domenica 3 giugno 2018

UN NUOVO ALLARME DELL'ORGANIZZAZIONE MONDALE DELLA SANITA' PER LE MALATTIE CRONICHE

Un nuovo rapporto della Commissione indipendente ad alto livello dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulle malattie non trasmissibili (NCD) richiede un'azione urgente per affrontare le malattie croniche e i disturbi della salute mentale. Richiede un impegno politico di alto livello e l'immediato potenziamento delle azioni per affrontare l'epidemia di malattie non trasmissibili, le principali cause di morte e malattie.
Collettivamente, il cancro, il diabete, il polmone e le malattie cardiache uccidono 41 milioni di persone ogni anno, rappresentando il 71% di tutti i decessi a livello globale, 15 dei quali si verificano tra i 30 ei 70 anni. Il rapporto focalizza l'attenzione sulle crescenti, ma spesso trascurate, sfide come i disturbi mentali e l'obesità.
Il presidente dell'Uruguay, Dr Tabaré Vázquez, ha invitato i leader mondiali a "raddoppiare gli sforzi" per raggiungere l'obiettivo degli Obiettivi di sviluppo sostenibile per ridurre la morte prematura delle malattie non trasmesse di un terzo entro il 2030 e per promuovere la salute mentale e il benessere: "Preservare e migliorare la qualità delle persone della vita è un modo di migliorare la dignità umana per progredire in termini di crescita economica, giustizia sociale e convivenza umana ", ha detto il dott. Vázquez, che ha presentato oggi il rapporto al direttore generale dell'OMS Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus a Ginevra. "La salute è essenziale per la pace e la democrazia. Non si tratta di spendere molto, ma di fare buoni investimenti ".
La Commissione formula sei raccomandazioni nella sua relazione:
  1. -I capi di Stato e di governo dovrebbero assumersi la responsabilità dell'agenda della NCD, piuttosto che delegarla solo ai ministri della salute, poiché richiede collaborazione e cooperazione in molti settori.
  2. I governi dovrebbero identificare e attuare una serie specifica di priorità nell'ambito della NCD e dell'agenda sulla salute mentale, sulla base delle esigenze di salute pubblica
  3. I governi dovrebbero riorientare i sistemi sanitari per includere i servizi di prevenzione e controllo e di salute mentale delle NCD nelle loro politiche e piani di copertura sanitaria universale.
  4. I governi dovrebbero aumentare la regolamentazione efficace, l'impegno appropriato con il settore privato, il mondo accademico, la società civile e le comunità.
  5. I governi e la comunità internazionale dovrebbero sviluppare un nuovo paradigma economico per finanziare le azioni sulle malattie non trasmissibili e la salute mentale.
  6. I governi devono rafforzare la responsabilità nei confronti dei propri cittadini per l'azione sulle NCD e semplificare i meccanismi di responsabilità internazionale esistenti.

"Conosciamo il problema e abbiamo le soluzioni, ma se non aumentiamo i finanziamenti per le NCD e chiediamo a tutte le parti interessate di assumersi le promesse, non saremo in grado di accelerare i progressi", ha dichiarato il co-presidente della Commissione, dott. Sania Nishtar. "L'epidemia delle NCD è esplosa nei paesi a basso e medio reddito negli ultimi due decenni. Dobbiamo muoverci rapidamente per salvare vite umane, prevenire sofferenze inutili e impedire il collasso di sistemi sanitari fragili ".
Soddisfare la promessa di una copertura sanitaria universale, per garantire a tutte le persone in tutto il mondo l'accesso a servizi sanitari di qualità senza subire difficoltà finanziarie, è una delle priorità dell'Oms. 
La relazione della Commissione aiuterà i paesi a orientarsi verso la salute di tutti e ad affrontare sia le malattie non trasmissibili che i killer infettivi.
"L'OMS è stata fondata 70 anni fa con la convinzione che la salute è un diritto umano di essere goduto da tutte le persone, e non un privilegio per pochi", il direttore generale dell'OMS Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Le raccomandazioni di questo rapporto rappresentano un passo importante verso la realizzazione di questo diritto prevenendo la sofferenza e la morte causate da malattie non trasmissibili".
Invitando i capi di Stato e di governo a assumersi la responsabilità ultima per le malattie non trasmissibili, il rapporto, che è stato anche pubblicato simultaneamente sulla rivista medica The Lancet, riconosce la necessità di garantire che i ministeri della salute abbiano l'influenza di cui hanno bisogno per garantire che il problema sia sostenuto la volontà politica e il finanziamento meritano.
La presentazione della relazione al direttore generale dell'OMS è la prima attività della Commissione, che continuerà a fornire un sostegno di alto livello alla comunità NCD, catalizzando azioni e finanziamenti, soprattutto nei paesi.
Il 27 settembre 2018, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ospiterà la terza riunione ad alto livello sulle NCD a New York. La relazione della Commissione aiuterà a consigliare l'OMS mentre si prepara a questa cruciale occasione.
I copresidenti della Commissione comprendono i presidenti di Finlandia, Sri Lanka e Uruguay, il ministro della Sanità della Federazione russa e la dott.ssa Sania Nishtar, una delle principali esperti e difensori delle NCD e un ex ministro federale della sanità del Pakistan. La Commissione comprende i leader della salute e dello sviluppo di governi, società civile e imprese.
Ora vedremo cosa deciderà di fare la neo Ministra on.le Grillo che essendo medico ha già idee molto chiare e condivisibili.

ALTRI CENTO MILIONI A TASSO ZERO DALL'ISTITUTO DI CREDITO SPORTIVO PER I COMUNI

L’istituto per il Credito Sportivo, con il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 24 maggio 2018 con ANCI, ha messo a disposizione degli Enti locali 18 milioni di euro di contributi per ABBATTERE TOTALMENTE GLI INTERESSI di 100 milioni di euro di mutui a tasso fisso, della durata di 15 anni, da stipulare obbligatoriamente entro il 31/12/2018.
I progetti definitivi o esecutivi per i quali è possibile richiedere l’ammissione a contributo devono essere relativi a: costruzione, ampliamento, attrezzatura, miglioramento, ristrutturazione, efficientamento energetico, completamento e messa a norma di impianti sportivi e/o strumentali all’attività sportiva, anche a servizio delle scuole, ivi compresa l'acquisizione delle aree e degli immobili destinati all’attività sportiva.
I beneficiari potranno distribuire le agevolazioni ottenute anche su mutui di durata fino a 25 anni.
Ciascun mutuo potrà godere del totale abbattimento degli interessi sino all’importo massimo di € 2 milioni.
I piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti) potranno ottenere il totale abbattimento degli interessi, su uno o più mutui, sino all’importo massimo complessivo di 2 milioni di euro,iComuni medi (da 5.001 a 100.000,00 abitanti non capoluogo) le Unioni dei Comuni e i Comuni in forma associata sino all’importo massimo complessivodi 4 milioni di euro ei Comuni capoluogo, i Comuni oltre i 100.000,00 abitanti non capoluogo e le Città Metropolitanesino all’importo massimo complessivo di 6 milioni di euro. Gli importi di mutuo eccedenti i predetti limiti saranno concessi a tassi agevolati da un contributo in conto interessi dello 0,70%.
Le istanze potranno essere presentate all’indirizzo PEC icsanci2018@legalmail.it a partire dalle ore 10,00 del 05/07/2018 e non oltre le ore 24,00 del 05/12/2018.
Ciascuna istanza dovrà essere relativa ad un solo progetto o lotto funzionale e sarà esaminata con procedura a sportello ed ammessa a contributo fino ad esaurimento delle risorse stanziate.
I progetti, definitivi o esecutivi, per essere ammessi a contributo devono essere muniti di parere favorevole rilasciato dal CONI, le istanze presentate potranno contenere la semplice richiesta del parere al CONI che però dovrà essere necessariamente acquisito e trasmesso via PEC entro le ore 24:00 del 17 dicembre 2018 (si consiglia di attivarsi il prima possibile per il rilascio del parere all’indirizzo web http://cis.coni.it).
Questo bando segue quelli degli anni precedenti.
Se nonostante questa nuova opportunità qualche Comune ometterà di ristrutturare i propri impianti sportivi lasciandoli in stato di abbandono penso che possa essere richiesto l'intervento della magistratura contabile.

IL CNEL HA ATTRIBUITO PRIORITÀ ALL’ASCOLTO DELLE PARTI SOCIALI E ALLE PROPOSTE NORMATIVE

Il CNEL è un’istituzione fondamentale per la Repubblica Italiana in quanto rende concreto, attraverso la rappresentanza delle forze produttive e sociali, l'articolo 1 della Costituzione, quale organo di democrazia sociale e partecipativa. 
Sulla base del documento programmatico discusso dall’Assemblea sono stati fissati gli obiettivi da perseguire e individuate le attività per l’anno 2018:
1. Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro e la certificazione della rappresentatività delle associazioni firmatarie
2. Analisi della qualità delle politiche pubbliche nazionali
3. Analisi e proposte sulle politiche sociali e del lavoro
4. Analisi della competitività nazionale e modelli previsionali relativi alla complessità economica
5. Politiche europee e internazionali
“Il programma intende consolidare i compiti tradizionalmente svolti dal CNEL e aggiornarli con la sperimentazione di nuove attività in grado di rispondere alle sfide attuali della economia e del lavoro.” – sostiene il Presidente Tiziano Treu – “Su linee programmatiche per il 2018 e sulla loro implementazione si intende aprire un confronto aperto fra le organizzazioni rappresentate all' interno del CNEL e allargare la interlocuzione con rappresentanze di gruppi non ancora presenti nel Consiglio. In particolare si propone di riprendere la idea, già sperimentata in passato, di costituire consulte di ascolto e di proposta coinvolgenti tali gruppi, a cominciare da una consulta dei lavori autonomi e professionali”.

NUOVI FINANZIAMENTI PER LE PISTE CICLABILI COMUNALI

L’istituto per il Credito Sportivo, con il Protocollo d’Intesa sottoscritto il 5 febbraio 2018 con ANCI e Federciclismo, ha messo a disposizione degli Enti locali 9 milioni di euro di contributiper abbattere totalmente gli interessi di 50 milioni di euro di mutuia tasso fisso, della durata di 15 anni, da stipulare obbligatoriamente entro il 31/12/2018, destinati a finanziare investimenti sulle piste ciclabili, i ciclodromie le loro strutture di supportoin possesso delle caratteristiche previste dal punto 5 dell’Avviso pubblico.
I beneficiari potranno distribuire le agevolazioni ottenute anche su mutui di durata fino a 25 anni.
Ciascun Ente locale ammesso potrà godere del totale abbattimento degli interessi, su uno o più mutui, sino all’importo massimo complessivo di 3 milioni di euro che raddoppia a 6 milioni di euro se il beneficiario è un’Unione di Comuni o Comuni in forma associata, un Comune capoluogo, una Città metropolitana o una Provincia. Gli importi di mutuo eccedenti i predetti limiti saranno concessi a tassi agevolati da un contributo in conto interessi dello 0,70%.
Le istanze potranno essere presentate all’indirizzo PEC icspisteciclabili@legalmail.it dalle ore 10:00 del 3 aprile 2018 alle ore 24:00 del 4 dicembre 2018.
Ciascuna istanza dovrà essere relativa ad un solo progetto o lotto funzionale e sarà esaminata con procedura a sportello ed ammessa a contributo fino ad esaurimento delle risorse stanziate.
I progetti, definitivi o esecutivi per essere ammessi a contributo devono essere muniti di parere favorevole rilasciato dal CONI,le istanze presentate potranno contenere la semplice richiesta del parere al CONI che però dovrà essere necessariamente acquisito e trasmesso via PEC entro le ore 24:00 del 17 dicembre 2018 (si consiglia di attivarsi il prima possibile per il rilascio del parere all’indirizzo web http://cis.coni.it).

L'ATTUALITA' DELL'ULTIMO DISCORSO DI MATTEOTTI

Il 30 maggio 1924 Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera dei deputati il suo ultimo discorso.
La Camera dei deputati, riunita sotto la presidenza dell'on.le Rocco, era stata convocata per la convalida degli eletti ma subito l'on.le Presutti chiese il rinvio ad altra seduta di tale convalida per poter esaminare alcune proteste. 
Intervenne subito anche l'on.le Modigliani per sostenere la stessa tesi.
Infine prese la parola l'on.le Matteotti il cui discorso costituisce, oltre che un duro attacco ai suoi avversari politici, un esempio un piccolo gioiello di analisi storico-politica. 
Nel corso del suo intervento il deputato del Partito socialista unitario accusò esplicitamente il regime fascista - che andava gradualmente estendendo la sua influenza nel paese dopo il successo elettorale dello stesso anno - di violenze, intimidazioni e frodi, sia nel corso della campagna elettorale sia durante le operazioni di voto nei seggi. 
Il fascismo, nel corso del biennio 1922-24, aveva operato su un doppio binario: uno legale ed uno relativamente clandestino e illegale. Da un lato il gabinetto Mussolini cercava l’accordo con le forze politiche di centro-destra, liberali e cattolici; dall’altro operava, grazie alla sua milizia, con interventi violenti ed intimidatori, contro gli esponenti dei partiti di opposizione. In questo clima si giunse allo scioglimento della Camera, il 28 gennaio 1924. Le nuove elezioni furono regolate dalla legge-Acerbo, legge elettorale che consentiva alla lista che avesse conseguito almeno il venticinque per cento dei suffragi di ottenere in Parlamento i due terzi dei seggi. 
Palese era - dunque - lo scopo di rafforzare in maniera decisiva il nuovo potere fascista. Del “listone” presentato dal Pnf fecero parte anche uomini politici esterni allo stesso Pnf, che confidavano di smussare le asperità del movimento capeggiato da Mussolini e di ricondurlo su un piano di normalità costituzionale. 
Sull’altro fronte i partiti dell’opposizione si scontrarono circa l’opportunità di prendere parte o meno alla tornata elettorale. Particolarmente duro fu lo scontro tra il Psu dello stesso Matteotti ed il Pcd’I di Togliatti, Gramsci, Terracini: i primi erano contrari alla partecipazione, i secondi favorevoli, per non lasciar campo libero al fascismo. 
La campagna elettorale fu di una violenza inaudita, caratterizzata dagli interventi pesanti delle squadracce fasciste. E di questo clima rovente si fece testimone Matteotti nel suo discorso che, tra l’altro, fu l’ultimo che pronunciò prima del suo assassinio, avvenuto il 10 giugno 1924. L’intervento si svolse in un’atmosfera rissosa, caratterizzata da attacchi ad personam, a opera dei principali esponenti del Pnf, a partire da Roberto Farinacci. Matteotti proseguì comunque nel suo discorso, apostrofando, spesso con ironia, le accuse e le invettive dei fascisti. Nel corso del suo intervento, più volte interrotto, egli chiese, in primo luogo, la non convalida delle elezioni del 6 aprile, proprio in ragione delle violenze che ne avevano caratterizzato lo svolgimento. A tale proposito ricordò fatti di gravità eccezionale, a partire dalle minacce contro i notai che avessero autenticato le firme necessarie per la presentazione delle liste e dai sequestri, ad opera della milizia, dei fogli con le firme già autenticate. 
Minacce – accusava- arrivavano addirittura a coloro che avevano intenzione di candidarsi alle elezioni. A tal proposito Matteotti portò l’esempio dell’onorevole Piccinini, assassinato per aver accettato la candidatura.
Purtroppo il discorso di Matteotti venne interrotto più volte da farinacci ed altri ma egli riuscì a concludere affermando, tra gli applausi dell'estrema sinistra:  "Voi volete ricacciarci indietro. Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano  al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni".  
Alla fine la proposta di Matteotti fu respinta sulla base dell'intervento dell'on.le Casertano presidente della giunta delle elezioni.
Giacomo Matteotti venne assassinato pochi giorni dopo: il 10 del mese di giugno dello stesso anno. 
L'originale del verbale è reperibile sugli Atti parlamentari:

SAVIANO E L'ATTUALITA' DEL MANIFESTO DI VENTOTENE

Sull' Espresso di questa settimana Roberto Saviano riprende un brano del Manifesto di Ventotene (agosto 1941) firmato da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni per sottolinearne l'attualità.
"...tutte queste forze reazionarie, già fin da oggi, sentono che l'edificio scricchiola e cercano di salvarsi. Il crollo le priverebbe di colpo di tutte le garanzie che hanno avuto fin'ora e le esporrebbe all'assalto delle forze progressiste. Ma essi hanno uomini e quadri abili ed adusati al comando, che si batteranno accanitamente per conservare la loro supremazia. Nel grave momento sapranno presentarsi ben camuffati. Si proclameranno amanti della pace, della libertà, del benessere generale delle classi più povere. Già nel passato abbiamo visto come si siano insinuati dentro i movimenti popolari, e li abbiano paralizzati, deviati convertiti nel preciso contrario. Senza dubbio saranno la forza più pericolosa con cui si dovrà fare i conti. Il punto sul quale essi cercheranno di far leva sarà la restaurazione dello stato nazionale. Potranno così far presa sul sentimento popolare più diffuso, più offeso dai recenti movimenti, più facilmente adoperabile a scopi reazionari: il sentimento patriottico. In tal modo possono anche sperare di più facilmente confondere le idee degli avversari, dato che per le masse popolari l'unica esperienza politica finora acquisita è quella svolgentesi entro l'ambito nazionale, ed è perciò abbastanza facile convogliare, sia esse che i loro capi più miopi, sul terreno della ricostruzione degli stati abbattuti dalla bufera"
Purtroppo la reazione è presente ovunque, anche nel più piccolo dei Comuni...
Rileggiamo il  MANIFESTO DI VENTOTENE

sabato 2 giugno 2018

UNA BELLISSIMA MANIFESTAZIONE SPONTANEA DI OLTRE 20.000 CITTADINI CHE HANNO VOLUTO DIMOSTRARE LA LORO SOLIDARIETA' AL PRESIDENTE MATTARELLA

In questi giorni partiti e movimenti vari hanno organizzato manifestazioni in difesa della Costituzione, ma nessuna ha eguagliato quella spontanea che oltre 20.000 cittadini hanno fatto  nei Giardini del Palazzo del Quirinale in occasione della consueta apertura al pubblico del 2 giugno, Festa Nazionale della Repubblica Italiana per salutare di persona il Presidente Sergio Mattarella mentre le bande dell'Aeronautica Militare, dell'Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Marina Militare e dell'Esercito Italiano, eseguivano brani da concerto originale per banda, arrangiamenti di brani dal repertorio classico e colonne sonore.

venerdì 1 giugno 2018

TAGLI ALL'AGRICOLTURA IN ARRIVO DALL'EUROPA...CHE FARA' IL NUOVO GOVERNO ?

Agricoltura, i tagli di Bruxelles colpiscono anche l'Italia: a rischio 2,7 miliardi
„

Appena insediato il nuovo Governo italiano si troverà a dover combattere con un problema a livello europeo.
Secondo quanto riferisce EUROPATODAY , sempre bene informata sulle questioni europee nel quadro del tagli ai fondi per la politica agricola comune europea, a prezzi correnti l'Italia potrebbe perdere 2,7 miliardi nel nuovo bilancio Ue 2021-2027 per il settore agricolo, pari a una riduzione del 6,9% al precedente esercizio 2014-2020. 
il taglio sembra debba essere causato dalla BREXIT e dalla volontà degli stati di non tirare fuori un euro in più rispetto al passato.
Lo hanno indicato fonti comunitarie riportate dall'Agi a margine della presentazione da parte della Commissione europea della proposta per la nuova Pac, la Politica agricola comune.
In totale, la Commissione ha proposto di assegnare più di 36 miliardi di euro all'Italia. 
Nello specifico al nostro paese dovrebbero andare 24,9 miliardi in pagamenti diretti, 2,5 miliardi per misure di sostegno al mercato e 8,9 miliardi per lo sviluppo rurale.
L'esecutivo comunitario ha previsto un bilancio complessivo per l'agricoltura di 365 miliardi, circa 43 in meno rispetto al periodo 2014-2020.
Dovremo tornare con il pensiero al Ministro Marcora che si batteva come un leone e con competenza a livello europeo per difendere l'agricoltura italiana ?
“

IL NUOVO GOVERNO E LA SPENDING REVIEW. ENTRO IL 31 MAGGIO IL GOVERNO AVREBBE DOVUTO....

Al fine di potenziare l’approccio top-down della programmazione finanziaria e realizzare un maggior grado di strutturazione e sistematicità del processo di revisione della spesa, l’articolo 22-bis della legge 196/2009, come introdotto dall’articolo 4, comma 1 del decreto legislativo 90/2016, ha previsto l’introduzione dell’attività di spending review nel ciclo di bilancio.
In particolare il  decreto legislativo del 12 maggio 2016, n. 90 reca «Completamento della riforma della struttura del bilancio dello Stato, nel rispetto dei criteri e principi direttivi dell'art. 40, comma 2, lettera h) e lettera i) della legge 31 dicembre 2009, n. 196»
A sua volta l'art. 22-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, introdotto dall'art. 4 del citato decreto legislativo del 12 maggio 2016, n. 90 e successive modificazioni, dispone che nell'ambito del contributo dello Stato alla definizione della manovra di finanza pubblica, sulla base degli obiettivi programmatici indicati nel Documento di economia e finanza e di quanto previsto dal cronoprogramma delle riforme indicato nel suddetto documento programmatico, entro il 31 maggio di ciascun anno, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, siano definiti obiettivi di spesa per ciascun Ministero.
Il predetto art. 22-bis,  specifica che tali obiettivi sono riferiti al successivo triennio e possono essere definiti in termini di limiti di spesa, comprendendo in essi anche eventuali risorse aggiuntive rispetto a quelle previste a legislazione vigente, e di risparmi da conseguire, anche tenendo conto delle eventuali ulteriori iniziative connesse alle priorità politiche del Governo.
Il nuovo processo è stato attuato per la prima volta nel 2017 con riferimento al triennio di programmazione 2018-2020. 
L’obiettivo complessivo, stabilito dal DEF 2017 in almeno un miliardo di euro per ciascun anno di risparmi strutturali di spesa in termini di indebitamento netto, è stato ripartito tra i Ministeri con il DPCM del 28 giugno 2017. Lo stesso provvedimento ha previsto che le proposte di riduzione della spesa, definite con il disegno di legge di bilancio 2018-2020, dovevano operare attraverso: 
i) la revisione di procedure amministrative o organizzative per il miglioramento dell’efficienza; 
ii) il definanziamento di interventi già previsti; 
iii) la revisione dei meccanismi o parametri che regolano l'evoluzione della spesa, determinati sia da leggi sia da altri atti normativi, ovvero la soppressione di disposizioni normative di spesa vigenti in relazione alla loro efficacia o priorità. 
Le spese per investimenti fissi lordi, calamità naturali ed eventi sismici, immigrazione e contrasto alla povertà, ritenute prioritarie dal Governo, sono state escluse dall’ambito di intervento. 
Le proposte di riduzione della spesa avanzate dai Ministeri, formulate in coerenza con l’obiettivo specifico di ciascun Ministero, sono confluite definitivamente nella legge di bilancio 2018-2020. 
Tenuto conto che il Documento di Economia e Finanza 2018 (DEF) predisposto dal Governo Gentiloni ha conservato l'impostazione precedente ma è mancata l'adozione del nuovo DPCM (che come detto avrebbe dovuto essere approvato entro il 31 maggio 2018) il nuovo Governo si troverà già con una serie di adempimenti urgenti da fronteggiare....
Così anche se il prof. Cottarelli non è non nuovo Governo si dovrà affrontare comunque la spending review....

FINALMENTE POTRANNO ESSERE NOMINATE LE COMMISSIONI PARLAMENTARI

La nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri e il loro conseguente insediamento chiude finalmente la fase di paralisi del Parlamento, ora finalmente potranno essere costituite le Commissioni  sia alla Camera che al Senato assegnando i posti in base agli schieramenti che si sono delineati tra maggioranza e opposizione. 
Comincerà così l'esame dei moltissimi disegni di legge già presentati e delle numerose Petizioni, tra le quali c'è quella che ho inviato io sulla riforma delle autonomie locali.
La situazione cominciava a diventare imbarazzante tanto che alcuni parlamentari stavano studiando un sistema per riuscire a superare il problema in qualche modo pur di poter lavorare....
La prolungata mancanza di un governo ha impedito la costituzione di molti organi parlamentari: 28 commissioni permanenti, 10 commissioni bicamerali, 5 giunte, 4 delegazioni presso organi internazionali, 1 comitato legislativo e 13 commissioni d'inchiesta (una media tra bicamerali e monocamerali)

FATTO IL GOVERNO


Con Decreto in data 31 maggio 2018 , pubblicato sulla G.U. n. 126 del 1° giugno, il Presidente della Repubblica Mattarella ha nominato il nuovo Presidente del Consiglio nella persona del prof. Giuseppe Conte 
Con altro decreto in pari data, sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, il Presidente della repubblica ha nominato 

Ministri senza portafoglio: 
 a) l'onorevole dottor Riccardo Fraccaro; 
 b) la senatrice avvocato Giulia Bongiorno; 
 c) la senatrice avvocato Erika Stefani; 
 d) la senatrice Barbara Lezzi; 
 e) l'onorevole dottor Lorenzo Fontana; 
 f) il professor Paolo Savona. 
 Sono nominati Ministri: 
- degli affari esteri e della cooperazione internazionale: il professor avvocato Enzo Moavero Milanesi; 
- dell'interno: il senatore Matteo Salvini; 
- della giustizia: l'onorevole avvocato Alfonso Bonafede; 
- della difesa: la dottoressa Elisabetta Trenta; 
- dell'economia e delle finanze: il professor Giovanni Tria; 
- dello sviluppo economico e del lavoro e delle politiche sociali: l'onorevole Luigi Di Maio; 
- delle politiche agricole alimentari e forestali: il senatore Gian Marco Centinaio; 
- dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare: il generale Sergio Costa; 
- delle infrastrutture e dei trasporti: il senatore Danilo Toninelli; 
- dell'istruzione, dell'università e della ricerca: il dottor Marco Bussetti; 
- dei beni e delle attività culturali e del turismo: il dottor Alberto Bonisoli; 
- della salute: l'onorevole dottoressa Giulia Grillo.
Ora si passa alla fase di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri come la scelta del Capo di Gabinetto, del capo dell'ufficio legislativo, del Capo della segreteria, ecc., tutte figure indispensabili per far funzionare la macchina amministrativa. 
Per quanto riguarda la nomina dei sottosegretari come anticipato dai due vice presidenti l'accordo è che  un ministro della lega sarà affiancato da un vice del M5S e vice versa.

L'EREDITA' DEL MINISTRO TONINELLI: IL CODICE DEI CONTRATTI E I DECRETI ATTUATIVI MANCANTI

Si è tenuta oggi la prima seduta del Consiglio dei Ministri.
Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti è andato il Ministro Toninelli.
Una delle prime cose che dovrà prendere in esame sarà quella dello stato di attuazione del nuovo Codice dei contratti pubblici che risulta mancante della maggiore parte dei provvedimenti attuativi: solo 15 quelli pubblicati in Gazzetta Ufficiale. 
È questa la situazione che lo scioglimento delle camere ha consegnato al nuovo governo .
Nonostante le aspettative si assiste alla  mancata semplificazione del sistema.
La cabina di regia che avrebbe dovuto governare l'attuazione del codice non ha dato segni di vita.  
In particolare, il decreto sulla qualificazione delle stazioni appaltanti (art. 38 del codice), che doveva essere emesso entro il 18 luglio 2016, sembra essere finito in una palude. 
Molti i ritardi proprio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti mentre l'ANAC ha proseguito a produrre aggiornamenti delle Linee guida e un bando-tipo (e altri ne seguiranno).
Molti imprenditori lamentano  il rallentamento del settore delle opere pubbliche attribuendone la causa ai ritardi dell'attuazione completa del Codice.
Adesso il nuovo governo dovrà decidere come muoversi decidendo che fare del codice e dei suoi provvedimenti di attuazione. 
Secondo i tecnici del settore sarà importante fare attenzione a non compromettere i piccoli passi avanti compiuti nell' anno che si è chiuso e a non destabilizzare ulteriormente amministrazioni e operatori economici.