giovedì 11 gennaio 2018

L'ART. 32 ARROSSISCE MENTRE IL NOSTRO SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE VIENE CALPESTATO

Tempo di elezioni politiche e di elezioni regionali nel Lazio e nella Lombardia.
Ancora una volta la sanità entra nella campagna elettorale per come è stata gestita o per come andrebbe organizzata.
Purtroppo il Servizio Sanitario Nazionale (da qualche tempo non si sa perchè definito "sistema", forse a sottintendere che non è più totalmente pubblico) è lo specchio del Paese.
Nacque dopo una lunga gestazione, frutto di vari compromessi (l'originario testo del Ministro Mariotti fu riformato alquanto) e pertanto fragile.
Da subito fu facile preda del business delle multinazionali, dell'affarismo di alcuni politici, di amministratori corrotti e di dirigenti troppo spesso privi di valori.
Dopo l'affidamento all'esterno, ereditato dalle mutue, della specialistica ambulatoriale e di molti posti letto in case di cura, c'è stata l'esternalizzazione dei servizi economali: lavanderie, ristorazione, pulizia, poi c'è stata l'ondata delle manutenzioni delle apparecchiature, ecc. ecc.
Ora da alcuni anni è cresciuto il sistema delle assicurazioni integrative, cui è seguito il welfare aziendale accortamente detassato dal governo...anche nell'ultima legge di bilancio....
E' ora di invertire la rotta, leggo che qualcuno propone di ridurre le esternalizzazioni...sarebbe ora.
L'art. 32 della Costituzione:  "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti" viene calpestato tutti i giorni in molte parti d'Italia.
Il SSN : universalistico, globale e territoriale era il nostro orgoglio. 
Occorre riprendere in mano il SSN e riportarlo sui binari della gestione pubblica.

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