giovedì 30 agosto 2018

IL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI E LA MANUTENZIONE DELLE INFRASTRUTTURE

Dopo il crollo del ponte di Genova, il Provveditorato per le Opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un "monitoraggio dello stato di conservazione e manutenzione delle opere di competenza" chiedendo ai Presidenti delle Regioni, delle Province e ai sindaci una comunicazione relativa agli interventi necessari per "rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza", allegando "adeguate attestazioni tecniche, indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi". 
"Nel dare seguito agli orientamenti espressi dal Governo - si legge nella nota del Provveditorato per le Opere pubbliche del Ministero - occorre procedere con la massima urgenza all'avvio dello stato di conservazione delle opere infrastrutturali, viarie e non". 
L'invito del Ministero agli enti locali è di "comunicare entro e non oltre il 30 agosto prossimo gli interventi necessari a rimuovere condizioni di rischio riscontrate nelle tratte infrastrutturali di competenza, corredando le segnalazioni di adeguate attestazioni tecniche (perizie, verbali di sopralluogo), indicazioni di priorità e stima indicativa dei costi".
Come succede spesso si cerca di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
Della cosa farebbero bene ad occuparsi anche molti altri Dicasteri.
La manutenzione ordinaria del patrimonio dovrebbe essere un fatto culturale di ogni dipendente comunale e dovrebbe riguardare oltre ai ponti anche le scuole, i beni culturali (vedasi il crollo avvenuto proprio ieri a Roma della chiesa di san Giuseppe dei falegnami addirittura nel Forno Romano).
Il problema è che troppo spesso gli uffici non si occupano della manutenzione ordinaria (che per loro non è remunerativa) preferendo fare ...a tempo debito (che non si sa quale sia) quella straordinaria, per la quale occorre fare un progetto, nominare un responsabile della sicurezza, un direttore dei lavori, ecc. con aumento vertiginoso dei costi...
Entro la fine dell'anno dovranno essere approvati i bilanci dei Comuni e la voce "manutenzione" è troppo spesso ridotta al lumicino oppure legata ad entrate che magari si verificano solo a metà anno, con il risultato che poi i lavori, se si fanno, vengono realizzati (se va bene) alla fine dell'anno.
Quindi un appello agli amministratori locali affinchè nel Bilancio e nel Programma triennale delle opere pubbliche e manutenzioni facciano molta attenzione alla manutenzione anche perché poi, nel caso eventuale di crolli, potrebbero essere chiamati a rispondere di danno erariale per non parlare delle possibili responsabilità penali.
Certamente la manutenzione non è come gli eventi estivi che danno lustro a qualche assessore o altri politici di basso livello di turno, ma anche i cittadini dovrebbero imparare a capire cosa è veramente importante per la loro città: se riparare le buche o fare le feste.
E' sempre la politica della formica e della cicala.
 

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