sabato 1 giugno 2019

Dopo due annui di silenzio durante i quali l'Azienda sanitaria locale Latina ha fatto poco o nulla, limitandosi a gestire l'esistente ecco che domani mattina, presso la palazzina direzionale dell'ospedale Santa Maria Goretti  verrà presentato il Programma +Vita alla presenza dei decisori amministrativi locali e regionali, delle associazioni di volontariato, dei rappresentanti delle categorie professionali e di altri importanti segmenti rappresentativi della società, a cominciare da quelli produttivi. 
Nel comunicato è scritto che tutti saranno coinvolti, in quanto protagonisti, dal cambiamento previsto dal Programma +Vita.
Si tratta secondo la ASL di un innovativo progetto  che propone un nuovo modello di gestione del percorso di cura del paziente cronico.
Il modello proposto intende fornire un approccio sistematico alla gestione della cronicità che parta dal coinvolgimento diretto del paziente, che insieme ai Medici di Medicina Generale e all’Azienda ASL, diventa responsabile e parte attiva delle azioni volte a “prendersi cura del proprio stato di salute”.
L’approccio sistematico alla gestione della cronicità dell’ASL di Latina si fonda su quattro pilastri: 
PATTO DI CURA
Accordo tra il paziente, il Medico di medicina generale e l’ASL che diventano co-responsabili nella definizione e attuazione del piano di assistenza individuale.
GESTIONE PER PDTA
Approccio per processi attraverso l’utilizzo di strumenti  (Percorsi Diagnostico Terapeutici assistenziali)
per attuare la presa in carico e la gestione del paziente attraverso il piano di cura.
INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO
Prevede il coinvolgimento della Medicina Generale e l’attivazione delle Centrali di continuità territoriale composte da figure infermieristiche che ricoprono il ruolo di case manager e avranno il compito di facilitare la presa in carico del bisogno assistenziale dell’assistito
UTILIZZO DELLA TECNOLOGIA
Una piattaforma tecnologica comune consentirà ai Medici di Medicina Generale di essere aggiornati sull’andamento del percorso di cura, di seguire il paziente sia nell’organizzazione di visite, esami e prenotazioni, che nell’aderenza a terapia, prestazioni sanitarie e abitudini/stili di vita.
L'Azienda ha approvato in questi ultimi tempi i seguenti PDTA:
Diabete mellito
BPCO
NEOPLASIA ALLA MAMMELLA
COLON RETTO
TUMORE POLMONARE
Al riguardo è bene chiarire  che non c'è nulla di innovativo nel progetto dato che la regione Toscana ha attuato per prima il Chronic care model e i PDTA; la regione lazio li ha recepiti in ritardo a solo ora vengono attuati anche in provincia di Latina.
L'Azienda sanitaria di Frosinone aveva attuato i PDTA sin dal 2014 con la dott.ssa Mastrobuono, all'epoca direttore generale, che dette subito attuazione dei decreto regionali e di cui parlò in un convegno sulle Case della salute organizzato all'inizio del 2015 dal sindacato SPI CGIL.
Per quanto riguarda la BPCO (un tempo esisteva addirittura un Dipartimento aziendale per la cura di questa patologia) meraviglia come mai il poliambulatorio di Sabaudia sia stato ignorato nella descrizione della rete, benché sia presente un medico specialista.
Nella descrizione della presa in carico naturalmente è previsto che venga fatta una spirometria ma solo di recente sono stati acquistati 5 spirometri e non si sa dove siano stati collocati.    .
Addirittura ricordo che l'estate scorsa,  in occasione  di un mio ricovero ospedaliero per  un intervento l'unico spirometro del reparto di pneumologia dell'ospedale fosse rotto (da sei mesi mi fu precisato)  e che solo grazie alla cortesia di un medico che era in ferie, fu possibile utilizzare uno spirometro privato che era chiuso in un armadio.
Sarà necessario un maggiore coinvolgimento dei  medici di base ma al momento non pare che siano stati fatti molti passi avanti se non nella comunicazione.
Nel frattempo si attende di conoscere come e quando sarà mantenuta la promessa di aprire una casa della salute in ogni distretto.

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