giovedì 24 gennaio 2019

LI GUADAMMI DE MARIA CAZZETTA

Da alcune decine di anni, specialmente grazie al Ministero del Tesoro (oggi Ministero dell’economia e delle finanze) per contenere la spesa delle pubbliche amministrazioni (ma specialmente quella degli enti locali e della sanità) è stato stabilito il blocco delle assunzioni. 
A questo è stato aggiunto anche l’obbligo di affidare all’esterno tutti i servizi a rilevanza economica eliminando la possibilità di gestione diretta degli stessi. 
Non essendo stata fatta alcuna simulazione i risultati di queste scelte sono stati imprevedibili e in molti casi controproducenti tanto che la spesa molto spesso anziché diminuire è aumentata. 
La spiegazione è nel fatto che ad esempio negli ospedali l’affidamento all’esterno di alcuni servizi cosiddetti economali è avvenuta senza prevedere adeguati capitolati speciali e senza organizzare appropriati controlli per cui oltre a spendere somme anche rilevanti spesso non si è ottenuto neanche l’atteso miglioramento della qualità. 
Nei primi anni si è assistito ad una vera e propria corsa verso l’outsourcing come se fosse la panacea a tutti i mali della sanità. 
Purtroppo quasi ovunque sono stati dismessi i macchinari, si sono perdute le professionalità, anche i locali precedentemente utilizzati sono stati destinati ad altre attività, per cui sarebbe difficile oggi tornare indietro. 
I manager che entusiasticamente hanno sposato queste scelte sono stati premiati come innovatori. 
Così oggi nella quasi totalità degli ospedali sono affidati a ditte o cooperative esterne: il confezionamento e la distribuzione del vitto, le pulizie dei reparti, delle sale operatorie, ecc., il lavaggio della biancheria piana e delle divise, la manutenzione degli immobili, la manutenzione delle apparecchiature, la gestione del software, la gestione dell’archivio delle cartelle cliniche, il servizio di guardiania, ecc. 
Ma con il sistema dell’affidamento all’esterno è stato anche reclutato personale di assistenza mentre per i medici sono state seguite procedure anomale rispetto al D.lgs 165/2001 stipulando contratti con soggetti in possesso di partita IVA. 
Così mentre i costi del personale sono formalmente discesi quelli per l’affidamento all’esterno dei servizi sanitari ma anche economali ed amministrativi sono saliti vertiginosamente.
Nella legge di bilancio dello Stato invece di aumentare il valore del Fondo Sanitario Nazionale si parla nuovamente di efficientamento dei servizi: una parola che dopo anni che la sanità pubblica tira la cinghia è apparsa a molti offensiva.
Ora il Consiglio regionale del Lazio ha previsto nella legge di bilancio 2019 di introdurre la re-internalizzazione dei servizi, ma non sarà facile ritrovare i locali, ricostruire organizzazioni, professionalità, acquisire apparecchiature e strumenti di lavoro.
Il valore della gestione e produzione diretta di alcuni servizi non ha eguale anche per la fidelizzazione dei pazienti/clienti.
Per il titolo di questo post è stato utilizzato un famoso detto romano riferito ad un personaggio di fantasia famoso perché dalla previsione di guadagni immaginari otteneva solo affari andati a male.
Sarebbe ora che alcuni manager della salinità che si chiedono come mai i pazienti siano in fuga verso altre Aziende, magari di altre regioni cominciassero a riflettere sui dati in bilancio e sulla qualità dei servizi oggi offerti ai loro pazienti. 

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