mercoledì 17 dicembre 2014

L'ITALIA ANCORA IN RITARDO PER L'UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI

Il Consiglio dell’Unione europea discuterà giovedì e venerdì, tra le altre cose, la proroga di un anno  del termine ultimo per spendere i fondi strutturali europei della programmazione 2007-2013.
Al momento l’Italia è nelle ultime posizioni e deve spendere ancora 14 miliardi entro il 31 dicembre 2015
Occorre più impegno da parte delle amministrazioni locali.
Molti Comuni, nonostante l'impegno delle regioni ed i corsi gratuiti svolti dalle università non sono in grado di presentare progetti.

martedì 16 dicembre 2014

La Corte dei Conti torna sul tema degli incarichi di consulenza e collaborazione

Nonostante le disposizioni che si sono succedute in questi anni per limitare e regolamentare l’affidamento di incarichi di consulenza e collaborazione (da ultimo la L. 24 dicembre 2007, n. 244), molti enti locali seguitano a fare quello che gli pare.
A seguito di una richiesta di parere formulata dal Comune di Caserta la Corte dei Conti della Campania, con la delibera n.235 del 14 novembre 2014, è dovuta tornare ad esprimersi in materia di vincoli di selezione nella scelta dei collaboratori da parte delle pubbliche amministrazioni.
In base alla legge richiamata ogni comune avrebbe dovuto adottare un regolamento che avrebbe dovuto essere trasmesso alla competente Sezione regionale della Corte dei conti entro trenta giorni dall’adozione.
Secondo la Corte il conferimento dell’incarico deve essere preceduto da procedure selettive di natura concorsuale, adeguatamente pubblicizzate (avviso, bando, ecc.), solo nel caso in cui la procedura concorsuale sia andata deserta può prescindersi dal suo svolgimento.
L’ incarico, specialmente quando si tratti di consulenza deve contenere tutti gli elementi costitutivi ed identificativi previsti per i contratti della Pubblica Amministrazione, in particolare: oggetto della prestazione, durata, modalità di determinazione del corrispettivo, termini di pagamento, verifiche del raggiungimento del risultato (indispensabile in ipotesi di proroga o rinnovo).
Tutti gli incarichi di importo superiore a € 5.000,00 devono essere trasmessi alla Corte dei Conti.
L’accertamento dell’illegittimità per il mancato rispetto di una o più dei requisiti di Legge comporta l’obbligo di rimuovere l’atto in sede di autotutela, ma anche la responsabilità del soggetto che lo ha posto in essere.
Si tratta di conseguenze gravi che, in relazione all’entità del danno in base alla normativa vigente possono comportare conseguenze anche molto gravi per chi ha sottoscritto i provvedimenti.
Ancora una volta torna prepotentemente l’obbligo di mantenere separata la funzione di indirizzo politico-amministrativo prevista dall’art. 4 del D.lgs 165/2001 da quella di gestione propria dei dirigenti e dei funzionari consistente nell’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi, la cui responsabilità ricade in maniera esclusiva su di loro.

mercoledì 10 dicembre 2014

LE PROCEDURE DI AFFIDAMENTO DI SERVIZI A COOPERATIVE SOCIALI TRA RISPETTO DELLE NORME, LEGALITÀ, TRASPARENZA E SPEDITEZZA

In questi giorni la stampa è dovuta intervenire in merito alle modalità di applicazione dell’art. 5, comma 1, della legge 8 novembre 1991, n. 381, che prevede la possibilità che gli enti pubblici possano stipulare convenzioni con le cosiddette cooperative sociali di tipo B, finalizzate alla fornitura di determinati beni e servizi (diversi da quelli socio-sanitari ed educativi), anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della P.A., purché naturalmente dette cooperative siano iscritte all’albo regionale.
Con l’emanazione del Codice degli Appalti (D.lgs. 163/2006) la materia è stata normata come segue: «Fatte salve le norme vigenti sulle cooperative sociali e sulle imprese sociali, le stazioni appaltanti possono riservare la partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici, in relazione a singoli appalti, o in considerazione dell'oggetto di determinati appalti, a laboratori protetti nel rispetto della normativa vigente, o riservarne l'esecuzione nel contesto di programmi di lavoro protetti quando la maggioranza dei lavoratori interessati è composta di disabili i quali, in ragione della natura o della gravità del loro handicap, non possono esercitare un'attività professionale in condizioni normali. Il bando di gara menziona la presente disposizione.»
La maggioranza degli enti locali non effettua una programmazione degli acquisti e una definizione degli appalti riservati ex art. 52 del D.lgs 163/2006, preferendo procedere in relazione alle varie esigenze o urgenze (spesso non corrispondenti alla realtà) frazionando le forniture per cui quando poi viene fatta la somma di servizi analoghi talora si scopre che sono state corrisposte alla medesima cooperativa somme pari complessivamente superiori alla soglia europea.
Al riguardo, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture con la determinazione n.3 del 1° agosto 2012 ha emanato delle “Linee guida per gli affidamenti a cooperative ai sensi dell’art.5 della legge n. 381/1991, nelle quali vengono affrontate tutte le problematiche.
In primo luogo viene ricordato come le cooperative sociali di tipo B, ai fini dell’applicazione della citata L. 381/91, devono possedere almeno il 30 per cento dei lavoratori (soci o non) costituito da persone svantaggiate, come prescritto dall’art. 4 della stessa legge.
L’iscrizione all’albo regionale, effettuata sulla base della ricorrenza di un insieme di elementi concernenti la capacità professionale ed economico finanziaria delle cooperative sociali, è condizione necessaria per la stipula delle convenzioni, per le cooperative sociali residenti aventi sede in Italia ed i loro consorzi (cfr. parere AVCP n. 40 del 2 aprile 2009).
Per quanto riguarda le modalità di affidamento di dette convenzioni, l’AVCP ricorda quanto evidenziato dalla giurisprudenza (T.A.R. Lazio Roma Sez. III quater, 9 dicembre 2008, n. 11093) secondo cui non può ammettersi che l’utilizzo dello strumento della convenzione possa consentire una completa deroga al generale obbligo di confronto concorrenziale: infatti, in caso di utilizzo di risorse pubbliche per l’individuazione di un soggetto privato a cui affidare lo svolgimento dei servizi per la pubblica amministrazione, occorre, comunque, il ricorso ad un confronto nel rispetto dei principi generali della trasparenza e della par condicio.
Una norma interessante a favore delle cooperative sociali di tipo B è rappresentata dalla deroga alle disposizioni contenute nel D.L. 95/2012, convertito con L. 135/2012 in materia di acquisti attraverso il mercato elettronico e le Convenzioni Consip, inserita nell'art. 4, commi 8 e 8bis.
Già nel 2010 il Consiglio di Stato (Sez. V, sentenza n. 2829/2010) aveva deciso che l’affidamento diretto a cooperative sociali non potesse riguardare servizi pubblici (come quelli di igiene urbana) erogati a favore dell’utenza, ma solo i servizi a soddisfare direttamente le esigenze della pubblica amministrazione.
Di recente il Consiglio di Stato (Sez. VI, Sentenza n. 2342/2013) ha ritenuto che in considerazione dell’eccezionalità della norma questa debba essere interpretata in maniera restrittiva, nel senso che è applicabile solamente nei casi espressamente previsti dalla legge per cui ha ritenuto illegittimo l’affidamento ad una Cooperativa sociale della gestione di un campo sportivo, trattandosi della gestione di un servizio pubblico.
Ancora il Consiglio di Stato (Sez. V, Sentenza n. 5149/2014) ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto del servizio di trasporto urbano di un Comune, ritenendo che l’oggetto della convenzione non possa essere costituito dall’esecuzione di lavori pubblici né dalla gestione di servizi pubblici locali, ma che possa essere utilizzato solamente per le esigenze strumentali dell’ente.
Il TAR Lazio-Latina (Sez. I, sentenza n. 1211/2007) a sua volta ha ritenuto illegittimo l’affidamento diretto a cooperative sociali di tipo B nel caso di valori sopra soglia.
Pertanto, in primo luogo occorre che ogni ente pubblico provveda ad individuare in sede di programmazione annuale degli acquisti, quali esigenze di forniture e servizi possano essere garantite tramite convenzioni con cooperative sociali di tipo B, rendendo pubblica tale scelta.
Una volta deciso di affidare un servizio a cooperative sociali di tipo B, se vi è una pluralità di soggetti interessati dovrà essere esperita una procedura competitiva di tipo negoziato riservata alle cooperative aventi i requisiti.
Non è possibile riservare la partecipazione a cooperative sociali aventi sede in un determinato territorio.
Nella convenzione deve essere indicato il numero e la percentuale di lavoratori svantaggiati da impiegare per agevolare i controlli.
Nel corso della convenzione deve essere controllato il permanere delle condizioni di cui all’art. 5 della L. 381/1991.
Il Comune deve verificare costantemente il perseguimento delle finalità di reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate.
I singoli affidamenti in convenzione diretta sono soggetti agli obblighi di comunicazione all’Autorità, così come chiarito con comunicato del Presidente del 27 luglio 2010.
Ovviamente ogni amministrazione dovrà provvedere all’inizio dell’anno la programmazione degli acquisti che deve riguardare non solo la tipologia dei beni o servizi da acquistare nel corso dell’anno, ma anche le procedure da seguire, i vincoli da rispettare e l’individuazione dei servizi da affidare a cooperative sociali di tipo B, dando la massima trasparenza a tutti gli atti, alla tipologia del procedimento e al nominativo del responsabile dello stesso.
Riassumendo alle cooperative sociali di tipo B possono essere effettuati affidamenti:
-· Sotto la soglia di rilevanza comunitaria possono essere stipulate convenzioni ex art. 5 comma 1 della L. 381/1991 esperendo una procedura aperta previo bando (Il regolamento UE n. 1336/2013 ha stabilito la nuove soglia per gli appalti pubblici di forniture e di servizi aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici diverse dalle autorità governative centrali in € 207.000);
- Sotto i 40.000,00 euro può essere fatto l’affidamento diretto da parte del responsabile del procedimento ex art. 125 comma 1 del D.lgs 163/2006 e successive modificazioni e integrazioni
- Sopra la soglia di rilevanza comunitaria i Comuni possono inserire nei bandi di gara di appalto e nei capitolati d’onere fra le condizioni di esecuzione, l’obbligo di eseguire il contratto con l’impiego di persone svantaggiate ex art. 4 comma 1, con l’adozione di specifici programmai di recupero e reinserimento lavorativo
Ciò posto, anche se in taluni casi (come i contratti inferiori a € 40.000) la legge consente l’affidamento diretto, tenuto conto della fragilità in alcuni casi dei soggetti interessati, per ragioni di trasparenza e opportunità, è raccomandabile che, ove il tempo lo consenta, si proceda comunque ad esperire una procedura aperta.
In molti casi ci si trova ad esaminare atti relativi al conferimento d’urgenza del taglio dell’erba nei giardini pubblici, alla potatura degli alberi, alla pulizia della spiaggia ecc. tutti eventi legati alle esigenze stagionali che possono essere programmati per tempo seguendo le procedure di legge, senza ricorrere all’urgenza.
Restano salve naturalmente le emergenze derivanti da fenomeni atmosferici, ecc.
La speditezza e l’efficacia della pubblica amministrazione possono essere ottenute con una migliore programmazione e organizzazione del lavoro, senza ridursi all’ultimo momento con atti che sono poi facilmente censurabili da parte delle Autorità competenti e la cui responsabilità ricade sui funzionari che li hanno sottoscritti.
Altre notizia sono reperibili sul mio "Manuale per un consigliere comunale di opposizione  Come sfidare la maggioranza"

lunedì 8 dicembre 2014

L'etica della politica e la gestione della PA


Prendo spunto da un articolo di Stefano Rodotà apparso sul quotidiano “La Repubblica” dell’8 dicembre dal titolo “Il primato dell’etica pubblica” in cui viene fortemente richiamata l’attenzione a porre il tema della legalità al primo posto dell’agenda politica del Governo, liberando la politica da quei nodi che in questi ultimi anni sono divenuti sempre più stringenti con gli affari, il clientelismo, i poteri nascosti, ecc. Il problema pervade soprattutto il territorio e i Comuni. Gli strumenti ci sono: in primo luogo il rispetto della Costituzione, del Testo Unico degli Enti Locali poi quello delle numerosissime legge emanate, specialmente negli ultimi anni per la prevenzione della corruzione e mai completamente applicate come la L. 190, il D.lgs 33/2014, il D.lgs 39/2014, o rispettate solo formalmente. Ma la prima cosa da fare è quella di impedire l’iscrizione ai partiti di persone che non sono motivate a occuparsi della polis ma solo degli affari loro, di quelli dei familiari e di quelli dei loro sodali. Nello Statuto e nei regolamenti di alcuni Partiti sono previste norme proprio in questo senso; il problema più importante comunque è quello della selezione della classe dirigente, cioè la scelta dei candidati alle cariche interne dei Partiti e a quelle nelle Pubbliche amministrazioni e nel Parlamento.I cittadini devono smettere di delegare al prossimo e di fidarsi di quanto gli viene proposto, devono chiedere che chi si presenta o viene presentato abbia quei requisiti che il posto richiede: onestà, competenza, sembrano cose da poco ma ancora oggi siedono nei consigli comunali persone con precedenti penali e che votano per disciplina di maggioranza senza rendersi conto di cosa si stia parlando. All’interno del Partito Democratico esiste un Codice Etico che deve essere fatto rispettare, esistono procedure per verificare le iscrizioni, altre per la scelta dei candidati, tutte molto precise, ma che devono essere applicate e fatte rispettare dagli organi competenti. La politica in alcune vicende recenti ha moltissime responsabilità specialmente per quanto riguarda la scelta delle candidature che viene di fatta in molti casi senza rispettare la procedura delle primarie e l’Assemblea degli iscritti, indicando persone che talora non risiedono neanche sul luogo o che hanno valori molto lontani da quelli dei cittadini che poi saranno chiamati ad eleggerle. Sono gli iscritti che devono far rispettare le norme interne evitando di delegare i capibastone locali, ma anche gli organi di garanzia interni devono fare il loro dovere, ma troppo spesso non vengono fatti neanche funzionare. È tutta una classe dirigente che deve farsi l’esame di coscienza, ma questo non basta, deve farsi da parte, non può pretendere, dopo quanto è avvenuto di rimanere al proprio posto, dichiarando di voler fare pulizia, esiste una responsabilità ben precisa e anche dove non c’è una responsabilità diretta di sicuro c’è stata tolleranza e scarsa attenzione a un sistema che dilagava ovunque. La cosa riguarda non solo chi aveva incarichi nella PAL, ma anche chi riveste incarichi nella direzione del Partito a tutti i livelli.

venerdì 5 dicembre 2014

IL RAPPORTO 2014 DEL CENSIS

Giunto alla 48ª edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella difficile congiuntura che stiamo attraversando. Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come il Paese viva una profonda crisi della cultura sistemica: nella «società delle sette giare», i poteri sovranazionali, la politica nazionale, le sedi istituzionali, le minoranze vitali, la gente del quotidiano, il sommerso e la comunicazione appaiono come mondi non comunicanti, che vivono di se stessi e in se stessi. Nella seconda parte,«La società italiana al 2014», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell'anno, descrivendo una società satura dal capitale inagito, la solitudine dei soggetti, i punti di forza e di debolezza dell'Italia fuori dall'Italia. Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

sabato 29 novembre 2014

La lotta alla corruzione: le relazione annuale del responsabile della prevenzione della corruzione negli enti locali

Nonostante tutte le norme esistenti e l’impegno profuso dalla Magistratura e da altre istituzioni, il fenomeno della corruzione nella nostra provincia è ancora presente in maniera pervasiva. Il desiderio di legalità è molto diffuso tra i cittadini, ma è ancora troppo basso all’ interno degli enti locali che spesso non prestano la dovuta attenzione a questo problema.
L’Italia vanta in questo campo un triste primato negativo, collocandosi nella graduatoria stilata per l’anno 2013 da Trasparency International al sessantanovesimo posto (nel 2012 era il settantaduesimo) nella percezione della lotta alla corruzione ed è uno dei peggiori paesi dell’Unione Europea.
Le statistiche che annualmente vengono stilate per valutare il livello della qualità della vita nella nostra provincia ci condannano agli ultimi posti proprio per i dati relativi a questo problema.
Ora la Legge 6 novembre 2012, n.190, recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione stabilisce che la Giunta individui il responsabile e che su sua proposta adotti il piano triennale di prevenzione della corruzione.
La prevenzione è molto importante in quanto quando interviene la Magistratura è troppo tardi.
Esiste un problema di responsabilità politica della nostra classe dirigente.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione con un recente comunicato ha fatto presente che intende valorizzare, ai fini dell’analisi sulle misure adottate dalle amministrazioni per la prevenzione della corruzione, le relazioni che i Responsabili della prevenzione della corruzione dovranno predisporre, ai sensi dell’art. 1, comma 14, della l. n. 190 del 2012, entro il 15 dicembre.
In questa prospettiva, l’Autorità renderà disponibile un modello standard per l’elaborazione della relazione che, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione (paragrafo 3.1.1, p. 30), dovrà essere pubblicata sul sito istituzionale di ogni comune con il rendiconto sull’efficacia delle misure di prevenzione definite dal Piano triennale di prevenzione della corruzione adottato da ciascun ente. 
Conseguentemente, le relazioni dovranno essere predisposte e pubblicata esclusivamente sul sito istituzionale di ogni amministrazione entro il 31 dicembre 2014.
Sarà interessante leggere i risultati raggiunti da ogni comune nell’ambito dei controlli interni, ma specialmente l’attività di prevenzione svolta come l’attuazione delle rotazione dei dirigenti e l’adozione di quegli altri provvedimenti che debbono essere attuati per ragioni di opportunità.

lunedì 24 novembre 2014

L'INVECCHIAMENTO ATTIVO, COME SI PONE L'ITALIA ?

L'italia è stata collocata al 39° posto nel Global Age Watch Index, una analisi del problema è stata da me fatta nella relazione che ho presentato ieri al convegno sull'invecchiamento attivo.
I nostri governanti cosa fanno per gli anziani?

sabato 22 novembre 2014

Convegno Invecchiamento attivo, qualità della vita degli anziani, sfida e opportunità

Il 24 novembre si è svolto l'atteso convegno organizzato dallo SPI-CGIL di Latina insieme all'Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali al quale ho partecipato come relatore.
Le slides, di cui vi anticipo la prima, sono disponibili a questo sito:

http://www.slideshare.net/max80/relazione-al-convegno-sullinvecchiamento-attivo-organizzato-da-spicgil-e-istisss


venerdì 21 novembre 2014

IL MINISTERO DELL'ECONOMIA METTE A CONFRONTO I FABBISOGNI STANDARD CON I COSTI DEI COMUNI

Da alcuni anni è stato stabilito di definire i fabbisogni standard dei Comuni stimando statisticamente il fabbisogno finanziario di un ente in base alle caratteristiche territoriali e agli aspetti socio-demografici della popolazione residente.
In questo modo viene superato il vecchio meccanismo della spesa storica ed è possibile confrontare la spesa dei vari enti.
I fabbisogni standard non sono degli indicatori di efficienza.
Sono invece dei coefficienti di riparto che indicano quale sia il livello equilibrato di spesa per ogni singolo ente, date le sue caratteristiche socio-demografiche e territoriali.
Una spesa superiore al fabbisogno standard può indicare inefficienza oppure, al contrario, l’erogazione di servizi con un livello più elevato.
Una spesa inferiore al fabbisogno standard può indicare efficienza oppure, al contrario, l’erogazione di servizi con un livello più basso.
Dal 18 novembre 2014 finalmente sono stati messi a disposizione dal Ministero dell’Economia sul sito “Open civitas” i primi dati con il confronto tra le spese sostenute dai comuni delle regioni a Statuto ordinario e quelle attese in base al calcolo dei fabbisogni standard; i dati sono per ora quelli relativi al 2009/2010.
Nella Regione Lazio la media dei Comuni ha speso di più dei dati attesi e di più della media nazionale.
Per quanto riguarda il Comune di Sabaudia si ha la conferma di quanto più volte segnalato all’epoca.
- Gestione del territorio e ambiente si è speso il 42,62% in più
- Spesa affari generali superiore del 41,5% al dato standard;
- Servizio anagrafe e stato civile, 30,95% in più
- Trasporti: 30,90% in più
- Servizio gestione entrate 25,02% in più
- Servizi tecnici: 16,11% in più
- Polizia locale: si è speso il 5,72% in più.



Per alcuni sevizi la spesa è stata inferiore, ma questo non è da ritenere un dato positivo in quanto in molti casi si tratta di servizi non assicurati in maniera efficiente:
- Viabilità si è speso il 186,54% in meno rispetto al dato standard
- Istruzione pubblica si è speso il 17,73% in meno
- Asili nido: si è speso il 24,18% in meno
- Rifiuti: si è speso il 17,73% in meno
In alcuni casi gli indicatori sono elevatissimi, a dimostrazione di una scarto rilevante rispetto ai dati attesi (ad esempio l’ufficio per le statistiche demografiche).
Complessivamente c’è stata una spesa del 9,79% in più rispetto al dato atteso
Il problema è che nonostante quanto da me a suo tempo più volte esposto (in sede di approvazione del consuntivo 2010 da parte del Consiglio comunale), non sembra che siano stati messi in atto correttivi adeguati a correggere questa situazione che vede comunque pesanti sbilanciamenti tra le varie funzioni.


Ricordiamo che dopo la famosa deliberazione contenente i rilievi della Corte dei Contri il Sindaco Lucci si dimise.
Approssimandosi il 30 novembre ho esaminato i dati dell’assestamento 2014; il dato più rilevante è ancora quello delle spese generali (ancora molto elevate rispetto alla media), sulle quali sono caricate le spese di rappresentanza e quelle per manifestazioni il più delle volte costosissime e inutili ma nella totalità dei casi inadeguate se non offensive in un momento di grave crisi economica in cui molte famiglie avrebbero avuto necessità di un maggiore sostegno.



giovedì 20 novembre 2014

MANUALE PER UN CONSIGLIERE COMUNALE DI OPPOSIZIONE - PRESENTAZIONE DEL 21 NOVEMBRE A LATINA

Il 21 novembre, presso la Libreria Feltrinelli di Latina, è stata presentata l'edizione 2014 del mio "Manuale per un consigliere comunale di opposizione" , molto più ricca della precedente con una appendice piena di schemi di proposte di deliberazione, di interrogazioni, mozioni, lettere, ecc, per consentire a tutti di poter iniziare sin dal primo giorno a incalzare la maggioranza, mettendola all'angolo costringendola ad adottare nella legalità, comportamenti più trasparenti e  una gestione della città più efficiente.
Se ne è discusso con Omar Sarubbo, presidente della Commissione trasparenza del comune di Latina e con la giornalista Teresa Faticoni.
Sono intervenuti nel dibattito anche alcuni rappresentanti politici locali, tra i quali: Salvatore La Penna, Segretario della Federazione provinciale del PD, l'avv. Giada Gervasi, coordinatore delle liste civiche della provincia, la prof.ssa Luisa Mango, Presidente dell'ISTISSS e tanti altri, dando vita ad una serata molto interessante.
Nella foto: Teresa Faticoni, Franco Brugnola e Omar Sarubbo
















La presentazione è stata resa possibile grazie all'ospitalità della Libreria Feltrinelli di Latina e del suo Direttore Massimo Bortoletto.

venerdì 14 novembre 2014

Il pensiero di Sant'Agostino sullo Stato

Sant’Agostino nel suo volume “La città di Dio” (Capitolo XIX, 21.2.) si chiede: «Che cosa distingue lo Stato da una associazione di malfattori?» Secondo Valery Kichin (La Repubblica 14 nov. 2014) entrambi secondo sono una comunità di uomini e devono essere guidati da un capo. In ambedue i sistemi le relazioni reciproche sono già prefissate, concordate in precedenza. L’unica cosa che li distingue è la presenza della legalità. E se in uno Stato la legge smette di operare, lo stesso si trasforma in una associazione di malfattori. Se una persona può sempre contare su una difesa da parte dello Stato, se la legge agisce indipendentemente dai titoli e dai gradi e tutti sono uguali dinanzi ad essa, si tratta di una forma ideale di Stato.
Si tratta di considerazioni profonde applicabili a tutti i livelli della pubblica amministrazione. 
L’Open Government Partnership (OGP) è un’iniziativa multilaterale di Governi per la promozione di politiche innovative che rendano le istituzioni pubbliche più aperte e responsabili, realizzando la trasparenza della PA , la lotta alla corruzione e i principi della democrazia partecipata. L’OGP è nata nel 2011 ed è passata da 8 a 64 membri in tre anni: i Governi, sottoscrivendo la Dichiarazione sull’open government, si impegnano a realizzare gli obiettivi dell’OGP attraverso alcune iniziative, sintetizzate in un Piano d’azione, il cui contenuto è stabilito in modo partecipato con la società civile. IL Governo italiano finalmente è partito ma siamo molto in ritardo specialmente nelle realtà locali. I comuni ancora oggi, nonostante il D.lgs 33/2013 rendono difficile la vita ai cittadini che vogliono partecipare alle scelte importanti della comunità. L'innovazione si può realizzare solo con l'apporto dei cittadini organizzati che possono rappresentare la terza gamba del progetto.