domenica 12 maggio 2019
LA SPESA PER DISPOSITIVI MEDICI IN ITALIA
Da quando vengono pubblicati i dati della spesa per dispositivi medici della regione Lazio la spesa appare stazionaria, a differenza di quella di altre regioni.
Un dato molto utile.
Nel Lazio gli acquisti sono stati accentrati presso la direzione regionale competente il che dovrebbe aver consentito di contenere i costi.
Sarebbe opportuno migliorare i capitolati per le gare dato che gli operatori lamentano una scarsa qualità di alcuni dispositivi.
Il Ministero nei suoi open data fornisce anche la spesa relativa al 2017 per ogni azienda:
Open data Ministero salute
sabato 11 maggio 2019
SABAUDIA E IL PROGETTO CITTA' SANE
Nel programma in base al quale è stata eletta l'attuale Giunta che amministra Sabaudia si parlava del progetto "Città sane", ma fino ad ora non risulta che sia stata deliberata l'adesione alla rete italiana.
In questi giorni è stata pubblicata la deliberazione della Giunta n.87 con cui viene deciso di sottoscrivere un protocollo con l'Ordine dei medici e con il Parco del Circeo per promuovere la cultura della prevenzione.
Si tratta di un progetto interessante che meriterebbe di essere ampliato.
Con DPCM 4 maggio 2007 è stato approvato il documento programmatico: "Guadagnare salute - rendere facili le scelte salutari" con il quale sono definite, individuate e promosse le scelte di vita salutari.
L’obiettivo primario della cultura della prevenzione è quello di agire in modo integrato e coordinato sui quattro principali fattori di rischio modificabili (fumo, alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica) che sono responsabili da soli del 60% della perdita di anni di vita in buona salute in Europa e in Italia.
Questi fattori di rischio devono essere affrontati non solo dal punto di vista sanitario ma come veri e propri fenomeni sociali.
Naturalmente l’investimento di questa iniziativa va valutato quindi sia a lungo termine, nel ridurre il peso delle malattie croniche sul sistema sanitario nazionale e sulla società, ma anche a breve termine, nel cercare di migliorare le condizioni di vita dei cittadini, promuovendo scelte salutari immediate e stili di vita sani (smettere di fumare, seguire un‘alimentazione corretta, limitare il consumo di alcol e svolgere attività fisica regolare). Una nuova cultura della prevenzione in cui i singoli individui diventano protagonisti e responsabili della qualità della propria vita.
Con Decreto della Direzione generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute del 29 maggio 2017 sono state anche approvate le «Linee di indirizzo sull'attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione».
Il programma di inserisce nella strategia “Gaining health” promossa dall’OMS.
La Rete Città Sane dell’OMS ha sei obiettivi strategici:
• Promuovere politiche e azioni per la salute e lo sviluppo sostenibile a livello locale e nella regione europea, dando enfasi ai determinanti della salute, alla povertà e i bisogni dei gruppi vulnerabili.
• Incrementare l’accesso di tutti gli Stati Membri della regione europea alla Rete Città Sane OMS .
• Promuovere la solidarietà, la cooperazione e il lavoro comune tra le città europee e le reti, e tra le città e le reti che partecipano al movimento Città Sane nelle altre Regioni OMS.
• Rafforzare il posizionamento di Città Sane nel contesto delle politiche nazionali di sviluppo della salute, della sanità e della rigenerazione urbana.
• Svolgere un ruolo di appoggio attivo (advocacy) della salute a livello europeo e mondiale attraverso partenariati con altre agenzie che si occupano di tematiche urbane e con reti di autorità locali
• Promuovere la partecipazione degli Stati Membri alla Rete Europea dell’O.M.S. della regione europea.
Tra sono i temi della V fase della rete europea dell'OMS:
1) Ambienti capaci di cura e supporto. Una Città Sana deve essere, prima d’ogni altra cosa, una città per tutti i cittadini, inclusiva, pronta al sostegno, sensibile e capace di rispondere alle loro diverse necessità e aspettative.
2) Vivere sano. Una Città Sana fornisce condizioni e opportunità che facilitano gli stili di vita sani:
3) Ambiente & design urbano favorevoli alla salute: Una città sana offre e costruisce ambienti fisici che contribuiscono alla salute, allo svago e al benessere, alla sicurezza, all'interazione sociale, alla mobilità facile, al senso di orgoglio e appartenenza culturale che sono accessibili ai bisogni di tutti i suoi cittadini.Occorre quindi contrastare l'inquinamento.
3) Ambiente & design urbano favorevoli alla salute: Una città sana offre e costruisce ambienti fisici che contribuiscono alla salute, allo svago e al benessere, alla sicurezza, all'interazione sociale, alla mobilità facile, al senso di orgoglio e appartenenza culturale che sono accessibili ai bisogni di tutti i suoi cittadini.Occorre quindi contrastare l'inquinamento.
A livello locale molti Comuni italiani,
anche su sollecitazione dell'ANCI hanno aderito al progetto “Città sane”
dell’OMS che ha già celebrato i trent'anni di vita.
Si tratta di uno strumento per
l’applicazione a livello locale dei principi della “Salute per tutti”.
In Italia è stata costituita
l’Associazione Rete Italiana Città sane-OMS che si fonda sulla strategia della
carta di Ottawa (1986): equità, promozione della salute, partecipazione della
comunità, azioni intersettoriali, sostenibilità ed una particolare attenzione
all'assistenza di base.
Il Comitato regionale europeo
dell’OMS ha poi varato a Malta (2012) il progetto “Salute 2020”: Una politica di riferimento europea a
sostegno di un’azione trasversale ai governi e alle società per la salute e il
benessere”, secondo cui ciò che fa crescere e prosperare le società ha un
effetto positivo anche sulla salute delle persone - politiche che riconoscono
questo fatto hanno un impatto maggiore.
La salute contribuisce a una
maggiore produttività, a una migliore efficienza della forza lavoro, a un
invecchiamento più sano, a una spesa più contenuta per indennità sanitarie e
sociali e a minori perdite in termini di entrate fiscali.
I risultati migliori per la salute
e il benessere della popolazione si raggiungono laddove l’insieme del governo
lavora in maniera congiunta per intervenire sui determinanti sociali e
individuali della salute. Un buono stato di salute può sostenere la ripresa e
lo sviluppo economico.
venerdì 10 maggio 2019
PATTO PER LA SALUTE: I LAVORI NON SONO PARTITI MA SONO AUMENTATI I TAVOLI....
Un altro piccolo passo avanti per la stesura del Patto per la Salute 2019-2021.
Dopo l'ultima riunione dello scorso aprile che di fatto ha sbloccato le trattative tra Ministero della Salute e le Regioni con la volontà do costituire dei tavoli operativi su tematiche specifiche al fine poi di fare una sintesi finale.
I lavori dei tavoli, ad oggi non sono ancora partiti, ma intanto i sottogruppi di lavoro che dovranno elaborare le proposte da inserire nell’accordo sono stati portati da sei ad undici:
Qui di seguito l’elenco dei tavoli operativi:
1.LEA E PIANI RIENTRO
2.RISORSE UMANE
3.MOBILITÀ
4.ENTI VIGILATI
5.GOVERNANCE FARMACEUTICA E DEI DISPOSITIVI MEDICI
6.INVESTIMENTI
7.RETI STRUTTURALI DI ASSISTENZA TERRITORIALE SOCIOSANITARIA
8.FONDI INTEGRATIVI
9.MODELLI PREVISIONALI
10.RICERCA
11.EFFICIENZA E APPROPRIATEZZA UTILIZZO FATTORI PRODUTTIVI
Nel frattempo siamo arrivati a metà maggio.
Il problema di fondo di cui nessuno sembra parlare è quello della copertura finanziaria data la situazione sempre più grave dei conti pubblici che non può vedere assente il SSN.
giovedì 9 maggio 2019
LA CONFERENZA STATO REGIONI RAGGIUNGE L'INTESA SUI FONDI PER L'EDILIZIA SANITARIA E PER LE APPARECCHIATURE SANITARIE
Quotidiano sanità riferisce che la Conferenza Stato Regioni ha raggiunto ieri l'intesa per il programma di investimenti sulla sanità per complessivi 4 miliardi di euro.
Le risorse ripartite alle Regioni potranno essere utilizzate per la sottoscrizione di Accordi di Programma, secondo le modalità e le procedure per l’attivazione dei programmi di investimento in sanità definite dagli Accordi tra Governo e Regioni.
Il Ministro Grillo ha dichiarato:“A meno di un anno dal mio insediamento ho messo a disposizione i primi 5 miliardi per dare ospedali nuovi e le migliori tecnologie sanitarie al Paese. Nella quota sono destinati 60 milioni per la realizzazione di 6 centri di eccellenza in grado di sviluppare attività di ricerca, produzione e trattamento con terapia genica Car-T. A differenza dei tanti che mi hanno preceduto parlo di quello che ho fatto e non di quello che farò. L’obiettivo è, nell’arco della legislatura, ammodernare tutto il patrimonio sanitario del Paese e vi racconterò giorno dopo giorno quello che stiamo realizzando, lavorando per dare servizi migliori e una buona sanità a tutti i cittadini di tutto il Paese. Nessuno deve più rimanere indietro” .
Il ministero della Salute dopo aver effettuato, su mandato del ministro, una completa ricognizione e un’analisi sullo stato del patrimonio di edilizia sanitaria, di concerto con le Regioni, ha evidenziato un fabbisogno complessivo per interventi sul patrimonio edilizio da realizzare sull’intero territorio nazionale che ammonta a 32 miliardi di euro, di cui circa 12 miliardi di euro per le strutture che si trovano in zone a maggior rischio sismico.
Tra le varie competenze del ministero della Salute rientra infatti la programmazione e il finanziamento degli interventi sul patrimonio immobiliare e tecnologico delle strutture del Servizio sanitario nazionale.
Mi auguro che la regione Lazio, cui andranno € 393.504.872,64 utilizzi al meglio le somme che le verranno assegnate per sistemare il patrimonio immobiliare mettendolo a norma contro i rischi sismici, per completare la realizzazione delle case della salute e per l'acquisizione della nuove tecnologie al fine di ridurre le diseguaglianze oggi esistenti.
IL RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO NAZIONALE SCREENING
L'Osservatorio Nazionale Screening ha pubblicato il rapporto relativo all'anno 2017 dei dati dell'attività di screening delle Regioni.
Si tratta di dati che illustrano il grado di partecipazione della popolazione ai vari programmi di screening varati dal Ministero della Salute.
Il metodo seguito consiste nel chiamare a visita con lettera tutte le persone che risultano essere comprese nel range a rischio, cosa che personalmente ritengo insufficiente come dimostrato dal fatto che in molte zone dove il livello culturale dei pazienti non è molto elevato è scarsa la risposta.
Le differenze tra nord e sud anche in questo campo sono rilevanti.
Purtroppo la rilevazione pubblicata tiene conto solo dei dati a livello regionale mentre sarebbe stato interessante conoscere i dati a livello provinciale.
Naturalmente se i direttori generali ritenessero di svolgere il loro incarico nell'interesse dei cittadini sarebbe normale che presentassero a fine anni il "Bilancio sociale" con il resoconto dei soldi spesi ma soprattutto di come sono stati spesi e e di quali risultati in termini di salute sono stati raggiunti.
Così forse potremmo venire a sapere notizie come l'output dello screening per la varie patologie finanziate: mammella, cervice uterina, colon retto, ecc.
chi volesse approfondire può trovare qui il link al rapporto:
mercoledì 8 maggio 2019
NEBO Ricerche ha pubblicato nei giorni scorsi un nuovo rapporto nel sito PROGRAMMAZIONE SANITARIA sul personale dipendente delle 201 aziende sanitarie pubbliche: età media, assenze ecc. per ogni azienda sanitaria e regione per regione.
I dati sono elaborati utilizzando quelli del conto annuale pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato.
Come spiegato nelle premesse del rapporto si tratta di una analisi che riguarda 670.000 dipendenti impegnati a vario titolo nelle 218 Aziende USL, Ospedaliere e Regionali censite nel 2017, uno studio nato con l’obiettivo di fornire un quadro per molti aspetti inedito della principale risorsa dedicata alla salute del nostro Paese.
Il set di indicatori costruito consente di evidenziare e quantificare forti disparità sul territorio nazionale in termini di dotazioni di personale, ma anche rilevanti criticità in tema di assenze dal servizio e, in ultimo, la sensibile variabilità dell’età media dei dipendenti.
Va tuttavia sottolineato che l’equilibrio economico-finanziario perseguito dai Piani di rientro richiede, tra gli altri, incisivi interventi sui costi del personale, spesso concretizzati nel blocco della leva assunzionale, con conseguente diminuzione delle risorse umane: non stupisce, pertanto, che tra le Regioni dove emergono maggiormente segnali di criticità siano evidenziate quelle ancora oggi sottoposte a tale provvedimento, e cioè Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (2).
In queste pagine trova spazio una sintesi commentata di questi approfondimenti, mentre tutti gli indicatori elaborati sono disponibili nell’area web dedicata al Rapporto Sanità, dove è possibile accedere a un sistema di consultazione interattivo di tavole e grafici, con dettaglio regionale e per grande categoria di personale.
Come si può agevolmente rilevare dal grafico ricavato dalla elaborazione di NEBO Ricerche la regione Lazio è quella che ha il peggior rapporto personale/abitanti, pur essendo partita da una situazione nel 2010 migliore rispetto ad altri. La perdita è stata del 17,4%. risultando la seconda regione con maggiori tagli.
Il rapporto non analizza questo aspetto per ciascuna ASL ma la diseguaglianza tra le ASL romane e quelle delle province è stridente.
Per quanto riguarda l'Azienda USL Latina il rapporto personale/abitanti all'inizio del 2019 era di 5,8, addirittura di gran lunga inferiore alla madia nazionale del 10,09.
A ciò si aggiunga l'età media del personale che con 54,98 anni colloca la ASL Latina al 14° posto tra quelle con l'età media più elevata, con tutte le implicazioni conseguenti.
lunedì 6 maggio 2019
Entro il 31 marzo avrebbe dovuto essere approvato il patto per la salute 2019-2021...che fine ha fatto ?
Benché la scadenza del 31 marzo sia stata abbondantemente superata, dopo uno stallo sembra che sia stato raggiunto un accordo per andare avanti con i lavori per raggiungere l'intesa tra Stato, Regioni e province autonome sul Patto per la salute 2019-2021.
Sono stati istituiti sei tavoli tecnici - anche con rappresentanti del Ministero della Salute e Regioni nonché sindacali sui seguenti temi:
-personale Ssn,
-formazione e percorsi formazione-lavoro,
-assistenza territoriale,
-governance del farmaco,
-investimenti
-commissariamenti.
Questi tavoli faranno confluire le loro produzioni al tavolo politico.
Il Fondo sanitario nazionale dovrebbe aumentare di 4,5 miliardi circa in tre anni (da 113,4 del 2018 a 114,4 quest'anno, 116,4 nel 2020 e 118,1 nel 2021).
Polemiche sulla bozza fatta circolare dal Ministero, specialmente per quanto riguarda il ruolo delle assicurazioni e dei fondi privati.
Nelle intenzioni del Minisrtero dovrebbero esserci e misure di miglioramento della qualità delle cure e di efficientamento dei costi in tema di ticket, equità nell'accesso alle cure, rispetto dei livelli essenziali di assistenza, valutazione dei fabbisogni di personale, connessione dei sistemi informativi regionali, promozione della ricerca sanitaria, efficientamento dei rapporti con il privato accreditato, edilizia sanitaria.
Intanto il tempo passa e siano già a maggio.
LE NUOVE LINEE GUIDA PER LA RETE ONCOLOGICA CHE INTEGRA L'ATTIVITA' OSPEDALIERA CON QUELLA DEL TERRITORIO
La Conferenza stato regioni in data 17 aprile 2019 ha approvato il documento recante la "Revisione delle Linee guida organizzative e delle raccomandazioni per la rete oncologica che integra l'attività ospedaliera per acuti e post acuti con l'attività territoriale.
La Rete oncologica deve essere il ponte per la continuità assistenziale tra ospedale e territorio, un modello organizzativo, che preveda l'approccio multi-disciplinare con l'integrazione delle differenti specialità in un “team tumore specifico” per la gestione clinica dei pazienti, con la condivisione dei percorsi di cura e la garanzia dell'equità di accesso alle cure e la precoce presa in carico.
Gli obiettivi delle nuove Linee Guida sono:
- garantire equità di accesso alle cure e precoce presa in carico;
- essere basato sul quadro epidemiologico, sull’analisi dei fabbisogni e sui bacini di utenza;
- comprendere la precisa descrizione dei nodi e delle componenti della Rete;
- essere coerente con gli standard nazionali dell’accreditamento e con gli standard ospedalieri;
- supportare il paziente gestendo e risolvendo eventuali problematiche di tipo burocratico (attese ingiustificate per la prenotazione di esami e visite, effettuazione di procedure diagnostico-terapeutiche, ritiro referti etc.) al fine di ridurne il disagio, dandogli la possibilità di potersi concentrare e dedicare esclusivamente alle cure cui sarà sottopostoEcco l' ACCORDO STATO REGIONI
IL MINISTERO DELLA SALUTE SI PREOCCUPA PER L'EVENTUALE RITORNO DELLA POLIO
Il Ministero della salute ha pubblicato il Piano di preparazione e di risposta ad una epidemia di poliomielite.
Scopo del documento è definire, predisporre e coordinare le azioni da intraprendere in vista di un eventuale focolaio epidemico da poliovirus, sia selvaggio sia vaccino derivato, al fine di bloccarne la trasmissione entro 120 giorni dalla conferma del primo caso di infezione.
Le politiche e la progettazione delle attività di sorveglianza per il mantenimento dello Stato Poliofree sono stabilite dal Ministero della Salute che si avvale per la loro realizzazione della
collaborazione delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Dal marzo del 2014, è stato istituito il Gruppo di Lavoro Polio che ha il compito di individuare e
monitorare le azioni di intervento per garantire e mantenere lo status “polio-free”.
In Italia è attiva la Sorveglianza delle Paralisi Flaccide Acute (PFA) e la Sorveglianza della
Circolazione dei Poliovirus nell’Ambiente.
La sorveglianza attiva delle PFA è effettuata attraverso una rete di referenti regionale, che
mantengono un contatto periodico con i maggiori Centri Ospedalieri, al fine di individuare ogni
caso di PFA, dovuto a qualunque eziologia, in soggetti ospedalizzati di età inferiore a 15 anni e ogni
caso di sospetta poliomielite in persone di tutte le età.
Al verificarsi di un caso di PFA il Centro Ospedaliero interessato, oltre ad effettuare le indagini
clinico-diagnostiche di routine, predispone il prelievo di campioni biologici da inviare al
Laboratorio Nazionale di riferimento (LN) presso l’ISS o al Laboratorio Sub-Nazionale (LSN)
Regionale ove presente, ed è tenuto ad avvertire il Centro di Riferimento Regionale. Il caso deve
essere contemporaneamente segnalato al Ministero della Salute e all’ISS.
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Dal 2005, in accordo con le linee guida dell’OMS, viene effettuata a cura dell’ISS la Sorveglianza
della Circolazione dei Poliovirus nell’Ambiente mediante il monitoraggio delle acque reflue in
ingresso ai depuratori.
La legge 4 febbraio 1966, n. 51, all’articolo 1, ha previsto che la vaccinazione contro la poliomielite
sia obbligatoria per i bambini entro il primo anno di età e debba essere eseguita gratuitamente.
Purtroppo da alcuni anni la regione Lazio ha chiuso proprio il primo ospedale dove veniva curata la poliomielite negli anni in cui c'era l'epidemia in Italia: l'Istituto "Spolverini" di Ariccia (RM) che ha rappresentato per molti anni l'unica struttura dove sono cresciute importanti professionalità.
Non è stata considerato il rischio di ricadute che hanno molti pazienti, anche dopo decine di anni con la post polio syndrome.
Forse il Ministero, che rimane competente in quanto la Carta Costituzionale, all’articolo 117, comma 2, lettera q), annovera la profilassi
internazionale tra le materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva, potrebbe prendere in considerazione di utilizzare quella meravigliosa struttura, oramai quasi abbandonata.
Qui trovate il documento del Ministero:
domenica 5 maggio 2019
L'ATTUALITA' DELLA RIFORMA SANITARIA NONOSTANTE I PROBLEMI E GLI ATTACCHI
Il 3 maggio scorso sono stato inviato a parlare al Liceo classico Dante Alighieri di Latina nell'ambito di un incontro avente come tema "La Costituzione e l'Italia di oggi" organizzato dalla "Libera università della terra e dei popoli" con la partecipazione del prof. Paolo Maddalena, del Sindaco Damiano Coletta e della prof.ssa Laura Scalabrini.
Ha fatto gli onori di casa la prof.ssa Elena Polselli.
Io sono stato pregato di parlare dell'art. 32 della Costituzione.
Ho ricordato come la riforma sanitaria, nata trenta anni dopo l'entrata in vigore della nostra Carta sia basata sul sistema universalistico e sull'eguaglianza dei cittadini nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. L'attuazione del servizio compete allo Stato alle regioni e agli enti locali.
Il conseguimento di dette finalità è assicurato principalmente mediante i seguenti obiettivi.
1) la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di un'adeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunità;
2) la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro;
3) la diagnosi e la cura degli eventi morbosi quali che ne siano le cause, la fenomenologia e la durata;
4) la riabilitazione degli stati di invalidità e di inabilità somatica e psichica;
5) la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell'igiene dell'ambiente naturale di vita e di lavoro;
6) l'igiene degli alimenti, delle bevande, dei prodotti e avanzi di origine animale per le implicazioni che attengono alla salute dell'uomo, nonché la prevenzione e la difesa sanitaria degli allevamenti animali ed il controllo della loro alimentazione integrata e medicata;
La maggioranza dei nostri rappresentanti politici vedono nel Servizio sanitario nazionale solamente una fonte di costi elevata senza rendersi conto che grazie al SSN si è sviluppato un sistema che occupa direttamente 709.297 persone, alle quali dobbiamo aggiungere tutte quelle dell’indotto per un totale di 2,4 milioni pari al 10% degli occupati.
La “filiera della salute” include i settori che producono, fanno ricerca, commercializzano e offrono servizi di natura sanitaria. È composta sia dalla parte pubblica, sia dalla parte privata che è prevalentemente dedita alla manifattura industria farmaceutica, dispositivi e tecnologie medicali), il commercio e i servizi.
Un sistema che ha anche favorito la crescita in Italia una industria medicale che rappresenta uno dei principali motori di sviluppo del Paese con una produzione che è il 24,6% di quella realizzata a livello europeo pari a € 30,0 mld.
Il saldo della bilancia dei pagamenti per il settore farmaceutico è stato nel 2017 di € 771 mln.
Fiorente anche la produzione di dispositivi medici italiani che rappresentano il 10,0% di questo mercato in continua espansione.
Il saldo della bilancia dei pagamenti nel settore dei dispositivi medici, sempre nel 2017, pur essendo negativo è in diminuzione ed è pari a € 1,9 mld.
Da non sottovalutare anche l’apporto delle ICT che stanno contribuendo notevolmente allo sviluppo del SSN.
Per quanto riguarda la diagnostica in vitro siano al 16,0% della produzione europea preceduti solo da Germania e Francia.
In sostanza la “filiera della salute” contribuisce in maniera notevole alla formazione della ricchezza nazionale producendo un elevato volume di reddito, assorbendo una quota rilevante di personale altamente qualificato ed investendo elevate risorse nella ricerca e nell’innovazione.
Se guardiano indietro, in questi quaranta anni l’assistenza sanitaria è cambiata in maniera notevole.
Grazie alla ricerca molte patologie che prima potevano essere curate solo chirurgicamente oggi vengono guarite con medicinali di nuova generazione.
Alcune mali un tempo incurabili, se diagnosticati per tempo, possono essere curati con successo.
Molte tecniche un tempo sperimentali, che potevano essere offerte solamente da parte dei grandi ospedali oramai sono di uso comune.
La tecnologia medica ha fatto passi avanti notevoli grazie ad apparecchiature come la TAC, la RMN, la PEC, o a tecniche evolute come la laparoscopia o la radiologia interventistica.
I trapianti di cuore, di fegato, di midollo osseo, ecc. sono di ordinaria amministrazione.
La ricerca ha fornito un notevole supporto ai progressi della medicina e quasi quotidianamente si ha notizia di nuove scoperte di farmaci che, grazie alla collaborazione tra università ed industria possono essere messi in commercio in tempi ristretti.
Il SSN in questi anni, nonostante i molti problemi, ha garantito ai cittadini:
- Maggiore sicurezza dal punto di vista sanitario;
- Benessere diffuso, con eliminazione del divario tra salute e benessere;
- Maggiore equità rispetto al passato, anche se permangono numerose disuguaglianze che rappresentano un fattore di malessere sociale da sradicare;
- Prevenzione delle malattie: che in precedenza era molto limitata.
Mentre un tempo le persone venivano ricoverate in ospedale quando non c’era più nulla da fare, per morire, oggi le persone si recano serene in ospedale per essere guarite e per poter tornare ad una vita normale insieme ai loro cari.
Peraltro, anche a causa delle mutate condizioni sociali e della situazione economica non favorevole si assiste ad una caduta di valori come la solidarietà sociale e ad una forte contrazione del welfare state con spazi che vengono presi dalle assicurazioni private facendo venir meno il principio della universalità del SSN.
Il nuovo Patto per la salute dovrà prendere in esame una revisione di certe norme che hanno favorito uno stravolgimento della nostra sanità.
sabato 4 maggio 2019
LA GIORNATA MONDIALE DEL LAVAGGIO DELLE MANI
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che l’igiene delle mani è lo strumento per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e dell’antimicrobico-resistenza, per cui ha stabilito che il 9 maggio sia celebrata la Giornata mondiale del lavaggio delle mani; in tale occasione il ministero della Salute ha organizzato un convegno, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) e l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), destinato al personale di enti e istituzioni sanitarie e di ricerca coinvolto nelle attività assistenziali e interessato al tema delle infezioni correlate all’assistenza e all’antibiotico-resistenza.
Basta un atto così semplice....
Qui trovate il Rapporto della UE:
giovedì 2 maggio 2019
DELUSIONE PER LE NORME CHE AVREBBERO DOVUTO CONSENTIRE LE ASSUNZIONI PER IL SSN E INTRODURRE NUOVE NORME PER LE NOMINE DEI DIRETTORI GENERALI DELLE AZIENDE SANITARIE.
Il decreto legge 35/2019 oltre alle norme specifiche per la regione Calabria legge contiene anche alcune disposizioni di interessa generale. In particolare l'art. 11 del decreto legge citato reca "Disposizioni in materia di personale e di nomine negli enti del Servizio sanitario nazionale" .
A decorrere dal 2019, la spesa per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale di ciascuna regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano, nell'ambito del livello del finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cui concorre lo Stato e ferma restando la compatibilità finanziaria, sulla base degli indirizzi definiti da ciascuna regione e Provincia autonoma di Trento e di Bolzano e in coerenza con i piani triennali dei fabbisogni di personale, non può superare il valore della spesa sostenuta nell'anno 2018, come certificata dal Tavolo di verifica degli adempimenti di cui all'articolo 12 dell'Intesa 23 marzo 2005 sancita in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, o, se superiore, il valore della spesa prevista dall'articolo 2, comma 71, della legge 23 dicembre 2009, n. 191. I predetti valori sono incrementati annualmente, a livello regionale, di un importo pari al 5 per cento dell'incremento del Fondo sanitario regionale rispetto all'esercizio precedente.
Tale importo include le risorse per il trattamento accessorio del personale, il cui limite, definito dall'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 27 maggio 2017, n. 75, è adeguato, in aumento o in diminuzione, per garantire l'invarianza del valore medio pro-capite, riferito all'anno 2018, prendendo a riferimento come base di calcolo il personale in servizio al 31 dicembre 2018. Dall'anno 2021, il predetto incremento di spesa del 5 per cento è subordinato all'adozione di una metodologia per la determinazione del fabbisogno di personale degli enti del Servizio sanitario nazionale, in coerenza con quanto stabilito dal decreto ministeriale 2 aprile 2015, n. 70, e con l'articolo 1, comma 516, lettera c), della legge 30 dicembre 2018, n. 145. 2.
Ai fini del comma 1, la spesa e' considerata, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell'imposta regionale sulle attività produttive, per il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a tempo determinato, di collaborazione coordinata e continuativa e di personale che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni.
La predetta spesa è considerata al netto degli oneri derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro successivi all'anno 2004, per personale a carico di finanziamenti comunitari o privati e relativi alle assunzioni a tempo determinato e ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa per l'attuazione di progetti di ricerca finanziati ai sensi dell'articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
Le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, previo accordo da definirsi con il Ministero della salute ed il Ministero dell'economia e delle finanze, possono ulteriormente incrementare i limiti di spesa di cui al comma 1, di un ammontare non superiore alla riduzione strutturale della spesa già sostenuta per servizi sanitari esternalizzati prima dell'entrata in vigore del presente decreto.
Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 73, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, si applicano con riferimento a quanto previsto dal presente articolo. Le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano indirizzano e coordinano la spesa dei propri enti del servizio sanitario in conformità a quanto e' previsto dal comma 1.
In deroga all'articolo 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, nelle more della revisione dei requisiti per l'iscrizione nel relativo elenco e comunque non oltre 18 mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, i direttori generali degli Istituti zooprofilattici sperimentali sono nominati ai sensi dell'articolo 11, commi 5 e 6, del decreto legislativo 28 giugno 2012, n. 106.
Francamente ci si aspettava di più, sia per quanto riguarda lo sblocco delle assunzioni, sia per la questione delle nomine dei direttori generali.
Preoccupa infine la possibilità di incrementare ulteriormente la spesa per i servizi affidati a ditte esterne.
Preoccupa infine la possibilità di incrementare ulteriormente la spesa per i servizi affidati a ditte esterne.
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