, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione;
- il dirigente delle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche;
- -un rappresentante degli MMG, uno dei PLS, uno degli specialisti ambulatoriali e uno dei medici di continuità assistenziale.
In relazione ai singoli argomenti trattati potrà essere prevista la partecipazione al Collegio di dirigenti o professionisti cui è affidata la responsabilità di strutture o incarichi di particolare rilevanza strategica.
Come si può capire la maggioranza di quest'organo è affidata ai medici.
Ma in aggiunta al Collegio di direzione esiste anche il Consiglio dei sanitari che è un organismo elettivo previsto dal comma 1bis dell’art. 3 del D.lgs. 502/1992 con funzioni di consulenza tecnico – sanitaria; fornisce parere obbligatorio al Direttore generale per le attività tecnico – sanitarie, anche sotto il profilo organizzativo e per gli investimenti ad esse attinenti. 
Il direttore generale, con proprio provvedimento, disciplina le modalità per lo svolgimento delle elezioni, la commissione elettorale ed il seggio elettorale, l’elezione dei componenti e la durata.
Il Consiglio dei sanitari è presieduto dal direttore sanitario dell’Azienda ed in genere è composto da:
- n. 6 dirigenti medici ospedalieri e territoriali dipendenti (o universitari nel caso in cui siano presenti) dell’azienda di cui uno del Dipartimento di Prevenzione;
- n. 1 dirigente medico veterinario;
- n. 1 medico specialista ambulatoriale;
- n. 1 medico di medicina generale;
- n. 1 medico pediatra di libera scelta;
- n. 5 dirigenti sanitari laureati non medici del ruolo sanitario in rappresentanza di ciascuna figura professionale operante nell’azienda unità sanitaria locale;
- n. 1 operatore dell’area infermieristica;
- n. 2 operatori dell’area tecnico – sanitaria, della riabilitazione e della prevenzione.
I medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta sono eletti dai medici di medicina generale e pediatri di libera scelta operanti nel territorio aziendale.
Possono essere eletti quali componenti del Consiglio dei sanitari:
1) i dipendenti del SSN almeno 3 anni di anzianità;
2) il personale universitario assegnato, da almeno tre anni, ad attività assistenziali. Partecipano all’elezione del Consiglio dei sanitari, i dipendenti, ciascuno per la categoria di appartenenza, dei ruoli: medici ospedalieri, medici territoriali, medici universitari, personale laureato sanitario, personale laureato sanitario universitario, medici veterinari, personale infermieristico e personale tecnico – sanitario.
Il vero problema è che molti medici quando vengono richiesti di esprimersi su qualche argomento dal direttore generale per mero servilismo tendono a dare sempre parere favorevole ed è proprio così che vengono approvate molte scelte sbagliate che vanno a danno dei cittadini.
Invece di ripetere queste sciocche lamentele sarebbe ora che i medici svolgessero all'interno delle ASL il ruolo per il quale sono stati assunti non solo dal punto di vista clinico ma anche da quello organizzativo gestionale.
Forse così anche le aziende potrebbero funzionare  meglio. 

martedì 30 agosto 2022

I CITTADINI DEVONO DIFENDERE LA LORO SALUTE ESERCITANDO IL DIRITTO DI VOTO

Il diritto alla salute è un diritto fondamentale riconosciuto dalla Costituzione e deve essere garantito ai cittadini in maniera uniforme su tutto il territorio della Repubblica. 
Purtroppo negli ultimi venti anni (con governi di destra e di sinistra) la regione Lazio ha avviato nelle province un processo di taglio dei posti letto e di riduzione del personale che ha comportato una forte riduzione della qualità del servizio sanitario. 
I Livelli essenziali di assistenza (Prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera)  non sono assicurati da molte aziende sanitarie locali  costringendo i cittadini a recarsi a Roma o in città del nord Italia per poter essere curati, con tutti i costi e i disagi conseguenti.
Questo nonostante la legge sui piani di rientro (l. 311 del 2004) prevedesse  che questi dovessero avvenire nel rispetto dei Livelli essenziali di assistenza.
I tempi di attesa per visite ed accertamenti diagnostici si allungano costringendo le famiglie a pagarsele di tasca propria (finché possono).
Il Sistema dell'Assistenza sanitaria di emergenza è in stato di gravissima difficoltà anche a causa della scelta da parte di quasi tutte le regioni  di discostarsi dal modello del DPR 27 marzo 1992 creando ognuna una organizzazione diversa.
La regione Lazio a questo proposito, nonostante gli atti adottati  (DCA U00469 del 2019) ha di fatto avviato, nell'azienda USL Latina  una  dequalificazione dei Punti di primo intervento ed a nulla sono serviti gli inviti, le diffide e da ultimo le manifestazioni da più parti organizzate.
La responsabilità politica di queste ultime decisioni è tutta del presidente Zingaretti e dell'assessore alla sanità  D'Amato.
Purtroppo i cittadini a questo punto hanno solo un'arma per difendersi che è rappresentata dal loro diritto di voto che potranno esercitare  il 25 settembre e poi alle prossime elezioni regionali.

sabato 27 agosto 2022

UN FLASH MOB DEI CITTADINI DI SABAUDIA PER SOLLECITARE LA RIAPERTURA H24 DEL PAT (EX PPI)

Il 27 agosto alle ore 21 c'è stato un Flash Mob sul piazzale antistante l'ex Punto di Primo Intervento (ora PAT) per sollecitare 'apertura H24 del servizio, sospesa dal 5 ottobre 2020 con la scusa del COVID-19 dall'allora direttore generale Casati e mai riattivata nonostante la fine dell'emergenza epidemica.
Molte le persone presenti.
L'Emergenza Sanitaria Territoriale è un Livello Essenziale di Assistenza che in base alla Costituzione deve essere garantito in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale, mentre essendo chiuso dalle 20:00 alle 8:00  durante le ore notturne il servizio non viene assicurato. 
La città di Sabaudia in base ai dati ACI dista dall’ospedale di Terracina 22,4 km e il tempo di percorrenza è di 25 minuti, mentre dista dall’ospedale di Latina 25 km ed il tempo di percorrenza è di 35 minuti. pertanto questi tempi sono superiori ai 20 minuti che rappresentano il tempo massimo per poter raggiungere un pronto soccorso ed è quindi indispensabile la presenza di un presidio fisso con un medico ed un infermiere h24.
Avendo chiuso il PAT nelle ore notturne sarebbe stato necessario assicurare la presenza la notte di una ambulanza medicalizzata (con medico a bordo) ma neanche questo è stato fatto.
Nonostante i ripetuti solleciti l'azienda USL Latina non solo non ha provveduto ma ha trasferito il PAT in altri locali con la scusa di lavori dei quali, mancando il cartello di cantiere non si sa a che servano nè quanto dureranno, affiggendo un avviso con il quale si afferma che il PAT assicura solamente visite e prestazioni ambulatoriali non differibili quali: 
-Asportazione di corpi estranei
- Cura degli attacchi d'asma
- Cura delle punture d'insetto e le reazioni allergiche circoscritte Suture e medicazioni di piccole ferite
- Trattamento immediato delle più comuni cause di dolore (es. mal di denti, coliche renali)
- Trattamento della perdita di sangue dal naso
- Trattamento di ustioni cutanee non estese
Una vera e propria dequalificazione del servizio in contrato con quanto stabilito dal Decreto del Commissario ad acta della regione n. U00469 del 2019 recepito dall'azienda USL Latina con delibera 1264 del 31 dicembre 2019.



 
 

lunedì 22 agosto 2022

LA REGIONE LAZIO INCREMENTA PER UN TOTALE DI UN MILIONE DI EURO IL LIVELLO MASSIMO DI FINANZIAMENTO PER L'ACQUISTO DI PRESTAZIONI DI ASSISTENZA SPECIALISTICA AMBULATORIALE A CARICO DEL SSR


Mentre le aziende sanitarie e gli IRCCS pubblici faticano ad andare avanti per carenza di finanziamenti e blocco delle assunzioni, ecco che la regione Lazio con determinazione n. G10679 del 5 agosto 2022 recante la "Definizione ed assegnazione alle ASL del livello massimo di finanziamento per l'anno 2022 per l'acquisto di prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale a carico del SSR da privato accreditato in attuazione della D.G.R. n. 642 del 26 luglio 2022" aumenta di un milione di euro il massimale per le prestazioni svolte dai privati.
In più, come rilevato anche dalla dott.ssa Marilena Giovannelli la popolazione di  Latina è stata erroneamente invertita con quella di Rieti ma non è neanche quella al primo gennaio dell'anno 2022 in base ai dati ISTAT è di 566.224, mentre quella di Rieti i 151.335. ora provvederò a segnalare la cosa alla regione....no comment

domenica 21 agosto 2022

LA PRESENTAZIONE DEL MIO "LIBRO BIANCO SULLA SANITA' IN PROVINCIA DI LATINA" A SPEROLONGA

Nella serata del 21 agosto, grazie a Giovanni Saviano, all'Associazione Imagine e al Comune di Sperlonga è stato presentato nell'antica chiesa di S. Maria de Speloncae il mio volume "Libro bianco sulla sanità in provincia di Latina". Ne ho discusso con il Sindaco Armando Cusani e il giornalista Marco Grilli. Per quasi due ore sono stati affrontati tutti gli argomenti trattati nel mio volume: dalle risorse finanziarie (sperequate rispetto ad altre realtà) a quelle umane (assolutamente insufficienti), a quelle strumentali (scarsezza e insufficienza di ore di utilizzo) e a quelle informatiche (e del grave ritardo accumulato) , all'utilizzo del patrimonio (con immobili abbandonati come l'ex ospedale di Priverno ed altri sottoutilizzati), ma soprattutto si è parlato della disuguaglianza dei Livelli essenziali di assistenza rispetto alla città di Roma con particolare riguardo alla prevenzione (scarsità di adesione agli screening per i tumori, scarse vaccinazioni degli anziani, inadeguati controlli sugli alimenti, sull'inquinamento delle acque e del suolo, ecc.), all'assistenza distrettuale (insufficiente assistenza domiciliare, scarsi posti letto residenziali e semiresidenziali per gli anziani, le due nuove RSA pubbliche di Gaeta e Sezze, ecc.), l'assistenza ospedaliera (mancato rispetto dello standard del 3x1000 dei posti letto nella provincia).
Un pubblico molto attento ha seguito la discussione. 

sabato 20 agosto 2022

UN NUOVO AVVISO APPARSO AL PUNTO ASSISTENZA TERRITORIALE DI SABAUDIA

Con un nuovo avviso senza data e senza firma apparso nei locali del poliambulatorio di Sabaudia a Ferragosto si avvisa la popolazione che:
«Il PAT di Sabaudia è una struttura di natura ambulatoriale in grado di assicurare un punto di assistenza territoriale ad accesso diretto alla popolazione inserendosi nella rete propria dell'Assistenza Primaria al pari degli altri PAT, delle Unità di Cure Primarie e degli ambulatori di Medicina Generale da cui mutua le competenze. Al riguardo il PAT assicura visite e prestazioni ambulatoriali non differibili quali: Asportazione di corpi estranei
- Cura degli attacchi d’asma
- Cura delle punture d'insetto e le reazioni allergiche circoscritte Suture e medicazioni di piccole ferite
- Trattamento immediato delle più comuni cause di dolore (es. mal di denti, coliche renali)
- Trattamento della perdita di sangue dal naso
- Trattamento di ustioni cutanee non estese
Sono escluse le urgenze maggiori e le emergenze in quanto i PAT non sono strutture afferenti alla rete dell'emergenza territoriale che, a seguito di specifiche normative vincolanti emanate a livello nazionale (Conferenza Stato Regioni n.98/CSR del 05/08/14 D.M. 70/2015), sono assicurate dal servizio ARES 118».
Al riguardo è opportuno ricordare che in base al Titolo V della Costituzione lo Stato definisce gli standard del Servizio sanitario nazionale, ma che la competenza legislativa e organizzativa della sanità è delle regioni e che con decreto del presidente Zingaretti del 14 novembre 2019, n. U00469 veniva dato atto che «…le Aziende Sanitarie interessate (Asl Roma 4, Asl Roma 5, Viterbo, Rieti e Latina) hanno già adottato gli atti di propria competenza che prevedono il servizio, diversamente qualificato, ma in continuità con le funzioni precedentemente svolte, a far data dal 1 gennaio 2020».
La locuzione “in continuità con le funzioni precedentemente svolte” non può che fare riferimento al DCA U00090 del 2010 con il quale la stessa regione ha definito requisiti e funzioni dei Punti di Primo Intervento.
Inoltre, in data 31 dicembre 2019 con deliberazione n.1264 avente per oggetto “Attivazione Punti di assistenza Territoriale (PAT)” il direttore generale pro tempore Casati approvava i protocolli per l’integrazione tra i PAT e la rete dell’emergenza.
Non risulta che siano stati adottati nuovi provvedimenti della regione per modificare il predetto DCA U00469 del 2019.
A ciò si aggiunga che in base ad una Ordinanza del 2 ottobre 2020 il direttore generale Casati ha chiuso dalle ore 20:00 alle ore 8:00 tutti i PAT asserendo che a causa della pandemia gli serviva personale per le vaccinazioni, ma al termine dello stato di emergenza nelle ore notturne i PAT sono rimasti chiusi.
Durante le ore di chiusura del PAT non è stata prevista la presenza fissa di una ambulanza medicalizzata (con medico a bordo).
Al riguardo, in relazione alla distanza di Sabaudia dagli ospedali di Terracina (km. 22,4, tempo di percorrenza 25 minuti) e di Latina (km 25, tempo di percorrenza 35 minuti) al fine di assicurare il rispetto dei 20 minuti previsti dall’atto di indirizzo e coordinamento sui livelli di assistenza sanitaria di emergenza (GU n. 126 del 30 maggio 1992) appare necessario che a Sabaudia sia presente un Punto di Emergenza Territoriale (PET) per la fase di risposta pre-ospedaliera del Sistema di Emergenza Sanitaria Territoriale che in base al comma 3 dell’art.10 della legge 833 del 1978 e al d.p.c.m. 12 gennaio 2017 dovrebbe far carico al Distretto sanitario di Latina anche se l’Azienda sanitaria locale afferma di non essere competente, mentre l’Azienda regionale per l’emergenza sanitaria ARES 118 in base alla legge istitutiva (l.r. 3 agosto 2004, n. 9) gestisce solamente il pronto intervento sul territorio con i propri mezzi (eliambulanze, ambulanze, automediche, ecc.).
Il Consiglio comunale di Sabaudia il 12 agosto scorso ha approvato all’unanimità una delibera per invitare la Direttrice Generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Latina, dott.ssa Silvia Cavalli, a provvedere alla sistemazione del PAT in locali idonei, a dotarlo di personale che abbia frequentato il corso di cui agli artt. 62 e segg. dell’Accordo Collettivo Nazionale e a ripristinare l’erogazione delle prestazioni proprie degli ex Punti di Primo Intervento come da DCA U00469 del 2019.
Purtroppo il nuovo avviso appare una risposta indiretta al Consiglio comunale.


IL ROSONE DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT'ANNA DI PISA CON LA VALUTAZIONE DELLA REGIONE LAZIO

L'ultimo monitoraggio fatto dal Ministero della salute sul rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza, relativo all'anno 2019 ha assegnato alla regione Lazio 203 punti (la sufficienza è 200) e come si vede nel "Rosone" della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, ci sono molte carenze in tutti e tre i LEA:
1. Prevenzione a causa della scarsa copertura vaccinale degli anziani e della presenza di contaminanti vegetali;
2 Assistenza distrettuale per la carenza di posti per l'assistenza residenziali e semiresidenziale degli anziani e disabili
3 Assistenza ospedaliera per la carenza di assistenza in day hopital, l'eccesso di parti cesarei e