lunedì 18 marzo 2019

L'ATTESTAZIONE DELL'OIV AI SENSI DELL'ART. 45 DEL DLGS. 33/2013

L'ANAC con deliberazione n. 141/2019 ha pubblicato lo schema di attestazione cui sono tenuti gli Organismi Indipendenti di Valutazione.
In particolare il documento illustra le modalità di predisposizione delle attestazioni da parte degli OIV, o organismi con funzioni analoghe, e contiene prime indicazioni sull’attività di vigilanza che l’Autorità intende effettuare nel corso del 2019 anche a seguito dell’analisi degli esiti delle predette attestazioni. 
L’art. 45, comma 1, del d.lgs. 33/2013, come modificato dall’art. 36, co. 1, lett. a) e b), del d.lgs. 25 maggio 2016, n. 97, attribuisce all’Autorità nazionale anticorruzione il compito di controllare «l’esatto adempimento degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente, esercitando poteri ispettivi mediante richiesta di notizie, informazioni, atti e documenti alle amministrazioni pubbliche e ordinando di procedere, entro un termine non superiore a trenta giorni, alla pubblicazione di dati, documenti e informazioni ai sensi del presente decreto, all’adozione di atti o provvedimenti richiesti dalla normativa vigente, ovvero la rimozione di comportamenti o atti contrastanti con i piani e le regole sulla trasparenza». 
Il d.lgs. 97/2016 ha valorizzato, altresì, il ruolo degli OIV ai fini della verifica degli obiettivi connessi alla trasparenza, oltre che a quelli inerenti in generale alla prevenzione della corruzione, prevedendo che a tal fine l’OIV possa chiedere al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) le informazioni e i documenti necessari per lo svolgimento del controllo. 
L'ANAC ricorda, inoltre, che ai sensi dell’art. 45, co. 2 del d.lgs. 33/2013 l’ANAC può chiedere all’OIV ulteriori informazioni sul controllo dell’esatto adempimento degli obblighi di trasparenza previsti dalla normativa vigente. Con la determinazione n. 1310 del 28 dicembre 2016, l’Autorità ha adottato le «Prime Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni contenute nel d.lgs. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016» rivolgendosi in particolare alla pubbliche amministrazioni di cui all’art. 2-bis, co. 1, del d.lgs. 33/2013.
QUI TROVATE IL TESTO DELLA DELIBERA: 

LA SETTIMANA DELLA TRASPARENZA CELEBRATA A CORI - LA MIA RELAZIONE



Sabato scorso (16 marzo 2019) sono stato invitato a parlare ad un convegno organizzato presso il bellissimo teatro del Comune di Cori sul tema della "Trasparenza" in occasione della settimana nazionale dedicata a questo tema così importante.
Dopo aver illustrato il lento sviluppo in Italia di quello che oramai  è riconosciuto come un vero e proprio diritto ho affrontato la delicata scelta del responsabile e le responsabilità connesse con le sanzioni previste dal legislatore.
Qui trovate le slides. Slides Relazione

OGGI INIZIA NELLAULA DELLA CAMERA LA DISCUSSIONE SUL REDDITO DI CITTADINANZA E SULLE PENSIONI

CAMERA DEI DEPUTATI: Oggi in Aula inizia la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Approvato dal Senato) 
Qui trovate il testo in discussione: A.C. 1637​. 

domenica 17 marzo 2019

LE SORGENTI ELETTROMAGNETICHE PRESENTANO CRITICITA' E POSSONO PROVOCARE DANNI ALLA SALUTE UMANA

Dal sito web del Sistema Nazionale di Protezione dell'Ambiente apprendiamo che le sorgenti di campo elettromagnetico che presentano delle criticità sono: 
  • gli impianti radiotelevisivi (RTV), 
  • le stazioni radio base per telefonia mobile (SRB) 
  • gli elettrodotti (ELF).
La legge quadro n.36/2001 e i relativi decreti attuativi, oltre a introdurre valori limite estremamente cautelativi rispetto allo scenario internazionale, allarga gli obiettivi di tutela, salvaguardando, oltre la salute umana, l’ambiente e il paesaggio.
A livello nazionale, i casi di superamento dei limiti normativi registrati nel corso dell’attività di controllo effettuata dalle Agenzie, tra il 1999 e luglio 2018, sono stati: 635 per gli impianti RTV, 119 per le stazioni SRB e 65 per gli elettrodotti ELF.
Tra luglio 2017 e luglio 2018, i casi di superamento dei limiti di legge sono aumentati sia per gli impianti RTV (+ 3%), sia per le SRB (+8%), mentre per le sorgenti ELF risultano sostanzialmente invariati (tale valutazione è riferita a 13 regioni che hanno fornito il dato sia per il 2017 che per il 2018).
Sul RAPPORTO 2018 dell'SNPA trovate tutti i dati.

IL TICKET MODERATEUR E GLI ACCESSI AL PRONTO SOCCORSO

Alla fine di marzo l'Azienda sanitaria locale Latina sottoporrà ai Sindaci sede di PPI i dati dell'attività relativi al primo trimestre 2019 con la tipologia di codice delle patologie da cui erano affetti i pazienti, il fatto che l'accesso sia avvenuto nelle ore diurno o notturne, ecc.
Nel frattempo seguitiamo a leggere sulla stampa quotidiana del caos esistente al Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti. 
Questo nonostanrte l'attivazione dallo scorso mese di febbraio della Holding Area/Discharge romm Latina, ospedale Goretti: da lunedì la Holding Area e lavori al pronto soccorso.
Uno strumento che era stato studiato per gestire il sovraffollamento della struttura e che, nella fase iniziale, avrà disponibili otto posti letto e sarà operativa dalle 8 alle 20 nei locali utilizzati dal Day Surgery ubicato al quarto piano dell'ospedale.
Il direttore generale della ASL ha confermato che grazie ai lavori finanziati dalla regione sarà possibile ampliare gli spazi a disposizione e migliorare la qualità del servizio, ma se i posti letto dell'ospedale rimarranno gli stessi non si potrà fare molto.
In base ai dati online della regione la percentuale di codici bianchi che accedono quotidianamente al PS di Latina è elevata.
Al momento in cui scrivo sono presenti 34 codici bianchi su 81 pari al 42% degli accessi.
Il comma 796 della legge 296/2006 prevede il pagamento di un ticket per le prestazioni erogate in Pronto soccorso classificate con codice “bianco” (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche ad eccezione di traumi ed avvelenamenti acuti) non seguite da ricovero (€ 25).
In effetti il ticket potrebbe contenere gli accessi impropri.
Sono esclusi dal pagamento i minori di 14 anni e gli assistiti che godono di esenzione.
Il ticket non è previsto per le prestazioni erogate a pazienti cui è stato attribuito: Codice “rosso” - paziente molto critico; Codice “giallo” – paziente mediamente critico; Codice “verde” – paziente poco critico.
Da quanto risulta nel 2013 i ricavi totali dal ticket sul pronto soccorso in Italia sono stati di 34,7 mln. 
La Regione che ha incassato di più è il Veneto con 8 mln di euro. Poi la Lombardia con 6,9 mln seguita dall’Emilia Romagna con 6,6. 
Solo queste tre rappresentano più del 60% dei ricavi totali. 
Sorprende se rapportato alla popolazione il dato sulla Regione Lazio e sulla Campania con ‘appena’ 200 mila euro ciascuna.
Non ci si può lamentare del problema dei codici bianchi nei servizi di Pronto Soccorso o nei Punti di Primo Intervento se poi non viene applicata una legge dello Stato che era stata studiata proprio per contenere gli accessi e per dissuadere i cittadini e costringedoli di fatto per i problemi meno gravi ad andare dal medico di medicina generale o dai medici della continuità assistenziale che per legge dovrebbero occuparsi anche delle urgenze.

giovedì 14 marzo 2019

PUBBLICATA L'ANALISI DELLA FIMMG SULLA PRESCRIZIONE FARMACEUTICA PER ASL - LA ASL LATINA E' AI MASSIMI DELLA SPESA

Grazie alla FIMMG disponiamo dei dati relativi alle prescrizioni farmaceutiche.
Secondo il rapporto della FIMMG nei primi nove mesi del 2010, la spesa farmaceutica territoriale lorda si è attestata ad oltre 1 miliardo di euro in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,3%), in crescita anche gli altri indicatori di prescrizione: ricette +4,4%, ticket +8,4%, spesa a carico SSN +2%, viceversa lo sconto fa rilevare una netta diminuzione del 17%. 
Dalla Tabella 2 in avanti l’analisi è stata condotta sulla base dei dati derivanti dal sistema SFERA e pertanto tali valori differiscono leggermente da quelli ricavati dalle DCR. La spesa lorda pro capite regionale è stata pari a 183 euro con un valore massimo di 204 euro nella ASL Roma A e minimo di 168 euro nella ASL Roma G. Se si considera la popolazione pesata, la ASL che presenta la spesa più elevata è Latina (191 euro) mentre quella con valori più contenuti è Rieti (173 euro). Le DDD/1000 abitanti die sono state complessivamente 1.024 con un valore minimo di 965 nella ASL Roma E ed un massimo di 1.075 nella ASL di Rieti.. 
Rispetto al valore medio nella regione, la ASL di Latina fa rilevare la variazione di spesa più elevata (poco più del 4%), mentre nelle province le variazioni negative più rilevanti sono rappresentate dai valori di Rieti, Viterbo e Roma D (Figure 1 e 2). 
Per quanto concerne la variazione rispetto all’anno precedente, a fronte di una incremento regionale della spesa lorda dell’1,3%, la ASL di Latina presenta il valore più elevato (+4,2%) seguita da Frosinone e Viterbo. In termini di dosi prescritte la variabilità tra le ASL è più contenuta, infatti, si passa dal +2,9% della ASL Roma E al +5,9% della ASL di Latina. 
Nei primi nove mesi del 2010 la ASL di Rieti si conferma al primo posto per numero di dosi prescritte, seguita da Frosinone e dalla Roma B, mentre per quanto riguarda la spesa la ASL di Latina passa dal 5° posto del 2009 al 1° del 2010, seguita da Roma A e B . 
Analisi dei consumi e della spesa per classe terapeutica 
La spesa lorda pro capite pesata per ATC al I livello e per ASL, la percentuale di ogni categoria sulla spesa lorda regionale e i consumi espressi in DDD/1000 abitanti die.  
In particolare, i farmaci per l’apparato cardiovascolare presentano una spesa pro capite pesata pari a circa 64 euro (35% del totale), con un valore minimo a Viterbo (61 euro) ed un massimo nella ASL di Latina (67 euro). I farmaci per l’apparato gastrointestinale determinano una spesa pro capite di 28 euro (15% del totale) seguiti dagli antimicrobici per uso sistemico (15 euro pro capite pari all’8% del totale) . 
L’andamento osservato nella spesa si riflette anche in termini di consumo: i farmaci cardiovascolari e gastrointestinali assorbono da soli oltre il 60% del totale delle DDD prescritte (rispettivamente 473 e 149 DDD/1000 abitanti die) (Tabella 8), entrambe le categorie presentano un aumento in confronto al 2009 (rispettivamente +3,5% e +8,2%), mentre diminuisce il ricorso ai farmaci respiratori e agli antimicrobici (-1,8% per entrambe le categorie).
Tra i farmaci cardiovascolari le statine si confermano al primo posto in termini di spesa e rappresentano un quinto della spesa totale di questa categoria, con un aumento della prescrizione (+3% della spesa e +10,9% delle dosi) (Tabella 10). L’atorvastatina risulta essere la sostanza più prescritta di questo gruppo e a livello regionale, con 7,91 euro pro capite (+2,7% rispetto all’anno precedente) e 21,7 DDD (+7,3%), seguita da rosuvastatina (+6,5% spesa e +7,3% DDD), omega polienoici (+13,4% spesa e DDD) e dall’associazione simvastatina+ezetimibe (2,17 euro pro capite e 3,3 DDD (Tabella 11). Gli inibitori dell’angiotensina II da soli o in associazione a diuretici sono in aumento sia in termini di spesa (rispettivamente +2,2% e +0,9%) che di consumo (+11,7% e +8,1%) (Tabella 10). Ben 6 sostanze appartenenti a queste due categorie sono presenti tra quelle a maggior spesa; tutte le associazioni con i diuretici (eccetto losartan+idroclorotiazide in diminuzione dell’1,6%) presentano importanti incrementi in termini di dosi prescritte, in particolare, le associazioni olmesartan+idroclorotiazide (+44,9%) e telmisartan+idroclorotiazide (+18,2%). Anche i singoli principi attivi vedono crescere la loro prescrizione: valsartan (+21,7%), olmesartan (+16,6%) e losartan (+10%). 
Gli inibitori di pompa rappresentano circa metà della spesa e il 46% delle dosi dei farmaci gastrointestinali, con un aumento rispettivamente del 7,2% e dell’11,5% (Tabella 10), nonostante il notevole numero di molecole con brevetto scaduto (Tabella 14). Il lansoprazolo si conferma al primo posto per spesa (4,9 euro pro capite con una diminuzione del 6,3% rispetto al 2009), seguito da esomeprazolo, molecola ancora coperta da brevetto, con 3,21 euro pro capite che fa rilevare un aumento di oltre il 16% sia in termini di spesa che di dosi, anche se i maggior incrementi sono quelli del pantoprazolo (+37,3%) e omeprazolo (+21,9%) (Tabella 11). Tra i farmaci antidiabetici rimane sostanzialmente stabile la prescrizione per insuline (-0,3% DDD), mentre aumenta in misura consistente quella di glitazoni (+25,5%), metformina (+12,9%) e repaglinide (+12,1%); diminuisce il consumo degli altri ipoglicemizzanti orali (-6%) (Tabella 10). Forti aumenti si evidenziano per le insuline ad azione rapida aspart e lispro (+13,1% e +6,9% in termini di DDD), che hanno un costo per giornata di terapia più elevato (1,4 euro) . 
I farmaci del sistema nervoso centrale si collocano al 2° posto in termini di spesa con 19,8 euro pro capite e al 3° per dosi con 56,7 DDD ogni mille abitanti, laddove il primo indicatore mostra un aumento del 9,4% le dosi rimangono sostanzialmente stabili. Tra le categorie terapeutiche gli antiepilettici sono quella a maggior spesa, seguiti da antidepressivi SSRI (rispettivamente +13,1% e +1,8% per spesa e +5,8% e +1,6% per dosi) si segnalano, inoltre, importanti incrementi di prescrizione per farmaci antidemenza (+21,2%) e antiparkinson (+11,8%). Si conferma l’incremento, già osservato negli anni precedenti, degli analgesici oppioidi (+23,1% spesa e +14,6% DDD). L’escitalopram (enantiomero del citalopram) unico antidepressivo SSRI ancora coperto da brevetto risulta la sostanza a maggior spesa della categoria (+9% della spesa e delle DDD). Tra gli antiepilettici aumenta in misura consistente la prescrizione di levetiracetam (+30% DDD), e del pregabalin (+18,6% DDD) che viene utilizzato anche nel dolore neuropatico e nel disturbo d’ansia generalizzato negli adulti. Aumenti importanti si rilevano anche per la rivastigmina (+22% spesa) e la memantina, entrambe le molecole utilizzate per il trattamento della malattia di Alzheimer . 
I beta2 agonisti in associazione rappresentano oltre il 40% della spesa per farmaci del sistema respiratorio, nei primi nove mesi del 2010 hanno evidenziato una spesa pro capite di 6,5 euro e un consumo pari a 12,3 DDD ogni mille abitanti, entrambi gli indicatori sono in crescita rispetto al 2009 (rispettivamente +5,4% e +4,9%). L’associazione salmeterolo+fluticasone compare al terzo tra le sostanze a maggior spesa con 4,13 euro pro capite e 6,7 DDD (circa il 3% di aumento), e il beclometasone+formoterolo al 2° fra i primi trenta a maggior variazione di spesa con un incremento del 33,9% rispetto al 2009. I broncodilatatori anticolinergici continuano a registrare un aumento della prescrizione (+9,9% della spesa e +3,9% delle dosi), attribuibile all’ampio utilizzo di tiotropio nella BPCO, che infatti compare tra i trenta principi attivi a maggior spesa e variazione (+11,3%) . 
Gli antimicrobici per uso sistemico presentano sia una riduzione di spesa (-7,5%) sia di quantità prescritte (-1,8%). Tra le categorie terapeutiche i chinoloni mantengono il primo posto e sono in leggero aumento sia in termini di spesa (+0,9%) che in termini di dosi prescritte (+1,7%), mentre cala la prescrizione di macrolidi e lincosamidi (-24,3% della spesa). L’associazione amoxicillina+acido clavulanico e la levoflaxacina sono gli antimicrobici presenti tra le prime trenta sostanze a maggior spesa regionale . 
Tra le altre categorie terapeutiche è da segnalare la crescita dei farmaci per l’osteoporosi, infatti, sia i bifosfonati orali e iniettabili sia il ranelato di stronzio fanno osservare un incremento della prescrizione (spesa +4,2% e +23,1% rispettivamente); diminuiscono in misura consistente i fattori della coagulazione (-54,7% delle DDD), probabilmente a causa di un maggior ricorso alla distribuzione diretta . 
Aumenta la prescrizione dei farmaci dell’ipertrofia prostatica, alfa bloccanti ed inibitori delle 5-alfa reduttasi, anche se i primi fanno rilevare una diminuzione della spesa imputabile principalmente all’andamento di alfuzosina (-13%), mentre la crescita dei secondi è sostenuta da un maggior utilizzo di dutasteride (+18,7% spesa e DDD). 
Farmaci equivalenti 
La spesa lorda per farmaci equivalenti nei primi nove mesi del 2010 è aumentata del 17% rispetto allo stesso periodo del 2009 (58,3 euro pro capite pari al 32% della spesa totale) con un’ampia variabilità fra le ASL (da un minimo di 53,9 euro pro capite della ASL Roma E a un massimo di 61,4 euro nelle ASL di Frosinone e Latina). Per quanto concerne i consumi, le DDD/1000 abitanti die sono state 512 (33% del totale e +11% rispetto al 2009).
ASL LATINA
L'Ordine dei medici di latina riferisce che nelle scorse settimane è stato avviato un calendario di appuntamenti per pianificare la comunicazione a tutti i livelli di assistenza, mirato al raggiungimento dei prossimi target per ridurre la spesa sui farmaci. La Direzione Aziendale ha già incontrato i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri e territoriali per partecipare e condividere gli obiettivi prestabiliti. Il calendario delle riunioni proseguirà nei prossimi mesi per approfondire i singoli argomenti.

martedì 12 marzo 2019

IL NUOVO ANNUARIO DEI DATI AMBIENTALI DELL'ISPRA SARA' PRESENTATO A MONTECITORIO IL 19 MARZO

Il 19 marzo prossimo l'ISPRA presenterà nella sala della Regina di  Palazzo Montecitorio, alle ore 9:30 si terrà la presentazione del nuovo Annuario dei dati ambientali. 
L’Annuario, con un core set di 306 indicatori per un totale di 150.000 dati aggiornati, non è solo una “Banca dati”, cioè un semplice sistema informativo, ma rappresenta un utile e completo strumento di conoscenza al servizio di cittadini, esperti e decisori politici. Infatti la presente edizione comprende anche il rapporto “Dati sull’Ambiente”, con una selezione e sintesi delle tematiche e degli indicatori ambientali in linea con gli obiettivi del VII Programma di Azione Ambientale dell’Agenzia Europea per l’Ambiente; l’“Annuario in cifre”, che restituisce una sintesi dell’Annuario (versione integrale) fruibile da un ampio pubblico anche di non esperti e, infine, “Ricapitolando…l’ambiente” che, per alcuni tra i temi ambientali di maggiore interesse, fornisce una sintesi e un confronto con gli altri paesi europei.
L'edizione 2018 rappresenta il frutto di un lavoro di ricerca complesso e articolato che include molteplici fasi: dalla raccolta sistematica dei dati primari al monitoraggio e al controllo, dalla verifica della solidità scientifica delle informazioni allo sviluppo di indicatori statistici sempre più efficaci nel descrivere le condizioni ambientali del Paese. Tale lavoro è svolto dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) in collaborazione con le Agenzie per la protezione dell’ambiente regionali e delle province autonome nell’ambito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), istituito già due anni fa con la Legge 132 del 28 giugno 2016.
Non appena saranno disponibili i dati cercherò di illustrarli.

LA SETTIMANA DELL'AMMINISTRAZIONE APERTA CELEBRATA A CORI


Sabato prossimo sarò a Cori in occasione della Settimana  dell'amministrazione aperta per parlare della trasparenza. Ho preparato molte slides per illustrare questo tema.
Lascio qui una breve sintesi del capitolo dedicato al diritto alla trasparenza del mio nuovo libro...  

Il primo impegno di ogni amministratore dovrebbe essere quella relativa alla trasparenza dell’azione amministrativa, che rappresenta un’esigenza fondamentale degli ordinamenti democratici, costituendo uno strumento indispensabile per realizzare un effettivo rapporto tra governanti e governati, consentendo a questi ultimi una consapevole partecipazione all’esercizio del potere pubblico.
La materia è complessa ed è difficile trovare Aziende sanitarie che la rispettino compiutamente, anche perché le resistenze, specialmente da parte di dirigenti e funzionari, sono notevoli.
La trasparenza evoca la nota immagine, cara a Filippo Turati, della Pubblica Amministrazione vista come una «casa di vetro»[1] all’interno della quale cioè tutto è sempre e costantemente visibile; era un’idea propria dei regimi totalitari secondo cui un buon cittadino non ha mai nulla da nascondere; la piena visibilità tende inoltre a promuovere un controllo dell’attività amministrativa capillare dal basso, in modo da garantire il massimo grado di correttezza e di imparzialità.
Ad oltre vent’anni dall’entrata in vigore della legge 7 agosto 1990, n.241, senza dubbio il rapporto tra i cittadini e l’amministrazione si è modificato, ma purtroppo il processo è stato per molto tempo troppo lento e c’è ancora molto da fare.
L’introduzione nel 1993 degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico (U.R.P.)[2], strutture pensate per dare concreta attuazione alle norme sulla trasparenza, sull’accesso, sull’informazione e sulla semplificazione, là dove sono state gestite bene, ha consentito di raggiungere risultati positivi.
Esistono ancora comuni che non hanno provveduto a tale adempimento; l’opposizione deve intervenire decisamente per assicurare il rispetto di questa legge importantissima a tutela di tutti i cittadini.
Per contrastare questa situazione l’Unione Europea con la Direttiva 2003/98/CE ha sollecitato la richiesta di trasparenza totale: l’open data, intesa come garanzia della completa accessibilità delle informazioni e dei dati.
Solamente nel 2009[3] il legislatore, recependo istanze oramai consolidate in giurisprudenza e dottrina, ha definito il “diritto alla trasparenza”, indicando con questa locuzione il diritto di ogni cittadino a ricevere informazioni comprensibili e chiare in ogni fase del suo rapporto con l’erogatore del servizio.
La legge n.69/2009 ha poi radicalmente inciso sulla disciplina dell’attività dei poteri pubblici, con specifico riferimento agli strumenti informatici in grado di assicurare un maggior tasso di trasparenza dell’attività amministrativa.[4]
Uno strumento ulteriore per garantire la trasparenza è rappresentato dall’obbligo previsto dal D.lgs.150/2009,[5] per ogni pubblica amministrazione, di pubblicare sul proprio sito web, in una apposita sezione di facile accesso e consultazione, denominata “Trasparenza, valutazione e merito”:
a)      Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità ed il relativo stato di attuazione;
b)      Il piano della performance e la relazione che devono evidenziare i risultati organizzativi e individuali raggiunti rispetto ai singoli obiettivi programmati ed alle risorse, con rilevazione degli eventuali scostamenti;
c)      L’ammontare complessivo dei premi collegati alla performance stanziati ed effettivamente distribuiti;
d)     L’analisi dei dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità per tutto il personale;
e)      I nominativi ed i curricula dei componenti dell’O.I.V. e del responsabile della misurazione della performance;
f)       I curricula dei dirigenti e dei titolari delle posizioni organizzative;
g)      Le retribuzioni dei dirigenti con specifica evidenza sulle componenti variabili della retribuzione e delle componenti legate alla valutazione di risultato;
h)      I curricula e le retribuzioni di coloro che rivestono incarichi di indirizzo politico-amministrativo;
i)        Gli incarichi di consulenza retribuiti e non retribuiti, conferiti ai dipendenti pubblici e a soggetti privati[6];
j)        L’Albo dei Beneficiari (ex art. 22 L.412/91) ai quali siano stati erogati contributi, sovvenzioni, crediti, sussidi e benefici di natura economica a carico dei rispettivi bilanci. Per ciascun soggetto deve essere indicata anche la norma in base alla quale hanno avuto luogo le erogazioni. L’albo deve essere aggiornato annualmente e trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Proprio per attuare questo modo diverso di rapportarsi con i cittadini, con l’art. 9 della legge 17 dicembre 2012, n. 221 è stato stabilito che tutti i dati e i documenti che le amministrazioni pubblicano si intendono rilasciati come dati aperti


[1]«…la casa dell’amministrazione dovrebbe essere di vetro…» in Atti del Parlamento italiano, Camera dei deputati, sessione 1904-1908, n. 22962, 17 giugno 1908.
[2]D.lgs.3 febbraio 1993, n.29, recante la razionalizzazione dell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell’art. 2 della legge 23 ottobre 1992, n.421.
[3]Legge 4 marzo 2009, n.15 recante delega al Governo finalizzata all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e alla efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
[4]In questo quadro la Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, costituisce un privilegiato punto di osservazione per la verifica dello stato di attuazione del principio dell’accesso e quindi della trasparenza amministrativa, essendole state affidate delle specifiche funzioni.
[5]Decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, recante l’attuazione della legge 4 marzo 2009, n.15 in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
[6]P.ALBANO, Appunti di comunicazione pubblica, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ), 2004.

venerdì 8 marzo 2019

DA LUNEDI' IN AULA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI LA DISCUSSIONE DELLA LEGGE ISTITUTIVA DELLA RETE NAZIONALE DEI REGISTRI TUMORI


Da lunedì inizierà nell'aula della Camera dei deputati la discussione sulle linee generali della proposta di legge:: Istituzione e disciplina della Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza e del referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione, già approvata dal Senato(A.C. 1354)
Dal Dossier predisposto dagli uffici della camera si apprende che la proposta di legge in esame, approvata dal Senato, in sede redigente, il 7 novembre scorso, istituisce e disciplina la Rete nazionale dei registri dei tumori e dei sistemi di sorveglianza, identificati ai sensi del D.P.C.M. 3 marzo 2017 (Identificazione dei sistemi di sorveglianza e dei registri di mortalità, di tumori e di altre patologie), emanato in attuazione dell'articolo 12, comma 11, del D.L. n. 179/2012 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dalla legge 221/2012, nonché il referto epidemiologico per il controllo sanitario della popolazione. 
Si ricorda che l'art. 12, co. 10, del decreto legge 179/2012 prevede l'istituzione di sistemi di sorveglianza e di registri di mortalità, di tumori e di altre patologie, di trattamenti costituiti da trapianti di cellule e tessuti e trattamenti a base di medicinali per terapie avanzate o prodotti di ingegneria tessutale e di impianti protesici ai fini di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure, valutazione dell'assistenza sanitaria e di ricerca scientifica in ambito medico, biomedico ed epidemiologico allo scopo di garantire un sistema attivo di raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici per registrare e caratterizzare tutti i casi di rischio per la salute, di una particolare malattia o di una condizione di salute rilevante in una popolazione definita. Molteplici gli obiettivi: prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, programmazione sanitaria, verifica della qualità delle cure, valutazione dell'assistenza sanitaria e di ricerca scientifica in ambito medico, biomedico ed epidemiologico. 
La norma prevede (comma 11 del citato articolo 12) l'adozione, su proposta del ministro della Salute, di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per istituire i sistemi di sorveglianza e i registri di mortalità. Mentre il comma 13 dello stesso articolo 12 dispone l'adozione di un Regolamento che individui i soggetti che possono avere accesso ai predetti registri, i dati che possono conoscere, nonché le misure per la custodia e la sicurezza dei dati, in conformità alle disposizioni di cui agli articoli 20, 22 e 154 del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs 196/2003). 
Nella Gazzetta Ufficiale n. 109 del 12 maggio 2017 è stato pubblicato il D.P.C.M. 3 marzo 2017, di definizione delle modalità di identificazione dei sistemi di sorveglianza e di registri di mortalità, di tumori e di altre patologie. 
Il decreto individua 31 sistemi di sorveglianza, in buona parte istituiti presso l'Istituto superiore di sanità (ISS) mentre alcuni fanno capo al Ministero della Salute, e 15 registri di patologia di rilevanza nazionale. Con i registri sarà possibile avere una raccolta sistematica di dati anagrafici, sanitari ed epidemiologici, trattati nel rispetto della riservatezza.. 
Il decreto stabilisce rigidamente il tipo di dati che si possono raccogliere, chi può averne accesso e le misure per garantirne la sicurezza, esigenza indispensabile come dimostrano gli allarmi per attacchi informatici di questi giorni, che non a caso hanno avuto tra i bersagli primari proprio le strutture sanitarie.
Il problema è che poi, pur disponendo oggi di una massa notevole di dati che forniscono indicazioni dettagliate sui rischi per la popolazione non vengono prese decisioni tempestive ed adeguate. 

martedì 5 marzo 2019

IL CONSIGLIO DI STATO HA SENTENZIATO CHE GLI OSPEDALI CLASSIFICATI NON POSSONO ESSERE EQUIPARATI AGLI OSPEDALI PUBBLICI

LA QUERCIA CHE UN TEMPO ERA ACCANTO A PALAZZO SPADA
Il Consiglio di Stato, Sezione III, con Sentenza n.. 1410/2019, gentilmente messa a disposizione dal sito web DIRITTO DEI SERVIZI PUBBLICI  ha stabilito che debba essere esclusa la completa equiparazione degli ospedali cd. "classificati" al regime degli ospedali pubblici; gli ospedali classificati, anche se non sono soggetti al regime dell'accreditamento e operano nell'ambito del servizio sanitario nazionale direttamente erogando le prestazioni, sulla base di accordi con le regioni ai sensi dell'art. 8 quinquies c. a 2 quater del d.lgs. n. 502 del 1992, non si possono ritenere, a tutti gli effetti, nell'ordinamento nazionale equiparati ad un soggetto pubblico. 
Pertanto si deve ritenere che la qualifica di ospedale classificato e l'inserimento dello stesso ospedale nella rete ospedaliera del Servizio sanitario regionale non consentono la possibilità di attribuire a tale ospedale la fornitura di un prodotto nei confronti di altri ospedali e aziende sanitarie della Regione, senza l'esperimento delle prescritte procedure di gara. 
Tale attribuzione, operata con la delibera della Regione e con gli atti convenzionali a valle stipulati, ha integrato l'affidamento diretto di una fornitura in violazione della disciplina nazionale ed europea sugli appalti.

IL SISTEMA SALUTE DI LATINA MESSO A NUDO DALLA INDAGINE DELLA SAPIENZA


Alcune amiche ed amici mi hanno chiesto di vedere i dati su cui si è basata la valutazione dell'indagine svolta dalla Sapienza in collaborazione con la Cattolica assicurazioni per conto del quotidiano Italia oggi.
Così ho provato a raccogliere i dati e a elaborare un grafico per visibilizzarli.
Come si può vedere Latina (in giallo) ha una situazione che definirei drammatica e a nulla vale purtroppo il prodigarsi quotidiano del poco personale rimasto (prima colonna a sinistra sempre in giallo). 
Ma i politici che oggi si sbracciano promettendo per stabilizzare il personale precario (ma dove sono i responsabili di ciò?) dove erano ? 
La stabilizzazione dei precari non aumenterà il numero del personale.
Mancano i posti letto, poche apparecchiature, poche TAC e RMN.
Latina è sotto a tutte le altre province.

domenica 3 marzo 2019

SOLO 17,15 PUNTI SU 1000 ALLA PROVINCIA DI LATINA DALL'INDAGINE DELLA SAPIENZA.


Dalla indagine svolta dall'Università di Roma "La Sapienza" in collaborazione con la Cattolica assicurazioni per il quotidiano Italia Oggi, ho estratto i punteggi assegnati alle province del Lazio per la qualità della vita.
I risultati sono decisamente preoccupanti per quanto riguarda Latina, ha ricevuto un punteggio infimo, solo 17,15 che gli è valso il 109° posto su 110.
Roma invece è all'11° posto CON 570,73 punti) , anche se ci saremmo aspettati qualcosa di più dalla Capitale, scavalcata da ben 10 città: Isernia (1000 punti), Pisa (898,06), Ancona (807,37), Siena (782,86), Milano (710,20), Potenza (669,60), Campobasso (653,78), Trieste (634,35), Cagliari (586,34) e Grosseto (581,18).
Le altre province del Lazio si sono invece collocate come segue: Frosinone al 67° posto, Rieti all'87° e Viterbo al 92°.
Non ci sono parole per Latina, ma ricordiamo che gli ospedali di Sezze, Priverno, Gaeta e Minturno sono stati chiusi dalla giunta Polverini senza considerare i danni che si ciò avrebbe provocato.
La cosa più assurda è che ora alcuni che appartengono allo stesso partito affermerebbero che i problemi del PS di Latina sarebbero causati proprio dalla chiusura degli ospedali dei Lepini.