venerdì 13 maggio 2022

LA PRESENTAZIONE DEL MIO TRATTATO DI DIRITTO SANITARIO PRESSO L'ABBAZIA DI SAN NILO A GROTTAFERRATA

Questa mattina all’Abbazia di San Nilo di Grottaferrata in una sala della Scuola di Iconografia, l’Associazione Nuovi Castelli Romani presenterà il mio nuovo libro “Il diritto alla salute nel Servizio Sanitario Nazionale”.
Interverranno l’autore della prefazione: prof. Cesare Pinelli, ordinario di diritto pubblico e il prof. Claudio Letizia, ordinario di medicina interna, entrambi dell’Università “Sapienza” di Roma; il Sindaco del Comune di Frascati Francesca Sbardella, il Sindaco del Comune di Nemi Alberto Bertucci, il Sindaco del comune di Castel Gandolfo Milvia Monachesi e il direttore sanitario dell’azienda USL Roma 6 dott. Roberto Corsi.
Hanno assicurato la loro presenza: Mons. Paolo Ricciardi, vescovo ausiliare di Roma; il sen. Bruno Astorre, Francesco Pittoni, Vice Presidente Vicario dell’Unione Associazioni Regionali di Roma e del Lazio; Francesco De Feo, Egumeno del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata e il dott. Ettore Pompili, Presidente onorario dell'Associazione NCR.
L’opera è un vero e proprio trattato di diritto sanitario diviso in sei parti:
1) Il processo della riforma
2) L’assistenza sanitaria
3) Organizzazione centrale del SSN+
4) Organizzazione regionale del SSR
5) Strutture operative e loro funzioni
6) Diritti e responsabilità delle persone
Complessivamente sono 630 pagine con oltre 800 note di dottrina e giurisprudenza, un ampio indice analitico e una ricca bibliografia.
Un libro scritto in maniera chiara e comprensibile anche per chi non ha una formazione giuridica e che spiega in maniera diffusa tutta la materia.
Molta attenzione è stata posta alla gestione delle risorse finanziarie, umane, strumentali e informatiche, ma sono trattate diffusamente anche tutte le altre funzioni come quelle della trasparenza, della prevenzione della corruzione, dell’informazione e della partecipazione, princìpi questi ultimi rigorosamente dettati dalle norme e che troppo spesso non trovano riflesso nemmeno per sbaglio nell’operare concreto.
Nel testo viene sottolineata l’importanza degli organi di indirizzo (es. Sindaci, Conferenza locale sociale e sanitaria per le aziende sanitarie locali, ecc.) che sarà determinane per l’applicazione del PNRR, ma anche il ruolo dei cittadini, proclamato da tutti, ma scarsamente rispettato.
Un volume aggiornato al 31 marzo 2022 che può essere utile per chi deve studiare, per chi vuole prepararsi per un concorso, ma anche per chi già lavora e vuole aggiornarsi anche per difendere i propri diritti sul luogo di lavoro, oltre che per gli avvocati che devono rappresentare qualche paziente o dipendente.



giovedì 5 maggio 2022

COSA VOGLIONO FARE I CANDIDATI A SINDACO PER LA SANITA' IN UNA PROVINCIA COLLOCATA AL 91° POSTO DELLA CLASSIFICA STILATA DALLA SAPIENZA PER ITALIA OGGI ?


Oramai la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative è entrata nel vivo.
Molte le promesse elettorali ma spesso sento affermare da qualche candidato che i Sindaci non sono competenti per la sanità.
Anche se la gestione della salute con il d.lgs 502 del 1992 è stata affidata ai direttori generali delle aziende Unità Sanitarie Locali resta sempre il fatto che il Sindaco è il responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e in quanto tale esprime il bisogno sanitario della popolazione.
Il Consiglio comunale condivide questa responsabilità e i rappresentanti dei cittadini sono tenuti vigilare e a segnalare all’azienda sanitaria locale e agli altri organi preposti tutte le problematiche relative alla erogazione delle prestazioni e dei servizi di cui vengano a conoscenza
Occorre pertanto che il Sindaco svolga il ruolo di garante dei cittadini nei confronti delle aziende sanitarie sollecitando la direzione generale dell'azienda sanitaria locale , ove necessario, il rispetto dei diritti alla salute della comunità, il rispetto della normativa nonché delle linee guida del Ministero della Salute.
Ma se il Sindaco in quanto tale può solo svolgere una funzione di sollecitazione e di richiamo su problematiche locali, in quanto membro della Conferenza locale sociale e sanitaria ha funzioni di indirizzo, controllo e valutazione.
In particolare con la locuzione “indirizzo” ci si riferisce generalmente alla fissazione di fini ed obiettivi da conseguirsi.
Volendo esplicitare meglio, le funzioni che la legge affida alla Conferenza dei Sindaci sono le seguenti:
a) definizione, nell’ambito della programmazione regionale, delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica delle attività dell’azienda unità sanitaria locale;
b) determinazione dell’ambito territoriale dei Distretti;
c) approvazione del Piano strategico locale e del Piano attuativo annuale;
d) esame del bilancio pluriennale di previsione e del bilancio di esercizio dell’azienda unità sanitaria locale e trasmissione alla Giunta regionale delle relative osservazioni;
e) verifica dell’andamento generale dell’attività dell’Azienda unità sanitaria locale;
f) contributo alla definizione dei piani programmatici su singoli obiettivi dell’azienda unità sanitaria locale;
g) trasmissione delle proprie valutazioni e dei propri suggerimenti al direttore generale ed alla Giunta regionale che sono tenuti a fornire entro trenta giorni risposta motivata;
h) partecipazione alla valutazione dei risultati della gestione e dell’attività del Direttore generale avendo riguardo agli obiettivi assegnati nel quadro della programmazione regionale con particolare riferimento alla efficienza, efficacia e funzionalità dei servizi sanitari (lettera “e” del comma 2-sexies dell’art. 2 del d.lgs.502/1992 e il comma 6 dell’art.3 d.lgs.502/1992 aggiunto dalla legge 419/1998); ciò anche ai fini della eventuale conferma del direttore generale dopo i primi due anni di mandato (ex d.lgs 171 del 2016);
i) espressione di parere circa la conferma del direttore generale.
Le sedute dovrebbero essere pubbliche per legge ma è raro che venga fatta una informazione preventiva così i cittadini, ma anche gli altri stakeholders non riescono a partecipare.
I Sindaci, che rivestono per legge il ruolo di autorità sanitaria locale, non si rendono conto dell’importanza delle funzioni che sono state affidate alla Conferenza, così spesso in questi anni si sono limitati a ratificare le scelte del direttore generale, abdicando alle loro funzioni di indirizzo e controllo, non partecipando neanche alle sedute, ma delegando l’assessore competente o un consigliere.

mercoledì 4 maggio 2022

FINALMENTE INAUGURATO IL NUOVO REPARTO DEL PRONTO SOCCORSO DELL'OSPEDALE GORETTI, MA CI SONO VOLUTI QUASI SEI ANNI....


L'assessore regionale per la sanità Alessio D'Amato il 2 maggio ha inaugurato ieri all'ospedale Goretti di Latina nuovi servizi e strutture riqualificate nell'ottica di una maggiore umanizzazione delle cure e di più elevati standard, per il potenziamento del Dea di secondo livello.
In particolare sono stati inaugurate due nuove aree, quella pediatrica con la dotazione di posti letto tecnici di osservazione e quella multifunzionale dotata di impianto d'aria che garantisce la gestione di pazienti Covid con ulteriori quattro posti letto riservati a pazienti dializzati
E' purtroppo nota la gravità della situazione del pronto soccorso di Latina, specialmente a seguito della chiusura degli ospedali di Cori, Sezze e Priverno, ma anche a causa del taglio dei posti letto all'ospedale di Latina che comporta difficoltà nella sistemazione dei pazienti in arrivo e il conseguente fenomeno del boarding delle ambulanze all'esterno.
Risale al 2016 la deliberazione con cui 2016 la Giunta regionale del Lazio aveva assegnato, tra l'altro, all'azienda USL Latina la somma di euro 2.200.000 per l'ampliamento e l'adeguamento funzionale del DEA dell'ospedale S. M. Goretti di Latina.
Il dott. Giorgio Casati, all'epoca direttore generale ff. dell'azienda, con deliberazione n. 366 del 19 agosto 2016 ha recepito detto finanziamento e poi con deliberazione n. 821 del 27 novembre 2017 ha approvato il progetto di fattibilità per l'ampliamento di detto Pronto Soccorso del Goretti, provvedendo ad avviare la gara. L'importo del finanziamento per i lavori era di € 1.900.000 oltre ad euro 300.000 per attrezzature.
Con deliberazione 245 del 27 marzo 2018 sono stati poi approvati degli elaborati integrativi.
Con deliberazione 1070 del 19 novembre 2019 il direttore generale ha risolto in danno il contratto con la ditta cui erano stati affidati i lavori per gravi inadempienze contrattuali.
Con deliberazione n. 1210 in data 18 dicembre 2019 è stata approvata la consistenza dei lavori effettuati fino alla risoluzione del contratto ed affidati i lavori tramite scorrimento della graduatoria ad una nuova ditta.
Il giorno 7 agosto 2020 il direttore generale Casati, a seguito di una verifica sul posto con un proprio comunicato ha dichiarato che i lavori di ampliamento del Pronto Soccorso dell’Ospedale S.M. Goretti di Latina erano stati conclusi, affermando che dalla settimana successiva, dopo il collaudo dei macchinari, sarebbero stati operativi i locali ristrutturati dell’ex Servizio di Neurologia (circa 300 metri quadrati aggiuntivi), adiacenti all’attuale Pronto Soccorso, che dovranno ospitare l’Obi, (Osservazione Breve Intensiva) dotata di 16 posti letto (triplicati rispetto alla dotazione precedente), con ulteriori 7 locali e altri spazi attrezzati per il Pronto Soccorso Pediatrico: per un totale di 1380 mq.
Purtroppo, chi scrive, ha dovuto constatare in occasione di un proprio ricovero al P. S. in data 4 giugno 2021, a distanza di dieci mesi dall'annuncio del direttore generale Casati, che il nuovo reparto non era ancora finito, che era ancora chiuso e che i pazienti non Covid che accedevano al Pronto Soccorso erano costretti ad attendere in locali insufficienti ed inadeguati, a meno di mezzo metro l'uno dall'altro, spesso senza alcun rispetto neanche per le donne anziane.
Un mio articolo sulla situazione inviato direttamente dall'ospedale alle 2 di notte non è stato pubblicato.
Il costo complessivo per i lavori è stato definito in euro 1.516.599,13 .
In ben cinque anni non si era riusciti ad ampliare il PS, proprio mentre con la ripresa delle attività erano tornati ad aumentare gli accessi al PS.
Ora finalmente i nuovi locali saranno a disposizione dei pazienti. 
Ma sono stati anni difficili per i pazienti, ma anche per chi lavora al PS di Latina.

giovedì 14 aprile 2022

LA REGIONE HA VALUTATO I DIRETTORI GENERALI DELLE AZIENDE SANITARIE LOCALI E DELLE AZIENDE OSPEDALIERE PER GLI ANNI 2018 E 2019

Con la deliberazione n. 107 dell'8 marzo scorso la Giunta regionale del Lazio ha proceduto all'approvazione degli esiti della verifica effettuata dall'Organismo Indipendente di Valutazione della Regione concernente il conseguimento degli obiettivi di salute e funzionamento di ordine sanitario, assegnati per gli anni 2018 e 2019, da parte dei Direttori Generali e dei Commissari Straordinari delle Aziende e degli Enti del SSR.
Per l'anno 2018 la votazione più elevata è stata raggiunta dal direttore generale dell' ARES 118 con 100/100, al secondo posto il direttore generale dell'azienda Roma 1 co 90,40.
Appena la sufficienza per il direttore generale della ASL Latina con 63,22/100.
Nel 2019 le cose sono cambiate con al primo posto il direttore generale dell' azienda ospedaliero universitaria policlinico di Tor Vergata  con 94,17; è migliorata un poco la votazione assegnata al direttore generale della ASL Latina con 72,54/100.
Purtroppo non è stata consentito ai cittadini di partecipare alla valutazione come invece prescritto dalla legge. Forse la valutazione sarebbe stata più completa.
Mi auguro che in occasione dell'esame dell'operato dei direttori generali  degli anni successivi venga applicato il disposto dall'art. 19-bis del d.lgs 150/2009.
La Giunta regionale ha approvato all'unanimità queste valutazioni.

venerdì 1 aprile 2022

LA SEZIONE REGIONALE PER IL CONTROLLO PER IL LAZIO DELLA CORTE DEI CONTI HA ACCERTATO GRAVI IRREGOLARITA' NELLA GESTIONE DELL'AZIENDA USL LATINA

La Corte dei conti, Sezione regionale per il controllo per il Lazio, con deliberazione n.31/2022/PRSP  nel giudizio, ai sensi del combinato disposto dell’art. 20 della l. n. 243/2012, dell’art. 1, commi 3 e 7, del d.l. n. 174/2012 nonché ai sensi dell’art. 11 comma 6 del Codice di giustizia contabile, avente ad oggetto il ciclo di bilancio dell’Azienda sanitaria locale di Latina, attraverso l’analisi delle annualità 2017-2019,ai sensi dell’art. 1, commi 3 e 7, del d.l n. 174/2012, conv. dalla l. n. 213/2012 ha emanato una pronuncia di accertamento con la quale sono state rilevate gravi irregolarità contabili, idonee a pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari. 
Nel dettaglio è emerso quanto segue:
1. la mancanza di idonea contabilità inerente al fenomeno delle ‘note di credito da  ricevere’, in grado di soddisfare i principi di veridicità e chiarezza (art. 2423 c.c.) e prudenza (2423-bis, n. 1, c.c.), tale per cui risulta priva di giustificazione la compressione di costi per 17.608.275 euro, con l’emersione di uno squilibrio di pari importo;
2. l’illegittima contabilizzazione, in forza dell’applicazione delle disposizioni regionali, delle variazioni di valore e delle stime dei debiti e dei crediti, direttamente a patrimonio netto senza transitare per il conto economico, in  violazione degli artt. 2423-bis, nn. 3 e 4, c.c., dell’art. 2425 c.c. e dell’art. 30 del d.lgs. n. 118/2011;
3. l’irregolarità del saldo del conto economico, calcolato sulla base di disposizioni regionali che impongono la rilevazione preventiva dei dati provvisori di bilancio e la consequenziale rimodulazione dei ricavi a titolo di riparto del Fondo sanitario regionale. Tale calcolo avviene in violazione delle disposizioni che tutelano l’autonomia aziendale (artt. 3 e 4 del d.lgs. n. 502/1992 e art. 30 del d.lgs. n. 118/2011), la trasparenza di bilancio e la capacità rappresentativa del saldo del conto economico (art. 2423, comma 2, c.c. e postulato n. 5, all. 1, del d.lgs. n. 118/2011);
4. l’illegittima circolazione dei fondi per cassa, in violazione dell’art. 3, comma 7, del d.l. n. 35/2013 e degli artt. 19 e 21 del d.lgs. n. 118/2011, con particolare riguardo al  mancato incasso delle risorse su conti intestati all’Asl;
Pertanto la Corte ha disposto a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo:
a) la notificazione di copia della presente deliberazione alla direttrice generale dell’Azienda e al presidente della Regione Lazio;
b) la comunicazione della copia della deliberazione all’organo di revisione.
La Corte ha quindi rammentato gli obblighi di legge: 
a) di adottare misure correttive, ai sensi dell’art. 1, comma 7, del d.l. n. 174/2012, da comunicare alla Sezione entro 60 giorni dalla notificazione della pronuncia; 
b) in ogni caso, di lasciare impregiudicata l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza; 
c) di pubblicare la deliberazione sul sito istituzionale dell’amministrazione, ai sensi dell’art. 31 del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33.
Così deciso nella Camera di consiglio telematica del 9 e 15 febbraio 2022.
Al riguardo si evidenziano le responsabilità della passata gestione.

lunedì 28 marzo 2022

L'ULTIMO SOLLECITO PER LA RIATTIVAZIONE H24 DEL SERVIZIO DEL PAT (EX PPI DI SABAUDIA


Al Congresso Nazionale della SIS 118 2022
 Com'è noto l'ex direttore generale dell'azienda USL Latina decise di chiudere nelle ore notturne tuti i Punti di Assistenza territoriale (ex Punti di Primo Intervento) della provincia adducendo la necessità di recuperare personale da adibire all'assistenza e alle vaccinazioni COVID.
Dopo la nomina della nuova direttrice generale ho provveduto a segnalare alla stessa la necessità di revocare detta decisione, ma purtroppo senza ottenere neanche una risposta.
Dopo la partecipazione al Congresso della SIS 118 , tenutosi la settimana scorsa a Sabaudia,   approssimandosi la fine dell'emergenza ho ritento di inviare alla dott.ssa Cavalli e al direttore sanitario ff. una nuova lettera (inviata in copia al Commissario prefettizio del Comune di Sabaudia e  alla commissione sanità della regione Lazio) per sollecitare, ancora una volta, la riattivazione del servizio h24.
Ecco il testo della lettera:
"Com’è noto, il direttore generale pro tempore dott. Casati, con ordinanza in data 2 ottobre 2020 decise, a far tempo dal successivo giorno 5 ottobre, la chiusura notturna di tutti i sette Punti di Assistenza Territoriale (ex Punti di Primo Intervento) della provincia adducendo la necessità di recuperare risorse professionali per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, benché il Parlamento avesse stanziato somme ad hoc proprio per fronteggiare dette esigenze al fine di assicurare il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza, tra i quali è previsto proprio quello dell’Emergenza Sanitaria Territoriale (d.p.c.m. 12 gennaio 2017, artt. 3 e 7).
Nonostante le ripetute sollecitazioni, detta chiusura unica nel Lazio, è stata mantenuta con inevitabile gravissimo rischio e disagio per la popolazione oltre che appesantimento dei Pronto Soccorso ospedalieri, facendo venir meno proprio nelle ore notturne un importante presidio di prossimità per la risposta pre-ospedaliera alle emergenze.
Con decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, convertito, con modificazioni dalla legge 18 febbraio 2022, n. 11, è stato prorogato fino al 31 marzo 2022 lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili.
Pertanto dalla predetta data verranno meno le motivazioni poste a fondamento della predetta Ordinanza.
Ciò posto si prega nuovamente codesta direzione generale di volersi attivare per la riapertura H24 a partire dal prossimo primo aprile dei sette PAT della provincia con particolare riguardo al Punto di Assistenza Territoriale di Sabaudia".

sabato 26 marzo 2022

PUBBLICATO SULLA G.U. DEL 26 MARZO 2022, N. 72 IL DECRETO CON LA NOMINA DEL COMMISSARIO STRARODINARIO DEL COMUNE DI SABAUDIA



AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Nel consiglio comunale di Sabaudia (Latina), rinnovato nelle consultazioni elettorali dell'11 giugno 2017 e composto dal sindaco e da sedici consiglieri, si è venuta a determinare una grave situazione di crisi a causa della riduzione dell'organo assembleare ameno della metà dei componenti. Per effetto delle dimissioni di quindici consiglieri in tempi diversi, il consiglio comunale si è ridotto ad un solo componente, determinando l'ipotesi dissolutoria dell'organo elettivo impossibilitato, per mancanza del quorum legale, ad assumere alcuna delibera. Pertanto, il prefetto di Latina, ritenendo essersi verificata l'ipotesi prevista dall'art. 141, comma 1, lettera b), n. 4, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha proposto lo scioglimento del consiglio comunale sopracitato disponendone, nel contempo, ai sensi dell'art. 141, comma 7 del richiamato decreto, la sospensione, con la conseguente nomina del commissario per la provvisoria gestione dell'ente, con provvedimento del 2 marzo 2022. Considerato che nel suddetto ente non può essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi, essendo venuta meno l'integrità strutturale minima del consiglio comunale compatibile con il mantenimento in vita dell'organo, si ritiene che, nella specie, ricorrano gli estremi per far luogo al proposto scioglimento. Sottopongo, pertanto, alla firma della S.V. l'unito schema di decreto con il quale si provvede allo scioglimento del consiglio comunale di Sabaudia (Latina) ed alla nomina del commissario per la provvisoria gestione del comune nella persona del dottor Carmine Valente, prefetto in quiescenza. 
Roma, 7 marzo 2022 
Il Ministro dell'interno: Lamorgese

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
Considerato che il consiglio comunale di Sabaudia (Latina),rinnovato nelle consultazioni elettorali dell'11 giugno 2017, è composto dal sindaco e da sedici membri; Considerato altresì che nel citato ente non può essere assicurato il normale funzionamento degli organi e dei servizi a causa della riduzione dell'organo assembleare, per impossibilità di surroga, a meno della metà dei componenti del consiglio; Ritenuto, pertanto, che ricorrano gli estremi per far luogo allo scioglimento della suddetta rappresentanza; Visto l'art. 141, comma 1, lettera b), n. 4 del decreto legislativo18 agosto 2000, n. 267; Sulla proposta del Ministro dell'interno, la cui relazione è allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; 
Decreta: 
Art. 1 Il consiglio comunale di Sabaudia (Latina) è sciolto.
Art. 2 Il dottor Carmine Valente e' nominato commissario straordinario perla provvisoria gestione del comune suddetto fino all'insediamento degli organi ordinari. Al predetto commissario sono conferiti i poteri spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco. 
Dato a Roma, addi' 11 marzo 2022 
MATTARELLA

giovedì 24 marzo 2022

Il Congresso della Società scientifica SIS 118 a Sabaudia: una occasione per ricordare quanto fatto per assicurare ai cittadini un servizio uguale a quello di chi vive nelle grandi città

Oggi 24 marzo, presieduto e organizzato dalla dott.ssa Rossella Carucci, storica dirigente del 118 della provincia di Latina e del Lazio, è iniziato a Sabaudia , all'Hotel Oasi di Kufra il XIX Congresso della Società scientifica SIS 118 che proseguirà nei giorni 25 e 26.
Molto ricco il programma dei lavori.
In un mio breve intervento all'inizio dei lavori ho evidenziato la situazione dei  sette PAT (ex PPI ) della provincia di Latina e in particolare di quello di Sabaudia. 
Allo scopo di ricordare come si è arrivati allo stato attuale ecco un breve riepilogo delle norme e dei fatti.
Com'è noto il comma 3 dell’art.10 della legge 833 del 1978 prevede che «Sulla base dei criteri stabiliti con legge regionale i comuni, singoli o associati, o le comunità montane articolano le unità sanitarie locali in distretti sanitari di base, quali strutture tecnico‐funzionali per l’erogazione dei servizi di primo livello e di pronto intervento».
Con la lettera c) dell’art. 15, comma 13 d.l. 95 del 2012, convertito con legge 135 dello stesso anno è stato delegato il Governo, sentita la Conferenza Stato-Regioni ad adeguare gli standard dell’assistenza ospedaliera, ma il d.m.70 del 2 aprile 2015 al punto 9.1.2. ha inteso ridimensionare la Rete territoriale di soccorso andando oltre quella che era stata la delega concessa al Governo stabilendo al punto 9.1.5 la trasformazione dei Punti di Primo Intervento in postazioni medicalizzate del 118.
Il d.p.cm. 12 gennaio 2017 recante la definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza all’art. 3 stabilisce che il livello dell’assistenza distrettuale si articola, tra l’altro nell’emergenza sanitaria territoriale specificando poi all’art. 7 che Il Servizio sanitario nazionale garantisce, in situazioni di emergenza urgenza in ambito territoriale extraospedaliero, interventi sanitari tempestivi e finalizzati alla stabilizzazione del paziente, assicurando il trasporto in condizioni di sicurezza al presidio ospedaliero più appropriato.
Il coordinamento e la gestione dell’attività di emergenza territoriale sono effettuati dalle Centrali operative 118, nell’arco delle 24 ore.
In particolare devono essere garantiti:
a) gli interventi sanitari mediante mezzi di soccorso di base e avanzato, terrestri e aerei, con personale sanitario adeguatamente formato,
b) i trasporti sanitari secondari assistiti e non assistiti,
c) le attività assistenziali e organizzative in occasione di maxiemergenze, eventi a rischio nucleare, biologico, chimico e radiologico (NBCR),
d) le attività assistenziali in occasione di eventi e manifestazioni programmati, con le modalità fissate dalle regioni e province autonome.
L’attività di emergenza sanitaria territoriale è svolta in modo integrato con le attività di emergenza intraospedaliera assicurate nei PS/DEA e con le attività effettuate nell’ambito dell’Assistenza sanitaria di base e Continuità assistenziale.
Detto d.p.c.m., oltre ad essere cronologicamente successivo al citato d.m. 70/2015, ma anche ratione materiae appare prevalente rispetto al d.m. 70/2015.
In data 30 ottobre 2018 il direttore generale dell’azienda USL Latina presentò alla Conferenza dei Sindaci una proposta per il superamento dei PPI al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero entro il 31 dicembre 2018.
Dal documento presentato risulta che sei dei sette PPI avevano avuto un numero di accessi superiore ai 6.000 (in particolare quello di Sabaudia me aveva avuti 13.400).
A seguito di detta proposta i Sindaci e i Comitati dei cittadini dei Comuni interessati organizzarono una manifestazione il 30 novembre dopo la quale furono ricevuti dal direttore generale il quale si impegnò a rinviare ogni decisione al 31 dicembre dell’anno 2020 previa verifica del numero degli accessi e un nuovo incontro.
Nonostante ciò la Regione Lazio con decreto del Commissario ad acta del 25 luglio 2019, n. 303 (pubblicato sul BUR del 13 agosto 2019, n. 65) recante l’approvazione del Piano di rientro dai disavanzi della sanità stabilì al punto 7.1.3. la trasformazione di tutti i Punti di Primo Intervento della regione (12 di cui i 7 in provincia di Latina) in Punti di erogazione di assistenza primaria entro il 31 dicembre 2019; da una parte omettendo di implementare l’assistenza territoriale, condizione cui era subordinata la predetta “trasformazione” e dall’altra ignorando la numerosità degli accessi in quanto secondo il citato d.m. qualora gli accessi avessero superato le 6.000 unità anno, la responsabilità clinica e organizzativa sarebbe dovuta ricadere sul Dipartimento di Emergenza e Accettazione dell’ospedale di riferimento.
A seguito di alcuni ricorsi al TAR del Lazio promossi solamente da alcuni Sindaci e da alcuni dei Comitati prima dell’udienza, fissata per il 2 dicembre 2019 il presidente della regione Lazio con DCA in data 14 novembre 2019 modificò il Punto 7.1.3. dando atto che le aziende sanitarie interessate avevano già adottato gli atti di loro competenza prevedendo «il servizio, diversamente qualificato, ma in continuità con le funzioni precedentemente svolte, a far data dal 1 gennaio 2020».
Da ciò consegue che i nuovi Punti di Assistenza Territoriale deliberati dal direttore generale dell’azienda USL Latina con atto in data 31 dicembre 2019, n. 1264 devono rispettare quanto previsto dal Punto 1.1.9. dell’allegato n. 1 del DCA 10 novembre 2010, n. 90.
A seguito di ciò, unitamente ai rappresentanti di altri Comitati ho presentato un nuovo ricorso al TAR di Roma.
Il primo marzo 2020 in qualità di promotore del Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ho inviato una Petizione al Presidente della Camera dei Deputati chiedendo che in occasione della modifica del d.m. 70/2015, prevista dal nuovo Patto della Salute fosse affrontato il problema dell’Emergenza Sanitaria Territoriale anche al fine di armonizzarne l’organizzazione e la denominazione degli ex PPI in tutte le regioni. La petizione è stata assegnata alla XII Commissione.
Il 17 agosto 2020, sempre in qualità di promotore del Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia ho inviato alla Presidente della XII Commissione del Senato un contributo per la riforma del Sistema di emergenza sanitaria territoriale 118.
Il 2 ottobre 2020 il direttore generale dell’azienda USL Latina con una ordinanza ha stabilito la chiusura di tutti i sette PAT della provincia dalle ore 20:00 alle ore 8:00 motivando tale scelta con la necessità di recuperare risorse professionali per rafforzare le postazioni per la somministrazione del vaccino anti Covid-19; questo nonostante il Parlamento avesse previsto un finanziamento ad hoc proprio per evitare che i servizi ordinari subissero un declassamento o una riduzione dell’attività. Ad una mia richiesta di riapertura del servizio nelle ore notturne è stato risposto con un diniego.
Sul n. 2 dell’anno 2020 della rivista “Corti supreme e salute”[1] è stato pubblicato un mio articolo intitolato “Il sistema dell’Emergenza sanitaria territoriale ad una svolta”.
Poiché una mia ulteriore sollecitazione alla nuova direttrice generale a riaprire nelle ore notturne il PPI di Sabaudia non ha ricevuto neanche risposta, sono stato costretto in data 20 giugno 2021 ad inviare una segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina che è stata archiviata senza che potessi presentare opposizione perché ricoverato a seguito di un intervento chirurgico, per cui, non appena possibile, ho provveduto ad inviare una nuova segnalazione alla Corte dei conti per danno da disservizio in data 23 luglio 2021.
A seguito dell’adozione del nuovo atto aziendale da parte della direttrice generale dell’azienda USL Latina (deliberazione 30 novembre 2021, n. 1216) avendo constatato tra le funzioni distrettuali l’assenza dell’Emergenza Sanitaria Territoriale ho provveduto a presentare formale opposizione alla Regione Lazio con lettera in data 23 dicembre2021, inviando copia della stessa anche al Ministero della salute, Direzione generale della programmazione, ufficio LEA, in quanto non viene garantito questo Livello Essenziale di assistenza. Fino ad ora l’atto aziendale non è stato approvato dalla Regione, ma il PAT seguita a rimanere chiuso durante la notte anche se le motivazioni che erano poste alla base della citata ordinanza sono oramai venute meno.
I PAT presenti nelle altre province del Lazio sono attivi tutti h24.
A ciò si aggiunga che secondo quanto risulterebbe all’Ordine dei medici della provincia di Latina[2] presso i PAT verrebbero utilizzati medici della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) per la copertura dei turni che sarebbero privi dell’attestato previsto dal comma 1 dell’art. 96 dell’accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale del 29 luglio 2009.
In questi giorni Quotidiano Sanità ha pubblicato la bozza del cosiddetto d.m. 71 recante “Modelli e standard per lo sviluppo dell’Assistenza Territoriale nel Servizio Sanitario Nazionale” che a questo punto avrebbe dovuto prevedere i presìdi per l’Emergenza Sanitaria Territoriale, mentre invece ignora completamente la questione.
Ho provveduto a segnalare al Ministero della salute il problema affinché si possa intervenire: da una parte integrando la citata bozza per la parte mancante[3] e poi ridisegnando a livello legislativo un Sistema dell’Emergenza Urgenza integrato ospedale-territorio affidato ad un Dipartimento strutturale (con autorità sovraordinata rispetto alle unità operative o servizi che lo compongono) e transmurale (di raccordo tra ospedale e territorio). Naturalmente in questo caso il personale utilizzato dovrà essere tutto a rapporto d’impiego (contratto a tempo indeterminato ex CCNL vigente) e avere la medesima formazione professionale a livello di specializzazione universitaria (fatte salve le eventuali deroghe di legge per la stabilizzazione del personale oggi in servizio).
[1] Diretta dal prof. Renato Balduzzi, già Ministro della salute dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013
[2] Ordine dei Medici della provincia di Latina, Comunicato del 12 gennaio 2019
[3] Ma sembra che manchi anche l’assistenza farmaceutica

martedì 8 marzo 2022

Gli ospedali di Latina e Formia, sede di DEA saranno digitalizzati


La Regione Lazio con deliberazione della Giunta regionale n. 75 del 25 febbraio 2022 al fine di dare attuazione alla Missione 6 - Component C2.1 (aggiornamento tecnologico digitale) del  PNRR, per la parte di propria competenza ha provveduto ad individuare gli interventi strategici regionali per la digitalizzazione delle Aziende Sanitarie Ospedaliere sede di DEA di I o II Livello da finanziare con le risorse di cui al PNRR che verranno assegnate alla Regione Lazio, così come distinti nelle seguenti quattro macrocategorie:
1. Cartella informatizzata/Fascicolo sanitario elettronico/Dossier sanitario elettronico;
2. Sistemi di implementazione telemedicina
3. Logistica ospedaliera
4. Upgrade HW e sistemi infrastrutturali
Per quanto riguarda gli interventi di cui ai punti 1 e 2  l'attuazione spetta alla regione mentre per quanto riguarda i punti 3 e 4 dovranno provvedere le aziende sanitarie.
In particolare per quanto riguarda l'azienda USL Latina sono previsti i seguenti interventi per gli ospedali di Latina e Formia sede di DEA:
3 Logistica ospedaliera
Armadi informatizzati
Carrelli informatizzati 
Dispositivi, Robotica e Droni
4 Upgrade HW e sistemi infrastrutturali
Cablaggio/Lavori LAN  e Wi-Fi
Postazioni (Hardware per postazioni di lavoro, PC fissi, portatili, scanner, stampanti, etichettatrici, tablet, antenne wi-fi)
Carrelli informatizzati
Licenze software e hardware da acquistare per le tecnologie della categoria
Sistemi infrastrutturali per Business Continuity, Disaster Recovery e Cloud
Implementazione della connettività, del backup e della messa in sicurezza dei dati
Piattaforma applicativa di cartella clinica, fascicolo sanitario elettronico e dossier sanitario elettronico
Sistemi di implementazione telemedicina
Dispositivi, Robotica e Droni
Si tratterà di una svolta epocale nell'assistenza sanitaria nella provincia di Latina che farà fare un salto di qualità ai due ospedali sede di DEA.

venerdì 18 febbraio 2022

Un altro passo avanti per la Casa della Salute della Comunità di Sabaudia.

Finalmente l'Azienda USL Latina con la deliberazione n. 165 in data 15 febbraio 2022 ha approvato lo studio di fattibilità, redatto ai sensi del d.p.r. n.207 del 2010 finalizzato alla realizzazione della Casa della salute della Comunità di Sabaudia utilizzando il finanziamento erogato in base al PNRR. Missione 6, Componente C1.
Sui tratta di un intervento per una superficie di 800 mq. per la riqualificazione delle zone destinate a CUP, area multiprofessionale, area diagnostica e area ambulatoriale e area prelievi.
Il progetto comporta un importo totale di € 1.103.589,92. di cui € 625.000,00 per lavori e oneri di sicurezza e il resto per arredi, spese tecniche, incentivi e IVA.
Si prevede di affidare la progettazione entro il 30 settembre del 2022, di approvare la progettazione esecutiva entro il 30 giugno 2023, di pubblicare la gara e di affidare i lavori entro il 30 settembre 2023 e di completare le opere entro il 31 dicembre 2026.
Il problema è che entro il 31 dicembre 2026 tutte le opere finanziate dall'Unione Europea dovranno essere operative 
Nonostante si tratti di una Casa della Salute  della Comunità proprio la cittadinanza è stata esclusa fino ad ora dalla partecipazione, si spera che finalmente qualcosa cambi anche perché senza il coinvolgimento dei  cittadini  e la loro partecipazione attiva verrebbe neno proprio il principio posto alla base di queste nuove strutture di prosimità.  

     

martedì 1 febbraio 2022

IL 2 FEBBRAIO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE. IL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO


Il 2 Febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale delle Zone Umide
La giornata ricorda l'anniversario dell'adozione della Convenzione sulle zone umide di importanza internazionale, firmata a Ramsar (Iran) il 2 Febbraio 1971 per sensibilizzare l'opinione pubblica sui valori e i benefici delle zone umide, ecosistemi di habitat tra terra e acqua fondamentali per la conservazione della biodiversità, messa a dura prova dai cambiamenti climatici e dalla pressione antropica.
Il Parco Nazionale del Circeo aderisce alla convenzione e presenta una ricchissima varietà di fauna lacustre.
La biodiversità è la ricchezza delle specie animali e vegetali e delle loro relazioni ed equilibri, che un territorio racchiude e che si manifesta attraverso varietà di ambienti naturali (ecosistemi) e di organismi viventi e i complessi ecologici di cui questi fanno parte. 
Tale biodiversità è spesso messa in pericolo dall'azione dell'uomo a causa delle attività e dei comportamenti non consapevoli di tale ricchezza. 
Uno dei compiti del Parco Nazionale del Circeo è quello di conservare tale ricchezza anche con interventi tesi a ricomporre squilibri ecologici accertati.

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI NELLA SEDUTA DEL GIORNO 31 GENNAIO 2022 HA DECISO DI NON IMPOUGNARE LA LEGGE DELLA REGIONE LAZIO CHE HA ISTITUITO L'AZIENDA REGIONALE SANITARIA LAZIO 0

 Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il giorno 31 gennaio ha preso in esame alcune leggi regionali stabilendo di  impugnare:
-la legge della Regione Basilicata n. 55 del 02/12/2021, recante “Assestamento del bilancio di previsione finanziario per il triennio 2021-2023”, in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, violano l’art. 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione;- la legge della Regione siciliana n. 29 del 26/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 15 aprile 2021, n. 9. Disposizioni varie”, in quanto talune disposizioni in materia di finanza pubblica, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 81, terzo e sesto comma, 117, secondo comma, lett. e), 117, terzo comma, e 119 della Costituzione;
- la legge della Regione Puglia n. 36 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 25 giugno 2013, n. 17 (Disposizioni in materia di beni culturali), modifiche alla legge regionale 28 gennaio 1980, n. 12 (Costituzione dell’Istituto regionale pugliese per la storia dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione) e modifiche alla legge regionale 6 agosto 2021, n. 28 (Istituzione del Servizio di analisi genomica avanzata con sequenziamento della regione codificante individuale)”, in quanto talune disposizioni in materia di livelli essenziali di assistenza, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 81 e 117, comma 2, lettera m), e comma 3 della Costituzione;
- la legge della Regione Puglia n. 38 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 (Misure straordinarie e urgenti a sostegno dell’attività edilizia e per il miglioramento della qualità del patrimonio edilizio residenziale) e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33 (Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati e interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate)”, in quanto talune disposizioni in materia di tutela del paesaggio, ponendosi in contrasto con la normativa statale ed europea, violano gli articoli 3, 9, 97, 117, primo comma, secondo comma, lett. s), e terzo comma della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione; la legge della Regione Puglia n. 39 del 30/11/2021, recante “Modifiche alla legge regionale 31 maggio 1980, n. 56 (Tutela ed uso del territorio), disposizioni in materia urbanistica, modifica alla legge regionale 27 luglio 2001, n. 20 (Norme generali di governo e uso del territorio), modifica alla legge regionale 6 agosto 2021, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 11 febbraio 1999, n. 11 “Disciplina delle strutture ricettive ex artt. 5, 6 e 10 della legge 17 maggio 1983, n. 217 delle attività turistiche ad uso pubblico gestite in regime di concessione e delle associazioni senza scopo di lucro” e disposizioni varie) e disposizioni in materia derivazione acque sotterranee”, in quanto talune disposizioni in materia paesaggistica, ponendosi in contrasto con la normativa statale, violano gli articoli 3, 9, 97 e 117, primo comma, secondo comma, lettera s), e terzo comma della Costituzione, nonché il principio di leale collaborazione.

Sempre nella stessa seduta il Consiglio dei Ministri ha deciso di non impugnare la legge della Regione Lazio n. 17 del 30/11/2021 “Istituzione dell’azienda regionale sanitaria Lazio O”.
Si tratta di una decisione che apre la strada ad una concentrazione di competenze mai vista sottraendo compiti alle aziende sanitarie locali e alle stesse direzioni regionali e che rischia di creare problemi di non facile soluzione.