lunedì 8 giugno 2015

PIU' DIGITALIZZAZIONE = MENO CORRUZIONE

Nel corso dell’ultimo FORUM PA tenutosi alla fine di maggio è stato dato ampio spazio all’intervento del responsabile dei Sistemi informativi della Corte dei Conti sula questione del rapporto intercorrente tra digitalizzazione e corruzione. La cosa è naturalmente nota da anni e già molte pubbliche amministrazioni si sono orientate verso l’utilizzo dell’informatica per migliorare l’organizzazione, governare i processi (Business Process re-Engineering), con particolare riguardo a quelli tecnico-amministrativi, integrare la banche dati, gestire la cronologicità delle pratiche (protocollo informatico), gli interventi di manutenzione, la gestione dei magazzini, la scadenza dei farmaci, ecc. Sin dagli anni ’70 in alcuni settori della P.A. era stata intuita l’utilità dell’informatica e così i Monopoli di Stato da Piazza Mastai a Trastevere erano collegati in rete con tutti i depositi in Italia, il Ministero della sanità aveva informatizzato la Direzione del farmaceutico, ma erano ancora casi rari. Alla fine degli anni ’80 era ancora quasi addormentata su questi temi specialmente a livello di amministrazioni locali e nel Servizio sanitario Nazionale che cominciava a muovere i primi passi. All’epoca lavoravo alla USL RM31 (Marino e Ciampino) e informatizzammo i magazzini in modo da tenere sotto controllo tutti i beni mobili con particolare riguardo a quelli di consumo dalla consegna alla distribuzione nei reparti e ogni tre mesi il primario riceveva un report con quanto gli era stato consegnato con scadenze e relativo valore. Ma all’epoca questo lavoro non era molto apprezzato dal personale di assistenza che cominciava a vedersi controllato, ma neanche da alcuni medici un poco all’antica...Ma è negli enti locali che l’introduzione di un sistema informatico integrato potrebbe dare risultati superiori alle attese abbattendo i costi della corruzione e migliorando grandemente al qualità del lavoro per non parlare della soddisfazione degli utenti. All’inizio di questo secolo, trovandomi a lavorare come Direttore generale al Comune di Formia mi offrii di sperimentare il nuovo protocollo informatico che la Regione Lazio aveva predisposto, ma che aveva bisogno ancora di essere testato in un ente locale. Fu una rivoluzione, nessuno poteva più lasciare numeri liberi (per esigenze future), tutta la posta in arrivo era centralizzata, il clientelismo di alcuni uffici era finito. Il sistema informatico permise poi un effettivo snellimento delle procedure. Ci furono infatti da parte di qualche dirigente alcune resistenze e ci volle molta determinazione, ma anche molta pazienza, comunicazione e formazione per arrivare alla fine. Ma poi fu una soddisfazione. I risultati furono presentati in un convegno tenutosi all'inizio del 2005 presso la sala consiliare. Ancora oggi molti Comuni non hanno digitalizzato il settore urbanistica, così ogni fascicolo può sparire e ricomparire per “sistemare” la cubatura ecc. La trattazione delle pratiche là dove ancora non è arrivata l’informatizzazione è lasciata alla discrezionalità del funzionario, mentre dovrebbero essere gestite (grazie al protocollo informatico) direttamente dal P.C. in base all’ordine di trasmissione e di assegnazione dal protocollo (in automatico). Con questo sistema il Ministero della salute ha abolito da alcuni anni le pratiche sulle scrivanie ed i fascicoli sono solo digitali. Certamente così è anche più facile vedere chi lavora, quante pratiche ha trattato, o quanto tempo qualcuno la tiene sul tavolo. Alcuni Comuni hanno anche messo on-line uno strumento per consentire al cittadino di seguire tramite il sito web l’andamento della pratica consegnata, se non è trasparenza questa…e così più digitalizzazione diventa anche meno corruzione. Come ha detto durante il Forum P.A. Luca Attias, Direttore generale dei sistemi informatici della corte dei Conti la corruzione, l’inefficienza, la cultura della raccomandazione possono essere combattute anche con l’informatica ma la digitalizzazione è ostacolata proprio dalla corruzione, dall’inefficienza e dalla cultura del favore e della raccomandazione. Purtroppo l’Italia occupa anche nella graduatoria che studia il rapporto tra digitalizzazione e corruzione un posto molto baso nel ranking mondiale….anche qui c’è tanto da fare, ma si può e si deve cominciare anche dal basso sollecitando enti locali ed ASL.Nel corso dell’ultimo FORUM PA tenutosi alla fine di maggio è stato dato ampio spazio all’intervento del responsabile dei Sistemi informativi della Corte dei Conti sula questione del rapporto intercorrente tra digitalizzazione e corruzione. La cosa è naturalmente nota da anni e già molte pubbliche amministrazioni si sono orientate verso l’utilizzo dell’informatica per migliorare l’organizzazione, governare i processi (Business Process re-Engineering), con particolare riguardo a quelli tecnico-amministrativi, integrare la banche dati, gestire la cronologicità delle pratiche (protocollo informatico), gli interventi di manutenzione, la gestione dei magazzini, la scadenza dei farmaci, ecc. Sin dagli anni ’70 in alcuni settori della P.A. era stata intuita l’utilità dell’informatica e così i Monopoli di Stato da Piazza Mastai a Trastevere erano collegati in rete con tutti i depositi in Italia, il Ministero della sanità aveva informatizzato la Direzione del farmaceutico, ma erano ancora casi rari. Alla fine degli anni ’80 era ancora quasi addormentata su questi temi specialmente a livello di amministrazioni locali e nel Servizio sanitario Nazionale che cominciava a muovere i primi passi. All’epoca lavoravo alla USL RM31 (Marino e Ciampino) e informatizzammo i magazzini in modo da tenere sotto controllo tutti i beni mobili con particolare riguardo a quelli di consumo dalla consegna alla distribuzione nei reparti e ogni tre mesi il primario riceveva un report con quanto gli era stato consegnato con scadenze e relativo valore. Ma all’epoca questo lavoro non era molto apprezzato dal personale di assistenza che cominciava a vedersi controllato, ma neanche da alcuni medici un poco all’antica...Ma è negli enti locali che l’introduzione di un sistema informatico integrato potrebbe dare risultati superiori alle attese abbattendo i costi della corruzione e migliorando grandemente al qualità del lavoro per non parlare della soddisfazione degli utenti. All’inizio di questo secolo, trovandomi a lavorare come Direttore generale al Comune di Formia mi offrii di sperimentare il nuovo protocollo informatico che la Regione Lazio aveva predisposto, ma che aveva bisogno ancora di essere testato in un ente locale. Fu una rivoluzione, nessuno poteva più lasciare numeri liberi (per esigenze future), tutta la posta in arrivo era centralizzata, il clientelismo di alcuni uffici era finito. Ci furono infatti da parte di qualche dirigente alcune resistenze e ci volle molta determinazione, ma anche molta pazienza, comunicazione e formazione per arrivare alla fine. Ma poi fu una soddisfazione. Ancora oggi molti Comuni non hanno digitalizzato il settore urbanistica, così ogni fascicolo può sparire e ricomparire per “sistemare” la cubatura ecc. La trattazione delle pratiche là dove ancora non è arrivata l’informatizzazione è lasciata alla discrezionalità del funzionario, mentre dovrebbero essere gestite (grazie al protocollo informatico) direttamente dal P.C. in base all’ordine di trasmissione e di assegnazione dal protocollo (in automatico). Con questo sistema il Ministero della salute ha abolito da alcuni anni le pratiche sulle scrivanie ed i fascicoli sono solo digitali. Certamente così è anche più facile vedere chi lavora, quante pratiche ha trattato, o quanto tempo qualcuno la tiene sul tavolo. Alcuni Comuni hanno anche messo on-line uno strumento per consentire al cittadino di seguire tramite il sito web l’andamento della pratica consegnata, se non è trasparenza questa…e così più digitalizzazione diventa anche meno corruzione. Come ha detto durante il Forum P.A. Luca Attias, Direttore generale dei sistemi informatici della corte dei Conti la corruzione, l’inefficienza, la cultura della raccomandazione possono essere combattute anche con l’informatica ma la digitalizzazione è ostacolata proprio dalla corruzione, dall’inefficienza e dalla cultura del favore e della raccomandazione. Purtroppo l’Italia occupa anche nella graduatoria che studia il rapporto tra digitalizzazione e corruzione un posto molto baso nel ranking mondiale….anche qui c’è tanto da fare, si può e si deve cominciare anche dal basso sollecitando enti locali ed ASL, perchè il tempo è passato e come ha detto Attias ci troviamo in una emergenza inconsapevole:

domenica 7 giugno 2015

IL RENDICONTO 2014 DEL COMUNE DI SABAUDIA

Finalmente la presentazione del BILANCIO SOCIALE 2014 del Comune di Sabaudia.
Una rendicontazione ed una analisi molto precisa delle entrate (e delle relative scelte tra quelle tributarie e quelle extratributarie) e di come sono stati spesi i soldi della comunità nel 2014. 
Disponibile ora sul sito www.slideshare a questo indirizzo:


http://www.slideshare.net/francobrugnola/bilancio-sociale-2014-analisi-fb

INVIATA UNA PETIZIONE ALLA PRESIDENTE DELLA CAMERA PER PROPORRE MODIFICHE ALLA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE PER LA PARTE RIGUARDANTE LA P.A. LOCALE

Dopo aver studiato ancora stamane la proposta di riforma della P.A. presentata dal Governo e predisposta dal Ministro Madia, specialmente alla luce dei rischi che potrebbero correre le Pubbliche amministrazioni locali senza un rafforzamento dei sistemi per l'integrità con particolare attenzione ai controlli interni, ho pensato di fare ricorso all'art. 109 del regolamento della Camera che consente a qualunque cittadino di presentare una petizione che sarà esaminata dalla commissione competente. Un sistema molto trasparente (sul sito web della Camera è possibile anche sapere quando sarà discussa) che consente ai cittadini di partecipare addirittura alla funzione legislativa. nella petizione oltre a pensare a rendere obbligatoria la figura del Direttore generale al posto del Segretario comunale, si parla anche dell'OIV un organo che dovrebbe essere indipendente, ma che invece viene nominato dal Sindaco, così altro che terzietà....

sabato 6 giugno 2015

LA RIFORMA DELLA P.A. NEGLI ENTI LOCALI: LA FIGURA DEL CITY MANAGER

I recenti avvenimenti del Comune di Roma (ma non solo) hanno fatto constatare in maniera molto chiara che tutti gli interventi messi in atto per rispettare le norme anticorruzione (nonostante il grande impegno del Presidente dell’ANAC, ma si tratta di storia recente) sono stati vani e che per contrastare concretamente questo fenomeno sia necessario intervenire in maniera più profonda nella scelta della classe politica (obiettivo questo importantissimo ma che esula dalla presente articolo) e nell’organizzazione della P.A. con particolare riguardo a quella gli enti locali. Nella proposta di legge n. 3098, attualmente in esame da parte della Camera dei Deputati è tra l’altro prevista la soppressione della figura del Segretario comunale; al riguardo per esperienza diretta (avendo svolto sia l'incarico di Direttore generale, che quello di Capo gruppo in Comuni di medie dimensioni) sono d'accordo sul fatto che il ruolo svolto da questi dirigenti sia oggi sempre più marginale, ma ritengo che la loro soppressione, per i compiti che ancora, giustamente sono loro attribuiti (proprio per l’anticorruzione) aprirebbe la porta a nuovi e più profondi problemi all’interno degli enti locali. La gran maggioranza dei Comuni italiani appartiene alla fascia sotto i cinquantamila abitanti (7894 su un totale di 8092) e molto spesso l’unico dirigente oggi presente è il Segretario generale (con compiti peraltro molto limitati), così tutti i Settori dell’amministrazione sono affidati a funzionari di livello “D” ai quali viene conferita la c.d. “posizione organizzativa”, con delega ad adottare determinazioni (che sarebbero atti propri della dirigenza) che sono controllate successivamente solo a campione. Di fatto l’organizzazione amministrativa dei Comuni è oramai sempre più disgregata e i titolari delle posizioni organizzative sono di fatto dei collaboratori degli assessori se non addirittura dei consiglieri delegati (figura questa fortemente contestata dal Ministero dell'Interno e oggetto di numerose decisioni della Giustizia Amministrativa). Penso pertanto che sia opportuno che si intervenga per migliorare il testo in discussione definendo in maniera più chiara il ruolo di chi ha un incarico politico da chi ha la responsabilità degli uffici, sostituendo alla figura del Segretario comunale quella di un Direttore generale che abbia effettivi poteri non solo di controllo (a posteriori), ma sia un vero manager (come avviene nelle democrazie del nord Europa), che risponda anche della gestione e al quale debbano fare effettivo riferimento tutti i dirigenti e i titolari delle posizioni organizzative. La possibilità offerta ai Sindaci sin dal legislatore del 1997 (comma 10 dell’art. 6 della legge 127/1997) per la nomina da parte dei Sindaci di un Direttore generale è in gran parte fallita sia per il fatto di essere facoltativa, ma anche perché non è stato previsto alcun requisito specifico né particolari procedure per la sua scelta o specifici requisiti. La precarietà dell’incarico (a tempo determinato e comunque legato alla durata del mandato del Sindaco) ha contribuito a condizionarne l’autorevolezza nei confronti dei dirigenti responsabili dei servizi. La figura del Direttore generale ha, peraltro, suscitato da subito perplessità circa la sua coerenza con il principio di distinzione tra sfera politica e gestionale nell’ente locale. Ritengo che i tempi siano maturi per fare un salto di qualità e completare il lavoro avviato tanti anni fa sopprimendo sì la figura del Segretario generale, ampiamente superata dai tempi e del modo in cui molti l’hanno svolta, ma sostituendola con quella di un vero city manager in possesso di requisiti specifici che abbia un contratto a tempo indeterminato con l’ente locale (acquisito attraverso un concorso pubblico), e che sia responsabile di tutti gli aspetti amministrativi, incluse le condizioni di lavoro, le strutture del Comune e la gestione delle pratiche. Insomma un vero e proprio Chief Executive Officer (CEO) o, come definito negli U.S.A: un Chief Administrative Officer. Grazie a questa figura sarà possibile realizzare finalmente la trasformazione del Programma di mandato della Giunta in un vero e proprio management by objectives per poter dare risposte concrete alle attese dei cittadini. Nel decreto legislativo delegato potranno essere definiti i requisiti, le competenze e le modalità di reclutamento della nuova figura che, almeno secondo me potrebbe realizzare anche una corretta distinzione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo e gestionali previste dall’art. 4 del D.lgs 165/2001.

L'ANTICORRUZIONE TRA CANTONE E PAPA FRANCESCO


Secondo il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, intervenuto ad un seminario presso l'università di Pisa,  per sconfiggere la corruzione e le mafie la repressione non basta, è necessario anche un intervento culturale e riconoscere maggiore importanza ai piani anticorruzione dei comuni perchè essi sono determinanti nella prevenzione. “Questi strumenti, ha spiegato, sono capaci di valorizzare le energie migliori nelle singoli amministrazioni purchè essi siano utilizzati bene ovvero facendo una reale valutazione dei rischio sul territorio e non solo come un altro adempimento burocratico imposto dall'alto. Molti Comuni hanno adottato il Piano anticorruzione, spesso è fatto abbastanza bene, ma chi lo ha letto? Le cose in molti casi seguitano a proseguire come prima, i cittadini non avvertono alcun cambiamento....Della tanto attesa rotazione dei dirigenti poi nemmeno lì'ombra. Quanto si legge sui giornali in questi giorni non ha scosso nessuno oltre le mura del Comune di Roma e tutto procede nel massimo silenzio. Intanto Papa Francesco seguita a lanciare messaggi agli animi degli italiani perchè si risveglino. Un tempo c'era Berlinguer che sollevò il problema della "questione morale", ma ora?  

LA RIVISTA LEFT DEDICA SEI PAGINE AL PARCO DEL CIRCEO E A SABAUDIA

Sul n. 21 del settimanale LEFT in edicola questa settimana c'è un bellissimo articolo di Ilaria Giupponi e Filippo Treiani intitolato "La stretta del cemento sul patrimonio dell'UNESCO" i cui si parla del Parco Nazionale del Circeo e della città di Sabaudia. Le foto molto belle sono di Stefano D'Amadio, qui ripreso alla Piscina della Verdesca mentre prepara la sua Canon sul Manfrotto. Un articolo molto documentato. ma sulla rivista troverete altre cose interessanti.

venerdì 5 giugno 2015

PUBBLICATI I NUOVI STANDARD OSPEDALIERI

Sulla G.U. n. 127 del 4 giugno scorso è stato pubblicato il DECRETO del Ministro della salute 2 aprile 2015, n. 70 sul quale si trova il  "Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera". Si tratta di un provvedimento molto atteso che ha superato tutti i passaggi previsti dalla procedura e che costringerà molte regioni a rivedere i programmi e il numero dei posti letto attribuiti alle ASL e alle Aziende ospedaliere sulla base del nuovo standard 3,7 pl per abitante. Anche la regione Lazio dovrà procedere al riadeguamento dei posti letto, mi auguro che vengano tenuti nel debito conto i dati aggiornati della popolazione.
Lo potete scaricare da questo link:

http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/downloadPdf?dataPubblicazioneGazzetta=20150604&numeroGazzetta=127&tipoSerie=SG&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&estensione=pdf&edizione=0

giovedì 4 giugno 2015

ANCORA SUL RIACCERTAMENTO DEI RESIDUI ATTIVI E PASSIVI DEL COMUNE DI SABAUDIA

A Sabaudia negli ultimi quindici anni sono stati approvati bilanci in cui le entrate accertate non trovavano poi che un riscontro molto limitato tra quelle effettivamente riscosse, quindi con una scarsa capacità di riscossione creando quelli che, in termini tecnici, si chiamano: residui attivi. Il problema dei residui attivi e passivi degli enti locali è un problema che si trascinava da anni in molti Comuni, con bilanci falsati da spese certe e da entrate incerte, ma solo ora, anche grazie all’opera della Corte dei Conti, il legislatore ha deciso di affrontarlo con il riaccertamento straordinario dei residui disposto con le norme introdotte dal D.lgs 126/2014. La Corte dei Conti è dovuta intervenire a questo proposito anche nei confronti dell’amministrazione comunale di Sabaudia con la deliberazione n. 61/2012 rilevando: 1)     Criticità inerenti all'attendibilità del risultato contabile di amministrazione (tra l’altro riguardo a vincoli pretermessi derivanti dalla gestione in conto residui), 2)     Criticità inerenti alla veridicità, liquidabilità e solidità dell’avanzo di amministrazione, 3)     Criticità nella gestione della liquidità, 4)     Irregolare imputazione fra i servizi in conto terzi di partite correnti, 5)     Mancato aggiornamento degli inventari, 6)     Mancata predisposizione del rapporto sulla correntezza dei pagamenti. Esisteva una scarsa affidabilità dei residui attivi (nel 2014 è stata pari al 30%) e di fatto molti residui oramai divenuti inesigibili, specialmente quelli attivi, erano mantenuti al fine di dare una visione illusoria della realtà effettiva dei bilanci che in tal modo venivano chiusi in pareggio (o addirittura in avanzo) anziché in disavanzo come nella realtà sarebbe stato più corretto fare. Al termine dell’operazione di riaccertamento straordinario, disposta dal nostro Comune con la deliberazione n. 44/2015 i residui attivi al 1° gennaio 2015 dovranno rappresentare crediti effettivi ed esigibili dell’ente nei confronti di terzi e costituire il punto di partenza della nuova programmazione e gestione delle entrate secondo il principio di competenza potenziata. Anche il rendiconto 2014, in applicazione del nuovo principio della competenza finanziaria potenziata, è stato oggetto di una rivisitazione complessiva, tendente a garantire il superamento di tutte le criticità contenute nella rappresentazione contabile derivante dall’ applicazione dell’ordinamento vigente. Dal prospetto allegato alla citata deliberazione n. 44, relativo al calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) si rileva che complessivamente i residui accertati e non incassati dal 2010 al 2014 sono stati pari ad € 14.490.409,72; si tratta di una somma rilevante con la quale sarebbe stato possibile fare molte cose per la nostra città e che purtroppo a causa della scarsa capacità di riscossione sono andati perduti. Ma sarebbe interessante leggere l’elenco dei crediti che in tal modo sono stati cancellati. Dalle premesse della citata del. 44/2015 si rileva inoltre che “…a seguito delle suddette cancellazioni e re imputazioni, si origina un risultato di amministrazione 2014, al 1° gennaio 2015 negativo (disavanzo) di € 1.944.562,34”. Quindi il termine disavanzo viene usato appropriatamente nella deliberazione e non è una invenzione della opposizioni. A questa somma deve essere aggiunto l’accantonamento per rischi di soccombenza nelle vertenze giudiziarie, che è stato determinato in € 1.242.022,19 nonché il calcolo della quota per indennità di fine mandato dell’attuale Sindaco, pari ad € 5.000,00. Soltanto poco tempo prima, con la deliberazione n. 34, che reca la data del 31 marzo era stato approvato il rendiconto 2014 che reca un avanzo di € 112.831,70. Ma le perplessità sui conti anche recenti non finiscono qui, infatti anche sul rendiconto 2013 troviamo che: a fronte di un avanzo dichiarato (deliberazione del Consiglio comunale n. 8 del 15 maggio 2014), che reca un avanzo di amministrazione di € 470.851,87, i Revisori dei Conti hanno opposto nella loro relazione a quel rendiconto (pag. 13) un risultato negativo (disavanzo) pari ad € 734.367,17.  A ciò si aggiunga che, sempre i Revisori dei conti nella relazione al rendiconto 2014 hanno affermato che la gestione del comparto residui è quella che presenta le maggiori criticità di ordine sostanziale (quindi non formale). Non sembra quindi che il nuovo Collegio dei revisori sia stato tenero nei confronti dell’attuale Giunta.

COMPOSIZIONE COMMISSIONI AGGIUDICATRICI APPALTI CON IL CRITERIO DELL'OFFERTA PIU' VANTAGGIOSA

In base all’art.84 del Codice degli appalti (D.lgs 153/2006 e successive modificazioni e integrazioni, quando la scelta della migliore offerta avviene con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la valutazione è demandata ad una commissione giudicatrice, che opera secondo le norme stabilite dal regolamento. La commissione, nominata dall’organo della stazione appaltante competente ad effettuare la scelta del soggetto affidatario del contratto, è composta da un numero dispari di componenti, in numero massimo di cinque, esperti nello specifico settore cui si riferisce l'oggetto del contratto. La commissione è presieduta di norma da un dirigente della stazione appaltante e, in caso di mancanza in organico, da un funzionario della stazione appaltante incaricato di funzioni apicali, nominato dall'organo competente.  I commissari diversi dal Presidente non devono aver svolto né possono svolgere alcun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta. Al riguardo in questi anni si è sviluppata una interessante giurisprudenza, ormai stabilizzata, secondo cui la presidenza spetta ad un dirigenze del Comune (vedi art. 107, comma 3 lett. a e b) del TUEL), il quale può anche aver svolto il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento (RUP). Poiché la materia è oggetto di notevole contenzioso a causa degli interessi in gioco, è importante adottare atti che siano inattaccabili (Consiglio di Stato sez. V n. 6029/2004; Cons. Stat. Sez.V n. 5322/2003, TAR veneto Sez. I n. 174/201, TAR Umbria Perugia, sez. I, n. 199/2009, ecc.). Anche l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (AVCP) ha avuto occasione di occuparsi della materia con il Parere n. 46 del 31 marzo 2012 che perviene alle medesime conclusioni citando a sostegno altra giurisprudenza (TAR Lazio, Sez.III n. 1172/2011, TAR Liguria, Genova, Sez. II, n. 233/2010, TAR Campania, Napoli, Sez. I, n. 4975/2011). È importante considerare anche l’operato di una amministrazione e assumere comportamenti omogenei nel tempo su questi punti: ad esempio se in una gara si è deciso di escludere dal ruolo di presidente della commissione di aggiudicazione un funzionario con funzioni di dirigente e di responsabile di un settore del Comune, avendo svolto la funzione di RUP, appare perlomeno strano che poi, presso lo stresso Comune, in altra occasione un altro dirigente che ha svolto la funzione di RUP venga incaricato di svolgere la funzione di presidente. A ciò si aggiunga il numero dei componenti che deve essere rigorosamente dispari, oltre al segretario. Nella normativa non si ritrova alcuna disposizione che preveda la presenza in commissione di altre figure.


martedì 2 giugno 2015

Adeguamento della Rete dell'Emergenza della Città di Roma per il Giubileo Straordinario 2015 Stralcio Piano Decennale in Materia di Edilizia Sanitaria ex Art. 20, Legge 11 Marzo 1988, N. 67 - Strutture Sanitarie

Sul supplemento n. 44 del BUR è styato pubblicato il Decreto del Commissario ad Acta 26 maggio 2015, n. U00201 con cui  si provvede all' "Adeguamento della Rete dell’Emergenza della Città di Roma per il Giubileo Straordinario 2015 Stralcio Piano Decennale in Materia di Edilizia Sanitaria ex Art. 20, Legge 11 Marzo 1988, N. 67 - Strutture Sanitarie - Approvazione del Documento Programmatico e relativi allegati Stanziamento dell’importo a carico della Regione Lazio pari a 1.763.807,26 di cui € 866.551,66 a valere sul Capitolo H22103 Es. Fin. 2015 ed € 897.255,60 sul Capitolo H22527 Es. Fin. 2015". Mi sembra ieri quando il 31 luglio del 1996 portammo finalmente in Giunta  i progetti per la prima attuazione dell'art. 20 della L. 67/88, che erano stati fermi per anni. Grazie a quei fondi, il cui utilizzo era stato sollecitato vivamente dall'allora Ministro Guzzanti fu possibile per la prima volta dopo la guerra intervenire per l'adeguamento e la messa a norma dei molti ospedali della Capitale e delle province. Ricordo ancora le molte inaugurazioni. Quello che è stato pubblicato sul BUR di oggi è un ulteriore passo avanti, molto significativo.

PROSEGUE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI L'ESAME DEL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE APPROVATA DAL SENATO SULLA DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DELLA P.A.

E' iniziato alla Camera dei Deputati l'esame del disegno di legge di iniziativa governativa sulla riforma della P.A. , già approvato dal Senato, in assenza delle opposizioni. Il testo in discussione consta di n. 18 articoli che mirano in primo luogo alla semplificazione amministrativa nei rapporti con il cittadino con la carta della cittadinanza digitale, ma anche a snellire i rapporti tra le varie pubbliche amministrazioni.
E' prevista la delega al Governo alla emanazione di ulteriori norme in materia di prevenzione della corruzione, di pubblicità e trasparenza.Il Capo II del testo è invece dedicato ai criteri della delega per la riorganizzazione dello stato ed alla sua razionalizzazione, ma è prevista anche la reinternalizzazione di servizi. E' previsto un riordino delle Prefetture e di molti uffici pubblici, come pure delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Il clou della proposta (art 9) riguarda la dirigenza statale e regionale, l'abolizione della figura dei segretari comunali e una revisione dei compiti dei dirigenti comunali....è prevista anche la revisione delle procedure di accesso alla dirigenza....L'art. 15 è dedicato al riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale...insomma ce n'è per tutti...anche se l'esame da parte della Camera  è appena iniziato la discussione è molto accesa...


lunedì 1 giugno 2015

IL RIPIANO DEL DISAVANZO DERIVANTE DAL RIACCERTAMENTO STRAORDINARIO DEI RESIDUI ATTIVI E PASSIVI DEVE ESSERE RIPIANATO IN OGNI CASO NON OLTRE LA DURATA DELLA CONSILIATURA

I Comuni cominciano a dare attuazione alle norme per il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi. In proposito non sembra che vengano sempre rispettate le norme previste dalle specifiche disposizioni emanate in materia, specialmente per quanto riguarda i tempi del ripiano. In particolare nel caso di disavanzo di amministrazione al 1° gennaio 2015 derivante dal riaccertamento straordinario dei residui di cui all’art. 3, comma 7, del decreto legislativo n. 118 del 2011, la quota di disavanzo in base all’art. 2 comma 1 del D.M. 2 aprile 2015 del Ragioniera Generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Capo Dipartimento per gli affari interni territoriali del Ministero dell’Interno è ripianata dagli enti locali secondo le modalità previste dall’art. 188 del D.lgs 267/2000 (il TUEL) che a sua volta stabilisce che il disavanzo di amministrazione può anche essere ripianato negli esercizi successivi considerati nel bilancio di previsione; in ogni caso non oltre la durata della consiliatura, contestualmente all'adozione di una delibera consiliare avente ad oggetto il piano di rientro dal disavanzo nel quale siano individuati i provvedimenti necessari a ripristinare il pareggio. Il piano di rientro è sottoposto al parere del collegio dei revisori. Per non sbagliare si consiglia l'uso dell' abaco....