martedì 20 febbraio 2018

LE CURE ODONTOIATRICHE QUESTE DIMENTICATE (DAL SSN)

Nonostante le attese solo pochi cittadini italiani possono accedere alle prestazioni gratuite in campo odontoiatrico.
Il problema riguarda tutti i cittadini ma in maniera particolare gli anziani.
Come si vede dal grafico allegato solo una piccolissima parte delle persone con più di sessantacinque anni viene curata in strutture pubbliche, mentre la maggioranza finisce nel privato (con le assicurazioni integrative) o a pagamento.
Non è questa la sanità che vogliamo.   

DOVE SONO FINITI I POSTI LETTO DELLA ASL LATINA ?

Nell'anno 2000 lasciai l'incarico di direttore amministrativo della ASL latina per assumere quello analogo degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma (IRCCS regina Elena e IRCCS San Gallicano) appena trasferiti a Mostacciano.
Nella relazione per il passaggio delle consegne evidenziavo i posti letto allora in gestione diretta della ASL, erano 2.643, mentre ora, secondo l'Atto aziendale adottato dal nuovo Direttore generale della ASL Latina sono solo 1.630, addirittura al disotto dello standard del 3,7 per mille previsto dal famoso D.M. 70/2015 che ne prevederebbe, in base alla popolazione della provincia ben 2.130.
Quando mancano i posti letto per i pazienti che arrivano al pronto soccorso è perchè questi posti non ci sono più. 
Molti di questi posti sono finiti a Roma fagocitati dalle nuove strutture convenzionate obbligatoriamente con il SSR dal Ministero della salute come i numerosi istituti di ricovero e cura a carattere scientifico privati autorizzati in questi anni, le nuove facoltà di medicina private (Campus Biomedico e St. Camillus University)  ecc.  
Così a Roma, dopo aver riconosciuto un finanziamento ridotto per gli abitanti delle province dovendo assicurare i soldi per le strutture  pubbliche e private accreditate romane, fanno lo stesso lavoro anche con i posti letto. 
Nel frattempo nella nostra provincia  sono cresciuti i posti letto gestiti da strutture private da Aprilia a Latina e così il rapporto pubblico privato è oramai alla pari (50% a testa).

ASL LATINA: SEMPRE MENO IL PERSONALE IN SERVIZIO

I dati pubblicati sull'Atto aziendale e sul sito web della ASL Latina ci mostrano una preoccupante situazione del personale con un decremento elevatissimo e una presenza di precari incredibile. Da 3.765 unità presenti alla fine del 2000 siamo arrivati a sole 3.426 unità nel 2017 (fonte sito web e Atto aziendale), ma di questi ultimi ben 654 sono precari.
La questione è resa anche più complicata dalla presenza di molte unità del ruolo sanitario che svolgono  mansioni diverse presso la Direzione generale. Insomma la gestione del personale deve cambiare e mi auguro che ciò avvenga al più presto.

ASL LATINA DOVE FINISCONO I SOLDI (POCHI) CHE ARRIVANO DALLA REGIONE

Ieri a Cisterna di Latina ho partecipato ad un incontro sulle disuguaglianze della sanità dedicato in particolare alla situazione della provincia di Latina. 
Il primo tema affrontato è stato quello del finanziamento da parte della Regione che penalizza fortemente gli abitanti della provincia in quanto nel 2017 la quota capitaria riconosciuta è stata solamente di € 1.448,59 a fronte di € 1.815 degli abitanti della ASL Roma 1.
Da quanto si può vedere dal grafico la previsione del bilancio ipotizzava un avanzo di gestione, al riguardo a parte il fatto che i bilanci dovrebbero chiudere in pareggio in quanto non si può fare un bilancio in disavanzo, ma neanche in avanzo in quanto i cittadini non riceverebbero i servizi loro spettanti, si dovrà vedere ora se poi le promesse sono state mantenute.
La cosa più evidente è la spesa irrisoria del personale (oramai ridotto ai minimi termini) e quella per i servizi acquistati all'esterno: prestazioni sanitarie (case di cura, specialistica ecc.) servizi economali (pulizia, ristorazione, lavanderia, guardiania ecc.), i servizi gestiti direttamente  sono sempre meno.
La qualità non sempre corrisponde alle aspettative e i controlli interni sui servizi affidati ad imprese esterne sono inadeguati.
Il bilancio di previsione 2018 ancora non è stato pubblicato.
La nostra ASL un tempo attirava pazienti dalle altre ASL e anche da altre regioni, ora purtroppo i nostri pazienti per le patologie più importanti fuggono a Roma, in Toscana, in Lombardia e quindi abbiamo un a mobilità passiva con costi elevati.
Chi dovrà gestire la sanità del Lazio dovrà invertire questa situazione  in maniera decisa. 

lunedì 19 febbraio 2018

SABAUDIA: IL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E LA TRASPARENZA

Con deliberazione n. 15 in data 31 gennaio, ma pubblicata solamente il 19 febbraio il Comune di Sabaudia ha approvato il Piano triennale per la prevenzione della corruzione trasparenza per il triennio 2018-2020
Come previsto dalle norme prima dell'adozione è stata aperta una consultazione per acquisire i suggerimenti dei cittadini.
Per quanto mi riguarda ho inviato un documento di otto pagine con il quale ho tentato di fornire alcune indicazioni in merito ad una serie di problematiche da me ritenute come possibili (se non certe) attività a rischio.
Non si può dimenticare che nel recente passato alcuni dipendenti e qualche amministratore sono stati coinvolti in numerose questioni giudiziarie che hanno lasciato tracce non indifferenti. 
Il documento definitivo, predisposto dal Segretario generale del Comune, è molto articolato, composto di 91 pagine e diviso in due parti, a loro volta molto approfondito per quanto riguarda l'individuazione delle procedure soggette a rischio che, almeno secondo me , in alcuni casi appare sottovalutata.
Molto spazio è stato dedicato agli interventi svolti in questo ultimo periodo e molti di essi sono senza dubbio positivi, ma la strada da fare è ancora molto lunga.
Peraltro su questo tema molto importante è l'attività quotidiana di controllo che deve essere implementata.
Molto importante sarà la formazione, tema sul quale fino ad ora obiettivamente il Comune non ha fatto molto.
per quanto riguarda la trasparenza non mi scorderò mai di scrivere che il Comune è ancora molto indietro, a nulla servirà l'aver commissionato la predisposizione di un nuovo sito se poi i documenti non saranno aggiornati costantemente e se si seguiterà a fare da parte di qualche ufficio il trucchetto di  riempire le sezioni dell'"Amministrazione trasparente" con le leggi anziché con i dati.
Questo per non parlare della disponibilità dei dati ambientali che è assolutamente inadeguata e insufficiente. 
Purtroppo molte delle segnalazioni da me fatte non sono state ascoltate.

IN MOSTRA ALLA GNAM LA STORIA DELLA SOCIETA' OLIVETTI FONDATA 110 ANNI FA

In occasione del 110°anniversario della fondazione della società Olivetti, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita la mostra “Looking forward. Olivetti: 110 anni di immagine”, a cura di Manolo De Giorgi con Ilaria Bussoni e Nicolas Martino. La mostra è promossa da Olivetti con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti.
Adriano Olivetti ha scritto pagine importanti della storia industriale, con la sua capacità visionaria di anticipare il futuro, cambiando la vita di intere generazioni e il concetto di impresa attraverso scelte etiche coraggiose e una profonda coscienza della morale sociale che ha trasmesso alla comunità di Ivrea di cui è stato anche Sindaco.
La mostra ripercorre la storia di un’azienda che hanno segnato la storia del design, della grafica, dell’innovazione tecnologica, della comunicazione. 
Un’opera organica e dal disegno comune alla quale nel corso dei decenni hanno concorso tecnici, fotografi, ingegneri, artisti, scrittori, urbanisti, sociologi, psicologi e lavoratori.
Il pensiero olivettiano ha cambiato la realtà inventando le forme degli oggetti insieme al loro uso, ripensato la fabbrica e la produzione, cambiato il rapporto tra uomo e macchina, previsto i desideri e inventato gli strumenti per realizzarli.
L'utopia di un uomo divenuta realtà in una comunità che custodisce ancora gelosamente la lezione olivettiana.

IL 20 FEBBRAIO 1958 VENIVA PROMULGATA LA LEGGE CHE ABOLIVA LE CASE CHIUSE E ISTITUIVA LE NORME CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELLA PROSITITUZIONE

Il 20 febbraio 1958 entrava in vigore la legge n.75/58 con cui venivano abolite le case chiuse.
La legge stabiliva, nel termine di sei mesi dall'entrata in vigore della stessa, la chiusura delle "case da prostituzione" e con esse l'abolizione della regolamentazione della prostituzione e l'introduzione di una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione.
La norma prescriveva anche la costituzione di un Corpo di polizia femminile che si sarebbe dovuto occupare della prevenzione e della repressione dei reati contro il buon costume.
La legge italiana in vigore fino ad allora prevedeva che venissero eseguiti controlli sanitari periodici sulle prostitute, in realtà i controlli erano sporadici e soggetti a pressioni di ogni genere da parte dei tenutari, specialmente al fine di impedire di vedersi ritirata la licenza per la gestione dell'attività.
La proposta di legge era stata presentata dalla sen. Lina Merlin sin dal 1948 sull'esempio di quanto già avvenuto in Francia in base ai principi della Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione, adottata dall' Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 317 del 2 dicembre 1949,  e resa esecutiva in Italia con legge 23 settembre 1966 n. 1173.
Purtroppo alla abolizione delle case chiuse non è seguita da parte delle Forze dell'ordine e della magistratura oltre che dei Sindaci una corretta applicazione di tutte le norme contenute nell'art. 3 della legge per contrastare ogni tipo di sfruttamento della prostituzione con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.   
La sen. Merlin è famosa per la legge che porta il suo nome ma era stata una persona di spicco del movimento socialista e della lotta partigiana oltre che in Parlamento.
La conobbi nel 1969 nel residence di via Corridoni a Milano dove viveva e dove alloggiavo anche io dato che lavoravo lì vicino. 
Era una signora molto distinta, era nata nel 1887 a Chioggia dove il padre era segretario comunale, aveva studiato  il diploma magistrale e poi si era laureata in lingue dedicandosi all'insegnamento.
Dopo aver contrastato la partecipazione dell'Italia alla prima guerra mondiale nel 1919 si iscrisse al partito socialista collaborando attivamente alla vita culturale del partito.
Avendo rifiutato di giurare fedeltà al fascismo nel 1926 fu licenziata e poi iscritta all'elenco dei sovversivi.
Arrestata fu inviata al confino in Sardegna fuggita a Milano partecipò attivamente alla resistenza.
Finita la guerra fu eletta nell'Assemblea costituente e poi al Senato e alla Camera dove   dedicò tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile in Italia.
A lei si devono, tra l'altro, l'abolizione della famosa definizione di "NN"  (dal latino nomen nescio)  che veniva apposta sugli atti anagrafici dei trovatelli (legge 31 ottobre 1955 n. 1064), l'equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi in materia fiscale, la legge sulle adozioni che eliminava le disparità di legge tra figli adottivi e figli propri, e la soppressione definitiva della cosiddetta "clausola di nubilato" nei contratti di lavoro, che imponeva il licenziamento alle lavoratrici che si sposavano (legge del 9 gennaio 1963 n. 7).
Morì a padova nel 1979.
La sua biografia è stata curata dalla senatrice Elena Marinucci.

giovedì 15 febbraio 2018

TROVATO L'ACCORDO IN CONFERENZA STATO REGIONI SULLA RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE PER L'ANNO 2018

Il 15 febbraio la conferenza Stato Regioni e province autonome ha trovato l'accordo per la ripartizione del FSN per l'anno 2018.
Secondo il sito www.regioni.it  si tratta di 110,1 miliardi, quasi un miliardo in più rispetto al 2017. Sommando ulteriori riparti successivi – relativi a obiettivi di piano e piccoli fondi vincolati si dovrebbe arrivare a  poco meno di 113,4 miliardi per l'anno 2018.
Da quanto si comprende dal comunicato del Presidente Stefano Bonaccini si è trattato di un un confronto interregionale ricco di spunti e, come sempre in queste occasioni, di dialettica interna. 
Si è dovuto fare i conti con specifiche situazioni territoriali, agendo con buon senso e con interventi di riequilibrio. 
Alla fine ragionando anche su ambiti relativi alla incidenza della popolazione anziana o dei giovani, e guardando ad altri indici, facendo un lavoro di razionalizzazione anche sul fronte della mobilità sanitaria si è raggiunta una sintesi che dà certezze contabili ad un settore fondamentale per i cittadini come la sanità.
So tratta sempre si una quota inadeguata a quella dei Paesi dell'Europa occidentale e molto contenuta rispetto al PIL.

LE MODIFICHE DELLA RENDITA CATASTALE POSSONO AVER EFFETTO SOLO DOPO LA NOTIFICA -

Una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione VI, n. 1098/2018 in merito ai provvedimenti modificativi delle rendite catastali ha stabilito che:"Secondo la giurisprudenza costante di questa Corte "In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l'art. 74, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, nel prevedere che, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va interpretato nel senso dell'impossibilità giuridica di utilizzare una rendita prima della sua notifica al fine di individuare la base imponibile dell'ICI, ma non esclude affatto l'utilizzabilità della rendita medesima, una volta notificata, a fini impositivi anche per annualità d'imposta "sospese", ovverosia suscettibili di accertamento e/o di liquidazione e/o di rimborso" (Cass. sez. un. 3160/11). 
Si tratta di una ordinanza che interessa tutti quei comuni virtuosi che decidono di andare a rivedere l'accatastamento e  le rendite delle abitazioni site in  particolari aree.
QUI TROVATE LA SENTENZA CASSAZIONE SEZ. VI,, N. 1098/2018

IL SISTEMA DI EMERGENZA URGENZA SANITARIO IN PROVINCIA DI LATINA E LE DISUGUAGLIANZE

DOVE SONO RIMASTI I I SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO
La situazione del sistema di emergenza urgenza della provincia di Latina è ancora basato su quello approvato dalla Regione nel ‘94, senza tener conto che nel frattempo sono stati chiusi molti degli ospedali che che con i loro servizi di proto soccorso assicuravano una pronta risposta in molti casi (Cori, Sezze, Priverno, Gaeta, Minturno). 
In questo modo sono stati conseguentemente eliminati altrettanti posti di Pronto Soccorso che sono stati momentaneamente sostituiti da Punti di Primo Intervento, a loro volta minacciati periodicamente di chiusura a causa del famoso D.I. 70/2015. 
In molti casi non si è in grado di rispettare lo standard di un intervento entro 8 minuti nelle aree urbane.
Si è creata una profonda disuguaglianza rispetto alla Città di Roma dove c'è una copertura maggiore del servizio grazie agli ospedali pubblici, a quelli classificati,  ai policlinici universitari, ecc.....
Il DCA U00257/2017 con cui è stata data attuazione al D.I. 70/2015 prevede la trasformazione dei Punti di Primo Intervento (PPI) in postazioni medicalizzate del 118 al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità che non richiedono trattamento ospedaliero, previa implementazione dell’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero. 
In provincia di Latina ci sono i PPI di Sezze, Cisterna, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta, Minturno. 
È prevista la possibilità di realizzare ulteriori Case della salute presso i presidi sopra indicati, ma per il momento è stata aperta solo a Sezze, mentre per quella di Gaeta si è in attesa.
La regione ha preso l'impegno di aprire le case della salute mancanti entro il 31 dicembre 2018.

DOVE ERANO GLI OSPEDALI CON IL PRONTO SOCCORSO

IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DELLA CAMPANIA

Il Monitoraggio dei LEA della Campania ha rilevato nell’anno 2015 delle criticità nel livello di assistenza della prevenzione, ed in particolare nell’area vaccinazioni dei bambini e degli anziani. 
Inoltre sono state rilevate carenze nello screening per la prevenzione dei tumori della cervice uterina, mammella, colon retto.
Altre insufficienze riguardano la sanità animale per l’indicatore «Percentuale di allevamenti controllati per brucellosi ovicaprina, bovina e bufalina». Mancano i posti in strutture che erogano assistenza ai disabili.
Per quanto concerne il livello di assistenza ospedaliera, sono stati segnalati scostamenti rilevanti seppur in miglioramento, per gli indicatori relativi ai parti cesarei primari (48,19% vs 20%) e ai pazienti (età 65+) con diagnosi di frattura del collo del femore operati entro 2 giornate in regime ordinario (19.30% vs 55%).
La Campania (insieme alla Calabria), secondo i dati del Centro per i diritti del Cittadino, sono le due regioni dove si muore di più per cure tardive o sbagliate, con l'81% dei casi di malasanità che si concludono col decesso del paziente. 
La Commissione Parlamentare d'Inchiesta sugli errori in campo sanitario nel quinquennio 2009-2012 ha registrato 570 denunce per malasanità, di cui 117 in Sicilia, 107 in Calabria, 37 in Campania, 36 in Puglia ed Emilia-Romagna. 
Secondo il Co.Di.Ci «La Campania in particolare è una delle regioni che è più a rischio di tutte: tagli al personale, posti letto carenti, chiusura di ospedali e l'utilizzo di sedie a rotelle in mancanza delle barelle».

mercoledì 14 febbraio 2018

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE, VALORIZZARE LE DIVERSITA'

Venerdì 16 febbraio alle ore 11.00 presso la Fondazione Basso verrà presentato il progetto “Forum sulle Disuguaglianze e le Diversità”, un luogo di pensiero e confronto per informare, discutere e convincere che le disuguaglianze fanno male alle persone, all’economia, al Paese. 
Nato da un’idea e da una proposta della Fondazione Basso, sostenuto da Fondazione Charlemagne, Fondazione con il Sud, Fondazione Enel, Fondazione Unipolis e Legacoop Sociali, è promosso da un gruppo di otto organizzazioni di diversa matrice culturale (ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus cooperativa sociale, Fondazione Basso, Fondazione di Comunità Messina, Legambiente, UISP) da anni attive in Italia per la riduzione delle disuguaglianze e da un gruppo di ricercatori e accademici impegnati nello studio della disuguaglianza e delle sue negative conseguenze sullo sviluppo.
In coerenza con l’art. 3 della Costituzione Italiana, ha la finalità di contrastare l’aumento crescente delle disuguaglianze sociali, economiche, e di riconoscimento che vanno consolidandosi nel Paese, da un lato aprendo faglie che vengono riempite da paure e da dinamiche autoritarie, dall’altro ostacolando lo sviluppo di forme armoniche e sostenibili di economia. 
Il Forum si propone come luogo di elaborazione di politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze e favoriscano il pieno sviluppo di ogni persona.