domenica 4 febbraio 2018

IL PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DELLA TARI PER L'ANNO 2018

Con la deliberazione n. 25 in data 2 febbraio 2018 la giunta comunale di Sabaudia ha approvato il Piano economico Finanziario della TA.RI con le relative tariffe.
Tutto è legato alle scelte fatte in questi anni e in particolare alle gare espletate ed a quella indetta, oramai già da un anno (23 febbraio 2017) durante la gestione commissariale e ferma alla Direzione Regionale centrale Acquisti della regione Lazio in base all'accordo sottoscritto in data 13 ottobre 2016.
Con l'atto in questione vengono quindi iscritti a bilancio anche costi  (presunti) derivanti dal bando di gara.
Purtroppo, a causa della mancata programmazione a livello regionale e provinciale degli impianti di afferenza il Comune soffre e soffrirà ancora sopportando costi aggiuntivi per quanto riguarda lo smaltimento dell'umido.
Il compostaggio magari centralizzato potrà dare qualche risultato positivo, anche se almeno in quello domestico certi rifiuti non ci possono andare.
Complessivamente, come si vede dai grafici l'aumento pro capite rispetto al passato è contenuto, anche se la somma posta a carico dell'Ente e quindi dei cittadini eè sempre elevata.
Sarebbe stato più opportuno fare un bando prevedendo una gestione a "Rifiuti zero" , anche in vista degli obiettivi fissati dalla UE, ma purtroppo così non è stato e quindi per molti anni dovremo tenerci il contratto che sarà sottoscritto in base al capitolato di gara predisposto.
Resta sempre da affrontare il problema della partecipazione dei cittadini/utenti alla valutazione della qualità del servizio che è prevista per legge e che a Sabaudia non si è mai voluta fare grazie alla resistenza di alcuni uffici.
Un'altra questione è quella dei controlli: mentre periodicamente vengono fatti controlli sui rifiuti conferiti dai cittadini, non risulta che siano stati fatti verbali alla ditta incaricata di gestire il servizio e tutte le fatture sembra che vengano liquidate al 100%.
Mi auguro che il controllo sul rispetto del capitolato  venga riassunto all'interno evitando di affidarlo a soggetti esterni.  
Molte le variazioni nella tariffa che per le famiglie è contenuta per quanto riguarda le utenze non domestiche in qualche caso è, giustamente, aumentata e commisurata all'effettiva quantità dei rifiuti prodotta.
QUI TROVATE LE NUOVE TARIFFE:
DELIBERA 25/2018 TARI

SABAUDIA: DISCENDE LA PRESSIONE FISCALE: PARTE LA LOTTA ALL'EVASIONE

Con la proposta di bilancio approvata dalla Giunta comunale di Sabaudia la pressione tributaria, per quanto riguarda le imposte dirette, discende rispetto al passato.
Questo deriva in gran parte dalle scelte del Parlamento che ha eliminato l'IMU dalla prima casa ed ha bloccato le aliquote.
Da qui è nato però il problema di comportamenti opportunistici di molte persone che dichiarano di essere residenti a Sabaudia per ottenere l'esenzione. Fino ad ora questo problema, ben noto in Comune, tanto che sono stati sguinzagliati alcuni vigili urbani per svolgere gli accertamenti, non è stato poi affrontato con decisione. 
Nella Nota integrativa al bilancio  curata dal Servizio finanziario si legge che dalla lotta contro l'evasione si prevede un gettito di 2,4 milioni di euro che dovrebbe rappresentare la differenza tra la previsione attesa dall'Agenzia delle entrate (9,5 milioni di euro) e quella effettivamente incassata( 8,6 milioni). Il bello è che il Ministero riconosce ai Comuni una percentuale per la partecipazione alla lotta all'evasione della quale fino ad ora il nostro Comune non ha beneficiato dato che di fatto non ha prodotto nulla.

IL 5 FEBBRAIO E' LA GIORNATA CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

Il sito del Sistema Nazionale per la protezione dell'Ambiente ci ricorda che il 5 febbraio  è la giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Una recente ricerca che ha coinvolto, nell’ambito del progetto Reduce, il Ministero dell’Ambiente, il Dipartimento di scienze agro-alimentari di Bologna e Waste Watcher mostra come lo spreco alimentare si sia ridotto nel tempo.
I dati si basano sull’analisi di quanto riportato in 430 diari compilati da famiglie chiamate a monitorare quotidianamente i loro acquisti di cibo e pesare i loro rifiuti alimentari. Dall’indagine emerge che in media, in un anno, sono finiti nell’umido 84 kg di cibo per ogni famiglia e 36 kg per ogni persona. I dati evidenziano un miglioramento rispetto ai 145 kg a famiglia e 63 kg a persona di rifiuti alimentari prodotti e registrati prima dell’indagine.
La riduzione incide non solo sulla produzione di rifiuti alimentari ma anche sul portafoglio; il vantaggio economico, derivante da un minore spreco, si sostanzia in una riduzione dei costi sostenuti pari a 110 euro a persona ogni anno. In precedenza, infatti, si stimava che gli alimenti gettati corrispondessero in denaro ad una somma di 360 euro, oggi invece questa somma è stimata in 250 euro.
Come puntualmente ci ricorda la FAO, la perdita di cibo e gli sprechi alimentari producono una grande quantità di gas ad effetto serra, pari a 3,3 miliardi di tonnellate equivalenti di anidride carbonica. Se si trattasse di una nazione sarebbe al terzo posto come emittente al mondo, dopo Cina ed USA. Oltre a ciò bisogna sempre pensare che allo spreco alimentare è strettamente connesso anche un uso inefficiente dell’acqua e del suolo ed una dispersione di fertilizzanti nell’ambiente. Inoltre l’agricoltura costituisce il più grande consumatore di risorse di acqua dolce del mondo ed oltre un quarto dell’energia utilizzata a livello mondiale è destinata alla produzione e alla fornitura di cibo.
Tutto ciò dimostra chiaramente come sprecare cibo determini un forte impatto sull’ambiente, tanto che ISPRA, nel novembre del 2017, ha pubblicato un report sul tema.
Nel report predisposto da ISPRA si analizzano le connessioni più rilevanti con altre tematiche in modo da costruire una visione d’insieme sulla tematica, tenendo conto dei principi dello sviluppo sostenibile ed integrandoli con le dimensioni ambientali, sociali ed economiche. Il lavoro presenta poi una proposta di carattere sistemico per la definizione dello spreco alimentare.
Si affrontano le cause possibili dello spreco, ponendo particolare attenzione al peso dei condizionamenti che intercorrono lungo tutte le intere filiere alimentari.
Trattandosi di una tema su cui si è concentrata solo di recente l’attenzione degli istituti di ricerca e delle istituzioni, gli studi sono ancora alle prime fasi e la definizione di metodologie condivise non è ancora compiuta.
Successivamente si passa in rassegna la letteratura internazionale cercando di confrontare le diverse fonti disponibili di dati e si compiono elaborazioni ad hoc rivolte ad approssimare la copertura di alcune importanti lacune conoscitive.
Nel lavoro di ISPRA vengono descritte in modo generale le connessioni fondamentali che legano i sistemi alimentari e i loro sprechi con le questioni ecologiche globali e locali, presentando le quantificazioni disponibili di alcuni dei maggiori effetti ambientali dello spreco a livello mondiale, europeo e italiano. Altre importanti connessioni sistemiche di carattere sociale ed economico sono individuate nelle tematiche della sicurezza e della sovranità alimentare, del consumo di suolo agricolo e della bioeconomia.
Lo studio si concentra ampiamente sulle risposte al fenomeno dello spreco alimentare. In particolare, gli autori presentano una serie di buone pratiche che sono state finora riconosciute utili per il contrasto allo spreco alimentare, soprattutto relative al recupero alimentare e al riciclo.
Viene poi individuata una scala di priorità che riconosce la necessità di sviluppare soluzioni maggiormente strutturali in grado di prevenire alla fonte la produzione delle eccedenze alimentari e i conseguenti sprechi. Esse si fondano sui contributi della società civile, delle istituzioni e dei soggetti privati. Le proposte presentate sono in definitiva finalizzate al complessivo aumento della resilienza ecologica e sociale dei sistemi alimentari, ovvero delle capacità di adattamento e prevenzione di fronte ai concreti rischi naturali e antropici che si stanno manifestando.
Infine il rapporto si concentra sui potenziali approfondimenti del tema dello spreco alimentare, riconoscendo l’importanza di stabilire connessioni e sinergie con altre istituzioni e gruppi di ricerca, nazionali e internazionali, interessati a studiare e contrastare questo emergente problema ambientale e socio-economico.

CIRCULAR ECONOMY: LE DIRETTIVE EUROPEE APPENA APPROVATE

Le novità contenute nel nuovo pacchetto di direttive europee sui rifiuti e la circular economy -approvate dal Consiglio, Commissione e Parlamento europeo sono state presentate il 2 febbraio in anteprima nel corso del convegno, “Circular Economy, le direttive europee appena approvate”, al quale hanno partecipato il Ministro dell’ Ambiente, Gian Luca Galletti, la relatrice del provvedimento al parlamento Ue, Simona Bonafè, il presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi e i rappresentati delle organizzazioni e delle filiere dei rifiuti e della circular economy. 
Queste alcune novità del nuovo pacchetto europeo :
  • Per i rifiuti urbani si alzano al 55% nel 2025, al 60% nel 2030 e al 65% nel 2035 gli obiettivi di riciclo (oggi siamo al 42%). Per raggiungere il target del 2035 sarà necessario che la raccolta differenziata arrivi almeno al 75% (oggi la media nazionale è del 52,5% ).
  • Viene rafforzata la responsabilità estesa del produttore che, nella gestione dei rifiuti che derivano dai loro prodotti, dovranno assicurare il rispetto dei target di riciclo, la copertura dei costi di gestioni efficienti della raccolta differenziata e delle operazioni di cernita e trattamento, quelli dell’informazione, della raccolta e della comunicazione dei dati. Per gli imballaggi tale copertura sarà dell’80% dei costi dal 2025, per i settori non regolati da direttive europee la copertura dei costi sarà almeno del 50%, per RAEE, veicoli e batterie restano le direttive vigenti in attesa di aggiornamenti.
  • Per il riciclo degli imballaggi l’ Italia è già a buon punto: si dovrà aumentare il riciclo dall’ attuale 67% al 70% del totale degli imballagginentro il 2030. Per gli imballaggi in legno oggi il riciclo è al 61% a fronte di un obiettivo del 30%; per quelli ferrosi l’ obiettivo è dell’l’80% (oggi si è al 77,5%); per l’alluminio l’ obiettivo è del 60% (oggi si è già al 73%); per gli imballaggi in vetro l’ obiettivo è del 75% (oggi si è al 71,4%); per gli imballaggi di carta si dovrà passare dall’ attuale 80% all’85% . Maggiori difficoltà, a causa degli imballaggi in plastiche miste, ci sono per il riciclo di quelli in plastica che dovrà aumentare dal 41% attuale al 55% al 2030 .
  • Lo smaltimento in discarica non dovrà superare il 10% dei rifiuti urbani prodotti. Oggi in Italia la media è del 26%, però con Regioni in forte ritardo: il Molise (90% in discarica), la Sicilia (80%), la Calabria (58%), l’Umbria (57%), le Marche (49%) e la Puglia (48%).
  • Per attuare a una strategia contro gli sprechi alimentari vengono introdotti target di riduzione degli sprechi del 30% al 2025 e del 50% al 2030.
Sarà dura anche per i  Comuni più ricicloni riuscire a raggiungere gli obiettivi fissati anche a causa della mancanza degli impianti per il riciclaggio in molte parti d'Italia. 

sabato 3 febbraio 2018

IL NUOVO RAPPORTO DELLA FONDAZIONE DI VITTORIO SULLA QUALITA' DELLO SVILUPPO

E' giunto alla terza edizione il “Rapporto sulla qualità dello sviluppo in Italia” realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio.
E' noto come il tema della misurazione della qualità dello sviluppo e del benessere degli individui abbia stimolato, negli ultimi anni, ampi spazi di discussione e possa ormai contare sul contributo di diverse discipline, quali la sociologia, l’analisi economica, la psicologia.
Come tutti gli studi hanno dimostrato, la crescita economica ha una relazione stretta con la qualità della vita degli individui e con le caratteristiche e le dotazioni dei territori. La competitività, inoltre, cresce in funzione di quanto crescono l’equità e le possibilità offerte agli individui.
Il rapporto sulla qualità dello sviluppo e il benessere socio-economico realizzato da Tecnè e dalla Fondazione Di Vittorio nasce da queste premesse e, senza pretese di esaustività, ha l’obiettivo di misurare lo stato di salute del Paese, con lo sguardo rivolto all’equità della crescita e alle disuguaglianze economiche, sociali e territoriali.
Molti valori in questi anni sono aumentati come ad esempio gli standard abitativi e il capitale culturale, ma altri sono diminuiti come l'equità economica, la fiducia economica, la soddisfazione personale, la fiducia interpersonale....non si tratta di cose da poco....
Un ulteriore elemento di disuguaglianza è rappresentato da sistemi di protezione sociale che si sono progressivamente deteriorati, proprio nelle aree a più forte disagio sociale: nel mezzogiorno la qualità dei servizi socio-assistenziali registrano un ulteriore flessione rispetto ai livelli già bassi del 2016 e del 2015. Nel complesso sono circa 12 milioni gli italiani che non hanno soldi per curarsi, con un’incidenza più elevata proprio nel mezzogiorno e nell’area della vulnerabilità. Chi è povero in Italia ha probabilità maggiori di restarlo, contrariamente a ciò che accade in altri Paesi avanzati dove la povertà ha caratteristiche più transitorie. E nemmeno il lavoro, che ne ha sempre costituito l’antidoto (si è creata un’importante area di disagio rappresentata da precari e part time involontari è in grado ormai di preservare dai rischi. Nel complesso, la condizione di povertà riguarda circa il 10% dei lavoratori, colpendo anche fasce del ceto medio, come dirigenti e impiegati. I segnali di peggioramento si rilevano in tutte le ripartizioni geografiche ma in particolare nel mezzogiorno dove un lavoratore dipendente su quattro è povero o quasi povero.

venerdì 2 febbraio 2018

PUBBLICATO IL BILANCIO DI PREVISIONE DEL COMUNE DI SABAUDIA

Sul sito del Comune di Sabaudia è stato pubblicata la deliberazione della Giunta n. 29 in data 2 febbraio 2018, con la quale è stata approvata la proposta di bilancio 2018-2020.
Si tratta di uno sforzo importante dell'amministrazione comunale per rispettare la scadenza prevista quest'anno per fine febbraio. 
Anche se sarebbe opportuno che i bilanci fossero approvati prima dell'inizio dell'esercizio finanziario si tratta di un passo avanti.
Ora c'è da leggere una montagna di delibere e di allegati oltre al bilancio
Qui a lato si trova il quadro generale riassuntivo ma per comprendere meglio le scelte fatte è necessario legge la nota integrativa e il DUP, disponibili sul sito del Comune 
Qui trovate il link con tutti gli atti:

IL CONSIGLIO DI STATO ANNULLA UN ATTO DEL COMUNE DI SABAUDIA IN MERITO ALL'ASSEGNAZIONE DELLA CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA DE "LA CAPANNA"

Con atto della Giunta Comunale di Sabaudia n. 70 del 23/05/2003 è stato stabilito che l’affidamento delle attività oggetto delle concessioni demaniali marittime riservate al Comune di Sabaudia sia regolato da apposita convenzione, la cui predisposizione è stata con pari atto demandata all’ufficio Demanio Marittimo; che con successivo atto G.C. n. 50 del 27/04/2004, avente ad oggetto “Piano di Utilizzazione Arenili (P.U.A.): aree demaniali marittime riservate al Comune per finalità sociale e sportiva: approvazione schemi di convenzione”, sono stati approvati i previsti schemi di convenzione;
Con determinazione n. 82 del responsabile del Settore ambiente in data 24 giugno 2015, a seguito di una gara espletata  la cooperativa "La Capanna" veniva dichiarata aggiudicataria provvisoria, ma a seguito di accertamenti svolti dagli uffici veniva aggiudicata la commessa all’Impresa di Pulizia La Rapida 2004 s.a.s. di Corni Leonardo & C., seconda classificata.
La cooperativa La Capanna ricorreva al TAR di Latina che respingeva il ricorso per cui veniva impugnata la sentenza. 
Il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n. 671 in data 2 febbraio ha deciso in merito alla vertenza relativa all'assegnazione di una delle concessioni di demanio marittimo comunale.

Come si legge nelle premesse della decisione all’esito delle operazioni di valutazione delle offerte la società cooperativa La Capanna è stata dichiarata aggiudicataria provvisoria.
Sennonché, in sede di controllo dei requisiti dichiarati, la stazione appaltante (cioè il Comune di Sabaudia) avrebbe riscontrato che i bilanci 2012 e 2013, prodotti a dimostrazione del prescritto requisito di fatturato, erano stati depositati presso l’ufficio del registro delle imprese oltre i termini di legge e che il capitale aveva subito una riduzione al di sotto del minimo legale, per cui ha invitato l’aggiudicataria provvisoria a contraddire in ordine a dette circostanze.
Acquisite le osservazioni pervenute e ritenuto che le stesse non consentissero di superare i rilievi mossi, la medesima stazione appaltante ha escluso la detta concorrente dalla gara e ha aggiudicato la commessa all’Impresa di Pulizia La Rapida 2004 s.a.s. di Corni Leonardo & C., seconda classificata.
Contro questa decisione la Cooperativa La capanna aveva presentato ricorso al TAR di Latina che lo aveva respinto ma ora il Consiglio di stato ha ritenuto che le doglianze addotte dal ricorrente siano tutte fondate, argomentando come segue:
Il disciplinare di gara, quanto al requisito della capacità economico- finanziaria, prescriveva (punto 2.2) che i concorrenti dovessero:
a) “essere in grado di produrre referenza bancaria di almeno un istituto bancario”;
b) “possedere un fatturato globale d’impresa, per servizi analoghi, realizzato nell’ultimo triennio (2012-2013-2014) che non deve essere inferiore all’importo di € 250.000,00”.
Nessuna norma del detto disciplinare stabiliva, tanto meno a pena di esclusione, che i bilanci eventualmente prodotti dai concorrenti dovessero essere stati depositati presso l’ufficio del registro delle imprese nei “termini di legge”.
Già questa sola circostanza si opponeva a che la contestazione relativa al tardivo deposito dei bilanci potesse assurgere a legittima causa di esclusione dalla gara.
Ed invero, in base ad un condivisibile orientamento giurisprudenziale “Il principio di parità di trattamento e l'obbligo di trasparenza devono essere interpretati nel senso che ostano all'esclusione di un operatore economico da una procedura di aggiudicazione di un appalto pubblico in seguito al mancato rispetto, da parte di tale operatore, di un obbligo che non risulta espressamente dai documenti relativi a tale procedura o dal diritto nazionale vigente, bensì da un'interpretazione di tale diritto e di tali documenti nonché dal meccanismo diretto a colmare, con un intervento delle autorità o dei giudici amministrativi nazionali, le lacune presenti in tali documenti” (Corte Giustizia UE, Sez. VI, 2/6/2016, in C–27/15; si veda anche Cons. Stato, Sez. V, 18/1/2017, n, 194, seppur con riguardo alla problematica dell’omessa dichiarazione degli oneri di sicurezza aziendale).
Sul punto giova puntualizzare che, diversamente da quanto eccepito dal Comune appellato, la società cooperativa La Capanna ha espressamente dedotto, anche in primo grado, seppur succintamente, la violazione del principio di tassatività delle clausole di esclusione.
Si legge, infatti, a pag. 5 del ricorso di primo grado: “Le contestazioni sollevate dall’amministrazione comunale con i provvedimenti impugnati sono infondate e comunque nulla hanno a che vedere con i requisiti richiesti dal bando e dagli atti allegati – disciplinare di gara e capitolato prestazionale che la odierna ricorrente anzi possiede tutti i requisiti”.
La stazione appaltante non poteva quindi ricavare dal tardivo deposito dei bilanci presso l’ufficio del registro delle imprese, una nuova causa di esclusione dalla gara non prevista dalla lex specialis.
La rilevata tardività del deposito era, peraltro, insussistente in fatto.
Ed invero, l’art. 2435, comma 1, cod. civ. stabilisce che: “Entro trenta giorni dall'approvazione una copia del bilancio, corredata dalle relazioni previste dagli articoli 2428 e 2429 e dal verbale di approvazione dell'assemblea o del consiglio di sorveglianza, deve essere, a cura degli amministratori, depositata presso l'ufficio del registro delle imprese o spedita al medesimo ufficio a mezzo di lettera raccomandata”.
I bilanci 2012 e 2013 sono stati approvati in data 30/4/2015, per cui il deposito degli stessi, avvenuto rispettivamente in data 15 e 18 maggio 2015, deve ritenersi tempestivo.
Come correttamente rilevato dall’odierna appellante il giudice di prime cure ha erroneamente, fatto discendere la tardività del deposito da quella dell’approvazione degli stessi bilanci.
In tal modo si è, però, pronunciato su un aspetto (quello concernente la tardività dell’approvazione) non emerso in sede procedimentale, incorrendo, di conseguenza, in un evidente vizio di ultrapetizione.
Oltre al tardivo deposito dei bilanci, la stazione appaltante ha contestato all’odierna appellante “una riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale causa questa che comporta l’applicazione dell’art. 2448 del Codice civile con specifico riferimento agli artt. 2446 - 2447 – 2448 del codice civile”.
Il giudice di prime cure ha respinto la censura con cui la ricorrente di primo grado aveva dedotto l’insussistenza, per le società cooperative di produzione e lavoro di prescrizioni legali che impongano un capitale sociale minimo, motivando la reiezione con ampi riferimenti all’asserita inaffidabilità economico finanziaria della concorrente desunta dalle perdite evidenziate dai bilanci.
Così facendo il Tribunale amministrativo si è inammissibilmente sostituito all’amministrazione, individuando una ragione di esclusione diversa ed ulteriore rispetto a quelle poste a base del provvedimento espulsivo impugnato, incorrendo, anche sotto questo profilo, nel vizio di ultrapetizione.
Ed Invero, la questione dell’inaffidabilità economico finanziaria della concorrente era stata evocata dalla stazione appaltante solo negli scritti difensivi depositati nel corso del processo, ma per pacifico principio non è consentito alla Pubblica amministrazione, integrare la motivazione del provvedimento impugnato attraverso gli scritti difensivi depositati in giudizio, dovendo la motivazione stessa essere sempre il frutto della volontà decisionale dell'amministrazione da esprimere nell’ambito del procedimento amministrativo (sul divieto di integrazione postuma della motivazione mediante scritti difensivi Cons. Stato, Sez. III, 9/1/2017, n. 24; Sez. VI, 19/8/2009, n. 4993; Sez. IV, 7/5/2007, n. 1975; Sez. V, 23/1/2007, n. 192).
La censura dedotta in primo grado dall’appellante e qui riproposta risulta, peraltro, fondata.
Difatti, come si ricava dagli artt. 2511 e 2524 cod. civ., le cooperative sono società a capitale variabile, non determinato in un ammontare prestabilito.
Tant’è che l’art. 2545-duodecies cod. civ., nell’individuare le cause di scioglimento delle società cooperative, richiama quelle indicate, per le società di capitali, ai numeri 1), 2), 3), 5), 6) e 7) dell'articolo 2484, ma non anche quella di cui al n. 4) di quest’ultimo, che per l’appunto riguarda “la riduzione del capitale al disotto del minimo legale”.
Solo la perdita dell’intero capitale sociale, ai sensi del citato 2545-duodecies ultima parte, costituisce causa di scioglimento della società cooperative.
L’accoglimento delle censure sin qui affrontate determina l’annullamento del provvedimento di esclusione dalla gara impugnato in primo grado, privando, di conseguenza, l’appellante di ogni interesse all’esame delle ulteriori doglianze dirette a contestare per un verso la posizione della seconda classificata e per altro verso l’intero procedimento ad evidenza pubblica.
L’appello, sotto il profilo impugnatorio è stato  quindi, accolto.

LA CASSAZIONE RIMETTE ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA QUESTIONE LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE DELLA CONFISCA DI SOMME DI DENARO EX ART. 187.SEXIES, COMMA 2)

Con la legge 18 aprile 2005, n. 62, il legislatore è intervenuto a modificare la disciplina sanzionatoria dettata dal t.u.f. e ha previsto, tra l’altro, che, in caso di condanna per un illecito amministrativo sanzionato dal medesimo testo normativo, ove non sia possibile confiscare il prodotto o il profitto dell’illecito e i beni utilizzati per commetterlo, sia disposta la confisca di “somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente” (art. 187-sexies, co. 2).
Ora la Cassazione Civile, Sezione II con l’ordinanza n.31143 del 14 settembre, depositata il 29 dicembre, è tornata sul tema della legittimità costituzionale del regime transitorio della confisca per equivalente prevista dall’art. 187-sexies del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico della disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di seguito t.u.f.), ponendo la seguente questione: è compatibile con il quadro costituzionale e, in particolare, con gli artt. 3, 25, co. 2, e 117, co. 1, Cost. (quest’ultimo in relazione all’art. 7 della CEDU) la previsione normativa che estende l’operatività della misura ablatoria anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore della legge che l’ha introdotta e ciò quand’anche queste siano state trasformate da reato a illecito amministrativo, ma “il complessivo trattamento sanzionatorio generato dalla depenalizzazione sia in concreto meno favorevole di quello applicabile in base alla legge vigente al momento della commissione del fatto”?
Nell’ordinanza in esame, il Collegio ha rimesso alla Corte Costituzionale ogni decisione.

I TRECENTOCINQUANTA ANNI DALLA NASCITA DI GIAMBATTISTA VICO

Il CNR ci ricorda sul suo sito che quest'anno ricorre la celebrazione dei trecentocinquant’anni dalla nascita di Giambattista Vico (Napoli 1668-1744), un pensatore che ha ancora, ai giorni nostri, qualcosa di significativo da dire e che ancora può aiutarci a interpretare e a capire il mondo in cui siamo immersi. 
In occasione di questa ricorrenza l’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno (Ispf) del Consiglio nazionale delle ricerche, che ha come principale missione quella di curare, già dagli anni ’70, l’edizione critica dell’opera omnia vichiana, si è fatto promotore di un variegato programma scientifico di iniziative dedicate a questo evento.
Ha prima di tutto raccolto attorno a sé le maggiori istituzioni napoletane interessate alla ricostruzione storico-filosofica del pensiero di Vico, sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con il sostegno del Comune di Napoli che dedicherà al filosofo la manifestazione cittadina del Maggio dei Monumenti 2018.
Molti dei temi affrontati nelle sue opere riescono a catturare ancora l’interesse del lettore contemporaneo. Sicuramente gioca un ruolo importante agli occhi della lettura contemporanea la considerazione vichiana della fantasia, che ipotizza la presenza di un sapere specifico del corpo dell’uomo, affiancata dall’attività della memoria, non tanto per Vico facoltà di tipo conservativo quanto piuttosto capacità creativa e inventiva tramite l’utilizzazione dell’ingegno. E di certo il fatto che Vico metta a punto un concetto di senso comune davvero originalissimo, che vale per tutti gli uomini, in qualsiasi luogo e qualsiasi tempo, che indica come per Vico la natura umana sia non solo la natura del mondo degli uomini, ma proprio, in quanto natura umana, la natura comune a tutti gli uomini. Così Vico riesce a inserirsi nel dibattito con la cultura a lui contemporanea, proponendo un concetto eccentrico e straordinario come quello di sapere poetico, raccontando nella Scienza nuova la storia del modo in cui l’uomo diventa uomo passando da esordi bestiali, dove tutto era corpo, alla costituzione di una mente riflessiva che non nega allo stesso tempo le sue forti componenti emotive ed emozionali.
Numerose le iniziative in programma, tra le quali  l’allestimento di una mostra iconografica e documentaria su Vico e Leopardi presso la Biblioteca Nazionale “V. Emanuele II”.

ARRIVANO LE MENSE SCOLASTICHE BIOLOGICHE

La CONFERENZA UNIFICATA DEL 24.01.2018 ha approvato l' Intesa, ai sensi dell’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sullo schema di decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca che definisce le Modalità di riparto del Fondo per mense scolastiche biologiche.
Un importante passo avanti che ora richiederà il massimo impegno da parte dei Comuni per rendere attuale questa intesa.

giovedì 1 febbraio 2018

SABAUDIA: AFFIDAMENTO AD UNA NUOVA DITTA PER IL CONFERIMENTO DELLA FRAZIONE ORGANICA

Sul sito web del Comune di Sabaudia è stata pubblicata oggi la determinazione del Settore Lavori e servizi pubblici n. 2 del 1° febbraio (Reg. Gen. n, 62/2018), avente per oggetto "Affidamento temporaneo urgente del conferimento di frazione biodegradabile di mense e cucine dei rifiuti urbani".
Con detto provvedimento viene stabilito di affidare per la durata di due settimane alla ditta REFECTA di Cisterna del conferimento a recupero della frazione biodegradabile da mese e cucine del Comune di Sabaudia.
Questa deliberazione segue di pochi gironi quella dello stesso settore e precisamente la n. 2 del 24 gennaio scorso (Reg. Gen. n. 50/2018) - NON REVOCATA - con cui lo stesso servizio veniva affidato alla ditta Ge. S.I.A. di Pastorano (CE) sito ad oltre 150 km.
Tutto ciò in quanto la ditta ECO CONSUL di Teramo (KM. 263 da Sabaudia) con lettera n. 1097/2018 avrebbe comunicato di non poter più accogliere la frazione umida del Comune di Sabaudia.
In precedenza, solo durante l'anno 2017 i rifiuti organici erano stati portati alla RIDA di Aprilia, poi alla SEP di Pontinia e quindi alla ex Kyklos (ora ACEA) sempre di Aprilia. 
Il tutto avviene nelle more dell'espletamento da parte della regione Lazio (ente di aggregazione) della gara per l'affidamento della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti pubblicata oramai da circa un anno.  
Sorgono dubbi su cosa avverrà tra due settimane.
E' inevitabile sottolineare come pesino su tutta la vicenda i ritardi dell'aggiornamento del piano rifiuti da parte della regione Lazio, come già evidenziato su questo blog il 28 gennaio scorso e la mancata attuazione degli Ambiti territoriali ottimali che avrebbero dovuto consentire una diversa gestione di questo tipo di rifiuti,
Il risultato della inadeguata programmazione è che la gestione di questi impianti è prevalentemente nelle mani dei privati senza una copertura adeguata del territorio il che impedisce anche di definire degli ambiti di afferenza predeterminati e programmati come avviene da tempo in altri campi al fine di evitare proprio quanto avviene in questi giorni.
Il costo del conferimento alla nuova ditta è lievitato nel frattempo ad €/t 210,00 più IVA al 10%.
Naturalmente si tratta di conferimenti d'urgenza che non consentono di seguire le procedure di legge, né di poter valutare la congruità del costo.
Ci si augura che la nuova Giunta regionale affronti con decisione questo problema e che anche l'amministrazione provinciale faccia la propria parte.
Nel frattempo il Comune di Sabaudia con delibera consiliare n. 54 del 21 novembre ha approvato la convenzione con i Comuni di Aprilia, latina, Sermoneta e Pontinia per partecipare al bando regionale per le compostiere di comunità e le isole ecologiche. 

IL RAPPORTO FINALE DELL'ANAC SULL' ANALISI ISTRUTTORIA PER L'INDIVIDUAZIONE DI INDICATORI DI RISCHIO CORRUZIONE E DI PREVENZIONE E CONTRASTO NELLA P.A.

RAPPORTO FINALE
Un indice di corruzione elaborato dalla Banca Mondiale nell’ambito del progetto Worldwide Governance Indicators è il Corruption Control Index (CCI) che a partire dal 1996 misura la corruzione come fenomeno di “cattura” degli stati da parte di élites e interessi privati attraverso surveys multiple sottoposte a esperti del mondo degli affari e analisti.
Grazie all'ANAC disponiamo di strumenti sempre più attenti per prevenire e per ridurre la corruzione che rimane tuttavia molto alta specialmente in alcuni settori.
molto interessante è il recente rapporto sull' "Analisi istruttoria per l’individuazione di indicatori di rischio corruzione e di prevenzione e contrasto nelle amministrazioni pubbliche"