lunedì 11 maggio 2020

LA DISUGUAGLIANZA DEI POSTI LETTO DELLA PROVINCIA DI LATINA RISPETTO AGLI STANDARD.


Sul supplemento del quotidiano "La repubblica" di oggi 11 maggio è stato pubblicato uno studio dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani diretto da carlo Cottarelli in cui si parla anche della sanità e di come siano stati tagliati in questi anni molti posti letto, mettendo a confronto il rapporto tra posti letto popolazione dell'Italia con quello del resto del mondo.
Si tratta di un tema che ho approfondito da tempo.
In primo luogo occorre ricordare che lo standard dei posti letto è stato ridefinito da ultimo con il decreto interministeriale n. 70/2015 firmato dalla Lorenzin e da Padoan ma dopo il parere favorevole della conferenza Stato-Regioni, per cui il rapporto del 3,7  (3x1000 p.l. acuti + 0,7x1000 p.l. riabilitazione) non è stato imposto dal cielo, ma è frutto di una scelta che è stata condivisa da tutti i presidenti (o dai loro rappresentanti delle regioni).
Il problema è che in molte parti d'Italia, ma anche nel Lazio, il rapporto non è stato applicato tenendo conto della popolazione delle province e quindi assicurando il mantenimento del rapporto in ognuna di esse, ma a livello regionale per cui a Roma troviamo un rapporto più elevato mentre nelle province abbiamo un rapporto più basso.
La Regione Lazio ha recepito il DM 70 con il DCA U00257/2017 stabilendo i posti letto delle varie strutture pubbliche e private. 
Ma non basta, perché benché i dati demografici siano uno dei dati più trasparente nel nostro Paese, mentre la popolazione della provincia di Latina saliva, i letti diminuivano, così il rapporto è sceso sempre più.
Il risultato si può vedere nel grafico che ho pubblicato.
Siamo anche ben al disotto dello standard atteso.
Attualmente il rapporto complessivo dei posti letto (pubblici e accreditati) della provincia per acuti è del 2,26x1000 anziché del 3,00x1000. 
A questo dobbiamo aggiungere che quando sono stati chiusi molti ospedali non sono stati riconvertiti in servizi territoriali.
Nel ranking mondiale (indexmundi.com) del rapporto posti letto per abitante al primo posto c'è il Principato di Monaco con il 13,8x1000, l'Italia è al 67° posto; se Latina fosse uno Stato sovrano sarebbe collocata intorno al 100° posto dopo le isole Fiji e Panama...
Ma questo è il dato complessivo, se poi andiamo più in particolare scopriamo che all'inizio della pandemia ci mancavano i posti letto di terapia intensiva, quelli di malattie infettive, non c'era un posto di pneumologia, ecc. ecc.
Anche i dati epidemiologici sono stati ignorati, così mentre i casi di tumore in base al Registro dei Tumori della provincia di Latina salivano sono stati tagliati i letti oncologici di Gaeta.
Maggiori dettagli si troveranno nel mio prossimo "Libro bianco sulla sanità della provincia di Latina"

venerdì 8 maggio 2020

L'AZIENDA SANITARIA LOCALE DI LATINA PROSEGUE AD AFFIDARE ALL'ESTERNO ANCHE LA GESTIONE DELL'ASSISTENZA INFERMIERISTICA

Inaugurazione della Casa della Salute di Sezze
Come scritto più volte in questi anni a causa del blocco delle assunzioni del personale l' azienda sanitaria locale Latina ha avviato un processo di progressivo affidamento all'esterno di molti servizi e prestazioni sia di carattere amministrativo che sanitario tanto che oramai l'incidenza del costo del personale sul bilancio è ridotta ai minimi termini  (19%), mentre il costo dei servizi sanitari esternalizzati aumentato alle stelle (64%).

Al fine di rimediare a questa situazione che purtroppo riguarda anche altre aziende il Governo  con l’articolo 11 del D.L. 35/2019, convertito con legge 60/2019 ha introdotto nuove disposizioni in materia di spesa del personale delle aziende sanitarie personale consentendo un aumento del 5% rispetto a quella sostenuta al 31 dicembre 2018 e prevedendo (3° comma) che le regioni possano, previo accordo da definirsi con il Ministero della Salute ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, incrementare ulteriormente i limiti di spesa di cui al comma 1, di un ammontare non superiore alla riduzione strutturale della spesa già sostenuta per servizi sanitari esternalizzati prima dell’entrata in vigore del presente decreto. 
Sulla base delle norme citate il Consiglio regionale del Lazio il 31 luglio 2019, a seguito di un Ordine del giorno presentato dai consiglieri Marcelli, Lombardi, Cacciatore, Blasi, Pernarella, Corrado, De Vito, Porrello e Novelli, per impegnare il Presidente e la Giunta regionale per ridurre la quota di esternalizzazione di servizi e personale sanitario lo ha approvato all’unanimità.
Non risulta che le direzioni regionali competenti abbiano fatto nulla per dar corso a questo ordine del giorno.
Pertanto all'albo pretorio dell'azienda sanitaria locale Latina è stata pubblicata in questi giorni la deliberazione n. 568 in data 7 maggio 2020 con cui si è proceduto all'aggiudicazione a seguito di una gara dell'affidamento per 36 mesi del servizio di  Unità operativa di assistenza territoriale e gestione infermieristica per la Casa della Salute di Sezze, per l'ospedale di Comunità di Cori, e per il presidio sanitario di Ventotene.
L'aggiudicazione è stata fatta in base all'unica offerta pervenite alla cooperativa OSA.
Il valore della gara è di 2.513.373,50 per 36 mesi.
Quando è stata inaugurata la casa della salute di Sezze non pensavo che sarebbe finita così.
Sarebbe ora che venisse invertito questo meccanismo che ha impoverito la sanità pubblica.

lunedì 4 maggio 2020

L'ESITO DELL'INCONTRO TRA L'ASSESSORE REGIONALE DEL LAZIO E I SINDACI DEL LITORALE PER L'AVVIO DELLA STAGIONE ESTIVA

MANET - SUR LA PLAGE DE BOULOGNE
Si è tenuta ieri 4 maggio la prima riunione in videoconferenza tra l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, e i rappresentanti – sindaci e assessori – dei Comuni del litorale, delle prefetture di Latina, Viterbo e Roma e del Comando Regionale della Guardia Costiera.
A termine della riunione l'assessore Paolo Orneli ha dichiarto: "Oggi, con un primo giro di tavolo, abbiamo istituito una vera e propria cabina di regia con i Comuni del litorale, le Capitanerie di Porto e le Prefetture delle Province costiere, iniziando, con metodo e responsabilità, un ragionamento su come gestire le spiagge, sia quelle in concessione sia quelle libere, che ci porti a una riapertura in sicurezza. Partendo dall’albo delle concessioni che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, e con il fondamentale aiuto della Guardia Costiera, potremo anzitutto procedere a una mappatura delle varie tipologie di spiagge per capire come si potrà intervenire. La nostra intenzione è stilare delle linee guida chiare, precise e condivise con tutti, partendo dall’esigenza prioritaria di assicurare la sicurezza delle persone che andranno al mare e lavorando sin da ora per garantire un accesso alle spiagge libero e senza rischi. Per quanto riguarda gli stabilimenti balneari sicuramente si dovrà partire da quanto contenuto nel vademecum ‘Ripartire Sicuri’ presentato sabato dal presidente Zingaretti, che prevede accessi limitati, segnaletica sui comportamenti da adottare, limiti di spazio per i clienti e gli operatori, distributori gel igienizzante, distanziamento di ombrelloni, lettini e sdraio e loro igienizzazione dopo l’utilizzo ecc. Quanto alle spiagge libere, anche per queste sarà fondamentale garantire la fruibilità in piena sicurezza e per fare questo abbiamo chiesto ai Comuni quali azioni intendono mettere in campo e siamo disponibili a dare il nostro contributo. E devo dire che ho apprezzato l’atteggiamento di grande responsabilità e la volontà di collaborare che ho riscontrato oggi da parte di tutti”.
Un incontro con i rappresentanti degli imprenditori balneari avrà luogo giovedì 7 maggio mentre nuovo incontro con i sindaci del litorale, la Guardia Costiera e le Prefetture è previsto per l’inizio della settimana prossima.

giovedì 30 aprile 2020

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE MATTARELLA AGLI ITALIANI IN OCCASIONE DEL 1° MAGGIO

In occasione della Festa del Lavoro 2020 i Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai cittadini italiani il seguente messaggio:
«Viviamo questo Primo maggio con il pensiero all’Italia che vuole costruire il suo domani.
Non ci può essere Repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione.
Il lavoro è stato motore di crescita sociale, economica, nei diritti, in questi settantaquattro anni di Repubblica.
Perché il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone. Consente a ciascuno di costruire il proprio futuro e di rendere l’intera comunità più intensamente unita.
Va ribadito con determinazione nella attuale situazione, in cui la diffusione del virus ha colpito duramente il nostro popolo,costringendoci, a un temporaneo congelamento delle attività. In Italia, come in tutto il mondo, le conseguenze della pandemia mettono a rischio tanti posti di lavoro.
Risalta ancora di più, in questo contesto, il valore del lavoro e, in particolare l’opera svolta da medici, infermieri, altri operatori sanitari, farmacisti, con tanti fra di loro caduti nello svolgimento dei propri compiti. Il lavoro di Forze dell’Ordine, Forze Armate, operatori del settore della logistica e dei trasporti, della distribuzione, di filiere produttive essenziali, del sistema di istruzione, pur tra molte difficoltà, ha consentito, giorno dopo giorno, al nostro Paese di non fermarsi e di andare avanti, sia pure funzionando a velocità ridotta.
Appare finalmente possibile un graduale superamento delle restrizioni. Ora guardiamo alla ripresa: ad essa, vanno indirizzati, in modo concorde, gli sforzi di tutti, senza distrazioni o negligenze. A cominciare dal consolidamento dei risultati sin qui ottenuti nella lotta al virus, a un equo, efficace e tempestivo sostegno alle famiglie e alle attività produttive, a quanti sono rimasti disoccupati e senza reddito, in modo da conservare intatte tutte le risorse del nostro capitale sociale e da consentire di far sopravvivere e far compiere un salto di qualità alla organizzazione delle imprese e alla offerta di servizi, con scelte avvedute, nella consapevolezza che sono destinate a incidere sulla qualità della vita di ciascuna famiglia, sugli stessi tempi e ritmi della vita quotidiana delle persone.
A partire dal lavoro si deve ridisegnare il modo di essere di un Paese maturo e forte come l’Italia.
La fabbrica, i luoghi di lavoro, hanno orientato e plasmato i modi di vivere nei nostri borghi e nelle nostre città, e l’opera stessa delle istituzioni chiamate ad assicurare la realizzazione della solidarietà politica, economica e sociale prevista dalla Costituzione.
La battuta d’arresto che abbiamo subìto spinge ad accelerare la strada verso un cambiamento che sappia valorizzare e non subire fenomeni come la globalizzazione e la digitalizzazione dell’economia, con scelte lungimiranti, cui possono con efficacia contribuire le importanti decisioni già assunte e in corso di definizione da parte dell’Unione Europea.
Molto cambierà nella vita delle nostre società. Questo cambiamento andrà sapientemente governato affinché la nuova fase non comporti condizioni di ulteriori precarietà ed esclusionima sia l’occasione, al contrario, per affrontare efficacemente ritardi antichi come quelli del lavoro per i giovani e le donne, particolarmente acuti nelle aree del Mezzogiorno. Come il lavoro in nero o irregolare, da fare emergere per esigenza di giustizia e contro l’insopportabile sfruttamento.
Il ruolo degli imprenditori - piccoli e medi, lavoratori autonomi e grandi imprese - appare centrale, assieme a quello della ricerca, in questo processo di riprogettazione delle filiere produttive e distributive.
Oggi, mentre celebriamo in modo così diverso dal consueto questo Primo maggio, non possiamo non riconoscere gli importanti traguardi di giustizia sociale conseguiti attraverso le battaglie dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali, efficaci strumenti di progresso ed eguaglianza.
Le Confederazioni sindacali hanno dedicato questa giornata al lavoro in sicurezza, per rendere solida e non fugace la prospettiva di rilancio.
Non può esservi – e non vi è - contrapposizione tra sicurezza, salute e lavoro.
E’ stata avviata la graduale ripresa della nostra vita sociale e di molte attività economiche.
La ripresa è possibile perché nei quasi due mesi precedenti siamo riusciti ad attenuare molto la pericolosità dell’epidemia. Dobbiamo difendere questo risultato a tutela della nostra salute.
Non vanno resi vani i sacrifici fatti sin qui se vogliamo assieme riconquistare, senza essere costretti a passi indietro, condizioni di crescente serenità. 
Non va dimenticata l’angoscia delle settimane precedenti, sotto la violenta e veloce aggressione del virus, né che abbiamo superato i duecentomila contagi e che ogni giorno dobbiamopiangere alcune centinaia di vittime.
Questo richiede un responsabile clima di leale collaborazione tra le istituzioni e nelle istituzioni.
So che possiamo fare affidamento sul senso di responsabilità dei nostri concittadini – manifestato, in questo periodo, in misura ammirevole dalla loro quasi totalità – perché, nelle nuove condizioni, ci si continui a comportare con la necessaria prudenza.
Sono necessarie indicazioni - ragionevoli e chiare - da parte delle istituzioni di governo ma, oltre al loro rispetto, è soprattutto decisiva la spontanea capacità di adottare comportamenti coerenti nella comune responsabilità di sicurezza per la salute.
Attraversiamo un passaggio d’epoca pieno di difficoltà. Riusciremo a superarle.
A tutti i lavoratori, alle Stelle al Merito del Lavoro - abitualmente consegnate in tutta Italia in questa ricorrenza - va il saluto più cordiale e l’augurio di una rapida ripresa.
Buon Primo maggio».

L'AZIENDA SANITARIA LOCALE LATINA ATTIVERA' UNA RSA PUBBLICA PER I MALATI COVID-19 A GAETA

Una notizia importante per tutta la sanità della provincia di Latina ci arriva dai Sindacati SPI CGIL FR LT, CISL Pensionali e UIL Pensionati i quali riferiscono che in un incontro odierno in videoconferenza con il Prefetto di latina dott.ssa Maria Rosaria Trio, il Direttore della ASL latina dott. Giorgio Casati e il Sindaco di Latina dott. Damiano Coletta per conoscere la situazione delle RSA, delle case di riposo e delle strutture socio assistenziali nella nostra provincia la direzione dell'azienda sanitaria ha annunciato che per affrontare l'emergenza sarà allestita una RSA pubblica "COVID-19" a Gaeta con 12 posti letto e in altre strutture che si aggiungeranno al piano regionale
Sarà la prima RSA a gestione pubblica della provincia di Latina.
Mi piace ricordare che il 31 luglio 1996 su mia proposta la Giunta regionale del Lazio approvò una deliberazione per la prima tranche di finanziamenti per  l'edilizia sanitaria in base all'art. 20 della legge 67/1988 che prevedeva la realizzazione di ben tre RSA pubbliche nella nostra provincia sulla base dei progetti presentati dalle amministrazioni comunali di Sezze, Sabaudia e Minturno.
Per una serie di cause quelle di Sezze e Minturno non sono state realizzate mentre quella di Sabaudia, dopo  una serie di problemi è stata completata dal Gruppo San Raffaele che in cambio l'ha avuta in gestione per un certo numero di anni al termine dei quali tornerà nel possesso del Comune di Sabaudia.

mercoledì 29 aprile 2020

SPESA ZERO NELLA ASL LATINA PER L'ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI


In provincia di Latina ci sono 121.193 persone che hanno sessantacinque o più anni e che rappresentano il 21,1% della popolazione.
Da quanto risulta da un recente studio dell'associazione "Italia Longeva" solo il 3% degli anziani aventi diritto riescono ad avere l'assistenza domiciliare.
A seguito della riforma federalista del 2001 alcune regioni hanno da tempo creato una gestione unitaria dell'assistenza sociale e di quella sanitaria il che ha favorito senza dubbio un miglioramento della qualità dei servizi socio sanitari.
Il Lazio non è tra queste regioni e il SSR è stato sempre mantenuto separato dai servizi sociali gestiti gelosamente dai Comuni. 
Siamo molto lontani dai paesi del nord Europa dove ogni anziano riceve in media venti ore di assistenza domiciliare al mese.
Nella provincia di Latina dall'esame dell'allegato "LA" dell'ultimo rendiconto approvato (quello del 2018, dato che l'approvazione di quello del 2019 è stata rinviata a causa dell'emergenza epidemica), si apprende (Codice 2806) che la nostra azienda nel 2018 ha speso esattamente euro ZERO per l'assistenza ambulatoriale e domiciliare per gli anziani.
Ma quanto spendono invece i Comuni per gli anziani? 
Sempre nel 2018 tutti e 33 i Comuni hanno speso solo € 6.094.785,, ma la spesa da un Comune all'altro è molto variegata e anche qui c'è qualcuno che ha speso ZERO euro.
Si tratta di una cosa molto grave che dimostra scarsa attenzione a tutti i 121.193 cittadini e cittadine che hanno superato quella soglia e che come minimo avrebbero bisogno di visite per una appropriata prevenzione.    
Siamo molto lontani senza dubbio dalla Svezia dove al compimento del 65° anno i cittadini ricevono una telefonata da parte degli addetti del servizio sanitario che si presentano e chiedono se possono fare qualcosa per loro.....

martedì 28 aprile 2020

IL CONSIGLIO REGIONALE E' IMPEGNATO IN QUESTI GIORNI PER RIPROGRAMMARE IL BILANCIO 2020 PER ADEGUARLO ALLE ESIGENZE DELL'EPIDEMIA

Tutto il Consiglio Regionale del Lazo è d'accordo sul fatto che il bilancio regionale 2020 vada riprogrammato alla luce dell’emergenza Covid-19, partendo dalla ricognizione delle spese stanziate ma non ancora impegnate dai vari assessorati e da destinare a interventi urgenti.
Oggi 28 aprile proseguiranno alla Pisana in Commissione Bilancio programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri, le audizioni con gli assessori regionali su: "Bilancio di competenza 2020. Risorse non impegnate in spese correnti e in conto capitale da riprogrammare e destinare ad interventi urgenti.".
Da quanto si apprende dai rendiconti delle sedute forniti dal sito del Consiglio regionale nei giorni scorsi c'è stata già l'audizione dell’assessore al Bilancio Alessandra Sartore che aveva presentato tredici delibere della Giunta regionale per affrontare le prime settimane dell’emergenza Covid-19, il loro impatto sui conti della Regione.
Per dare assistenza alle famiglie in situazione di contingente indigenza economica con i buoni spesa sono stati  destinati 19 milioni di euro ai comuni del Lazio. 
Sono previste misure straordinarie di sostegno alle attività degli enti del Terzo settore impegnate nell'assistenza alla cittadinanza che si accompagnano a un protocollo d'intesa tra la Regione Lazio e diverse associazioni del commercio, dell’artigianato, della grande distribuzione, l'Anci e il Forum del terzo settore, per la consegna della spesa a domicilio per persone non autosufficienti o per le quali è fortemente consigliato di non uscire a causa di determinate patologie. 
Altri provvedimenti riguardano: l’adozione di un protocollo di Intesa fra la Regione Lazio, il ministero dell'Università e della ricerca, il ministero della Salute, il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Irccs “Lazzaro Spallanzani” per contribuire alla soluzione dell'emergenza epidemiologica Covid-19; una moratoria regionale straordinaria 2020 per gli strumenti di agevolazione creditizia attivati dalla Regione Lazio; la sospensione di tutti i termini relativi ai procedimenti per la concessione di sovvenzioni regionali; misure a sostegno della liquidità delle Ater. 
Provvedimenti ad hoc riguardano: la proroga dei termini delle procedure regionali in agricolutura; la disciplina delle aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie; uno stanziamento di dieci milioni di euro a favore dei settori florovivaistico e della produzione del latte bovino e di bufala.
“Si è fatta una stima delle ipotesi di minori entrate – ha spiegato Sartore alla commissione Bilancio - che a oggi è di 145 milioni di euro. 
La sospensione del pagamento della tassa automobilistica fino al 30 giugno cuba circa 100 milioni”. Nella stessa proposta di delibera di Giunta si prevede anche la sospensione dei pagamenti dell’Irba (imposta regionale sulla benzina per autotrazione) e dell’Iresa (imposta sulle emissioni sonore degli aeromobili) dovuta per i mesi di marzo, aprile e maggio. “Ci aspettiamo dal nuovo decreto legge – ha proseguito Sartore - , al di là di tutti gli interventi diretti, un aiuto territoriale per l’impatto della situazione sui bilanci regionali per i quali vale il principio del pareggio di bilancio. Dovremmo fare un tavolo con il Mef, per vedere quanto è il ristoro di queste minori entrate. Con il trasferimento della compensazione dello Stato nei confronti delle regioni su questo differenziale di accertamenti di minori entrate quei 145 milioni si annullerebbero. Noi su questo ci stiamo credendo. Nel tavolo col governo tutte le regioni diranno a quanto ammonta questo differenziale che in totale non sarà meno di 1,5 miliardi o forse pure di più”.
In merito alla spesa per l’emergenza sanitaria, Sartore ha riferito che sono stati impegnati 96,5 milioni di euro per mascherine, guanti, tute, tamponi, disinfettanti, occhiali e ventilatori polmonari, ecc.

sabato 25 aprile 2020

CHE FINE HA FATTO L' ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO PER IMPEGNARE LA GIUNTA A RIDURRE L'ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI E DEL PERSONALE SANITARIO ?

Il 31 luglio 2019 i consiglieri Marcelli, Lombardi, Cacciatore, Blasi, Pernarella, Corrado, De Vito, Porrello e Novelli presentavano un Ordine del Giorno (n.36) con il quale, in base al disposto del D.L. 25/2029 convertito con lege 60/2029  è stato chiesto di impegnare la Giunta regionale a ridurre la quota di esternalizzazione di servizi e di personale sanitario nella regione Lazio.
Il Consiglio regionale del Lazio in pari data  ha approvava l'ordine del giorno in questione.
A distanza di nove mesi dall'approvazione del predetto Ordine del Giorno non risulta che sia stata ridotta tale esternalizzazione, ma anzi a causa dell'epidemia in atto è stato fatto ricorso a nuovi servizi presso strutture private.
  

giovedì 23 aprile 2020

SABAUDIA: LA NUOVA ORDINANZA DEL SINDACO


In data 23 aprile è stata pubblicata all'albo Pretorio del comune di Sabaudia la nuova ordinanza n. 23 con cui viene disposta la chiusura al transito veicolare e pedonale del tratto stradale di Via Lungomare dalle ore 12 del giorno 24 aprile sino alle ore 24 del giorno 26 aprile incluso salvo residenti e dimoranti (purché presenti dal 6 marzo 2020 in modalità continua e autorizzati);
Il responsabile della polizia Locale è autorizzato a valutare l'opportunità di disporre varchi fissi e mobili su tutto il territorio comunale.

COME DOVRANNO FUNZIONARE NE NUOVE UNITA' SPECIALI DI CONTINUITA' ASSISTENZIALI NEL LAZIO

Nei giorni passati ho già scritto delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale.
Nonostante il tempo trascorso dall'entrata in vigore del DL 14/2020 (10 marzo) non risulta che sia stato adottato alcun provvedimento, ma a seguito della nota n. 291852 del 8 aprile 2020 è stato indetto un avviso per il reclutamento del personale; però non è noto quante saranno queste USCA nel Lazio, dove saranno ubicate e i territori assegnati a ciascuna di esse.
Ora la Direzione salute e integrazione socio sanitaria della Regione Lazio  ha adottato una determinazione (n. G04569 in data 20 aprile) con cui ha approvato un regolamento di funzionamento delle USCAR del Lazio che dispone quanto segue:
Le USCAR Lazio sono dei Team di medici ed infermieri che, coordinati operativamente dall’INMI Spallanzani di Roma, sotto gli indirizzi e la regia dell’Unità di Crisi Regionale, svolgono un’attività di
pronto intervento straordinario nei confronti di situazioni legate all’attuale pandemia Covid-19 che richiedono un approccio integrato e multidisciplinare da parte di personale esperto, capace di adattare il profilo operativo al contesto e alle circostanze che determinano l’intervento; l’intervento è attivato dall’Unità di Crisi Regionale, in raccordo con l’ASL territorialmente competente.
Il personale aderisce volontariamente all’iniziativa e viene selezionato sulla base dell’immediata disponibilità e dell’esperienza maturata nell’eseguire tale tipologia di intervento; in seconda istanza, potrà essere selezionato personale da formare/aggiornare da parte del SERESMI. Gli operatori sono adeguatamente forniti di DPI e si raccordano, secondo gli indirizzi impartiti dall’Unità di Crisi, per il tramite dell’INMI–Spallanzani, con l’ASL territorialmente competente.
Il personale selezionato che non risulti convenzionato o dipendente sarà contrattualizzato da INMI Spallanzani; tutte le altre risorse continueranno ad essere gestite contrattualmente dalla azienda di appartenenza e, sulla scorta delle comunicazioni in ordine alle ore di attività resa, verrà loro riconosciuto l’emolumento dovuto pari ad €/h. 40,00.
L’intervento è rivolto alle comunità intese nel senso più ampio del termine: strutture sanitarie e socio-sanitarie, RSA, case di riposo, comunità di anziani, comunità religiose, carceri, campi nomadi, residenze per pazienti psichiatrici, disabili ecc.; solo in situazioni straordinarie, di bisogno non soddisfatto dalle ordinarie modalità organizzative, l’USCAR effettuerà interventi a domicilio.
Ambiti d’intervento, sempre in raccordo con la Direzione Aziendale di riferimento:
-Supporto ai SISP per la valutazione strutturale e organizzativa;
-Valutazione clinico-assistenziale dei pazienti/ospiti delle strutture interessate da un evento epidemico finalizzata all’orientamento del percorso assistenziale più appropriato nei diversi setting di cura (strutture sanitarie o socio sanitarie o residenze protette);
-intervento medico ed infermieristico, inclusa la visita clinica, la prescrizione di farmaci ed indagini diagnostiche, il teleconsulto con l’INMI-Spallanzani nel caso necessiti una valutazione specialistica;
-esecuzione test diagnostici (tamponi, prelievi ematici, test rapidi) sia sugli operatori che sui pazienti/ospiti sintomatici o individuati come a rischio.
Gli equipaggi saranno composti, di norma, da almeno 1 medico ed 1 infermiere, preferibilmente in team stabile, con assegnazione prevalente ad ambiti territoriali definiti.
L’INMI individuerà, con il supporto delle Direzioni di tutte la ASL e dell’Unità di Crisi, i mezzi di trasporto idonei per il trasporto del/i team, delle loro strumentazioni e materiali di consumo (DPI…)
necessari.
Il coordinamento operativo dell’USCAR è affidato all’INMI-Spallanzani, che individua, tenendo conto del profilo curricolare ed esperienziale sulla materia e delle attitudini individuali, un coordinatore medico ed uno infermieristico e, sulla base delle necessità operative, uno o più vice coordinatori. I coordinatori riferiscono alla Direzione Sanitaria dell’INMI-Spallanzani che ne potrà modificare, in ogni momento l’individuazione e la composizione.
Sia il coordinamento che eventuali altri incarichi sono di natura volontaria, senza ulteriori oneri e spese a carico dell’Ente.
Le competenze del coordinatore sono: capacità di collaborazione e interazione con le aziende e istituzioni coinvolte, conoscenza delle problematiche legate all’attuale pandemia Covid-19, capacità di gestire team multiprofessionali, capacità di gestire la logistica legata agli interventi proposti e realizzati (DPI, procedure di vestizione e svestizione, gestione clinica, gestione organizzativa, gestione amministrativa, gestione delle problematiche connesse all’osservanza delle vigenti normative), capacità di gestione clinica legata alla collaborazione con l’INMI Spallanzani, capacità di adattamento ai setting operativi.
I compiti prioritari dei 2 coordinatori sono:
1) aggregazione delle risorse selezionate per livello di competenze, distribuzione territoriale e orari di disponibilità al fine di preparare i possibili team di intervento;
2) in fase di attivazione, costruire il team e definire il programma e gli obiettivi dell’intervento;
3) monitorare i risultati dell’intervento, la sua durata ed efficacia, approvando un apposito rendiconto che la Direzione INMI trasmette all’Unità di Crisi regionale e alla Direzione Generale ASL.
A seguito della richiesta da parte dell’Unità di Crisi Regionale, la Direzione Sanitaria di INMI Spallanzani attiva, tramite i coordinatori, l’intervento del/i team USCAR.
I  coordinatori definiscono il programma ed il piano operativo dell’intervento in accordo con la Direzione dell’ASL territorialmente competente: quest’ultima garantisce la presenza e la partecipazione delle strutture aziendali utili (Coordinamento distrettuale COVID, SISP, CAD…) al buon fine dell’intervento.
I coordinatori gestiscono la logistica necessaria allo svolgimento dell’intervento, redigono la rendicontazione clinico-operativa e convalidano il foglio presenze dei singoli componenti del/I team al termine di ogni intervento, trasmettendo il tutto alla Direzione Sanitaria INMI.
INMI-Spallanzani comunica alle aziende di appartenenza le ore lavorate dal personale, ai fini della regolazione contabile e amministrativa.
Una organizzazione che appare ben diversa da quella disposta dalle altre regioni che hanno già disposto in merito creando oltre alle USCA anche una sovrastruttura  a livello regionale.
Inoltre in molte regioni sono già funzionanti con dotazione di auto aziendali, di strumentario, di farmaci, DPI, ecc. 

LE CRITICITA' NELLE RSA AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Da alcuni anni la Regione Lazio ha attivato il Sistema Informativo Residenze Assistenziali (SIRA) che consente in primo luogo di monitorare in tempo reale la corrispondenza dei posti letto occupati dai pazienti ricoverati presso le RSA rispetto a quelli autorizzati. 
Grazie a questo strumento informatico, come riportato dalla stampa di oggi è stato possibile accertare in questi giorni la presenza in ben sette strutture della provincia di un numero di pazienti oltre il consentito e la presenza di soggetti non autosufficienti.
A seguito delle criticità accertate sarebbero state pertanto inviate segnalazioni ai Sindaci dei seguenti: Comuni: Sabaudia, Lenola, Aprilia e Sezze ma anche ai Carabinieri NAS.
La materia, inizialmente stabilita dalla legge 41/1993 e dal successivo regolamento regionale del 1994 è ora regolata dalla L.R. 03 Marzo 2003, n. 4 recante "Norme in materia di autorizzazione alla realizzazione di strutture e all'esercizio di attività sanitarie e socio-sanitarie, di accreditamento istituzionale e di accordi contrattuali"  che prevede la diffida nei confronti del responsabile delle strutture interessate cui può conseguire la sospensione o, nei casi più gravi,  persino la revoca dell'autorizzazione.
Il problema di fondo è comunque quello di ripensare ad un modello diverso per l'assistenza agli anziani e ai disabili gravi come proposto anche dal direttore regionale per l'europa dell'OMS in una conferenza stampa del 23 aprile ripresa sul mio blog:

mercoledì 22 aprile 2020

SABAUDIA: LA GIUNTA APPROVA L'ELENCO DEI BENI CONFISCATI DA DESTINARE E LE LINEE GUIDA CON I REQUISITI PER L'ASSEGNAZIONE

A seguito dell'approvazione da parte del Consiglio comunale avvenuta con deliberazione n. 52 in data 19 novembre 2019 del Regolamento per la destinazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata la Giunta con deliberazione n. 55 in data 2 aprile 2020, pubblicata oggi 22 aprile all'albo pretorio, ha adottato delle Linee Guida.
Tra breve sarà pubblicato l'avviso per l'assegnazione dei 40 beni (n.13 terreni e n. 27 unità immobiliari) elencati nell'atto deliberativo. 
La delibera la trovate qui