giovedì 18 ottobre 2018

LE LUDOPATIE DILAGANO SENZA CHE I SINDACI PRENDANO PROVVEDiMENTI


In occasione della giornata mondiale della salute mentale l'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato i dati della dipendenza da giochi d'azzardo.
Un problema che riguarda i giovani come gli anziani, gli uomini come le donne, ricchi e poveri.
I dati dell' Italia sono preoccupanti.
Leggete qui
Per l'anno 2018 alla Regione Lazio sono stati assegnati 4.833.880,60 euro

SARA' LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA A DOVER DIRIMERE LA PROCEDURA PER L'AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI AMBULANZA

Mentre in tutta Italia è aperta la battaglia sul sistema di emergenza sanitaria a seguito del famoso DM 70/2015 che prevede la chiusura dei Punti di Primo Intervento che dovrebbero essere sostituiti da ambulanze medicalizzate nelle ore notturne, si apre un nuovo fronte proprio su questo ultimo tema a seguito dell' Ordinanza del Consiglio di Stato, Sez. III, 18/10/2018 n. 5968 che ha rimesso alla corte di Giustizia europea la valutazione circa la normativa applicabile per l'affidamento del servizio, se cioè sia legittimo l'affidamento diretto tramite convenzione da parte di un'Azienda sanitaria locale ad altro soggetto pubblico ovvero se sia necessaria una gara a livello europeo. 

mercoledì 17 ottobre 2018

I DATI DEL PIANO NAZIONALE ESITI SUI RICOVERI OSPEDALIERI IN ITALIA

Monitor è la rivista dell'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali che periodicamente ci informa.
Questo numero, scaricabile N.43 MONITOR è dedicato al Piano Nazionale Esiti (PNE) che monitorizza i ricoveri ospedalieri.
Un primo dato confortante è che diminuiscono i ricoveri.
Come si legge nel nuovo numero il principio di equità costituisce uno dei cardini fondamentali su cui poggia il nostro SSN fin dalla legge costitutiva del 1978 (Legge 23 dicembre 1978, n. 833 “Istituzione del servizio sanitario nazionale”). In essa, infatti, si stabilisce che “…Il servizio sanitario nazionale è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio” (Mario Braga).
Il PNE  utilizza una serie di indicatori: di esito, che misurano il risultato di un processo assistenziale in termini di esiti clinici (es. mortalità, morbosità, ospedalizzazioni); volumi di attività e i tassi di ospedalizzazione.
Quest'anno purtroppo al primo posto nei ricoveri c'è la provincia di Taranto per la malattie polmonari ed è la triste conferma di una situazione che la politica non ha affrontato in maniera adeguata.

Fonte: Ilsole24Ore

lunedì 15 ottobre 2018

IL DL DE-BUROCRATIZZAZIONE ADOTTATO IERI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un decreto legge contenete disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili.
Di seguito alcune tra le principali misure previste.
MISURE PER IL LAVORO
Il decreto contiene in particolare disposizioni in materia di semplificazione in materia di appalti;
MISURE PER LO SVILUPPO ECONOMICO
Il decreto contiene disposizioni in materia di incentivazione utilizzo strumenti di notificazione telematica;
SALUTE
Il decreto contiene disposizioni in materia di:
transazioni con le aziende farmaceutiche per il ripiano della spesa farmaceutica;
commissariamento delle Regioni in piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario (viene prevista l’incompatibilità della figura del commissario con qualsiasi altro incarico istituzionale presso la Regione);
istituzione della Anagrafe nazionale vaccini, con l’obiettivo di monitorare i programmi vaccinali sul territorio;
istituzione del fondo per la riduzione delle liste d’attesa.
TAGLIO AGLI SPRECHI E AI COSTI DELLA POLITICA
Si riducono i costi della politica nelle Regioni a statuto ordinario, speciale e nelle province autonome, mediante il calcolo contributivo dei vitalizi derivanti da mandato elettivo regionale. Inoltre, si prevede il blocco del trasferimento dei fondi per i vitalizi alle regioni che non ne prevedano l’abolizione.

OPEN POLIS HA ELABORATO UNO STUDIO SUI COMUNI COMMISSARIATI


COMUNI PLURICOMMISSARIATI

Un comune può essere commissariato per 4 motivi: 
  • persistenti violazioni di legge (art. 141 del Tuel); 
  • mancata approvazione del bilancio (art. 141 del Tuel); 
  • mancato funzionamento degli organi (possibilità che può riguardare o il sindaco con dimissioni, decadenza, sfiducia e decesso o i consiglieri con dimissioni di massa o impossibilità di surroga); 
  • persistenti e influenti infiltrazioni della criminalità organizzata 
A questi si aggiungono altri motivi che il legislatore non aveva previsto come la mancata presentazione di candidature, il mancato raggiungimento del quorum o l'annullamento delle operazioni elettorali.
Ogni anno mediamente vengono commissariati 170 Comuni. Al momento sono "solo" 99.
Alcuni di essi sono cronici e così vengono commissariati più volte come ci mostra il grafico elaborato da Open Polis sulla base di dati del Ministero dell'Interno.

domenica 14 ottobre 2018

SABAUDIA AVRA' UN NUOVO PORTALE WEB

Il sito web del Comune di Sabaudia da tempo è inadeguato in quanto superato dalla normativa emanata.
Nello stesso tempo non vengono rispettati gli standard e oggi la Sezione trasparenza è molto carente e piena di notizie vecchie che non vengono aggiornate dai responsabili degli uffici.
Alla data del 15 ottobre 2018 sono ben 23 le faccine rosse presenti sulla Bussola della trasparenza, lo speciale sito per verificare il grado di trasparenza di ogni PA.  
Allo scopo di migliorare le cose con determinazione n. 15 in data 8 ottobre (Reg. Gen. n. 835/2018) il responsabile del settore economato ha approvato gli atti relativi all'affidamento della realizzazione del del nuovo portale web del comune di Sabaudia.
La procedura seguita è stata quella prevista dall'art. 36 del Codice dei contratti trattandosi di un affidamento di importo inferire a 40.000 euro.
Solo due le imprese invitate a presentare offerta (anche se la legge consente l'affidamento diretto forse sarebbe stato più opportuno invitarne qualcuna in più).
Scarne le informazioni sulla tipologia delle offerte pervenute riportate nelle motivazioni dell'atto.
Si apprende poi che l'affidamento della realizzazione, ristrutturazione e manutenzione del portale istituzionale è stato dato ad una ditta con sede legale a  Roma ma con sede operativa a Cassino.
Perplessità sorgono su cosa avverrà al termine del contratto, cioè se la manutenzione potrà essere svolta dal personale comunale, se potrà essere affidata ad altre imprese o se dovrà essere affidata alla ditta aggiudicataria.
Sarà interessante vedere il lavoro che sarà prodotto, ma resta il fatto che se tutti i settori non inseriranno dati e notizie aggiornati, il sito anche se più bello rischia di non essere in grado di svolgere il proprio compito.
Oggigiorno un sito web rappresenta il biglietto da visita di una amministrazione nei confronti dei cittadini ma anche dei turisti o comunque degli abitanti di altre città.
Sarebbe opportuno che il nuovo sito fosse anche interattivo consentendo ad esempio di poter seguire online l'iter delle domande presentate senza dover andare tutti i giorni negli uffici per scoprire dove si è nascosta.
Naturalmente il presupposto del sito web deve essere la totale digitalizzazione delle procedure anche dell'urbanistica per garantire ai cittadini e alle imprese il rispetto della cronologicità della trattazione della domande e i tempi di conclusione di ogni procedimento.
In ogni caso l'AGID ha pubblicato delle LINEE GUIDA SITI WEB che devono essere rispettate e che senza dubbio saranno note a chi dovrà sottoscrivere il contratto.


UN NUOVO OSPEDALE ? CERCHIAMO DI FAR FUNZIONARE QUELLO VECCHIO. BASTEREBBE POCO

PRESIDIO OSPEDALIERO S.MARIA GORETTI DI LATINA
In alcune città alcuni hanno lanciato l'idea di costruire un nuovo ospedale sostenendo che quello esistente sia superato. 
Molti di questi personaggi sono senza dubbio in buona fede ma altri sembrerebbe che abbiano interessi specifici.
In alcuni casi si tratta di considerazioni basate solamente su percezioni non fondate su una valutazione attenta di tutti gli aspetti del problema, sarebbe infatti più corretto fare una analisi su quali sono gli aspetti positivi e negativi relativi al presidio esistente, prima di proporre di costruire un nuovo ospedale fuori della città.
Nel 2000 l’arch. Renzo Piano, fu incaricato dall’allora Ministro Veronesi di coordinare una Commissione che elaborò un progetto ideale di ospedale nel quale vennero inserite tutte le più moderne soluzioni per un ospedale immerso nel verde per recuperare una visione umanistica dell’ospedale.
I principi progettuali fondamentali per i moderni ospedali individuati dalla Commissione sono:
  1. Umanizzazione: lo spazio e l’ambiente in cui si trova il degente devono essere a misura d’uomo, sicure e confortevoli per garantire benessere e privacy; 
  2. Urbanità: l’ospedale deve essere parte integrante del tessuto urbano, proprio per agevolare la sua funzione; 
  3. Socialità: intesa come capacità di costruire un ospedale aperto alle collaborazioni generando uno spirito di appartenenza del tessuto sociale con la struttura ospedaliera; 
  4. Organizzazione: capace di fornire il contesto per offrire servizi efficaci in modo efficiente garantendo un diffuso benessere percepito da parte dell’utente; 
  5. Interattività dell’ospedale con gli altri livelli di assistenza, per assicurare il continuum salute-malattia anche attraverso soluzioni organizzative e progettuali che favoriscano la collaborazione tra attività in ricovero e attività territoriali; 
  6. Appropriatezza: in termini di corretto dimensionamento della struttura e delle sue tecnologie alle reali esigenze del bacino d’utenza a cui è destinato, per offrire prestazioni idonee, sia nel numero che nella tipologia che in termini di intensità assistenziale; 
  7. Innovazione: la flessibilità deve essere alla base della concezione architettonica garantendo la possibilità di cambiamenti secondo le esigenze terapeutiche, tecnologiche e organizzative; 
  8. Affidabilità: la sicurezza ambientale, tecnico-costruttiva, igienica e impiantistica, devono generare fiducia nei pazienti; 
  9. Ricerca: impulso all’approfondimento intellettuale e clinico-scientifico; 
  10. Formazione: l’ospedale deve essere attrezzato adeguatamente per l’aggiornamento professionale e culturale continuo di tutto il personale. 
Il progetto elaborato dalla Commissione aveva il vantaggio di essere già pronto e disponibile contribuendo così ad abbattere i costi di progettazione e i tempi di realizzazione, ma pochi ne hanno approfittato. 
In alcuni casi sarà realmente necessario costruire un nuovo ospedale (e ci si dovrà porre il problema di cosa fare poi con quello vecchio dato che in qualche caso non è facile modificare la destinazione d'uso), ma ci si può trovare di fronte ad una struttura ospedaliera complessivamente in buone condizioni, ubicata nel centro urbano, per cui può risultare vantaggioso mantenerla sia dal punto di vista economico che sociale; in questo caso il problema dell’ammodernamento deve essere affrontato su più fronti:
  • Effettuare una analisi delle attività svolte all’interno del presidio per valutare se siano tutte attinenti alla funzione ospedaliera o se non sia più opportuno trasferirne alcune all’esterno per decentrarle;
  • Aggregare i vari dipartimenti ospedalieri per migliorarne l’operatività;
  • Razionalizzare l’organizzazione per renderla più funzionale agli obiettivi che si vogliono raggiungere sia dal punto di vista strettamente sanitario che da quello tecnico-amministrativo;
  • Adeguare al massimo la digitalizzazione di tutte le attività per semplificare il lavoro e abbattere i tempi;
  • Migliorare il confort alberghiero dall’accettazione/reception alle sale d’attesa e a quelle di degenza.
  • Sarebbe importante anche valorizzare l' attività dei vari reparti creando un portale web per professionisti e pazienti elevando il livello della informazione e della comunicazione con particolare riguardo a quella riguardante le prestazioni svolte e le singole patologie curando in maniera specifica le terapie e le eventuali controindicazioni.
Spesse volte i pazienti cercano infatti notizie sul tipo di intervento a cui saranno sottoposti o sulle terapie che verranno loro somministrate dovendo ricorrere al sito di altre aziende per saperne qualcosa, mentre sarebbe utile trovare sul sito web dell'ospedale anche il numero degli interventi di quel tipo fatti dall'équipe operatoria e della media annua. 
In questo modo si aumenterebbe la fidelizzazione dei pazienti e si ridurrebbe la mobilità passiva verso altre strutture che sanno farsi molta pubblicità spesso immeritata.

FSR: ASSENZA DI FINANZIAMENTI SPECIFICI PER L'EMERGENZA SANITARIA

CRITERI RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO REGIONALE

Per l'anno 2018 la conferenza Stato Regioni, dopo lunghe trattative ha ripartito la quota del Fondo Sanitario Nazionale tra le regioni, assegnando al Lazio € 10.621.542.541.
Ma di questa somma alle Aziende sanitarie sono arrivati solo i resti in quanto la Regione ha provveduto prima ad accantonare i costi dell'ARPA, poi quelli dell'ARES 118, quelli delle Aziende Ospedaliere romane, quelli dei policlinici Universitari, ecc. 
Inoltre dalla somma spettante a ciascuna ASL sono state preventivamente sottratti i costi conseguenti alla mobilità passiva dei rispettivi cittadini assistiti.
Come si può vedere dal prospetto (DCA U00375/2016)  il finanziamento è fatto per Livelli essenziali di assistenza e manca (in quanto non previsto nei LEA) una voce specifica per l'emergenza sanitaria che, a livello locale in base al DM 70/2015 dovrà essere iscritto tra l'assistenza territoriale.
Ogni Azienda sanitaria locale dovrebbe rispettare le medesime percentuali nella predisposizione del bilancio di previsione.
Mancando la pubblicità della contabilità analitica non è possibile verificare se per l'anno 2017 sia stata rispettata la percentuale della spesa ospedaliera, dovrebbe farlo il Collegio dei Revisori. 
Sarà comunque interessante leggere la ripartizione per l'anno 2019.

venerdì 12 ottobre 2018

L'ECONOMIA SOMMERSA E LE ATTIVITA' ILLEGALI NEL 2016 HANNO RAGGIUNTO CIRCA 210 MILIARDI DI EURO...SE SI RIUSCISSE A FARE EMERGERE ANCHE SOLO LA META' SAREMMO UN PAESE RICCO

FONTE ISTAT
Nel 2016, l’economia non osservata (sommerso economico e attività illegali) vale circa 210 miliardi di euro, pari al 12,4% del Pil. Il valore aggiunto generato dall’economia sommersa ammonta a poco meno di 192 miliardi di euro, quello connesso alle attività illegali (incluso l’indotto) a circa 18 miliardi.
Le stime al 2016 confermano la tendenza alla discesa dell’incidenza della componente non osservata dell’economia sul Pil dopo il picco del 2014. Si riscontra infatti un’ulteriore diminuzione di 0,2 punti percentuali dopo quella di 0,5 punti registrata nel 2015.
La composizione dell’economia non osservata registra variazioni limitate. Nel 2016, la componente relativa alla sotto-dichiarazione pesa per il 45,5% del valore aggiunto (circa -0,6 punti percentuali rispetto al 2015). La restante parte è attribuibile per il 37,2% all’impiego di lavoro irregolare (37,3% nel 2015), per l’8,8% alle altre componenti (fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta) e per l’8,6% alle attività illegali (rispettivamente 9,6% e 8,2% l’anno precedente).
Le Altre attività dei servizi (33,3% nel 2016), il Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (23,7%) e le Costruzioni (22,7%) si confermano i comparti dove l’incidenza dell’economia sommersa é più elevata.
Anche il peso della sotto-dichiarazione sul complesso del valore aggiunto risulta più rilevante nei medesimi settori: 16,3% nei Servizi professionali, 12,4% nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione e 11,9% nelle Costruzioni. Nel Manifatturiero, l’incidenza è relativamente elevata nella Produzione di beni alimentari e di consumo (7,5%) e molto contenuta nella Produzione di beni di investimento (2,3%).
La componente di valore aggiunto generata dall’impiego di lavoro irregolare incide maggiormente nel settore degli Altri servizi alle persone (con un peso del 22,8% nel 2016), dove è principalmente connessa al lavoro domestico, e nell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (16,4%).
Nel 2016, le unità di lavoro irregolari sono 3 milioni 701 mila, in prevalenza dipendenti (2 milioni 632 mila), in lieve diminuzione rispetto al 2015 (rispettivamente
-23 mila e -19 mila unità). Il tasso di irregolarità, calcolato come incidenza delle unità di lavoro (ULA) non regolari sul totale, è pari al 15,6% (-0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente).
L’incidenza del lavoro irregolare è particolarmente rilevante nel settore dei Servizi alle persone (47,2% nel 2016, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015), ma risulta significativo anche nei comparti dell’Agricoltura (18,6%), delle Costruzioni (16,6%) e del Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (16,2%).
Le attività illegali considerate nella compilazione dei conti nazionali hanno generato poco meno di 18 miliardi di euro di valore aggiunto (compreso l’indotto), con un aumento di 0,8 miliardi, sostanzialmente riconducibile alla dinamica dei prezzi relativi al traffico di stupefacenti.

LA SECONDA RELAZIONE ANNUALE DELLO EUROPEAN FISCAL BOARD

L'European Fiscal Board (EFB) è un organismo indipendente incaricato di consigliare la Commissione europea sulla direzione generale della politica fiscale dell'area dell'euro e di valutare come viene attuato il quadro di governance fiscale dell'UE. È stato formalmente istituito alla fine del 2015 e ha iniziato a operare poco dopo la nomina dei suoi membri nell'ottobre 2016.
Il rapporto annuale pubblicato oggi documenta il lavoro dell'European Fiscal Board (EFB) nel 2018. Offre una visione indipendente della sorveglianza e del coordinamento della politica fiscale. Il contenuto e la struttura della relazione si basano sulle principali aree di responsabilità definite nella decisione (UE) 2015/1937 della Commissione che istituisce l'EFB . In primo luogo, fornisce una valutazione dell'attuazione del quadro fiscale dell'UE. In secondo luogo, esamina e valuta l'orientamento fiscale per l'area dell'euro nel suo insieme e nei singoli Stati membri da una prospettiva economica. In terzo luogo, prende in esame i consigli fiscali nazionali al fine di identificare gli aspetti delle migliori pratiche. Infine, la relazione presenta anche una serie di suggerimenti sulla futura evoluzione del quadro fiscale dell'UE.
Il 10 ottobre 2018, l'European Fiscal Board (EFB) ha pubblicato la sua seconda relazione annuale . La relazione esamina il modo in cui il quadro fiscale dell'UE è stato attuato nel 2017, evidenziando gli sviluppi positivi e negativi e le possibilità di miglioramento. Si compiace del ritorno a un timido consolidamento fiscale nel 2017 nell'area dell'euro nel suo insieme, sulla base delle stime attuali. Allo stesso tempo, il Consiglio si rammarica che alcuni Stati membri con forti squilibri fiscali abbiano perso l'opportunità di una solida espansione economica per ridurre più rapidamente il loro debito pubblico elevato e costruire riserve di bilancio. La flessibilità dovrebbe funzionare in modo simmetrico: dopo che il quadro fiscale è stato attenuato durante la ripresa, i requisiti avrebbero dovuto essere rafforzati e la conformità più rigorosamente garantita in periodi economici migliori. In prospettiva, la relazione propone un patto di stabilità e crescita più semplice ed efficace (PSC) rispetto a quello attuale.
La seconda relazione annuale dell'EFB fornisce una valutazione completa e indipendente del modo in cui il patto di stabilità e crescita è stato applicato nell'ultimo ciclo di sorveglianza completo del 2017. L'attività economica è stata significativamente più dinamica del previsto e ciò ha aiutato i governi a ridurre il deficit di bilancio e il debito pubblico in rapporto al PIL. I paesi che rappresentano circa il 40% dell'economia europea hanno raggiunto una solida posizione fiscale definita dal loro obiettivo di bilancio a medio termine; questo è un segno positivo. Tuttavia, solo una parte delle maggiori entrate del governo è stata destinata alla costruzione di ammortizzatori fiscali. È problematico che alcuni paesi - in particolare quelli con alti livelli di debito pubblico - abbiano speso introiti maggiori per gli slittamenti di spesa. Di conseguenza, la loro posizione fiscale peggiorò o non migliorò di quanto richiesto. In contrasto,
La Commissione e il Consiglio hanno applicato con fermezza le norme di bilancio dell'UE in alcuni paesi non appartenenti all'area dell'euro, ma hanno anche mostrato tolleranza in un certo numero di altri casi, sia per stabilire i requisiti fiscali sia per valutare la conformità ai requisiti. La Commissione ha inoltre contribuito a confondere le intenzioni invocando un'espansione fiscale considerevole nel 2017 che avrebbe comportato almeno una qualche deviazione dai requisiti del patto di stabilità e crescita. Nel complesso, nel ciclo di sorveglianza del bilancio 2017, la Commissione ha agito come se l'area dell'euro fosse ancora in una fase di ripresa fragile e incerta. La spinta generale nell'attuazione e nell'interpretazione delle regole non si adattava alle condizioni macroeconomiche molto più favorevoli.
In questo contesto, nel 2017 alcune istituzioni fiscali indipendenti nazionali (IFI) hanno contribuito alla promozione della disciplina fiscale e al miglioramento della qualità delle previsioni ufficiali. Altri rimasero in silenzio, in parte a causa di vincoli pratici, istituzionali e politici. Condizioni importanti per un ruolo efficace delle IFI sono che hanno libero accesso a tutte le informazioni pertinenti, sia a livello nazionale che dell'UE, e che i governi devono rispettare o spiegare le deviazioni dai loro consigli.
Per superare le debolezze e la complessità dell'attuale quadro di bilancio dell'UE, il Consiglio propone una radicale semplificazione delle norme e un chiarimento della governance. Il Patto riformato si baserebbe su un unico obiettivo (debito pubblico sostenibile), un unico strumento (controllo della crescita della spesa netta) e una clausola di salvaguardia generale. Il rapporto fornisce un esempio illustrativo di come potrebbe funzionare e discute la questione cruciale della governance, incluso il modo in cui l'inevitabile discrezionalità e giudizio dovrebbero essere esercitati.


RAPPORTO ANNUALE DELLO EUROPEAN FISCAL BOARD

giovedì 11 ottobre 2018

L'INDICE DI OXFAM PER ELIMINARE LE DISEGUAGLIANZE

OXFAM INDICE 2018

Negli ultimi 30 anni, il divario tra ricchi e poveri è peggiorato in tutto il mondo. La crisi della disuguaglianza riduce la crescita economica, minaccia i diritti delle donne e peggiora la salute e altri risultati. 
L'impegno dell'Associazione Oxfam per ridurre l'indice di disuguaglianza valuta 157 paesi sul loro impegno a sconfiggerlo. 
Nel 2015, i leader di 193 governi hanno promesso di ridurre la disuguaglianza nell'ambito dell'obiettivo 10 degli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG). 
Senza ridurre le disuguaglianze eliminare la povertà sarà impossibile. 
Nel 2017, Development Finance International (DFI) e Oxfam hanno prodotto il primo indice per misurare l'impegno dei governi a ridurre il divario tra ricchi e poveri. 
L'indice si basa su un nuovo database di indicatori, che ora copre 157 paesi, che misura l'azione del governo in materia di spese sociali, imposte e diritti del lavoro: tre aree ritenute cruciali per ridurre il divario.
L'indice globale rivela che i governi si dividono tra combattimenti e alimentando la disuguaglianza.
Vengono utilizzati tre paramenti: investimenti, tasse e lavoro.
L'Italia è stata classificata al 16° posto complessivo ma è solo al 23° per il lavoro che poi è la cosa più importante. 

mercoledì 10 ottobre 2018

PERCHE' SI VOGLIONO TAGLIARE I PPI ? SE OCCORRE RIDURRE I COSTI NON SAREBBE IL CASO DI COMINCIARE DA UN'ALTRA PARTE ?


Ieri ho assistito tra il pubblico alla Conferenza locale sociale e sanitaria che si è tenuta nella sala Consiliare del Comune di Latina per l'esame, tra l'altro del punto riguardante i Punti di primo intervento.
Anche se non direttamente il Direttore Generale della ASL ha accennato ai costi che verrebbero sostenuti per il mantenimento dei sette  PPI presenti nei Comuni di Cori, Cisterna, Sezze, Priverno, Sabaudia, Gaeta e Minturno.
A parte il fatto che non è reperibile sul sito web della ASL alcun dato relativo alla contabilità analitica (alla faccia della trasparenza) e che dovendo parlare di una riorganizzazione di questi presidi è indispensabile che vengano resi noti i costi e la tipologia dei contratti, da un esame dell'ultimo rendiconto si può facilmente comprendere che sono ben altri i costi che sostiene l'azienda in merito ai quali consiglierei di fare attenzione valutando l'opportunità di provvedere a dei veri e propri tagli.
Come si può agevolmente vedere nel grafico il costo più elevato che sostiene l'Azienda sanitaria deriva dall'acquisto di servizi sanitari all'esterno (59%) , cui si aggiunge anche l'acquisto di servizi amministrativi (un altro 4%).
Ma non basta, per le locazioni passive (in bilancio indicate come "godimenti di beni di terzi"si spendono ogni anno ben 4.177.883 euro per l'affitto di locali tra i quali quelli che ospitano la direzione generale nel Centro direzionale di Latina Fiori e di altri servizi.
Ma la cosa che lascia più sconcertati è l' utilizzo di personale esterno (il cui costo è compreso tra l'acquisto di servizi sanitari) che oltre a costi elevati comporta problemi organizzativi non indifferenti.
Pertanto ben venga una riqualificazione dei PPI ma che questa sia accompagnata da una spending review che vada a tagliare i costi delle locazioni passive e quelli per l'affidamento all'esterno di numerose, troppe attività, che potrebbero essere svolte dal personale interno con costi notevolmente inferiori.
Inoltre, mentre sono stati tagliati i posti letto degli ospedali pubblici, per far fronte alle esigenze che comunque ci sono,  vengono poi utilizzati quelli delle case di cura private che invece non sono stati tagliati.