domenica 20 agosto 2017

LE LINEE GUIDA SULLA PARTECIPAZIONE PUBBLICA

Molte amministrazioni pensano di coinvolgere i cittadini facendo pubbliche assemblee per discutere questo o quell'argomento.
E'importante che vengano fissate regole chiare prima degli incontri e che i cittadini abbiano delle garanzie sull'esito delle osservazioni che presenteranno in merito ai vari progetti.
Devono essere fissate delle regole, altrimenti i cittadini rischiano di sentirsi traditi.
La materia è molto delicata e se ne è accorta anche la Ministra Madia che con la circolare n. 3/2017 ha emanato delle vere e proprie Linee Guida sulla consultazione pubblica in Italia.
Il documento fornisce i principi generali affinché i processi di consultazione pubblica siano in grado di condurre a decisioni informate e di qualità e siano il più possibile inclusivi, trasparenti ed efficaci.
Le indicazioni sono ispirate alle raccomandazioni e alle migliori pratiche internazionali.
I principi generali a cui si deve ispirare la consultazione pubblica secondo la circolare sono :

  • Impegno: L’apertura di un processo decisionale deve essere uno dei valori che ispira l’attività dall’amministrazione pubblica e il risultato di una decisione condivisa dai vertici politici,dai dirigenti e dai funzionari che si impegnano a garantire il rispetto dei principi generali per le consultazioni pubbliche e l’inclusione dei risultati della consultazione nel processo decisionale.
  • Chiarezza: Gli obiettivi della consultazione, così come l’oggetto, i destinatari, i ruoli e i metodi devono essere definiti chiaramente prima dell’avvio della consultazione; al fine di favorire una partecipazione la più informata possibile, il processo di consultazione, deve essere corredato da informazioni pertinenti, complete e facili da comprendere anche per chi non possiede le competenze tecniche. 
  • Trasparenza : Tutte le fasi, gli aspetti e i costi del processo di consultazione sono resi pubblici, non solo per la platea dei diretti interessati alla materia oggetto di consultazione, ma per tutti i cittadini.
  • Sostegno alla partecipazione:  La consapevolezza dell’importanza dei processi di consultazione deve essere sostenuta anche mediante attività di informazione, comunicazione ed educazione volte ad accrescere la partecipazione e la collaborazione di cittadini, imprese e loro associazioni.
  • Privacy: La consultazione pubblica deve garantire il rispetto della privacy dei partecipanti.
  • Imparzialità: La consultazione pubblica deve essere progettata e realizzata garantendo l’imparzialità del processo in modo tale da perseguire l’interesse generale.
  • Inclusione:  L’amministrazione pubblica deve garantire che la partecipazione al processo di consultazione sia il più possibile accessibile, inclusiva e aperta, assicurando uguale possibilità di partecipare a tutte le persone interessate.
  • Tempestività:  La consultazione, in quanto parte di un processo decisionale più ampio, deve dare ai partecipanti la possibilità effettiva di concorrere a determinare la decisione finale; pertanto deve essere condotta nelle fasi in cui i differenti punti di vista siano ancora in discussione e sussistano le condizioni per cui diversi approcci alla materia in oggetto possano essere presi in considerazione.
  • Orientamento al cittadino: l’amministrazione prevede, in funzione dell’impegno temporale richiesto per partecipare, forme di facilitazione (salvataggi intermedi, stampe, ...) orari e sedi che permettano all’utente di conciliare la partecipazione con le proprie esigenze di vita e lavoro

LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI ALLE SCELTE DEL PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE

In tutti questi anni le Giunta comunali di Sabaudia hanno deciso in perfetta solitudine le scelte delle opere pubbliche da realizzare senza confrontarsi con i cittadini.
L’art. 21 del D.lgs 50/2016 e s.m.i. ribadisce come l’attività di realizzazione dei lavori pubblici si svolga sulla base di un programma triennale e dei suoi aggiornamenti annuali che le amministrazioni aggiudicatrici devono predisporre e approvare, nel rispetto dei documenti programmatori e della normativa urbanistica.  Molto importante è anche la scelta del finanziamento per la realizzazione delle OO.PP. 
A sensi dell’art. 13, comma 1 del DPR 207/2010 entro il 30 settembre deve essere predisposto lo schema di programma che deve essere poi approvato dalla Giunta entro il 15 ottobre successivo.
Prima della sua approvazione, lo schema di programma triennale e i suoi eventuali aggiornamenti devono essere pubblicati mediante affissione nell’albo della sede dell’amministrazione per almeno 60 giorni consecutivi al fine di permettere agli interessati di fare le loro osservazioni.
Come accennato pur trattandosi di un argomento di grande interesse negli anni passati il programma non è stato mai sottoposto neanche alla Commissione consiliare competente venendo portato direttamente in Consiglio per l’approvazione unitamente al bilancio di previsione.
Il successivo art. 22 del citato D.lgs 50/2016 al fine di assicurare la trasparenza nella partecipazione dei portatori di interessi ha introdotto nel sistema giuridico italiano l’istituto del débat public, già presente in Francia da anni; benché la norma ne preveda l’obbligatorietà solamente per alcune opere, non è escluso che il suo utilizzo non possa essere esteso proprio al programma triennale nel suo complesso.
Ciò posto, nello spirito di coinvolgimento della comunità che anima l’attuale Giunta, con una mia lettera ho rappresentato all'Assessore ai lavori pubblici D'Erme e all'ing. Crippa responsabile del settore competente  l’opportunità che il programma triennale delle opere pubbliche e delle manutenzioni prima della sua approvazione venga pubblicato e che sia indetta una assemblea pubblica per illustrare le scelte dell’amministrazione e per acquisire le osservazioni e le proposte dei cittadini al fine di consentire alla Giunta di poter approvare un documento frutto della partecipazione della popolazione.

sabato 19 agosto 2017

LA DICHIARAZIONE DI PARMA PER ELIMINARE GLI GLI ATTACCHI AMBIENTALI NOCIVI ALLA SALUTE UMANA

In the late 1980s, European countries initiated the first ever process to eliminate the most significant environmental threats to human health. Progress towards this goal is driven by a series of ministerial conferences held every five years and coordinated by WHO/Europe.
The conferences are unique, bringing together different sectors to shape European policies and actions on environment and health. The first conference was held in Frankfurt in 1989, followed by Helsinki in 1994 and London in 1999. The Fourth conference took place in Budapest in 2004 with the theme "The future for our children".
The Fifth and latest Conference was held in Parma, Italy, on 10-12 March 2010. The Parma Declaration is the first time-bound outcome of the environment and health process. 
Governments of the 53 European Member States set clear-cut targets to reduce the adverse health impact of environmental threats in the next decade.
The Sixth Ministerial Conference on Environment and Health took place in Ostrava, Czech Republic, 13-15 June 2017. The Ostrava Declaration summarizes the priorities in this area in the WHO European Region, provides tools to Member States to develop national portfolios for action, which they committed to develop by the end of 2018 and introduces new ins
(DAL SITO DELL'UFFICIO REGIONALE EUROPEO DELL'OMS)

QUI TROVATE LA DICHIARAZIONE DI PARMA SU AMBIENTE E SALUTE:
DICHIARAZIONE DI PARMA

LA EUROPEAN ENVIRONMENT AGENCY HA PUBBLICATO GLI INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DELLO STATO DELL'AMBIENTE

La valutazione sullo stato di un ambiente deve essere fatta sulla base di 
L'Agenzia Europea dell'Ambiente (European Environment Agency) ha sviluppato una serie di 
indicatori  progettati per rispondere alle principali domande di politica e sostenere tutte le fasi del processo decisionale in materia ambientale, dalla progettazione dei quadri politici all'impostazione degli obiettivi, dal monitoraggio e valutazione della politica al fine di comunicare ai responsabili politici e al pubblico. Gli indicatori sono classificati come segue: 
  • Indicatori descrittivi (tipo A) che rispondono alla domanda: cosa sta succedendo?
  • Indicatori di prestazione (tipo B): importa? Stiamo raggiungendo obiettivi?
  • Indicatori di efficienza (tipo C): stiamo migliorando?
  • Indicatori di efficacia della politica (tipo D): le misure funzionano?
  • Totale indicatori di benessere (tipo E): siamo totalmente migliori?
L' Agenzia ha reso disponibile una guida completa che trovate qui:  Digest degli indicatori SEE 2014
Il sistema di gestione dell'indicatore (IMS) del SEE contiene attualmente 127 indicatori, che coprono 22 temi ambientali . Il set di indicatori di base (CSI) , attualmente in fase di revisione, mira a dare priorità ai miglioramenti nella qualità e la copertura dei flussi di dati, semplificare i contributi ad altre iniziative indicative internazionali e fornire una base gestibile e stabile per valutazioni di progresso basate sugli indicatori di progresso Contro le priorità della politica ambientale. 
Molti degli indicatori di base sono utilizzati in altri processi di indicizzazione internazionali implementati altrove, in particolare presso la Commissione Europea, l'OCSE, l'OMS e l'UNECE. L'insieme viene spesso utilizzato come modello per set di indicatori a livello

VACCINI: CON L'APPROSSIMARSI DELLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE ARRIVANO I PROBLEMI

I MINISTRI LORENZIN E FEDELI
Il protocollo per le vaccinazioni ideato dalla Ministra Lorenzin appare assolutamente fuori di luogo. Secondo il Presidente dell'ANCI, il Sindaco Decaro è necessario definire una procedura standard. Non può scaricarsi sulle spalle del personale delle istituzioni scolastiche comunali o su quelle dei genitori, già gravate da molti pesi, il compito di raccogliere autocertificazioni e certificazioni che peraltro chi riceve non è in grado di valutare.
Secondo Decaro sarebbe sufficiente che le le scuole fornissero gli elenchi degli iscritti alle Asl e le Asl verificano che quei bambini siano stati sottoposti alle vaccinazioni".  
"Sarebbe sufficiente - spiega sempre Decaro - consentire di anticipare il regime definitivo, che è basato sullo scambio di dati tra le amministrazioni. Iter che dovrebbe essere prassi in tempi di digitalizzazione della pubblica amministrazione".
In base alla legge, infatti, in questa fase transitoria la produzione di autocertificazioni, entro il 10 settembre, e delle certificazioni, entro il 10 marzo, è a carico delle famiglie. E al personale comunale degli asili nido e delle scuole dell'infanzia toccherebbe una valutazione per la quale non è qualificato. Soltanto dall’anno scolastico ‘20-‘21 è previsto siano direttamente le Asl a fornire alle scuole queste certificazioni. Non si capisce come mai, in epoca di digitalizzazione, siano necessari tre anni per mettere a regime un sistema di comunicazione e trasmissione dati tra le pubbliche amministrazioni. L’Anci ha da subito fatto presente, nelle sedi tecniche e politiche della conferenza unificata Stato, Regioni, enti locali e in sede di conversione parlamentare, le criticità attuative della legge: in particolare quella richiesta ai genitori di produrre e ai responsabili delle scuole di raccogliere certificazioni che sono già in possesso di un’altra pubblica amministrazione, la Asl.
Secondo Decaro il ministero della Salute, dovrebbe consentire una modalità più agevole per il controllo della regolarità vaccinale dei bambini e delle bambine che devono entrare a scuola - continua Decaro - la sanzione, in caso di mancata produzione del certificato, non dovrebbe essere l’allontanamento dei bambini, il 10 marzo, ad anno quasi terminato. 
La soluzione potrebbe essere quella già sperimentata a Frosinone tra Asl e Ufficio scolastico regionale, il protocollo stabilirà che si diano indicazioni univoche ai territori affinché si anticipi (la legge non lo vieta) la previsione secondo la quale le scuole e i servizi educativi trasmettono alle Asl solo l’elenco degli iscritti e le autocertificazioni presentate dai genitori. La produzione e il controllo dell’effettivo possesso dei certificati, invece, vengono affidati alle stesse Asl che poi informano le scuole.
Su questo tema è intervenuta anche la sen. Fedeli, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca la quale ha affermato di condividere la proposta dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani di definire da subito procedure standard per l'applicazione della legge sui vaccini. 
"Il nostro obiettivo - ha detto la Fdeeli - è agevolare e sostenere le famiglie, le alunne e gli alunni, le scuole. Da subito ci siamo mossi in tal senso e continueremo a farlo nelle prossime settimane. Proprio oggi abbiamo inviato una circolare agli istituti scolastici per fornire indicazioni operative e chiarimenti sull'attuazione della norma e dare supporto, attraverso strumenti specifici, a tutti i soggetti coinvolti".

L'INQUINAMENTO NELLE ACQUE SUPERFICIALI E SOTTERRANEE NEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO


Quando si parla di un parco le persone in genere pensano ad un ambiente incontaminato, purtroppo il Parco Nazionale a causa della sua antropizzazione, delle attività industriali presenti nei territori vicini e delle numerose attività agricole, spesso a carattere intensivo presenti al proprio interno, soffre per l'inquinamento delle acque superficiali e sotterranee.
Il problema è di una notevole gravità in quanto strettamente connesso con la salute umana è infatti dimostrato oggi ampiamente il nesso causale tra alcune sostanze inquinanti e talune specifiche patologie.
L'anno passato il 21 maggio si è tenuto un convegno presso l'ex ufficio postale di Sabaudia nel quale presentai una relazione sulla  "Presenza di pesticidi nelle acque superficiali e nella falda acquifera".
Il dibattito che si è aperto sul Piano del Parco è l'occasione per riprendere un discorso che si chiuderà solo quando l'ultimo inquinante sarà scomparso.

Ma andiamo per ordine:
Le acque di balneazione:  dovrebbero rispettare gli standard previsti dal D.lgs 116/2008 e le prescrizioni del DM 30 marzo 2010. D’altra parte i requisiti per la balneabilità delle acque sono molto blandi e de jure condendo sarebbe ora di rivederli per renderli più restrittivi. 
Occorre prevedere l’aumento da parte dell’Azienda Sanitaria Locale Latina dei punti di prelievo specialmente in prossimità delle foci dei canali e rendendo pubblici i dati. 
Un problema è rappresentato dalla presenza di zone marine di raccolta di Donaz trunculus (tellina) utilizzati per l’alimentazione umana, infatti in alcuni campioni analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana nel novembre 2016 è stata trovata l’Escherichia Coli, batterio pericoloso per la salute umana. 
La Guardia costiera dovrebbe far rispettare il divieto di balneazione a meno di mt.100 dalla foce dei canali previsto dall’ordinanza balneare. 
Anche il Comune dovrebbe fare la propria parte per quanto riguarda la cartellonistica con le informazioni per i turisti obbligatoria per legge sulla balneabilità. I dati delle acque pubblicati sul sito web risalgono a due anni fa. La FEE a sua volta dovrebbe prevedere requisiti più restrittivi come avveniva un tempo per concedere la bandiera Blu. 
Le acque sotterranee: Nel Lazio l’ISPRA ha assegnato il bollino rosso per la qualità delle acque sotterranee solo al territorio dei comuni compresi nell’area del Parco nazionale. 
Delle numerose sorgenti rilevate già prima della bonifica: Fosso Portosello, Fontana di Capogrosso, Fosso dell’Annunziata, Fonte di Lucullo, Della Molella, Porto del Bufalo e La Botte, molte sono scomparse, altre sono secche o inquinate (fonte Provincia di Latina: Atlante delle sorgenti della provincia di Latina. L’acqua è un bene prezioso e non possiamo omettere di intervenire. 
Occorrono iniziative più decise per la tutela della falda acquifera già compromessa in più zone (Colle Piuccio, Molella - Fonte di Lucullo, ecc.) e tempi più ristretti rispetto a quelli ipotizzati in quanto, fissando una data lontana nel tempo, di fatto si rende impossibile ogni realistica valutazione e non si dice nulla su quello che succederà nel periodo intermedio. 
Occorre invertire la tendenza all’inquinamento della falda e all’avanzata del cuneo salino. 
È necessario il coinvolgimento concreto di tutti gli enti interessati per affrontare il problema: in particolare la Provincia, il Consorzio di bonifica e il Comune devono fare la loro parte in base alle reciproche competenze. 
La falda si esaurisce sempre più e anche molti pozzi privati sono già secchi. 
Le acque superficiali: Anche le acque superficiali hanno ricevuto il bollino rosso dell'ISPRA. L’inquinamento delle acque superficiali è causato essenzialmente da scarichi civili, agricoli e industriali. 
Per quanto riguarda i pesticidi esistono direttive europee alle quali si aggiungono il D.lgs 150/2012, il DM 22 gennaio 2014 e il DM 10 marzo 2015. 
I punti di prelievo per le analisi effettuate nell’area del Parco sono scarsi. 
Occorre aumentare il numero dei punti di prelievo e pubblicare i relativi dati sia per i corsi d’acqua che si scaricano in mare che per gli affluenti dei laghi. 
È necessario proteggere la salute degli utilizzatori, della popolazione e dei consumatori. 
La Provincia, il Comune ma anche l’ASL Latina devono estendere i controlli per individuare i responsabili degli sversamenti. 
Occorre intervenire per salvaguardare l’ambiente e la tutela delle biodiversità. 
Il Comune deve fare la propria parte adottando appositi regolamenti con particolare riguardo all’utilizzo dei prodotti fitosanitari che finiscono per l’inquinare i corsi d’acqua (ad esempio il fiume Sisto a Borgo Vodice). 
In proposito la Corte di giustizia della U.E. Sezione II, 10 gennaio 2006, causa C-98/03 ha condannato la Germania in quanto non aveva previsto norme adeguate sull'uso dei prodotti fitosanitari.
Lago di Paola: Un caso a parte è rappresentato dalle acque di transizione e tra queste dal lago di Paola. 
Molte cose possono essere avviate subito mediante intese tra tutti gli enti interessati: Ente Parco, Provincia, Consorzio di Bonifica, Comune, Società AcquaLatina e Comunione Eredi Scalfati, alcuni dei quali hanno partecipato anche ai lavori del Tavolo Tecnico riunitosi nella primavera scorsa il cui verbale non è stato mai pubblicato e benché più volte richiesto ai sensi del D.lgs 97/2016 non mi è stato consegnato. 
Il lago presenta verso l’interno una serie di 5 anse dette “bracci”; in ciascuno di essi affluiscono alcuni fossi di natura torrentizia (Caprara, Arciglioni, Carnarola, Molella, Capogrosso, ecc.). 
Da alcune analisi effettuate da ARPA Latina nel mese di aprile 2015 è stata accertata la presenza di un elevato valore di fosforo totale inorganico e di tensioattivi ionici, oltre ad Escherichia coli ed Enterococchi. Da altre analisi effettuate nel settembre 2012 erano stati individuati in alcuni tratti elevati valori di azoto totale e la presenza di Rafidoficee, mentre in una zona nei pressi dell’abitato era stata accertata la presenza Streptococchi fecali. 
La cosa è preoccupante se si considera il numero di atleti anche molto giovani che si allenano nel lago.
Non esiste alcun dato relativo alle analisi delle acque del lago sul sito web comunale ma neanche su quello di ARPA Latina in violazione del D.lgs 152/2006. 
A questo proposito desidero evidenziare che: 
a) Sulle rive del lago di Paola sono presenti numerose attività agricole con serre che utilizzano fitofarmaci in maniera intensiva; 
b) Risulta da un atto deliberativo (n.18 del 22 luglio 2015) che il Sindaco ha dichiarato che solamente il 75% delle abitazioni sarebbe allacciato alla rete fognaria (ma non si sa quale sia il valore corrispondente); 
c) Il depuratore è stato progettato e costruito prima del 2000 anche se ha ricevuto un intervento di manutenzione negli anni recenti. 
Quanto sopra è stato da me segnalato al Ministero competente in data 19 settembre 2015 che ha provveduto tempestivamente con lettera del 14 ottobre a chiedere spiegazioni alla Regione, all’Ente Parco e al Comune (che non risulta aver fatto nulla). 
A ciò si deve aggiungere che da quanto appreso di recente per le vie brevi vi sarebbe una probabile immissione di acque grigie nelle condotte di quelle di prima pioggia. 
Appare evidente come il ruolo del Comune su questo punto sia molto importante e pertanto è necessario che vengano avviate procedure per: 
1) Completare la rete fognaria nei borghi, accertare la presenza di perdite e di allacci impropri alla rete delle acque chiare e la funzionalità dell’anello circumlacuale; 
2) Individuare le abitazioni e le attività non allacciate alla rete fognaria e lo stato di realizzazione dei depuratori nelle lottizzazioni adottando i provvedimenti e le sanzioni conseguenti; 
3) Verificare le acque dei fossi per accertare la presenza di inquinanti industriali e la loro provenienza (sembra che sia stato rinvenuto anche gasolio nel braccio della Caprara; anche il fosso Arciglioni apporta acque scure, ecc.); 
4) Riduzione dell’uso dei fitofarmaci in tutto il territorio comunale nel rispetto di quanto previsto dal DM 30 marzo 2015 anche mediante l’adozione di un idoneo regolamento comunale come già fatto da altri Comuni; 
5) Richiedere ad Acqualatina di un attento monitoraggio del depuratore di Belsito che durante il periodo estivo negli ultimi anni ha avuto dei guasti alla condotta di scarico. Il depuratore secondo la società che lo gestisce, avrebbe una capacità di 30.000 abitanti equivalenti (rispetto ad una popolazione residente di circa 20.000) e quindi una residua di carico organico specifico pari a circa 10.000 per abitante equivalente (A.E.). In considerazione dell’aumento della popolazione e del turismo non sarebbe inopportuno valutare un aumento del potenziale dell’impianto. 
6) Verificare il possesso dell’autorizzazione di tutti i pozzi presenti in prossimità del lago o l’eventuale captazione delle acque da parte di soggetti privati. 
La depurazione delle acque del lago di Paola consentirà il ritorno della fauna acquatica e la sua valorizzazione turistica migliorando anche la qualità delle acque di balneazione della zona antistante

venerdì 18 agosto 2017

LA SWOT ANALYSIS DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

Il Piano del Parco Nazionale del Circeo è un documento di pregevole valore culturale molto ampio e pluridisciplinare.
In quanto componente del tavolo di lavoro costituito in Comune per l'esame del Piano e pe rla predisposizione delle osservazioni allo stesso ho potuto rilevare che alcuni dei membri non hanno letto ancora i documenti e questo è fonte di problemi nel corso dei lavori.
Ho ritenuto di evidenziare qui una parte della relazione (TOMO I) che ritengo utile e che riguarda l'aver deciso di far sviluppare una analisi SWOT.
L’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione strategica elaborato da A. Humphrey usato per valutare i punti di forza (Strengths), debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats).
Per quanto riguarda il PNC l'analisi è stata elaborata dal Prof. Caroli della LUISS e potrebbe benissimo essere estesa a tutti i Comuni che compongono l'ente.

I PUNTI DI FORZA SONO:
  • Grande diversità di ambienti in un territorio di dimensione ristretta; 
  • Presenza di una grande diversità di specie, soprattutto vegetali ed uccelli; 
  • Bottleneck della migrazione degli uccelli; 
  • Grande attrattività turistica, soprattutto in periodo estivo; 
  • Bellezza del Paesaggio (mare, Promontorio); 
  • Vicinanza a grandi centri urbani.
I PUNTI DI DEBOLEZZA
  • Assenza di specie “bandiera” di grande attrattività; 
  • Piccole dimensioni del parco nazionale; 
  • Dispersione del sistema di accoglienza del Parco; 
  • Difficoltà di accesso ferroviario e con mezzi pubblici; 
  • Relativa difficoltà dell’accesso viario; 
  • Complessità della situazione giuridica della proprietà dei suoli; 
  • Sovrapposizione di competenze; 
  • Scarsità di offerta di alcune infrastrutture di servizio (posti barca, campo gara canottaggio, centro congressi); Stagione turistica limitata. 
 LE OPPORTUNITA'
  • Accessibilità aeroportuale (Fiumicino);
  • Potenziale pubblico per la vicinanza a grandi centri urbani
  • Presenza di grandi valori archeologici e storici;
  • Rapporto con il mare e con le isole;
  • Vicinanza con altri sistemi di aree protette;
  • Presenza di valori architettonici ;
  • Mare;
  • Presenza di un grande patrimonio edilizio poco utilizzato d’inverno;
  • Presenza di struttura formativa sui parchi di rilevanza nazionale (Labnet - Istituto Pangea).
LE MINACCE
  • Forte pressione antropica, edilizia e di inquinamento, dovuta a centri urbani e urbanizzazione diffusa in sviluppo, ed abusivismo edilizio;
  • Inquinamento delle acque dovuto a scarichi industriali (Rio Martino);
  • Inquinamento delle acque dovuto all’attività agricola intensiva;
  • Emungimento elevato di acqua dolce anche in profondità;
  • Ingressione del cuneo salino e salinizzazione dei laghi;
  • Grande concentrazione della pressione turistica in un periodo molto breve;
  • Problemi connessi alla mobilità e ai parcheggi in periodo estivo;
  • Diffusione di specie animali e vegetali aliene e invasive.

RICOSTITUIRE LA COMUNITA' DEL PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

L'art. 10 della legge 394791 (che come tutte le leggi è in vigore e tale resterà fino a che non sarà modificata o abrogata) stabilisce che la Comunità del parco è costituita dai presidenti delle regioni e delle province, dai sindaci dei comuni e dai presidenti delle comunità montane nei cui territori sono ricomprese le aree del parco.
La Comunità del parco e' organo consultivo e propositivo dell'Ente parco.
In particolare, il suo parere è obbligatorio:
a) sul regolamento del parco di cui all'articolo 11;
b) sul piano per il parco di cui all'articolo 12;
c) su altre questioni, a richiesta di un terzo dei componenti del Consiglio direttivo;
d) sul bilancio e sul conto consuntivo.
d‐bis) sullo statuto dell'Ente parco)).
La Comunità del parco delibera, previo parere vincolante del Consiglio direttivo, il piano pluriennale economico e sociale di cui all'articolo 14 e vigila sulla sua attuazione; adotta altresì il proprio regolamento.
La Comunità del parco elegge al suo interno un Presidente e un Vice Presidente. E' convocata dal Presidente almeno due volte l'anno e quando venga richiesto dal Presidente dell'Ente parco o da un terzo dei suoi componenti.
Come si vede si tratta di un organo molto importante.
La Comunità del Parco Nazionale del Circeo  è costituita dal Presidente della Regione Lazio, dal Presidente della Provincia di Latina e dai sindaci dei comuni nei cui territori sono ricomprese le aree del Parco (Latina, Ponza, Sabaudia e San Felice Circeo). Questi soggetti possono farsi sostituire nelle riunioni della Comunità del Parco, incaricando un loro rappresentante con delega scritta.
Al momento questo importante organo non è funzionante e dovrebbe essere ricostituito anche a seguito delle recenti elezioni comunali.



IL TAR DEL LAZIO DICE BASTA AGLI IMPIANTI PUBBLICITARI DI GRANDI DIMENSIONI PER LA TUTELA PAESAGGISTICA

I maxi cartelloni stradali sono in alcuni casi molto fastidiosi oltre che pericolosi per la circolazione, ma talora deturpano anche il paesaggio.
A seguito di un provvedimento con il quale la Soprintendenza belle arti e paesaggio per la provincia di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo ha espresso parere contrario alla installazione di due impianti pubblicitari l'impresa interessata ha ricorso al TAR. La Sezione II - quater con setnenza n. 9298/2017  si è espressa come segue:
- va premesso che l'art. 153 del d.lgs 42/2004 “regolamenta esattamente l'installazione di insegne pubblicitarie, che per loro natura sono considerate dalla normativa paesaggistica, pertanto, come elementi di forte disturbo dei valori paesaggistici (il paesaggio è l'ambiente nel suo aspetto visivo , ed è composto dall'insieme delle cose, beni materiali o le loro composizioni, che presentano valore paesaggistico, vv. Sentenza C. Cost. n. 367/2007)”
- “l'area in esame risulta sottoposta a provvedimento di tutela paesaggistica del 1985, e ricade, secondo il P.TP.R. adottato, in un'area perimetrata come Parco culturale ed archeologico nella Tav. C; ciò a sottolineare il perdurare dell'importanza di questa zona e la necessità conseguente di un riordino degli aspetti percettivi dell'insieme tutelato”;
- “il richiedente, nella documentazione prodotta in allegato all'istanza e anche nelle osservazioni qui inviate, sottolinea che si tratta di un'area ampiamente urbanizzata, ma tale condizione del territorio non inficia la necessità di una maggiore attenzione al contenimento di tutti quegli elementi anche di arredo urbano, o di strutture considerate a torto come secondarie, quali le installazioni pubblicitarie”;
- “la presenza, pertanto, di una situazione di generale disordine e trascuratezza che ha sin qui caratterizzato questa porzione del territorio di Fiumicino non diminuisce ma al contrario enfatizza la necessità di correggere tali elementi di degrado paesaggistico, soprattutto lungo direttrici di accesso all'area comunale quale è Via Coni Zugna”.
Il problema è molto sentito anche all'interno dei Parchi naturali dove servirebbe una maggiore attenzione da parte dei comuni.

ATTENZIONE AD USCIRE DALL'UFFICIO ANCHE SE SOLO PER UN CAFFE'

Le nuove norme disciplinari per i pubblici dipendenti sono molto vincolanti e non consentono fraintendimenti.
Il Giudice del lavoro di Imperia con una propria ordinanza del 10 agosto scorso ha conferma to l’estensione molto ampia della fattispecie della falsa attestazione della presenza. 
Sul quotidiano "Italia Oggi" leggiamo che secondo il magistrato la responsabilità disciplinare prevista dalla legge solo erroneamente può essere intesa come connessa esclusivamente alla timbratura nell’orario di ingresso, ma riguarda qualsiasi allontanamento dal posto di lavoro non adeguatamente timbrato o comunque segnalato.L’articolo 55-quater, comma 1, lettera a), del dlgs 165/2001 prevede il licenziamento disciplinare senza preavviso, per il caso della «falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente». 
Il successivo comma 1-bis precisa: «Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l’amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro dello stesso. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta».

DOVE SI TROVA IL PIANO DEL PARCO E COME VANNO PRESENTATE LE OSSERVAZIONI

Il dott. Paolo Cassola, Direttore generale dell'Ente nazionale parco del Circeo con un avviso pubblicato sul sito dell'ente ha reso noto che a far data dal 01/08/2017, di pubblicazione dell'avviso sul BURL, gli atti e gli elaborati relativi al Piano del Parco Nazionale del Circeo, ai sensi del comma 4 dell'articolo 12 comma 4 della Legge 6 dicembre 1991 n. 394 unitamente al Rapporto Ambientale e alla Sintesi non tecnica, ai sensi dell'articolo 14 comma 1 della Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 inerenti il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica sono depositati, a disposizione di chiunque ne voglia prendere visione ed estrarne copia, oltre che presso l'Ente Parco del Circeo , in Via Carlo Alberto, 188 a Sabaudia (LT) e sul rispettivo sito web istituzionale (http://www.parcocirceo.it), anche presso le seguenti sedi:
- Regione Lazio, Direzione Ambiente e Sistemi Naturali, via del Pescaccio 96/98 - Roma (dal lunedì al venerdì, dalle ore 10,00 alle 13,30);
- Comune di Latina, Piazza del Popolo, 1 - 04100 Latina (LT);
- Comune di Ponza, Piazza Carlo Pisacane - 04027 Ponza (LT);
- Comune di Sabaudia, Piazza del Comune, 1 - 04016 Sabaudia (LT);
- Comune di San Felice Circeo, Piazza Luigi Lanzuisi, 1 - 04017 San Felice Circeo (LT);
- Provincia di Latina, Via A. Costa, 1 - 04100 Latina (LT);
che resteranno depositati per quaranta giorni consecutivi gli atti e gli elaborati relativi al Piano del Parco Nazionale del Circeo e per sessanta giorni consecutivi il Rapporto Ambientale e la Sintesi non tecnica (V.A.S.) ;
che il presente Avviso è pubblicato anche sul sito web istituzionale dell'Ente Parco www.parcocirceo.it;
Chiunque potrà presentare Osservazioni al Piano del Parco facendole pervenire, entro i successivi 40 giorni, esclusivamente al protocollo dell'Ente Parco Nazionale del Circeo – Via Carlo Alberto, 188 – 04016 Sabaudia (LT), in formato cartaceo (carta semplice) o via PEC all'indirizzo parconazionalecirceo@pec.it e preferibilmente utilizzando i modelli disponibili sul sito web istituzionale indicando tutti gli elementi utili ed indispensabili per la loro valutazione ;
Le Osservazioni al Rapporto Ambientale in ambito V.A.S. potranno essere presentate entro il termine di 60 gg. dalla pubblicazione dell'avviso sul B.U.R.L. e sul sito della Regione Lazio:
• all'Ente Parco Nazionale del Circeo (soggetto proponente) – Via Carlo Alberto, 188 04016 Sabaudia (LT);
• all'Autorità Procedente: Regione Lazio – Direzione Regionale Ambiente e Sistemi Naturali Via del Pescaccio, 432 00147 Roma;
• all'Autorità Competente: Regione Lazio – Direzione Regionale Valutazioni Ambientali e Bonifiche - Via del Giorgione, 129 00147 Roma.
La documentazione di Piano e di VAS è visionabile al seguente link:
http://www.parcocirceo.it/pagina.php?id=110
All'avviso sono allegati i modelli per presentare le osservazioni:

PUBBLICATO IN G.U. IL D.LGS 126 CON LE NUOVE NORME PER LA SCELTA DEI DIRETTORI GENERALI DELLE AZIENDE SANITARIE

Da molti anni molti si lamentano per le procedure di scelta dei Direttori generali delle Aziende sanitarie; il Governo ha adottato un nuovo provvedimento correttivo che è stato pubblicato sulla G.U. 192 del 18 agosto, si tratta del D.lgs 26 luglio 2017, n. 126 recante disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171, di attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria.
Sono stati rafforzati i requisiti che devono possedere i nuovi direttori generali mediante corsi di formazione di ambito manageriale e organizzativo, è resa obbligatoria la pubblicazione degli elenchi nazionali, ecc.
Personalmente ritengo che nonostante queste disposizioni seguiteremo ad avere problemi a causa della distanza che  è stata creata volutamente tra cittadini e organi decisionali e per la omissione della partecipazione dei cittadini alle scelte ed alla valutazione dei servizi e dei dirigenti.