domenica 29 aprile 2012

La celebrazione del 1° maggio



Ecco un comunicato in occasione del 1° maggio del nostro Coordinatore Pasquale Mancuso
La celebrazione del 1° maggio è l’occasione per  collegare il significato universale del 1° Maggio con la situazione lavorativa locale.

Un’agricoltura in ginocchio ( per la quale l’unica cosa che ha fatto la Giunta è stata la dichiarazione dello stato di crisi), il turismo in fuga ( senza che venga promosso ), il commercio in crisi ( senza che siano presentati progetti adeguati),  etc.

Una festività, quella dei lavoratori, condivisa quasi dappertutto nel mondo e fondata circa 160 anni fa negli Stati Uniti come simbolo della lotta sociale condotta da tutti coloro i quali riconobbero e manifestarono per primi che la vita collettiva migliora all'aumentare della dignità attribuita ai lavoratori onesti.

Riconoscimento che troviamo ancora oggi nel testo degli articoli 1 e 4 della nostra Costituzione: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”; “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. Diritti e doveri, obiettivi e condizioni uguali a se stesse nonostante il trascorrere del tempo perché è nella natura delle cose che l'uomo fondi la sussistenza propria, della famiglia e della collettività sul lavoro, scambiandone il prodotto con quello del lavoro altrui. 

Scambio di culture e di merci che oggi, anche nella nostra città, è, secondo il Partito Democratico locale, fortemente rallentato e, peggio ancora, impoverito.

Il tutto nonostante il fatto che quello che potremmo chiamare “ecosistema Sabaudia” offra molteplici spunti per il progresso delle competenze umane. Qui sarebbero sensati e realizzabili meglio che altrove studi ed attività di ricerca e sviluppo su: energia da fonti rinnovabili; trasporti agricoltura ed edilizia compatibili con la salute dell'aria e delle acque; medicina a base naturale; archeologia degli antichi insediamenti costieri. Ed il turismo sarebbe la naturale vetrina per ciascuna di queste attività, un turismo facilmente ecosostenibile. Una tale varietà di opportunità sarebbe il paradiso di una qualsiasi maggioranza politica appena più intelligente di quella locale attuale perché una tale ricchezza sarebbe riconosciuta ben più redditizia di una tanto lunga quanto svilente striscia blu per sostare con l'auto sul litorale sabaudo.

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