giovedì 3 novembre 2016

OGGI IL PARERE DELLA CONFERENZA STATO REGIONI SULLA BOZZA DI DECRETO DEL MINISTRO MADIA SULLA DIRIGENZA PUBBLICA.

Conferenza Unificata
La Conferenza Unificata è convocata, in seduta straordinaria, per oggi, giovedì 3 novembre 2016, alle ore 13.30, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, per discutere il seguente punto all'ordine del giorno:
"Parere sullo schema di decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica, ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124. (SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Molte le attese anche in relazione alle vive proteste che sono giunte dalle categorie interessate e in particolare dai Segretari comunali.

IN DISCUSSIONE AL SENATO LE MISURE PER LA TUTELA DEL LAVORO AUTONOMO E PER L'ARTICOLAZIONE FLESSIBILE DEL LAVORO SUBORDINATO

Senato: cortile d'onore
Prosegue oggi 3 novembre nell'aula del senato l'esame del DDL 2233 "misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato" 
Nella relazione di accompagno troviamo le motivazioni che hanno spinto alla presentazione di questa proposta:  "Negli ultimi due decenni il sistema produttivo italiano è stato caratterizzato da profonde trasformazioni. La composizione della forza lavoro ha vissuto una radicale mutazione, vedendo crescere in maniera sempre più significativa il peso dei lavoratori che svolgono la loro attività in forma autonoma. Allo stesso tempo, i dati dell'ISTAT mostrano come in questi anni le forme autonome di lavoro hanno fortemente subito le conseguenze della crisi economica, costituendo il corpo sociale che più consistentemente è scivolato verso il rischio della povertà e dell'esclusione sociale.
Anche sotto il profilo della precarietà, nel contesto occupazionale del Paese generalmente negativo, i lavoratori autonomi hanno mostrato una condizione di ulteriore fragilità. Alla radice di queste generali condizioni di fragilità non vi è tanto la natura della prestazione autonoma, quanto la mancanza di un'architettura complessiva di sostegno e di tutele. Un'assenza che si avverte specie nei momenti di difficoltà personale o di assenza obbligata dal lavoro, come in caso di malattia o di maternità. Nonostante l'ampia portata dei fenomeni economici e sociali richiamati, il nostro sistema giuridico a tutt'oggi non affronta in maniera sistematica le esigenze che caratterizzano le attività dei genuini prestatori di lavoro autonomo.
L'obiettivo, quindi, è quello di costruire anche per i lavoratori autonomi un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro.
Per quanto riguarda le misure previste per favorire l'articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento (cosiddetto «lavoro agile»), il presente disegno di legge risponde alla necessità di dar vita a una modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, allo scopo di incrementarne la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e di accompagnare il profondo cambiamento culturale nella concezione del lavoro.
Il disegno di legge configura il lavoro agile come strumento e non come tipologia contrattuale, con lo
scopo di renderlo utilizzabile da tutti i lavoratori che svolgano mansioni compatibili con questa possibilità, anche in maniera «orizzontale»: alcuni pomeriggi a settimana, tre ore al giorno, tutte le mattine, a seconda dell'accordo raggiunto tra datore di lavoro e lavoratore"
Il testo del disegno di legge lo trovate qui:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00964506.pdf

mercoledì 2 novembre 2016

LA SANITA' NELLA LEGGE DI BILANCIO PER L'ANNO 2017 CHE HA INIZIATO IL PROPRIO ITER ALLA CAMERA IERI

La parte della legge di bilancio 2017 dedicata alla sanità è più breve del solito dato che già molti provvedimenti sono stati adottati. Una maggiore attenzione sembra essere posta alla prevenzione e alle cure oncologiche.
Com'è noto, dopo un lungo tira e molla il Governo ha accettato di portare il Fondo Sanitario nazionale a 113  miliardi di euro; una cifra senza dubbio considerevole ma che non mette ancora la riparo da possibili sforamenti dato che alcune regioni (tra cui il Lazio) , ancora non si rendono conto che gli obiettivi di contenimento della spesa loro assegnati dallo Stato devono essere imposti alle ASL e alle Aziende ospedaliere e che se i Direttori generali non provvedono devono andare a casa. Questo è previsto da decine di anni ma non è stato mai fatto. Naturalmente occorre mettere in atto un sistema di monitoraggio serio, mentre invece spesso vediamo che i nomi sono sempre gli stessi.
Dei 113  miliardi del FSN però un miliardo dovrà essere usato per l’acquisto di medicinali innovativi (500 milioni  per quelli oncologici e per il  piano nazionale vaccini) e  (altri 500) per le spese legate a assunzione e stabilizzazione di personale sanitario da parte delle Regioni.
Una stretta forte sulle aziende ospedaliere con costi più alti dei ricavi del 5% e di oltre 5 milioni (l'anno passato i valori erano del 10% e di 10 milioni). Ancora oggi la spesa per l'assistenza ospedaliera è quella più vorace ed assorbe somme che dovrebbero essere spese per la prevenzione.
Le regioni dovranno individuare, tra le aziende ospedaliere e universitarie, gli Ircss e gli altri enti che erogano prestazioni di ricovero e cura, quelli che non rispettano i parametri e costringerli  a presentare entro 90 giorni un piano di rientro; se il  direttore generale non riuscirà a rispettare gli obiettivi dovrà andare via; sarà la svolta buona?..
Un altro pozzo senza fondo è dato dalla spesa farmaceutica ed anche qui vengono messi dei tetti.  Lo scorso anno la spesa ospedaliera ha sforato il budget di oltre 1,6 miliardi, quella convenzionata di circa 300 milioni.

LA PRODUTTIVITA' IN ITALIA DAL 1995 AD OGGI

Fonte ISTAT
L'Istat diffonde le stime sulle misure di produttività per il periodo 1995-2015. La produttività è qui definita come il rapporto tra il valore aggiunto in volume e uno o più fattori produttivi impiegati per realizzarlo; in base a tale definizione è possibile calcolare diverse misure, tra cui quelle riferite alla produttività del lavoro e del capitale, nonché alla produttività totale, calcolata come rapporto tra il valore aggiunto e l'impiego complessivo dei servizi del capitale e del lavoro. Nel 2015 il valore aggiunto dell’intera economia ha registrato una crescita dello 0,9% rispetto al 2014. La produttività del lavoro, calcolata come valore aggiunto per ora lavorata, è diminuita dello 0,3%, quella del capitale, misurata dal rapporto tra valore aggiunto e input di capitale, è aumentata dell'1,9%. Nello stesso anno, la produttività totale dei fattori, che misura la crescita del valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico e ai miglioramenti nella conoscenza e nell'efficienza dei processi produttivi, è aumentata dello 0,4%.
Complessivamente, nel periodo 1995-2015, la produttività del lavoro è aumentata ad un tasso medio annuo dello 0,3%, sintesi di una crescita media dello 0,5% del valore aggiunto e dello 0,2% delle ore lavorate. La produttività totale dei fattori è diminuita ad un tasso medio annuo dello 0,1%.
Tra il 1995 e il 2015 la crescita della produttività del lavoro in Italia è risultata decisamente inferiore alla media Ue (+1,6%). Tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati per Germania (+1,5%), Francia (+1,6%) e Regno Unito (+1,5%). Per la Spagna, il tasso di crescita è stato più basso (+0,6%) della media europea ma più alto di quello dell'Italia.
Con riferimento al periodo recente, la produttività totale dei fattori ha registrato un incremento sia nella fase recessiva (+0,8% medio annuo nel periodo 2009-2013), sia negli anni di ripresa (+0,7% nel 2014 e +0,4% nel 2015). Questo andamento è riconducibile ad un miglioramento di efficienza dei processi produttivi e rappresenta un elemento di discontinuità rispetto alle tendenze rilevate nei periodi precedenti.
L’Italia è l’unico paese tra quelli qui considerati a registrare nel 2015 una diminuzione della produttività del lavoro (-0,3%). Germania, Francia e Spagna, pur segnando un rallentamento rispetto al 2014, mostrano tassi di variazione positivi (rispettivamente +0,9%, +0,6% e +0,5%) mentre il Regno Unito presenta una crescita della produttività relativamente più sostenuta (+1,2%) e superiore a quella del 2014. 
Il rapporto integrale lo trovate qui:

martedì 1 novembre 2016

UN ORDINE DEL GIORNO DELLA CONFERENZA STATO REGIONI PER CONTRASTARE LA DIFFUSIONE DI SOSTANZE NOCIVE IN AGRICOLTURA

La Conferenza delle Regioni del 20 ottobre ha tra l'altro approvato un Ordine del giorno -consegnato al Governo in sede di Conferenza Stato-Regioni – in materia di contrasto alla diffusione di organismi nocivi in agricoltura di nuova introduzione nel nostro Paese. In sintesi nell’Ordine del giorno si chiede al Governo di: istituire un fondo nazionale per le emergenze fitosanitarie prontamente attivabile; sbloccare le assunzioni di ispettori fitosanitari e tecnici di laboratorio per i servizi regionali cronicamente sotto organico; prevedere per le autovetture dei servizi fitosanitari; rafforzare le attività del servizio fitosanitario centrale; modificare la normativa vigente al fine di semplificare le procedure di intervento in modo da rendere più agevole e sollecita l'introduzione di organismi antagonisti destinati alla lotta biologica.
L'ordine del giorno approvato lo trovate qui:

LA LEGGE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO OGGI ALLA CAMERA

Questa mattina la Camera dei Deputati esaminerà per prima cosa in aula la proposta di legge già approvata dal senato sulla disciplina del cinema e dell'audiovisivo. Una legge importante per tutto il mondo del cinema e che è molto attesa.
Il disegno di legge, che si compone di 41 articoli, presenta un contenuto omogeneo, recando un insieme di disposizioni finalizzate, da un lato, a ridefinire i princìpi fondamentali dell’intervento pubblico a sostegno del cinema e dell’audiovisivo e, dall’altro, a disciplinarne le modalità di attuazione; la gran parte delle misure proposte non è di immediata applicazione, in quanto, come oramai purtroppo molto spesso accade il provvedimento rinvia  a molteplici successivi adempimenti; in tale contesto si collocano anche tre disposizioni di delega, contenute negli articoli 33 (riforma delle disposizioni legislative in materia di tutela dei minori nel settore cinematografico e audiovisivo), 34 (riforma della promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi) e 35 (riforma delle norme in materia di rapporti di lavoro nel settore cinematografico e audiovisivo); 
Il testo lo trovate qui:
L'inizio dell'esame della legge di bilancio 2017 inizierà in Commissione bilancio.

IL SENATO OGGI ESAMINA IN AULA LE MODIFICHE ALLA NORMATIVA SUI PARCHI NAZIONALI E SULLE AREE PROTETTE.

Mentre alla Camera inizia l'esame della legge di bilancio 2017, oggi  al Senato  prosegue l' esame del disegno di legge n.119 per la modifica della L. 394/1991 sui parchi nazionali e le aree protette. 
Sono previste modifiche sostanziali e maggiore attenzione alla difesa del territorio. Serviranno comunque più risorse per farli funzionare.
Ecco la riformulazione dell'art. 2 della legge 394:
«1. I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali e da eventuali estensioni a mare che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l'intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.
2. I parchi naturali regionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali e lacuali, di valore naturalistico e ambientale, che costituiscono, nell'ambito di una o più regioni limitrofe, un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.
3. Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali e lacuali che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi attraverso di esse tutelati.
4. Le aree protette marine sono costituite da ambienti marini, dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicienti ricadenti nel demanio marittimo, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche, fisiche, biochimiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere, e per l'importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.
5. Le aree protette marine si intendono altresì definite ai sensi del protocollo di Ginevra relativo alle aree specialmente protette del Mediterraneo, ratificato ai sensi della legge 5 marzo 1985, n. 127.
5-bis. Le aree protette marine contigue ai parchi nazionali terrestri sono ricomprese integralmente negli stessi parchi nazionali, previa istruttoria tecnica svolta dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) secondo la procedura di cui all'articolo 18, comma 1, i quali in tal caso sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare. Nei parchi nazionali con estensione a mare si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree protette marine. Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
5-ter. Le aree del territorio nazionale inserite, in attuazione della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, e della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, nella rete ecologica europea denominata "Natura 2000" concorrono ai fini della conservazione della biodiversità, insieme al sistema delle aree naturali protette. Ad esse si applicano il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e le relative misure di conservazione di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 6 novembre 2007, e successive modificazioni.
5-quater. La gestione dei siti di importanza comunitaria e delle previste zone speciali di conservazione, in attuazione della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, nonché delle zone di protezione speciale in attuazione della direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, ricadenti, interamente o parzialmente, in un parco nazionale o regionale, in una riserva naturale statale o regionale o in un'area protetta marina, è competenza del corrispondente ente gestore.
5-quinquies. Le aree esterne a quelle di cui al comma 5-ter possono essere affidate in gestione agli enti gestori delle aree protette»;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«9-ter. L'istituzione di un nuovo parco assorbe tutte le altre aree protette, nazionali, regionali o locali, comprese nel territorio del parco stesso.
9-quater. Sono attribuite all'ISPRA le funzioni di supporto tecnico-scientifico, nonché di monitoraggio e controllo ambientali e di ricerca, in materia di aree naturali protette, biodiversità e protezione dell'ambiente marino e costiero. Con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sono individuati specificamente i compiti attribuiti dal presente comma all'ISPRA, che ne assicura l'adempimento nell'ambito delle proprie attività istituzionali. A tal fine, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del citato decreto, l'ISPRA procede al conseguente adeguamento statutario della propria struttura organizzativa. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».
LEGGETE TUTTO IL TESTO QUI:
LA RELAZIONE LA TROVATE QUI:

SECONDO BOERI LE NORME SULLE PENSIONI CONTENUTE NELLA LEGGE DI BILANCIO 2017 RISCHIANO DI PORTARE UN AUMENTO DEI COSTI PER L'INPS DI OLTRE 20 MILIARDI

Il Titolo IV della legge di bilanci 2017 dall'art. 23 all'art. 35 tratta di lavoro e pensioni. Dopo aver introdotto alcune norme per ridurre la tassazione sul premio di produttività ed agevolare il welfare aziendale, ci sono molte norme per l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica, l'ormai famoso APE (art. 25). Poi è previsto 'aumento della quattordicesima (art. 26) ed anche al rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) (art. 27).  Ci sono anche norme sui lavoratori precoci (art. 30) ed u allargamento della casistica che consente di accedere ai benefici per i lavori usuranti (art. 31).  L'art. 33 reca a sua volta misure in materia di salvaguardia dei lavoratori dall’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico; seguono altre norme che agevolano l'accesso al sistema pensionistico.
Sarà inevitabile che queste norme incidano sul bilancio dell'INPS in misura anche pesante, tanto che risulterebbe - secondo quanto dichiarato dal corriere della sera - che il presidente dell'Inps, Tito Boeri avrebbe manifestato la propria preoccupazione per i costi derivanti appunto  dagli interventi sulla quattordicesima, sui lavoratori precoci e la sperimentazione sull'Ape social. Secondo Boeri ci sarebbe un onere di oltre 20 miliardi, destinato a crescere se l'Ape social dovesse essere esteso nella forma attuale anche oltre il 2018, farebbero salire i costi di altri 24 miliardi. 

UNA SENTENZA INTERESSANTE IN TEMA DI ABUSI EDILIZI

La Corte di Cassazione, III Sezione penale, con sentenza n. 45428/2016 pubblicata il 27 ottobre scoso ha emesso una interessante sentenza i materia di abusi edilizi.
Con ordinanza del 17 febbraio 2014, il GIP presso il Tribunale di Bari disponeva l'archiviazione di un procedimento penale a carico di ***, essendo il relativo reato di abuso edilizio estinto per prescrizione, disponendo la contestuale demolizione e confisca dei beni in sequestro. Con successiva ordinanza del 26 novembre 2014, ordinava il dissequestro, ai fini della riduzione in pristino. 
L'interessato ha presentato ricorso per cassazione lamentando, per un verso, l'esercizio da parte del giudice di una potestà riservata dalla legge ad organi amministrativi [art. 606 lett. a) c.p.p.] e, per altro verso, la pretermissione del principio della presunzione d'innocenza.
Al riguardo la Corte ha ritenuto di accogliere il ricorso.
Leggete la sentenza integrale qui:

LA LEGGE DI BILANCIO 2017 PER I COMUNI


Il Titolo VIII della proposta di legge di bilancio dello Stato per l'esercizio 2017 agli articoli  63 e seguenti  prevede norme a favore degli enti territoriali.  

Nello stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle finanze è istituito un fondo, denominato « Fondo da ripartire per il finanziamento di interventi a favore degli Enti territoriali solo in
termini di saldo netto da finanziare » che sarà alimentato in vario modo, ma che dovrebbe consentire un certo margine di movimento.
Nel complesso comunque non ci dovrebbero essere grandi spostamenti rispetto al passato ma c'è una stretta per la definizione dei costi standard  con la previsione di sanzioni nei confronti dei Comuni che non collaborano. Sono anni che si parla di questo argomento ma ancora sembra che siamo in alto mare....Molto interessante il rilancio degli investimenti (art. 65).
Resta il vincolo delle aliquote. Nel complesso dovrebbe essere più agevole fare i bilanci per cui è stata concessa una proroga solamente al 28 febbraio.



UN FONDO DI GARANZIA PER L'ACQUISTO DELLA PRIMA CASA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2017

La Legge di Bilancio 2017, come noto, confermerà i bonus sulle ristrutturazioni edilizie, sull’efficientamento energetico e sull’acquisto di mobili. Ma c’è un’altra possibilità per chi vuole acquistare la prima casa ma non riesce a pagare il mutuo: il Fondo di garanzia dello Stato.
Il Fondo è volto alla concessione di garanzie nella misura massima del 50 per cento della quota capitale di mutui ipotecari, di ammontare non superiore a 250mila euro, per l’acquisto (ovvero l’acquisto con interventi di ristrutturazione e accrescimento di efficienza energetica) di immobili, non di lusso, da adibire ad abitazione principale del mutuatario.
Il Fondo, con una dotazione finanziaria di circa 650 milioni di euro, che potranno attivare circa 20 miliardi di euro di nuovi finanziamenti, rappresenta un importante strumento di accesso al credito per la casa a favore dei cittadini, oltre che un immediato impulso alla crescita attraverso il rilancio del settore immobiliare, anche sotto il profilo dell’efficienza energetica.
Il Fondo sostituisce e amplia il raggio d’azione del vecchio fondo “Giovani Coppie”, ora non più attivo. Possono infatti fare richiesta delle nuove garanzie tutti coloro che, alla data di presentazione della domanda di mutuo, non siano proprietari di altri immobili ad uso abitativo salvo quelli acquisiti per successione mortis causa, anche in comunione con altri successori, e in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.




I TAGLI AI MINISTERI NELLA LEGGE DI BILANCIO DELLO STATO PER IL 2017

La percentuale di spesa per le varie  tematiche
L'art. 61 del disegno di legge 'iniziativa del Governo presentato dal Ministro Padoan per il bilancio 2017 dello Stato prevede numerose misure di efficientamento dei Ministeri che si sostanziano in tagli talora molto rilevante al bilancio di molti dicasteri.
In particolare il primo in ordine di ammontare è il MEF con circa 488 milioni, la Difesa dovrà tagliare circa 75 milioni, il Ministero degli Esteri contribuirà con una sforbiciata di 25 milioni circa derivante dalla chiusura di alcune sedi. 
Il totale dovrebbe ammontare ad oltre 728 milioni.
Gran parte dei tagli dovrebbe derivare dalla definitiva centralizzazione degli acquisti. Vedremo alla prova dei fatti i risultati fermo restando che in base al vecchio piano di Cottarelli restano ancora moltissime cose da fare per ridurre la spesa delle amministrazioni centrali, non solo dei ministeri (agenzie, autorità, ecc.).
E' stata prevista l'eliminazione del CNEL dalla costituzione e la sua soppressione, ma si seguitano ad elargire somme ad una miriade di fondazioni che fanno capo a politici di tutte le parti.