Oggi è la giornata dedicata agli open data, un movimento iniziato negli USA da alcuni anni e solo da poco approdato in Italia. Alcune amministrazioni centrali come l'ISTAT sono molto disponibili e attente a questo problema, ma alcuni Ministeri, proclamandosi amici della trasparenza hanno dei siti web nei quali è molto difficile trovare anche le circolari, per non parlare poi dei Comuni, i quali dovrebbero avere bene in vista sul loro sito internet uno spazio destinato all' "Amministrazione Trasparente"; in effetti per monitorare la trasparenza era stato inventato il sito magellanopa.it, dove, grazie ad un motore di ricerca è possibile monitorare il grado di trasparenza di ogni amministrazione; ma come si dice spesso: fatta la legge, trovato l'inganno, che ti fanno molti amministratori o funzionari? Invece di rispondere ad alcune domande, lo spazio viene riempito con i riferimenti normativi, così non appare vuoto e il motore di ricerca, che è poveretto, solo una macchina dice che va tutto bene ed accende il semaforo verde... Se siete cittadini attenti, andate a verificare come stanno le cose nel vostro comune, poi se ve la sentite andate sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e grazie al format messo a disposizione potrete segnalare l'inganno; festeggerete così al meglio l'Open data Day
sabato 21 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
LE FARMACIE IN MANO AL CAPITALE PRIVATO CON IL NUOVO DDL
L'art. 41 del nuovo DDL sulla concorrenza prevede che le farmacie possano essere di proprietà di persone fisiche, società di persone, società di capitali e cooperative a responsabilità limitata...addio al nostro vecchio farmacista.....inoltre è possibile che un singolo soggetto (anche società) possa essere titolare di quante farmacie vuole, senza più alcun limite...il motivo è quello di realizzare economie di scala e di favorire l'ingresso di soci di capitali alla titolarità dell'esercizio delle farmacie private....
IL DDL PER LA CONCORRENZA ELIMINA IL DOVERE PER I COMUNI DI VERIFICARE LA COMPATIBILITA' DEI PROGETTI PER LA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE PRIVATE
L'art. 38 del DDL sulla concorrenza abroga l'obbligo oggi previsto per ogni comune di verificare la compatibilità dei progetti per la costruzione di nuove strutture private sanitarie o socio-sanitarie; tale obbligo è oggi previsto per verificare le nuove cubature in rapporto al fabbisogno complessivo e alla localizzazione territoriale nell'ambito della programmazione regionale. La norma che si intende abrogare (art. 8-ter, comma 3 del D.lgs 30 dicembre 1992, n. 502) secondo il Governo sarebbe in contrasto con i principi di concorrenza comunitari e nazionali. In questo modo gli investitori privati potranno costruire case di riposo, case di cura ecc. dove vorranno, poi, dato che quasi tutti i Comuni non controllano molto queste strutture ed anche le ASL per asserite carenze di personale non fanno molte ispezioni , dovremo attendere l'arrivo dei NAS ....Più trasparenza alla sanità dal nuovo disegno di legge per la concorrenza
L'art.40 dell'ultima versione del Disegno di legge per la concorrenza prevede la massima trasparenza dei dati di bilancio e di performance delle strutture sanitarie accreditate, anche mediante sul proprio sito internet di rapporti periodici che illustrino le attività mediche svolte e il livello di qualità del servizio erogato, con particolare riferimento ai volumi di attività clinica, ai tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni, nonché alle competenze del personale medico, garantendo ai cittadini la massima fruizione dei relativi risultati informativi. In questo modo il Governo si propone di consentire ai cittadini di scegliere le strutture più efficienti e di incentivare l'efficienza delle strutture con performance più scadenti. Sarà interessante esaminare i bilanci di alcuni ospedali religiosi che nel passato hanno sempre fatto in modo di non rendere pubblici i loro dati.
IL CNEL E' VIVO ED ORGANIZZA UN INTERESSANTISSIMO CONVEGNO PER IL 25 FEBBRAIO
Il Parlamento, su proposta del Governo seguita a portare avanti la soppressione del CNEL, previsto dall'art. 99 della Costituzione quale organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge, dotato anche di iniziativa legislativa.
Il 25 febbraio il Presidente organizza un interessate Convegno sulla dimensione economica della criminalità, potrebbe essere l'ultimo, ma anche un'occasione per visitare Villa Lubin la splendida sede del CNEL, già sede dell' Istituto internazionale di agricoltura, antenato della FAO, costruita grazie a David Lubin, un ricchissimo ebreo di origine polacca ed inaugurata il 23 maggio 2008, sotto il patrocinio Vittorio Emanuele III.
LE SMART CITIES CON I FONDI EUROPEI SONO REALTA'
Gli amministratori locali non hanno più scuse per non innovare le nostre città. Non voglio più sentire che non ci sono i soldi e che non si può fare questo o quello se non rispondono a questo bando.
Un nuovo CALL denominato "Sviluppo di un sistema standard per le smart
cities e soluzioni per le comunità" Si tratta di sviluppare un sistema standard, che sia facilmente adattabile e che garantisca
l'operabilità dei metodi utilizzati nelle smart cities, anche livello di misurazioni, di metodologia
nella raccolta dei dati.
Una città intelligente deve anche includere interventi coordinati e integrati a livello sociale,
ambientale ed economico volti alla valorizzazione del capitale umano, alla riduzione degli impatti
ambientali e la risoluzione delle emergenze ambientali ritenute prioritarie (ad esempio il consumo
di suolo, la riqualificazione urbana ed energetica, la mobilità, la gestione dei rifiuti) con i correlati
benefici economici. I dati tecnici del bando
Development of system standards for smart cities and
communities solutions
Programma HORIZON 2020
Sottoprogramma Smart Cities
DG. commissione DG enterprise
Identificativo CALL SCC-03-2015
Data chiusura bando Martedì, 5 Maggio 2015
Obbiettivi : Una città trasparente, inclusiva, capace di sviluppare una
visione chiara e condivisa del benessere, della qualità
della vita e della sostenibilità, dovrà avere la capacita di
stare in rete con gli altri territori e con gli altri paesi che
sviluppano progetti simili.
Soggetti ammissibili
Camera di commercio | Centri di ricerca | Imprese|
Organizzazione Non Profit| Pubblica Amministrazione
Budget
€ 1,071,800.00
• Contributo dell'UE compreso tra 500.00 - 1.000.000 Euro
• 100% di finanziamento
IN PROVINCIA DI LATINA MOLTE COMMISSIONI CONSILIARI NON ASSICURANO LA PARITA' TRA UOMO E DONNA
Il percorso per le pari opportunità tra uomo e donna è iniziato sin dall'Unità d'Italia, all'epoca c'erano le suffraggette che manifestavano, ma si è dovuto attendere l'avvento della Repubblica per il riconoscimento del diritto di voto alle donne (art.3) e solo molti anni dopo è stata consentito loro anche l'accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. Un aspetto particolare concerne l’accesso alle cariche elettive che è ora regolato dalla L. 23 novembre 2012, n. 215, approvata al termine di un lungo impegno di alcuni movimenti trasversali e che reca disposizioni volte a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei Consigli e nelle Giunte (ma anche negli organi collegiali non elettivi) degli enti locali. Conseguentemente sono stati modificati anche alcuni articoli del TUEL. In proposito il Ministero dell’Interno ha emanato delle Circolari in merito alle procedure che deve seguire il Sindaco per assicurare il rispetto delle nuove disposizioni. Esistono già molte sentenze dei giudici amministrativi in proposito.
mercoledì 18 febbraio 2015
UN PROTOCOLLO D'INTESA TRA ANAC E MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE PER GLI ACCERTAMENTI ISPETTIVI SU ENTI LOCALI E ASL
Il coordinamento tra le amministrazioni preposte ai controlli anticorruzione comincia a dare i suoi frutti. In base al protocollo d'intesa, sottoscritto l'11 febbraio 2015 l'Autorità Nazionale Anti Corruzione formula, alla Ragioneria Generale dello Stato, specifiche richieste
di interventi per ispezioni intese a verificare la regolarità delle procedure di affidamento e l'economicità di esecuzione dei contratti pubblici, ai sensi
dell'art. 6, comma 7 del decreto legislativo n. 163 del 2006.
La Ragioneria Generale dello Stato individua il personale da. mettere a
disposizione dell'Autorità, la quale provvede ad attribuire a ciascun
ispettore l'incarico da svolgere, indica I'ambito e lo scopo dell'intervento, i
soggetti presso i quali acquisire i dati e le informazioni e, ove occorra, le
modalità di acquisizione degli stessi.
Gli esiti degli accertamenti sono riferiti dagli ispettori direttamente al
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato che provvede a trasmetterli, tempestivamente, al Presidente dell'Autorità.
Lo trovate a questo link:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=7d3800ad0a7780422b867af5e6a98fbd
Lo trovate a questo link:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=7d3800ad0a7780422b867af5e6a98fbd
martedì 17 febbraio 2015
COMUNI: CONCESSIONE DI BENI AD ASSOCIAZIONI E DIVIETO DI SUB CONCESSIONI PER FINI DI LUCRO
La gestione del patrimonio dei comuni è da tempo oggetto di attenzione da parte della corte dei Conti. Uno dei problemi più diffusi, oltre a quello della mancata o inadeguata riscossione del corrispettivo è rappresentato dalla sub-concessione dei beni da parte di associazioni (per le quali vengono deliberati canoni concessori ridotti) ad altri soggetti privati per fini di lucro.
Alcuni Comuni più attenti come quello di Torino prevedono questa fattispecie espressamente nello schema di contratto: "I locali oggetto del presente contratto sono da destinarsi esclusivamente a …. La sub-concessione o il mutamento della destinazione d’uso dei locali producono, ipso iure, la decadenza della concessione . In caso di mancato adempimento degli obblighi di cui ai commi precedenti, la Città potrà esigere la restituzione immediata del bene, impregiudicato il risarcimento degli eventuali danni conseguenti all'inadempimento, previa declaratoria della decadenza della concessione *. In tale caso i locali dovranno essere riconsegnati, liberi e sgombri da persone e cose, nello stato in cui si trovano senza che la Città stessa sia tenuta a corrispondere alcun indennizzo o risarcimento di qualsiasi titolo" . Sarebbe opportuno che tutti i Comuni utilizzassero questo schema allo scopo di evitare spiacevoli situazioni,
Alcuni Comuni più attenti come quello di Torino prevedono questa fattispecie espressamente nello schema di contratto: "I locali oggetto del presente contratto sono da destinarsi esclusivamente a …. La sub-concessione o il mutamento della destinazione d’uso dei locali producono, ipso iure, la decadenza della concessione . In caso di mancato adempimento degli obblighi di cui ai commi precedenti, la Città potrà esigere la restituzione immediata del bene, impregiudicato il risarcimento degli eventuali danni conseguenti all'inadempimento, previa declaratoria della decadenza della concessione *. In tale caso i locali dovranno essere riconsegnati, liberi e sgombri da persone e cose, nello stato in cui si trovano senza che la Città stessa sia tenuta a corrispondere alcun indennizzo o risarcimento di qualsiasi titolo" . Sarebbe opportuno che tutti i Comuni utilizzassero questo schema allo scopo di evitare spiacevoli situazioni,
lunedì 16 febbraio 2015
Polemiche sulle spiagge - Ma quando sarà approvato il nuovo Piano Utilizzo Arenili?
Com’è noto il Parco Nazionale del
Circeo è interessato da due Zone di Protezione Speciale ai sensi della
direttiva 79/409/CEE “Uccelli Selvatici” tra i quali la ZPS
IT6040015 “Parco Nazionale del Circeo e da sette Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
individuati ai sensi della Direttiva 92/43/CEE (Habitat) tra i quali uno dei più
importanti è quello denominato IT6040018 SIC “Dune del Circeo”,
che ha una estensione di 441ha ed
include quasi tutta la fascia dunale di Sabaudia dal ponte Giovanni XXIII a Rio
Martino e poi fino a Latina. La duna costiera è un ambiente delicato di estremo
valore geologico, ecologico e paesaggistico. Nell’ambito delle Norme Tecniche di
Attuazione del Piano del Parco (ancora in attesa di approvazione) sono previste
alcune aree di promozione economica e sociale: sono le aree nelle quali i
processi modificativi di antropizzazione hanno trasformato il paesaggio
naturale e in cui, in coerenza con le finalità del Parco, devono essere
migliorate la vita sociale e culturale delle collettività locali. In queste aree dovrebbero essere localizzate le iniziative previste
dal Piano pluriennale economico e sociale, di cui all’articolo 14 della legge 6
dicembre 1991 n. 394 (che ancora non è stato fatto dall’Ente Parco, sarà uno dei primi problemi che il nuovo Consiglio Direttivo troverà sul proprio tavolo), e le
iniziative a cura dell’Ente o da esso autorizzate che possono svilupparsi in
armonia con le finalità di tutela dell’area protetta, per migliorare la vita
sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa
da parte dei visitatori. Appare pertanto importante evitare l’introduzione di
modelli di uso delle spiagge non sostenibili, il calpestio della duna, l’abbandono
di rifiuti, la pulizia meccanica dell’arenile, ecc. Il Piano Utilizzo Arenili comunale,
approvato con D.P.G.R. n. 376 del 1° agosto 2002 deve essere rivisto in quanto
scaduto da tempo, come segnalato da codesta Regione già da alcuni anni.Il Protocollo sottoscritto tra
Presidente dell’Ente Parco e Sindaco sin dal marzo 2009 recava l’impegno da
parte dell’Amministrazione comunale a procedere entro quell’anno ad una
complessiva revisione del PUA. A questo proposito risulta che sia stato
affidato un incarico ad un professionista che avrebbe da tempo consegnato il
proprio lavoro, senza che ancora non si provveda ad approvare il nuovo PUA e ad
assegnare le concessioni a termini di legge. Nel frattempo procede puntualmente
durante la stagione estiva l’antropizzazione della duna, in quanto l’accesso
dei bagnanti sulla spiaggia negli ultimi anni è aumentato notevolmente anche
grazie alla presenza di nuove strutture temporanee per il noleggio di lettini e
ombrelloni. A questo proposito ricordiamo che
con deliberazione della Giunta comunale n. 44/2004 l’Amministrazione civica
aveva vietato tra l’altro l’attività di noleggio di attrezzature balneari ed
assistenza alla balneazione su tutte le aree di proprietà privata ma che poi a
seguito di una sentenza con la sentenza del TAR Lazio Sezione staccata di
Latina n. n.473/2008 (contro la quale il Comune non ha presentato ricorso), la
Giunta Comunale con un nuovo atto deliberativo n.71/2010 ha approvato una
proposta di regolamento per la disciplina di noleggio di attrezzature per la
balneazione in aree e locali di proprietà privata sul lungomare. Il problema più grave è legato alla
numerosità delle persone che durante la stagione estiva attraversano la duna
per raggiungere l’arenile. In più occasioni si è proposto da alcune parti di
ridurre l’impatto delle auto, specialmente nella zona SIC; la Giunta
comunale di Sabaudia con la deliberazione n. 55 in data 3 giugno scorso ha
autorizzato la realizzazione di aree di sosta temporanea su terreni privati
situati in zone limitrofe al lungomare (con destinazione urbanistica
prevalentemente agricola), prevedendo che il trasporto delle persone alla
spiaggia avvenga con servizi navetta. Questa possibilità, che non si pone in
maniera alternativa al parcheggio lungo la strada lungomare, non ha fatto altro che
aumentare considerevolmente la presenza di persone sulla duna con tutte le
conseguenze immaginabili. Nel PUA vigente non ci sono
strutture per disabili per cui è auspicabile che il problema venga affrontato in sede di redazione del nuovo PUA che rappresenta lo strumento appropriato per
consentire a queste persone di poter fruire adeguatamente della spiaggia e del
mare (come riconoscimento di un diritto e non come benigna concessione); manca anche un punto di appoggio per i pescatori dilettanti ed appare necessaria una
sistemazione più idonea per la “bau beach” prevista dalla Mozione del Partito
Democratico approvata con deliberazione del Consiglio comunale n. 48/2011. Da ultimo non si può dimenticare il
problema della pulizia della duna (da entrambi i lati della strada lungomare),
servirebbe un progetto di manutenzione e di pulizia continua, che potrebbe dare
lavoro ad alcune persone assicurando anche una presenza sul territorio. Ci sono i nuovi progetti LIFE, che cosa si aspetta? Dopo i convegni organizzati (anche
quest’anno) dall’Ente Parco, in cui abbiamo sentito tuonare contro
l’antropizzazione della duna, non abbiamo poi assistito ad interventi
conseguenti per frenare le iniziative dell’Amministrazione comunale di
Sabaudia, anzi, da alcuni scienziati, abbiamo sentito solo che si vuole
estirpare il carpobroto (carpobrotus
acinaciformis) in quanto pianta importata, è possibile che nessuno veda i
rifiuti di plastica presenti in ogni dove e che non pensi che prima di
eliminare quella pianta, sarebbe doveroso difendere e mantenere pulita la duna? Solo così potremo mantenere quel flusso turistico che apprezza Sabaudia.
domenica 15 febbraio 2015
CALL PROPOSALS FOR LIFE GRANTS 2015
Più volte negli anni passati con interrogazioni e mozioni ho proposto che il Comune di Sabaudia rispondesse ai bandi dell'Unione Europea per accedere ai finanziamenti LIFE, solamente nel 2012, il 17 settembre fu approvata, la mozione presentata dal PD, di cui ero Capogruppo per aderire al progetto LIFE PLUS, la relativa deliberazione prese il numero 29/2012, ma poi non gli fu dato corso e si è perduta una occasione importante per la manutenzione e lo sviluppo delle aree protette e per dare lavoro a molte persone. Più volte però il Sindaco si è lamentato di non poter fare alcuni interventi per mancanza di soldi.
La nuova Giunta per elaborare progetti ha addirittura stipulato un Protocollo d'intesa con il Consorzio Universitario di economia industriale e manageriale (deliberazione n. 76 del 1° luglio 2014).
Ora l'Unione Europea ha pubblicato il preavviso di un nuovo Call.
Mi auguro che possa essere trovato il modo per presentare un progetto d'intesa con l'Ente Parco, con l'Amministrazione provinciale e con i Comuni interessati per non perdere quest'altra occasione.
Domani 16 febbraio intanto si dovrebbe insediare il nuovo consiglio direttivo dell'Ente Parco.....
UN GIGANTE DI 24 METRI DIMENTICATO NEI MAGAZZINI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI
Le storie tramandate dal passato in forma orale e poi trascritte in
epoca greca ci hanno tramesso l’immagine di esseri di dimensioni gigantesche
che per molto tempo sono state considerate frutto della fantasia. Oramai da
molti anni la scienza ha potuto accertare che questi esseri sono esistiti
davvero. I resti di quello che fu scoperto nei pressi di Napoli nel 1938 sono
oggi in mostra presso il Museo nazionale Archeologico di Napoli. Un gigante di
24 metri di altezza i cui resti furono trovati durante alcuni scavi nei Campi
Flegrei prima della seconda guerra mondiale,
nei pressi di quello che era stato
il tempio di Giove, in un’area che i geologi indicano come formazione del Monte
Cuma e risalente a circa 40.000 anni fa. Di qui la datazione dei resti. I resti
affiorarono dalla cinerite (all’epoca evidentemente il vulcano era molto
attivo). I resti riguardano la calotta cranica, la mano destra ed il femore.
Accanto ai resti c’era un frammento di lastra con tracce di pittura.
Le ossa
rinvenute apparterrebbero ad un ominide della fase finale del paleolitico medio
appartenente alla cultura definita dagli scienziati: Musteriana, tipica
dell’uomo di Neanderthal, in grado di utilizzare la pietra in maniera anche
precisa come dimostrato anche dalla pittura rupestre che ci ha lasciato.Si tratta di reperti molto interessanti che consentono di gettare una nuova luce sulle popolazioni che hanno abitato l'isola nelle epoche passate.
Le costruzioni lasciate in Sardegna, per l’attenta collocazione e
costruzione che tenevano presente l’andamento delle stagioni e del sole, come l’orientamento
con alcune stelle ci fanno pensare a soggetti particolarmente progrediti, come
dovevano essere anche quelli che hanno edificato alcune delle antiche città della
Ciociaria, come ad esempio Alatri, dove troviamo ancora le c.d. mura ciclopiche
dell’acropoli che secondo alcuni rappresentano una straordinaria opera di
archeoastronomia (secondo qualche studioso collegando sulla mappa alcune città con mura ciclopiche si otterrebbe la costellazione dell' Orsa maggiore e Alatri rappresenterebbe la stella Megrez - il nome è arabo come quello di tutte le stelle più antiche, mentre le altre corrisponderebbero a Castel San Pietro, Serrone, Acuto, Arpino, Frosinone e Ceprano).
Solo in Italia esistono numerosi altri esempi di città con mura poligonali come: Arpino, Atina, Ferentino, San Felice Circeo, Segni, Norma, Cori, Alba Fucens, Pietrabbondante, Cosa e Roselle, ecc. , ma in tutto il mondo si conoscono numerosi esempi: dall'Isola di Pasqua a Stonehenge e alla stessa Micene.
L'occasione per approfondire le nostre conoscenze è data dalla esposizione a Napoli, nelle sale del Museo del gigante dimenticato dal 39 (all'epoca si voleva fare una mostra ma poi venne la guerra) ad oggi nei magazzini.
Solo in Italia esistono numerosi altri esempi di città con mura poligonali come: Arpino, Atina, Ferentino, San Felice Circeo, Segni, Norma, Cori, Alba Fucens, Pietrabbondante, Cosa e Roselle, ecc. , ma in tutto il mondo si conoscono numerosi esempi: dall'Isola di Pasqua a Stonehenge e alla stessa Micene.
L'occasione per approfondire le nostre conoscenze è data dalla esposizione a Napoli, nelle sale del Museo del gigante dimenticato dal 39 (all'epoca si voleva fare una mostra ma poi venne la guerra) ad oggi nei magazzini.
Le foto del Museo sono dell'Autore, quella qui sopra e quella a sinistra relative alla Sardegna sono di Paola Harris e si trovano sul sito http://www.paolaharris.com/italia/notizie/56-il-popolo-dei-giganti.html
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