martedì 24 maggio 2016

L'ECONOMISTA JEREMY RIFKIN PUNTA IL DITO SULLE AMMINISTRAZIONI LOCALI PER LA RIPRESA

Ieri è stato inaugurato il tradizionale (sono 26 anni) appuntamento annuale con il Forum PA (WWW.FORUMPA.IT) con un la lectio magistralis dell'economista statunitense Jeremy Rifkin il quale, dopo aver parlato della situazione economica mondiale afflitta dai cambiamenti climatici, dall'ecosistema in difficoltà, dalla distribuzione della ricchezza a dir poco squilibrata, da una crisi economica che non ha dato tregua per anni, ha fatto alcune proposte come la sharing economy, l’economia a costo marginale zero, un’economia basata sull'internet delle cose.
Rifkin, come leggiamo dal comunicato degli organizzatori, ha spronato l'Italia ad accelerare il processo della digitalizzazione e della produzione di energia attraverso fonti rinnovabili in modo da ridurre i costi sostenuti dal nostro paese per importare energia.
Il governo ha fatto molte cose, ma può farne di più.
Ma, ha sottolineato Rifkin, che le protagoniste del rinnovamento devono essere le pubbliche amministrazioni anche grazie all'apporto quotidiano dei lavoratori che costituiscono il vero motore della PA.
I soldi per gli interventi ci sono, ma le regioni e - dico io i Comuni -  devono scegliere di investirli in questo modo e non, come è avvenuto finora, nella ristrutturazione di infrastrutture obsolete troppo legate alla seconda rivoluzione industriale.
Occorre accelerare la trasformazione dell'economia grazie ad internet e accelerare il processo di riconversione verso le energie rinnovabili perché ha aggiunto Rifkin  “Sole e vento non mandano bollette”,
Sul sito del Forum PA si trovano tutti gli appuntamenti.
Qui si può leggere un documento del Prof. Rifkin

lunedì 23 maggio 2016

IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE: QUESTO SCONOSCIUTO

Sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, n. 38, supplemento ordinario n.1, è stata pubblicata la Relazione del Difensore civico regionale sull'attività svolta nel 2015. 
Una relazione che manifesta una attività svolta per adempimenti e le difficoltà a ricevere risposte dalle amministrazioni interessate.
La relazione la trovate qui:
http://www.regione.lazio.it/bur/?vw=ultimibur#
Il livello di soddisfazione come cittadino, almeno nei casi in cui mi sono dovuto rivolgere a questo istituto non è stato soddisfacente. 
Com'è noto, da alcuni anni è stata impedita ai Comuni di piccole e medie dimensioni di avere u difensore civico per ragioni economiche (sarebbe bastato rendere l'incarico gratuito) e quindi molti cittadini sono costretti a rivolgersi al Difensore civico regionale che peraltro è molto limitato nella sua possibilità di intervento.
Infatti, in base alla L. R. 17/80 però il Difensore civico regionale ha i seguenti compiti:
  • concorre all'esercizio della partecipazione popolare all'attività amministrativa della Regione nonché degli enti e degli organismi, in qualunque forma costituiti, interamente dipendenti dalla Regione o con partecipazione di capitali regionali, anche al fine di assicurare il buon andamento, la tempestività, la correttezza e l'imparzialità dell'attività stessa. 
  • In particolare, e' di competenza del difensore civico l'intervento sull'attività delle strutture: a) del Consiglio e della Giunta regionale; b) degli enti sub regionali non territoriali operanti nelle materie di competenza della Regione; c) delle aziende consortili dipendenti; d) degli enti o delle aziende con partecipazione di capitale regionale; e) delle unita' sanitarie locali in relazione agli atti soggetti all'approvazione della Regione ovvero su quelli preordinati ad adempimenti nonché a provvedimenti di competenza regionale; f) degli enti locali destinatari di deleghe o sub deleghe da parte della Regione, presso i quali non siano istituiti dai rispettivi statuti o non siano ancora operanti difensori civici. 
  • Il difensore civico può, altresì, per esigenze connesse all'espletamento del proprio mandato, intervenire, limitatamente alla richiesta di notizie, presso gli altri enti pubblici operanti sul territorio regionale.
Pertanto per quanto riguarda i Comuni non è facile trovare nel difensore civico una risposta.
Ora il decreto delegato dalla L. 124/2015 sulla trasparenza approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri (seduta n. 117) affida con l'art. 6 nuovi compiti ai Difensori civici assegnando anche un termine di trenta giorni per le decisioni con possibilità di ricorrere in particolare avverso il diniego all'accesso civico da parte dei cittadini e comunque i materia di omessa trasparenza da parte degli enti locali.
Non sarà facile trasformare l'attuale organizzazione del Difensore civico regionale in qualcosa che possa assolvere anche a questi nuovi adempimenti.


COMUNE DI SABAUDIA: LA TEMPESTIVITA' DEI PAGAMENTI

Da anni l'Unione Europea ha individuato nella tempestività dei pagamenti uno degli indicatori della efficienza di una pubblica amministrazione. L'Italia ha progressivamente recepito le norme europee fissando il termine dei pagamenti in 30 giorni e obbligando ogni ente a rendere pubblici questi dati pubblicandoli sul proprio sito web.
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato una sorta di cruscotto per indicare chi è in regola e chi no; sorprendentemente molte amministrazioni si sono messe in regola, altre cercano di darsi da fare, ma il Comune di Sabaudia non compare in questa graduatoria, (forse non ha inviato i dati?). Così per capire qualcosa sono dovuto andare sul sito web dove si scopre che il nostro Comune ha un indice di tempestività di 45,25 giorni, questo rappresenta senza dubbio un passo avanti rispetto al recente passato, anche perché in un Comune di dimensioni non particolarmente grandi e con una situazione difficile dell'economia, il Comune rappresenta per molte aziende una fonte di sostentamento, ma se poi non paga è un problema. Ora speriamo che le cose possano migliorare e che la gestione commissariale possa portare il Comune a livelli europei (30 giorni).

COMUNI ELEZIONI E LEGALITA'

Ieri è stata la giornata nazionale della legalità, ma in quanti Comuni è stato organizzato un incontro formativo con il personale per riflettere sullo stato di adeguamento alle norme sulla prevenzione? Quanti, tra amministratori e dirigenti hanno pensato di farlo? Io se fossi stato ancora operativo l'avrei fatto senz'altro e penso che sarebbe stata una cosa buona,
Molti Comuni sono oramai in piena campagna elettorale; in molti di essi ci sono stati problemi di corruzione o comunque di legalità per cui la consiliatura è finita anzitempo. Ora quasi tutti i candidati nei loro interventi ogni tanto parlano di legalità ma sembra che siano discorsi fatti tanto per far vedere che si occupano della cosa, non c'è convinzione, ma soprattutto non dicono cosa faranno veramente per prevenire la corruzione. Il bello è che alcuni di questi hanno messo in lista personaggi "impresentabili" in quanto coinvolti in precedenza magari proprio nelle indagini che hanno portato alla caduta della giunta precedente. Non è di questo modo di intendere la legalità che hanno bisogno i cittadini. Occorrono candidati che siano in grado di saper trasformare l'amministrazione in modo tale da creare controlli interni che siano in grado veramente di prevenire la corruzione e il ripetersi di certi fatti. Occorrono candidati competenti ma che siano motivati su questo punto e che lo dimostrino con parole e fatti. Non servono i soliti parolai, non basta dire che si vuole fare qualcosa, bisogna sapere cosa fare e spiegarlo ma è anche necessaria creare più trasparenza che è la compagna della prevenzione dalla corruzione, ancora oggi - nonostante tutte le leggi approvate - troppe procedure all'interno delle amministrazioni comunali sono oscure. Bisogna che questi candidati a Sindaco siano più chiari nei loro discorsi e che le loro promesse siano articolate anche nel tempo: entro cento giorni farò questo, entro sei mesi farò quest'altro...ecc. Poi ci dovrà essere qualcuno che controlli....spero solo che alla fine i cittadini non votino sempre i soliti noti.... 

domenica 22 maggio 2016

UN RENDICONTO DI CUI PARLERO' ANCORA

Proseguo ad illustrare ai miei affezionati lettori il Rendiconto 2015 del Comune di Sabaudia. Si tratta di spiegazioni che in molti Comuni chi amministra si sente naturalmente di spiegare ai propri elettori e che solo a Sabaudia - nonostante le sollecitazioni rivolte più volte - non siamo riusciti a far fare a chi ha amministrato la città in questi anni.
Ancora una volta, oramai sono molti anni, ho provveduto io, anche se per avere i dati ci sono ancora difficoltà.
Qui ho pensato di elaborare un grafico per mostrare quale è il costo di alcuni servizi per ogni cittadino.
Per ottenere questo dato ho preso il dato del costo totale e l'ho diviso per la popolazione media del Comune nel 2015. Come si vede ci sono alcune funzioni come gli affari generali che hanno un costo rilevante (anche se al suo interno ci sono molti uffici comunali come la ragioneria. l'ufficio tributi, ecc., l'ufficio tecnico, ecc.) mentre ad esempio il costo dei servizi sociali è inadeguato.
Un problema grave è stato quello di aver predisposto il rendiconto tardivamente e di non averlo mai trasmesso al presidente del consiglio comunale, forse non si voleva che venisse discusso?
Ora aspettiamo l'approvazione del rendiconto 2015 da parte del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio.

LA TRASPARENZA DOVREBBE ESSERE RICONOSCIUTA COME FUNZIONE FONDAMENTALE IN OGNI COMUNE

L’art. 43 del D.lgs 33/2013 e successive modificazioni e integrazioni prevede che in ogni Comune sia istituita la figura del Responsabile per la trasparenza; in questo modo di fatto viene strutturata una funzione che sin dalla sua nascita (L.241/90), fino ad ora è stata poco valorizzata all'interno delle amministrazioni pubbliche. 
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto delegato con la L. 124/2015 che ora è stato intitolato "Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione pubblicità e trasparenza correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"; nel frattempo da circa u mese è entrato in vigore il D.lgs n. 50/2016 che prevede una grande trasparenza alle procedure di acquisto (ed era ora).
Grazie alle norme citate gli adempimenti in materia di trasparenza sono divenuti molto onerosi; in particolare il responsabile della trasparenza deve:
a) Svolgere stabilmente un’attività di controllo sull'adempimento da parte dell’amministrazione (e quindi dei dirigenti e del personale) degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, assicurando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando al Sindaco, all'OIV, all’ANAC e, nei casi più gravi, all'ufficio di disciplina, i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione;
b) Monitorare la sezione “Amministrazione trasparente” del sito web istituzionale;
c) Assicurare il rispetto delle disposizioni e delle procedure relative al diritto di accesso ai sensi dell’art. 5 del D.lgs 33/2013;
d) Adempiere agli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali (art.14);
e) Assolvere agli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi di collaborazione o consulenza (artt.15, 15-bis e 15-ter);
f)  Pubblicare i criteri definiti nei sistemi di misurazione e valutazione della performance per l’assegnazione del trattamento accessorio al fine di dare conto del livello di selettività utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi, nonché i dati relativi al grado di differenziazione nell'utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti (comma 2 art.20);
g)  Pubblicare gli atti dell’Organismo Indipendente di Valutazione (art. 31); 
h)  Pubblicare, inoltre, la relazione degli organi di revisione amministrativa e contabile al bilancio di previsione o budget, alle relative variazioni e al conto consuntivo o bilancio di esercizio nonché tutti i rilievi ancorché non recepiti della Corte dei conti riguardanti l’organizzazione e l’attività delle amministrazioni stesse e dei loro uffici (art.31);
i)  Assicurare l’obbligo di pubblicazione concernenti i tempi di pagamento dell’amministrazione relativi a beni, servizi e prestazioni professionali, nonché l’ammontare complessivo dei debiti e il numero delle imprese creditrici (art.33);
l) Provvedere all'aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, all'interno del quale sono previste specifiche misure di monitoraggio sull'attuazione degli obblighi di trasparenza e ulteriori misure e iniziative di promozione della trasparenza in rapporto con il Piano anticorruzione. 
La trasparenza è cresciuta ed è divenuta una vera e propria funzione da riconoscere come tale.
In considerazione della numerosità e della complessità degli adempimenti il Responsabile della trasparenza a mio avviso per poter assolvere compiutamente ai propri compiti dovrebbe poter coordinare anche la gestione del sito web.

sabato 21 maggio 2016

IL MIO INTERVENTO SULLA PRESENZA DI PESTICIDI E DI ALTRE SOSTANZE CHIMICHE NELLE ACQUE SUPERFICIALI E NELLA FALDA ACQUIFERA NEL CORSO DELLA CONFERENZA TENUTASI IERI PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE DI SABAUDIA

Ieri sono stato invitato dal Comitato sulla tutela ambientale e contrasto all'erosione a parlare nel corso della conferenza che si è tenuta presso la Biblioteca comunale  intitolata al maestro Feliciano Iannella sul problema della presenza dei pesticidi e di altre sostanze chimiche nelle acque superficiali e nella falda acquifera. 
Dopo aver illustrato la normativa in vigore con particolare riguardo a quella emanata di recente per le aree protette, quale è quella del Parco Nazionale del Circeo, ho provato a fare la storia recente delle iniziative svolte per sensibilizzare le Pubbliche amministrazioni sul problema, che sempre più spesso assume anche le vesti del fenomeno dell'eutrofizzazione delle acque del lago di Paola con una abnorme fioritura di alghe, che sono la dimostrazione della presenza nelle acque di fosforo e di azoto in misura di gran lunga superiori ai limiti consentiti.
Da molti anni è noto che la Fonte di Lucullo non è più potabile e con essa la sorgente Arciglioni.
Di recente l'ex sindaco ha avuto modo di affermare durante una seduta del Consiglio comunale che solamente il 75% delle abitazioni sarebbe collegato alla rete fognaria e questo è un altro elemento di preoccupazione.
In questi ultimi giorni è stato pubblicato un rapporto dell'ISPRA da cui risulta che nel Lazio l'unica area che ha "meritato" il bollino rosso per il superamento dei valori ammessi sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee è proprio il Parco Nazionale del Circeo, in cui, come ho scritto, i valori dovrebbero invece essere inferiori. Questi prodotti, che vanno comunemente sotto il nome di pesticidi,ma che vengono usati in agricoltura in varie forme, sono pericolosi per la salute umana e possono procurare patologie di vario tipo: 
- acuta, che si manifesta in caso di incidenti nelle persone che ne fanno uso, come gli agricoltori con l’inalazione e il contatto diretto attraverso la cute. A questo proposito l'anno passato due operai indiani sono stati ricoverati al Pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina in preda a sintomi molto gravi dovuti evidentemente all'utilizzo di alcuni prodotti senza prestare le cautele de caso. 
- a lungo termine, sempre nelle persone che per lavoro entrano in contatto con queste sostanze tossiche (gli agricoltori, ma anche le loro famiglie), che in base a recenti indagini hanno evidenziato un numero di tumori più elevato per talune cause di morte (Linfoma non Hodgkin, leucemie, mieloma multiplo, tumore alla prostata, della cute, ecc.). Esiste un nesso causale tra l’utilizzo prolungato di alcune determinate sostanze ed alcune patologie (erbicidi con i tumori dell’ovaio; composti organo fosforici con le leucemie; organo fosfati con il tumore della prostata) 
- quella a lungo termine dovuta all'assunzione di residui nei cibi da parte dei consumatori
L'INAIL e l'Autorità europea per la sicurezza alimentare hanno avviato una collaborazione per prevenire questi incidenti sul lavoro.
A loro volta il Ministero dell'agricoltura e quello della salute seguono attentamente la presenza dei residui nei prodotti ortofrutticoli e negli alimenti di origine animale.
Ma quello che manca a livello territoriale sono i controlli, i prelievi, troppo pochi e in posti limitati.
Occorre che le istituzioni locali intervengano per garantire uno sviluppo realmente sostenibile al nostro territorio anche per tutelare la salute dei cittadini, dato che questo inquinamento da pesticidi ha anche un elevato costo sociale, alzando l'asticella, che è stata abbassata in maniera eccessiva.
E' necessario anche intervenire per costringere tutte le abitazioni ad allacciarsi alla rete fognaria e assicurare un maggiore monitoraggio sulle acque con prelievi in più punti e più frequenti.
Ma è ora che Ente Parco e Comune rispondano ad uno dei bandi LIFE con un progetto partecipato con gli agricoltori per sostenerli economicamente e accompagnarli verso una agricoltura biologica premiando con un marchio di qualità chi raggiunge questo traguardo.
Solo così si potrà raggiungere il miglioramento della qualità che potrà anche rappresentare un'attrattiva turistica per molte persone.
Dalle slides della conferenza ho tratto un video che potete trovare su You Tube:
https://youtu.be/gCMpjVrq3H0


SABAUDIA - RENDICONTO 2015: SPESA PER I SERVIZI SOCIALI

Proseguo con la pubblicazione dei dati della spesa 2015 del Comune.
Per molti servizi si spende più dello standard nazionale, mentre per altri si spende di meno. Tra quelli per i quali si è speso di meno c'è senza dubbio quello dei servizi sociali con una spesa complessiva di € 1.839.088,16 pari ad € 118,77 pro capite.
Si pensi che il primo comune d'Italia in questa classifica è Trieste con circa € 457 pro capite, quindi siamo molto lontani. In più occorre sottolineare il problema dell'assistenza ai disabili e in particolare quello della Casa Domotica, per non parlare degli anziani che nel nostro Comune sono in numero rilevante. Anche i questo campo dovranno essere fatti molti cambiamenti. Le proposte a suo tempo sono state fatte, ma sempre ignorate. 

venerdì 20 maggio 2016

LA NUOVA NORMATIVA SULL'UTILIZZO DEGLI ARENILI: I COMUNI DOVRANNO METTERSI IN REGOLA

E' iniziata la discussione presso l'ottava commissione del Consiglio regionale del Regolamento per l'attuazione della L. 8/2015. 
Nel regolamento viene ribadito l'obbligo per i comuni di riservare almeno il 50 per cento dell'arenile a spiagge pubbliche. Negli articoli successivi vengono definiti i diversi tipo di utilizzo e le relative caratteristiche. Gli stabilimenti balneari, in particolare, non sono più caratterizzati attraverso la presenza di cabine, ma con la possibilità a loro riservata del preposizionamento delle attrezzatura da spiaggia.
Il "cuore del provvedimento" è rappresentato dalle nuove norme che regolano le concessioni, i varchi e la tutela della "libera visuale del mare", che viene considerata un bene pubblico. 
Le concessioni, in ossequio dalla direttiva Bolkestein dell'Unione europea, non saranno più rinnovate automaticamente, ma avranno durata limitata in base agli investimenti effettuati dal concessionario. Le nuove assegnazioni dovranno essere disciplinate in maniera trasparente, garantendo la parità di trattamento e il divieto di discriminazione. I Comuni che non rispettano il limite del 50 per cento di spiagge pubbliche non potranno rilasciare nuove concessioni.
Concessioni non rinnovabili automaticamente per gli stabilimenti balneari, procedure di evidenza pubblica per assegnarle, varchi aperti ogni 300 metri per l'accesso alle spiagge. 
L'ìter dello schema di delibera proseguirà con una serie di audizioni con le associazioni del settore che inizieranno lunedì 23 maggio. Una volta esaurita questa fase inizierà la discussione dei 20 articoli che compongono il provvedimento.
Molti Comuni come quello di Sabaudia dovranno adeguarsi alla nuova normativa. 
Il testo della proposta lo trovate qui:

IL RAPPORTO 2016 DELL'ISTAT

Il 20 maggio, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, il presidente dell'ISTAT Giorgio Alleva ha illustrato il “Rapporto annuale 2016 dell'ente con  la situazione del Paese.
Come è tradizione, il Rapporto annuale dell’Istat, giunto alla ventiquattresima edizione, sviluppa una riflessione documentata sul presente dell’Italia, utilizzando dati e analisi per descrivere le trasformazioni intervenute nel recente passato e al tempo stesso individuare le prospettive per il futuro e le potenzialità di crescita del Paese. A partire dallo scorso anno, il Rapporto si è arricchito di analisi e prospettive inedite, sintetizzando gli andamenti e i caratteri strutturali prevalenti, ma dando conto al tempo stesso della profonda eterogeneità che caratterizza i territori e gli attori economici e sociali. Questa attenzione alle differenze, ai punti di forza e di debolezza che caratterizzano i diversi soggetti, alle loro diverse traiettorie di evoluzione rappresenta il fattore di continuità con la precedente edizione.
Al centro del rapporto c'è una figura di donna immaginaria: Maria e con essa si segue l'evoluzione della società italiana, ma in particolare delle donne dalla prima guerra mondiale fino ad arrivare ai giorni nostri con una società profondamente diversa rispetto a quella di un secolo fa.
Per leggere il rapporto lo trovate qui:

giovedì 19 maggio 2016

L'ANAC HA PUBBLICATO UNO STUDIO PREOCCUPANTE SULLE PROROGHE DEI CONTRATTI

L’Autorità Nazionale Anti Corruzione ha pubblicato di recente un’indagine sulle motivazioni dell’utilizzo di proroghe sviluppata su un campione significativo di 39 stazioni appaltanti.
Dall'indagine – riferita a 78 contratti più volte prorogati – è emersa una durata media di 36 mesi (da 9 a 72 mesi) e solo 35 contratti prevedevano opzioni, mediamente di ca 30 mesi (da 9 a 48) pari all’85% della durata media dei contratti originari, con opzioni di durata che oscilla dal 33% a 150% della durata contrattuale originaria. 
La misurazione delle proroghe dei contratti oggetto di analisi ha evidenziato una sommatoria complessiva di 5694 mesi di proroghe che rappresentano ben il 203% delle durate originarie (2804 mesi) ed il 149% delle durate originarie incrementate dalle opzioni previste (3827 mesi). 
Sul già sorprendente dato medio di 73 mesi di proroghe “tecniche”, pari a poco più di 6 anni, spiccano i casi limite; in ben 18 casi è stata superata la percentuale del 300% (da un contratto di durata di 36 mesi prorogato per altri 112 mesi, pari al 311%, al caso estremo di un contratto di 12 mesi prorogato per ben 158 mesi pari a più di 13 volte la durata originaria).
Le proroghe rilevate sono state classificate in gruppi di motivazioni - nella pur ampia eterogeneità delle affermazioni rinvenibili nella documentazione acquisita (relazioni ed atti) - così descritti: 
a) proroghe concesse in regime previgente alla entrata in vigore del Codice dei contratti o più propriamente del divieto esplicito di rinnovo dei contratti di cui al comma 2 dell’art. 23 della legge n. 62/2005; 
b) proroghe “tecniche” determinate dai seguenti fattori: 
-redazione degli atti di gara e svolgimento della gara:motivazioni inerenti la durata della redazione degli atti di gara e la loro modificazione per eventi interni all’ente, mutamento delle esigenze, dei luoghi, dei quantitativi (es. modifiche delle superfici o degli utenti a causa del mutare degli immobili in dotazione della stazione appaltante per accorpamenti e smembramenti determinati da riorganizzazioni dell’ente); 
-ritardi nell'aggiudicazione definitiva derivanti da contenzioso:proroghe tecniche motivate dai ritardi nell'aggiudicazione determinate da azioni esterne o da atti di autotutela (quali ad esempio, atti di annullamento o differimento dei termini a seguito di azioni dei partecipanti); 
- modifiche della redazione degli atti di gara per nuova normativa nazionale:motivazioni che sono state riferite direttamente a normativa nazionale che rendesse obbligatoria la modifica degli atti di gara (ad esempio: prezzi di riferimento, indicazione della quota di costi relativi al personale); 
- modifiche della redazione degli atti di gara per nuova normativa regionale:motivazioni che attribuiscono la proroga a processi di riorganizzazione determinati da normativa regionale di carattere generale che contenevano prescrizioni tali da rendere più stringente l’obbligo di modifica degli atti di gara; 
- proroghe per la mancata conclusione di gare centralizzate: 
- motivazioni che hanno evidenziato come, a fronte del divieto di bandire nuove gare e di avvalersi di gare indette da centrali, tali ultime gare non fossero state completate. 
Il risultato di questa ripartizione evidenzia come la assoluta maggioranza (70% ca) delle proroghe è imputabile alla difficoltà delle stazioni appaltanti di predisporre gli atti di gara e a svolgere le gare garantendo il corretto avvicendamento degli affidatari.
Da questo discendono molte responsabilità per i dirigenti, ma non sembra che nessuno se ne preoccupi.
La seconda motivazione comprende i casi relativi a mutamenti del quadro normativo sia nazionale (1% ca) che regionale (8% ca).
Significativa è la percentuale dell’8% dei casi di proroga tecnica imputabili ad una sorta di cortocircuito determinato dalla regolazione regionale che impedisce nuove gare agli enti, ma al contempo le centrali di acquisto avviano e completano con forti ritardi le gare di loro competenza. 
Da ultimo si rileva come sia minimo (1% ca) l’effetto delle vicende giudiziarie sulla origine delle proroghe tecniche.

SABAUDIA E LO SPORT

Proseguendo l'esame del rendiconto 2015 del Comune di Sabaudia, incontriamo la spesa per lo sport.
Per un ente che in ogni anno svolge numerose manifestazioni sportive in moltissimi campi: dal canottaggio alla canoa, alla pallavolo, all'atletica, al ciclismo, alla scherma, ecc. e che potrebbe avere come come obiettivo proprio di divenire una città dello sport per tutti e per tutte le età, si sarebbe potuto fare di più, ma molto di più, anche perché il turismo sportivo è una fonte importante di introiti. Non viene fatto poco o nulla per lo sport per i disabili. 
Come si vede la prima voce del grafico nello schema di bilancio del Ministero, è rappresentata dalla piscina: zero via zero, siamo sempre in attesa che si faccia (anche perché da moltissimi anni è stato chiesto un mutuo alla CCDDPP), una cosa molto grave che comporta anche disagi alle famiglie che devono accompagnare i figli facendo molti chilometri per raggiungere la piscina più vicina in un altro Comune. Si è lasciato crollare senza alcuna manutenzione l'edificio  della ex SPES per il quale da anni esisteva un progetto per utilizzarlo come foresteria per gli atleti o per altre iniziative a favore dello sport. 
Anche il Centro sportivo di via Arezzo è stato mandato in malora e dopo alcuni anni di abbandono totale, ospita extracomunitari senza fissa dimora ed è infestato da serpenti ed altri animali.
Il tutto in una città che ha estrema necessità di luoghi di allenamento.
In un recente passato avevo presentato anche una proposta per istituire un Master di fisioterapista ad indirizzo sportivo, che sarebbe il normale supporto a tutte le attività presenti nella nostra città, ma è stata fatta cadere anch'essa.
Nonostante ciò è ammirevole quanto viene fatto dalle molte società e dai tantissimi atleti.
Amministratori attivi solo per alcune cose.....ma le cose devono cambiare e cambieranno.