venerdì 9 marzo 2018

IL COMMENTO DELL'UPB SULLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE N. 247/2017

L'Ufficio Parlamentare di Bilancio  ha pubblicato ieri il Focus n. 5  concernente:  “Avanzi di amministrazione e regola del pareggio. La sentenza della Corte Costituzionale n. 247/2017″
Il Focus esamina la recente sentenza della Corte costituzionale 247/2017 riguardante la legittimità dell’attuale formulazione della regola del pareggio di bilancio per gli enti territoriali con particolare riferimento alla mancata inclusione dell’avanzo di amministrazione nel saldo da mantenere in equilibrio.
La Corte, affermando il principio secondo cui “il risultato di amministrazione è parte integrante, anzi coefficiente necessario, della qualificazione del concetto di equilibrio di bilancio”, ha sottolineato l’esigenza di assicurare la piena disponibilità dell’avanzo di amministrazione agli enti che lo realizzano, una volta che tale avanzo sia definitivamente accertato in sede di rendiconto. 
Secondo la Corte, limitazioni a tale disponibilità sarebbero pertanto ammissibili solo su base transitoria (ad esempio con riferimento al bilancio di previsione che viene redatto anticipatamente rispetto al rendiconto riferito all’anno precedente).
La Ragioneria Generale dello Stato (RGS), nella recente  CIRCOLARE N. 5/2018 pur richiamando la sentenza della Consulta, ha confermato che l’utilizzo degli avanzi di amministrazione resta circoscritto soltanto agli spazi che si rendono disponibili nell’ambito del pareggio di bilancio, eventualmente aumentati tramite gli strumenti di flessibilità attualmente previsti (intese regionali e patti di solidarietà nazionale e deroghe alla regola del pareggio). Tali modalità di utilizzo sono infatti ritenute in linea con gli indirizzi interpretativi della Corte e comunque idonee al progressivo smaltimento degli avanzi stessi. Apparentemente, quindi, la sentenza in esame non avrebbe conseguenze operative in merito alle modalità con cui gli enti possono utilizzare l’avanzo di amministrazione disponibile ai fini del rispetto della regola del pareggio.
Il Focus richiama in primo luogo l’evoluzione delle regole di bilancio per gli Enti locali che, ai fini del controllo della finanza pubblica, hanno ricercato un difficile coordinamento tra norme contabili e criteri sottostanti ai vincoli europei.
Alla luce dell’entità delle somme potenzialmente interessate e dei conseguenti rischi per la finanza pubblica, sarebbe utile che, per il futuro, siano prima di tutto individuate e rimosse le cause che determinano il fenomeno del progressivo accumulo di risorse non spese e la conseguente necessità di La sentenza apre infine alla necessità di una riflessione sul mantenimento del cosiddetto doppio binario di regole per le amministrazioni territoriali, quello proveniente dal pareggio di bilancio e quello derivante dalla normativa contabile. 
Il superamento dell’attuale assetto avrebbe implicazioni rilevanti sui principi di coordinamento della finanza pubblica. Implicherebbe infatti una modifica dell’indirizzo, fino a oggi seguito, che vede nello Stato il soggetto che esercita il coordinamento anche attraverso la regolazione dell’utilizzazione di spazi di bilancio degli altri soggetti. La piena disponibilità degli avanzi (una volta accertati) da parte degli Enti territoriali implicherebbe – per il rispetto dei saldi delle Amministrazioni pubbliche – che lo Stato compensi (e sia in condizione di farlo) gli eventuali disallineamenti di competenza economica tra entrate e spese che il libero utilizzo degli avanzi da parte delle amministrazioni territoriali potrebbe comportare.
La transizione sembrerebbe richiedere inoltre alcune condizioni dirette a garantire che gli avanzi non risultino di natura meramente contabile: a) il completamento della applicazione del sistema contabile disegnato dal D.Lgs. 118/2011 (ad esempio con l’integrale accantonamento al FCDE, già previsto per il 2021) per rendere efficaci i presidi per una ordinata gestione di bilancio; b) un processo di trasparente emersione di posizioni debitorie verso partecipate e soggetti terzi; c) il rispetto dei termini di pagamento dei fornitori. La transizione dovrebbe comunque mantenere un carattere di gradualità al fine di consentire un percorso per il progressivo smaltimento degli avanzi in essere.

APPROVATO IL DECRETO ATTUATIVO DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE CON I PARERE CONTRARIO DELLA LOMBARDIA, DEL VENETO E DELLA LIGURIA.

La Conferenza Stato-Regioni  informa che finalmente il decreto che istituisce e disciplina il servizio civile universale ha avuto ha ricevuto il via libera dalla Conferenza Unificata dell'8 marzo.
Le Regioni hanno espresso un parere favorevole a maggioranza, si sono infatti pronunciate negativamente le Regioni Lombardia, Veneto e Liguria. 
Anci e Upi hanno espresso un giudizio positivo. 
La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha consegnato il seguente  documento di raccomandazioni concernente la Posizione sullo schema di decreto legislativo recante "disposizioni integrative e correttive al dlgs. 6 marzo 2017 n. 40, concernente "istituzione e disciplina del servizio civile universale a norma dell'articolo 8 della legge 6 giugno 2016 n. 106:
Parere, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281
Punto 5) O.d.g. Conferenza Unificata
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprime a maggioranza parere favorevole. Le Regioni Lombardia, Veneto e Liguria esprimono parere negativo.
Si riportano di seguito alcune raccomandazioni:
- Un ruolo più significativo per le Regioni e Province autonome non dovrebbe essere limitato alla previsione dell’intesa per Piano triennale ed i Piani annuali, in quanto andrebbe maggiormente considerato il ruolo delle Regioni, dal punto di vista istituzionale nella programmazione del servizio civile universale e nelle valutazioni sulla rispondenza dei programmi ai piani.
- Circa il periodo transitorio, andrebbe ripristinata l’operatività degli albi del servizio civile nazionale fissando un termine ultimo per il transito nell’Albo del Servizio Civile Universale da effettuarsi entro 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto in discussione.
- La prevista esenzione da imposizioni tributarie degli assegni del servizio civile universale dovrebbe trovare conseguente ed esplicita indicazione a tutela dei giovani fiscalmente a carico dei genitori o del coniuge.

LA DISUGUAGLIANZA DI GENERE IN SANITA'

Sul numero di marzo 2018 di "Lancet" la prestigiosa rivista di sanità inglese è apparso un interessante articolo di Helen Clark che prende lo spunto dal Global Helath 50/50 report per affrontare il problema delle disuguaglianze di genere in sanità.
Secondo quanto riporta l'autrice da quando per la prima volta è stato sollevato questo problema nel 2006, l'anno scorso per la prima volta il divario è aumentato anziché diminuire.
Il Global Health 50/50 Report  fornisce un'analisi basata sulle evidenze delle politiche di genere di un ampio campione di organizzazioni e organizzazioni sanitarie leader a livello mondiale con un dichiarato interesse per la salute globale. Non è una lettura edificante. 
Il rapporto mostra che poche organizzazioni nella sanità globale stanno affrontando l'uguaglianza di genere in modo significativo.
Sempre secondo la Clark  un problema complesso e intrattabile è la riluttanza della comunità sanitaria mondiale ad applicare un obiettivo di genere alla sua programmazione. Ciò potrebbe in parte essere spiegato dall'inerzia istituzionale e da una "dipendenza da percorso" in cui le organizzazioni continuano a conseguire l'obiettivo degli obiettivi di sviluppo del Millennio anziché i nuovi e più olistici obiettivi di sviluppo sostenibile 
Il rapporto rivela, ad esempio, come il focus delle organizzazioni non governative (ONG) rimane concentrato sulla salute materna, sulla salute dei bambini e sulle malattie infettive (principalmente HIV / AIDS, tubercolosi e malaria). Pochissime ONG hanno affrontato il cambiamento dell'epidemiologia e il trasferimento del peso delle malattie nelle donne, ad esempio affrontando malattie non trasmissibili come malattie cardiache, cancro o diabete.
Qui trovate il  REPORT GLOBAL HEALTH 50/50

IL FONDO NAZIONALE PER L'EFFICIENZA ENERGETICA

Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 6 marzo 2018 il decreto attuativo del Fondo Nazionale per l’efficienza energetica.
Il Fondo sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione su immobili, impianti e processi produttivi. 
Nello specifico:
  • la riduzione dei consumi di energia nei processi industriali
  • la realizzazione e l’ampliamento di reti per il teleriscaldamento
  • l’efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa l’illuminazione pubblica
  • la riqualificazione energetica degli edifici.

Per l’avvio della fase operativa, il Fondo potrà contare su 150 milioni di euro già resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo economico, che destinerà anche ulteriori 100 milioni di euro nel triennio 2018-2020.
Il Fondo sarà, inoltre, alimentato con le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente. Con i 150 milioni già disponibili si stima una mobilitazione di investimenti nel settore dell’efficienza di oltre 800 milioni di euro.
La questione interessa anche molti Comuni interessati a questa tematica. 

LE LINEE GUIDA PER L'USO DEL GENERE NEI DOCUMENTI DELLA P.A.

A distanza di molti anni dal manuale del Cassese per il superamento del burocratese e lo snellimento del linguaggio della PA, una novità.
In occasione della festa della donna il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha reso noto di aver adottato con proprio decreto le Linee guida per l'utilizzo del genere nei documenti amministrativi e favorire, così, una cultura del rispetto e delle pari opportunità. 
Contemporaneamente è stata resa nota una direttiva per avviare all’interno del MIUR la sperimentazione di un percorso di smart working, il cosiddetto lavoro agile, per consentire la conciliazione dei tempi fra vita privata e vita professionale delle dipendenti e dei dipendenti. 
L'ufficio stampa del MIUR informa che sono queste le novità presentate ieri mattina dalla Ministra Valeria Fedeli nel corso dell’evento “Dalla parte di tutte e di tutti”, organizzato anche in vista della ricorrenza dell’8 marzo. Obiettivo: garantire sempre di più pari opportunità e rispetto dei diritti di ogni donna e di ogni uomo, nonché il benessere lavorativo delle e dei dipendenti. 
Sempre dal sito del MIUR si legge che a illustrare le Linee Guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo del MIUR sono stati la professoressa Cecilia Robustelli, docente di Linguistica italiana all’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatrice del Gruppo di lavoro che negli scorsi mesi ha portato avanti uno studio approfondito sull’uso del genere nel linguaggio amministrativo, e il professor Marco Mancini, Capo Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca del MIUR. Il documento che è stato presentato oggi mira a fornire indicazioni su come dare conto del maschile e del femminile nei testi del MIUR, puntando a promuovere un uso non sessista e non discriminatorio dell’italiano. E a farlo senza forzature, ma semplicemente utilizzando il genere grammaticale secondo le regole normali della nostra lingua. 

giovedì 8 marzo 2018

LA SETTIMANA MONDIALE PER LA RIDUZIONE DEL SALE NEI CIBI

Il Ministero della salute informa che dal 12 al 18 marzo si svolgerà la Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH), associazione con partner in 100 Paesi dei diversi continenti, istituita nel 2005 per migliorare la salute delle popolazioni, attraverso la graduale riduzione dell’introito di sodio.
Obiettivo di WASH è quello di incoraggiare le aziende alimentari multinazionali a ridurre il sale nei loro prodotti e a sensibilizzare i Governi sulla necessità di una ampia strategia di popolazione per la riduzione del consumo alimentare di sale. 
Un consumo eccessivo di sale determina, infatti, un aumento della pressione arteriosa, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale. 
L’introito di sale è stato, inoltre, associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, in particolare quelli dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.
Se da un lato sta aumentando la consapevolezza nella popolazione che un’alimentazione troppo ricca di sale nuoce alla salute, dall’altro è anche diffusa l’errata opinione che una particolare attenzione al suo consumo debba essere riservata soltanto all’età senile. 
E’ invece fondamentale limitare l’introito di sale in tutte le età, iniziando fin dall'infanzia, per ridurre efficacemente il carico prevenibile ed evitabile di mortalità, morbosità e disabilità delle patologie sodio-correlate, con conseguente miglioramento dell’aspettativa di vita e contenimento dei costi diretti e indiretti.
Tenendo conto che l’ambizioso obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) è ridurre del 30% l’introito di sale entro il 2025, la settimana mondiale di quest’anno mira a sostenere gli sforzi degli Stati attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, ricordando gli effetti nocivi del consumo eccessivo di sale e incoraggiando la popolazione ad apportare modifiche alle abitudini alimentari e di acquisto.
Il tema della settimana 2018 è “5 ways to 5 grams”, per indicare 5 possibili vie per ridurre il consumo di sale fino al valore massimo raccomandato dall’OMS di 5 grammi al giorno (corrispondenti a circa 2 grammi di sodio al giorno). 
WASH, grazie anche ai poster predisposti per l’occasione, suggerisce 5 azioni concrete da intraprendere per centrare l’obiettivo.
  • Scola e sciacqua verdure e fagioli in scatola e mangia più frutta e verdure fresche
  • Prova a diminuire gradualmente l'aggiunta di sale ai tuoi piatti preferiti, il tuo palato si adatterà al nuovo gusto
  • Usa erbe, spezie, aglio e limone al posto del sale per aggiungere sapore ai tuoi piatti
  • Metti il sale e le salse salate lontano dallla tavola, così i giovani non prenderanno l'abitudine di aggiungere sale
  • Controlla le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli, ti aiuteranno a scegliere quelli a minor contenuto di sale.

SBLOCCATI I PAGAMENTI A FAVORE DEGLI AGRICOLTORI CHE HANNO SOTTOSCRITTO POLIZZE ASSICURATIVE CONTRO LE AVVERSITA' ATMOSFERICHE


L'ufficio stampa del  Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che sono stati sbloccati i pagamenti dei contributi in favore degli agricoltori che hanno sottoscritto polizze assicurative a fronte di avversità atmosferiche nel settore agricolo per le campagne 2015 e 2016. 
Si tratta di un contributo che sarà erogato in tre tranche entro le prime tre settimane di marzo, dell'importo complessivo di circa 60 milioni di euro. 
Su questa iniziativa si è svolto nei giorni scorsi un incontro con i rappresentanti dell'Associazione bancaria italiana e dei Consorzi di difesa, organizzato proprio per illustrare lo stato di avanzamento del Programma nazionale di sviluppo rurale cofinanziato dal FEASR per il periodo 2015 - 2020, nel cui contesto è inserita la misura assicurazioni agevolate.
Nel corso della prossima settimana riprenderanno i pagamenti sospesi a dicembre 2017 a seguito dell'entrata in vigore del nuovo codice antimafia, che prevede ulteriori controlli anche a carico dei beneficiari di questa misura cofinanziata con fondi europei.
In particolare, il primo pagamento riferito alla campagna 2015, dell'importo di circa 8 milioni di euro, è previsto per il 2 marzo 2018, mentre un ulteriore versamento, sempre riferito alla campagna 2015 e dell'importo di circa 22 milioni di euro, è programmato per il 25 marzo 2018. 
I pagamenti rimanenti della campagna 2015 saranno effettuati con cadenza mensile, mano a mano che saranno portate a termine le istruttorie sulle domande a carico delle quali gli agricoltori stanno ricevendo in questi giorni comunicazioni individuali via PEC.
Nel frattempo, parte la liquidazione dei contributi relativi alla campagna 2016. Il primo gruppo di pagamenti, calendarizzato per il 16 marzo 2018, per un importo di circa 30 milioni di euro, riguarda circa 14 mila agricoltori. Gli altri pagamenti seguiranno con cadenza mensile per gruppi di domande, mano a mano che queste saranno acquisite a sistema e sarà portata a termine l'istruttoria.
Per quanto concerne la campagna 2017, il bando per la presentazione delle domande è stato adottato con decreto del 7 febbraio 2018 ed è già possibile presentare le domande di sostegno. 
Il Piano assicurativo agricolo 2018 è stato invece pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 21 dicembre 2017. Come per gli anni precedenti, è possibile presentare la manifestazione di interesse per rendere eleggibile al sostegno la spesa, nei casi in cui gli Organismi pagatori non riescano a trasmettere i dati per la compilazione del Piano assicurativo individuale. 
Tra le principali novità del piano assicurativo 2018, una riguarda le combinazioni minime dei rischi agevolabili, che scendono da tre a due, l'altra riguarda l'adeguamento automatico del piano assicurativo al cosiddetto Regolamento Omnibus, entrato in vigore il 1 gennaio 2018. Inoltre, sono state sbloccate anche le procedure relative agli aiuti nazionali sulla spesa assicurativa a copertura dei costi di smaltimento delle carcasse animali e delle strutture aziendali. Il bando di misura relativo agli anni 2015, 2016 e 2017 sarà adottato entro la prima decade di marzo 2018 e a seguire potranno essere presentate le domande di aiuto.

LE AUTORITA' DI BACINO

Con DM 25 ottobre 2016 il Ministro dell’ambiente del territorio e del mare, in attuazione dell’articolo 63, comma 3, del codice ambientale, decreto legislativo numero 152 del 2006, come modificato dalla legge numero 221 del 2015 ha istituito le Autorità di bacino.
L'art. 51, commi 2 e 4, della L. 28 dicembre 2015, n. 221 ha infatti modificato il testo dell’articolo 63 del codice dell’ambiente che già nella previgente versione, in attuazione delle direttive comunitarie 2000/60/CE e 2007/60/CE, prevedeva l’istituzione delle autorità di distretto idrografico. L’art. 63 del codice dell’ambiente, nella versione vigente, in vigore dal 2 febbraio 2016, prevede, al comma 1, che in ciascun distretto idrografico è istituita l’Autorità di bacino distrettuale, ente pubblico non economico. 
Al successivo comma 2 dispone che, nel rispetto dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza nonché di efficienza e riduzione della spesa, nei distretti idrografici il cui territorio coincide con il territorio regionale, le regioni, al fine di adeguare il proprio ordinamento ai princìpi del codice ambientale, istituiscono l’Autorità di bacino distrettuale che esercita i compiti e le funzioni previsti nello stesso articolo 63; alla medesima Autorità di bacino distrettuale sono altresì attribuite le relative competenze delle regioni. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche avvalendosi dell'ISPRA, assume le funzioni di indirizzo dell’Autorità di bacino distrettuale e di coordinamento con le altre Autorità di bacino distrettuali. La legge, quindi, distingue tra i distretti 
Contro il decreto hanno fatto ricorso alcune regioni.
Il Tribunale Amministrativo del Lazio, con la sentenza 2167/2018, ha sancito la legittimità del percorso intrapreso dal Ministero dell’Ambiente per dare avvio alle nuove Autorità di bacino distrettuali.
In particolare da quanto si legge nel comunicato del Ministero dalla sentenza emerge in modo chiaro:
  1. la competenza statale nel definire l’ordinamento delle Autorità di bacino distrettuali;
  2. la legittimità delle funzioni transitoriamente attribuite ai segretari generali delle precedenti Autorità nazionali, sia la delega di firma nei confronti dei dirigenti delle strutture soppresse
  3. la non sussistenza di illegittime invasioni di competenze organizzative regionali.
Così la riforma può adesso proseguire il suo percorso di attuazione con la massima celerità per garantire in tempi rapidi la piena operatività dei nuovi enti.

mercoledì 7 marzo 2018

PROMISES! PROMISES!

Il titolo di questo post, prende lo spunto dal noto musical di Neil Simon con testi di Hal David e musiche di Burt Bacharach che ebbe un grosso successo nel 1968, ma qui è riferito alle tante promesse fatte in campagna elettorale da questo e da quello che hanno suscitato un vespaio di polemiche tra i tecnici per i rischi che potrebbero derivare dalla loro attuazione.
Dopo la famosa lettera del 22 novembre scorso con cui il vice presidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis aveva richiamato l'attenzione dell'Italia sulla necessità di ridurre il debito pubblico e di verificare la stabilità dei bilanci, a poche ore dalle elezioni interviene nuovamente per ricordare ai nostri governanti che "In Italia abbiamo visto che la crescita è rafforzata nel 2017 e ci si aspetta che resti costante anche quest'anno, ma è ancora molto sotto la media europea, il debito è il secondo più elevato dell'Ue e la produttività è bassa", inoltre ha aggiunto: "Ci sono ancora problemi nel settore bancario, ma si stanno affrontando", ma in generale restano ancora molte "sfide" da superare.
Appare evidente che il vice presidente della commissione europea ha letto i programmi elettorali di qualche candidato e che pertanto si è preoccupato ulteriormente dato che le promesse fatte sono per lo più senza indicazione della copertura.
Un monito per chiunque stia pensando di salire al Quirinale e a Palazzo  Chigi  a fare bene i conti...anche perchè la scadenza di primavera fissata dalla commissione europea per fare il punto sul nostro debito e sui provvedimenti presi per ridurlo si avvicina....

LE FORTI MAREGGIATE METTONO A RISCHIO IL SITO DI INTERESSE COMUNITARIO "DUNE DEL CIRCEO"


Stabilimento "Le Dune" 27 dicembre 2010
Il Sito di interesse comunitario ( SIC ) denominato “Dune del Circeo” è fortemente in pericolo a causa del fenomeno della erosione delle coste, che nel mese di marzo di quest'anno ha assunto aspetti preoccupanti, in quanto, dopo la spiaggia, è stata intaccata in maniera grave la stessa duna. 
L’area, com’è noto è compresa anche nel Parco Nazionale del Circeo. 
Mi occupo del problema da quando ero consigliere comunale a Sabaudia.
Il litorale pontino per la sua fragilità ed esposizione ai venti è soggetto naturalmente più di altri all'erosione naturale, ci si aggiunge quella dovuta agli interventi dell'uomo con le barriere costruite a Latina.
A seguito di vari interessamenti la Giunta regionale presieduta da Marrazzo stanziò per il ripascimento morbido del litorale di Sabaudia € 3.500.000,00.
La Polverini, succeduta alla presidenza della regione Lazio destinò la somma  nel 2010, ad altre finalità, facendo venir meno la realizzazione del “Programma integrato” di interventi a tutele dal litorale, nonché gli “Interventi prioritari di difesa dell’erosione costiera e riduzione dei fattori di rischio”. 
Così quando nell'inverno 2010-2011 ci furono forti mareggiate, simili a quelle di quest'anno, l'erosione arrivò a livelli preoccupanti, procurando gravissimi danni anche ad alcuni stabilimenti tra i quali quello delle Dune. 
La questione fu segnalata all'allora Ministro dell'ambiente Presitgiacomo, ma purtroppo senza risultato.
Un provvedimento di circa 25 milioni di euro adottato nel 2012 dalla Giunta Polverini per fronteggiare i problemi di Ostia e di altre località dimenticò Sabaudia, a conferma della scarsa forza politica di chi amministrava allora la città.
Se la somma a suo tempo destinata al ripascimento del litorale di Sabaudia fosse stata utilizzata per la realizzazione di barriere soffolte, forse oggi l’erosione sarebbe stata contenuta 
Ci sono responsabilità precise. 
In considerazione del fatto che è a rischio un Sito di interesse comunitario sarebbe ora che qualcuno intervenisse per evitare un intervento della Commissione europea.

8 MARZO - IN TUTTO IL MONDO SI CELEBRA LA GIORNATA DELLA DONNA

Secondo l'ONU nonostante notevoli progressi nel colmare le disparità di genere negli ultimi 20 anni, le donne hanno meno accesso ai posti di lavoro, sono più propensi ad assumere impieghi di bassa qualità e devono affrontare barriere alle posizioni manageriali.
Il tasso di partecipazione della forza lavoro femminile nel mondo si attesta al 48,5% nel 2018, 26,5 punti percentuali inferiore a quello dei suoi colleghi maschi, secondo l' Occupazione mondiale e le prospettive sociali: Tendenze per le donne 2018 - Istantanea globale, pubblicata mercoledì alla vigilia delle donne internazionali giorno .
Il rapporto, pubblicato dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) dell'Onu, mostra anche che il tasso di disoccupazione globale per le donne è del 6% per il 2018, circa 0,8 punti percentuali in più rispetto a quello degli uomini.
Complessivamente, per ogni 10 uomini in un lavoro, sono impiegate solo sei donne.
"Nonostante i progressi compiuti e gli impegni presi per migliorare ulteriormente, le prospettive delle donne nel mondo del lavoro sono ancora lontane dall'essere uguali a quelle degli uomini", ha affermato Deborah Greenfield, vicedirettore generale per le politiche dell'ILO.
"Che si tratti di accesso all'occupazione, disuguaglianza salariale o altre forme di discriminazione, dobbiamo fare di più per invertire questa tendenza persistente e inaccettabile mettendo in atto politiche su misura per le donne, tenendo anche conto delle ineguali richieste che devono affrontare in famiglia e le responsabilità di cura ", ha aggiunto.
In regioni come gli Stati arabi e l'Africa settentrionale, i tassi di disoccupazione femminile sono ancora due volte più grandi degli uomini, con le norme sociali prevalenti che continuano a ostacolare la partecipazione delle donne al lavoro retribuito.
Tuttavia, le donne dell'Europa orientale e del Nord America registrano tassi di disoccupazione più bassi rispetto agli uomini.
Le donne incontrano anche lacune significative nella qualità del posto di lavoro in cui si trovano. Hanno più del doppio delle probabilità di contribuire con i familiari. Ciò significa che essi contribuiscono a un'impresa familiare orientata al mercato, ma sono spesso soggetti a condizioni di lavoro vulnerabili senza contratti scritti, contratti collettivi e rispetto della legislazione sul lavoro.
Di conseguenza, le donne sono ancora sovrarappresentate nell'occupazione informale nei paesi in via di sviluppo. 
Il rapporto rileva che a livello globale, nel 2018, quattro uomini lavorano come datori di lavoro rispetto alle donne. Le donne continuano a incontrare barriere nell'accesso alle posizioni manageriali.
"La chiusura dei divari di genere nel mondo del lavoro dovrebbe quindi rimanere una priorità assoluta se vogliamo raggiungere l'uguaglianza di genere e dare potere a tutte le donne e ragazze entro il 2030", ha concluso Damian Grimshaw, direttore del Dipartimento di ricerca dell'ILO.
Intanto alle recenti elezioni politiche le donne elette sono meno diun terzo.....

LAME DUCK ALLA REGIONE LAZIO


In questi giorni la stampa romana dedicata molto spazio alla situazione che si è venuta a creare nel nuovo Consiglio regionale del Lazio con un Presidente che (almeno per ora) non ha la maggioranza, benché abbia già beneficiato anche dei dieci consiglieri in più previsti dalla nuova legge elettorale.
Si tratta di un fenomeno ampiamente noto da tempo negli Stati Uniti d'America che per primi hanno definito "anatra zoppa" il Presidente eletto che si trova in questa situazione e che, dopo l'introduzione del sistema dell'elezione diretta nel nostro Paese comincia a verificarsi sempre più spesso.
Anche la giurisprudenza ha dovuto occuparsene.
La questione è importante e gli ho dedicato ampio spazio sia nel mio "Abbecedario comunale" .
Per quanto riguarda la questione laziale penso che potesse rientrare tra le previsioni fatte alla vigilia dal presidente uscente.
La regione Lazio, come tutte le amministrazioni ha bisogno di stabilità e quindi mi auguro che il problema venga risolto al più presto.