martedì 30 settembre 2014

LA SPESA SOCIALE PRO CAPITE DI SABAUDIA

L'Associazione OpenPolis ha pubblicato i dati della spesa sociale pro capite dei comuni più grandi: si passa dalla città di Trieste con € 457,86 al meridione, dove si spendono somme irrisorie. Sabaudia si colloca con una spesa di soli € 109,99 pro capite ai livelli più bassi.
Da alcuni anni sostengo che si spende troppo poco e che si deve fare di più.
Prima di spendere soldi per manifestazioni estive prive di benefici per la città, sarebbe opportuno ripensare alla destinazione di certe somme e utilizzarle per finalità sociali, oltre alle persone direttamente interessate ne  avrebbe un grande vantaggio tutta la città.

domenica 28 settembre 2014

L'ESCLUSIONE SOCIALE

Con la locuzione “esclusione sociale” secondo la tesi più aggiornata (Chiara Saraceno) si intende il venir meno delle forme di appartenenza e di legami sociali significativi dovuti: da un lato al tema della uguaglianza sociale nell’accesso ai diritti sociali (in una società in cui sono fortemente presenti le diseguaglianze) e dall’altro al fenomeno della disintegrazione sociale, dovuto alla perdita dei tradizionali meccanismi di integrazione sociale. Il problema è molto presente in questo periodo a causa delle difficoltà dell’economia di tutti i Paesi, ma specialmente del nostro, i cui Governi hanno tagliato pesantemente i finanziamenti, costringendo gli enti locali: Regioni, Province e Comuni ad operare di conseguenza riducendo interventi e sovvenzioni con il risultato che il fenomeno dell’esclusione sociale ha superato il ristretto ambito di quelli che tradizionalmente erano considerati emarginati, estendendosi a macchia d’olio ed aggredendo sempre maggiori fasce di popolazione. Un problema che, pur essendo ben presente a tutti i livelli non vede poi iniziative adeguate per contrastarlo. In effetti le somme stanziate dagli enti locali per il sociale pur essendo apparentemente elevate (anche se si potrebbe fare di più), sono talora distribuite in maniera discutibile e spesso senza produrre i benefici attesi; sono cioè purtroppo in molti casi inefficaci.
Il servizio sociale dei nostri Comuni subisce da anni l’inadeguatezza di un modello che, nonostante i tentativi (L. 328/2000) non riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati utilizzando le poche risorse a disposizione in sovvenzioni invece di offrire prestazioni reali. La tanto attesa legge regionale che avrebbe dovuto definire il sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali, in tutti questi anni e nonostante gli sforzi profusi da alcuni (ad esempio la proposta n.400 presentata nel corso della scorsa legislatura dall’allora consigliere regionale Augusto Battaglia poi ripresa in parte dalla n. 23 presentata nel corso di questa legislatura il 6 maggio 2013 dai consiglieri Agostini, Vincenzi, Lena ed altri) non è riuscita ancora ad essere approvata dal Consiglio regionale. La gravità del problema si tocca specialmente nelle grandi città dove sono più evidenti le diseguaglianze redistributive, i conflitti sociali e le situazioni di disagio. Il problema è molto complesso in relazione alle varie tipologie di esclusi (immigrati, poveri, detenuti, minoranze, ecc.) e alle difficoltà legate alla convivenza che sono emerse di recente e che potrebbero essere superate con il coinvolgimento dei cittadini a prendersi cura della loro città creando reti di solidarietà, cooperazione civica e reciprocità. Da tempo sono state formulate proposte per ripensare e riorientare le politiche sociali, ma a livello di Governo ancora non è stato fatto nulla, anzi, le iniziative assunte ricorrendo alla leva fiscale per incrementare le entrate, almeno in qualche caso hanno prodotto effetti inversi a quelli annunciati, creando ulteriore appesantimento nelle condizioni di vita di moltissime persone e allargando la fascia della povertà a categorie che finora ne erano state esenti. Ma come accennato è a livello locale che maggiore viene toccata direttamente la realtà. La Giunta e il Consiglio comunale potrebbero utilizzare con più accortezza lo strumento delle imposte locali per agevolare le famiglie bisognose, intervenendo con più coraggio anche sull’accesso ai servizi a domanda individuale o sulla concessione gratuita dei libri per la scuola. Anche il terzo settore, che per molti anni ha rappresentato uno degli strumenti fondamentali di intervento comincia a subire pesantemente gli effetti della recessione e della scarsità delle risorse (finanziarie e umane) facendo venir meno la sussidiarietà orizzontale che nell’ente locale è indispensabile anche per una crescita democratica dei cittadini.
I Comuni che sono chiamati direttamente in causa dai cittadini, in quanto enti di prossimità, sono carenti proprio là dove non occorrono soldi ma solo aperture per favorire, anziché ostacolare i cittadini che vogliono collaborare e assumersi la responsabilità di contribuire a proteggere e conservare i beni comuni. Manca quasi totalmente da parte delle amministrazioni comunali l’apertura verso quella che è stata definita la sussidiarietà quotidiana (Cfr. C. Iaione, in www.labsus.org), consistente in una strategia basata non sull’autoritarismo, ma su azioni dirette a far condividere da parte dei cittadini le scelte dell’amministrazione e a collaborare con le proprie risorse al raggiungimento degli obiettivi di interesse generale e comune. I Comuni omettono anche di dare applicazione ad una legge dello Stato (comma 461 dell’art.2 della L. 244/2007) che prevede la partecipazione dei cittadini alla valutazione dei servizi e quindi anche delle prestazioni del servizio sociale. In questo caso il Bilancio partecipato consentirebbe di coinvolgere i cittadini in una più appropriata allocazione delle risorse il che avrebbe potuto evitare di destinare 61.805,67 euro (ripartiti in più provvedimenti) per un raduno di motociclette (come avvenuto quest’anno a Sabaudia), quando al settore dei servizi sociali sarebbe bastato molto di meno per dare un aiuto concreto a molte famiglie bisognose.
In molte parti d’Italia esponenti del terzo settore e organizzazioni di vari tipo operano da anni per dare una possibilità a quelli che non l’hanno, in alcuni casi sono state prodotte esperienze stimolanti, delle best practices, che possono essere utilizzate anche in altre realtà, basterebbe guardarsi intorno e copiarle (ma anche per fare questo ci vuole attenzione).
La politica deve comprendere che il Paese è maturo e che deve essere utilizzata la leva della social innovation integrando le esperienze e le conoscenze che queste organizzazioni hanno acquisito, anche grazie alla loro vicinanza con i destinatari dei servizi e con i territori in generale. È necessario pertanto superare il meccanismo di mercato, di separazione “contrattuale” fin qui di fatto mantenuto per orientarsi verso una co-produzione, coinvolgendo la cittadinanza non solo nell’erogazione ma anche nel design e nella gestione delle policies. 

mercoledì 24 settembre 2014

ORGANIZZATO UN CONVEGNO SULLA CASA DELLA SALUTE A SABAUDIA

EX OSPEDALE DI SABAUDIA







Dopo i solleciti rivolti in questi anni all'amministrazione comunale ed alla ASL affinché fosse riqualificata l'assistenza sanitaria presso la struttura di via Conte Verde a Sabaudia, come molti ricorderanno ho promosso una raccolta di firme che è stata sottoscritta da circa mille persone.
Ora, sempre nell'ottica di attrarre l'attenzione sulla situazione della sanità locale, in qualità di componente del Consiglio direttivo dell' Istituto per gli Studi sui Servizi Sociali (ISTISSS) ho organizzato, presso il Teatro “Fiamme Gialle” del III Nucleo sportivo della Guardia di Finanza (angolo largo Giulio Cesare con viale Principe di Piemonte) il Convegno “Le case della salute e l’integrazione socio sanitaria”.Saranno approfondite le tematiche relative alla pianificazione e gestione di queste nuove strutture sanitarie e del ruolo che possono svolgere nell’ambito del miglioramento dell’integrazione socio-sanitaria con la creazione del punto unico di presa in carico dei pazienti, anche in considerazione della prossima approvazione della relativa legge regionale.
L’importanza di questi presìdi sanitari di prossimità è fondamentale per i disabili, i portatori di patologie croniche (diabete, BPCO, scompenso cardiaco, ipertensione) e gli anziani, ma anche per le donne e i bambini, per evitare loro spostamenti spesso molto disagevoli da un comune all’altro.
Oltre a numerose relazioni tenute da esperti della materia, tra i quali segnalo il Presidente della Commissione politiche sociali e salute del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena, il Direttore generale della ASL Latina dott. Michele Caporossi, il dott. Valentino Mantini dirigente regionale, il dott. Antonio Capodilupo dirigente della ASL; anche io terrò una relazione. Seguirà una tavola rotonda cui parteciperanno il Presidente dell’Ordine dei medici di Latina dott. Giovanni Maria Righetti la dirigente regionale dott.ssa Marinella d’Innocenzo, la dott.ssa Giuseppina Carreca Direttore del Distretto 2, il dott. Luigi Ardia Direttore del Distretto 3, il Segretario della FIMMG Latina dott. Giovanni Cirilli e la Coordinatrice regionale del Tribunale dei Diritti del Malato sig.ra Gianna Sangiorgi.

giovedì 4 settembre 2014

Sabato 6, nell'ambito della festa dell'Unità organizzata  dal Circolo del Partito Democratico Priverno sono stato invitato ad un incontro per parlare della situazione della sanità locale e per formulare alcune proposte per migliorare l'attuale stato di cose.
Sono trascorsi 20 anni da quando il 30 giugno 1994 lasciai l'incarico di Commissario straordinario della USL LT4 (comprendente i Comuni di Bassiano, Sezze, Priverno, Sabaudia, Maenza, Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci e Sonnino ) per complessivi 80.000 abitanti . All'epoca i dipendenti erano 583 ed il bilancio annuo ammontava a  circa 54 miliardi di Lire. Dopo le consegne formali al primo Direttore Generale della ASL (che non si fece neanche trovare all'appuntamento fissato da lui) inviai una relazione dettagliata all'Assessore regionale per la sanità Antonio Signore con lo stato dei servizi e gli interventi compiuti. All'epoca consegnai un ospedale in perfetta efficienza (con una manutenzione curata quotidianamente) e  il centro Madonna delle Grazie, (con il centro di neuropsichiatria e i servizi amministrativi ecc.), il consultorio di Borgo Sant'Antonio , il centro diurno, ecc. tutti servizi funzionali alle esigenze della popolazione assistita.
I pazienti potevano ottene prestazioni di alto livello in strutture dotate di personale competente e per lo più del luogo, che si prodigava in maniera esemplare per i propri concittadini.
Alcuni problemi legati all'assistenza ai disabili dovuti a cavilli burocratici furono da me superati rapidamente riscuotendo i complimenti anche di esponenti politici.
Ho raccontato di aver fatto visita nei giorni scorsi al poco che è rimasto: l' ospedale chiuso e solo alcune attività ospitate al suo interno,  il centro di Madonna delle Grazie distrutto da lavori abbandonati per problemi dovuti al finanziamento regionale con in funzione solo il servizio di neuropsichiatria infantile. Una situazione molto triste, in pochi anni si è passati da una situazione molto buona ad una assolutamente inadeguata a rispondere alle esigenze dei cittadini.
L'impegno posto da molti per costruire la sanità privernate è stato cancellato in pochi anni dalle scelte dissennate di alcuni presidenti della Regione e di taluni Direttori generali della ASL che hanno favorito strutture romane e latinensi anche private distruggendo la tradizione della sanità dei monti Lepini, con la conseguenza di non garantire più agli abitanti neanche i Livelli Essenziali di Assistenza e di aver evidenziato l'inadeguatezza delle strutture di pronto soccorso rimaste. Il problema è particolarmente sentito per i soggetti affetti da patologie croniche e dagli anzini, amche perché non tutti i medici ospedalieri applicano i protocolli per le cure condivise con i medici di famiglia (shared care)
Ma è ora di fare proposte concrete: per quanto riguarda l'ospedale ho proposto che a farsene carico debbano essere non solo la ASL, ma anche il Comune valutando la possibilità di realizzare al suo interno strutture sociali o socio assistenziali previste dalla L. 41/2003 come Case alloggio, Case Albergo, Case famiglia ecc. se non anche una RSA. Ho sollecitato il superamento dei problemi da parte della regione relativi ai lavori a Madonna delle Grazie per portare lì il Punto di Primo Intervento, la dialisi, l'attività ambulatoriale ecc. valutando anche la realizzazione, in prospettiva, di una casa della salute.    
Se ne è parlato fino a tardi sotto i portici comunali insieme al nuovo Direttore Generale della ASL dott. Caporossi, al Consigliere Forte, al Segretario del Circolo dott. Baratta e alla dott.ssa Cicala.

giovedì 28 agosto 2014

Parco del Circeo: Sviluppo sostenibile ?

Dopo un periodo in cui gli ambientalisti erano considerati persone intransigenti che bloccavano ogni iniziativa da alcuni anni hanno introdotto il concetto di sviluppo sostenibile, locuzione con la quale viene definita una forma di sviluppo economico che sia compatibile con la salvaguardia dell'ambiente e dei beni liberi per le generazioni future.
In questo modo anche all'interno del Parco Nazionale del Circeo è stato avviato un processo che avrebbe dovuto conciliare la difesa della natura con gli interessi economici della comunità, utilizzando la risorsa economica rappresentata dal Parco come motore di sviluppo dell'economia locale.
In sostanza in base all'elaborazione scientifica che è andata sviluppandosi in questi ultimi decenni lo sviluppo sostenibile è basato su alcuni principi:
- il peso dell'impatto antropico sui sistemi naturali non deve superare la capacità di carico della natura;
- il tasso di utilizzo delle risorse rinnovabili  non deve essere superiore alla loro velocità di rigenerazione;
- l'immissione di sostanze inquinanti  e di scorie non deve superare la capacità di assorbimento dell'ambiente;
- il prelievo di risorse non rinnovabili deve essere compensato dalla produzione di una pari quantità di risorse rinnovabili, in grado di sostituirle.
Purtroppo fino ad ora nessuno si è preso la briga di misurare e controllare l'antropizzazione della duna che durante il periodo estivo è letteralmente presa d'assalto dai bagnanti che lasciano ogni sorta di rifiuti.
Il consumo del territorio da parte del cemento avvenuto a macchia d'olio, ha sottratto aree vastissime all'agricoltura. 
Non esiste la manutenzione della duna, per cui progressivamente l'ambiente è stato degradato.
Nel corso dell'ultimo anno sono stati svolti numerosi incontri e convegni presso la sala convegni del Parco Nazionale in cui è stato denunciata l'eccessiva antropizzazione, senza che poi alle parole siano seguiti fatti concreti. 
Sarebbe bene che fossero avviati al più presto strumenti per tenere sotto controllo lo sviluppo sostenibile fissando paletti, avviando un progetto vasto di manutenzione dell'ambiente e fermate alcune scelte delle amministrazioni comunali in contrasto con i criteri sopraesposti  anche per assicurare il rispetto degli impegni presi anche in sede di MAB. 

giovedì 14 agosto 2014

Presentazione del mio volume "Odonomastica sabaudiana - Il chi è delle strade di Sabaudia"

Mercoledì 20 agosto, presso la corte comunale, nell’ambito delle “Conversazioni nella corte” è stato presentato il volume di Franco Brugnola: “Odonomastica sabaudiana – Il “Chi è” delle strade di Sabaudia”. Se ne è discusso con l’Assessore Cultura, Turismo e Spettacolo Marilena Gelardi e con la giornalista Licia Pastore.
Sono intervenute la sen. Valeria Fedeli, vice presidente del Senato e la prof.ssa Anita Garibaldi, nipote dell'eroe dei due mondi.
Un libro edito in occasione degli ottanta anni di Sabaudia che, attraverso i nomi delle strade, narra la storia di questa città e di chi l’ha fatta.
Dagli odonimi di Casa Savoia dagli albori all’Unità d’Italia, agli antichi mestieri (macchiaroli, cavallettari, cursori, sandalari, ecc.), ai padri fondatori (con il razionalismo e gli edifici più importanti) alle eroine e agli eroi, il Risorgimento, l’ambiente e l’ecologia ed infine i personaggi recenti che hanno illustrato il nome di Sabaudia nell’arte e nello sport.
Molti nomi ci riportano alla prima guerra mondiale i cui cento anni cadono proprio quest’anno e ci aiutano a ripercorrerne persone e luoghi.
Una attenzione particolare, anche nel corso della discussione è stata posta all’odonomastica al femminile che troviamo in quasi tutte le categorie, ma specialmente tra le donne di Casa Savoia e le eroine 
Uno spazio particolare è stato dedicato agli antichi toponimi, alle strade di Borghi, delle frazioni e dei Centri residenziali.
Il volume ha comportato in molti casi ricerche complicate per ricostruire una storia, troppo spesso ignorata, in molti casi anche da chi è nato qui.

giovedì 7 agosto 2014

L'atto aziendale della ASL: coinvolgere i cittadini

I decreti del Commissario ad acta m. 206/2013 e n. 429/2013 recanti le Linee guida per l’atto aziendale prevedono anche il percorso e le procedure per la sua approvazione. 
In considerazione di numerose e perduranti criticità, nonchè di notevoli preoccupazioni da parte della popolazione è indispensabile che per la predisposizione dell’atto aziendale venga garantita la costruzione di percorsi privilegiati di coinvolgimento dei cittadini/beneficiari dei servizi all’interno dell’Azienda con l’obiettivo di raccogliere contributi significativi per la qualificazione dei servizi (comma 461 dell’art. 2 della L 244/2007).
Occorre dare evidenza al principio della centralità del cittadino, quale titolare del progetto di salute sia come singolo che come membro di contesti sociali e comunitari specifici, nella definizione delle prestazioni e dei percorsi di fruizione. Potrebbe essere molto utile organizzare sul sito web della ASL un “Forum” di dialogo tra cittadini e Direzione generale (moderato da un esperto) per raccogliere tutte le proposte e le osservazioni e prevenire eventuali ricorsi. In questo modo avremo un percorso rapido che nello stesso tempo garantirà la possibilità di partecipare a tutti. 

domenica 27 luglio 2014

Il Bilancio di previsione 2014: deve essere rettificato in base al parere del collegio dei revisori

Oggi all'ordine del giorno del Consiglio comunale di Sabaudia è stato iscritta l'approvazione del Bilancio di previsione 2014. La proposta della Giunta prevede l'iscrizione tra le entrate un presunto avanzo di amministrazione dell'anno precedente, pari ad € 470.851,17, ma il Collegio dei Revisori già da tempo ha rilevato che tale dato è errato in quanto l'esercizio 2013 si sarebbe chiuso con un disavanzo pari ad € 734.367,17.
Pertanto il Collegio aveva chiesto che il rendiconto 2013 fosse rettificato. Fino ad ora, nonostante il verbale del Collegio, la Giunta non ha provveduto, per cui  la proposta che sarà posta in discussione non corrisponderà ad almeno uno dei requisiti previsti dall'art. 151 del Testo Unico degli Enti Locali secondo cui il Bilancio di previsione deve essere redatto nel rispetto dei principi contabili di unità, annualità, universalità ed integrità, veridicità, pareggio finanziario e pubblicità. 
I revisori dei Conti hanno anche accertato l'esistenza di un nuovo debito fuori bilancio per un importo di € 703.130,32 per sorte e di € 59.881,88 per spese legali. 
E' necessario che la Giunta sottoponga prima al Consiglio la rettifica del rendiconto 2013 e che poi ripresenti il bilancio di previsione 2014 con le modifiche del caso, anche per riconoscere e dare copertura al nuovo debito  fuori bilancio.

mercoledì 23 luglio 2014

Proposte di emendamenti al Bilancio di previsione del comune di sabaudia da parte di un cittadino

In Comune è tempo di bilancio e i consiglieri comunali sono indaffarati a discutere i pro e i contro di alcune scelte, tagli, sofferenze, ecc.
Anche quest’anno la Giunta ha ritenuto di approvare la proposta di Bilancio di previsione senza coinvolgere i cittadini e quindi senza seguire la procedura del Bilancio partecipato: un processo attraverso cui i cittadini decidono direttamente, attraverso questionari, assemblee di quartiere o generali, le opere e gli investimenti che l’ente locale deve effettuare, previsto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, che, con la Direttiva 17 febbraio 2006.
Allo scopo di contribuire comunque in qualità di cittadino ho ritenuto di formulare alcuni suggerimenti.
Come tutti sappiamo il bilancio comunale è molto rigido e non ci sono molti spazi, tuttavia in considerazione dello stato dell’economia e delle difficoltà di lavoro che incontrano molte persone, ci si sarebbe attesa dalla nuova Giunta qualche scelta più orientata verso la solidarietà per il sociale e la sicurezza urbana:
Negli anni passati il Gruppo del Partito Democratico aveva presentato molti emendamenti, alcuni dei quali a mio avviso sono ancora attuali.
Sociale
-Realizzazione degli Orti Urbani (Mozione del PD approvata con Deliberazione CC n. 30 del 17 settembre 2012)
- Iniziative a favore delle famiglie bisognose a sostegno delle stesse in questo delicato momento dell’economia;
- Istituzione di una serie di borse lavoro per giovani disoccupati per il miglioramento del decoro urbano, della pulizia degli arenili, del sostegno all'agricoltura e per lo sviluppo del turismo
- Realizzazione del Farmer’s market
- Incremento delle iniziative nel campo della prevenzione della devianza minorile;
Sicurezza urbana e legalità
- Estensione dell’illuminazione stradale nelle zone periferiche
- Svolgimento di corsi per la legalità e la tutela dell’ambiente nelle scuole di ogni ordine e grado (esiste già una deliberazione consiliare)
- Realizzazione marciapiedi sul lungomare nel tratto Ponte Giovanni XXIII – Torre Paola, lato mare
Naturalmente per il reperimento delle somme necessarie per ogni emendamento era stata prevista una corrispondente diminuzione di altre voci di spesa specialmente gravanti sulla funzione 01. Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo (spese di rappresentanza comprese le auto, per manifestazioni varie, ecc.), ma anche l’incremento delle entrate per l’IMU a seguito delle lottizzazioni autorizzate e la conseguente trasformazione della destinazione delle aree da agricole ad edificabili, la messa a reddito degli immobili inutilizzati e l’adeguamento dei canoni corrisposti per alcune edifici da parte di associazioni. 
Sono certo che i Sigg.ri Consiglieri nella loro sensibilità vorranno prendere in esame la possibilità di accogliere queste proposte.

lunedì 21 luglio 2014

Prime considerazioni a seguito del parere del Collegio dei Revisori sul Bilancio di previsione 2014 del Comune di Sabaudia

Il Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Sabaudia, dopo esservi riunito ben cinque volte, il 17 luglio scorso ha espresso il proprio parere sulla proposta di bilancio di previsione per l’esercizio 2014 del Comune di Sabaudia, approvata dalla Giunta sin dal 1° luglio scorso.
In primo luogo il Collegio ha ribadito che il rendiconto 2013 avrebbe dovuto essere rettificato in quanto anziché un avanzo di amministrazione pari ad € 470.851,87, è stato accertato uno sbilancio (termine elegante per dire disavanzo) pari ad € 734.367,17.
Fino alla data odierna l’Amministrazione non ha provveduto a sottoporre al Consiglio comunale tale adempimento.
A ciò si deve aggiungere che l’ufficio competente avrebbe reso noto che esistono debiti fuori bilancio ancora da riconoscere e finanziare per altri € 703.130,32 per sorte a seguito di una sentenza oltre ad € 58.881,88 per spese legali.
Tutto l’impostazione del bilancio è condizionata da queste somme.
A ciò si deve aggiungere l'incertezza delle entrate che a sua volta condiziona la spesa.

 

sabato 19 luglio 2014

Bilancio di previsione 2014 del Comune di Sabaudia: la spesa

Il Testo Unico degli Enti Locali fissa il termine per la predisposizione del bilancio di previsione prima dell’inizio dell’esercizio finanziario, il fatto che il Governo autorizzi delle deroghe non risolve i problemi che conseguono ad una ritardata approvazione del più importante documento di programmazione contabile.
Il Regolamento di contabilità esistente risale al 1996 ed è completamente sorpassato; nonostante i solleciti e gli obblighi di legge neanche il Commissario straordinario ha provveduto al suo aggiornamento.
Il Comune ha soppresso il posto di Dirigente del Settore economico finanziario.
Dal confronto dei dati relativi agli anni precedenti si rileva un continuo aumento della spesa (dal 2009 è il 66% in più).
In tutta la Relazione di accompagno al bilancio non si parla in nessuna parte di «Spending review» e degli interventi che si vuole (ma siamo già a luglio) mettere in essere per il contenimento della spesa, mentre si vede che per alcune funzioni, come la 01 (F. generale di amministrazione e controllo), già in precedenza molto elevata rispetto alla media, si prevedono aumenti considerevoli con un risultato notevolmente distante dalla media nazionale.
Nel piano per la razionalizzazione delle spese per corrispondenza, telefonia, ecc. (del. 84/2014) come per gli anni passati si leggono buoni propositi, ma non è stata mai pubblicata una relazione con il resoconto dei risultati raggiunti.
Per quanto riguarda gli interventi è invece da segnalare l’ulteriore aumento della spesa per i servizi esternalizzati (oltre il 73% rispetto al 2009), senza che venga fatto nulla per garantirne la qualità (se si eccettua il trasporto urbano) in ossequio al comma 461 dell’art. 2 della L. 244/2007, che prevede Carte per la qualità e monitoraggio con la partecipazione dei cittadini a spese dei gestori.
Anche la trasparenza della spesa lascia ancora molto a desiderare in quanto pur essendo stata resa obbligatoria la pubblicazione delle determinazioni all’albo pretorio online, queste sono carenti in quanto spesso sono dimenticati i nominativi dei destinatari.
L’Albo dei beneficiari contiene solamente i dati relativi ai provvedimenti adottati dal settore servizi sociali, mentre mancano quelli degli altri settori.
In alcuni casi l’imputazione di parte delle spese avviene in modo improprio su capitoli diversi da quelli previsti.
Dalla relazione non si accenna al rispetto dei limiti di spesa stabiliti nella normativa più recente per alcune categorie: spese di rappresentanza, auto blu, ecc.
Per quanto riguarda gli organismi gestionali come il Consorzio Industriale Roma Latina se ne prevede il mantenimento anche se il comma 186 dell’art.2 della L. 191/2009 (legge finanziaria 2010) ne ha previsto la soppressione; in ogni caso andrebbe valutata l’opportunità di mantenere il contributo annuo a questo Consorzio.
Per quanto riguarda le consulenze in base all’ art.3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n.244 e conseguente Articolo 46, comma 2, del D.L. n.112 convertito nella Legge n.133/08 il Consiglio comunale deve approvare preventivamente il programma annuale, ma nella Relazione c’è solo un breve accenno, leggiamo infatti che se ne prevedono solo due: progetti urbanistici (€ 40.000,00) e Ambiente (€ 20.000).
Peraltro dall’esame delle determinazioni e dal Sito web (Amministrazione trasparente) si scopre che ce ne sono anche altri: Responsabile sicurezza, medico competente, Servizio legale, Direzione del Museo del mare e della Costa, Difesa in giudizio per i ricorsi avverso i verbali di contravvenzione al codice della strada, ecc., con costi complessivamente elevati.
La legge prevede che il costo delle consulenze debba essere ridotto rispetto al passato e che debbano essere seguite procedure trasparenti per il loro conferimento ai sensi dell’art. 1, comma 42 della legge n. 311/2004; in ogni caso serve il parere del Collegio dei Revisori.
Anche per quest’anno si prevede che il Comune non rispetti tre dei dieci parametri fissati per monitorare gli enti strutturalmente deficitari:
1) Volume dei residui attivi complessivi provenienti dal Titolo I superiore al 40% degli impegni della medesima spesa corrente (la Corte dei Conti aveva già avuto modo di occuparsi di questo aspetto)
2) Esistenza di procedimenti di esecuzione forzata superiore allo 0,5 per cento delle spese correnti. Il fatto che i fornitori non vengano pagati rappresenta un problema grave per la comunità.
3) Consistenza di debiti fuori bilancio riconosciuti superiore all’1% rispetto al valore di accertamento delle entrate correnti (ma risulterebbe che ce ne siano anche altri non ancora sottoposti al Consiglio comunale)

giovedì 17 luglio 2014

Finalmente pubblicati alcuni dati ambientali


Sulla strada Lungomare all’ingresso delle passerelle che portano alla spiaggia sono comparsi in questi giorni dei foglietti con i dati relativi all’analisi dell’acqua del mare e all’andamento della raccolta differenziata.

Desidero esprimere la mia personale soddisfazione per questa novità, che finalmente mette in pratica una interrogazione rivolta sin dal 2009 da parte del gruppo del Partito Democratico per sollecitare il rispetto del Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 195 in attuazione della direttiva 2003/4/CE che reca norme sull'accesso del pubblico all’informazione ambientale.

Visto che non si provvedeva al rispetto della legge, nel mese di maggio di quest’anno ho presentato una richiesta ex art. 5 del D.lgs 33/2013, ma non ho avuto alcuna risposta.

Il passo successivo è quello di pubblicare questi dati anche sul sito web in modo da consentire anche negli altri mesi dell’anno di avere questi dati, integrandoli naturalmente anche con quelli relativi allo stato delle acque del lago, alle analisi dell’acqua potabile, ecc., come peraltro avevo chiesto.