sabato 13 aprile 2019

IN MERITO A QUANTO AVVENUTO IN UMBRIA IL MINISTRO GRILLO HA CONVOCATO UNA UNITA' DI CRISI PER AFFRONTARE IL PROBLEMA ALLE RADICI MA FINO A CHE I CITTADINI SARANNO ESCLUSI DALLA PROGRAMMAZIONE E DAL CONTROLLO NON CI SARA' FUTURO

ROMA EX ONMI - SEDE DEL MINISTRO DELLA SALUTE
L'ennesimo scandalo della sanità che questa volta ha coinvolto la Regione Umbria ha spinto il Ministro Grillo a convocare una Unità di Crisi permanente per studiare come evitare che fatti del genere possano avvenire.
In sostanza si pensa, ancora una volta, di allontanare la politica della sanità.
Un discorso fatto più volte che però poi ripercorre le solite strade.
Da quando il sig. De Lorenzo (che apparteneva ad un Governo presieduto da Giuliano Amato) ha costituito le Aziende sanitarie allontanando la gestione del potere dai cittadini questi fatti si ripetono con frequenza sempre maggiore ma solo alcune cose vengono a galla, la maggioranza della malagestio non appare e con essa la microcorruzione sempre più diffusa.
Intanto si dovrebbe fare in modo di far rispettare ai signori direttori generali delle ASL le norme già esistenti sulla trasparenza e per la prevenzione della corruzione.
La maggioranza dell ASL  rende sempre più difficile accedere agli atti che, se va bene vengono lasciti sul sito web solo poco tempo rendendo spesso difficile l'accesso mentre dovrebbero renderli disponibili almeno per 5 anni.
L'accesso generalizzato viene ostacolato in ogni modo per evitare che i cittadini scoprano troppe cose.
Il programma triennale per la prevenzione della corruzione non tiene conto dei fattori di rischio più importanti.
I lobbisti circolano indisturbati nei corridoi delle ASL senza alcuna regola o trasparenza.
L'esternalizzazione della quasi totalità dei servizi è oggetto di gare che vengono aggiudicate in base a capitolati che talora non sono fatti sentendo il parere dei sanitari che poi dovranno gestire i servizi.
I controlli sull'esecuzione dei contratti non vengono fatti come si deve e questo dipende da chi è preposto ai controlli.
I cittadini per legge devono essere messi in condizione di valutare realmente l'operato dei dirigenti.
Come dimostrato dai fatti oggetto dell'indagine della magistratura Umbra uno dei settori più appetibili dalla politica resta quello delle assunzioni spesso gestite ignorando le leggi vigenti.
La colpa è senza dubbio della politica che occupa spazi non propri, ma tutto ciò avviene con la disponibilità di dirigenti che si prestano anche a firmare atti e dichiarazioni in cui si afferma la legittimità dei provvedimenti assunti.
Fino a quando i direttori generali saranno nominati come avvenuto fino ad ora non ci saranno limiti all'ingerenza della politica.
Fino a che l'organismo "indipendente" di valutazione sarà nominato dal direttore generale e fino a quando questo risponderà solo a quest'ultino non ci potrà essere alcuna certezza sul fatto che la politica resti fuori.
E' ora che vengano ripristinati dei correttivi a livello locale sulla gestione delle Aziende da parte dei direttori generali unici arbitri e padroni assoluti oramai di territori vastissimi e spesso molto popolati e che rispondono solamente al presidente della regine che li ha nominati.
Deve assolutamente essere ridato il potere ai cittadini per poter impedire che il SSN venga danneggiato dagli interessi di pochi. 
 

1 commento:

  1. concordo su tutta la linea ma, in una situazione siffatta, come fare per interrompere tale discutibile andazzo? Quali strumenti usare? Come e con chi intervenire?

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