Una interessante sentenza della Sez. II del TAR Lazio in data 3 settembre 2015, n. 4743 relativa alla concessione di suolo pubblico. E' da considerarsi abusiva l'occupazione di suolo pubblico realizzata senza il rilascio dell'atto di concessione anche nel caso di occupazione eccedente l'atto di concessione. Questa sentenza vale naturalmente anche per i c.d. dehors
Meraviglia come in alcuni casi come nonostante l'aumento delle aree occupate non vi sia un aumento delle entrate della COSAP comunale
La sentenza è reperibile presso questo URL:
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SX4PER6ZKPRT4FYSDQNFF6PORA&q=
lunedì 7 settembre 2015
domenica 6 settembre 2015
ULTIME DAL CIPE
Il Comitato Interministeriale per la programmazione Economica (CIPE) comunica che nella seduta 6 agosto ha approvato il programma operativo del Piano Banda Ultra Larga, a cui vengono assegnati da subito 2,2 miliardi di euro, che consentiranno di partire immediatamente con la fase attuativa. Altre risorse, per un ammontare di 1,4 miliardi, saranno conferite al Piano con successivi provvedimenti normativi. Complessivamente è previsto l’impiego di risorse per ben 4,9 miliardi di euro.
Il Cipe ha inoltre sbloccato alcune infrastrutture strategiche come il terzo Valico di Giovi con un valore di 607 milioni e gli interventi finalizzati al potenziamento di alcuni porti logistici italiani: sono complessivamente stati stanziati 75 milioni finalizzati alla realizzazione degli interventi ferroviari relativi ai porti di Trieste, La Spezia e Genova.
Nello specifico, il Comitato ha assegnato a RFI 14 milioni per i lavori infrastrutturali all’impianto ferroviario di Genova Campasso e 22 milioni per gli interventi ferroviari per lo sviluppo del porto di Trieste e il potenziamento della stazione Campo Marzio e quasi 39 milioni all’Autorità portuale di La Spezia per la prima fase del potenziamento degli impianti ferroviari.
Sempre nella stessa seduta il Cipe si è poi occupato di infrastrutture autostradali, approvando il nuovo Piano economico e finanziario della Bre.Be.Mi. e prevedendo, al fine di una maggiore integrazione della rete, il completamento entro il 31 gennaio 2017 della interconnessione della A35 con la A4 e l’approvazione del nuovo collegamento Arcisate-Stabio, comprensivo del progetto di sistemazione ambientale della messa a dimora definitiva delle rocce e terre da scavo provenienti dalla realizzazione delle opere.
Il Comitato ha approvato inoltre lo schema di Contratto di programma per l’anno 2015 e Piano pluriennale degli investimenti 2015-2019 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e ANAS S.p.A. Gli stanziamenti in favore di ANAS per il Contratto di programma 2015 – parte investimenti, al netto delle riduzioni di legge – risultano quindi pari a 1,115 miliardi di euro.
Sono state approvate poi le rimodulazioni del Fondo di Sviluppo e Coesione, al fine di consentire alle regioni Calabria, Sicilia, Campania di non perdere le risorse comunitarie e rispettare gli impegni di spesa.
Il Cipe ha stanziato infine 200 milioni per le cooperative e le imprese sociali attraverso il Fondo Rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.
LA FUSIONE DEI COMUNI ANCORA IN ALTO MARE...MANCANO POCHI MESI ALLA SCADENZA DEL 31 DICEMBRE
Il Ministero dell'Interno ha dovuto verificare che nonostante gli sforzi fatti il numero dei Comuni di piccole dimensioni che ha deciso di fondersi con altri limitrofi è molto limitato (nel Lazio nessuno). Questo nonostante Il Ministero dell'Interno con decreto del gennaio scorso abbia definito le nuove modalità e i termini per il riparto e l'attribuzione dei contributi che spettano ai comuni istituiti dal 2014 in conseguenza di procedure di fusione di altri comuni o di fusione per incorporazione.
Il decreto in questione stabilisce che ai Comuni che danno luogo alla fusione o alla fusione per incorporazione spetta per 10 anni dalla decorrenza della fusione - prevista dal decreto regionale istitutivo - un contributo straordinario pari al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti agli stessi enti per l'anno 2010, nel limite degli stanziamenti previsti e in misura non superiore a 1,5 milioni per ogni fusione. Per l'attribuzione del contributo erariale, le regioni devono inviare entro un mese dalla sua emanazione copia della legge regionale istitutiva della fusione al ministero, dipartimento per gli Affari interni e territoriali, direzione centrale della Finanza locale, piazza del Viminale, oppure via mail all'indirizzo finanzalocale.prot@pec.interno.it(Ufficio sportello unioni).
Pur di non cedere parte del loro (piccolo) potere nessun Sindaco, neanche quelli con meno di mille abitanti si sognano di cancellare la loro figura e l'identità del Comune per creare una nuova entità. Comune dove l'hanno fatto non è che le cose vadano poi così bene....
Tanto per notizia in provincia di Latina al 1° gennaio 2015 abbiamo : Campodimele con 641 ab., Ventotene con 741, Rocca Massima con 1130, Roccasecca con 1159, Prossedi 1214 e Bassiano 1610...e mi fermo qui.
Tanto per notizia in provincia di Latina al 1° gennaio 2015 abbiamo : Campodimele con 641 ab., Ventotene con 741, Rocca Massima con 1130, Roccasecca con 1159, Prossedi 1214 e Bassiano 1610...e mi fermo qui.
MAKE OR BUY - L'ESTERNALIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI DA PARTE DEGLI ENTI LOCALI
Qualsiasi imprenditore quando deve fare qualcosa si pone la domanda se è opportuno produrla direttamente o acquistarla all'esterno. Naturalmente l'imprenditore privato effettua una analisi dei costi e dei vantaggi diretti ed indiretti comparando le due possibilità. Non sempre si comporta nello stesso modo l'amministratore pubblico. Per molti anni la P.A. ha prodotto moltissimi beni "in economia" con risultati molto apprezzabili. Ora è di moda l’esternalizzazione (outsourcing), un concetto che appartiene alla scienza dell’amministrazione e descrive un processo di trasferimento all’esterno della pubblica amministrazione di compiti ed attività prima svolti dalla P.A. Preliminarmente all’assunzione di una scelta per una esternalizzazione strategica occorre disporre di una valutazione del contesto, di una analisi precisa delle disposizioni in materia e di una valutazione costi benefici, nonché delle eventuali riorganizzazioni interne che devono avvenire nel rispetto del principio del buon andamento. Naturalmente il fatto che alcune attività non siano più svolte direttamente dall’ente locale non significa che vi sia una riduzione della sfera pubblica in quanto l’amministrazione semplicemente si trasforma da ente che gestisce direttamente ad amministrazione che programma, dirige e controlla. L’art. 24 comma 8 della legge 448/2001 stabilisce che «Gli enti locali devono promuovere opportune azioni dirette ad attuare l’esternalizzazione dei servizi al fine di attuare economie di spesa e migliorare l’efficienza gestionale». L’art. 29 della già citata L. 448/2001 stabilisce anche che l’affidamento del servizio debba avvenire mediante procedure ad evidenza pubblica. La Corte Costituzionale (Sentenza n. 29/1995, n. 277/2005, n. 226/1998) e il Consiglio di Stato (Sez. VI, Sentenza n. 6073/2001) hanno ritenuto che ove non si conseguano benefici in termini di efficienza ed efficacia la scelta di esternalizzare appare illegittima. La recente Direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione ha posto nuovi vincoli in merito alle procedure di affidamento. Alla scadenza del contratto occorrerà fare una analisi sui risultati ottenuti in termini economici e di qualità del servizio per valutare l’opportunità di mantenere tale scelta oppure se non sia opportuno re-internalizzarne (insourcing) la gestione. Taluni amministratori comunali preferiscono affidare all'esterno la gestione di alcuni servizi (se non tutti) pensando di avere meno problemi (ma la responsabilità del controllo rimane sempre a loro) e pensando di poter ottenere qualche assunzione clientelare dal gestore del servizio. Il problema sono purtroppo alcuni dirigenti (o presunti tali) che avallano queste scelte senza effettuare le analisi del caso. Si tratta di scelte non condivisibili e che alla lunga non pagano.
venerdì 4 settembre 2015
Decreto semplificazioni, altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità

Un altro dei decreti delegati contiene, tra l'altro "Disposizioni in materia di rapporto di lavoro".
I principali interventi riguardano:
- la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore, con un intervento sull’art.
4 dello Statuto dei lavoratori per adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica, nel
rispetto delle disposizioni in materia di privacy;
- la possibilità per i lavoratori di cedere, a titolo gratuito, ai lavoratori dipendenti dallo stesso
datore di lavoro, che svolgono mansioni di pari livello e categoria, i riposi e le ferie maturati,
con esclusione dei giorni di riposo e di ferie minimi garantiti dalla legge, al fine di assistere i
figli minori che, per le particolari condizioni di salute, hanno bisogno di assistenza e cure
costanti da parte dei genitori;
- l’introduzione con decreto ministeriale, per i lavoratori del settore privato, di ipotesi di
esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in caso di malattia, così come avviene per i
lavoratori del settore pubblico;
- l’introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione
consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi
moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito
istituzionale.
Nessun’altra forma di effettuazione di dimissioni sarà più valida: in questo
modo si assesta un colpo decisivo alla pratica delle dimissioni in bianco che ha finora
colpito, in particolare, le donne lavoratrici.
La questione dei c.d. controlli a distanza se è strettamente legata all'utilizzo di telefoni e PC (desktop o portatili, tablet, ecc) di proprietà dell'azienda e dati in comodato ai lavoratori per lo svolgimento dei compiti loro affidati, è pienamente condivisibile, in quanto troppo spesso nella mia attività di lavoro ho dovuto accertare, a seguito di consumi molto elevati, che le apparecchiature fornite erano utilizzate per finalità diverse per cui ho dovuto attivare provvedimenti adeguati. Il problema di fondo è che queste apparecchiature troppo spesso (telefoni e portatili) vengono dati con eccessiva larghezza...in barba alle norme sulla razionalizzazione della spesa....
Per quanto riguarda il sistema telematico per le assunzioni e dimissioni è importantissimo se collegato con la questione degli infortuni sul lavoro, la cui normativa viene spesso aggirata.
Approvato il Decreto legislativo di razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva
Il 4 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato uno dei decreti legislativi delegati dalla normativa del c.d jobs act per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva. Secondo il Ministero la principale funzione dell’Ispettorato nazionale, dovrà risiedere nel coordinamento, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, l’Ispettorato dovrà definire tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento e dettare le linee di condotta e le direttive di carattere operativo per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL). In supporto alla programmazione dell’attività di vigilanza svolta dall’Ispettorato, si prevede l’obbligo per l’INPS, l’INAIL e l’Agenzia delle entrate di mettere a disposizione dell’Ispettorato, anche attraverso l’accesso a specifici archivi informatici, dati e informazioni, sia in forma analitica che aggregata. Al fine di rafforzare l’azione di coordinamento con altri organi preposti alla vigilanza si prevede: - la stipula di appositi protocolli, anche con i servizi ispettivi delle aziende sanitarie locali e delle agenzie regionali per la protezione ambientale onde assicurare l’uniformità di comportamento ed una maggiore efficacia degli accertamenti ispettivi, evitando la sovrapposizione degli interventi; - l’obbligo per ogni altro organo di vigilanza che svolge accertamenti in materia di lavoro e legislazione sociale di raccordarsi con l’Ispettorato. In ragione di un progressivo accentramento di tutte le funzioni ispettive presso l’Ispettorato nazionale del Lavoro, il personale ispettivo di INPS e INAIL è inserito in un ruolo ad esaurimento dei predetti Istituti con il mantenimento del trattamento economico e normativo in vigore e non potrà essere sostituito dagli Istituti. Pertanto, il reclutamento del personale ispettivo, dall’entrata in vigore dei decreti attuativi, sarà riservato esclusivamente all’Ispettorato del Lavoro.
Si tratta, almeno da queste prime notizie, fornite direttamente su sito del Ministero, di un provvedimento che dovrebbe migliorare la qualità dell'attività ispettiva unendo le competenze in maniera pluridisciplinare con un approccio più professionale; anche le imprese dovrebbero avvantaggiarsene non dovendo più subire una pletore di visite ispettive da parte di più amministrazioni. Molto interessante il coinvolgimento diretto delle ASL specialmente per quanto riguarda le attività commerciali, le imprese (dal punto di vista ambientale) e l'agricoltura (per quanto riguarda l'utilizzo di fitofarmaci)
AFFIDATI ANCORA ALL'ANAC IN VIA ECCEZIONALE CONTROLLI PREVENTIVI SUL COMUNE DI ROMA PER IL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
Sul sito dell'ANAC è stata pubblicata la delibera con cui sono stati estesi al Giubileo della Misericordia i poteri di controllo preventivo già fissati per l'EXPO 2015 con la L. 114/2014.
In pratica il sistema dei controlli interni degli enti locali, rispettoso del sistema delle autonomie viene di fatto sospeso con l'attivazione di un controllo preventivo affidato al presidente dell'ANAC.
Mi auguro che i sistema dell'emergenza abbia fine, ma nello stesso tempo auspico che l'art. 147 bis del TUEL (introdotto dal D.L. 174/2012) venga comunque reso più penetrante per svolgere un controllo maggiore sulle determinazioni dei dirigenti...ma se con la c.d. Riforma Madia il Segretario generale non ci sarà più, chi farà questi controlli che, benché a campione, qualche risultato lo davano?
Ecco la delibera per il Giubileo...
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=92d7df6a0a778042351e8c5afbe59edc
In pratica il sistema dei controlli interni degli enti locali, rispettoso del sistema delle autonomie viene di fatto sospeso con l'attivazione di un controllo preventivo affidato al presidente dell'ANAC.
Mi auguro che i sistema dell'emergenza abbia fine, ma nello stesso tempo auspico che l'art. 147 bis del TUEL (introdotto dal D.L. 174/2012) venga comunque reso più penetrante per svolgere un controllo maggiore sulle determinazioni dei dirigenti...ma se con la c.d. Riforma Madia il Segretario generale non ci sarà più, chi farà questi controlli che, benché a campione, qualche risultato lo davano?
Ecco la delibera per il Giubileo...
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=92d7df6a0a778042351e8c5afbe59edc
giovedì 3 settembre 2015
PRONTO IL DPCM CON IL REGOLAMENTO PER IL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO
Pronto il DPCM con il Regolamento che finalmente disciplina il Fascicolo sanitario Elettronico anche sulla base delle Linee Guida formulate dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) il Regolamento per il Fascicolo sanitario elettronico che si aggiunge alla Tessera sanitaria e alle ricette digitali.
Un grande passo avanti verso la continuità assistenziale.
Il FSE è l’insieme di dati dematerializzati e dei documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito (referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, dossier farmaceutico, consenso a donazione di organi, ecc.), che ha come scopo principale quello di agevolare l’assistenza al paziente, offrire un servizio che può facilitare l’integrazione delle diverse competenze professionali, fornire una base informativa consistente, contribuendo al miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura.
Grazie a questi strumenti sarà possibile tra breve creare una effettiva integrazione tra l’Ospedale, i Servizi Distrettuali, i Medici di famiglia, servizi sociali comunali, ecc., superando le divisioni pratiche, ma spesso anche culturali, esistenti.
Un nuovo strumento che si offre anche alle case della salute.
UNO SGUARDO DAL PONTE... GIOVANNI XXIII
Il ponte che collega la città di Sabaudia al mare, superando il lago di
Paola è intitolato a Giovanni XXIII (con deliberazione n. 130/78). La realizzazione
del ponte, benché prevista già nel progetto originario della città, fu affidata
negli anni ’62-’64 all’arch. Riccardo Morandi il quale progettò una struttura
tecnologica tipo Maillart a volta irrigidita.
Il Ponte costruito con le
tecniche dell’epoca è purtroppo ammalorato da tempo ed ha dei gravi problemi di
staticità: una interrogazione in tal senso presentata dal Gruppo del PD nel settembre
2009 non ebbe effetto in quanto il Sindaco affermò che la struttura non aveva
problemi, ma la Giunta solo pochi mesi dopo chiese un contributo ( di € 850.000,00 )
alla Regione per il risanamento strutturale del ponte (deliberazione n. 110 del
24 giugno 2010); ma la Giunta Polverini non lo concesse, così con
l’Ordinanza sindacale n. 29 del 31 dicembre 2010 veniva disposto:
- il declassamento del Ponte
Giovanni XXIII dalla I° alla II° Categoria ai sensi del D.M. LL. PP. 04.05.1990
“Criteri Generali e prescrizioni tecniche per la progettazione, l’esecuzione ed
il collaudo dei ponti stradali”;
- il
divieto di transito sul Ponte per i veicoli con peso complessivo superiore alle
3,5 Tonnellate;
- di
limitare la velocità di percorrenza del Ponte a 30
km/h .
Peraltro i controlli non sono stati mai molto presenti.Il 29 febbraio 2011 il Gruppo del PD scrisse una nuova lettera per sollecitare la questione, ma purtroppo senza esito.
Con deliberazione n 117 in data 14 ottobre 2014 la Giunta
ha poi approvato un progetto preliminare per il risanamento e il consolidamento del
Ponte per u importo di € 3.000.000,00, chiedendo il relativo finanziamento alla
Regione.
Ora, a distanza di sei anni dalla prima interrogazione è
stata pubblicata la determinazione n. 140 in data 4 agosto (Reg. Gen. 1232 del
27 agosto) con cui il Settore Lavori Pubblici ha provveduto all’aggiudicazione
della gara finalmente indetta per un programma di indagine per la valutazione
delle stato strutturale del Ponte (affidato alla soc. ISTEDIL di Latina) per un
costo rilevante.
Nel frattempo la navetta estiva deve fare il giro da
Caterattino, i pullman dei turisti e tutti gli automezzi pesanti non possono
passare sul ponte.
mercoledì 2 settembre 2015
IL SINDACO CHE VORREI
La prossima primavera i cittadini di molti Comuni della provincia di Latina saranno chiamati ad eleggere un nuovo Sindaco.
Naturalmente la cosa più importante per ogni partito, lista civica o movimento, è quella di predisporre un programma elettorale che però è una questione specifica di ciascun Comune e sulla quale non voglio entrare, anche se, a mio parere, rappresenta un aspetto molto importante per la successiva scelta del candidato.
Leggo sulla stampa che in molte città, pur non avendo ancora predisposto un programma (ma neanche parlato di cosa si voglia fare), già si pensa a dei nomi senza considerare naturalmente se poi saranno adatti a portare avanti il programma che sarà scelto.
Penso che comunque possa essere utile disegnare il profilo che, sempre secondo me, dovrebbero avere questi candidati.
In primo luogo, anche se può sembrare pleonastico e se la legge attuale non prevede vincoli, a mio parere, la persona prescelta deve essere residente nella città dove si vuole candidare; non condivido la scelta di persone famose che abitano in un altro Comune e che, senza alcuna o scarsa conoscenza dei luoghi e dei problemi si offrono come amministratori, anche perché poi, salvo rare eccezioni, falliscono o divengono facilmente preda dei soliti noti.
Naturalmente il soggetto prescelto deve essere in possesso dei requisiti di legge: candidabilità, eleggibilità, assenza di incompatibilità, ma non deve essere neanche “impresentabile” come indicato dalla Commissione sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali anche straniere con il famoso Codice del 24 settembre 2014[1].
I partiti, le formazioni politiche, i movimenti e le liste civiche sempre in base alle previsioni del predetto codice si dovrebbero impegnare, altresì, a non presentare come candidati alle elezioni comunali coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni: a) sia stata disposta l'applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, così come successivamente modificato e integrato;
b) siano stati rimossi, sospesi o dichiarati decaduti ai sensi dell'articolo 142 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
c) abbiano ricoperto la carica di sindaco, di componente delle rispettive giunte in comuni o consigli provinciali sciolti ai sensi dell'articolo 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modifiche ed integrazioni, ancorché il decreto di scioglimento non sia ancora definitivo.
All’elenco di chi non può essere candidato aggiungerei, anche l’ampia casistica contenuta nell’Atto di Segnalazione al Governo e al Parlamento n. 4 in data 10 giugno 2015 formulato dal Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).
Escluderei dalla possibilità di essere candidati anche gli eletti agli Organi dell’U.E., al Parlamento, alla Regione (e perché no, anche in altri Comuni) in quanto si tratta di persone che hanno chiesto il voto agli elettori instaurando un rapporto di fiducia basato sulla loro persona, per cui abbandonare il posto per il quale sono stati eletti per un altro, potrebbe apparire a molti elettori come una mancanza di rispetto nei loro confronti.
Per alcuni Comuni vengono fatti anche nomi di persone appartenenti alla cosiddetta società civile (imprenditori, generali, artisti, ecc.) che mai si sono occupate di amministrazione di un ente locale, questo è un bene per certi aspetti, ma desidero ricordare che il Comune è un’azienda molto complessa con funzioni assai vaste, notevoli responsabilità ed una pluralità di stakeholders, per cui chi fosse senza esperienza specifica, ma volesse intraprendere questa strada è bene che inizi a prepararsi in maniera adeguata, altrimenti rischia di far male a se stesso e alla città. In ogni caso, poiché le norme interne di alcuni partiti prevedono procedure per la scelta del candidato a Sindaco, come ad esempio le primarie, nel caso in cui si decidesse di seguire una strada diversa è opportuno che la questione sia sottoposta all’assemblea degli iscritti che l’approvi con una maggioranza qualificata per evitare spaccature all’interno del loro partito come purtroppo già avvenuto di recente nel PD di Sabaudia, di Cisterna, ecc.
________________
[1]Sono impresentabili coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato emesso il decreto che dispone il giudizio o la citazione diretta a giudizio, ovvero che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado; coloro nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti, ovvero sia stata emessa misura cautelare personale non revocata né annullata, ovvero sia stato emesso decreto di applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali; coloro che si trovino in stato di latitanza o di esecuzione di pene detentive o che siano stati condannati con sentenza anche non definitiva di primo grado per danno erariale per reati commessi nell'esercizio delle funzioni di cui alla carica elettiva, allorquando le predette condizioni siano relative a uno dei seguenti reati:
a) delitti consumati o tentati di cui all'articolo 51, comma 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale;
b) delitti consumati o tentati, così specificati: concussione (articolo 317 c.p.); corruzione per l'esercizio della funzione (articolo 318 c.p.); corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio (articolo 319 c.p.); corruzione in atti giudiziari (articolo 319-ter c.p.); induzione indebita a dare o promettere utilità (articolo 319-quater c.p.); corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (articolo 320 c.p.); istigazione alla corruzione (articolo 322 c.p.); delitti di cui all'articolo 322-bis c.p. per le ipotesi di reato di cui sopra ivi richiamate;
c) agevolazione ai detenuti e internati sottoposti a particolari restrizioni delle regole di trattamento e degli istituti previsti dall'ordinamento penitenziario (articolo 391-bis c.p.);
d) scambio elettorale politico-mafioso (articolo 416-ter c.p.);
e) estorsione (articolo 629 c.p.), usura (articolo 644 c.p.);
f) riciclaggio (articolo 648-bis c.p.) e impiego di danaro, beni o utilità di provenienza illecita (articolo 648-ter c.p.);
g) fraudolento trasferimento di valori (articolo 12-quinquies del decreto-legge 8 giugno 1992, n.306, convertito con la legge 7 agosto 1992, n.356);
h) omessa comunicazione delle variazioni patrimoniali da parte delle persone sottoposte ad una misura di prevenzione disposta ai sensi del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136), nonché da parte dei condannati con sentenza definitiva per il delitto previsto dall'articolo 416-bis del codice penale (associazioni di tipo mafioso anche straniere);
i) attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti (articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni);
j) nonché dei delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis del codice penale ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni mafiose, di cui all'articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n.152, convertito con la legge 12 luglio 1991, n.203.
martedì 1 settembre 2015
RICHIAMO DEL MEF PER GLI ACQUISTI TRAMITE CONSIP
La Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell'Economia e delle Finanze in questi giorni ha inviato una circolare molto puntigliosa e dettagliata rammentando l'obbligo per le amministrazioni pubbliche di provvedere agli acquisti tramite la CONSIP. La razionalizzazione degli acquisti non è possibile se non viene fatta una adeguata programmazione. In particolare gli enti locali devono provvedere, come più volte ricordato alla creazione di Centrali Uniche di Acquisti. In ogni caso eccezioni a questa procedura sono ammesse solamente avendo come benchmark i
prezzi e le condizioni contrattuali della Consip: bisognerà cioè operare un
raffronto tra fattori di comparazione omogenei (per esempio tra prezzi della
convenzione Consip di durata settennale e prezzi del contratto stipulato al di
fuori degli strumenti di acquisto centralizzati. Da una verifica effettuata personalmente ieri sera sul sito della CONSIP sono attive moltissime convenzioni relative a beni e servizi che interessano gli enti locali, che potrebbero far risparmiare somme rilevanti, ma non tutti i Comuni ancora se ne avvalgono...Occorre rammentare che la differenza tra il prezzo di acquisto e il costo delle stesso bene (o di uno analogo) disponibile tramite CONSIP costituisce oltre che un danno erariale, anche una responsabilità discpilinare per il dirigente o il funzionario che l'ha disposta. Le Case della salute per prevenire l'abbandono delle cure
Sul quotidiano "La Repubblica" di oggi c'è un interessante articolo di Michele Bocci sugli italiani che non si curano. Si tratta per lo più di anziani affetti da patologie croniche o da pluripatologie che si autoriducono le terapie, stanchi di prendere pillole ma anche, a mio parere per problemi economici. Manca un collegamento costante tra medico di base e pazienti i quali troppo spesso sono e si sentono abbandonati. A queste carenze deve supplire la nuova medicina di iniziativa che può essere realizzata grazie alle Case della salute, si tratta di una strategia utilizzata proprio per i pazienti cronici che consiste in un ribaltamento del sistema attuale: è il medico che periodicamente chiama il paziente, gli programma gli accertamenti e controlla il suo grado di compliance. Di questo e d'altro si parla nel mio mio nuovo tascabile "Manuale per le Case della salute" un libro per gli operatori ma non solo.
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