martedì 22 settembre 2020

CITTADINI E COMUNI DOPO IL REFERENDUM


 Questo è l'esito del Referendum a Sabaudia. Il numero dei Senatori e dei Deputati era stato fissato inizialmente dall'Assemblea Costituente all'art. 57 ma è stato modificato poi con la legge costituzionale n 3/1963 in 315 senatori elettivi, se dei quali eletti nella circoscrizione estero e in 630 deputati, dodici dei quali eletti nella circoscrizione estero.
Senza dubbio dal 1948 ad oggi le competenze legislative del Parlamento sono diminuite di molto a seguito della nascita delle Regioni e in particolare dopo la modifica del Titolo V della Costituzione che ha attribuito maggiore competenza legislativa alle regioni. 
Ora ci saranno 400 deputati e 200 senatori. 
Saranno molti di meno e dovranno lavorare di più per poter svolgere tutti gli impegno che gravano sulle Camere.
D'altra parte da una recente indagine risulta che rispetto a quelli degli altri paesi europei i parlamentari italiani sono quelli che guadagnano di più e che lavorano di meno come giornate di presenza in aula e nelle Commissioni.
Si aprirà un nuovo scenario.
I cittadini avranno più difficoltà a presentare le loro istanze ai loro rappresentanti e anche i Comuni avranno più difficoltà ad arrivare a parlare con i parlamentari del loro territorio..

martedì 15 settembre 2020

PRIVATIZZATA ANCHE L'ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA

 


Grazie all' Archivio banca Dati Economico Finanziari del Ministero della Salute è stato possibile ricostruire la spesa sostenuta nel 2018 dalle aziende sanitarie locali del lazio per l'Assistenza Domiciliare Integrata (Codice 20801).

Complessivamente nella Regione Lazio sono stati spesi € 160.361.000,00 per assistere a domicilio i cittadini bisognosi di cure.

Attualmente la regione Lazio ha deciso (anche in questo caso) di seguire il modello Lombardia così invece di una gestione diretta con personale dipendente, dopo molti anni di affidamenti mediante gara a imprese specializzate si è passati all'accreditamento che permette al cittadino di rivolgersi a qualsiasi impresa del settore purché in possesso di specifici requisiti.  

In particolare occorre far riferimento al DCA U00283/2017

Non si tratta di un cambiamento di poco conto. Anche se in apparenza è stata snellita la procedura di accesso al servizio, nei fatti si è creata una gestione dei pazienti senza alcun contatto con la rete ospedaliera.

E' auspicabile che nell'ambito delle riforme su cui è impegnato il Ministro della salute possa essere posta mano anche a questa tematica riassumendo la gestione diretta dell'Assistenza domiciliare integrata.

lunedì 14 settembre 2020

LO STATO DI ATTUAZIONE DELLE CASE DELLA SALUTE DEL LAZIO E I NUOVI FINANZIAMENTI


Dopo la promessa fatta nel 2017 dalla Giunta regionale del Lazio di dare una Casa della Salute ad ogni distretto entro il 31 dicembre 2018, finalmente qualcosa si muove.
Allo stato sono attive 22 Case della Salute tra la provincia di Roma e le altre province del Lazio, ma è prevista l'apertura di altre 11 in parte entro l'anno e le prossime nel 2021.
La Giunta della regione Lazio con deliberazione n. 592 in data 6 agosto 2020 ha approvato  il Piano Decennale in Materia di Investimenti in Edilizia Sanitaria ex Art. 20 Legge 11 Marzo 1988 N. 67, Terza Fase, denominato "Stralcio 1.B.2_A" finalizzato al Potenziamento della Rete Territoriale: Case della Salute e Ospedali di Comunità Importo pari a € 27.103.712,12, di cui € 25.748.526,51 a carico dello Stato, € 1.355.185,61 a carico della Regione Lazio. Piano di Riqualificazione 2019-2021 - DGR 406 del 26/06/2020.
Con questo atto la Regione intende proseguire e garantire, in prima istanza, il potenziamento della Rete Territoriale individuando nuove Case della Salute e Ospedali di Comunità con l’utilizzo di parte dei fondi di cui allo Stralcio 1.B.2 articolandoli con un’ulteriore suddivisione in Stralcio 1.B.2_A e Stralcio 1.B.2_B, per un importo totale di € 219.379.379,36.
Pertanto, tenuto conto di quanto sopra precisato il quadro complessivo degli interventi proposti all'interno dello Stralcio 1.B.2_A si configura come di seguito descritto.
ASL ROMA 1
L’accorpamento delle Aziende sanitarie locali Roma A e Roma E, unitamente all'Azienda Ospedaliera San Filippo Neri nella ASL Roma 1 ha riequilibrato la gestione dell’offerta di Salute nelle zone più centrali della città di Roma.
Allo stato attuale, il territorio gestito dall'Azienda Sanitaria Locale Roma 1 comprende tre Case della Salute già attivate o di prossima attivazione:
• Casa della Salute Nuovo Regina Margherita attivata;
• Casa della Salute Corpo C del presidio Oftalmico attivata;
• Casa della Salute Clauzetto attivata;
• Casa della Salute Circonvallazione Nomentana di prossima attivazione.
L’intervento inserito nello stralcio 1.B.2_A della programmazione decennale provvede al proseguimento nell'attivazione di ulteriori Case della Salute con la realizzazione della Casa della Salute di via Lampedusa 23.
ASL ROMA 2
L’Azienda Sanitaria Locale Roma 2 completa il territorio del Comune di Roma, andando ad interessare aree nevralgiche delle zone sud ed est della Capitale. Anche in questo caso l’accorpamento di due Aziende Sanitarie (ASL Roma B e ASL Roma C) consente di gestire un patrimonio di offerta sanitaria maggiormente equilibrato tra Ospedale e territorio.
Il territorio gestito dall'Azienda Sanitaria Locale Roma 2 comprende le seguenti Case della Salute già attivate o finanziate:
• Casa della Salute di via Tenuta di Torrenova attivata;
• Casa della Salute “Santa Caterina della Rosa” di via Forteguerri attivata;
• Casa della Salute "Don Bosco" di via Antistio 12 attivata;
L’intervento inserito nell'attuale programmazione riguarda il completamento e rafforzamento della Casa della Salute “Santa Caterina della Rosa”.
ASL ROMA 3
Nello Stralcio 1.B.2_A della III Fase dell’art. 20 L. 67/88 di cui al presente documento, è inserito l’intervento
di ampliamento ed adeguamento del presidio di via Coni Zugna per la realizzazione di un Ospedale di Comunità
nel Comune di Fiumicino.
Nel territorio della ASL Roma 3 sono già attive o finanziate le seguenti Case della Salute:
• Casa della Salute del Presidio S. Agostino di Ostia attivata;
• Casa della Salute ex Condotta Medica di Fiumicino (Palidoro) di prossima attivazione;
Documento programmatico sugli investimenti straordinari per l’adeguamento e la riqualificazione della Rete Territoriale.
ASL ROMA 6
La Rete Territoriale della ASL Roma 6 ricomprende due Case della Salute già attivate:
• Casa della Salute “ex ospedale” di Rocca Priora attivata;
• Casa della Salute “Villa Albani” di Anzio attivata;
L’attuale programmazione prevede l’attivazione di una nuova Casa della Salute nel Comune di Lariano.
Tale edificio è stato concesso in uso alla ASL RM6 dal Comune di Lariano.
ASL DI VITERBO
Nello Stralcio 1.B.2_A è previsto il potenziamento della Rete Territoriale con la realizzazione della nuova
Cittadella della Salute nel Comune di Vetralla e il completamento della Casa della Salute di Orte.
Le Case della Salute già attivate o finanziate che fanno parte della Rete Territoriale della ASL di Viterbo
sono:
• Casa della Salute “ex Poliambulatorio” di Soriano nel Cimino attivata;
• Casa della Salute “ex Poliambulatorio” di Bagnoregio attivata;
• Casa della Salute di Ronciglione attivata
ASL DI RIETI
Il territorio della ASL di Rieti sarà interessato dalla realizzazione di due nuove costruzioni da destinare a
Case della Salute nel Comuni di Pescorocchiano e nel Comune di Poggio Moiano che andranno ad aggiungersi a quella già attivata nel Comune di Magliano Sabina.
ASL DI LATINA
Nel territorio della ASL di Latina sono già attive quattro Case della Salute:
• Casa della Salute “ex Ospedale” di Sezze attivata;
• Casa della Salute di Aprilia attivata;
• Casa della Salute “ex P.O. Don Luigi di Liegro ” di Gaeta di prossima attivazione;
• Casa della Salute di Sabaudia di prossima attivazione;
Con lo Stralcio 1.B.2_A è prevista l'attivazione della nuova Casa della Salute di Minturno in un presidio
esistente, l’ampliamento della Casa della Salute di Aprilia con la costruzione di un corpo aggiunto oltre alla
trasformazione dell’ex Ospedale di Cori in Casa della Salute.

sabato 12 settembre 2020

IL GOVERNO STANZIA 39 MILIONI PER LA LA DISINFESTAZIONE DEGLI ISTITUTI SCOLASTICI, MA OCCORRE ANCHE RISPETTARE I REQUISITI DELLE IMPRESE PER L'AFFIDAMENTO


Con il decreto legge dell'11 settembre 2020, n. 117 (pubblicato sulla G.U 227 del 12 settembre 2020)  il Governo ha stabilito che in considerazione del livello di esposizione al rischio di contagio da COVID-19 connesso allo svolgimento dei compiti istituzionali, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’interno un fondo con una dotazione di 39 milioni di euro per l’anno 2020, destinato a interventi di sanificazione dei locali sedi di seggio elettorale in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie del mese di settembre 2020. Al relativo onere, pari a 39 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, come incrementato dall'articolo 34, comma 1, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, per le finalità indicate. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e le modalità di riparto del fondo di cui al primo periodo.

Al riguardo si rammenta che in ogni caso in base al D.M. 7 luglio 1997, n. 274 "Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della legge 25 gennaio 1994, n. 82, per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione"  i Requisiti per l'iscrizione delle imprese di pulizia al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane sono i seguenti:
1. Requisiti di capacità economico-finanziaria per l'esercizio delle attività di pulizia che si intendono posseduti al riscontrarsi delle seguenti condizioni:
a) iscrizione all'INPS e all'INAIL, ricorrendone i presupposti di legge, di tutti gli addetti, compreso il titolare e i familiari e i soci prestatori d'opera;
b) assenza di protesti cambiari negli ultimi 5 anni a carico del titolare, per le imprese individuali, dei soci, per le società di persone, degli amministratori per le società di capitali e per le società cooperative, salvo riabilitazione ai sensi dell'articolo 17 della legge 7 marzo 1996, n. 108, ovvero dimostrazione di avere completamente soddisfatto i creditori;
c) esistenza di rapporti con il sistema bancario da comprovare con apposite dichiarazioni bancarie riferite agli affidamenti effettivamente accordati.
2. Requisiti di capacità tecnica ed organizzativa che si intendono posseduti con la preposizione alla gestione tecnica di persona dotata dei requisiti tecnico-professionali previsti dal punto 3.. Nel caso dell'impresa artigiana trova applicazione l'articolo 2, comma 4, della legge 8 agosto 1985, n. 443. Il preposto alla gestione tecnica non può essere un consulente o un professionista esterno.
3. Requisiti tecnico-professionali:
a) assolvimento dell'obbligo scolastico, in ragione dell'ordinamento temporalmente vigente, e svolgimento di un periodo di esperienza professionale qualificata nello specifico campo di attività, di almeno due anni per le attività di pulizia e di disinfezione e di almeno tre anni per le attività di disinfestazione, derattizzazione e sanificazione, svolta all'interno di imprese del settore, o comunque all'interno di uffici tecnici di imprese od enti, preposti allo svolgimento di tali attività, in qualità di dipendente qualificato, familiare collaboratore, socio partecipante al lavoro o titolare di impresa;
b) attestato di qualifica a carattere tecnico attinente l'attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale;
c) diploma di istruzione secondaria superiore in materia tecnica attinente l'attività;
d) diploma universitario o di laurea in materia tecnica utile ai fini dello svolgimento dell'attività.

domenica 16 agosto 2020

IL PRONTO SOCCORSO DEL SANTA MARIA GORETTI PRIMO NEL LAZIO PER NUMERO DI ACCESSI

la regione Lazio pubblica sul proprio sito la situazione degli accessi ai pronto Soccorso in tempo reale.
Questi sono i dati di oggi 16 agosto 2020.
Come si vede l'ospedale di Latina è quello che ha il maggior numero di pazienti : 82, di cui 22 in attesa, 39 in trattamento, 4 presso l'osservazione Breve Intensiva e 17 in attesa di ricovero o trasferimento. 
Di questi 82 ben 53 sono codici verdi.
Non sarà sufficiente l'apertura dei nuovi posti letto dell'OBI a risolvere i problemi se non si aumenteranno i posti letto nei reparti e se non si riuscirà a governare l'afflusso di pazienti  che dovrebbero essere curati dai medici di medicina generale e dalla Guardia medica e  ad evitare il sovraffollamento e il blocco delle barelle.

 

mercoledì 12 agosto 2020

RIUSCIRA' LA REGIONE A MANTENERE L'IMPEGNO DI APRIRE LA CASA DELLA SALUTE DI SABAUDIA IL 31 DICEMBRE 2020?


La prima lettera da me inviata per sollecitare la realizzazione di una casa della Salute a Sabaudia al Ministro della salute Livia Turco, all’assessore alla sanità della regione Lazio Augusto Battaglia e alla direttrice generale della ASL Latina Ilde Coiro risale al 19 gennaio 2008.
Il nuovo presidente della Regione non appena eletto aveva promesso che entro il 31 dicembre 2018 avrebbe realizzato una casa della salute in ogni Distretto, ma purtroppo quella data è trascorsa senza che questo impegno venisse mantenuto.
Successivamente sono state da me inviate molte altre lettere, rimaste tutte senza risposta. 
A seguito della scelta irragionevole di trasformare tutti i PPI in Punti di erogazione di assistenza primaria entro il 31 dicembre 2019, decisa con il Decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio n. 303 del 25 luglio 2019 pubblicato sul BUR il 13 agosto di un anno fa, il Comitato per la difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia dopo essere riuscito a garantire la continuità delle funzioni precedentemente svolte di emergenza/urgenza, in data 15 gennaio dello scorso anno propose di realizzare in via Conte Verde (dove ora ci sono il PPI e il poliambulatorio) una Casa della Salute con un modulo aggiuntivo di PPI. 
Il Consiglio comunale di Sabaudia ha fatta propria questa proposta con deliberazione n.31 in data 29 luglio 2019. 
Finalmente la Regione Lazio ha adottato la deliberazione n 838 del 15 novembre 2019 e la successiva n. 946 in data 12 dicembre 2019 con cui sono stati assegnati i fondi all’azienda sanitaria locale di Latina per l’attivazione di una casa della salute a Sabaudia per un importo complessivo di € 582.528,10. 
In base a detti provvedimenti la direzione generale della ASL Latina solo con deliberazione n. 309 in data 11 marzo 2020 ha preso atto del finanziamento e ha indetto una gara per l’individuazione del professionista per la progettazione definitiva. 
L’incarico è stato affidato con atto n. 633 in data 4 giugno 2020 per un importo complessivo di € 38.064,00. 
Nel frattempo la regione ha pubblicato il nuovo piano di rientro dai disavanzi della sanità della regione (DCA U00081/2019) in cui c’è l’impegno ad aprire la nuova Casa della salute di Sabaudia il 31 dicembre 2020. 
La direzione generale della ASL Latina in un proprio comunicato del 6 agosto scorso ha annunciato che la progettazione esecutiva dovrebbe essere pronta per la metà del mese di settembre. 
Questo significa che poi dovranno essere appaltati i lavori e che prevedibilmente non sarà possibile rispettare la data del 31 dicembre per l’apertura. 
Oltretutto, nonostante la richiesta avanzata a termini di legge non si riesce a conoscere quali servizi saranno attivati nella nuova Casa della Salute.

lunedì 10 agosto 2020

13 AGOSTO : L'ANNIVERSARIO DELLA PUBBLICAZIONE DEL DECRETO CON CUI LA REGIONE LAZIO VOLEVA CHIUDERE IL PPI DI SABAUDIA E CON ESSO ANCHE GLI ALTRI SEI PPI


Il 13 agosto di un anno fa veniva pubblicato sul Bollettino Ufficiale della regione Lazio il Decreto del Commissario ad acta della Regione Lazio n. U00303 del 25 luglio 2019 con cui veniva disposta la “trasformazione” dei PPI in Punti di erogazione di assistenza primaria entro il 31 dicembre 2019.
Fu una sorpresa dato che dopo tutto l’impegno preso nell’anno precedente (8767 firme, la marcia di Latina, ecc.) e le assicurazioni fornite a livello politico sembrava che questo intendimento della regione fosse rientrato. 
La cosa era confermata dal fatto che dopo la lettera del 15 gennaio dell’anno 2019 con cui il Comitato per la difesa del Punto di Primo Intervento di Sabaudia aveva proposto di realizzare una casa della salute con un modulo aggiuntivo di PPI, pur non avendo ricevuto risposta qualche mese prima, in occasione delle elezioni europee era stata già inaugurata a Priverno in località S. Maria delle Grazie una casa della salute con un modulo aggiuntivo di PPI. 
Capii subito che il tempo della raccolta delle firme, delle manifestazioni e dei convegni era finito e che si doveva passare ad azioni concrete così mi misi a scrivere il ricorso al TAR. 
Il 28 agosto, in occasione di una riunione in provincia con tutti i sindaci interessati e i Comitati civici regalai una bozza del ricorso a tutti, anche al presidente della Provincia Medici e a quello della Conferenza locale sociale e sanitaria Coletta. 
Poi alcuni (pochi) sindaci hanno fatto ricorso ma anche tutti i Comitati.
L’udienza per la sospensiva era stata fissata per il 2 dicembre 2019, ma quale fu la nostra sorpresa nel leggere sul BUR n.95 del 26 novembre il nuovo DCA U00469 del 13 novembre con cui era stata modificata la dizione contenuta nel precedente decreto con cui veniva precisato che il servizio sarebbe stato sì “diversamente qualificato ma in continuità con le funzioni precedentemente svolte”. 
Era una vittoria. 
Tuttavia poiché il servizio veniva comunque inquadrato nell'assistenza primaria è stato necessario presentare un nuovo ricorso.
Ma la regione ha poi annullato il DCA U00469 sostituendolo con il DCA  U00018/2020.
Abbiamo presentato i motivi aggiunti anche a detto ricorso....
Ma non è finita...

sabato 8 agosto 2020

REGIONE LAZIO: APPROVATO IL NUOVO PIANO RIFIUTI 2019-2025: I COMUNI SARANNO IN GRADO DI ATTUARLO TEMPESTIVA,MENTE ?

 Nei giorni scorsi il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il nuovo Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025.

Al riguardo sul sito della regione è stata riportata parte dell'intervento dell'assessore competente Massimiliano Valeriani secondo cui il nuovo piano dovrebbe permettere:

Riduzione della produzione dei rifiuti, sostegno alla raccolta differenziata, equilibrio impiantistico e sviluppo dell’economia circolare. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Piano Rifiuti del Lazio 2019/2025 approvato dal Consiglio regionale. Il Lazio si dota di un fondamentale strumento di pianificazione, con l’obiettivo di mettere in sicurezza l’intero ciclo dei rifiuti nella nostra regione, garantendo maggiore efficacia e produttività, nel nome della legalità e della sostenibilità ambientale. Grazie a questo nuovo piano, infine, tutti i Comuni hanno i mezzi necessari per realizzare, in tempi determinati, le opere utili alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Approvato oggi il nuovo Piano Rifiuti 2019/2025 da parte del Consiglio regionale del Lazio.


Tra i principali obiettivi, il Piano indica da una parte le azioni di contrasto alla produzione dei rifiuti e allo sviluppo della raccolta differenziata, mentre dall’altra parte prevede l’indicazione degli impianti necessari per il trattamento e lo smaltimento delle varie tipologie di rifiuti, da quelli urbani a quelli industriali, dai rifiuti speciali ai fanghi dei depuratori, all’interno delle localizzazioni fornite dalle province. Sono pertanto due i pilastri della nuova pianificazione regionale: l’autosufficienza del Lazio e un’equa ripartizione territoriale del peso impiantistico - per chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno dei propri confini - e l’economia circolare con investimenti e interventi concreti per favorire la raccolta differenziata, il riciclo e il riuso delle materie, sostenendo la realizzazione di una filiera industriale ecosostenibile. 

Le linee guida del Piano regionale erano state approvate dalla Giunta il 31 gennaio dello scorso anno per poi dare avvio alla procedura di Valutazione ambientale strategica e a tutti i vari passaggi amministrativi nei tempi e nelle modalità previste dalla legge. Al termine di questa fase, si è giunti alla definitiva approvazione dello strumento di pianificazione da parte della Giunta regionale lo scorso 5 dicembre, con il conseguente invio del provvedimento alla competente Commissione consiliare. L’emergenza legata al Covid-19 ha inevitabilmente provocato dei ritardi nella valutazione e nel confronto politico sui contenuti del Piano, ma oggi si è arrivati all’approvazione finale da parte del Consiglio regionale, dotando il Lazio di uno strumento di programmazione in grado di delineare una corretta gestione del sistema dei rifiuti.

Economia circolare: la Regione ha già avviato politiche e investimenti - previsti nel Piano - per favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell'economia circolare. Dagli accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi al contrasto del consumo della plastica monouso nelle sedi istituzionali e delle aziende partecipate. Dall'introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio "che meno si inquina e meno si paga", ai contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio, che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione.

Dal progetto sperimentale per il recupero della plastica in mare, che ha già permesso di raccogliere e riciclare circa 70 tonnellate di plastica, alla promozione dei centri per il riuso. Dai corsi di formazione per Green Manager, con l’obiettivo di promuovere la corretta gestione del ciclo dei rifiuti in istituzioni, ospedali, scuole e grandi aziende pubbliche e private, alle campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale nelle scuole del Lazio. Fino alla realizzazione di un innovativo compound industriale a Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

Equilibrio impiantistico: il Piano Rifiuti persegue il riequilibrio territoriale degli impianti e all'autosufficienza del Lazio nella chiusura del ciclo dei rifiuti. La Regione ha confermato la suddivisione degli Ambiti territoriali ottimali prevista nel precedente Piano regionale 2012, individuando 5 Ato per la gestione dei rifiuti urbani, coincidenti con i territori delle 5 province, che dovranno essere autonome nel trattamento e nello smaltimento, secondo i principi di autosufficienza e prossimità. Sulla scorta della delibera sulla Qualità dell’Aria, inoltre, la Giunta regionale ha deciso la dismissione dell’impianto di termovalorizzatore di Colleferro, assegnando a LazioAmbiente la progettazione di un innovativo presidio industriale, in cui sarà possibile eseguire processi di lavorazione a freddo per estrarre risorse dai rifiuti in uscita dai Tmb. 

È fondamentale, infatti, attuare uno degli obiettivi previsti dal Piano, vale a dire la promozione di investimenti nelle nuove tecnologie per la trasformazione e l’innovazione dell’impiantistica esistente, sia in relazione al nuovo compound di Colleferro che all’ammodernamento dei Tmb. Un programma che la Regione vuole perseguire attraverso una strategia integrata e un rilevante stanziamento di risorse, che potranno consentire al Lazio di essere all’avanguardia nel sistema di gestione dei rifiuti.

Differenziata al 70% nel 2025: il Piano rifiuti mira a raggiungere il 70% di raccolta differenziata nel Lazio entro il 2025. Attualmente la differenziata a livello regionale è al 47,3%, con un aumento di oltre 25 punti percentuali negli ultimi sette anni, mentre per la prima volta dal 2003 è diminuita la produzione di rifiuti nel Lazio, scendendo sotto i 3 milioni di tonnellate all’anno (riduzione di 53.000 tonnellate). 


Nel prossimo triennio verranno investite ulteriori risorse, pari ad oltre 50 milioni di euro, per sostenere i Comuni nell'applicazione della Tarip, nella creazione di isole ecologiche e di centri di compostaggio. Saranno promosse agevolazioni per imprese e Comuni che riducono la produzione di rifiuti, verrà favorita la realizzazione di centri per il riuso, oltre ad una serie di misure e di iniziative per tutte le tipologie di rifiuti.

Legalità e controllo. dopo i diversi casi illeciti che si sono registrati nella gestione del ciclo dei rifiuti si è deciso di inserire tra gli obiettivi specifici del Piano anche il rafforzamento delle attività di controllo e di vigilanza in materia di tutela ambientale e misure per la legalità e la sicurezza. Uno strumento che sarà un aiuto importante nella gestione delle attività amministrativa, sia per i procedimenti autorizzatori da concedere e in rinnovo, che per la realizzazione di nuove strutture di trasformazione o trattamento sul territorio regionale. 

Un ulteriore piano di rafforzamento deve riguardare la tematica delle verifiche sugli impianti autorizzati, attraverso controlli in rete con altre autorità competenti, che possano ampliare la gamma degli accertamenti in ragione delle competenze di ciascun ente (Arpa Lazio, Asl, Carabinieri Forestali ecc.).

“Il nuovo Piano dei Rifiuti 2019/2025 rappresenta una preziosa opportunità per sostenere una corretta gestione del ciclo dei rifiuti: dobbiamo affrontare con serietà e lungimiranza questo tema per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, l'autosufficienza e sull’uso consapevole delle risorse. Un impegno etico, ma anche una grande occasione di crescita duratura. Ringrazio il Consiglio per l'importante contributo apportato al Piano: un lavoro emendativo che ha saputo arricchire diversi aspetti del nuovo strumento di pianificazione".

Ancora non è stato pubblicato il testo del provvedimento, ma la domanda che sorge spontanea è: riusciranno i Comuni ad attuare questo programma entro i tempi previsti?

giovedì 6 agosto 2020

LAVORI IN CORSO PER LA NUOVA CASA DELLA SALUTE A SABAUDIA

La proposta del Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia, avanzata con una lettera alla regione il 15 gennaio 2019, per trasformare la struttura di via Conte Verde, che attualmente ospita il poliambulatorio, il Punto di primo Intervento e la Centrale d'ascolto della guardia medica in una Casa della Salute comincia a prendere corpo.
Grazie al finanziamento di € 582.528,10 concesso dalla Regione (DGR 838/2019) e agli atti adottati dalla ASL Latina (Delibera 424/2020), sono stati già avviati i lavori di ristrutturazione e di razionalizzazione dei locali.
In base all'ultimo Decreto della Regione Lazio, il DCA U00081/2020 l'apertura della Casa della salute è prevista entro il 31 dicembre 2020.
Ci si augura che i servizi siano ampliati come richiesto dal Comitato, ma anche dallo stesso Consiglio comunale di Sabaudia sin dall'anno scorso e come già riferito su questo blog.
L'importante è che la Casa della Salute diventi per la nostra città il luogo identitario dell'assistenza territoriale, da trovare aperto H24 con medici di medicina generale, medici della continuità assistenziale, Punto di Primo Intervento e poi specialisti, ambulatorio infermieristico, ecc.