mercoledì 17 giugno 2015

L'ART. 4 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI

Quante battaglie per riuscire ad avere lo Statuto dei Lavoratori. Sembra ieri. L' Art. 4 della L. 300/70, lo Statuto dei Lavorato tratta degli  "Impianti audiovisivi" e recita così: "E' vietato l'uso di impianti audiovisivi e di altre apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori.   Gli impianti e le apparecchiature di controllo che siano richiesti da esigenze organizzative e produttive ovvero dalla sicurezza del lavoro, ma dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l'Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l'uso di tali impianti.   Per gli impianti e le apparecchiature esistenti, che rispondano alle caratteristiche di cui al secondo comma del presente articolo, in mancanza di accordo con le rappresentanze sindacali aziendali o con la commissione interna, l'Ispettorato del lavoro provvede entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, dettando all'occorrenza le prescrizioni per l'adeguamento e le modalità  di uso degli impianti suddetti.   Contro i provvedimenti dell'Ispettorato del lavoro, di cui ai precedenti secondo e terzo comma, il datore di lavoro, le rappresentanze sindacali aziendali o, in mancanza di queste, la commissione interna, oppure i sindacati dei lavoratori di cui al successivo art. 19 possono ricorrere, entro 30 giorni dalla comunicazione del provvedimento, al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale". In questi giorni trapelano attraverso la stampa notizie circa le modifiche che il Governo vorrebbe apportare grazie alla delega ricevuta dal Parlamento. La norma senza dubbio è stata superata dalla tecnologia che offre oggi strumenti ben più sofisticati, ma è ora anche che le amministrazioni decidano di difendersi, cosa che oggi, pur potendolo, troppo spesso non fanno. Molti datori di lavoro pubblici non si rendono conto del tempo che viene sottratto al lavoro pur senza assentarsi dalla sedia navigando sui social network o altrove per esigenze che non sono propriamente quelle di ufficio e allora, perché non attivare il firewall per bloccare l'accesso ai siti non graditi. Io l'ho fatto e non ci sono state proteste, perché non ci potevano essere, trattandosi di apparecchiature dell'ente e di uso improprio della rete interna. credo che si possano fare molti passi avanti rispettando la privacy dei lavoratori, ma anche i doveri  verso il datore di lavoro. problemi analoghi ci possono essere in merito all'uso improprio dei telefoni cellulari aziendali (spesso usati come se fossero dei fringe benefits) ed anche questi facenti parte della Rete Aziendale Mobile,  mentre ho delle profonde difficoltà a ipotizzare controlli sui telefoni cellulari privati. Ma attendiamo di leggere il testo.

IL DECRETO DELEGATO DEL JOBS ACT SULLA REVISIONE DEL MANSIONARIO HA TERMINATO L'ESAME DEL SENATO

Il Senato ha esaminato lo schema di disegno legislativo recante il testo organico delle tipologie contrattuali e la revisione della disciplina delle mansioni del personale, un argomento molto importante in tutti i contratti che deve essere trattato in maniera appropriata. Il Senato ha concluso l'esame esprimendo un parere condizionato, per cui il Governo deve rielaboralo sulla base delle osservazioni ricevute.
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/911332.pdf

MOZIONI PER LO SBLOCCO DEL TURN OVER IN SANITA', PER LA MOBILITA' INTERREGIONALE E PER LA FORMAZIONE

Una settimana importante alla Camera dei deputati per la discussione di ben sette mozioni presentate da quasi tutti i Partiti politici per chiedere di fermare il declino del Servizi sanitario Nazionale assicurando il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza decidendo lo sblocco del turna over (il personale è oramai allo stremo ovunque e ci sono gravi problemi generazionali), la mobilità interregionale (altra esigenza molto sentita), più investimenti la formazione continua. Notizie più dettagliate le trovate sul  "Quotidiano della sanità"  

martedì 16 giugno 2015

LA SANITA' E LA CITTA' METROPOLITANA: UNA OPPORTUNITA'

La Città metropolitana rappresenta l’occasione per un profondo ridisegno e innovazione dell’assistenza sanitaria e sociale tenendo presenti le opportunità offerte dalla legge 56/2014. Nonostante gli anni trascorsi dalla riforma introdotta con la L. 833/78 ancora oggi assistiamo a profonde diversità dal punto di vista dell’assistenza sanitaria tra le ASL Roma F, G e H, i cui problemi ordinari non possono essere suppliti dalle strutture della Capitale. La visione romanocentrica (anche dei finanziamenti) della salute, dovuta ad una serie di interessi, deve essere affrontata in maniera chiara e decisa. La riorganizzazione complessiva del Sistema Sanitario Regionale deve essere improntata su un’attenta rilettura (aggiornata) delle esigenze dei nostri territori al fine di garantire ai cittadini un sistema sanitario e sociosanitario coerente con i bisogni di salute, più rispondente alle crescenti aspettative della popolazione (per numerosità, per invecchiamento, ecc.). È necessario sollecitare con forza al consiglio regionale l’approvazione della proposta di legge n. 446/2009 di modifica della L.R. 38/96 per la “Organizzazione del sistema integrato sociale della Regione Lazio”, basato sulla solidarietà e lo sviluppo, che è da troppo tempo corso di approvazione da parte del Consiglio regionale. Ed è proprio all’interno della Città Metropolitana che assume centralità il tema del sociale e del sanitario, rispetto al quale la pianificazione strategica sanitaria (che non potrà esser calata dall’alto o immaginata altrove) dovrà fornire risposte credibili. La Regione nell’ambito della propria autonomia, dovrà definire i criteri e le modalità anche operative per il coordinamento delle strutture sanitarie operanti nell’area metropolitana ma è il Consiglio Metropolitano che si dovrà occupare della predisposizione del Piano Attuativo Metropolitano in attuazione del Piano Sanitario Regionale. L’attuale organizzazione con particolare riguardo a quella dell’assistenza ospedaliera risente ancora dei campanilismi che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del secolo trascorso; occorre superare quello che ancora resta di quelle ideologie e di queste situazioni per creare un nuovo modello sociosanitario partendo dai servizi di area vasta e costituito da strutture sanitarie organizzate in base a criteri che utilizzino le più moderne tecnologie per assicurare servizi di prossimità a tutti. Deve essere riorganizzato il sistema Distrettuale e posta grande attenzione alla corretta pianificazione e programmazione delle Case della salute che devono essere il centro del rilancio dell’assistenza primaria nell’area metropolitana. Pertanto occorre fare grande attenzione alla pianificazione dei luoghi dove dovranno essere collocate queste nuove strutture con una visione più ampia di quella ristretta del territorio delle singole aziende sanitarie locali. Occorre anche offrire la possibilità di completare i principali percorsi diagnostici che non necessitano del livello assistenziale ospedaliero e gestire le patologie croniche attraverso l’integrazione dell’assistenza primaria con i servizi specialistici presenti sul territorio.  Un aspetto importante è rappresentato dalla necessità di unificare le procedure, la modulistica ecc. all’interno dell’area metropolitana, un compito senza dubbio non facile, ma che potrà dare risultati anche superiori alle aspettative. Una particolare attenzione dovrà essere posta alle Tecnologie digitali sia per quanto riguardala realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico unico per ogni cittadino e utilizzabile per l’assistenza di base, specialistica ecc., sia in merito ai mezzi di tele health per monitoraggio degli anziani cronici, particolarmente difficoltoso e dispendioso nelle aree montane o con popolazione sparsa. Una attenzione speciale dovrà essere posta ai problemi legati all’invecchiamento della popolazione garantendo il più possibile ad ogni soggetto una buona qualità della vita e benessere intervenendo sugli ambiti di nutrizione, attività fisica e socializzazione. Dal punto di vista gestionale l’area metropolitana rappresenta un bacino di vaste dimensioni per effettuare il benchmarking (tra attività e costi ospedalieri, ma specialmente sulle strutture territoriali in merito alle quali non si dispongono ancora grosse banche dati) ed anche per sperimentare (in maniera seria) una effettiva centralizzazione di alcuni servizi per realizzare economie fino ad oggi inaspettate oltre che per re-internalizzare molte attività affidate a imprese esterne che non sempre garantiscono la qualità attesa e promessa. Naturalmente non sarà possibile migliorare ulteriormente le condizioni di salute senza implementare la coesione sociale e la partecipazione dei cittadini a scelte condivise e alla valutazione della qualità dei servizi nonché della dirigenza, utilizzando strumenti trasparenti. Non bisogna infine dimenticare il rispetto del principio della rendicontazione periodica.

lunedì 15 giugno 2015

SABAUDIA UN PIANO DEL COMMERCIO PER PROGRAMMARE I NUOVI INSEDIAMENTI E PER VALORIZZARE QUELLI STORICI

L’apertura del nuovo supermercato a Sabaudia mi ha spinto a riesaminare la documentazione relativa al dibattito avvenuto nelle Commissioni consiliari nel 2012. La proposta da me avanzata fu quella di provvedere, preliminarmente ad ogni decisione alla redazione del Piano del Commercio per cui nella seduta del 14 maggio furono presentate le seguenti linee guida:
a) Nuovo Piano Regolatore Generale (bozza, ovvero indicazioni fornite dalla committenza)
b) Analisi particolareggiata della situazione esistente di tutte le attività commerciali;
c) Individuazione dei settori produttivi che caratterizzano la nostra città per la loro integrazione nel Piano del commercio.
d) Previsione di misure di sviluppo e di valorizzazione delle specificità esistenti.
e) Limitazione dal punto di vista urbanistico alla proliferazione dei centri commerciali, riequilibrando i rapporti tra piccola, media e grande distribuzione in armonia con la normativa ragionale; in particolare nel Centro Urbano non avrebbe dovuto essere previsto consumo di suolo, per cui si sarebbe dovuta valutare la possibilità di riutilizzo di siti degradati o inutilizzati, rispettando sempre il paesaggio.
f) verifica e adeguamento del piano della mobilità e dei parcheggi
Più in particolare il Piano avrebbe dovuto prevedere una Nuova Regolamentazione per il Commercio in sede fissa, il Commercio su area pubblica, il Piano delle edicole, Forme speciali di vendita (spacci interni, vendita per corrispondenza, TV. etc., vendita presso il domicilio del consumatore, commercio elettronico, ecc.), norme sui Produttori agricoli (vendita diretta, vendita di latte crudo, mercato dei produttori agricoli), disciplina dei Distributori automatici, regole per le Agenzie di affari, norme sull’attività di somministrazione e laboratori alimentari (somministrazione pubblica, somministrazione riservata, somministrazione temporanea, somministrazione nei circoli privati, laboratorio artigianali alimentari, panifici), regole per i Servizi alla persona ( Acconciatori e barbieri estetisti, palestre e fitness ) , tatuaggi e piercing), il tutto coordinato con il Nuovo Piano dell’arredo urbano ( comprensivo del Piano dei dehors, delle tende e di quello delle luci e delle insegne), ma anche con gli Impianti e servizi ( Telefonia mobile, Radio e TV, altri impianti di comunicazione, impianti distribuzione carburante, ascensori, montacarichi etc.), l’ Ospitalità (strutture ricettive alberghiere, extra alberghiere, altre tipologie ricettive, agriturismi e fattorie didattiche), le sedi per le Manifestazioni ( eventi concerti manifestazioni fieristiche), l’organizzazione del Pubblico spettacolo e spettacolo viaggiante, i Giochi e sorte locale, le Vendite di beneficenza, raccolte di firme, esposizione, Altre attività (noleggio, autorimessa, parcheggio).
Il tutto avrebbe dovuto essere portato avanti con l’obiettivo della Sviluppo con la predisposizione di misure per il sostegno delle attività esistenti e per l’avvio di nuove, attraverso:
1) L’approvazione di un progetto per le imprese (da finanziare con fondi extra-comunali), anche studiando forme di defiscalizzazione per favorire la nascita di nuove imprese;
2) La valorizzazione delle botteghe storiche attraverso l’istituzione dell’Albo specifico per questi esercizi commerciali 
3) Una maggiore attenzione verso il Centro Commerciale Naturale, con un effettivo rilancio dello stesso.

sabato 13 giugno 2015

UNA PETIZIONE INVIATA AL COMUNE DI SABAUDIA PER MODIFICARE LO STATUTO

Oggi ho inviato al Presidente del Consiglio comunale di Sabaudia e ai Capogruppo una petizione per chiedere che provvedano a modificare l'art. 45 dello Statuto comunale consentendo (senza dover raccogliere 300 firme), a qualunque cittadino, come previsto dall'art. 50 della Costituzione di poter presentare una petizione alle Camere ed essere certi che questa sia trasmessa alla commissione competente. La Camera dei Deputati disciplina questa procedura all'art. 109, mentre il Senato tratta l'argomento all'art. 140. Non si comprende come mai sia così facile presentare petizioni alle camere e così difficile presentarle al Comune di Sabaudia. 

LA MIA PETIZIONE PER CHIEDERE L'ACCELERAZIONE DELL'APPROVAZIONE DELLE NORME PER REGOLAMENTARE IL LOBBYSMO

L'infiltrazione degli affari nella Pubblica amministrazione è  arrivata a livelli secondo me intollerabili, senza che esista uno strumento in Italia per governare la massa di persone che per procurarsi da vivere (e bene) si incarica di frequentare i luoghi del potere per favorire l'approvazione di una legge, di una deliberazione, di un qualsiasi atto per aiutare qualche amico o magari una multinazionale. Da tempo sono state presentate alla Camera ed al Senato delle proposte, alcune fatte molto bene per regolamentare questa professione, ma senza dubbio per motivi validi, è stata data la precedenza al loro esame ad altri provvedimenti. E dire che ad aprile in Senato erano state già fatte delle sedute della Commissione apposita che aveva anche riunito la discussione dei vari testi. Tra tutti quello che a me sembra migliore è quello della sen. Puppato, che prevede anche delle sanzioni idonee per i contravventori. Poiché ritengo che sia abbastanza evidente la necessità di sollecitare la l' approvazione di queste norme, mi sono permesso di inviare la petizione riportata a fianco al Presidente Grasso.

venerdì 12 giugno 2015

IL DECRETO LEGGE PER GLI ENTI LOCALI

Il Consiglio dei Ministri riunitosi l'11 giugno, su proposta dei Ministri dell’economia e finanze Pietro Carlo Padoan e dell’Interno Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia di enti territoriali. Nello specifico il testo prevede tra l'altro:
Patto di stabilità interno: sono previste norme che allentano i vincoli consentendo a Comuni, Province e Città metropolitane margini maggiori per investimenti volti alla cura del territorio e all’erogazione dei servizi. In particolare, vengono rideterminati gli obiettivi del patto di stabilità interno dei Comuni per gli anni 2015-2018 concedendo agli enti un maggiore contributo di 100 milioni di euro (in termini di spazi finanziari) l’anno così suddiviso: 10 milioni per eventi calamitosi e messa in sicurezza del territorio; 40 milioni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per interventi di bonifica dei siti contaminati dall’amianto; 30 milioni per l’esercizio della funzione di ente capofila nel caso di gestione associata di alcune funzioni; 20 milioni per le spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e procedure di esprorio. Le norme non comportano maggiori oneri la finanza pubblica perché resta invariato l’obietto complessivo del patto di stabilità dei Comuni fissato dalla legge di stabilità. A favore dei Comuni viene previsto un ammorbidimento delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno nel 2014. La sanzione, rappresentata dalla riduzione delle risorse spettanti dal Fondo di solidarietà, si applica in misura pari al 20% dello sforamento, anziché pari al 100%. Analogamente, per le Province e le Città metropolitane le risorse che vengono erogate dal fondo sperimentale di riequilibrio vengono ridotte del 20% anziché del 100% dello sforamento con il limite massimo previsto del 3% delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
Pagamento debiti commerciali: per l’anno 2015 sono incrementate di 2 miliardi di euro le risorse destinate alle Regioni e alle Province autonome per far fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014. L’importo di 2 miliardi è ulteriormente incrementato dalle eventuali risorse disponibili e non utilizzate per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario nazionale. Per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili dei Comuni maturati al 31 dicembre 2014, vengono concessi ulteriori 850 milioni.
Fondo compensazione IMU e TASI: per il 2015 è attribuito ai Comuni un contributo di 530 milioni di euro. Con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze da adottare entro il 10 lugli 2015, viene stabilita , secondo una metodologia adottata dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, la quota di contributo spettante a ciascun ente tenendo conto dei gettiti dell’IMU e della TASI del 2014.
Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR) e Carta d’identità elettronica: si tratta di misure finalizzate all’ampliamento dell’ANPR attraverso l’informatizzazione dei registri di stato civile e delle liste di leva. Sono previste altresì disposizioni che consentono il superamento del documento digitale unificato attraverso la definitiva implementazione della nuova carta di identità elettronica.
Misure per l’accelerazione della ricostruzione in Abruzzo: disposizioni per favorire l’accelerazione e la trasparenza degli interventi di ricostruzione degli immobili privati nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. Sono comprese ulteriori misure per assicurare la ricostruzione di edifici pubblici, compresi quelli di interesse storico, artistico e archeologico.
Zone Franche Urbane dell’Emilia Romagna: nuove zone franche urbane (ZFU) nei territorio dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e nei Comuni colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 viene istituita la zona franca che beneficia di consistenti agevolazioni fiscali. Possono beneficiare di tali agevolazioni le imprese localizzate all’interno della zona franca che rientrano nella definizione di ‘microimprese’ e hanno avuto un reddito lordo 2014 inferiore a 80.000 euro e un numero di addetti non superiore a 5 unità. Le agevolazioni per questi soggetti consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi (fino a 100.000 euro di reddito) e dall’IRAP (fino a 300.000 euro) delle attività prodotte nelle ZFU e dall’IMU per gli immobili siti nella zona franca. Le agevolazioni sono concesse per i periodi di imposta 2015 e 2016.
Sisma Lombardia: vengono stanziati 205 milioni di euro a favore delle popolazione della Lombardia colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La somma viene erogata dal Presidente della Regione nella forma di contributi in conto capitale da destinare alla ricostruzione degli immobili, alle imprese che abbiano subito danni a scorte e beni strumentali, alla delocalizzazione tempora delle attività danneggiate al fine di garantire la continuità produttiva.
Clausola di salvaguardia: nel decreto viene introdotta una norma che evita nel 2015 l’aumento dell’accisa sulla benzina previsto dalla legge di stabilità in caso di mancata autorizzazione da parte della Ue del meccanismo del reverse charge dell’Iva nel settore della grande distribuzione.
Maggiori notizie le trovate qui:
http://www.regioni.it/newsletter/n-2742/del-12-06-2015/consiglio-dei-ministri-via-libera-a-decreto-legge-enti-locali-14030/

LA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SUL MONDO DI MEZZO


La Corte di Cassazione con Sentenza n. 24535 del 15 giugno ha, in sede cautelare, ritenuta esistente nella città di Roma una associazione per delinquere di stampo mafioso che, in virtù della capacità intimidatoria già collaudata in altri settori criminali “tradizionali“, esercitava, attraverso contiguità politiche ed elettorali e con l’uso di prevaricazioni e di una sistematica attività corruttiva, condizionamenti diffusi nell’assegnazione degli appalti, nel rilascio di concessioni e nel controllo di settori di attività di enti pubblici, determinando in tal modo un sostanziale annullamento della concorrenza. Le motivazioni della Sentenza sono possono essere lette qui:

http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/24535_06_15.pdf

ALCUNI CONSIGLI AD UN SINDACO PER REGOLARE I CONTATTI DEGLI AMMINISTRATORI E DEI FUNZIONARI CON LOBBISTI ECC.

I recenti fatti avvenuti in vari Comuni, tra i quali quello in cui sono nato, mi hanno profondamente addolorato in quanto mettono in luce ancora una volta la scarsissima attenzione da parte della Pubblica Amministrazione Locale (ma quella centrale non è da meno) al problema della prevenzione della corruzione. A differenza delle grandi democrazie del nord Europa, come la Norvegia, Svezia, la Danimarca, in Italia il lobbismo non è ancora regolamentato, anche se da alcuni mesi giacciono insabbiate nelle commissioni ben 11 proposte (S.1782, S.1632, S.1522, S.1191, S. 992, S. 643, ecc.); com’è noto, il nostro Paese si è collocato ancora una agli ultimi posti in Europa per livello di trasparenza del settore nella recente ricerca condotta da Transparency International (Lobbying in Europe). Il lobbying è un fenomeno estremamente diffuso in Italia, ma al tempo stesso difficile da analizzare. Nonostante i lobbisti giochino un ruolo chiave nel processo democratico, non esiste alcun tipo di legge o regolamentazione al riguardo. Le uniche iniziative esistenti nel panorama nazionale sono nate all’interno di un singolo Ministero (Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e Forestali nel 2012) o di singole regioni (Toscana nel 2002, Molise nel 2004, Abruzzo nel 2010). Fin dagli anni '70 in Svezia ogni funzionario era tenuto a tenere un registro degli incontri con persone esterne e ad indicare il motivo dell’incontro. Da noi non se ne parla nemmeno lontanamente. Dalle cronache di questi giorni si apprende di contatti quasi quotidiani tra titolari di imprese che aspiravano a prendere appalti comunali o con intermediari con amministratori comunali di Roma. Allo scopo di regolamentare la materia già da tempo Transparency International ha presentato delle raccomandazioni al Parlamento, ma non sono state ancora accolte. Nel report “Lobbying e democrazia: la rappresentanza degli interessi in Italia” Transparency International ha analizzato e valutato tre dimensioni per governare il lobbying:
- Accesso da parte dei cittadini alle informazioni sui lobbisti (trasparenza)
- Adeguatezza degli standard di comportamento dei lobbisti e dei politici (integrità)
- Apertura alla partecipazione nel processo decisionale (parità di accesso).
I risultati dell’analisi fatta da Transparency International Italia confermano l’assoluta mancanza di questi tre elementi (trasparenza, integrità e parità di accesso) nel nostro Paese: conseguentemente il giudizio complessivo assegnato all’Italia è pari a 20 su 100, al terzultimo posto in Europa, secondo il rapporto internazionale “Lobbying in Europe – Hidden Influence, Privileged Access”.
Per questo motivo Transparency International Italia ha chiesto ai parlamentari di approvare al più presto una legge sul lobbying che comprenda i seguenti 4 punti: 
REGISTRO PUBBLICO: istituzione di un registro pubblico dei lobbisti, garantito da un’autorità super partes, come ad esempio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (meglio l’ANAC). Il registro deve essere obbligatorio, pubblico e rispettare i più elevati standard internazionali di trasparenza e rendicontazione.

TRASPARENZA DEL PROCESSO LEGISLATIVO: completa apertura al pubblico del processo legislativo (c.d. legislative footprint), soprattutto per quanto riguarda le primissime fasi dell’iter normativo e nella fase cruciale in cui le proposte di legge passano nelle Commissioni Parlamentari.

TRACCIABILITÀ DEGLI INCONTRI: i parlamentari devono avere l’obbligo di rendere pubblici i dettagli degli incontri con lobbisti e gruppi di interesse. Ciò deve avvenire anche grazie ad un più attento controllo degli accessi al Parlamento ed ai palazzi istituzionali, che devono essere registrati e aperti alla consultazione online dei cittadini.
CONFLITTO DI INTERESSI E PORTE GIREVOLI: introduzione di specifiche norme per regolamentare i conflitti di interesse ed in particolare il cosiddetto fenomeno delle “porte girevoli” (revolving doors). Ciò significa prevedere dei “periodi di attesa” al termine del mandato o incarico per politici ed alti funzionari pubblici, durante i quali non può essere loro consentito di effettuare attività di lobbying nei confronti dell’istituzione in cui hanno svolto precedentemente le proprie funzioni.

Naturalmente questi principi possono essere estesi anche all’amministrazione degli enti locali (e perché no, anche alle ASL dove molti dirigenti vengono assunti da imprese private o case di cura).
Ogni ente locale, anche in assenza di norme specifiche potrebbe introdurre un sistema di regolamentazione del lobbying con poche decisioni:
- Istituzione di un registro dei portatori di interesse
- Tracciabilità degli incontri tra lobbisti e decisori politici ma anche con i funzionari
- Trasparenza del processo deliberativo e di quello delle determinazioni
- Regolamentazione dei conflitti di interesse (con l’introduzione di “periodi di attesa” per passare da un ruolo di politico o di alto funzionario pubblico alla professione di lobbista, e viceversa o addirittura a dipendente delle imprese che lavorano per il Comune).
Naturalmente sarebbe opportuno che a livello legislativo fosse vietato che le imprese o i loro responsabili titolari di contratti con il Comune versassero contributi elettorali ai candidati e dovrebbe essere verificato dalla Commissione Trasparenza se anche durante la consiliatura non si sia verificata tale fattispecie.

giovedì 11 giugno 2015

NOTE METODOLOGICHE E FABBISOGNI STANDARD DEI COMUNI

Sul Supplemento ordinario della G.U. n. 132 del 10 giugno è stato pubblicato il DPCM contenente l'adozione delle note metodologiche e dei fabbisogni standard dei Comuni relativi alle funzioni di istruzione pubblica, viabilità e trasporti, gestione del territorio e dell'ambiente e del settore sociale emanato ai sensi del D.lgs 26 novembre 2010, n. 216. Si tratta del completamento del percorso già iniziato con altri provvedimenti (DPCM 21 dicembre 2012 e DPCM 23 luglio 2014), conseguenti all'entrata in vigore delle norme sul federalismo e che mirano a migliorare il governo degli enti locali. assicurando anche controlli più penetranti sulla spesa. Al fine di stimolare la produzione efficiente di servizi da parte degli enti locali, i fabbisogni standard dei Comuni delle Regioni a statuto ordinario, con particolare riferimento a quelli riferiti alla funzione di istruzione pubblica ed al servizio di asili nido nell’ambito delle funzioni nel settore sociale, sono sottoposti a monitoraggio e rideterminazione, di norma con cadenza annuale, tenendo conto delle variazioni intervenute nell’ erogazione dei servizi da parte degli enti medesimi. I Comuni delle Regioni a Statuto ordinario dovranno dare adeguata pubblicità del presente decreto sul proprio sito istituzionale, nonché attraverso le ulteriori forme di comunicazione del proprio bilancio.

mercoledì 10 giugno 2015

LA PROPOSTA DI CANTONE PER LA RiFORMA DELLA P.A. PIÙ INCOMPATIBILITÀ, PIÙ INCONFERIBILITA.

Ieri è stato pubblicato un nuovo documento del Consiglio dell'autorità nazionale anticorruzione con il quale viene proposto alla Camera di modificare la proposta di legge che reca la delega per la riforma della P.A. con un allargamento dei casi di incandidabilita' e inconferibilita' negli enti locali anche a chi opera nel campo della sanità. In tal modo è stata accolta una mia proposta. Confido nel l'accoglimento da parte della Camera delle proposte dell' Anac.