venerdì 26 agosto 2016

IL BUIO OLTRE LA PRATICA: LA DIRIGENZA PUBBLICA E LA PERFORMANCE

Lo schema di decreto per la riforma della dirigenza pubblica adottato ieri dal Consiglio dei Ministri pone molta attenzione alla valutazione e questo è giusto, ma troppo spesso mi sono trovato davanti a dirigenti che avevano ricevuto dai loro vertici obiettivi inadeguati, stantii, inutili.
Ecco che per poter elevare il livello della valutazione della dirigenza occorre alzare anche quello degli obiettivi, spesso scritti nei Comuni da segretari comunali che ancora non hanno capito dove è diretta la nuova P.A. e invece seguitano a riproporre obiettivi legati ad adempimenti (tante pratiche, tante persone viste, ecc.) mentre poi dei risultati ottenuti non se ne parla.
I segretari comunali adesso potranno essere rimpiazzati facilmente e così arriveranno giovani che magari non hanno mai lavorato in un Comune, come faranno a costruire gli obiettivi e a definire quale devono essere gli output di un settore? 
Certamente la questione è resa difficile dal fatto che nelle disposizioni emanate fino ad ora non si trova alcun riferimento su come debba essere poi redatta la relazione sulla performance; mi auguro che ci abbia pensato il nuovo decreto predisposto dalla Ministra Madia
A tutto ciò segue obbligatoriamente il problema degli indicatori che dovrebbero servire a misurare i risultati raggiunti e dei quali l’articolo 18 bis del D.Lgs. 118/2011 (introdotto dal D.Lgs. 126/2014).
Entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio ogni Comune deve approvare il “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” misurabili e riferiti ai programmi costruiti secondo criteri e metodologie comuni, che è parte integrante dei documenti di programmazione, che deve essere redatto sulla base del decreto del Ministero dell’Interno del 22 dicembre 2015 e che deve essere pubblicato sul sito internet del Comune nella sezione “Trasparenza, valutazione e merito”.
È facoltà di ogni Comune introdurre nel proprio Piano ulteriori indicatori rispetto a quelli previsti dal decreto citato.
Ecco che la nuova dirigenza saper dovrà affrontare in maniera diversa la costruzione del sistema della performance e della valutazione, disponendo di persone esperte e che conoscano non solo di valutazione ma anche di quali sono gli imput e gli output attesi. Grazie al famoso decreto Brunetta sono state escluse molte persone che solamente per il fatto di essere state collocate in pensione non sono state ritenute più in grado di valutare l'operato dei dirigenti.  
Quali saranno i vantaggi per il cittadino da questa nuova riforma che si abbatte sulla P.A.?
Riusciremo finalmente a fare luce sul buio oltre la pratica? Oppure dovremo trovare un novello Atticus (dal famoso romanzo di Harper Lee) per difenderci ?

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