lunedì 19 febbraio 2018

SABAUDIA: IL PIANO TRIENNALE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E LA TRASPARENZA

Con deliberazione n. 15 in data 31 gennaio, ma pubblicata solamente il 19 febbraio il Comune di Sabaudia ha approvato il Piano triennale per la prevenzione della corruzione trasparenza per il triennio 2018-2020
Come previsto dalle norme prima dell'adozione è stata aperta una consultazione per acquisire i suggerimenti dei cittadini.
Per quanto mi riguarda ho inviato un documento di otto pagine con il quale ho tentato di fornire alcune indicazioni in merito ad una serie di problematiche da me ritenute come possibili (se non certe) attività a rischio.
Non si può dimenticare che nel recente passato alcuni dipendenti e qualche amministratore sono stati coinvolti in numerose questioni giudiziarie che hanno lasciato tracce non indifferenti. 
Il documento definitivo, predisposto dal Segretario generale del Comune, è molto articolato, composto di 91 pagine e diviso in due parti, a loro volta molto approfondito per quanto riguarda l'individuazione delle procedure soggette a rischio che, almeno secondo me , in alcuni casi appare sottovalutata.
Molto spazio è stato dedicato agli interventi svolti in questo ultimo periodo e molti di essi sono senza dubbio positivi, ma la strada da fare è ancora molto lunga.
Peraltro su questo tema molto importante è l'attività quotidiana di controllo che deve essere implementata.
Molto importante sarà la formazione, tema sul quale fino ad ora obiettivamente il Comune non ha fatto molto.
per quanto riguarda la trasparenza non mi scorderò mai di scrivere che il Comune è ancora molto indietro, a nulla servirà l'aver commissionato la predisposizione di un nuovo sito se poi i documenti non saranno aggiornati costantemente e se si seguiterà a fare da parte di qualche ufficio il trucchetto di  riempire le sezioni dell'"Amministrazione trasparente" con le leggi anziché con i dati.
Questo per non parlare della disponibilità dei dati ambientali che è assolutamente inadeguata e insufficiente. 
Purtroppo molte delle segnalazioni da me fatte non sono state ascoltate.

IN MOSTRA ALLA GNAM LA STORIA DELLA SOCIETA' OLIVETTI FONDATA 110 ANNI FA

In occasione del 110°anniversario della fondazione della società Olivetti, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospita la mostra “Looking forward. Olivetti: 110 anni di immagine”, a cura di Manolo De Giorgi con Ilaria Bussoni e Nicolas Martino. La mostra è promossa da Olivetti con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti.
Adriano Olivetti ha scritto pagine importanti della storia industriale, con la sua capacità visionaria di anticipare il futuro, cambiando la vita di intere generazioni e il concetto di impresa attraverso scelte etiche coraggiose e una profonda coscienza della morale sociale che ha trasmesso alla comunità di Ivrea di cui è stato anche Sindaco.
La mostra ripercorre la storia di un’azienda che hanno segnato la storia del design, della grafica, dell’innovazione tecnologica, della comunicazione. 
Un’opera organica e dal disegno comune alla quale nel corso dei decenni hanno concorso tecnici, fotografi, ingegneri, artisti, scrittori, urbanisti, sociologi, psicologi e lavoratori.
Il pensiero olivettiano ha cambiato la realtà inventando le forme degli oggetti insieme al loro uso, ripensato la fabbrica e la produzione, cambiato il rapporto tra uomo e macchina, previsto i desideri e inventato gli strumenti per realizzarli.
L'utopia di un uomo divenuta realtà in una comunità che custodisce ancora gelosamente la lezione olivettiana.

IL 20 FEBBRAIO 1958 VENIVA PROMULGATA LA LEGGE CHE ABOLIVA LE CASE CHIUSE E ISTITUIVA LE NORME CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELLA PROSITITUZIONE

Il 20 febbraio 1958 entrava in vigore la legge n.75/58 con cui venivano abolite le case chiuse.
La legge stabiliva, nel termine di sei mesi dall'entrata in vigore della stessa, la chiusura delle "case da prostituzione" e con esse l'abolizione della regolamentazione della prostituzione e l'introduzione di una serie di reati intesi a contrastare lo sfruttamento della prostituzione.
La norma prescriveva anche la costituzione di un Corpo di polizia femminile che si sarebbe dovuto occupare della prevenzione e della repressione dei reati contro il buon costume.
La legge italiana in vigore fino ad allora prevedeva che venissero eseguiti controlli sanitari periodici sulle prostitute, in realtà i controlli erano sporadici e soggetti a pressioni di ogni genere da parte dei tenutari, specialmente al fine di impedire di vedersi ritirata la licenza per la gestione dell'attività.
La proposta di legge era stata presentata dalla sen. Lina Merlin sin dal 1948 sull'esempio di quanto già avvenuto in Francia in base ai principi della Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione, adottata dall' Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 317 del 2 dicembre 1949,  e resa esecutiva in Italia con legge 23 settembre 1966 n. 1173.
Purtroppo alla abolizione delle case chiuse non è seguita da parte delle Forze dell'ordine e della magistratura oltre che dei Sindaci una corretta applicazione di tutte le norme contenute nell'art. 3 della legge per contrastare ogni tipo di sfruttamento della prostituzione con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.   
La sen. Merlin è famosa per la legge che porta il suo nome ma era stata una persona di spicco del movimento socialista e della lotta partigiana oltre che in Parlamento.
La conobbi nel 1969 nel residence di via Corridoni a Milano dove viveva e dove alloggiavo anche io dato che lavoravo lì vicino. 
Era una signora molto distinta, era nata nel 1887 a Chioggia dove il padre era segretario comunale, aveva studiato  il diploma magistrale e poi si era laureata in lingue dedicandosi all'insegnamento.
Dopo aver contrastato la partecipazione dell'Italia alla prima guerra mondiale nel 1919 si iscrisse al partito socialista collaborando attivamente alla vita culturale del partito.
Avendo rifiutato di giurare fedeltà al fascismo nel 1926 fu licenziata e poi iscritta all'elenco dei sovversivi.
Arrestata fu inviata al confino in Sardegna fuggita a Milano partecipò attivamente alla resistenza.
Finita la guerra fu eletta nell'Assemblea costituente e poi al Senato e alla Camera dove   dedicò tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile in Italia.
A lei si devono, tra l'altro, l'abolizione della famosa definizione di "NN"  (dal latino nomen nescio)  che veniva apposta sugli atti anagrafici dei trovatelli (legge 31 ottobre 1955 n. 1064), l'equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi in materia fiscale, la legge sulle adozioni che eliminava le disparità di legge tra figli adottivi e figli propri, e la soppressione definitiva della cosiddetta "clausola di nubilato" nei contratti di lavoro, che imponeva il licenziamento alle lavoratrici che si sposavano (legge del 9 gennaio 1963 n. 7).
Morì a padova nel 1979.
La sua biografia è stata curata dalla senatrice Elena Marinucci.

giovedì 15 febbraio 2018

TROVATO L'ACCORDO IN CONFERENZA STATO REGIONI SULLA RIPARTIZIONE DEL FONDO SANITARIO NAZIONALE PER L'ANNO 2018

Il 15 febbraio la conferenza Stato Regioni e province autonome ha trovato l'accordo per la ripartizione del FSN per l'anno 2018.
Secondo il sito www.regioni.it  si tratta di 110,1 miliardi, quasi un miliardo in più rispetto al 2017. Sommando ulteriori riparti successivi – relativi a obiettivi di piano e piccoli fondi vincolati si dovrebbe arrivare a  poco meno di 113,4 miliardi per l'anno 2018.
Da quanto si comprende dal comunicato del Presidente Stefano Bonaccini si è trattato di un un confronto interregionale ricco di spunti e, come sempre in queste occasioni, di dialettica interna. 
Si è dovuto fare i conti con specifiche situazioni territoriali, agendo con buon senso e con interventi di riequilibrio. 
Alla fine ragionando anche su ambiti relativi alla incidenza della popolazione anziana o dei giovani, e guardando ad altri indici, facendo un lavoro di razionalizzazione anche sul fronte della mobilità sanitaria si è raggiunta una sintesi che dà certezze contabili ad un settore fondamentale per i cittadini come la sanità.
So tratta sempre si una quota inadeguata a quella dei Paesi dell'Europa occidentale e molto contenuta rispetto al PIL.

LE MODIFICHE DELLA RENDITA CATASTALE POSSONO AVER EFFETTO SOLO DOPO LA NOTIFICA -

Una recentissima ordinanza della Corte di Cassazione, Sezione VI, n. 1098/2018 in merito ai provvedimenti modificativi delle rendite catastali ha stabilito che:"Secondo la giurisprudenza costante di questa Corte "In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), l'art. 74, comma 1, della legge 21 novembre 2000, n. 342, nel prevedere che, a decorrere dal 1° gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va interpretato nel senso dell'impossibilità giuridica di utilizzare una rendita prima della sua notifica al fine di individuare la base imponibile dell'ICI, ma non esclude affatto l'utilizzabilità della rendita medesima, una volta notificata, a fini impositivi anche per annualità d'imposta "sospese", ovverosia suscettibili di accertamento e/o di liquidazione e/o di rimborso" (Cass. sez. un. 3160/11). 
Si tratta di una ordinanza che interessa tutti quei comuni virtuosi che decidono di andare a rivedere l'accatastamento e  le rendite delle abitazioni site in  particolari aree.
QUI TROVATE LA SENTENZA CASSAZIONE SEZ. VI,, N. 1098/2018

IL SISTEMA DI EMERGENZA URGENZA SANITARIO IN PROVINCIA DI LATINA E LE DISUGUAGLIANZE

DOVE SONO RIMASTI I I SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO
La situazione del sistema di emergenza urgenza della provincia di Latina è ancora basato su quello approvato dalla Regione nel ‘94, senza tener conto che nel frattempo sono stati chiusi molti degli ospedali che che con i loro servizi di proto soccorso assicuravano una pronta risposta in molti casi (Cori, Sezze, Priverno, Gaeta, Minturno). 
In questo modo sono stati conseguentemente eliminati altrettanti posti di Pronto Soccorso che sono stati momentaneamente sostituiti da Punti di Primo Intervento, a loro volta minacciati periodicamente di chiusura a causa del famoso D.I. 70/2015. 
In molti casi non si è in grado di rispettare lo standard di un intervento entro 8 minuti nelle aree urbane.
Si è creata una profonda disuguaglianza rispetto alla Città di Roma dove c'è una copertura maggiore del servizio grazie agli ospedali pubblici, a quelli classificati,  ai policlinici universitari, ecc.....
Il DCA U00257/2017 con cui è stata data attuazione al D.I. 70/2015 prevede la trasformazione dei Punti di Primo Intervento (PPI) in postazioni medicalizzate del 118 al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità che non richiedono trattamento ospedaliero, previa implementazione dell’attività territoriale al fine di trasferire al sistema dell’assistenza primaria le patologie a bassa gravità e che non richiedono trattamento ospedaliero. 
In provincia di Latina ci sono i PPI di Sezze, Cisterna, Cori, Priverno, Sabaudia, Gaeta, Minturno. 
È prevista la possibilità di realizzare ulteriori Case della salute presso i presidi sopra indicati, ma per il momento è stata aperta solo a Sezze, mentre per quella di Gaeta si è in attesa.
La regione ha preso l'impegno di aprire le case della salute mancanti entro il 31 dicembre 2018.

DOVE ERANO GLI OSPEDALI CON IL PRONTO SOCCORSO

IL SERVIZIO SANITARIO REGIONALE DELLA CAMPANIA

Il Monitoraggio dei LEA della Campania ha rilevato nell’anno 2015 delle criticità nel livello di assistenza della prevenzione, ed in particolare nell’area vaccinazioni dei bambini e degli anziani. 
Inoltre sono state rilevate carenze nello screening per la prevenzione dei tumori della cervice uterina, mammella, colon retto.
Altre insufficienze riguardano la sanità animale per l’indicatore «Percentuale di allevamenti controllati per brucellosi ovicaprina, bovina e bufalina». Mancano i posti in strutture che erogano assistenza ai disabili.
Per quanto concerne il livello di assistenza ospedaliera, sono stati segnalati scostamenti rilevanti seppur in miglioramento, per gli indicatori relativi ai parti cesarei primari (48,19% vs 20%) e ai pazienti (età 65+) con diagnosi di frattura del collo del femore operati entro 2 giornate in regime ordinario (19.30% vs 55%).
La Campania (insieme alla Calabria), secondo i dati del Centro per i diritti del Cittadino, sono le due regioni dove si muore di più per cure tardive o sbagliate, con l'81% dei casi di malasanità che si concludono col decesso del paziente. 
La Commissione Parlamentare d'Inchiesta sugli errori in campo sanitario nel quinquennio 2009-2012 ha registrato 570 denunce per malasanità, di cui 117 in Sicilia, 107 in Calabria, 37 in Campania, 36 in Puglia ed Emilia-Romagna. 
Secondo il Co.Di.Ci «La Campania in particolare è una delle regioni che è più a rischio di tutte: tagli al personale, posti letto carenti, chiusura di ospedali e l'utilizzo di sedie a rotelle in mancanza delle barelle».

mercoledì 14 febbraio 2018

RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE, VALORIZZARE LE DIVERSITA'

Venerdì 16 febbraio alle ore 11.00 presso la Fondazione Basso verrà presentato il progetto “Forum sulle Disuguaglianze e le Diversità”, un luogo di pensiero e confronto per informare, discutere e convincere che le disuguaglianze fanno male alle persone, all’economia, al Paese. 
Nato da un’idea e da una proposta della Fondazione Basso, sostenuto da Fondazione Charlemagne, Fondazione con il Sud, Fondazione Enel, Fondazione Unipolis e Legacoop Sociali, è promosso da un gruppo di otto organizzazioni di diversa matrice culturale (ActionAid, Caritas Italiana, Cittadinanzattiva, Dedalus cooperativa sociale, Fondazione Basso, Fondazione di Comunità Messina, Legambiente, UISP) da anni attive in Italia per la riduzione delle disuguaglianze e da un gruppo di ricercatori e accademici impegnati nello studio della disuguaglianza e delle sue negative conseguenze sullo sviluppo.
In coerenza con l’art. 3 della Costituzione Italiana, ha la finalità di contrastare l’aumento crescente delle disuguaglianze sociali, economiche, e di riconoscimento che vanno consolidandosi nel Paese, da un lato aprendo faglie che vengono riempite da paure e da dinamiche autoritarie, dall’altro ostacolando lo sviluppo di forme armoniche e sostenibili di economia. 
Il Forum si propone come luogo di elaborazione di politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze e favoriscano il pieno sviluppo di ogni persona.

I DISTRETTI DEL CIBO: UNA NUOVA OPPORTUNITA'

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che si è tenuta oggi a Bergamo la presentazione nazionale dei Distretti del cibo, un nuovo strumento previsto dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori. 
All'evento, al quale ha preso parte il Presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi, sono state presentate le linee di azione per i nuovi distretti e alcuni esempi di realtà già operative.
I NUOVI DISTRETTI
In questa prospettiva vengono definiti come Distretti del cibo: 
- i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere; 
- i distretti localizzati in aree urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree; 
- i distretti caratterizzati dall'integrazione fra attività agricole e attività di prossimità. 
- i distretti biologici.
Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione integrata territoriale.
COME FUNZIONANO
Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaafpresso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019. 
"C'è bisogno di un salto di qualità nella gestione delle politiche del cibo per far sviluppare ancora i nostri territori. Per questo abbiamo voluto con forza uno strumento di programmazione e progettazione territoriale come i Distretti del cibo. L'esperienza dei distretti - commenta il Ministro Maurizio Martina - va rilanciata e rafforzata, perché a tutela delle imprese agricole vanno costruiti rapporti più stretti nelle filiere e servizi che guardino a tutto il territorio nel suo complesso. Vuol dire mettere insieme imprese, cittadini, associazioni, istituzioni per realizzare obiettivi comuni. È una scelta innovativa, che consente al nostro Paese di guardare allo sviluppo locale e alla tutela del paesaggio con un approccio nuovo. Penso al tema del rapporto tra città e agricoltura, alla più stretta collaborazione tra realtà agricole e attività di prossimità, a partire dai mercati contadini, dall'integrazione col turismo fino ai distretti del biologico, dove la sostenibilità diventa leva di competitività anche fuori dai confini strettamente agricoli. Per la prima volta facciamo una scelta di sostegno chiara, con risorse certe e pluriennali, che aiuteranno lo sviluppo dei progetti. Nell'anno nazionale del cibo italiano e dopo Expo, mettiamo un altro tassello centrale per dare forza al Made in Italy agroalimentare".

LA TUTELA DEL NOSTRO PAESAGGIO TUTELATA DALLA COSTITUZIONE DIMENTICATA DALLA POLITICA

Come sanno anche i bambini l'art. 9 della Costituzione afferma che la Repubblica tutela il paesaggio.
L'Istituto Nazionale di Urbanistica riporta con grande risalto l'articolo apparso ieri sul Corriere della sera sul cemento che si mangia la nostra terra di Giovanna Maria Fagnani.
Trenta ettari al giorno vengono consumati per sempre e sottratti all'agricoltura e al verde.
Il parlamento si è sciolto senza approvare nessuna delle proposte di legge presentate da molti deputati e senatori, già dalla precedente legislatura.
La prossima legislatura sarà quella buona ?
Il fatto è che, secondo l'autrice dell'articolo che anche quando ci sono le leggi non vengono fatte rispettare.
E' il caso della famosa legge Galasso, entrata in vigore nel 1985 ma ignorata da molti dato che in questi anni abbiamo perso 302 km di costa....
Ci sarà qualcuno nel prossimo parlamento che si prenderà a cuore questo problema ?

M'ILLUMINO DI MENO: LA GIORNATA E' IL 23 FEBBRAIO - LA RIDUZIONE DEGLI SPRECHI ENERGETICI

Quest’anno la giornata del 23 febbraio “M’illumino di Meno è dedicata alla bellezza del camminare e dell’andare a piedi. Perché sotto i nostri piedi c’è la Terra e per salvarla bisogna cambiare passo”. 
L'istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha  presentata una locandina informativa che illustra alcune buone prassi e invita le persone a considerare i benefici ambientali derivanti dalle scelte di mobilità più sostenibile
Si propone di:
- percorrere, nella giornata del 23 febbraio 2018, il tragitto casa-lavoro totalmente a piedi o, almeno, parzialmente, per 20/30 minuti;
- condividere l’obiettivo simbolico di raggiungere con il contributo di tutti la luna a piedi con complessivi 555 milioni di passi (!) fino al 23 febbraio, possibilmente inserendo poi anche il proprio numero di passi percorsi nel contapassi digitale.
Come è noto, tale “festa del risparmio energetico”, è connessa, oltre che agli “spegnimenti”, alla riduzione degli sprechi di risorse in tutti gli ambiti (consumi alimentari, mobilità …), a gesti di condivisione, come ci ricorda

martedì 13 febbraio 2018

IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO SULLO SCHEMA DI LINEE GUIDA PER GLI AFFIDAMENTI DI LAVORI, FORNITURE E SERVIZI SOTTO IL VALORE DELLA SOGLIA EUROPEA.

Un tema molto importante nei comuni medi e piccoli è rappresentato dagli affidamenti sottosoglia.
La Commissione speciale del Consiglio di Stato in data 26 gennaio ha reso il parere sulle "Linee guida - Procedure per l'affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici. Aggiornamento sulla base delle disposizioni del d.lgs. n. 56/2017".
La Commissione speciale ne suo parere premette che il raggiungimento dell’intento di introdurre ulteriori elementi di semplificazione per le procedure sotto-soglia non può in ogni caso prescindere dalla garanzia della qualità delle prestazioni e dal rispetto dei principii generali ed indefettibili enunciati all’art. 30 dello stesso Codice: in particolare, pubblicità, trasparenza, libera concorrenza, non discriminazione, proporzionalità. N. 00001/2018 AFFARE Essi non possono non rappresentare la stella polare di ogni intervento regolatorio e di indirizzo in materia di aggiudicazione ed esecuzione di appalti e concessioni pubblici. 
Ragionando ancora in termini generali, in un mercato sempre più rilevante in termini percentuali come quello del “sotto-soglia” ( che conta, secondo quanto risulta dalla relazione AIR all’esame, “un numero globale di affidamenti pari a poco più di 5 milioni all’anno” ), qualsiasi intento di semplificazione non può andare a discapito dei profili della correttezza di tutti i soggetti che in esso operano e della garanzia di “procedure leali”, anche al fine di “combattere efficacemente la corruzione e le frodi” (si veda, in proposito, il considerando n. 126 della Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio), anche in relazione alla necessità di rispettare, nell’aggiudicazione degli appalti pubblici (anche di valore inferiore rispetto alle c.d. soglie comunitarie), i principii del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea e garantire l’uso “più efficiente possibile dei finanziamenti pubblici” (si vedano, in tal senso, i considerando nn. 1 e 2 della Direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio).
Molto importante è lo spazio dedicato nel parere al criterio di rotazione degli affidamenti e degli inviti - che per espressa previsione normativa deve orientare le stazioni appaltanti nella fase di consultazione degli operatori economici da interpellare e da invitare a presentare le offerte - trova fondamento nella esigenza di evitare la così detta asimmetria informativa nel libero mercato a causa del consolidamento di rendite di posizione in capo al contraente uscente (la cui posizione di vantaggio deriva soprattutto dalle informazioni acquisite durante il pregresso affidamento) nonché in capo all’operatore invitato nella precedente procedura di selezione dalla stazione appaltante senza che risultasse affidatario (per il quale tuttavia il rischio di consolidamento della rendita di posizione è certamente attenuato rispetto alla posizione di vantaggio che caratterizza il gestore uscente), soprattutto nei mercati in cui il numero di agenti economici attivi non è elevato. Pertanto, al fine di ostacolare le pratiche di affidamenti senza gara ripetuti nel tempo in favore dello stesso operatore economico, che ostacolino l'ingresso delle micro, piccole e medie imprese e di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori economici potenzialmente idonei ad eseguire il contratto, il principio di rotazione comporta in linea generale che l'invito all'affidatario uscente rivesta carattere eccezionale e debba essere N. 00001/2018 AFFARE adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all'oggetto ed alle caratteristiche del mercato di riferimento (in tal senso, cfr. Cons. St., VI, 31 agosto 2017, n. 4125; Cons. St., V, 31 agosto 2017, n. 4142). La regola della rotazione degli inviti e degli affidamenti - il cui fondamento, come si è visto, è quello di evitare la cristallizzazione di relazioni esclusive tra la stazione appaltante ed il precedente gestore, donde la sua applicabilità a prescindere dalle caratteristiche del procedimento di selezione precedente – ha dunque il fine di riequilibrare e implementare le dinamiche competitive del mercato, in cui il gestore uscente affidatario diretto della concessione di servizi è in una posizione di vantaggio rispetto alle altre concorrenti.