giovedì 10 ottobre 2019

LA GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE


Il 10 ottobre è la giornata mondiale della salute mentale
"Non c'è salute senza salute mentale" afferma l'Organizzazione mondiale della sanità. La salute mentale è infatti parte integrante della salute e del benessere.
Il Ministero della salute sul proprio sito web scrive: 
L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della diagnosi precoce e favorire l’accesso alle cure, aiutando a superare pregiudizio, stigma e paure.
Quest’anno la Giornata, organizzata dalla Federazione mondiale per la salute mentale e sostenuta dall'Oms, dall'International Association for Suicide Prevention e dalla United for Global Mental Health, è dedicata alla prevenzione del suicidio.
Nel mondo circa 800.000 persone muoiono ogni anno per suicidio che è ritenuto la seconda principale causa di morte tra i 15 e i 29 anni.
Il tasso di mortalità per suicidio in Italia è pari a 6 per 100mila residenti (più basso della media europea, pari a 11 per 100mila). Tale quota aumenta con l’età, passando da 0,7 nei giovanissimi (fino a 19 anni) a 10,5 negli anziani, con valori 4 volte maggiori nei maschi rispetto alle femmine. Nella classe di età tra i 20 e i 34 anni, il suicidio rappresenta una rilevante causa di morte (12% dei decessi).
Per approfondire vai alla pagina World Mental Health Day 2019 dell'OMS.
Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma, l'opuscolo del Ministero della salute
Le condizioni di vita delle persone con disagio mentale non dipendono solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado di accettazione all'interno della famiglia e della società, accettazione spesso ridotta a causa della discriminazione di cui vengono fatte oggetto.
Il Ministero della salute per celebrare la Giornata 2019 ha realizzato l'opuscolo informativo "Salute mentale fatti e cifre contro lo stigma" con l'obiettivo di:
diffondere una corretta informazione sul disagio mentale
fare chiarezza sulle false notizie circolanti
fornire ai cittadini informazioni utili sulle strutture territoriali alle quali rivogersi e sui servizi offerti.
Secondo i dati rilevati in Italia nel 2017 dal Sistema Informativo Salute Mentale (SISM) e contenuti nel Rapporto annuale del Ministero della Salute:
  • le persone con patologie psichiatriche assistite dai servizi specialistici sono state 851.189
  • i pazienti che sono entrati in contatto per la prima volta con i Dipartimenti di Salute Mentale sono stati 335.794 e il 67,6% dei pazienti ha più di 45 anni
  • le patologie psichiatriche più frequenti sono la depressione, la schizofrenia e le sindromi nevrotiche e somatoformi
  • le prestazioni erogate dai servizi territoriali ammontano a 11.474.311.
Molto è stato fatto ma molto c'è ancora da fare per i malati di mente.

LE ANTICIPAZIONI DELLA MANOVRA DEL MINISTRO SPERANZA SUI TICKET

Secondo Il Sole 24 Ore la legge di bilancio 2020 prevederà che la compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria sarà calcolata in base al reddito: “chi ha di più paga di più e chi ha meno paga meno”. 
Nel riordino conterà il reddito familiare equivalente rapportato alla numerosità del nucleo familiare. 
Finalmente sarà eliminato il superticket da 10 euro sulle prestazioni specialistiche e ambulatoriali. 
Entro marzo dovrebbe essere adottato un decreto a firma del Ministero dell'economia e delle finanze e di quello per la salute per individuare le nuove quote di compartecipazione per prestazioni specialistiche e diagnostiche. 
Saranno anche identificate le prestazioni esenti e le esenzioni per chi è privo di reddito. 
Si terrà conto come ora  delle malattie croniche e invalidanti, di malattie rare, invalidi e delle categorie protette. 
La compartecipazione dei cittadini resterà a quota 3 miliardi l'anno: ora 1,6 miliardi arrivano dai ticket sui farmaci e 1,4 da quelli su prestazioni specialistiche e ambulatoriali.
Il principio dell'equità è condivisibile ma si dovrà vedere come sarà applicato.

IL PPI DI SABAUDIA DOPPIA IL TETTO DEI 6.000 ACCESSI MA....


Dai dati della ASL i Punto di Primo intervento di Sabaudia in questi anni è stato costantemente sopra i 6000 accessi annui previsti dal punto 9.1.5 del DM 70/2015: 2015=10.000; 2017=13.400; 2018=12.257; 1° semestre 2019=3060.
In base alla norma citata qualora gli accessi superino le 6.00 unità anno la responsabilità clinica e organizzativa dovrebbe ricadere sul DEA di riferimento, che potrà avvalersi di risorse specialistiche, con adeguata formazione, presenti nella struttura.
L'Azienda USL Latina con la deliberazione n. 849 in data 12 settembre scorso ha ritenuto invece di creare dal 1° gennaio 2020 apposite strutture territoriali afferenti al dipartimento dell'assistenza primaria ed incardinate su base territoriale alla UOC Assistenza medica e specialistica di tale dipartimento.
In questo modo il Livello Essenziale di Assistenza denominato "Emergenza Sanitaria Territoriale" viene di fatto cancellato.
Prova ne sia che alcune aziende che hanno già fatto scelte analoghe nel rendiconto dell'anno 2018 riportano nel modello allegato "LA" al codice 20300 la cifra zero.
Ritengo che ciò meriti una adeguata considerazione da parte dei preposti "pro tempore" della ASL.
 

martedì 8 ottobre 2019

PUBBLICATA LA LEGGE REGIONALE DEL LAZIO PER IL COMPOSTAGGIO DEI RIFIUTI


Nell'ambito dei rifiuti urbani uno dei problemi principali è rappresentato nella nostra regione da quello dell'organico.
Il Consiglio regionale il 3 ottobre scorso ha approvato la legge regionale n. 19 recante "Disposizioni per promuovere le pratiche di compostaggio aerobico di rifiuti organici".
Una legge che nell’osservanza della normativa dell’Unione europea nonché della Costituzione e del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modifiche, al fine di ridurre la produzione di rifiuti organici e gli impatti sull’ambiente derivanti dalla gestione degli stessi, nonché in coerenza con la promozione di stili di vita improntati alla sostenibilità e la promozione di forme di economia circolare,
promuove:
a) l’attuazione delle pratiche di compostaggio aerobico e, in particolare, di autocompostaggio, di compostaggio di comunità e di compostaggio di prossimità, così come definiti dagli articoli 183, comma 1, lettere e) e qqbis) e 214, comma 7bis, del d.lgs. 152/2006 e successive modifiche;
b) la produzione aerobica e l’utilizzo di un “compost di qualità” che rispetti i requisiti e le caratteristiche di cui all’allegato 2 del decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75 (Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti, a norma dell'articolo 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88) e successive modifiche.
La Regione, nell’ambito delle competenze di cui all’articolo 196 del d.lgs. 152/2006 e successive modifiche:
a) adotterà, nei propri atti di pianificazione e regolamentazione, misure utili per promuovere la gestione integrata dei rifiuti, la riduzione della produzione dei rifiuti e il recupero degli stessi;
b) adotterà linee guida finalizzate a:
1) ottimizzare ed implementare l’autocompostaggio, nel rispetto della normativa statale;
2) progettare, realizzare e gestire gli impianti destinati al compostaggio di prossimità di cui all’articolo 214, comma 7bis, del d.lgs. 152/2006, nel rispetto della potestà statutaria e regolamentare dei comuni;
3) ottimizzare ed implementare l’attività di compostaggio di comunità di rifiuti organici di cui all’articolo 180, comma 1-octies, del d.lgs. 152/2006, nel rispetto del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 266/2016;
c) adotterà, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un disciplinare di produzione del “compost di qualità” nel quale sono definite le azioni e le misure utili a garantire la migliore qualità del prodotto, anche attraverso ulteriori procedure di controllo e di analisi rispetto a quelle previste dalla normativa vigente e rendendo trasparente la filiera del rifiuto trattato nonché a favorire accordi di vendita con le associazioni di categoria;
d) attiverà, in collaborazione con i comuni, anche nelle forme associative regolarmente costituite (ambiti di raccolta ottimali), un sistema di monitoraggio sul rifiuto organico prodotto e sul relativo utilizzo;
e) concederà contributi.

venerdì 4 ottobre 2019

UNA NUOVA PUBBLICAZIONE DELL'ISTAT CI FORNISCE UNA FOTOGRAFIA A LIVELLO PROVINCIALE DEL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE

La conoscenza sempre più approfondita dei dati dovrebbe aiutare ad elevare la qualità del procedimento decisionale dei governanti. 
Il quadro informativo sul Benessere equo e sostenibile (Bes) si basa su un sistema integrato di indicatori economici, sociali e ambientali implementato e sviluppato dall’Istat a partire dal 2010, a valle di un ampio e articolato processo che ha coinvolto istituzioni, mondo della ricerca e organismi della società civile, allo scopo di supportare il dibattito pubblico sul tema del benessere sociale. “Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori” è il progetto avviato dall’Istat per costruire un sistema di indicatori territoriali coerenti con il framework Bes adottato a livello nazionale e rilevanti a livello locale.
Questa pubblicazione, a partire dall’analisi delle misure, analizza le differenze di benessere riscontrabili tra 96 province e 14 città metropolitane individuate dalla classificazione Nuts3 2010. La prima parte presenta una lettura territoriale, esaminando la distribuzione delle componenti del benessere tra le province italiane, e il suo andamento nel tempo, sia in chiave comparativa che in un’ottica globale. La seconda parte introduce la dimensione spaziale come ulteriore chiave di lettura. In appendice è riportato l’elenco completo degli indicatori, classificati secondo la corrispondenza con il Bes.
La provincia di Latina tra quelle del centro Italia si colloca agli ultimi posti per la mortalità infantile e per le morti per incidenti stradali.

giovedì 3 ottobre 2019

INVECCHIAMENTO ATTIVO A LATINA

L'invecchiamento della popolazione della provincia di Latina aumenta velocemente.
Nel 2012 secondo l'ISTAT l'indice di vecchiaia (65/Popolazione da 0-14x100) era pari a 129,40 ed era il più basso della regione; nel 2019 siamo arrivati a 155,2 anche se siamo ancora la provincia più giovane del Lazio.
Come si vede in soli sette anni c'è stato un aumento eccezionale.
Secondo la World Health Organization (OMS) «Siamo di fronte al più grande cambiamento demografico mai accaduto prima d’ora nella storia. L’invecchiamento globale della popolazione comporterà richieste sociali ed economiche alle quali bisognerà fare fronte. Mantenere la popolazione attiva è dunque una necessità non un lusso» .
ASL e Comuni devono accelerare il processo per garantire agli anziani una qualità ella vita sufficientemente buona facilitando il mantenimento in attività degli anziani.
Sempre secondo la WHO-OMS  l’invecchiamento attivo è «un processo di ottimizzazione delle opportunità relative alla salute, partecipazione e sicurezza, allo scopo di migliorare la qualità della vita delle persone anziane». 
Dal punto i vista demografico il peso degli anziani sarà sempre maggiore e quindi è giusto che possano avere voce in capitolo sulla gestione della cosa pubblica con particolare riguardo alle cose che li riguardano più da vicino come la salute e i servizi sociali.
Le Case della Salute potranno rappresentare non solo un luogo di cura per gli anziani e le persone fragili, ma anche un sicuro luogo dove potranno essere svolte attività per l'invecchiamento attivo ad esempio assicurando la partecipazione dei cittadini alla valutazione dei bisogni, alla definizione delle progettualità, alla valutazione di impatto delle iniziative della casa della salute rispetto agli obiettivi individuati. 
Le modalità attuative della partecipazione dovranno essere conformi alle previsioni dell’articolo 14, comma 7, del D.lgs. 502/1192, garantendo il coordinamento con le attività del distretto.
I Comuni e l'Azienda sanitaria locale dovranno agevolare queste attività sia con la concessione gratuita di locali idonei che mettendo in atta tutte quelle modifiche regolamentari necessarie per dare attuazione a questa esigenza.

mercoledì 2 ottobre 2019

MANCANO SOLO 88 GIORNI ALLA DISATTIVAZIONE DEL VECCHIO PPI E ALL'ATTIVAZIONE DELLA NUOVA STRUTTURA



A distanza di un anno facciamo il punto sul Punto di primo intervento di Sabaudia.
La direzione generale con un documento datato 25 ottobre 2018 aveva presentato ai Sindaci la seguente proposta di rimodulazione dei Punti di primo intervento:
1)     Informatizzazione dei dati relativi alle attività di tutti i PPI quale presupposto per l'analisi puntuale delle attività svolte e i relativi flussi temporali; 
2) Passaggio della gestione del personale/attività attualmente assicurate dai PPI dalla attuale rete ospedaliera alla rete territoriale assumendo successivamwnte la dizione, in accordo con la programmazione regionale già in atto, di “Ambulatorio di Cure Primarie Specializzato – ACPS” o altra dizione individuata a livello regionale; 
3) Rimodulazione dell'orario di apertura dei PPI (rectius ACPS) portandolo dalle attuali 24/h a 12/h giornaliere (08.00-20.00) tutti i giorni domenica e festivi compresi; 
4) Trasferimento, ove possibile, delle attuali sede di Continuità Assistenziali presso le sedi degli attuali PPI e contestuale attivazione dell’attività ambulatoriale di tale Servizio durante il relativo orario di apertura (tutti i giorni: 20.00-08.00 – Sabato 10.00-20.00 – Domenica e Festivi 8.00-20.00) al fine di assicurare, in ogni caso, una presenza medica ambulatoriale sul territorio per le necessità di assistenza minori durante la notte; 
5) Inserimento di tali strutture, previa rimodulazione ed esplicitazione delle competenze, nella rete territoriale prevedendo il coinvolgimento (anche informatico) della Continuità Assistenziale e dei MMG organizzati in UCP nonché ove possibile del sevizio ARES 118 (protocolli di attivazione). Al riguardo appaiono ipotizzabili, in attesa e propedeuticamente alle decisioni regionali, accordi locali, sulla base delle peculiarità delle singole sedi, nel rispetto di indicazioni regionali quadro; 
6) Utilizzo delle risorse liberatesi dalla rimodulazione dell'orario degli attuali PPI, quale sopra indicato, per l'implementazione immediata, in tali realtà, della presa in carico dei pazienti cronici (anche per dare percezione diretta ai cittadini dei cambiamenti positivi in corso) e per cui è da prevedersi la piena utilizzazione / centralità delle competenze ex lege delle UCP e delle Case della Salute; 
7) Predisposizione ed attuazione di apposita campagna informativa istituzionale con il coinvolgimento fondamentale, oltre che della Regione, dei MMG/PLS e delle realtà locali (Comuni, Sindacati, Associazioni di Volontariato, network locali ecc.).
Come si può comprendere ci sarebbe stata una gravissima dequalificazione del servizio, identica a quanto fatto già in quel periodo ad Anagni, dove, dopo appena due giorni dalla c.d. "trasformazione" del locale PPI in un punto di assistenza territoriale gestito da medici di base H12 e senza infermieri una persona punta da calabrone è rimasta uccisa poiché quel presidio non gli ha potuto dare le cure del caso. 
Pertanto dopo aver fatto opposizione alla Regione, scritto al Ministro Grillo, al Presidente della Camera si è ottenuto dalla Regione che i PPI non venissero chiusi il 31 dicembre 2018 grazie ad una proroga al 31 dicembre 2019; successivamente il 15 gennaio di quest'anno il Comitato per la difesa del Punto di primo Intervento di Sabaudia ha presentato una proposta per realizzare in ognuno dei sette Comuni della provincia di Latina  dove oggi è presente un PPI una Casa della Salute con un PPI come modulo aggiuntivo in attuazione del DCA U00412/2017 di Zingaretti.   
Non sono pervenute risposte a quest'ultima proposta, ma dopo il nuovo decreto del presidente della Regione n. U00303 pubblicato il 13 agosto che prevedeva la trasformazione di tutti i PPI in presidi di cure primarie Sindaci e Comitati sono dovuti intervenire duramente e dopo l'incontro in data 5 settembre dei Sindaci con l'assessore e la contemporanea manifestazione dei Comitati sotto il palazzo la direzione generale della ASL ha formulato con una deliberazione del 12 settembre scorso, n. 849, una nuova proposta che prevede tra l'altro:
1) Mantenimento del sistema informatico GIPSE che ha consentito di confermare come i pazienti accedano ai PPI anche nelle ore notturne; 
2) Attivazione presso l'attuale struttura di una apposita struttura territoriale - afferente al dipartimento dell'Assistenza Primaria deputata principalmente alla gestione delle urgenze minori di stretta competenza territoriale sia di tipo chirurgico (trattamento di traumi minori quali ferite, non complicate ustioni di grado minore, distorsioni e fratture minori composte, ecc.) che medico ( odontalgie gravi, coliche addominali, reazioni allergiche minori, crisi ipoglicemiche ecc.);
3) Apertura del PPI  H24 come ora e non più con la riduzione alle 12 ore diurne;
4) Conservazione del personale medico esperto in emergenza territoriale ed infermieristico attualmente in servizio e approvazione entro il 31 dicembre di un regolamento prevedendo i protocolli necessari per assicurare il necessario collegamento in rete H24 con i  servizi di pronto soccorso ospedalieri, L'ARES 118 nonché le strutture territoriali;
5) inclusione delle nuove strutture all'interno della Casa della salute che sarà realizzata utilizzando la struttura dell'ex ospedale di Sabaudia.
Un grande passo avanti, tuttavia si ritiene che sia necessario da parte della direzione generale fare un altro sforzo sui seguenti temi:
a)  Formalizzare la denominazione della nuova struttura,
b)   Fermo restando l’incardinamento della nuova struttura a livello di Distretto ai sensi dell’art. 10 della legge 833/1978 e l’afferenza al Dipartimento di Assistenza Primaria, prevedere il necessario coordinamento e collegamento organizzativo e funzionale con il DEA di riferimento e il Sistema di emergenza-urgenza a livello provinciale e regionale;
c) Chiarire meglio le competenze della nuova struttura dato che in particolare non è  stato previsto il comportamento che il personale debba tenere nei casi più gravi che dovrebbe comprendere la stabilizzazione del paziente in fase critica attivandone poi il trasporto presso l'ospedale più idoneo secondo protocolli definiti (dall'assenza di questo riferimento potrebbero sorgere possibili problemi medico legali);
d)  Approvare un regolamento dei compiti del personale e dei relativi protocolli per i rapporti con il Sistema di emergenza-urgenza onde evitare problemi di ordine medico legale e responsabilità per gli operatori interessati; 
e)Approvare un cronoprogramma specifico per l'attivazione della nuova struttura coprendente tutte le varie fasi fino alla sua attivazione prevista per il 1° gennaio 2020. 
Per il Comitato per la difesa del PPI di Sabaudia con una lettera  in data 14 settembre ha inviato una serie di osservazioni alla direzione generale della ASL e alla regione con preghiera di volerle recepire modificando la delibera citata in autotutela.
Invece di rispondere al nostro Comitato in data 19 settembre la direzione generale della ASL ha inviato una lettera ai Sindaci dei sette Comuni oggi sede di PPI fornendo una serie di chiarimenti per quanto riguarda il passaggio della responsabilità organizzativa della funzione dalla rete ospedaliera al Dipartimento di assistenza primaria e in merito alle professionalità operanti all'interno della futura struttura deputata alla gestione delle urgenze. 
Nella lettera del direttore generale della ASL viene fatto cenno anche alla questione dei costi, problema questo che è sorto a causa dell'inserimento da parte della Regione della cosiddetta trasformazione dei PPI nel provvedimento relativo al piano di rientro dal disavanzo della regione, come se il PPI (i sette della provincia di Latina nel 2018 hanno avuto un costo di soli 11.722.000 euro) fosse la causa dei disavanzi del Servizio Sanitario Regionale il cui FSR ammonta per l'anno 2019 ad  oltre 12 miliardi di euro.
Quella della direzione generale vorrebbe essere una lettera conciliante che però purtroppo non modifica (né avrebbe potuto) il DCA U00303/2019 né la delibera 849/2019 ignorando il problema del trattamento presso il PPI dei casi gravi con possibile messa a repentaglio della vita delle persone, pertanto il nostro Comitato come pure gli altri, resta in attesa di leggere il testo dell'atto con cui la direzione generale modificherà in autotutela il procedente provvedimento come richiesto.
Nel frattempo i legali dei Comuni che hanno deliberato di presentare il ricorso e dei Comitati civici che sono legittimati a farlo, preparano gli atti per ricorrere avverso il DCA U00303 mentre noi seguiteremo a vigilare, sollecitare, pungolare affinché il diritto alla salute dei cittadini di Sabaudia venga rispettato e non sia messo a rischio nei casi di emergenza urgenza.
Mancano solo 88 giorni alla disattivazione del PPI (e con essa al venire meno di tutte le relative procedure, protocolli, ecc.) e ancora mancano tutti i provvedimenti necessari all'attivazione della nuova struttura. 

COME L'INCROCIO DEI DATI RELATIVI ALL'AMBIENTE, AGLI STILI DI VITA E ALLA SALUTE POSSONO AIUTARE A DISEGNARE INTERVENTI SANITARI PIU' PUNTUALI


La Conferenza Internazionale BDH2019 (Big Data in Health), giunta alla terza edizione, si svolgerà a Roma dal 2 al 4 Ottobre ed è organizzata dalla Big Data in Health Society con la collaborazione di Antonio Scala del Cnr, di Giovanni Rezza dell’Istituto Superiore di Sanità, di Roberto Setola del Campus Biomedico e di Pierpaolo Cavallo dell’Università di Salerno.
BDH2019 ha in questo anno l’ambizione di dare voce a tutti i principali soggetti dell’ecosistema innovativo della Sanità che si occupano di analisi ed applicazioni legate ai dati medico-sanitari. Lo scopo è di condividere non solo i risultati scientifici e le linee di ricerca attuali e future, ma anche le best practices già in essere e di fare il punto su alcuni temi caldi che sottostanno ai Big Data: la privacy dei pazienti e la sicurezza delle infrastrutture che devono proteggerli.
Una novità di BDH2019 sarà la discussione sull’utilizzo incrociato di basi dati multiple, per sviluppare delle 'mappe della salute' che esplorino le correlazioni fra ambiente, stili di vita e salute. Inoltre, ci sarà uno spazio per creare un incrocio virtuoso fra domanda ed offerta, ovvero un incubatore di progetti che permetta di collegare gruppi di ricerca specializzati nell’analisi dati e gruppi che hanno realizzato, sviluppato e popolato basi di dati legate alla salute.
Ad aprire i lavori è stato il ministro dell'ambiente Sergio Costa.
La prima giornata, organizzata in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), è dedicata ai Big Data relativi all’ambiente, agli stili di vita e alla salute. 
Si è discusso dell’opportunità di integrare questi tre campi per poter disporre di preziose informazioni che possono aiutarci a disegnare interventi sanitari più precisi e puntuali. Comprendere nel dettaglio che certe patologie sono collegate a stili di vita poco salubri o a problemi di tipo ambientale può suggerire nuove strategie di prevenzione e cura, così come suggerire ai decisori politici dove e come intervenire.
Nel corso della prima giornata gli esperti hanno esplorato la possibilità di creare nuove basi di dati che, grazie anche all’interesse e alla partecipazione dei cittadini, possono arricchire ulteriormente i già preziosi Big Data. Ampio spazio sarà riservato all’accessibilità dei dati e alla necessità di “standardizzarli” per poterli integrare. 
Durante il secondo giorno della conferenza (3 ottobre) sarà invece trattato il tema del bilanciamento fra il diritto alla privacy e il diritto alla salute, con particolare riferimento alla questione del GDPR e al suo impatto sull’efficacia del processo di cura del paziente e sulla privacy, mentre il programma dell’ultima giornata (venerdì 4 ottobre) prevede l’analisi di come i Big Data hanno rivoluzionato e rivoluzioneranno molti ambiti
della sanità e della medicina: dalla diagnostica alla cura, fino alla gestione dei servizi sanitari.

GLI SPRECHI ALIMENTARI NEL MIRINO DELLA COMMISSIONE U.E.

La Comunicazione sull'economia circolare invita la Commissione U.E. a elaborare una metodologia comune per misurare gli sprechi alimentari in modo da sostenere il raggiungimento dell'obiettivo 12.3 dell'obiettivo di sviluppo sostenibile sugli sprechi alimentari e massimizzare il contributo di tutti gli attori della catena del valore alimentare. 
Al fine di garantire che gli sforzi nazionali contro lo spreco alimentare siano informati da una solida base di prove e sostengano la condivisione dell'innovazione e delle migliori pratiche, l'UE sta lavorando per aumentare e migliorare la quantificazione dei livelli di spreco alimentare. 
La revisione della direttiva quadro sui rifiuti adottata il 30 maggio 2018 invita i paesi dell'UE a ridurre gli sprechi alimentari in ogni fase della catena di approvvigionamento alimentare, monitorare i livelli di rifiuti alimentari e riferire in merito ai progressi compiuti. 
Inoltre richiede ai paesi dell'UE di: preparare programmi di prevenzione dei rifiuti alimentari (come parte dei programmi generali di prevenzione dei rifiuti); incoraggiare la donazione di alimenti e altre ridistribuzioni per il consumo umano, privilegiando l'uso umano rispetto all'alimentazione animale e il ritrattamento in prodotti non alimentari come parte delle misure adottate per prevenire la generazione di rifiuti; fornire incentivi per l'applicazione della gerarchia dei rifiuti, come la facilitazione della donazione di alimenti. 
La legge inoltre: introduce una definizione di "spreco alimentare" basata sulla definizione di cibo dalla legislazione alimentare generale; chiede alla Commissione di adottare una normativa sulla misurazione dei rifiuti alimentari entro la fine di marzo 2019; chiede alla Commissione di preparare una relazione corredata, se del caso, di una proposta entro la fine del 2023 per stabilire un obiettivo di riduzione degli sprechi alimentari a livello dell'UE (da raggiungere nel 2030); afferma che la comprensione da parte dei consumatori delle date di "utilizzo entro" e "da consumarsi preferibilmente entro" dovrebbe essere migliorata al fine di ridurre gli sprechi alimentari. 
La Commissione è stata delegata a stabilire una metodologia comune per misurare i livelli di spreco alimentare nell'UE, nonché un formato di comunicazione per i paesi dell'UE per informare sui progressi compiuti nel tempo. Il gruppo di esperti degli Stati membri sostiene la Commissione nella preparazione del relativo atto delegato che stabilirà la metodologia di misurazione comune e i suoi requisiti minimi di qualità. La decisione delegata che istituisce una metodologia comune dell'UE per misurare i rifiuti alimentari è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale il 27 settembre 2019 ed entra in vigore il 17 ottobre 2019. 
Gli Stati membri inizieranno a raccogliere dati sugli sprechi alimentari a partire dal 2020 e presenteranno una relazione sugli sprechi alimentari nazionali livelli entro la metà del 2022. 
Il quadro di rendicontazione dell'UE contribuirà a standardizzare la rendicontazione dei livelli di rifiuti alimentari per impresa e contribuirà al monitoraggio globale dell'obiettivo di sviluppo sostenibile (12.3).

IL COMUNE DI SABAUDIA HA DELIBERATO DI PRESENTARE RICORSO AVVERSO IL NOTO dca CHE PREVEDE LA "TRASFORMAZIONE" DEI PPI

All'albo pretorio del Comune di Sabaudia è stata pubblicata la deliberazione in data 26 settembre che reca il n. 180 e che ha come oggetto: "Secreto del commissario ad acta 25 luglio 2019 n. U00303 Adozione del piano di rientro "Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del servizio sanitario regionale 2019-2021" ai sensi e per gli effetti dell'art. 2 comma 88 della L 191/2009 secondo periodo - Autorizzazione ad agire in giudizio dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale.
Il Comune di Sabaudia è uno dei pochi Comuni della provincia che ha avuto il coraggio di  deliberare di ricorrere al TAR contro il provvedimento che prevede la trasformazione  del nostro PPI  in una struttura per l'assistenza primaria togliendola dal sistema dell'emergenza sanitaria territoriale.
Il sostegno costante e il pungolo del Comitato sono stati determinanti.  

martedì 1 ottobre 2019

REGIONE LAZIO : LA PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE DA IMPEGNARE PER GLI INTERVENTI DI CARATTERE SOCIALE PER L'ANNO 2019


La giunta della Regione Lazio con deliberazione n. 565 in data 30 luglio, su proposta della direzione regionale per l'inclusione sociale ha approvato la programmazione degli interventi e dei servizi del sistema integrato sociale.
Le risorse disponibili relative all’esercizio finanziario 2019 per gli interventi in materia sociale, socio-assistenziale e socio-sanitaria sono ripartite come di seguito: 
- la somma di euro 1.900.000,00 a valere sul capitolo H41906 esercizio finanziario 2019 alla predisposizione di apposito bando per il Progetto TE Lazio per la terza età; 
- la somma di euro 900.000,00 sul capitolo H41954 esercizio finanziario 2019 per la realizzazione dei soggiorni estivi delle persone con disabilità in collaborazione con i distretti socio sanitari e le Asl; 
- la somma di euro 70.000,00 sul capitolo H41924 per il proseguimento dell’attività di collaborazione instaurata con il Dipartimento di Architettura della Università degli Studi La Sapienza, finalizzata al recupero di Corviale; 
- la somma di euro 1.125.000,00 sul capitolo H41924 esercizio finanziario 2019 in favore dell’Ipab Centro Regionale S. Alessio Margherita di Savoia per i Ciechi per la sottoscrizione dell’accordo di programma annuale ai sensi della legge regionale n.8/1987 e della legge regionale n.26/2007 articolo 17 al fine di dare continuità ai servizi educativi in ambito domiciliare e territoriale, in favore dei cittadini con disabilità visiva e pluridisabilità; 
- la somma di euro 60.000,00 sul capitolo H41954 finalizzata alla modifica degli strumenti di guida articolo 27 legge 104/1992; 
- la somma di euro 30.000,00 sul capitolo H41955 legge regionale 13/2014 adattamento dei veicoli di guida; 
- la somma di euro 375.000,00 sul capitolo H41924, quale finanziamento del progetto PIPPI 8; 
- la somma di euro 33.039.178,03 sul capitolo H41940 destinata alla compartecipazione della spesa sostenuta dai Comuni per i ricoveri nelle rsa e centri di riabilitazione (art.6 l.r. 12/2016 e dgr 790/2016) e degli utenti in strutture residenziali psichiatriche socio-riabilitative (l.r. 12/2016) 
- la somma di euro 636.869,59 sul capitolo H41903 Misura 6.3 Saldo degli interventi a favore dei disagiati psichici; 
- la somma di euro 100.000,00 sul capitolo H41943 come finanziamento degli interventi di cui alla legge regionale 6/2005. Lingua dei segni; 
- la somma di euro 2.000.000,00 sul capitolo H41903 quale quota del 50% come anticipazione alle Case Famiglia per soggetti con handicap grave avviate ai sensi del D.M. 470/2001. Annualità 2019;

LA RIMODULAZIONE DEL TICKET PER RIPORTARE EQUITA' NEL SISTEMA


Il Ministro Speranza ha comunicato che affronterà con un disegno di legge specifico il problema dei ticket. Com'è noto si tratta di una misura di compartecipazione alla spesa introdotta sul modello francese del ticket modérateur allo scopo di contenere i comportamenti consumistici.
Il nuovo Ministro della salute vuole  “garantire una maggiore equità nell’accesso dei cittadini all’assistenza sanitaria “ facendo pagare ticket più elevati a chi ha più disponibilità economiche. 
Il gettito però dovrà essere lo stesso. La nuova disciplina dovrà garantire, comunque, un introito per il SSN equivalente a quello attualmente percepito a titolo di ticket e di quota fissa sulla ricetta.
La rimodulazione, come già scritto nella proposta di Patto per la Salute inviate dal Ministero alle Regioni, avverrà rivedendo le fasce reddituali in “relazione al reddito prodotto dal nucleo familiare fiscale, rapportato alla composizione del nucleo stesso sulla base di una scala di equivalenza” (il cosiddetto reddito familiare equivalente RE). Sarà però introdotto un tetto annuale oltre il quale non si pagherà.
Si tratta di una misura che tende a riportare equità nel SSN, il problema è che tutto sarà  basato sulle dichiarazioni dei redditi non sempre veritiere.
Ma vediamo come funziona ora. 
Con la legge 181/1982 fu introdotto anche in Italia il ticket che rappresenta il modo con cui gli assistiti partecipano al costo delle prestazioni sanitarie di cui usufruiscono.
Le prestazioni incluse nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), definiti con DPCM 12 gennaio 2017, per le quali è previsto il pagamento del ticket sono:
a) Prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale
Per le prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite specialistiche, esami strumentali, esami di laboratorio, prestazioni terapeutiche e di riabilitazione effettuate in ambulatorio), il ticket per l’assistito è pari alla tariffa della prestazione, fino al tetto massimo di 36,15 euro per ricetta (fatti salvi gli assistiti che godono di esenzione).
Al ticket si deve aggiungere una quota fissa di 10 euro sulla ricetta, ma alcune Regioni hanno adottato misure alternative o hanno variato l’importo della quota fissa in aumento o in diminuzione. Il D.L. 347/2001 convertito con la legge 405/2001, prevede, infatti, che le Regioni possano coprire eventuali disavanzi di gestione con l’introduzione di ulteriori misure di partecipazione alla spesa.
Con una ricetta possono essere prescritte fino ad otto prestazioni della stessa branca specialistica, fatta eccezione per le prestazioni di fisioterapia.
Le tariffe nazionali di riferimento in vigore sono quelle individuate dal D.M. del 22 luglio 1995 ma molte Regioni hanno adottato proprie tariffe (consultabili sui portali delle Regioni).
b) Prestazioni di pronto soccorso
Il comma 796 della legge 296/2006 prevede il pagamento di un ticket per le prestazioni erogate in Pronto soccorso classificate con codice “bianco” (prestazioni non urgenti, paziente in condizioni non critiche ad eccezione di traumi ed avvelenamenti acuti) non seguite da ricovero (€ 25), ma alcune regioni omettono di farlo pagare con scuse varie anche se poi qualcuno si lamenta per le file e il caos al PS o per i tempi di attesa dato che molti saltano la guardia medica dove si deve pagare per i codici bianchi andando direttamente al Pronto Soccorso dove sanno che non gli faranno pagare il ticket. 
In effetti il ticket potrebbe contenere gli accessi impropri.
Sono esclusi dal pagamento i minori di 14 anni e gli assistiti che godono di esenzione.
Il ticket non è previsto per le prestazioni erogate a pazienti cui è stato attribuito: Codice “rosso” - paziente molto critico; Codice “giallo” – paziente mediamente critico; Codice “verde” – paziente poco critico.
c) Farmaci
Sin dall’anno 2000 lo Stato ha abolito il ticket sui farmaci ad eccezione di quelli totalmente a pagamento (classe C); tuttavia alcune regioni per fronteggiare situazioni di disavanzo della spesa sanitaria lo hanno reintrodotto autonomamente.
d) Le cure termali.
Le prestazioni per le quali non è previsto il pagamento del ticket sono:
- Gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica incluse in programmi organizzati di diagnosi precoce e prevenzione collettiva promossi o autorizzati con atti formali della Regione (ad esempio, la mammografia per la diagnosi precoce del tumore della mammella, il PAP test per il tumore della cervice uterina, la ricerca del sangue occulto nelle feci per il tumore del colon-retto);
- Gli esami di diagnostica strumentale e di laboratorio e le altre prestazioni di assistenza specialistica necessarie per la tutela della salute collettiva, obbligatorie per legge o disposte a livello locale in caso di situazione epidemiche (ad esempio, gli esami su coloro che entrano o sono entrati in contatto con persone affette da malattie infettive e contagiose);
- Le prestazioni del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta;
- I trattamenti erogati nel corso di un ricovero ospedaliero, ordinario o diurno, inclusi i ricoveri in reparti o strutture di riabilitazione e di lungodegenza post-acuzie e gli esami strettamente e direttamente collegati al ricovero programmato, preventivamente erogate dalla medesima struttura (la visita dell’anestesista, la RX del torace, l’elettrocardiogramma, la rimozione dei punti, ecc.), ai sensi dell’art. 1, comma 18, della Legge 622/1996;
- Gli alimenti destinati a categorie particolari (es. alimenti senza glutine alle persone affette da celiachia) e dispositivi medici per persone affette da diabete (aghi, strisce reattive, penne pungidito, misuratori della glicemia, ecc.);
- Le protesi, le ortesi e gli ausili tecnologici destinati alle persone con disabilità.
Il ticket non è previsto nemmeno sulle prestazioni erogate in situazioni di particolare interesse sociale, quali:
- La tutela della maternità, limitatamente alle prestazioni definite dal DPCM 12 gennaio 2017;
- La prevenzione della diffusione dell’infezione da HIV, limitatamente all’accertamento dello stato di infezione, in favore dei soggetti appartenenti a categorie a rischio, con comportamenti a rischio o incidentalmente esposti a rischio di infezione;
- La promozione delle donazioni di sangue, organi e tessuti, limitatamente alle prestazioni connesse all’attività di donazione;
- La tutela dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati di cui alla legge 210/1992;
- I vaccini per le vaccinazioni incluse nel Piano Nazionale della prevenzione vaccinale per le persone identificate come destinatarie (ad es. quelli per i minorenni ex D.lgs.119/2017).
Infine la legge prevede l’esenzione dal ticket nei seguenti casi:
Reddito 
L'accertamento fino ad ora era delegato alle aziende sanitarie con esiti non sempre soddisfacenti anche perché erano basati sulle autocertificazioni.
Le esenzioni attualmente in vigore sono le seguenti:
- Titolari di pensione sociale e familiari a carico;
- Minori di età inferiore sei anni e anziani se appartenenti ad un nucleo familiare con reddito complessivo non superiore a 36.151,98;
- Disoccupati e loro familiari appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a € 8.263,31, aumentato in presenza del coniuge e di figli a carico;
Patologie
- Presenza di patologie croniche o rare;
- Invalidità;
- Altri casi (gravidanza, diagnosi precoce di alcuni tumori, accertamento HIV)
Nel 2017 gli italiani hanno speso quasi 3 miliardi per i ticket, per una spesa media pro capite di € 47,7.