giovedì 31 dicembre 2015

IL BUREAU INTERNATIONAL DU TRAVAIL HA UNA RICETTA PER LO SVILUPPO MONDIALE

Dopo tre anni di intensi negoziati e il dialogo che ha riunito non solo i governi, la società civile, ma anche milioni di persone comuni in tutto il mondo, gli stati membri delle Nazioni Unite hanno approvato all'unanimità quella che il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha descritto come "il programma di sviluppo più inclusivo il mondo abbia mai visto." Il programma per il 2030 comprende le tre dimensioni della sostenibilità - economico, sociale e ambientale. Si compone di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) che costruiranno sui progressi compiuti nel quadro dei Millennium Development Goals. 
Il programma è stato adottato dai leader mondiali riuniti in un vertice straordinario delle Nazioni Unite dal 25 al 27 settembre a New York. L'Agenda per lo sviluppo sostenibile nel 2030 mette le persone e il pianeta al centro e dà alla comunità internazionale la spinta di cui ha bisogno di lavorare insieme per affrontare le enormi sfide che l'umanità si trova ad affrontare, compreso il mondo del lavoro. 
Il lavoro dignitoso - chiave per lo sviluppo sostenibile
Si stima che oltre 600 milioni di nuovi posti di lavoro devono essere creati entro il 2030 solo per tenere il passo con l'aumento della popolazione mondiale in età lavorativa. Ciò rappresenta circa 40 milioni di posti di lavoro all'anno. Dobbiamo anche migliorare la situazione di circa 780 milioni di uomini e donne che lavorano ma non guadagnano abbastanza per portare loro stessi e le loro famiglie al di sopra della soglia di povertà 2 $ al giorno. L'importanza del lavoro dignitoso per conseguire uno sviluppo sostenibile è evidenziato in obiettivo 8, che mira a "promuovere la crescita economica sostenuta, condiviso e occupazione sostenibile, piena e produttiva e il lavoro dignitoso per tutti".

L'OMS-WHO TRACCIA UN BILANCIO POSITIVO DELL'ANNO ANCHE SE CI SONO PREOCCUPAZIONI PER L'AVVENIRE SE NON SARA' FATTO QUALCOSA SUBITO PER I CAMBIAMENTI CLIMATICI

Fine anno: è tempo di bilanci per tutti. Si avvicina il nuovo obiettivo "A new era for global public Helath"
Nel 2015, l'OMS ha portato la risposta sanitaria per grandi epidemie ed emergenze dall'Africa occidentale in Iraq e i altri Paesi del mondo.
Secondo l'OMS i cambiamenti climatici hanno già causato circa 7 milioni di morti all'anno e che sono destinati ad aumentare di circa 250.000 le morti per malaria, febbri diarroiche e insufficiente nutrizione.
  • ha fornito nuovi pareri su una vasta gamma di problemi di salute, tra cui la demenza, la sicurezza alimentare, il trattamento dell'HIV, il consumo di zucchero, la resistenza agli antibiotici e il cambiamento climatico. 
  • ha segnato la fine dell'era di 15 anni degli obiettivi di sviluppo del Millennio  
  • ha visto il lancio dei Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per i prossimi 15 anni.

UNA MIA NUOVA PETIZIONE AL SENATO PER MODIFICARE LO STATUS DEI CONSIGLIERI COMUNALI

Per finire l'anno in bellezza (ma stanco per quanto avvenuto in questi ultimi dodici mesi) ho appena inviato al Presidente del senato una mia nuova petizione relativa allo status dei consiglieri comunali con cui chiedo che siano modificate le norme vigenti stabilendo che:
a) gli amministratori locali (Sindaco, assessori e consiglieri) siano tutti residenti nel Comune per il quale si candidano
b) Di inserire tra i casi di ineleggibilità a consigliere comunale o a Sindaco quello di aver già ricoperto per più di due consiliature il medesimo incarico;
c) Di stabilire che le stesse norme debbano valere anche per i membri della Giunta.
In questo modo verrà favorita la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica ed impedito ad alcuni si sedere in Consiglio comunale (a vario titolo) per decine di anni.

mercoledì 30 dicembre 2015

Il Rapporto dell'ANAC sullo stato di attuazione dei Piano triennali di prevenzione della corruzione

In questi giorni il Presidente dell’ANAC ha pubblicato sul proprio sito il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017” predisposto unitamente al Formez e all’Università di Tor Vergata. Si tratta di un documento molto importante che analizza in maniera scientifica la situazione della prevenzione delle pubbliche amministrazioni ivi compresi gli enti locali. Nel complesso ne deriva un livello insoddisfacente nel garantire adeguati livelli qualitativi del PTPC, indispensabili per garantire la sua sostenibilità ed efficacia nel tempo. 
In particolare, nei Comuni sopra i 15.000 abitanti, seppur a fronte di un risultato generale molto critico, si possono comunque rilevare alcune best practice sia per quanto concerne la mappatura dei processi attinente alle aree di rischio obbligatorie, sia per quella relativa alle aree ulteriori. 
In alcuni casi infatti si riscontra una mappatura dei processi riferita alle aree obbligatorie puntuale, che descrive, per ogni processo, le fasi, gli input, gli output e le relative responsabilità organizzative. Alcuni Comuni hanno poi individuato aree di rischio ulteriori quali, ad esempio, l’Area finanziaria, la Polizia Municipale, la Gestione del patrimonio, la Riscossione delle sanzioni e dei tributi, la Pianificazione ed attuazione urbanistica, il Rilascio di certificazioni. 
Con riferimento al risk assessment l’analisi ha evidenziato come la maggior parte dei Piani risulti complessivamente insufficiente. Tale valutazione negativa vale soprattutto nel caso della identificazione e analisi dei rischi, dove si sono riscontrati risultati inferiori rispetto alle fasi di valutazione e ponderazione dei rischi e di trattamento degli stessi. 
Alcuni dei Comuni oggetto di analisi hanno comunque operato un’analisi dei fattori abilitanti, attraverso la loro individuazione ed esplicitazione in relazione alla variabile preponderante tra contesto organizzativo, personale e sociale-ambientale. Altri Comuni hanno optato per metodi alternativi a quanto proposto dall’Allegato 5 del PNA, proponendo variabili oggettive e soggettive per il calcolo degli indicatori di probabilità e d’impatto. In alcuni casi i Comuni hanno predisposto delle schede processo allegate al PTPC, nelle quali hanno sintetizzato tutte le risultanze della valutazione del rischio. 
Anche in relazione alla comunicazione e monitoraggio i Piani dei comuni sopra i 15.000 abitanti presentano livelli insufficienti, seppur con valori migliori per quanto riguarda il coinvolgimento degli attori interni.
In molti casi il Piano risulta inattuato specialmente per quanto riguarda la definizione dei procedimenti e la rotazione dei dirigenti.
la Legge n. 124 del 2015 recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” che, all’art. 7 (Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza), sottolinea la necessità della “precisazione dei contenuti e del procedimento di adozione del Piano nazionale anticorruzione, dei piani di prevenzione della corruzione e della relazione annuale del responsabile della prevenzione della corruzione, anche attraverso la modifica della relativa disciplina legislativa, anche ai fini della maggiore efficacia dei controlli in fase di attuazione, della differenziazione per settori e dimensioni, del coordinamento con gli strumenti di misurazione e valutazione delle performance nonché dell'individuazione dei principali rischi e dei relativi rimedi; conseguente ridefinizione dei ruoli, dei poteri e delle responsabilità dei soggetti interni che intervengono nei relativi processi”.

Una graduatoria sotto la media dell'OCSE

Quando si presenta un rendiconto occorre mettere tutto, non solo le cose che vanno bene, questa del grado di istruzione in Italia fatta dall'OCSE non è certo lusinghiera.

Le slides con le graduatorie dell'Italia

Prosegue la presentazione delle contro-slides con la graduatoria della lotta alla corruzione nel mondo che vede l'Italia fissa al 69° posto, ma prima dello Swaziland

ALBERT EINSTEIN E LE MENTI MEDIOCRI

Questa frase di Einstein è stata valida nell'antichità, ma anche ai tempi nostri...e temo lo sarà anche nel futuro.

Un grafico interessante fornito dal MEF

Il debito degli enti locali aggiornato per regione con l'indicazione del debito pro capite totale (regione più comuni ecc.). I dati sono forniti dal Ministero dell'Economia e delle finanze.


IL DEBITO PUBBLICO IN ITALIA: DATI DEL MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

Una slide che ieri non è stata proiettata...


NUOVE TARIFFE PER L'ACQUA DAL 1° GENNAIO


Sul sito dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico è stata pubblicata la deliberazione n.664/2015 con la quale viene applicato il nuovo metodo tariffario che entrerà in vigore dal primo gennaio del 2016 ; il nuovo quadro delle regole approvato dall’Autorità pur mirando ad assicurare i necessari investimenti nel settore garantisce la sostenibilità dei corrispettivi applicati all’utenza, favorendo il miglioramento della qualità dei servizi, la razionalizzazione delle gestioni e riconoscendo in modo efficiente i costi per le sole opere effettivamente realizzate
Il nuovo metodo prevede un ampliamento diversi tipi di schemi tariffari, che passano da quattro a sei, all’interno dei quali ciascun soggetto competente potrà individuare la soluzione più efficace in base alle proprie realtà.
L’Autorità ha proposto inoltre nuove regole per rafforzare la tutela degli utenti finali con l’introduzione di standard di qualità contrattuali minimi omogenei sul territorio nazionale, con i relativi indennizzi automatici pari a 30 euro che il gestore dovrà corrispondere all’utente in caso di mancato rispetto degli standard stessi.
Molto importante è la possibilità di rateizzare le bollette dell’acqua superiori al 100% del consumo medio annuale.
Sarebbe opportuno che coloro i quali (in quanto nostri rappresentanti) fanno parte della Conferenza dei Sindaci di ATO4  controllassero l'applicazione di questa disposizione.
Chi lo desidera può scaricare il testo della delibera qui:
http://www.autorita.energia.it/it/docs/15/664-15.htm

martedì 29 dicembre 2015

LA PROROGA AL 31 DICEMBRE 2016 DELL'OBBLIGO PER LE UNIONI DEI PICCOLI COMUNI

Soddisfazione ha espresso il vice presidente dell'ANCI: Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro sulla proroga al 31 dicembre 2016 delle disposizioni per le gestioni associate dei piccoli comuni. Lo apprendiamo dal sito dell'ANCI. Ricci si augura che la proroga al 31 dicembre 2016 possa essere il primo passo verso la definizione di bacini omogenei per la gestione associata dei servizi, a prescindere dalle dimensioni dei Comuni coinvolti e per arrivare quindi a un riassetto complessivo del governo territoriale. Siamo pronti già a partire da Gennaio a contribuire a scrivere con il Governo una legge che metta insieme i Comuni per davvero, in maniera efficace ed efficiente. I Comuni saranno protagonisti del cambiamento.
L'anno 2016 inizia così tra città metropolitane in crisi (Roma) e piccoli comuni in grosse difficoltà per la stessa gestione quotidiana; è evidente che il legislatore ha introdotto una norma scritta in modo tale da provocare solamente la reazione e la resistenza degli amministratori.
Occorre meditare meglio le scelte che comunque dovranno essere adottate per definire ambiti omogenei dove si preveda flessibilità e autonomia e non l’obbligo a fare tutto insieme.
Occorre fare perno su due punti: flessibilità e autonomia. Il tutto tenendo in considerazione le diverse realtà territoriali e le conseguenti istanze ed esigenze.
Si dovrà lavorare da subito per ridisegnare compiti e funzioni tra le regioni, i nuovi enti di area vasta in modo però da tutelare e rispettare l'autonomia dei piccoli comuni che rappresentano un importante patrimonio storico e culturale del nostro Paese e che non possono essere cancellati solamente sulla base della globalizzazione.

lunedì 28 dicembre 2015

IL PIANO DELLA MOBILITA' SOSTENIBILE: DOV'E' ?

Proprio in questi giorni in cui si parla ovunque di inquinamento, caso strano qualcuno si ricorda della possibilità di usare la bicicletta. Ma molti Comuni non hanno adottato ancora un Piano della mobilità sostenibile. Ma cosa è ? 
Nel 2010 la Commissione Europea ha proposto di agevolare la realizzazione di piani d'azione sulla mobilità urbana (Sustainable Urban Mobility Plans)  mediante l'utilizzo di incentivi, ma purtroppo non si è fatto molto nel nostro Paese e tutti vanno in giro con la loro auto inquinando. 
Il Piano della mobilità sostenibile è un piano strategico, costruito su strumenti di pianificazione esistenti, che tiene conto dei principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare i bisogni di mobilità attuali e futuri degli individui al fine di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro quartieri. 
Un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile ha come obiettivo la creazione di un sistema dei trasporti sostenibile che: 
• Garantisca a tutti una adeguata accessibilità dei posti di lavoro e dei servizi; 
• Migliori la sicurezza; 
• Riduca inquinamento, emissioni di gas serra e consumo di energia; 
• Aumenti efficienza ed economicità del trasporto di persone e merci; 
• Aumenti l’attrattività e la qualità dell’ambiente urbano.
Basterebbe molto poco: intanto potremmo pensare ai bambini che devono andare a scuola e che potrebbero farlo in bici o a piedi su percorsi protetti senza dover essere accompagnati in auto dai genitori...