giovedì 6 agosto 2015

IL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 6 AGOSTO HA APPROVATO IL PIANO STRATEGICO NAZIONALE DELLA PORTUALITÀ E DELLA LOGISTICA

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), da adottarsi con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Piano è stato redatto in attuazione dell’articolo 29 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n.164, Sblocca Italia.
La finalità è di “di migliorare la competitività del sistema portuale e logistico, di agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone e la promozione dell'intermodalità nel traffico merci, anche in relazione alla razionalizzazione, al riassetto e all'accorpamento delle Autorità Portuali esistenti”.
Il Piano disegna una strategia per il rilancio del settore portuale e logistico da perseguire attraverso la massimizzazione del valore aggiunto che il “Sistema Mare” può garantire in termini quantitativi di aumento dei traffici, ed individua azioni di policy a carattere nazionale - sia settoriali che trasversali ai diversi ambiti produttivi, logistici, amministrativi ed infrastrutturali coinvolti - che contribuiranno a far recuperare competitività all’economia del sistema mare in termini di produttività ed efficienza.
Il “sistema mare” viene presentato dal Piano come strumento attivo di politica economico commerciale euro-mediterranea, e come fattore di sviluppo e coesione del Mezzogiorno nonché come fattore di sostenibilità, innovazione, sostegno al sistema produttivo del Paese.
Nella prima parte di analisi si prendono in considerazione i profili che condizionano le performance della portualità italiana dei porti quali porte di scambio dei sistemi territoriali economico – produttivi e dei consumi. Si analizzano poi gli aspetti legati agli accordi Euro-Mediterranei, gli scenari geo-economici globali di riferimento, l’andamento della domanda dei traffici nei diversi segmenti, l’attuale offerta infrastrutturale e dei servizi. Molto spazio è dedicato poi alla disamina delle vigenti procedure amministrative dei controlli e dello sdoganamento delle merci: una delle principali cause della scarsa competitività internazionale del sistema portuale nazionale. Si evidenzia quindi una normativa eccessivamente complessa e disomogenea, con stratificazione multilivello di iter procedurali, istituzionali ed amministrativi. 
Infine vengono esposti gli scenari tendenziali di domanda sulla base di analisi macroeconomiche, geopolitiche e sociali, nonché di posizionamento di mercato degli attori di settore e della struttura delle reti distributive, allo scopo di rivedere i possibili cambiamenti dell’organizzazione delle filiere logistiche e trasportistiche.
Sulla scorta delle analisi condotte il Piano individua una strategia integrata, con azioni da compiere sia nei porti sia sulla loro accessibilità – da mare e da terra – al fine di potenziare il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e negli scambi internazionali. La strategia è articolata per dieci Obiettivi strategici, declinati al loro interno in specifiche e dettagliate azioni: Semplificazione e snellimento; concorrenza, trasparenza e upgrading dei servizi; miglioramento accessibilità dei collegamenti marittimi; integrazione del sistema logistico; miglioramento delle prestazioni infrastrutturale; innovazione; sostenibilità; certezza e programmabilità delle risorse finanziarie; coordinamento nazionale e confronto partenariale; attualizzazione della governance del sistema.
L’attuale assetto della governance portuale è plasmato dalla legge n.84 del 1994, ed ha evidenziato, nel corso degli anni, limiti e distorsioni evidenti. Il Piano individua nella dimensione “mono-scalo” degli organi di governo dei porti uno dei fattori principali su cui intervenire, avendo tale assetto prodotto nel tempo una non efficiente allocazione delle risorse e degli investimenti, anche per l’assenza di una stringente strategia nazionale volta a sviluppare il sistema portuale italiano nel suo complesso.
È quindi proposto un nuovo modello di governance, da realizzarsi attraverso atti legislativi successivi, in ossequio al disposto dell’art. 29 decreto legge 12 settembre 2014, n. 133, cd. “Sblocca Italia”, che pone tra gli strumenti serventi alla realizzazione degli obiettivi del Piano la razionalizzazione, il riassetto e l’accorpamento delle Autorità portuali esistenti.
In particolare il piano definisce una strategia di intervento ipotizzando l’istituzione di Autorità di Sistema Portuale (AdSP).
In prospettiva, il Piano costituirà uno dei piani di settore che andranno a confluire in un documento programmatico più ampio, plurisettoriale e plurimodale, e, segnatamente, nel Documento di Programmazione Pluriennale che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti intende redigere ed approvare entro la fine del corrente anno 2015, secondo il disposto del decreto legislativo n. 228/2011, e nella cornice del Piano Strategico Nazionale dei Trasporti e della Logistica.
La IX Commissione della Camera e l’8a Commissione del Senato hanno espresso parere favorevole al Piano con osservazioni che sono state recepite o considerati attinenti a principi e criteri e obiettivi già contenuti nel piano.
In particolare sono state espressamente recepite nel piano le osservazioni in ordine alla richiesta di attuare le modifiche concernenti la governance mediante un provvedimento organico. Sono state altresì espressamente recepite le osservazioni concernenti il coinvolgimento delle regioni e degli enti locali nella fase attuativa del piano e alla necessità che si mantenga il vincolo del bilancio in utile.

UN ALTOLA' DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI AGLI OGM

Si torna a parlare di Organismi Geneticamente Modificati (in inglese GMO).  Il 13 marzo 2015 è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea la Direttiva (UE) 2015/412 del Parlamento e del Consiglio dell’11 marzo 2015 che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilità per gli Stati di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) sul loro territorio.
Si tratta di un provvedimento che ha messo in allarme molte persone.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un ordine del giorno in materia di OGM che è stato consegnato al Governo in occasione della Conferenza Stato-Regioni del 30 luglio.
Il testo integrale è reperibile qui:
http://www.regioni.it/download/conferenze/416184/

mercoledì 5 agosto 2015

SCADENZA INVIO DATI RISPETTO PATTO STABILITA'

Entro il 10 agosto le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti forniscono al Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato le informazioni per il monitoraggio semestrale del patto di stabilità interno per l’anno 2015 e gli elementi informativi utili per la finanza pubblica anche con riferimento alla situazione debitoria, con le modalità e i prospetti definiti nell’allegato al decreto ministeriale del 26/6/2015. Detti prospetti devono essere trasmessi, con riferimento a ciascun semestre, utilizzando l’applicazione appositamente prevista per il patto di stabilità interno sul sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/ 
(art. 31 c. 19 L. 183/2011; Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n. 52505 del 26 giugno 2015 G.U. n. 158 del 10 luglio 2015)

GIORNALISTI OGGETTO DI INTIMIDAZIONI E MINACCE DA PARTE DI ASSOCIAZIONI CRIMINALI: LA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Il 30 luglio la Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali anche straniere ha proseguito l'esame della relazione sullo stato dell'informazione e sulla condizione dei giornalisti minacciati dalle mafie. Da quanto si legge emerge che nel corso dell'anno 2014 la situazione è peggiorata notevolmente con intimidazioni e minacce. 
La stampa è oramai nel mirino della mafia: ogni due giorni tre giornalisti minacciati„c'è un ricorso sempre più frequente a un uso spregiudicato di alcuni strumenti del diritto". Il riferimento è alle querele temerarie "dove la temerarietà è solo apparente, visto che in questi casi l'obiettivo dell'azione giudiziaria contro il giornalista non è tanto quello di dimostrare le proprie ragioni quanto quello di indurre quel giornalista a comportamenti  e scritture più 'rispettosi'". La situazione della provincia di latina non è dissimile da quella descritta nella relazione che potete leggere qui:

Potrebbe interessarti:http://www.today.it/cronaca/giornalisti-minacciati-mafia.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/Todayit/3351451698579
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=17&sezione=bollettini&tipoDoc=indice&anno=2015&mese=07&giorno=30&view=filtered&shadow_organo_parlamentare=2328&idCommissione=24

martedì 4 agosto 2015

SABAUDIA: LA SPESA 2015 MESSA A CONFRONTO CON QUELLA MEDIA ITALIANA ELABORATA DEL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE PER I COMUNI

Il 30 luglio il Consiglio comunale di Sabaudia ha approvato il bilancio di previsione 2015. A parte lo sbilancio, di cui ho già trattato qualche giorno fa,  desta viva sorpresa la disparità della percentuale di spesa tra gli standard elaborati dal Contro di Documentazione per i Comuni dell'IFEL, sito in Piazza san Lorenzo in Lucina e quelli del nostro Comune; per quanto riguarda la funzione affari generali si passa dal 30%  al 55% , una differenza notevole. Anche il territorio e ambiente (comprendente i rifiuti ) è superiore alla madia nazionale. Il contrario avviene  per i servizi sociali che da un 17% di media nazionale, si passa al solo 9% nel nostro ente. Dal prossimo anno partiranno i dati standard già approvati dal Governo, allora volenti o nolenti i Comuni saranno chiamati ad intervenire per contenere le spese che si discosteranno dal costo standard. Inoltre non si comprende come mai ancora non siano state attivate le gestioni associate delle funzioni fondamentali come rpevisto dalla legge, che permetterebbeo di contenere i costi e di elevare la qualità.

APPROVATA LA RIFORMA DELLA P.A. ASPETTIAMO I DECRETI DELEGATI

Oggi il Senato ha approvato definitivamente (con 145 voti favorevoli e 97 contrari) il disegno di legge 1577 B per la riforma della PA che prevede la delega al Governo ad emanare fino a 15 decreti legislativi di attuazione. La Pubblica amministrazione deve aggiornarsi ed adeguarsi rapidamente ad una società che si è modificata profondamente anche grazie ai progressi tecnologici. Ma di tutte le riforme fin qui adottate quanto sono state applicate in maniera integrale? Nessuno si è preso la briga di verificare se fossero giuste o se non fosse necessario intervenire per correggere gli eventuali errori o comunque accertare  perché in molti casi (specialmente nei  Comuni, ma anche le amministrazioni centrali non scherzano) alcune norme restano inapplicate. Mi riferisco al ciclo della  performance, ad una definizione degli obiettivi per i dirigenti misurabili e che non siano la brutta copia degli obblighi dell'attività ordinaria, ecc. Uno dei punti che avevo rappresentato con una petizione alla Presidenza della Camera era quello della riforma dell' OIV. Per rafforzare la terzietà dell’Organismo Indipendente di Valutazione introdotto dal D.lgs 150/2009, attualmente inadeguata, in quanto i componenti dell’Organismo Indipendente di Valutazione negli enti locali sono nominati dal Sindaco (o dal Presidente della provincia), impedendo una effettiva valutazione indipendente da parte di un organo con carattere di terzietà, per cui appare opportuno utilizzare una procedura analoga a quella introdotta per i Collegi dei revisori dall’art. 166 comma 25 del D.L. n. 138/2011 convertito in legge con L. 148/2011, affidando l’incarico di istituire un registro articolato su base regionale all’ANAC, mentre all’estrazione dei componenti potranno provvedere a livello locale le Prefetture. Dopo quaranta anni di pubblica amministrazione tra amministrazioni centrali (Ministero della sanità), Regioni (R.Lazio), Comuni (Formia), USL (FR2, LT4, RM32, RM31), ASL (Latina), Enti ospedalieri (Ariccia, Velletri), IRCCS (Istituti Fisioterapici Ospitalieri) e IZS LT, penso di avere raccolto un minimo di esperienza. Ho una profonda preoccupazione che la legge appena approvata tra qualche anno dovrà essere rivista perché non sono certo che i benefici attesi si potranno realizzare.Molto importanti saranno i decreti delegati ai quali almeno spero possa essere posta adeguata cura.

lunedì 3 agosto 2015

SABAUDIA: PIU' CHE UN BILANCIO UNO SBILANCIO

Con viva preoccupazione apprendo che è stato approvato il bilancio del Comune di Sabaudia; la maggioranza che lo ha approvato non tenendo in considerazione le raccomandazioni del Collegio dei revisori non ha provveduto a rettificare il rendiconto 2014 e così  il bilancio di previsione 2015, sempre in base ai calcoli del citato Collegio presenta uno sbilancio di € 2.189.601,22. Questo comporterà problemi rilevanti, anche perché il bilancio è una autorizzazione agli uffici a spendere (entro i limiti del bilancio) . Sarebbe stato meglio che prima fossero stato apportate le rettifiche al rendiconto 2014 e i correttivi al bilancio di previsione 2015 per ridurre le spese pareggiandole con le entrate.

domenica 2 agosto 2015

GLI INDICATORI DEI COMUNI RIFERITI AI PROGRAMMI ED AI PROGETTI DI BILANCIO DEVONO ESSERE PUBBLICATI

L’art. 18-bis del D.lgs 126/2014 stabilisce che le amministrazioni hanno l’obbligo di elaborare e divulgare sul loro sito internet il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio. Si tratta di un sistema di indicatori misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio, che devono essere costruiti da ciascun ente locale secondo criteri e metodologie comuni. Il Piano è parte integrante dei documenti di programmazione e di bilancio di ciascuna amministrazione ed è diretto – evidenzia la relazione illustrativa al decreto 126 – a consentire la comparazione dei bilanci. La materia è stata oggetto della Circolare n.13 in data 24 marzo 2015 del Ministero dell’Economia e delle finanze. Anche il Ministero dell'Interno ha fornito sul proprio sito molte indicazioni. All'estero si tratta di un modo di operare oramai acquisito. Noi siamo ancora in attesa che invece di parole vengano forniti dati precisi.

POCHI I COMUNI DELLA PROVINCIA DI LATINA NEI NUOVI FINANZIAMENTI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA

Sul sito web del Ministero della Pubblica istruzione è apparso l'annuncio dei primi 1300 interventi finanziati per l'edilizia scolastica nell'ambito della programmazione nazionale triennale per il periodo 2015/2017. Oltre 6.000 gli interventi richiesti dalle Regioni, sentiti gli Enti Locali. Per un fabbisogno totale di 3,7 miliardi di euro. I primi 1.300 interventi saranno finanziati grazie a 905 milioni dei cosiddetti mutui BEI (Banca europea per gli Investimenti), mutui agevolati con oneri di ammortamento a carico dello Stato che potranno essere accesi dalle Regioni. Saranno finanziati interventi di ristrutturazione, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico di scuole, immobili all'Alta formazione artistica, musicale e coreutica o adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari. Si potranno costruire nuovi edifici e realizzare palestre.
Beneficiari dei mutui saranno gli enti locali proprietari degli immobili che dovranno procedere all'aggiudicazione almeno provvisoria degli interventi entro il 31 ottobre 2015.
Sono presenti per la provincia di latina solamente i comuni di Gaeta, Itri, SS.Cosma e Damiano, Terracina, Minturno, Castelforte e Sperlonga, forse gli altri non ne avevano bisogno....
Per conoscere l'elenco dei Comuni interessati andate qui:

sabato 1 agosto 2015

INVIATA LA PETIZIONE ALLA CAMERA PER ALLARGARE I CASI DI INCANDICABILITA', INELEGGIBILITà E INCOMPATIBILITA' DEI CONSIGLIERI COMUNALI

Il 1° agosto ho inviato alla presidente Boldrini la petizione per chiedere l'allargamento dei casi previsti dalla legge per la incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità dei consiglieri comunali. Ho tenuto conto delle considerazioni già svolte dall'ANAC e della mia personale esperienza nella sanità e negli enti locali.

SABAUDIA: LE ENTRATE TRIBUTARIE 2015

Come abbiamo visto ieri la Corte dei Conti ha presentato una relazione sull'aumento delle entrate tributarie da parte dei Comuni dal 2011 (anno in cui sono stati tagliati i trasferimenti da parte del Governo centrale) in poi. L'aumento medio tra il 2011 e il 2014 calcolato dalla Corte è del 22%. In base ai recenti dati prodotti dal Comune di Sabaudia ed inseriti nel bilanci di previsione 2015, già approvato dal Consiglio comunale il 29 luglio scorso, risulta che l'aumento tra il 2015 e il 2011 nel nostro Comune è stato del 50,53% con un costo pro capite che ha raggiunto € 999,53 e con valori molto più elevati rispetto a quelli rilevati dalla citata Corte. La motivazione deve essere ricercata a mio avviso nella mancata adozione di una politica della spesa per il contenimento dei costi (spending review), di cui non è traccia  nella relazione al Bilancio di previsione 2015, né in quella al rendiconto 2014, per cui è stato giocoforza aumentare le entrate. Tale aumento in alcuni casi, almeno stando a quanto scritto dalla relazione del Collegio dei revisori dei conti appare molto elevato e di difficile realizzazione per cui, ove le entrate attese non si realizzassero si verificherebbe un ulteriore (il bilancio già in partenza è in disavanzo) sbilancio tra entrate ed uscite con danno per tutta la collettività, dato che poi a farne le spese sarebbe l'intera città. Ricordo infatti che l'approvazione del bilancio di fatto è una autorizzazione a spendere, cioè ad assumere impegni di spesa da parte degli uffici e che occorrerebbe un nuovo atto deliberativo per ridurre la disponibilità dei capitoli di spesa e in maniera pari quelli dell'entrata. 

L'AUMENTO DELLE ENTRATE TRIBUTARIE DISPOSTO DAI COMUNI PER FRONTEGGIARE IL TAGLIO DEI TRASFERIMENTI DAL GOVERNO E' SPROPORZIONATO

La Corte dei Conti ha pubblicato in questi giorni la deliberazione n. 25/2015 della Sezione delle Autonomie, con la quale ha relazionato in merito agli andamento della finanza territoriale. In particolare per quanto riguarda i Comuni la Corte ha accertato che dal 2011, anno nel quale lo stato ha tagliato i trasferimenti agli enti locali, la pressione tributaria di questi enti è aumentata considerevolmente passando in media da un costo pro capite di € 565,5 nel 2011 ad € 618,4 nel 2014. 
Un aumento considerevole che non trova alcuna giustificazione, se non nel mancato contenimento delle spese, nella mancata unione della gestione delle funzioni essenziali, ecc.