domenica 4 giugno 2017

ENTRO IL 16 GIUGNO SI DEVONO PAGARE L'IMU E LA TASI

L'11 giugno in molti Comuni è la data in cui si voterà per il rinnovo del Sindaco e del Consiglio comunale, ma pochi giorni dopo, il 16 giugno scade il termine per pagare l'IMU e la TASI.
Dal 2013 la prima casa non paga più l'IMU, mentre dal primo gennaio 2016 non è dovuta la TASI per le unità immobiliari destinate ad abitazione principale dal possessore, nonché dall’utilizzatore e dal suo nucleo familiare, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A1, A8 E A9.
Sono esclusi i terreni agricoli.
Molti Comuni utilizzano le entrate dell'IMU e della TASI per assicurare il funzionamento di tutti i servizi pubblici, ma un numero alto di persone non paga sia perché ricorre a false residenze, sia perché riesce in qualche modo ad eludere il fisco.
Per poter fronteggiare le minori entrate molti comuni si trovano in difficoltà.
Pagare le tasse è un dovere civico.
Sarebbe ora che chi sarà eletto avvii un'opera di convincimento dei proprietari delle case affinché facciano la loro parte.

DALL'EUROPA WI-FI GRATIS PER TUTTI PER CONTRASTARE IL DIGITAL DIVIDE

Il Parlamento europeo pochi giorni fa ha approvato il progetto per offrire connessioni sicure, gratuite e veloci ai cittadini in tutte le aree pubbliche: musei, biblioteche, parchi, stazioni e piazze, passando per i musei.
Per il momento sono state approvate solo le linee generali del progetto, ma dovranno stabilire le somme che saranno stanziate. 
Gli Stati membri dovranno dare il loro assenso entro la fine dell' anno.
Sarà creato un portale multilingue, di facile utilizzo per consentire l'accesso alle connessioni sicure e ad alta velocità. 
Le istituzioni che prenderanno parte al progetto potranno dare accesso ai loro servizi digitali direttamente tramite le reti WiFi4Eu.
L'Unione Europea finanzierà con 120 milioni di euro l'installazione e i mezzi necessari, mentre gli enti pubblici dovranno pagare l'abbonamento all'operatore e la manutenzione dei sistemi. 
L'obiettivo è quello di avere 50 milioni di connessioni al giorno. 
Ci sarà primo bando da 20 milioni di euro e per ogni comune sono a disposizione fino a un massimo di 20mila euro. 
Naturalmente di questa opportunità potranno beneficiare per primi i Comuni che saranno più attivi.

LA RIPARTIZIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETA' COMUNALE

SCHEDA DEL MINISTERO DELL'INTERNO








L'art. 16, comma 6, del decreto‐legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che ha disposto la riduzione di risorse del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali dovuti ai comuni ricompresi nelle regioni a statuto ordinario e nelle Regioni Siciliana e Sardegna per l'importo complessivo di 500 milioni per l'anno 2012, 2.250 milioni di euro per l'anno 2013, 2.500 milioni di euro per l'anno 2014 e 2.600 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015.
Il comma 380 e seguenti dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che hanno disposto la soppressione del fondo sperimentale di riequilibrio dei comuni delle regioni a statuto ordinario e dei trasferimenti erariali spettanti ai comuni della Regione siciliana e della regione Sardegna e la contestuale istituzione del fondo di solidarieta' comunale i cui criteri di formazione e riparto per gli anni dal 2013 al 2016, da stabilirsi con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, tengono conto espressamente anche delle riduzioni di cui al richiamato art. 16, comma 6, del decreto‐legge n. 95 del 2012.
Nei prossimi giorni il Ministero dell’Interno in base al DM 2 maggio 2017 provvederà all'erogazione della prima rata del Fondo di solidarietà comunale (FSC) in base ai principi previsti dalle norme sul federalismo.
Come è noto, l’erogazione è condizionata ad alcune comunicazioni di natura finanziaria e contabile. In particolare, per evitare la sospensione del pagamento, gli enti che non vi abbiano ancora provveduto devono quanto prima regolarizzare la propria posizione in materia di:Compilazione e chiusura del questionario SOSE sui fabbisogni standard, il cui termine era fissato al 21 gennaio scorso.
dalla nota integrativa al bilancio 2017 ho estratto i seguenti dati:
IMU = € 10.250.000,00, derivanti dalla sommatoria dell’IMU Convenzionale e dell’IMU Propria - Sforzo Fiscale.
A questo valore, vanno detratte le somme stanziate sul capitolo del Fondo di Solidarietà Comunale
2017, pari a 4.030.000,00.
Inoltre, nello stanziamento, si tiene conto di una percentuale (calcolata nella misura del 5,00% del
gettito lordo effettivamente registrato), relativa ad una stima prudenziale dell’evasione dell’imposta,
che poi, ovviamente, non viene accertata.

L'INDEBITAMENTO DEL COMUNE DI SABAUDIA

SABAUDIA: le passate amministrazioni hanno lasciato un indebitamento rilevante con elevati interessi annui da pagare.
L'ammontare del fardello dei debiti contratti renderà difficile fare nuovi investimenti a chi entrerà in Comune dopo le elezioni dell'11 giugno.


sabato 3 giugno 2017

MOLTE PROPOSTE DI LEGGE POTREBBERO DECADERE NEL CASO IN CUI QUALCUNO PONESSE FINE ALLA LEGISLATURA...QUANTO LAVORO SPRECATO....

Si aggira in Parlamento il fantasma della fine della legislatura che purtroppo prende sempre più corpo. Anche ieri il Ministro Padoan, sempre ottimista, ha detto durante il festival dell'economia di Trento che la prossima manovra la farà un altro....
Ma che succede se finisce la legislatura? Come tutte le volte ci sono dei provvedimenti in itinere che rischiano di decadere benché approvati da uno dei due rami del Parlamento. 
Ad oggi sono ben 74 : 52 al senato e 22 alla camera (ma bisogna sottrarre i testi approvati in via definitiva che stanno ancora attendendo la pubblicazione in gazzetta ufficiale).
Varie le cause, ma purtroppo nella tagliola rischiano di essere presi provvedimenti molto importanti, tanto che si sono mossi il Presidente del Senato, la Presidente della Camera, la Ministra Fedeli e molti altri per sollecitare la loro definizione.
Tra questi provvedimenti troviamo, per esempio:
S2494 - Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali (C.D. REDDITO DI INCLUSIONE)
S2439 - Disposizioni in materia di partiti politici. Norme per favorire la trasparenza e la partecipazione democratica (RIFORMA DEI PARTITI)
S2092 - Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, e altre disposizioni in materia di cittadinanza (C.D. JUS SOLI) 
S2085 - Legge annuale per il mercato e la concorrenza
C2168-B - Introduzione del delitto di tortura nell'ordinamento italiano
S1504 - Modifiche alla legge 1° dicembre 1970, n. 898, in materia di legittimazione alla richiesta di scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio;
S1628 - Disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli
S2262 - Disposizioni per il contenimento del consumo di suolo;
S1938 - Disposizioni per l'attuazione dell'articolo 49 della Costituzione in materia di democrazia interna dei partiti. Delega al Governo per l'adozione di un testo unico delle norme riguardanti la disciplina dei partiti;
S2801 - Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento;
S1052 - Disposizioni in materia di contrasto dell'omofobia e della transfobia;
C2771 - Modifiche agli articoli 240 e 318 del codice penale in materia di confisca e di corruzione per l'esercizio della funzione;
ecc.....


SABAUDIA: CONTROLLI INADEGUATI SULLE VELE PUBBLICITARIE - A RISCHIO LA PAR CONDICIO DEI CANDIDATI

Le norme vigenti (art. 57 del regolamento del Codice della strada) prevedono che autoveicoli per uso speciale possano trasportare cartelloni pubblicitari ma che ciò sia consentito solamente se questa attività non venga effettuata per conto terzi e a titolo oneroso; molte ditte per aggirare il divieto stipulano contratti di noleggio senza conducente per cui chi stipula il contratto provvede alla propria pubblicità. 
Gli automezzi utilizzati devono essere sempre in movimento per cui non possono sostare in quanto in tal caso si configura una violazione all'art. 23 D.lgs n. 285/92. 
Vengono utilizzate spesso durante la campagna elettorale. A Sabaudia ne trovo spesso qualcuno fermo senza conducente. Ma i vigili urbani dove sono ?  Nella piazza principale del Comune ci sono poi autovetture con pubblicità elettorale che copre il parabrezza anteriore e quello posteriore lasciate lì ferme per ore, benché la sosta sia limitata ad un'ora...

APPROVATO IN COMMISSIONE IL TESTO DELLA LEGGE SULLA RIGENERAZIONE URBANA

Mentre a Sabaudia alcuni candidati si riempiono la bocca con le solite promesse ecco che avviene in Regione: con il parere favorevole votato a maggioranza il 29 maggio dalla VI del Consiglio regionale del Lazio le norme per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio sono pronte per essere esaminate dall’Aula della Pisana. La proposta di legge n. 365, di iniziativa di Giunta, vuol favorire interventi che – oltre a un generalizzato miglioramento del patrimonio edilizio esistente – contribuiscano alla riqualificazione della città pubblica, alla realizzazione delle infrastrutture e delle attrezzature nelle aree degradate e alla integrazione dei servizi nelle aree urbane, inclusa la mobilità, in particolare su ferro. Attenzione viene riservata anche a bioedilizia e architettura sostenibile. Il testo rappresenta, in un certo senso, il dopo “piano casa”, in scadenza il primo giugno.
dal comunicato stampa emanato dal Consiglio leggiamo che nella versione licenziata sono previste premialità con incremento di volumi o superfici, delocalizzazioni e cambi di destinazione d’uso. 
Ai comuni è affidato un ruolo centrale nella scelta e nella valutazione degli interventi di rigenerazione urbana o di recupero edilizio. Tra gli obiettivi della legge anche quello europeo di consumo di suolo zero per il 2050 (citato nella relazione illustrativa) e quello introdotto dalla commissione di riuso dei materiali frutto delle demolizioni. Inserite anche disposizioni in materia di terremoto.
Gli interventi previsti dalla futura legge, nella versione votata oggi dalla commissione presieduta da Enrico Panunzi, potranno essere eseguiti solo sulle porzioni territorio urbanizzate e su edifici legittimamente realizzati o sanati. Tra le zone escluse: quelle con vincolo di inedificabilità assoluta, le aree protette (seppure con alcune eccezioni), le zone a rischio idrogeologico “molto elevato” ed “elevato” e – argomento che ha monopolizzato parecchie sedute di commissione – nelle aree agricole, tranne che in alcune circostanze, legate alla presenza di insediamenti riconosciuti dal piano territoriale paesistico (Ptpr).
In particolare la proposta disciplina i programmi di rigenerazione urbana, gli “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio”, gli interventi per il miglioramento sismico e l’efficienza energetica, nonché i cosiddetti interventi diretti. Dettate anche norme particolari per il “riordino funzionale” degli stabilimenti balneare nel rispetto della disciplina paesistica e ambientale allo scopo di dare certezze ai Comuni.
MA ECCO I PUNTI PRINCIPALI DELLA PROPOSTA:
Nel caso di programmi di rigenerazione le premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive potrà essere portata dai Comuni fino al 35 per cento della superficie lorda esistente (fino al 40 nel caso in cui la superficie esistente sia ridotta almeno del 10 per cento a favore della superficie permeabile). Nei programmi andrà indicata dai Comuni anche la quota di alloggi da destinare a edilizia residenziale pubblica e sociale. Sono esclusi dai programmi di rigenerazione gli insediamenti urbani storici individuati come tali dal Ptpr.
I Comuni, inoltre, potranno individuare – anche su proposta di privati – “ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio” nei quali consentire interventi di ristrutturazione edilizia o di demolizione e ricostruzione con una volumetria o una superficie lorda aggiuntiva nella misura massima del 30 per cento. Anche in questo caso sono possibili – sempre a particolari condizioni – cambi di destinazione d’uso e delocalizzazioni. Come pure per i programmi di rigenerazione, sono previste premialità aggiuntive del 5 per cento se gli interventi saranno realizzati con concorsi di progettazione.
C’è poi il capitolo degli “interventi diretti”. La proposta di legge consente sempre – ma nel quadro delle finalità della legge – interventi di ristrutturazione edilizia o di demolizione e ricostruzione con un incremento fino al massimo del 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente (ad eccezione degli edifici produttivi: fino al 10 per cento della superficie coperta). La norma è stata estesa dalla commissione al potenziamento e alla ristrutturazione delle sale cinematografiche e dei centri culturali polifunzionali. Le disposizioni relative agli interventi diretti potranno essere sfruttate una tantum e mai nelle zone individuate come insediamenti urbani storici ai sensi del Ptpr.
Quanto infine all’efficienza energetica e al miglioramento sismico del patrimonio edilizio esistente la commissione ha introdotto un nuovo articolo. I consigli comunali potranno inserire negli strumenti urbanistici generali vigenti ampliamenti, a questi scopi, del 20 per cento della volumetria o della superficie utile esistente degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 metri quadrati. I comuni potranno accordare sconti sugli oneri di urbanizzazione se gli interventi riguarderanno la prima casa. Nelle zone colpite dal terremoto gli ampliamenti, con realizzazione di un corpo edilizio separato, potranno essere autorizzati anche in un altro lotto dello stesso comune, ma comunque non in zona agricola. Altre disposizioni in materia di terremoto sono state previste per la riformulazione degli strumenti urbanistici dei comuni del cratere e una serie di misure per prevenzione e riduzione del rischio affidate a un regolamento di Giunta.
ZONE AGRICOLE E AREE NATURALI PROTETTE
Il giro di boa dell’iter della proposta di legge è arrivato la scorsa settimana, quando è stato trovato un accordo tra maggioranza e parte dell’opposizione sulle condizioni di applicabilità della futura disciplina alle aree agricole, in origine totalmente escluse dalla proposta iniziale. La legge si applicherà, in base all’emendamento poi approvato dalla commissione, alle zone agricole che siano state individuate dal Ptpr come “paesaggio degli insediamenti urbani” e “paesaggio degli insediamenti in evoluzione”, fatto salvo quanto previsto in materia dalla legge regionale “Norme in materia di programmi integrati di intervento per la riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale del territorio della regione” (art. 2, comma 4, legge regionale 22/1997). La nuova formulazione consente inoltre che siano comunque consentiti gli “interventi diretti” nelle zone agricole.
Anche per le aree naturali protette un emendamento approvato lunedì scorso ha consentito l’applicazione della legge alle sole zone individuate come “paesaggio degli insediamenti urbani” dal Ptpr. È comunque fatto salvo quanto consentito dai piani di ciascuna area naturale e dalla legge regionale 29/1997 (le “Norme in materia di aree protette regionali”).
QUI TROVATE IL TESTO PROPOSTO; QUELLO APPROVATO NON E' ANCORA DISPONIBILE.

LA CAMERA DEI DEPUTATI E' CONVOCATA PER MARTEDI' 6 GIUGNO ALLE ORE 12 PER DISCUTERE LE LINEE GENERALI DELLA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE

Martedì 6 giugno alle ore 12 è fissata la seduta per la discussione sulle linee generali della proposta di legge:
TONINELLI ed altri: Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica. (C. 2352) e delle abbinate proposte di legge: GIACHETTI; PISICCHIO; LAURICELLA; LOCATELLI ed altri; ORFINI; SPERANZA; MENORELLO ed altri; LUPI e MISURACA; VARGIU e MATARRESE; NICOLETTI ed altri; PARISI e ABRIGNANI; DELLAI ed altri; LAURICELLA; CUPERLO; TONINELLI ed altri; RIGONI; MARTELLA; INVERNIZZI ed altri; VALIANTE ed altri; TURCO ed altri; MARCO MELONI; LA RUSSA ed altri; D'ATTORRE ed altri; QUARANTA; MENORELLO ed altri; BRUNETTA ed altri; LUPI e MISURACA; COSTANTINO ed altri; PISICCHIO; FRAGOMELI ed altri. (C. 2690-3223-3385-3986-4068-4088-4092-4128-4142-4166-4177-4182-4183-4240-4262-4265-4272-4273-4281-4284-4287-4309-4318-4323-4326-4327-4330-4331-4333-4363)

LA PRESENZA DI PESTICIDI NELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE ANALIZZATA DALL'ISPRA

L'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee è arrivato a livelli rilevanti.
Quando si parla di acque sotterranee ci si riferisce alla falda acquifera,
Le sostanze più frequenti nelle miscele che sono state rinvenute dall'ISPRA nelle acque sono gli erbicidi, con una presenza significativa, in particolare nelle acque sotterranee, di fungicidi e insetticidi. I componenti più rilevati sono gli erbicidi triazinici e alcuni loro metaboliti (terbutilazina, terbutilazina-desetil, atrazina, atrazina-desetil) e il metolaclor. Si segnala inoltre nelle acque superficiali la presenza degli erbicidi oxadiazon, glifosate e AMPA. Nelle acque sotterranee è rilevante la presenza di fungicidi tra cui metalaxil, oxadixil e pirimetanil. 
L’insetticida imidacloprid è riscontrato sia nelle acque superficiali sia sotterranee.

venerdì 2 giugno 2017

SABAUDIA: STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE…E STESSO PUA !

Sono trascorsi circa quindici anni dalla "devoluzione” della gestione del demanio marittimo ai Comuni da parte dell’ Amministrazione statale.
Il demanio marittimo è un argomento complesso: sia perché il passaggio di competenze dall’Autorità statale verso i Comuni non ha brillato per efficacia, sia perché la stratificazione normativa, ha generato talora problemi interpretativi.
La situazione di Sabaudia è particolare in quanto ci troviamo all'interno del Parco nazionale del Circeo ed un vasto tratto del litorale è stato riconosciuto come Sito di Interesse Comunitario (SIC IT6040018) denominato “Dune del Circeo”, quindi con una protezione ulteriore.
L’Ente Parco in questi anni è intervenuto più volte per richiamare l’attenzione del Comune, ma se ci guardiamo intorno vediamo invece che l’antropizzazione del litorale è aumentata notevolmente.
Il Piano Utilizzo Arenili è stato approvato dal Comune di Sabaudia con Deliberazione del Consiglio comunale 155/1999 (e quindi dalla regione Lazio con DPGR 367/2002), ma è oramai scaduto da tempo.
Nel 2009 fu sottoscritto un Protocollo tra Presidente dell’Ente Parco e il Sindaco che recava l’impegno da parte dell’Amministrazione comunale a procedere entro quell'anno ad una complessiva revisione del PUA, nell’ambito della quale avrebbe dovuto trovare posto anche il problema dell’accesso alla spiaggia e della fruizione del mare delle persone diversamente abili inteso come riconoscimento di un diritto e non come benigna concessione, ma sino ad oggi è stato solo affidato un costoso incarico ad un professionista esterno anziché farlo fare al personale dipendente.
Più volte in quegli anni ho segnalato al Sindaco la necessità che si provvedesse ad un aggiornamento del PUA.
Con una lettera del 17 marzo 2010 n. 48330, la Direzione regionale competente ha provveduto anch'essa a sollecitare l’adozione del nuovo PUA senza esito.
Nel frattempo le persone diversamente abili non riescono ad avere accesso al mare se non in alcune limitate aree a pagamento.
Successivamente la Giunta regionale ha approvato la deliberazione 543 in data 18 novembre 2011, con la quale è stata approvata una proposta di semplificazione delle procedure per l’approvazione dei Piani di Utilizzazione degli arenili comunali; nell'Allegato “A” di detta deliberazione il nostro Comune è stato inserito tra quelli che necessitano di revisione del PUA.
Sono stati inviati nuovi solleciti al Sindaco, ma anche alla Regione per segnalare la presenza dei presupposti per un intervento sostitutivo previsto dall’art. 19 comma 1 della L.R. n.14/99.
Finalmente la regione Lazio ha approvato la L. R. 26 giugno 2015 n. 8 ed ai sensi dell'art. 7 la Giunta regionale ha approvato con deliberazione n. 485/2016 un nuovo regolamento regionale per la "Disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative" che modifica profondamente la normativa.
I comuni che non destineranno nei propri PUA almeno il 50 per cento degli arenili di competenza alla "pubblica fruizione" non potranno accordare nuove concessioni demaniali marittime. L'organizzazione dei servizi di balneazione non potrà, in nessun caso, "precludere la libera fruizione dell'arenile".
Inoltre una modifica all'articolo 47 della legge 13/2007 sottrae ai Comuni la possibilità di "rinnovo automatico" delle concessioni delle aree demaniali marittime (restano fermi i poteri di rilascio, decadenza, revoca e variazione).
Nel contempo avrebbe dovuto essere data applicazione della oramai famosa direttiva dell’Unione europea 2006/123/CE meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein.
Infine ci sarebbe da applicare l’Ordinanza balneare 2017 della Capitaneria di Porto di Terracina che resta spesso inattuata.
Il Commissario straordinario ha affidato allo stesso professionista precedentemente scelto l’incarico di aggiornare il PUA alle nuove disposizioni, ma purtroppo anche questa estate troveremo la spiaggia gestita con lo stesso PUA. 
Ma quelli che nel recente passato erano in maggioranza e che nel dibattito tra i candidati del 31 maggio scorso hanno definito il PUA "obsoleto" , cosa hanno fatto per cambiare le cose? 
Forse obsoleti sono loro.

giovedì 1 giugno 2017

IL LAGO DI PAOLA NON SI INQUINA DA SOLO

In data 6 settembre 2011 presentai una mozione sulla situazione dell’inquinamento del lago di Paola per chiedere che fosse affrontato il problema del suo risanamento; la mozione fu discussa nella seduta del 26 ottobre dello stesso anno e fu respinta (delibera n. 58/2011) da: Lucci, Benedetti, Ciriello, Mignacca, Fogli, Iodice, Zeoli, Cuccaroni, Bianchi Nicola; votammo a favore solo Amedeo Bianchi ed io); Schintu si astenne, mentre al momento della votazione si assentarono Chiarato, Capriglione, Di Maio e Venditti.
Nel corso dell’incontro/scontro tra i candidati a sindaco di Sabaudia che si è tenuto il 31 maggio ho sentito in alcuni degli interventi che occorrerebbe acquistare il lago per poter provvedere al suo risanamento.
Peccato che l’idea venga da persone che fino a ieri affermavano che il lago fosse di proprietà pubblica e che fosse sufficiente solo un intervento della regione, mentre già più volte l’Avvocatura dello Stato ha dovuto prendere atto che benché le norme fin dall’Unità d’Italia abbiano stabilito che tutte le acque interne siano pubbliche, proprio all’epoca molti “pezzi” del demanio fossero stati ceduti a privati per poter tappare i buchi creati dalle guerre di conquista condotte dai Savoia; per quanto riguarda il lago di Paola la cessione risale al 1881.
Presento brevemente il lago di Paola: è un bacino salmastro di 3,9 kmq ed una profondità massima di mt.10; l’apporto di acqua dolce negli ultimi decenni è diminuito sia a causa della riduzione della portata degli affluenti che a causa dell’emungimento della falda fatta dai pozzi posti in riva al lago per usi civili, con il risultato che l’acqua è sempre più salata.
Ma veniamo alla questione del presunto autoinquinamento del lago: dalle analisi fatte in più occasioni e in vari punti di prelievo è stata accertata la presenza di inquinanti di tre tipi:
a)                  Di origine civile: sia fecale (escherichia coli, enterococchi, ecc.) che chimica per sostanze utilizzate dalle famiglie;
b)                 Di origine industriale: gasolio, sostanze chimiche, ecc.
c)                  Di origine agricola: pesticidi e loro derivati chimici.
Si tratta di come è evidente di sostanze che non possono in alcun modo essere prodotte dal lago.
Naturalmente alcune sostanze chimiche come i fertilizzanti producono la crescita abnorme di alcune alghe che a loro volta, morendo quando la temperatura dell’acqua aumenta durante l’estate, finiscono sul fondo del lago decomponendosi e dando origine vapori maleodoranti. Questo problema può essere eliminato da parte dell’amministrazione eredi Scalfati tagliando le alghe nel momento della massima fioritura e asportandole, come fatto l’anno passato, quando infatti non ci fu alcun effetto sgradevole.
La situazione del lago è monitorata, anche se in maniera insufficiente dall’ARPA e resa pubblica grazie all’ISPRA che già da alcuni anni ha assegnato alle acque superficiali del parco un bollino rosso, proprio a segnalare la gravità della situazione.
Come fare: le acque superficiali sono dotate di una proprietà autodepurante per cui se venissero a cessare i fenomeni di inquinamento dalle varie fonti; questo è stato dimostrato durante un recente convegno tenutosi a Terracina ed organizzato dal WWF Litorale Laziale.
Pertanto il Comune dovrebbe intervenire per costringere tutte le abitazioni ad allacciarsi alla rete fognaria. L’ex sindaco l’anno passato ha ammesso che solo il 75% delle case sarebbero allacciate quindi ne manca il 25%, ma di chi la colpa? Cosa ha fatto il comune in tutti questi anni?
Sarebbe anche opportuno verificare la presenza di allacci impropri alla rete delle acque chiare.
Lo stesso discorso andrebbe fatto su tutte le attività imprenditoriali e sugli affluenti (che attraversano anche la città) per verificare che non scarichino, neanche saltuariamente sostanze inquinanti.
Resta il problema dei pesticidi utilizzati in agricoltura: all’interno del Parco è vietato l’uso di queste sostanze chimiche in base al D.M. 10 marzo 2015 “Linee guida di indirizzo per la tutela dell’ambiente acquatico e dell’acqua potabile e per la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari e dei relativi rischi nei Siti Natura 2000 e nelle aree naturali protette”.
Qui la direzione del Parco ha avviato di recente una serie di iniziative per sostenere il passaggio all’agricoltura biologica degli imprenditori agricoli con l’aiuto dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, ma anche il comune dovrebbe collaborare per sostenere gli agricoltori anche ricorrendo ad un progetto europeo.
Senza dubbio ritengo che sia necessario incrementare i punti di prelievo delle acque da parte dell’ARPA e anche la loro numerosità per consentire un monitoraggio più assiduo anche perché nel lago esiste anche una coltura di mitili.
Infine c’è il problema dell’inquinamento delle acque sotterranee (la falda acquifera) che è pesantemente inquinata come dimostrano gli scarsi prelievi fatti; la cosa è molto più grave del previsto perché qui non esiste autodepurazione e anche a distanza di anni la presenza delle sostanze inquinanti permane senza che si degradi.
Pertanto il lago viene inquinato da cause esterne che la politica deve affrontare; poi se il Governo vorrà acquistare il lago per completare il patrimonio del Parco è un'altra cosa.
In alcuni dei programmi elettorali depositati in Comune dai candidati si legge che sarebbe il caso di verificare la presenza di eventuali fonti di inquinamento delle acque del lago, come se si trattasse di qualcosa ancora da accertare e non fosse una questione conclamata da anni e quasi si abbia timore di dire agli inquinatori (perché così vanno chiamati): sia che siano ricchi proprietari di ville che imprenditori agricoli o piccoli industriali e artigiani, che occorre cambiare.
Ma forse c’è da cambiare una classe dirigente che da troppi anni in Comune ha lasciato che questa situazione andasse avanti senza fare nulla, lasciando che venisse danneggiato  l’ambiente prezioso di un Parco nazionale.

SABAUDIA: QUALCHE CANDIDATO A SINDACO VUOLE UNA DIVERSA PERIMETRAZIONE DEL PARCO MA LA LEGGE NON GLI ATTRIBUISCE QUESTA COMPETENZA.

L’art. 8 della legge 394/91 stabilisce che i parchi nazionali sono istituiti e delimitati in via definitiva con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'ambiente, sentita la regione.
L’Ente Parco Nazionale del Circeo è stato istituito con DPR 4 aprile 2005 con il quale è stata anche approvata la perimetrazione definitiva del territorio del parco.
Il legislatore proprio per assicurare la tutela dell’ambiente ha sottratto agli interessi locali ogni modifica del territorio del Parco.
Pertanto è da ritenersi fuorviante la promessa contenuta in qualche programma elettorale relativa ad una nuova perimetrazione dei confini del Parco che escluda le aree completamente urbanizzate, che non è di competenza del Comune.
Per quanto riguarda la tipologie delle opere e dei manufatti e le relative procedure queste devono essere stabilite nel Regolamento previsto dall'art.11 della citata legge 394/91 che dovrà disciplinare anche lo svolgimento di tutte le attività all'interno del relativo territorio.
Com’è noto il regolamento è stato adottato da tempo dall’Ente parco e dovrà essere approvato dal Ministero dell’ambiente, del territorio e del mare; il Comune quando sarà richiesto del parere dovrà esprimersi entro quaranta giorni.
A sua volta il Piano per il Parco è lo strumento previsto dalla legge 394 del 1991 per tutelare i valori naturali ed ambientali nonché storici, culturali, antropologici tradizionali del territorio dei parchi nazionali.
L’art. 12 della legge prevede che la tutela dei valori naturali ed ambientali affidata all'Ente parco sia perseguita attraverso lo strumento del Piano per il Parco che deve, in particolare, disciplinare i seguenti contenuti:
a) organizzazione generale del territorio e sua articolazione in aree o parti caratterizzate da forme differenziate di uso, godimento e tutela
b) vincoli, destinazioni di uso pubblico o privato e norme di attuazione relative con riferimento alle varie aree o parti del piano
c) sistemi di accessibilità veicolare e pedonale con particolare riguardo ai percorsi, accessi e strutture riservati ai disabili, ai portatori di handicap e agli anziani
d) sistemi di attrezzature e servizi per la gestione e la funzione socia le del parco, musei, centri di visite, uffici informativi, aree di campeggio, attività agro-turistiche
e) indirizzi e criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna e sull'ambiente naturale in genere.
Il piano suddivide il territorio in base al diverso grado di protezione (riserve integrali, generali orientate, aree di protezione, aree di promozione economica e sociale.
Il Piano del Parco Nazionale del Circeo è da tempo all’esame della regione Lazio e il Comune di Sabaudia ha espresso il proprio parere sul Piano con una nota del Sindaco in data 29 settembre 2011.
L’art. 7 della predetta legge 394/91 prevede che ai comuni il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è attribuita priorità nella concessione di finanziamenti dell'Unione europea, statali e regionali, richiesti per la realizzazione sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui, rispettivamente, agli articoli 12 e 25:
a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale;
b) recupero dei nuclei abitati rurali;
c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo;
d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;
e) attività culturali nei campi di interesse del parco;
f) agriturismo;
g) attività sportive compatibili;
h) strutture per l’utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l'uso di energie rinnovabili.
I medesimi benefici sono attribuiti ai privati, singoli od associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale.
Quindi come si vede il Parco rappresenta una risorsa per il territorio ma è necessario predisporre dei progetti per poter accedere ai fondi.