lunedì 15 agosto 2011

Erosione : un nuovo intervento per difendere il sito di interesse comunitario "Dune del Circeo"


L'estate si avvia alla fine ed è importante  ricordarsi che con l'inverno,  torneranno i problemi dell'erosione; insieme al collega Amedeo Bianchi abbiamo scritto una nuova lettera al Ministro Prestigiacomo, all'Assessore regionale Mattei, all'Onle Sassoli, deputato europeo,al Presidente Benedetto ed anche alla Procura della Repubblica.
Com’è noto, nell’ambito della pianura pontina sono stati identificati diversi nodi della Rete Natura 2000, rappresentati dai Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e dalle Zone di Protezione Speciale (ZPS), rispettivamente istituiti ai sensi delle Direttive 92/43/CEE (Habitat) e 79/409/CEE.Tutto il territorio del Parco Nazionale del Circeo – con l’eccezione di Zannone - rientra nella più vasta ZPS “IT6040015” Parco Nazionale del Circeo (22.165 ha).La ZPS è delimitata a est dalla Strada Prov. “Litoranea”, dal limite della Foresta Demaniale del Circeo, nuovamente dalla S.P. Litoranea fino all’incrocio di Mezzomonte e poi dalla Strada Torre Paola – Viale Tittoni; in seguito dalla costa del Promontorio verso nord, fino a Torre Paola; quindi entra in mare per circa un miglio e mezzo, per seguire con una linea retta parallela alla costa fino all’altezza di Capoportiere, per rientrare a Capoportiere, quindi ad includere le Terme di Fogliano, fino a riprendere la Latina-Lido fino all’incrocio con la Litoranea.
Per quanto riguarda i S.I.C. sono i seguenti :
- SIC IT6040018 “Dune del Circeo” (441 ha) include tutta la fascia dunale di Sabaudia e Latina.
- SIC IT IT6000012 “Fondali tra Capo Portiere e Lago di Caprolace”, ( incluso parzialmente nella ZPS “Parco Nazionale del Circeo” )
- SIC IT6000011 “Fondali tra Torre Astura e Capo Portiere”, a fronte di Torre AsturaDa quanto sopra emerge chiaramente che la costa pontina ed il tratto di mare antistante sono tutelati da una serie di provvedimenti  a livello comunitarioA seguito di alcuni problemi di erosione avvenuti negli anni passati la Regione Lazio, nell’ambito dell’Accordo di programma quadro “Difesa del suolo e tutela della costa APQ5” aveva stanziato per la costa di Sabaudia, la somma di €  3.500.000,00 per la “Ricostruzione della spiaggia mediante ripascimento morbido, salvaguardia delle dune e sistemazione delle foci dei canali”Per un  utilizzo appropriato di detta somma  fu chiesto all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca sull’Ambiente ( ISPRA ) di fare uno studio,  che è stato da tempo consegnato.L’Azienda Regionale per la Difesa del Suolo ( ARDIS ) a sua volta non ha condiviso le risultanze di detto studio e non ha ritenuto di effettuare il ripascimento.
Di tale decisione è stata data notizia al Comune,  solamente a seguito di una richiesta del consigliere delegato al demanio marittimo, in data  9 dicembre scorso con una comunicazione in cui si afferma “L’ipotesi di ripascimento del tratto antistante il lago dei Monaci sarebbe considerata …… una soluzione non definitiva  e facilmente attaccabile da chi vedrebbe letteralmente buttare a mare  risorse economiche non proprio trascurabili …….A tutto questo si aggiungerebbe  anche la difficoltà di reperimento di considerevoli riserve di sabbia realmente compatibile  con le caratteristiche del paraggio.Di fatto  finora  la somma in questione non è stata utilizzata  per effettuare  l’atteso ripascimento.Le  mareggiate che si sono verificate durante i primi mesi dell’inverno hanno gravemente compromesso la  situazione della costa.Ove fosse stato effettuato il ripascimento senza dubbio i danni sarebbero stati più contenuti.In un incontro tenutosi in primavera  con l'ARDIS  erano state  fornite assicurazioni circa la possibilità di utilizzo della  predetta  somma di €  3.500.000,00  per il ripascimento del litorale di Sabaudia , senza  peraltro che a ciò sia seguita  alcuna azione concreta.Successivamente la Giunta regionale  ha stanziato somme  rilevanti  ( 15,5 milioni di euro ) per contrastare l'erosione ad Ostia, Nettuno, Fondi, Sperlonga, Formia e Minturno  anche con l'  installazione di  barriere artificiali in mare, che rischiano di aggravare la situazione del  SIC  “Dune del Circeo”.Tale  ipotesi  contrasta nettamente con la relazione dell’ISPRA  e con i provvedimenti comunitari di tutela della costa e dei fondali  antistanti.
In  tutta  questa vicenda viene inoltre completamente dimenticata la Raccomandazione della Commissione europea per  la “Valutazione della gestione integrata delle zone costiere” ( Integrated Coastal Zone Management ) in quanto per la costa pontina non sono stati previsti  progetti sperimentali.
La  spiaggia lentamente riformatasi durante l'estate è estremamente bassa e se non si provvede al  ripascimento morbido, con urgenza,  l'erosione invernale  rischia di incidere in maniera ancora più grave la duna.
Riteniamo che in questa vicenda possa ravvisarsi la fattispecie prevista dalla Direttiva 2004/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e  riparazione del danno ambientale.
Preghiamo vivamente di intervenire  con urgenza per evitare danni peggiori.Di  quanto sopra viene data informativa anche alla  Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina per i ritenuti interventi di competenza, atteso il gravissimo danno ambientale verificatosi.

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